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sabato 29 aprile 2017

Immigrazione NON richiesta: minori NON accompagnati

Da: Libero Quotidiano 18 aprile 2017

Torino, 60 magrebini tengono in ostaggio un treno a Pasqua: coltelli, escrementi e insulti


Un viaggio da incubo quello dei 300 passeggeri del treno Ventimiglia-Torino, partito dalla Liguria nel pomeriggio della domenica di Pasqua. Circa sessanta magrebini hanno infatti occupato le carrozze del convoglio, tenendo in ostaggio tutti i passeggeri, tra aggressioni e parolacce. L'orda di immigrati, inoltre, ha reso inutilizzabili i bagni del convoglio e ha squarciato i sedili con dei coltelli. Noi li accogliamo, loro ci ripagano così.
La vicenda viene rivelata da La Stampa, che dà conto di diverse testimonianze. Simona, una giovane studentessa che viaggia spesso su questa tratta, ha offerto un racconto drammatico di quanto accaduto: "L'incubo è iniziato all'arrivo a Finale. Qui è salito un gruppo di giovani. Erano tantissimi, penso nordafricani, credo tutti minorenni. Con loro c'erano delle ragazze italiane ubriache, che continuavano a spostarsi tra gli scompartimenti e a chiudersi nei bagni per non farsi vedere dal controllore".
Una coppia di anziani ha poi avvisato il capotreno dei continui schiamazzi e i carabinieri hanno fatto scendere i teppisti, ma quando il treno è ripartito il gruppo è risalito. Ha continuato Simona: "Alla fine non gli hanno fatto nemmeno una multa e hanno trascorso il resto del viaggio a prendere in giro tutti gli altri passeggeri. Le loro parole: Visto? Non ci possono fare niente. Hanno sfogato la loro rabbia sui sedili di uno scompartimento, squarciandoli con i coltelli, e nei bagni, resi del tutto inutilizzabili. Una volta a Porta Nuova, poi, c'è stato il fuggifuggi generale. Sono scesa e ho lasciato la stazione tra cordoni di poliziotti dove molti di quei ragazzi scappavano, correndo in mezzo ai binari. Insomma, credo che la maggior parte di loro, dopo tutto quello che ha combinato, l'abbia fatta franca".
Quelli che si sono dati alla fuga, attraversando i binari, hanno inoltre costretto a bloccare la circolazione ferroviaria dell'intera stazione per circa venti minuti. La polizia è riuscita a identificare solo due degli extracomunitari vandali, che restano comunque a piede libero, come il resto del gruppo.

La notizia non è freschissima ma è emblematica dei tempi di degrado, direi masochistico, che sta vivendo l'Italia.
Se non si mette un freno ad una invasione intollerabile, che qualcuno continua a definire inevitabile, il futuro degli ITALIANI sarà sempre più esposto ad episodi di questo genere.
Tanti, troppi miei concittadini, parlano di umanità nell'accoglienza senza riflettere sul nostro territorio, circa Kmq. 300.000, senza riflettere sulla densità di popolazione per Kmq., alta in Italia, senza riflettere sull'economia ridotta a fabbriche che chiudono o mandano il lavoro all'estero, mentre si assiste al dilagare di un lavoro inventato, "umanitario", nelle Associazioni senza fini di lucro (quindi esenti da IVA), che succhiano finanziamenti pubblici per soccorrere i continui arrivi dei barconi dal continente africano, ma non producono gettito.
Poi si parla di "buonismo", come ai tempi di Mani Pulite (che hanno pulito poco) si parlava di giustizialismo. Termini dal sottile contenuto dispregiativo e falso, tanto per opporsi a chi non la pensa allo stesso modo.
Non c'è Bontà né Giustizia che possano essere usate in senso sminuente del loro vero contenuto.
Non c'è Bontà in questo andare avanti e indietro nel Mediterraneo in cerca di gente da "salvare": c'è un business mascherato da Bontà.
L'Africa ha sempre avuto l'incapacità di crescere, pur avendo immense ricchezze: colpa dei loro avidi governanti, colpa del popolo incapace di emanciparsi, colpa dei colonialisti poi "protettorati", che se andate a leggere nei vari Paesi sono quasi sempre Gran Bretagna e Francia, gli unici colonialisti da operetta sono stati gli Italiani dell'epoca fascista.
Oggi la supercolonialista Gran Bretagna si defila, non volendo distribuzione di questi arrivi dei barconi, e la Francia respinge a Ventimiglia. Noi, grazie a Renzi, diamo alimento alle cooperative rosse (Buzzi) e bianche (Vaticano). Domani voterò di nuovo Renzi perché gli altri due per me sono peggio, ma non so se potrò votare PD in futuro se non si cambia rotta sull'invasione. Non siamo la Befana del Mediterraneo dove tutti, navi straniere di ogni tipo, vengono a scaricare gente che ha pagato dei criminali per venire fino qui.
L'Africa stava male pure anni fa ma questo esodo non c'era.
Vi siete chiesti il perché?
Anche l'ultimo africano nella capanna ha appreso da un altro che ha parlato con un altro che ha visto con i suoi occhi, o con la TV, o con il cellulare satellitare, che "in Italia ti accolgono, ti danno coperte, ti curano (quando mai hanno visto un medico tanti di loro), ti danno da mangiare, un letto (tanti di loro sono abituati a dormire per terra), ai bambini danno la cittadinanza! Quest'ultima cosa è una menzogna, per ora!!! Ma le informazioni, si sa, sono imperfette, le voci girano e vengono assunte come certezze.
E allora si rischia tutto, si raccolgono soldi, si danno a chi gestisce gommoni fatiscenti e ci si getta in mare, alla ventura, tanto vale rischiare per il futuro dei figli!
Ed ecco che aumentano i minori non accompagnati, tanto quanto aumenta la speranza che quello che dice il Presidente della Repubblica Italiana sarà fatto!
Ed ecco che aumentano le donne incinte che, secondo la propaganda, fuggono dalla guerra e dalla fame, che non toglie loro la voglia di accoppiarsi né l'irresponsabile scelta di mettere al mondo bambini che qualcun altro sfamerà!
Per loro altro codice morale che per la donna italiana che, se ha difficoltà economiche, viene colpevolizzata qualora metta al mondo figli senza avere i mezzi e spesso non le resta che la strada dell'aborto.
http://www.fanpage.it 21 marzo 2017
è una bambina nata a bordo della nave della organizzazione umanitaria SOS Mediterranee che opera in partnership con Medici senza frontiere nel soccorso dei barconi di migranti a largo della costa libica.
 Mercy è una bambina di circa 3 chili e 700 grammi: seconda figlia di una donna nigeriana, Mercy è la quarta bambina nata a bordo della Aquarius, dopo Destine Alex, nato il 25 maggio 2016, Newman Otas, nato il 12 settembre 2016, Emeka Laska Favour nato 11 dicembre 2016. Con la piccolissima "Misericordia" sono 947 i profughi sbarcati stamattina a Catania dalla nave Aquarius.


Chi soffre la fame non tira fuori un neonato di quel peso!
Non c'è problema: ci penseranno le tasse degli Italiani a crescerla: scuola pagata, cure sanitarie pagate, dato che non ha reddito avrà anche la casa popolare e, se passa l'ultima pensata del Governo Gentiloni, un reddito mensile per famiglie povere.
Poi se vince l'auspicio di Mattarella avrà anche la cittadinanza italiana e.. il trapianto.. via gli Italiani e avanti l'Africa sarà completato.
Cosa c'è dietro questo dissennato genocidio della stirpe italica? 

martedì 25 aprile 2017

25 Aprile Festa della Liberazione

Rita Coltellese *** Scrivere: Storia dimenticata

Rita Coltellese *** Scrivere: Per non dimenticare mai: il passato si lega al presente

Rita Coltellese *** Scrivere: Per non dimenticare mai

Rita Coltellese *** Scrivere: 25 aprile 2013

Bisogna ricordare tutti gli aspetti della Storia e non una parte soltanto, giacché, anche nella parte che ha sbagliato nella Storia, ci sono aspetti di verità.
Se vogliamo valutare il presente senza dimenticare la Storia dobbiamo non avere preclusioni, idee a senso unico.
Su RAI 3 ho visto poco fa filmati in bianco e nero che ho visto tante volte in questi miei oltre 70 anni.
Con mio marito abbiamo commentato, discusso la Storia, che lui sa meglio di me giacché ne è un cultore, mentre io non l'ho mai amata perché a scuola ce la facevano studiare come una sequenza di guerre, date di guerre, assassini e sopraffazioni.
La Storia l'ho appresa di più dalla voce di mio padre: anche lui un cultore della Storia fino ad  essere abbonato a due riviste che si occupavano di Storia.
Ma quella che grondava sofferenza dalle sue parole era quella che lui aveva vissuto e che oggi si ricorda e celebra.
Per sua fortuna nella sfortuna egli fu ferito mentre lo stavano imbarcando su una nave per Pantelleria. Odiava il fascismo e il dover combattere una guerra che riteneva folle e ingiusta, scatenata, diceva, da un pazzo. Dopo la lunga degenza in ospedale fu mandato a casa in convalescenza, dunque non si trovò come tanti suoi commilitoni con i tedeschi che "ti sparavano addosso senza sapere perché", grazie a "quel porco di Badoglio", l'esercito abbandonato a sé stesso e "Pippetto", quel vigliacco, che scappava a Brindisi. 
Mia madre ricordava la guerra da lontano giacché dalle sue parti, Accumoli, oggi tragicamente famosa per il devastante terremoto, i tedeschi, le bombe e tutto il resto, si erano visti poco o niente. Giusto qualche razzia agli agricoltori per approvvigionarsi per l'esercito in ritirata, e le colonne di soldati che, anche a piedi, passavano sulla Salaria e che mia madre "guardava dall'alto dell'aia come in un film", laggiù nella valle del Tronto...
Per mio padre no, fu diverso. Già dai suoi 16 anni egli viveva a Roma e dunque il fascismo, fino alla dichiarazione di guerra e la costrizione ad andare a combatterla, l'aveva sofferto sulla sua pelle.
Non nascondo che mio malgrado, alla fine del filmato in bianco e nero, avevo gli occhi umidi.
Ma mentre lo vedevo non ho potuto fare a meno di pensare alla menzogna attuale sui "poveri africani che scappano dalle guerre e dalla fame", confrontando il loro florido aspetto, mentre scendono dalle navi che li scaricano tutti qui, anche se sono navi straniere e non italiane, con tutti quegli italiani che scorrevano in quelle immagini storiche: erano tutti magri.




Sbarcati in Sardegna

E c'è chi ancora ci crede...

lunedì 24 aprile 2017

Evasione vera no, buffonate sì.

Da: Il Mattino

Annullata la multa
alla parrucchiera «fai da te»

Dietrofront. Tutto cancellato. La multa alla parrucchiera della provincia di Lecco che si era fatta la piega nel proprio salone è stata ritirata. La Guardia di Finanza lo conferma. La signora, titolare di un salone a Oggiono, nel Lecchese, era finita sui giornali. Trasformandosi in simbolo della burocrazia ottusa perché sanzionata con una multa da 516 euro per essersi fatta una piega in negozio, tra una cliente e l'altra, e non aver emesso lo scontrino.

Si potrebbe ridere o semplicemente sorridere di fronte a tanta ottusità, ma non c'è molto da scherzare sui danni che le multe folli provocano.
Ma è veramente colpa dell'ottusità del finanziere, del vigile urbano, dell'ispettore del lavoro o dell'ispettore della ASL, o comunque di qualsiasi rappresentante dello Stato delegato ad emettere sanzioni, oppure è dello Stato che emette norme che consentono questi ridicoli obbrobri?
Sicuramente senza tali particolari codicilli assurdi anche il finanziere, il vigile urbano, l'ispettore del lavoro ecc. più stupidi o malvagi potrebbero arrivare a tanto! A sprecare carta e tempo lavoro pagato dai contribuenti per fare cose che allo Stato non danno alcun beneficio ma tanto male ai tapini che sono sanzionati, fino ad arrivare al suicidio, come nel caso del pizzaiolo De Falco, multato da ispettori del lavoro perché la moglie era andata a dargli una mano in negozio senza avere un contratto di lavoro! 
Regole certe si! Asfissia senza costrutto no
Colpisce l'insensatezza di queste sanzioni comminate qua e là, mentre in genere si assiste ad un lassismo vergognoso per cose importanti che creano danno alla Società.
Penso ai barbari che gettano rifiuti ovunque, ormai una vera piaga a cui nessun vigile, nessuna guardia parco, perché gettano immondizia anche dentro i parchi nazionali e regionali, commina sacrosante multe.
Si preferisce rompere le scatole alla parrucchiera che ogni tanto utilizza le proprie attrezzature per farsi i capelli, oppure al povero artigiano che se ha la febbre alta deve chiudere il negozio perché guai a farsi aiutare da un familiare: multa esosa oltre i suoi magri ricavi!
Quando la finiremo di non perseguire seriamente chi crea danno alla Società e di smettere di perseguitare la povera gente?

domenica 23 aprile 2017

Alitalia, nostra ex-Compagnia di Bandiera svuotata dai Partiti

Rita Coltellese *** Scrivere: Italia in svendita

Rita Coltellese *** Scrivere: Wind Jet: cittadino soffri, paga e ripaga...

Rita Coltellese *** Scrivere: Lufthansa come Costa Crociere



Avevo tutto già scritto e non voglio ripetermi.
Di fronte ai servizi che offrono certe compagnie statunitensi, vedi i fatti recenti, per non parlare dell'orrida fine fatta fare ai passeggeri dell'aereo della Lufthansa da un pilota che loro avevano selezionato, il rimpianto per la nostra ex-Compagnia di Bandiera, svuotata dai partiti per decenni ed ora ridotta all'ennesima svendita in cui pagano solo i più deboli, è forte e desolato.
Era un fiore all'occhiello dell'Italia.
Noi le nostre compagnie aeree le facciamo fallire senza loro colpa: vedi la vicenda ITAVIA, vittima della strage di Ustica.



Questo è quello che accade nelle Compagnie statunitensi:

uno steward che aggredisce una passeggera con bambino e il pilota che assiste senza intervenire: eppure sugli aerei, come sulle navi, egli ha giurisdizione totale... Un passeggero prova a difenderla ma viene minacciato dallo stesso steward, mentre il pilota fa da paciere... Servizio indecente!



Qui un medico viene portato via violentemente perché l'aereo è in overbooking e non può portare più passeggeri del necessario, ma deve far posto a membri dipendenti della propria compagnia che debbono raggiungere la stessa destinazione per lavoro, dunque il passeggero pagante viene buttato fuori.

Impensabile nella nostra ex, elegante, Compagnia di bandiera!

sabato 22 aprile 2017

Sabaudia: Incontro culturale più che elettorale

Oggi, nei colori del verde del giardino dell'Hotel Dune e dell'azzurro di un mare spettacolare, si è riunito lo staff del candidato Sindaco Pasquale Capriglione in nome della Pace. Nel programma di "Obiettivo in Comune" non poteva mancare l'aspetto culturale, ideale e, perché no, anche economico dato che si è parlato di Fondi Europei
Partendo dalla Dichiarazione di Bruxelles "Pledge to Peace" del 2011, progetto europeo per promuovere i valori della Pace, i relatori del gradevole convegno di oggi anno illustrato, ciascuno per la propria parte, l'argomento e come questo si può legare anche al futuro di Sabaudia.
Ha introdotto la discussione il candidato Sindaco lasciando poi la parola ai relatori.
Ha iniziato l'organizzatrice dell'incontro, Avv. Letizia De Magistris, che ha presentato un ospite illustre come Piero Scutari,  Presidente dell’associazione Percorsi e Segretariato del Pledge to Peace, il quale ha parlato delle Istituzioni che hanno aderito al Progetto per la Pace, fra cui Città Italiane, Scuole, Enti... Perché non anche Sabaudia in futuro?
La possibilità di poter presentare Progetti legati alla Pace e ottenere finanziamenti europei l'ha illustrata, nell'aspetto organizzativo e pratico, una giovane donna, Jessica Brighenti, che per il Comune di Pontinia ha creato, con altri giovani, Lo Sportello Europa e Informa Giovani, auspicando che questo si possa fare anche nel Comune di Sabaudia.
Infine un tocco ideale e culturale l'ha aggiunto la giovane, bella e promettente attrice Paola Lavini, che ha già dato prova della sua arte recitativa, ma anche canora, in numerosi spettacoli sia di cinema di pregio, che televisivi e teatrali, parlando di Pace nella sua Arte e dei valori cattolici che ispirano la sua vita morale anche nel suo lavoro.


Durante il convegno sono stati proiettati filmati e diapositive a corollario degli interventi grazie ad un tecnico d'eccezione: la candidata Consigliere Francesca Benedetti.
  

Ci hanno provato!!!

Da: IL MANIFESTO


Anac, il Consiglio di Stato: mai chiesta l’abrogazione

Il comma cancellato. M5S all’attacco. Renzi: «Gentiloni ha già detto tutto quello che andava detto»
Il caso Anac resta aperto: continua la ricerca della «manina» che nel Consiglio dei ministri del 13 aprile ha cancellato il comma 2, eliminando la «raccomandazione vincolante» che consente all’Autorità anticorruzione di Raffale Cantone di intervenire rapidamente in casi gravi, senza attendere i tempi lunghi della giustizia ordinaria.
Depotenziare l’Anac ha aperto uno scontro che avrebbe potuto minare il governo, avvicinando la data delle elezioni proprio quando Matteo Renzi spinge per andare al voto prima del 2018. Dagli Usa il premier è intervenuto già giovedì per sancire la marcia indietro: «Sarà posto rimedio in sede di conversione» ha assicurato Gentiloni. L’altro ieri era circolata la versione che il comma fosse stato abrogato sulla base di un parere del Consiglio di Stato, che giudicava «eccessivi» i poteri dell’Anac. I renziani avevano così messo in giro il commento: «Il Consiglio di Stato è impegnato a smantellare le riforme del governo Renzi». Ma sarebbero stati gli uffici tecnici della presidenza del consiglio, retti da Maria Elena Boschi, a operare la correzione. E la ministra sarebbe stata presente.
Inoltre dall’Anac giovedì è stato spiegato che, nonostante «una proficua collaborazione» durante l’iter del provvedimento, nessuno li ha contattati per discutere una modifica che eccede i poteri del governo rispetto alla delega ricevuta dal parlamento. E ieri, in una nota, il Consiglio di Stato ha precisato che in «nessun parere è stata chiesta l’abrogazione del comma 2; al contrario, sono state fornite indicazioni per rendere la raccomandazione vincolante uno strumento efficace, immune da profili di eccesso di delega. Una riformulazione in chiave di controllo collaborativo che avrebbe condotto a un rafforzamento dei poteri dell’Anac».
Cantone, ieri su Repubblica, ha commentato: «C’è chi, nei palazzi qua intorno, sta seriamente pensando di ridimensionare l’Anac». Sono tanti i campi sensibili in cui l’Anticorruzione prova a fare luce, compresi l’inchiesta Consip e l’esposto sul salvataggio dell’Unità.
Giovedì Renzi ha fatto sapere alla stampa di essere molto contrariato, ieri ha assicurato che dietro l’iniziativa non ci sono né lui né Boschi: «Cantone lo abbiamo scelto noi. Mi pare che il presidente Gentiloni abbia già detto quello che andava detto, siamo tutti d’accordo con lui». Impegnati a sminare il campo anche i ministri: «C’è stato un errore tecnico, senza alcuna volontà politica» dice Roberta Pinotti. Attaccato dal renziano Ernesto Carbone, ieri Andrea Orlano ha ribadito: «Faccio mie le parole del premier: va assolutamente posto rimedio a questo errore». In difesa dell’Anac, ma anche del guardasigilli che appoggiano nella corsa alla segreteria, un gruppo di senatori (Camilla Fabbri, Stefano Vaccari, Rosaria Capacchione tra gli altri): «L’impegno contro la corruzione è stato sempre al centro dell’azione del Pd, che da questa vicenda è il primo a essere danneggiato».
Finito sulla graticola, Graziano Delrio ieri si è difeso: «Nessun ministro ha appoggiato in Cdm quella norma. La vicenda è grave, ma correggeremo l’errore già nello stesso decreto legislativo sul codice degli appalti oppure nella manovrina». Attaccano a testa bassa i 5S: «La manina che ha tolto all’Anac i poteri sugli appalti è del Pd», twitta Luigi Di Maio. Renzi replica usando l’ironia: «Ho sentito un deputato 5 Stelle difendere l’Anac. Finalmente elogiano le mie riforme».
Ci hanno provato! E' evidente. E se la Boschi lo sapeva temo che lo sapesse anche Renzi... Chi ha ispirato la cancellazione di quel comma?
Certo appare strano che sia proprio Renzi che l'ANAC l'ha voluta e così Cantone.
Il Consiglio di Stato smentisce di essere l'ispiratore della "manina", e il giallo rimane.
Certo il pensiero cattivo, che ci abbiano provato proprio coloro che Cantone l'hanno voluto con la sua ANAC, in politica non è peregrino.. Dipende dalle necessità.. Si possono fare due parti in commedia.. Si può dire "provaci e vediamo se qualcuno se ne accorge". Poi qualcuno in buonafede se ne accorge, Stefano Esposito, renziano, chiama Gentiloni, e Gentiloni chiama Cantone dagli USA scandalizzato e propone il rimedio... Poi si getta fumo sul Consiglio di Stato e il Consiglio dice: "Ma de' che?" Non siamo stati noi! Anzi!
In fondo potrebbe essere stato anche così per Zingaretti in Regione Lazio:  "provaci e vediamo se qualcuno se ne accorge" che abbiamo chiuso un'intera Unità Operativa di Chirurgia Toracica per far vedere che risparmiamo e, mentre i Chirurghi continuiamo a pagarli lasciandoli con le mani in mano, spendiamo per assumerne altri 6, senza utilizzare quelli che abbiamo messo in mobilità! La Legge e il Piano di rientro li ho scritti proprio io, Zingaretti, sono Commissario ad Acta per la Sanità, e c'è scritto che non posso fare bandi di concorso se prima non ho utilizzato il personale che ho messo in mobilità.. Però una "manina" ha fatto uscire ugualmente i bandi sulla G.U.!
Ma adesso porremo rimedio! Sicuramente si è trattato di un errore materiale!
In tutto questo brilla per il nulla l'opposizione a 5Stelle informata! Loro sanno fare solo polemiche, come i bambini...

La pena di morte inaccettabile per reati di opinione, necessaria per crimini efferati

Da: Il Post
4 MARZO 2017

L’ultima esecuzione per crimini comuni in Italia

Avvenne 70 anni fa, quando Giovanni D'Ignoti, Francesco La Barbera e Giovanni Puleo furono fucilati per la strage di Villarbasse, in cui furono uccise dieci persone

In Italia la pena di morte per reati civili non esiste più dal 1948, mentre quella per reati militari è stata abolita solo nel 1994. Sia l’ultima esecuzione capitale per reati civili che quella per reati militari, però, furono eseguite nel 1947, a un giorno di distanza. Il 4 marzo furono fucilati Giovanni D’Ignoti, Francesco La Barbera e Giovanni Puleo, condannati per la cosiddetta “strage di Villarbasse” in cui furono uccise dieci persone. Il 5 marzo invece furono fucilati per collaborazionismo, sevizie e deportazione di migliaia di persone nei campi di sterminio tre ex membri della Guardia Nazionale Repubblicana del governo fascista: Aurelio Gallo, Emilio Battisti e Aldo Morelli. Quando fu eseguita la condanna a morte di D’Ignoti, La Barbera e Puleo, la Commissione per la Costituzione, cioè l’organo che realizzò il progetto dell’attuale Costituzione, aveva già deciso che la pena di morte sarebbe stata abrogata, ma l’allora presidente della Repubblica Enrico De Nicola decise di non graziare i tre uomini per l’efferatezza del loro crimine.
La strage di Villarbasse
Gli omicidi per cui D’Ignoti, La Barbera e Puleo furono condannati a morte avvennero il 20 novembre 1945 in una cascina di Villarbasse, un comune in provincia di Torino. I tre uomini commisero il crimine insieme a una quarta persona, Pietro Lala, che però fu ucciso in Sicilia prima di essere arrestato; tutti e quattro erano siciliani. Il piano iniziale prevedeva di rapinare l’avvocato Massimo Gianoli, proprietario della cascina: sapevano che teneva in casa grosse somme di denaro perché Lala aveva lavorato per lui come garzone. Per compiere la rapina D’Ignoti, La Barbera, Lala e Puleo sequestrarono Gianoli e Teresa Delfino, una sua dipendente che si occupava delle faccende domestiche, insieme ad altre nove persone: l’affittuario di Gianoli Antonio Ferrero e sua moglie Anna Varetto; il loro genero Renato Morra e suo figlio, un bambino di due anni; le dipendenti Rosa Martinoli e Fiorina Maffiotto, e i loro mariti Gregorio Doleatto e Domenico Rosso; il bracciante Marcello Gastaldi.
I quattro uomini si erano coperti le facce con dei fazzoletti ma Lala fu riconosciuto: per questo i rapinatori decisero di uccidere i sequestrati per non lasciare testimoni. Solo il bambino non fu ucciso, perché troppo piccolo per riconoscerli. Tutti gli altri furono colpiti più volte con dei bastoni e poi gettati ancora vivi in una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana che si trovava nel cortile della cascina. D’Ignoti, La Barbera, Lala e Puleo rubarono 200mila lire, un paio d’orecchini d’oro ed altri oggetti di scarso valore. Poi D’Ignoti tornò a Torino, dove viveva e lavorava come operaio alla Fiat, mentre gli altri tre andarono in Sicilia. I corpi delle persone uccise furono ritrovati otto giorni dopo gli omicidi, anche se le ricerche erano cominciate fin dal giorno successivo, perché il nipote di Ferrero era stato trovato solo in casa.
La polizia indagò presto sull’ex garzone Lala, che aveva usato il nome falso di Francesco Saporito con gli abitanti della cascina. Ciononostante si riuscì a risalire a D’Ignoti, in quanto torinese, che raccontò come si erano svolti i fatti. La sua confessione permise di arrestare anche La Barbera e Puleo. I tre uomini furono condannati a morte il 5 luglio 1946, e la condanna fu confermata dalla Corte di Cassazione il 29 novembre dello stesso anno. L’esecuzione avvenne alle 7.45 del 4 marzo 1947 al poligono di tiro delle Basse di Stura di Torino, che è tuttora aperto come centro per allenarsi nel tiro a segno. Tra le persone presenti all’esecuzione c’era anche il giornalista Giorgio Bocca.
Cosa dice la Costituzione sulla pena di morte
La pena di morte è vietata dall’articolo 27 della Costituzione, approvato dall’Assemblea Costituente il 15 aprile 1947, poco più di un mese dopo l’esecuzione di D’Ignoti, La Barbera e Puleo. Nella sua formulazione originale l’articolo diceva
«La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra»
Entrò in vigore il 22 gennaio 1948 grazie a due decreti attuativi firmati da De Nicola. Il testo dell’articolo fu modificato nel 2007 e ora rispetta il protocollo n. 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (relativo all’abolizione della pena di morte in qualsiasi circostanza) che l’Italia ha ratificato nel 2008:
«La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte».


Ecco un articolo di vero giornalismo, intendo il

giornalismo che fa informazione, chiara nell'esposizione e nei fatti.

Il giornalismo che dà qualcosa in più a chi legge e non un confuso

sbrodolamento di commenti strampalati e fuorvianti da quella che

deve essere la vera missione del giornalismo: informare,

informare, informare.

Sulla pena di morte ho già scritto e riporto qui i link che rimandano

ai post che ho pubblicato sull'argomento:











E c'è chi non vorrebbe nemmeno l'ergastolo! Nell'ordinamento 

italiano esiste l'ergastolo ostativo, vuol dire privo della possibilità 

di chiedere la Grazia al Presidente della Repubblica, ed è solo per 

casi di omicidi compiuti essendo legati alla 

criminalità organizzata (Mafia, N'drangheta, Camorra

ecc.). 




lunedì 17 aprile 2017

Il Diritto calpestato di Dirigenti Medici: chi lo ripristinerà Zingaretti PD o Barillari M5S?

Il Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, è anche Commissario ad acta per la Sanità, più esattamente egli chiude interi reparti Ospedalieri per il riordino della Sanità regionale ai fini di ottenere un risparmio economico.
Per questa ragione egli ha disposto l'applicazione di Leggi dello Stato prima di procedere a nuove assunzioni nei vari campi delle Specializzazioni mediche. Tali Leggi non sono note a tutti, ma i quotidiani ne hanno dato ampie notizie in articoli che illustravano il piano predisposto dal Presidente: un esempio preso dal quotidiano "Il Messaggero":...  il piano è perentorio: le assunzioni saranno autorizzate solo dopo avere valutato se si può ricorrere ai trasferimenti.
D'altra parte lo dice la Legge.
Sono venuta a conoscenza di un fatto che, come cittadina contribuente, mi ha provocato sorpresa ed indignazione e non potevo credere che il Commissario ad acta e Presidente della Regione potesse aver consentito che si bandissero ben N. 6 posti di Chirurgia Toracica mentre ci sono almeno N. 3 Medici con quella Specializzazione dipendenti del SSN a cui il Commissario ha chiuso il Reparto lasciandoli inutilizzati ma, ovviamente, pagati regolarmente. Come è possibile se la Legge è, appunto, perentoria in tal senso?
L'Avv. Damizia, avvocato del Lavoro e consulente del Sindacato di Base a cui ero iscritta, mi spiegò tempo fa che per bandire un concorso per un posto di Dirigente Medico deve esserci la copertura finanziaria per tutto il tempo del servizio svolto da chi sarà assunto. Dunque ecco la prova che n. 6 posti di Chirurgia Toracica hanno avuto la copertura finanziaria per poter bandire il Concorso:
Riapertura termini ed elevazione posti concorso pubblico di Dirigente Medico Chirurgia Toracica
Estratto riapertura  termini ed elevazione dei posti da uno a sei del concorso pubblico, per titoli ed esami, di dirigente medico disciplina chirurgia toracica con la riserva di tre posti di cui due posti Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini un posto Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, a favore dei soggetti in possesso dei requisiti dell’art. 1, comma 543 della legge 208 del 28 dicembre 2015.
Scadenza presentazione domande: 27 aprile 2017
Ho informazione certa che il 19 gennaio 2017 i Chirurghi Toracici ancora in attesa di ricollocazione apprendevano che il loro Reparto era stato ufficialmente chiuso e che dovevano entro il 23 gennaio scegliere una nuova collocazione. Tutti gli specialisti di Chirurgia Toracica indicavano per scritto e ufficialmente le sedi scelte per la ricollocazione. Siamo quasi alla fine di aprile e tali Dirigenti Medici sono ancora in attesa di tale ricollocazione: quasi 3 mesi!
Nel frattempo si apprende da fonte certa che sono stati banditi n. 6 posti per la medesima specializzazione SENZA AVER PRIMA ATTINTO AL PERSONALE ESISTENTE.
Come cittadina e come blogger, che spesso ha affrontato su questo blog problemi comuni, dell'interesse comune, ho scritto a Zingaretti e sono certa che chi è addetto a mettere in risalto la corrispondenza sui vari temi NON PUO' NON AVERGLI SEGNALATO LA LESIONE DELLA LEGGE DA ME DENUNCIATA: 

Rita.Coltellese@gmail.com rita.coltellese@gmail.com

5 apr (12 giorni fa)
presidente@regione.lazio.it , Ccn: dbarillari, Ccn: ilbarillo

Accanto alle norme di carattere generale, applicabili anche al Ssn, che prevedono anche la mobilità forzosa al fine di ridurre le eccedenze di personale (articolo 33 D.lgs 165 del 2001 e smi), si pone l’articolo 8 del dl 158 del 2012 (cd decreto Balduzzi), il quale stabilisce che, per comprovate esigenze di riorganizzazione della rete assistenziale, anche connesso a quanto disposto dal suddetto articolo 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 circa la riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati, le regioni possono attuare, previo confronto con le organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro, processi di mobilità di cui all’articolo 30 del D.lgs 165 del 2001 e smi del personale dipendente (che oggi, a seguito della riforma del decreto PA, include sia la mobilità volontaria che quella cd obbligatoria entro 50 km dalla sede di destinazione) dalle aziende sanitarie, con ricollocazione del medesimo personale presso altre aziende sanitarie della regione situate anche al di fuori dell’ambito provinciale, previo accertamento delle situazioni di eccedenza ovvero di disponibilità di posti per effetto della predetta riorganizzazione da parte delle aziende sanitarie.
Le aziende sanitarie non possono procedere alla copertura di eventuali posti vacanti o carenze di organico, prima del completamento dei procedimenti di ricollocazione del personale.
Caro Presidente Zingaretti,
Lei è il miglior Presidente che abbiamo avuto negli ultimi anni, per questo Le scrivo.
Probabilmente Lei non sa che la disposizione legislativa messa in rilievo sopra non viene rispettata: un esempio attuale è l'Ospedale S. Filippo Neri che, a seguito della chiusura dell'U.O. di Chirurgia Toracica, ha N. 3 Chirurghi Toracici in mobilità obbligatoria e in attesa di ricollocazione.
Sembra che i "capetti" che fungono da primari nei vari ospedali romani, lungi dall'accettare i Chirurghi messi in mobilità obbligatoria, preferiscono andare contro la legge e bandire concorsi per Chirurghi Toracici.
Dato che alla Dirigenza della Cabina di Regia del SSR c'è un ex-Geometra con Laurea in Sociologia forse gli è sfuggita questa organizzazione illegale in cui, a fronte di Chirurghi Toracici del SSN stipendiati ma tenuti fermi, si stanzi denaro pubblico per bandire concorsi per la stessa Specializzazione Medica.
Mi rivolgo a Lei perché sono sicura che lei è persona a cui sta a cuore sia la legalità, sia lo spreco di risorse professionali, conquistate con anni di studio ed esercizio della Chirurgia che, tenute ferme, non possono che ricevere un danno di sprofessionalizzazione.
Con stima.
Una cittadina e blogger

Non mi aspettavo certo che il Presidente rispondesse alla cittadina contribuente firmataria della e-mail, mi aspetto però che dimostri che qualcosa gli è sfuggito e NON SA che NON SI STANNO RISPETTANDO LE LEGGI E LE CORRETTE PROCEDURE.
Dato che ho inviato per conoscenza la medesima e-mail al Consigliere Regionale del M5S che ho votato, e conosciuto quando era in campagna elettorale, egli mi ha risposto come segue:

Davide Barillari

5 apr (12 giorni fa)
me
miglior presidente che abbiamo avuto ?
ma ti rendi conto di cio' che hai scritto ?

Rita.Coltellese@gmail.com rita.coltellese@gmail.com

5 apr (12 giorni fa)
Davide

E tu ti rendi conto di quello che avviene nella Sanità Regionale di cui ti sei occupato e ti occupi in prevalenza?
Non a caso ti ho inviato la e-mail.
Il dato più importante lo hai ignorato, mentre quello superficiale lo hai messo in risalto.

Davide Barillari

6 apr (11 giorni fa)
me
Renditi conto che stai chiedendo di intervenire, lodandolo, a chi ha causato il problema.

Noi abbiamo le soluzioni, che stiamo preparando da 2 anni, e che saranno applicate nel 2018
saluti

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DAVIDE BARILLARI
MoVimento 5 Stelle Regione Lazio


Portavoce dei Cittadini al CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO, Political hacker, Membro VII commissione (Politiche sociali e salute) e III commissione (Vigilanza sul pluralismo dell'informazione).

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Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com

7 apr (10 giorni fa)
Davide
Ho letto (in parte) il Libro Bianco Salute 2018: è un programma importante e ambizioso, ma dobbiamo aspettare il 2018. Nel frattempo si sta violando la Legge, come riportato nella e-mail inviata al Presidente Zingaretti, al quale ho scritto che è il migliore degli ultimi anni giacché chi lo ha preceduto erano persone come la Polverini e Storace!!! Ritieni di chiedere conto al Presidente di quanto avviene oppure preferisci polemizzare con me?


Davide Barillari

7 apr (10 giorni fa)
me
ok, allora leggi le CENTINAIA di interrogazioni, mozioni...presentate in questi 4 anni per denunciare tutte le irregolarita'.
e leggi anche le DECINE di denunce fatte alla corte dei conti e in procura.

poi ne parliamo

ripeto che zingaretti e' causa dei problemi, e a mio parere e' anche peggio di polverini e storace



Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com

7 apr (10 giorni fa)
Davide
Va bene Davide,
che esito hanno avuto le denunce? In questo caso stanno bandendo n. 6 posti di Chirurgia Toracica mentre al S. Filippo Neri ci sono almeno n. 3 Chirurghi Toracici privati della possibilità di operare ma stipendiati. La regione li ha messi in mobilità ma non dà loro una destinazione. So che uno dei Chirurghi ha presentato, tramite avvocato, una diffida alla magistratura, perché secondo Legge, come sai, non potevano bandirli senza aver prima ricollocato il personale a cui hanno chiuso il Reparto. Tu che risposte hai avuto dalla magistratura per le denunce presentate in questi anni? Se la magistratura non si muove allora c'è connivenza.
Io non voglio criticarti, come sai ti ho votato come ho votato Ruocco e Taverna. Voglio, in fondo, quello che vuoi tu. Ma posso solo rivolgermi a chi ha il potere di intervenire, per vedere quello che fa. Dopo, se non fa niente, ho solo la mia voce di blogger e il mio voto.

Davide Barillari

12 apr (5 giorni fa)
me
Alcune denunce stanno andando avanti, altre sono semplicemente insabbiate.
Potremo cambiare il sistema solo da febbraio 2018, quando governeremo questa regione



saluti



Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com

12 apr (5 giorni fa)
Davide


Se sono insabbiate c'è una connivenza di certa magistratura allora.
Cosa pensi di fare per l'abuso che ti ho segnalato?

Davide Barillari

12 apr (5 giorni fa)
me
Abbiamo troppe emergenze da seguire e non ce la facciamo a intervenire su tutti i casi in ogni ospedale del lazio.
Da 4 anni facciamo denunce e interrogazioni.

Ora lavoriamo al progetto di riforma della sanita’ che presenteremo nel 2018



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DAVIDE BARILLARI


Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com

12 apr (5 giorni fa)
Davide
Mi spiace Davide Barillari,
ma come persona che ti è venuta a conoscere a Grottaferrata RM prima di darti il suo voto e dopo avertelo dato è la seconda volta che rispondi picche ad un problema, dopo che avevi detto che avreste lavorato di concerto con i cittadini che vi avrebbero votato pregandoci di collaborare segnalandovi le criticità.
In questo caso stanno bandendo un concorso per n. 6 posti di Chirurgia Toracica senza collocare prima il personale in mobilità! Stanno contravvenendo alla Legge e tu glielo lasci fare "perché non ce la fate ad intervenire in tutti gli ospedali del Lazio!" Allora non hai capito che non è il caso isolato di un Ospedale! Stiamo parlando di mobilità Regionale! Si tiene del personale altamente specializzato inattivo pagandolo e si spendono altri soldi per coprire nuovi posti! Lo sai che quando si bandisce un concorso, anche per un solo posto, ci deve essere la copertura finanziaria totale per quel posto?!
L'altra volta ti prospettai il problema dell'abbandono della cura delle fasce frangivento nel Pontino che sono di proprietà della Regione Lazio. Non hai fatto nulla. Da sola ho letteralmente bombardato il Dipartimento del Patrimonio (tutto pubblicato sul mio blog) ed ho ottenuto un piccolo appalto per un minimo intervento di messa in sicurezza. E tu dici che non dovrei scrivere al Presidente? E tu che hai avuto la mia fiducia con il mio voto che fai?
Buona Pasqua.

Davide Barillari

12 apr (5 giorni fa)
me
Il consigliere regionale puo’ fare interrogazioni o mozioni o proposte di legge.
Puo’ chiedere audizioni nella propria commissione.

Il cittadino deve fare le denunce.

Noi abbiamo fatto di tutto per 4 anni, contestando delibere, atti aziendali, scelte dei singoli direttori generali, e tanto altro.
Dopo 4 anni di denunce, ora siamo al punto nel quale fra pochi mesi governeremo. E stiamo preparando la riforma della sanita’, che non permettera’ piu’ ai ladri di rubare o ai direttori generali di fare concorsi falsi o aiutare gli amici degli amici.

Significa che me ne sto fregando ?
Tu dov’eri in questi 4 anni quando abbiamo contestato tutte le scelte degli ospedali del lazio ? hai letto tutti gli atti che abbiamo presentato in questi anni in aula e in commissione, o i 18 dossier che abbiamo elaborato insieme ai tecnici del nostro gruppo ?

Tu hai scritto al presidente dicendo che e’ il miglior presidente che conosci…e in piu’ contesti il nostro lavoro senza conoscerlo, e senza capire che tappare un piccolo buco della sanita’ del lazio e’ meno importante che ricostruire tutto il sistema….


DAVIDE BARILLARI

MoVimento 5 Stelle Regione Lazio

Per lui è tappare un  "piccolo buco della Sanità del Lazio", per me è una questione di LEGALITA' E SULLA LEGALITA' NON SI TRANSIGE, giacché di abuso in abuso si calpesta il DIRITTO del singolo ma anche dell'intera Comunità!