mercoledì 4 luglio 2012

ACEA non paga le imprese, fa pagare agli utenti Servizi non resi, ma usa i soldi per ingrassare i Dirigenti


IL CASO

Acea, distribuiti i bonus del 2011
Cinque milioni di premi ai dirigenti

Circa 50mila euro a testa, a dispetto degli utili in calo. Interrogazione del pd Valeriani "Fornitori non pagati per far scattare i benefit"

di GIOVANNA VITALE 3 luglio 2012
Premi a pioggia per tutti i dirigenti di Acea. Circa cinque milioni di euro distribuiti a un centinaio di manager  -  in media 50mila euro a testa, chi più chi meno a seconda della posizione aziendale e della retribuzione fissa  -  per aver raggiunto gli obbiettivi del 2011. E ciò a dispetto di un bilancio chiuso con l'impennata dell'indebitamento, una forte diminuzione di utili e fatturato, il dimezzamento del valore del titolo: parametri che certo non testimoniano a favore del management. Il quale, però, mentre tutto crollava, è riuscito a mettere in salvo i suoi bonus. 

Resta solo da capire come abbia fatto. Se i mezzi utilizzati per coronare la meta siano stati ortodossi. Oppure, come si vocifera a piazzale Ostiense, il frutto  -  del tutto lecito, per carità  -  di un maquillage contabile. Esattamente la domanda che ora il consigliere del Pd Massimiliano Valeriani ha intenzione di rivolgere al sindaco Alemanno in una interrogazione urgente che stamattina, in occasione dell'ennesimo round sulla cessione del 21% di Acea, verrà depositata in aula Giulio Cesare. "Poiché la posizione finanziaria netta è, insieme al Mol, l'obbiettivo da raggiungere per far scattare i bonus, non vorrei che tale obbiettivo fosse stato conseguito attraverso alchimie di bilancio, ossia grazie al mancato pagamento di centinaia di fornitori così da far apparire il debito migliore di quello che è". Una pratica che sarebbe stata messa in atto durante tutto il 2011, ma  intensificata nell'ultimo semestre: è allora che i tempi di pagamento hanno cominciato ad allungarsi ben oltre i 180 giorni, uno slittamento che ha alleggerito  appunto  la posizione finanziaria netta del gruppo. Facendo scattare i premi dei dirigenti. 

Ma c'è di più. "Non solo i pagamenti avvengono ormai con termini oltre i 6 mesi, ma altri mesi vengono impiegati per contabilizzare i lavori eseguiti dalle imprese e per formalizzare lo Stato Avanzamento Lavori (Sal), il titolo necessario per emettere fattura", racconta Valeriani. "Perciò, un lavoro eseguito a gennaio 2012 che ricade in un Sal trimestrale e quindi con chiusura a marzo 2012, darebbe diritto all'emissione del certificato di pagamento entro 45 giorni come da regolamento dei lavori pubblici. Invece in Acea i Sal e i relativi certificati di pagamento vengono emessi con 4/6 mesi di ritardo: dunque, per un lavoro fatto a gennaio, un'impresa riesce ad emettere fattura dopo 9/10 mesi e viene pagata 180 giorni dopo la ricezione della stessa. Lavoro fatto ad inizio 2012, incasso ad aprile 2013, in media 16 mesi!". Ecco perché è necessario che il sindaco si informi e magari intervenga. "Per tentare di restituire un po' di normalità a un'azienda ormai fuori controllo, come dimostra anche l'uscita di scena di due direttori chiave come Donnarumma e Barberis".

Anche i C.d.A. dei vari ATO di ACEA hanno usufruito delle regalie?