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sabato 18 ottobre 2014

Leggi esistenti non rispettate

Da: Il Secolo XIX

Nozze gay a Roma, anche il sindaco Marino sfida Alfano: 16 trascrizioni

Roma - Sedici coppie omosessuali hanno potuto far trascrivere il loro matrimonio a Roma. Uomini e donne che hanno già formalizzato la loro unione all’estero, oggi hanno vista riconosciuta la loro unione anche nella Capitale, per mano del sindaco Ignazio Marino. Una scelta, quella del primo cittadino, che ha i connotati di una “sfida” al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro il quale, in osservanza dellacircolare-stop del ministro Angelino Alfano , aveva annunciato l’annullamento dell’atto.
E proprio poco dopo la cerimonia, lo stesso prefetto ha fatto sapere: «Cancellare le trascrizioni o ci sarà l’annullamento». Pecoraro ha invitato il sindaco di Roma a procedere alla cancellazioni delle trascrizione delle nozze gay «altrimentisarò costretto io a farlo per legge».
Il sindaco Marino, tra gli applausi della sala, ha fatto questa mattina le trascrizioni nel registro di Roma (fotogallery) . Le coppie, di volta in volta, sono state chiamate al tavolo del sindaco e dopo la trascrizione hanno posato per le foto insieme a lui. Gli applausi e le manifestazioni di euforia in sala sono stati quasi ininterrotti.
«Dobbiamo pensare che oggi è un giorno normale. Crediamo fortemente che tutti siano uguali e abbiano gli stessi diritti davanti alla legge. E allora quale diritto più importante c’è di dire al proprio compagno o compagna “ti amo”?», ha detto Marino.
Immediato il commento di Alfano che in un post su Facebook ha scritto: «Il sindaco Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco per l’attuale legge italiana ciò non è possibile». «La firma di Marino non può sostituire la legge: ha fatto il proprio autografo a queste rispettabilissime coppie».
Il Vicariato: «Scelta ideologica basata su una mistificazione»
«Una scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti» basato su una «mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico»: così l’editoriale del settimanale della diocesi di Roma definisce la trascrizione di matrimoni celebrati all’estero da alcune coppie omosessuali operata dal sindaco, Ignazio Marino.
La protesta di Ncd
“No alle unioni civili. Marino via da Roma”,
“E mo' pure questa: il sindaco legislatore”, “Le famiglie romane non arrivano a fine mese e loro pensano ai matrimoni gay”, questi gli striscioni alla protesta organizzata da Nuovo centrodestra davanti al Campidoglio contro l’iniziativa del sindaco di Roma Ignazio Marino. E non sono mancati battibecchi tra i manifestanti e alcuni giovani, favorevoli all’idea del chirurgo dem. In piazza la deputata di Ncd Barbara Saltamartini, il coordinatore romano del partito Gianni Sammarco e il capogruppo in Campidoglio Roberto Cantiani.
In questo nostro singolare Paese ci si richiama al rispetto della Legge scritta a seconda, non già del Diritto, bensì delle proprie personali opinioni ed umori.
Può una Nazione reggersi sul Diritto in codesta maniera? Quali i riferimenti se le Leggi sono sacre e c'è indignazione qualora non si rispettino?
Da tanto il cambiamento del Costume nella nostra Società reclama il cosiddetto "matrimonio omosessuale", chiamato gay, parola inglese inutile visto che esiste, il chiaro a tutti, termine italiano. A volte il pessimo giornalismo di maniera le chiama "Nozze Gay": la summa della volgarizzazione di fatti che dovrebbero essere chiamati con il loro nome semplice e chiaro nei fatti nudi e crudi, Unioni Legali fra coppie omosessuali.
L'ipocrisia sfacciatamente mascherata da "verità" poi porta avanti il filone del "Riconoscimento Legale delle coppie di fatto".
Ora una società civile deve darsi delle regole per dirsi tale e lo Stato Italiano se le è date riguardo all'Unione fra due persone di diverso sesso che vogliono costruire la cosiddetta famiglia naturale: il Matrimonio Civile. Istituzione che per lungo tempo, fino alla Legge sul Divorzio, è stata più rigida del Matrimonio Religioso della Chiesa Cattolica che, invece, consentiva di annullare il vincolo matrimoniale tramite il Tribunale Ecclesiastico Sacra Rota e lo consente tutt'ora.
Dunque le "coppie di fatto" composte da un uomo ed una donna, con o senza figli, hanno già l'Istituzione Matrimonio Civile se vogliono legalizzare la loro Unione.
Perché dunque chiedere, reclamare con arroganza ed insistenza un Istituto parallelo? Se esistono vincoli precedenti c'è la Legge sul Divorzio e dopo giusta sentenza si possono contrarre altri matrimoni. 
Ovvio che si tratta di ipocrite richieste per adattare le Regole della Società Civile ai propri capricci, mentre per un ordine sociale il singolo deve fare il contrario: usare le Regole che gli mette a disposizione l'Ordinamento Civile qualora voglia legalizzare i propri sentimenti assumendosi una pubblica responsabilità, oltre quella privatissima.
Dietro queste insistenti richieste, in realtà, si cela anche il problema particolare di chi si innamora di persone dello stesso sesso.
Se il comune sentire è disposto all'accoglienza di questi bisogni affettivi oltre che sessuali ben venga una legislazione ad hoc: ma solo per le coppie di persone di ugual sesso che non possono accedere all'Istituzione Matrimoniale.
Anche qui vale la regola del vivere civile e dell'ordine che una società deve comunque darsi per funzionare senza disordine: dunque si faccia la Legge per le Unioni Civili di coppie di ugual sesso.

Ma, in attesa che ciò avvenga, Alfano e i Prefetti non possono che agire, in punta di diritto, come hanno agito, e non loro sono criticabili ma l'anarchia di codesti sindaci come Marino!
Si vuole piegare lo Stato alle proprie voglie senza seguire l'iter dettato dalla Costituzione, che viene sbandierata da codesti sindaci solo quando fa loro comodo.
E non sono solo i cittadini che simpatizzano con il Nuovo Centro Destra a pensarla come i manifestanti: l'ho sentito dire da persone che votano per ben altri partiti o non votano più da anni, schifati dall'andazzo del Paese.
Certo non è questo il problema principale del popolo italiano, visto che la comunità omosessuale è sicuramente un piccolo numero rispetto alla stragrande maggioranza. Ma si faccia la Legge Italiana senza farci imporre legislazioni altrui e che tutti rispettino le regole, per piacere!

Matteo Renzi spieghi

Da: Il Fatto Quotidiano > Cronaca > Alluvione Genov...

Alluvione Genova, ditte scrissero a Renzi: “Sblocchi i lavori, rischiamo tragedia”

"Rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011".  Così, il 5 agosto, scrivevano a Palazzo Chigi le aziende che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del Bisagno. "Tutti i ricorsi respinti". Ma non hanno ottenuto risposta. E ora il premier accusa la burocrazia

Le ditte: “Fateci fare i lavori, rischio serio”. Era il 5 agosto. La lettera indirizzata al premier Matteo Renzi il 5 agosto scorso dai legali delle ditte che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del torrente Bisagno, rimasta in un cassetto di Palazza Chigi senza risposta alcuna, inchioda il governo alle proprie responsabilità. “Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla osta ad un avvio effettivo dell’incarico. Gli ultimi eventi alluvionali hanno evidenziato le criticità idrogeologiche del territorio diGenova e della Regione e – con l’avvicinarsi della stagione autunnale – rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011”.
Alcuni Commenti dei lettori:
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    Intanto è da vedere se la decisione fosse a carico di Renzi, che non mi piace per niente, ma detto questo dal 5 di agosto ai primi di ottobre cosa si sarebbe potuto fare?
    E' il solito articolo del Fatto per tirare la volata a Grillo.


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        Come al solito il fatto quotidiano non si documenta a sufficienza prima di riportare una notizia. Le cose non stanno come la lettera. Infatti i ricorsi non erano stati respinti ma trasferiti per competenza al tar del lazio. Ed era proprio la burocrazia a bloccare i lavori. Infatti, neanche due settimane prima dell'alluvione, Doria si lamentava proprio di questo, come si può vedere dal video riportato dai giornali seri "http://video.repubblica.it/edi..."
        Ma il fatto quotidiano, "incurante del ridicolo" si permette di accusare gente senza essersi prima documentato. Mi aspetto una rettifica ed una scusa entro domani (e per onestà intellettuale pubblicate questo mio commento).

      Brutta storia.
      E' ovvio che nella summa delle cose che piombano ogni giorno addosso al Capo del Governo ci deve essere chi è addetto a leggere le missive, comunque giunte, e a farne una cernita di priorità.
      Evidentemente chi collabora a questo compito intorno al Presidente del Consiglio dei Ministri non ha dato il giusto risalto a questa lettera o, se invece l'ha fatto, Renzi non si sa come e perché non abbia fatto nulla.
      Sarebbe il caso che ne rispondesse in Parlamento e che qualche deputato o senatore ponesse il quesito almeno in "question time".
      Colpisce che la lettera, come avrei fatto anch'io, è stata indirizzata anche ad altre figure istituzionali fra cui il Presidente della Regione Liguria che, ci si sarebbe aspettato, avrebbe dovuto sollecitare il problema presso il Governo.
      Dice bene l'articolo del Fatto: cosa è dunque la burocrazia da combattere di cui parla Matteo Renzi?
      Chiarisca. Ne va della sua credibilità.