venerdì 28 settembre 2018

RAI 1 - Storie Italiane h. 11:00 del 28/09/2018


Oggi sulla rete 1 della Rai, nella trasmissione Storie Italiane, alle h. 11:00 si è parlato di nuovo di prostituzione in Italia dopo la scoperta di case chiuse, ovviamente illegali, a Milano.
E' l'ennesima scoperta e la discussione fatta in studio fra persone di varie professioni, tutte in perfetta buonafede, ha toccato i vari aspetti del problema, ognuno proponendo la propria idea di soluzione, senza toccare quella che in diversi post, su questo blog, vado proponendo da tempo e che, spero, prima o poi qualche parte politica realista ed illuminata prenda in considerazione.
Il cartello sopra riportato e da me fotografato appare in due elementi, ciascuno per i due sensi di marcia all'inizio della zona incriminata, e riporta l'Ordinanza del Sindaco di Artena il quale di più non poteva fare a Leggi vigenti.

Petizione di cittadini

A tutte le Istituzioni preposte per Legge alla salvaguardia del decoro e della pubblica decenza
i cittadini firmatari presentano una 
petizione
affinché ciascuna Istituzione, per la parte di sua competenza, provveda alla cessazione di quanto avviene da diversi anni sulla 
Strada provinciale 215 Km. 34-38: in pieno giorno donne di colore e tutte della stessa etnia stazionano a bordo strada completamente nude nelle parti intime, mimando con movimenti e gesti osceni atti sessuali, costringendo gli automobilisti in transito quantomeno ad assistere, loro malgrado, ad un inaccettabile spettacolo a luci rosse, a cui, inevitabilmente, sono esposti bambini e minori che si trovano a transitare con i propri familiari.
Si richiama, inoltre, l'attenzione delle Istituzioni preposte alla Sicurezza Stradale, secondo le norme stabilite dal Nuovo Codice della Strada, sul pericolo costituito da codeste donne nude e ammiccanti agli automobilisti in transito, riguardo la "distrazione dell'attenzione degli utenti della strada con pericolo per la sicurezza della circolazione", frase desunta dal verbale elevato dalla Polizia Locale del Comune di Rocca Priora in data 27/12/2016 per un piccolo cartello pubblicitario indicativo di un BAR e ritenuto pericolo di distrazione in applicazione dell'art. 23, c. 1° e 4° e 11°, rif. art. 47 e segg. del Reg. es. DPR 495/92.
Pur non essendo, tali donne nude a bordo strada, assimilabili a "cartelli pubblicitari", innegabilmente costituiscono un richiamo pubblicitario con evidente "offerta di servizi".  

Nome                             Doc. o C.F.                                           Firma               n.tel.                  

Questa l'iniziativa di 102 cittadini disgustati dal fatto che anche i bambini trasportati nelle auto in transito fossero costretti ad assistere a quanto descritto.

Questa la denuncia presentata a maggio 2017 accompagnata da 102 firme.
Questo è solo un esempio di ciò che ognuno di noi sa e vede anche in altre strade, spesso notturne, ma molto ormai anche in pieno giorno e in una modalità così sfacciatamente oscena da essere intollerabile per un Paese civile fino a mobilitare le coscienze dei cittadini più civili e coraggiosi.
Coraggiosi perché dietro queste disgraziate persone c'è criminalità, dunque pericolo.
Una politica irresponsabile ha privato degli strumenti legislativi le Forze di Polizia abbandonando il Paese al degrado da Paese alla deriva.
La Chiesa Cattolica è colpevolmente silente sull'argomento, stranamente anche, visto che, a parole, è una religione sessuofoba come poche.
I casi di cui si occupano i media locali sono come quello per il quale io ed altre encomiabili persone abbiamo raccolto le firme, mentre TV e media nazionali dedicano servizi su servizi ai casi eclatanti in cui meglio viene evidenziata la riduzione in schiavitù delle persone fatte prostituire.
A tutto questo c'è rimedio e il rimedio deve essere legislativo, dunque politico.
Può un Paese moderno e civile tollerare tutto questo?
Assolutamente no.
Si deve partire dall'assunto che la prostituzione non si può bandire totalmente. La Storia delle Società Umane lo dimostra. E' come nascondere la cenere sotto il tappeto, come impedire alla gente di defecare.
Dunque va regolamentata.
Nella trasmissione riportata nel titolo del post si sono accapigliati ricadendo sulle Case Chiuse emendate dalla legge Merlin del lontano 1957.  
Errore incomprensibile! Come quando per ogni richiamo alle regole da rispettare o da irrigidire si richiama il fascismo!
Guardare avanti! 1957, anno in cui questa 72enne che scrive faceva la Prima Comunione!!
Posso essere io oggi quella bambina? No, la realtà mi ha cambiata, oggi sono atea ad esempio!
Questo per dire che non si deve tornare a ciò che la senatrice Merlin giustamente intese cambiare restituendo la libertà a quelle donne, ma oggi visto che il fenomeno è dilagato nelle strade e in case illegali ingrassando la criminalità più violenta e pericolosa, riducendo in orribile schiavitù tante persone, oggi, 2018, è ora che la Politica si svegli e metta mano alla materia.
Non case chiuse, ma spazi controllati e regolamentati in cui chi vuole accedere al mercato del sesso e chi vuole vendere prodotti relativi al sesso o vendersi, visto che la prostituzione non è un reato in Italia, può acquistare quel che vuole.
Inutile emettere ordinanze comunali in cui si stabiliscono multe per i clienti delle prostitute, come prospettato da qualcuno anche nella trasmissione di oggi e come hanno fatto molti sindaci, è come fermare l'acqua con le mani... Difficile beccarli sul fatto.. Si sottopongono i Tutori dell'Ordine ad un inutile dispendio di energie. Per pochi che saranno multati tanti la faranno franca.
L'unica soluzione è l'Istituzione di luoghi da chiamare come si vuole: Sexy Center? Come volete. Spazi autorizzati ma soggetti a controllo in modo da non ingenerare situazioni di schiavitù, traffico di droga, violenza. Per il resto DIVIETO ASSOLUTO CON PENE PESANTI E CERTE PER CHI TRASGREDISCE AL DIVIETO DI PROSTITUIRSI FUORI DA QUEI LUOGHI.
Restando vigenti i reati di induzione e sfruttamento della prostituzione, sempre validi deterrenti contro la criminalità, e incrudelendo, in tale disegno di legge, l'adescamento, in quanto va da sé che, istituendo luoghi dove chi vuole prostituirsi può incontrare liberamente i clienti, in luoghi aperti a tutti NON LO PUO' FARE.