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lunedì 26 maggio 2014

Ne gira parecchia: e si vede da come certa gente guida

TM News Agency

Sul GRA a 200 all'ora, positivo alla coca: arrestato 31enne

Inseguimento notturno con scontro sul Raccordo anulare a Roma


      TMNEWS
Roma, 26 mag. (TMNews) - Folle corsa la scorsa notte sul Grande raccordo anulare di Roma, dalla Tiburtina alla Cassia: un 31enne a bordo di una monovolume ha raggiunto la velocità di 200 km/h, prima di impattare con lo spartitraffico della rampa di uscita. Al drug test è risultato poi positivo alla cocaina ed è stato arrestato dalla polizia.

Poco prima delle 3 alla vista di una pattuglia della polizia aveva invertito il senso di marcia, senza un apparente motivo. I poliziotti lo avevano quindi seguito per un controllo, ma il giovane ha iniziato una fuga per le strade del quartiere fino a raggiungere il Gra, dove si è lanciato in una pericolosa corsa zigzagando per le tre corsie di marcia che vista l'ora erano deserte.

Con l'ausilio del coordinamento della Sala Operativa alla vettura sono state chiuse le vie di fuga ed il vano tentativo di imboccare a 160 km/h la rampa di uscita del raccordo per la via Cassia gli è stato fatale. Impattando la vettura si è inevitabilmente fermata ed il giovane pur opponendo una violenta resistenza con calci e pugni, è stato arrestato e condotto in ospedale per tutti gli accertamenti relativi all'assunzione di droghe, risultati poi positivi alla cocaina.

Accompagnato nel Commissariato di zona l'uomo, D.S.M., è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e denunciato per guida sotto l'effetto di stupefacenti e per rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolemico.


Ne gira parecchia, nonostante gli sforzi delle Forze dell'Ordine e i sequestri a quintali che ci mostrano i Telegiornali.
Ogni giorno si potrebbe raccontarne una: certi comportamenti dissennati non possono essere spiegati solo con lo stress, eventuale alcool o ignoranza mista a frustrazione che, per assurda rivalsa, si scarica su una guida dissennata, aggressiva, assolutamente in spregio alle regole del Codice della Strada.

Acqua, Luce ed Affari

Il Fatto Quotidiano, Domenica 25 maggio 2014


Acea, gli affari di Caltagirone Editore passano anche per l’appalto del call center
Appalto ottenuto senza gara dal 2008. Nel 2012 business favorito dal caso delle bollette pazze che ha però impattato sui conti della società romana dell'acqua e della luce

di Fiorina Capozzi

Una volta trovata la quadra sul nuovo amministratore delegato di Acea, al sindaco di Roma Ignazio Marino resteranno da regolare ben altre questioni con il socio Francesco Gaetano Caltagirone, proprietario del 16,34% della società capitolina dell’acqua e della luce. Prima fra tutte quella del call center Acea800 e dei suoi rapporti con l’azienda di outsourcing E-Care di cui il costruttore-editore è socio al 15 per cento attraverso la Caltagirone Editore, poco dietro alla Astrim (47,8%) che ha come primo azionista Unicredit, anche se ha dato le sue quote in pegno a Mittel, la finanziaria bresciana cara a Giovanni Bazoli. Fino alla campagna elettorale del 2013 per il Campidoglio, poi, della E-Care era azionista anche Alfio Marchini, ex candidato sindaco al comune di Roma che interpellato in merito ricorda di non avere da tempo il controllo diretto o indiretto della società. Nel 2008 la Acea, tramite la controllata Acea8cento, assegna alla E-Care i servizi di “gestione overflow chiamate”, ovvero il surplus di telefonate della clientela che la società da sola non riesce a smaltire attraverso il suo call center in pieno conflitto d’interesse e senza alcuna gara d’appalto. La società, in buona sostanza, eredita il contratto triennale vinto nel 2005 dalla neoacquisita B2win di Caltagirone con una gara europea. I vertici di Acea, all’epoca guidata dal manager in area Pd, Andrea Mangoni, ora a capo della Sorgenia dei De Benedetti, ritengono infatti di poter assegnare la gestione delle chiamate in eccesso senza ricorrere a un bando perché si tratta di una piccola quota dell’insieme delle telefonate ricevute (10%).
Nei fatti però il rinnovo dell’appalto si trasforma in un ottimo affare per la E-Care. Complice anche lo scandalo delle bollette pazze, ovvero dei problemi del sistema informatico Acea che, per errore, recapitava bollette sovradimensionate provocando le ire e le denunce degli utenti. Risultato: all’inizio dello scorso anno la multiutility, di cui il Comune di Roma ha il 51%, è stata costretta a ricapitalizzare Acea8cento, l’azienda dei call center controllata al 100% da Acea che nella prima semestrale 2012 ha registrato un peggioramento della marginalità della divisione energia per via dei “maggiori costi esterni registrati da Acea800 in parte legati alle attività di outsourcer per complessivi 1,9 milioni”. Alla fine dell’anno il bilancio risulta poi anche più oneroso: l’incremento dei costi di gestione delle telefonate della clientela, legato a doppio filo con la vicenda delle bollette pazze con cifre stratosferiche per consumi solo presunti, aveva infatti portato Acea8cento a chiudere il 2012 con una perdita da quasi 1,7 milioni, in netto peggioramento rispetto all’esercizio precedente. Come se non bastasse l’azienda, di cui è amministratore unico Rita Bizzoni, moglie del segretario nazionale del Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari), Luigi Pallotta, è poi anche appesantita dall’indebitamento di 6,8 milioni. Di questa somma, 4,5 milioni sono denari da versare ai fornitori fra cui principalmente la E-Care spa (3,5 milioni) “per gestione di overflow e overtime del contact center”, cioè per integrare i servizi di Acea8cento.
Manna dal cielo per la E-Care che non naviga in acque tranquille. La società, nella quale quattro anni prima Caltagirone aveva apportato la sua omologa azienda di outsourcing, B2Win appunto, aveva dovuto infatti utilizzare la riserva sovrapprezzo azioni per parte della copertura di 3,3 milioni di euro di perdite 2011 realizzate l’anno antecedente. Nel 2012 poi, quando l’affare delle bollette pazze era nel pieno e la Federconsumatori offriva ormai delle vere e proprie guide per salvarsi dagli indebiti salassi targati Acea, E-Care, che a maggio 2012 ha incorporato la E-Care Contact, migliorava decisamente i conti chiudendo l’esercizio con un utile prima delle imposte da 477mila euro. Certo, in termini di risultato netto, l’azienda era rimasta in rosso (621mila euro), ma in una situazione nettamente migliore rispetto all’anno prima e con un fatturato in crescita del 5,5% a 62 milioni.
Di sicuro E-Care, azienda che impiega 1.732 persone, ha beneficiato della crisi che ha spinto diverse imprese ad esternalizzare alcuni servizi fra cui i call center. Tanto più che può già contare su una serie di società pubblico-private come l’azienda pubblica dei trasporti milanesi Atm e quella romana Atac o il gestore degli spazi commerciali Grandi Stazioni (controllata dallo Stato attraverso le Ferrovie, ma partecipata dallo stesso Caltagirone tramite la Vianini Lavori), oltre che su imprese private importanti come la Sorgenia di De Benedetti, Banca Intesa, Vodafone, Fastweb, Telecom e persino il Gruppo 24 Ore editore del quotidiano economico Il Sole24Ore e la principale agenzia di stampa del Paese, l’Ansa. Senza contare la commessa dell’Istituto nazionale di statistica.

“Sulla base dei contratti esistenti e delle iniziative commerciali in corso, – si legge nella relazione sulla gestione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2012 della E-Care spa – nel 2013 si prevede una crescita del fatturato ancor più marcata (+7%) anche in ragione del previsto avvio di nuove attività a più alto valore aggiunto”. E del resto, secondo il management di E-Care, il buon portafoglio di clienti permette alla società di dormire sonni tranquilli: “Il miglioramento della redditività operativa conseguito nel 2012 è stato principalmente raggiunto tramite il mantenimento della profittabilità delle commesse che, a fronte di un incremento del 5% del fatturato, hanno mantenuto un livello di marginalità in linea con quello dell’esercizio precedente”. Comunque, a scanso di equivoci, per meglio riorganizzarsi, E-Care indica già nel bilancio 2012 che per l’anno successivo ha intenzione di avvalersi della cassa integrazione in deroga per una parte del proprio personale. Così oltre ai fortunati appalti della multiutility controllata dal Comune, la società di Caltagirone e soci potrà fruire anche degli ammortizzatori sociali pagati dai contribuenti. Di positivo c’è che alla fine, nel 2013, la E-Care tornerà in pareggio mantenendo i livelli occupazionali. Quanto ad Acea, al momento è in corso una gara d’appalto per chiamate in eccesso per l’affidamento dei servizi di call-center e back office “da aggiudicarsi al prezzo più basso”. La gara dovrebbe concludersi entro l’autunno. Intanto E-Care continuerà a gestire il servizio. A prezzi che però già oggi Acea800 ha tagliato di circa il 20 per cento. Non resta quindi che attendere per vedere chi vincerà l’ambita commessa

Arsenico e non solo nelle acque dichiarate potabili

LA PANDEMIA SILENZIOSA

Indetto dall’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Viterbo, patrocinato dal Ministero della Salute, si è svolto sabato 24 maggio 2014 il corso di approfondimento:  “Ambiente e salute - Un rapporto indissolubile. Le patologie ambientali e il caso d’inquinamento da arsenico nella acque ad uso umano”.

Le relazioni sono state seguite con particolare attenzione dai medici che hanno affollato la sala delle conferenze dell’ordine, a dimostrazione dell’importanza che riveste per il viterbese l’approfondimento di una tematica così rilevante, per la soluzione dei gravissimi problemi sanitari derivanti dal consumo di alimenti, fra cui l’acqua, inquinata da sostanze dannose alla salute.

Grande attenzione da parte dei medici alle tante relazioni svolte fra cui quella del dott G.M.Righetti presidente dell’Ordine dei Medici di Latina L. Sordini, dott. E. Burgio, dott.ssa A. Litta, dott. B.M. Mongiardo,  dott. G. Nicolanti, dott. A. Del Prete.

Le relazioni  si sono avvalse di studi scientifici ed epidemiologici molto approfonditi, che hanno sottolineato lo stretto legame tra malattie gravi e inquinamento delle acque e dell’ambiente. In particolare la drammaticità di quella che è stata definita la pandemia silenziosa che si starebbe diffondendo.
Fra tante ricerche e studi presentati desideriamo citare lo studio della Harvard Shool of Public Health, che pone con forza il problema dei danni neuro-psichici ed interessa il 10% dei bambini.  Lo studio ha rilevato in placenta, nel sangue cordonale e nel latte materno, la presenza di molecole chimiche di sintesi, molte delle quali estremamente neurotossiche (mercurio e metalli pesanti in genere, pesticidi. Tutti questi inquinanti provocano: “incremento drammatico di patologie del neurosviluppo  (patologie di spettro autistico, ADHD, dislessi etc.) e neurodegenerative (in particolare malattie di Alzheimer e di Parkinson) alla cui origine questa esposizione embrio-fetale potrebbe non essere estranea”. 

L’analisi della situazione sanitaria del viterbese ed in particolare del comprensorio dei Monti Cimini, acclarata da vari studi epidemiologici, fra cui l’ultimo “SEPIAS” , presentato a Roma il 9 maggio 2014, ha posto ancora una volta in evidenza la necessità di interventi urgenti per la prevenzione dei rischi e di interventi volti alla eliminazione degli inquinanti riconvertendo l’agricoltura chimica in biologica, preservando le acque sotterranee e di superficie in particolare dei laghi dagli inquinanti.

Non possiamo, quindi, che esprimere condanna morale verso amministratori e responsabili degli enti gestori degli acquedotti che non hanno fornito e non forniscono informazione corretta e risposte adeguate.
Le risposte date ai cittadini, infatti, sono state spesso fuorvianti e scorrette, dal punto di vista politico-amministrativo e soprattutto morale. La prova evidente è stata l’arrogante sottovalutazione, dei gravi problemi sanitari a cui è stata ed è ancora sottoposta la popolazione. Hanno cercato così facendo di nascondere le loro gravi responsabilità civili e anche penali. 

Per questo ancora una volta chiediamo ai responsabili delle istituzioni di prendere coscienza della gravità della situazione e programmare urgentemente interventi di monitoraggio sulla salute, cominciando dalle donne incinta e dai bambini e quindi a tutta la popolazione.

Occorrono, poi,  iniziative serie delle amministrazioni, per la soluzione del problema acqua potabile nelle abitazioni, l’abbandono del progetto di filtrazione delle acque del lago di Vico, finchè non sia realmente risanato.

Noi cittadini dobbiamo far sentire la nostra voce di protesta, anche attraverso le istanze alla magistratura, per inadempienze contrattuali, inosservanza delle leggi europee e italiane, danni morali e materiali e, per danni biologici, derivanti dalla esposizione agli inquinanti (arsenico- micro cistine dell’alga rossa, cocktail di inquinanti ecc).  A seguito delle richieste di risarcimento presentate tramite il comitato acqua potabile- ADUC,  appoggiati dallo studio legale Pistilli, i Giudici hanno condannato gli enti gestori degli acquedotti, al pagamento di € 1000 (pagamento effettuato ad ogni ricorrente) e alla emissione di bollette ridotte del 50%.

Per la partecipazione all’iniziativa il comitato riceve il martedi presso la UIL  di Capranica via Varisco, 6 dalle 16 alle 18; il mercoledì presso la UIL di Viterbo, Corso Italia 68, dalle 16 alle 18; gli altri giorni, per appuntamento, presso la sede del comitato, in Ronciglione, via Resistenza 3c Tel. 3683065221-3894440387- 0761652027.



                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi



ADUC – COMITATO ACQUA POTABILE
Tel. 0761652027 – 3683065221 – 3894440387 Email: comitato.acqua.potabile@gmail.com
Via Resistenza, 3/c – 01037 Ronciglione VT

Notizie su Acqua Latina

 Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia
Comunicato stampa del 24 maggio 2014
Comitato Acqua Pubblica Aprilia: “Eredità Cusani: la tariffa nella tariffa assicura altri 46 milioni ad Acqualatina”

Comunicato Stampa, Sabato 24 maggio 2014

“E’ incredibile ma vero. Non sono bastati i tanti regali fatti ad Acqualatina, gioiello di famiglia dell’Acqua Politica Latina dell’era Cusani, adesso i sindaci dell’Ato sono chiamati [1] ad assicurare 38,5 milioni di eredità Cusani da spalmare in extra tariffa tra il 2014 ed il 2018″. Lo afferma il Comitato cittadino acqua pubblica di Aprilia che poi, dati alla mano, prosegue:
“Per il 2014 gli utenti oltre a pagare per i consumi annuali con l’aumento tariffario del 6,98% dovranno corrispondere una quota tariffa proporzionale ai consumi del 2012 per assicurare al gestore 8,8 milioni di euro [2]. Poi altri 9 milioni l’anno verranno spalmati nella fatture 2015 – 2018.
Al gestore sono stati già assicurati conguagli “eredità Cusani” sui ricavi garantiti in tariffa per il 2012 di 4,5 milioni e per il 2013 di 3,4 milioni.
E così è molto facile dire che si raggiungono risultati strabilianti da un anno all’altro e che i bilanci sono tornati in attivo.
L’ “eredità Cusani” di 46 milioni deriva per 34 milioni dalla differenza tra ricavi stimati e conseguiti nei piani tariffari per gli anni 2003 – 2011 e per 12 milioni per il mancato pagamento di quanto dovuto per i canoni ai Consorzi di bonifica per gli anni 2006 – 2010.
Canoni che Acqualatina ed ATO4, “.. un cuore solo un anima sola..” hanno deliberatamente stimati in misura molto minore [3] fino a perdere tutti i ricorsi finora arrivati a definizione.
E’ inaudito e vergognoso riconoscere 34 milioni al gestore per gli anni 2003 – 2011, quando nello stessa “era Cusani” il gestore ha potuto:
- non pagare 5,2 milioni di Canoni ai Consorzi di bonifica dovuti per gli anni 2003 – 2005;
- non pagare 30,6 milioni di penali MALL per mancato raggiungimento dei livelli di servizio (DEBITI 2011-MALL 2011);
- non pagare quasi 8 milioni di canone concessorio ai comuni dell’ambito;
- restituire in “comode” rate ai Comuni l’insoluto di ben 8,3 milioni di mutui già pagati dagli enti locali sugli impianti trasferiti in gestione ed oltretutto … senza interessi di mora;
- essere esonerato dal pagamento di penali per il mancato raggiungimento degli investimenti: 120 milioni entro il 2011, invece dei 146 previsti da contratto (SLITTAMENTO INVESTIMENTI NEGLI ANNI);
- non pagare 18 milioni per costo trasporto acqua potabile alle isole di Ponza e Ventotene, per gli anni 2003 – 2011 [4].
Tutto questo nell’era Cusani ha garantito al gestore di avere comunque la tariffa massima: aumentando i costi di gestione ed espellendo gli altri costi esogeni (mutui, consorzi, trasporto acqua isole) anche se dovuti, accettati e sottoscritti come da contratto di gestione (…taroccato..)!
E’ come aver acquistato una bellissima 500 quando con gli stessi soldi da contratto era prevista una Ferrari.
Altra e veritiera situazione verrebbe a galla se i sindaci dell’ATO4 avessero fatto e facessero rispettare al gestore tutti gli obblighi contrattuali.
E’ possibile che i sindaci sono incapaci di tutelare l’interesse della collettività e sono tenuti sotto scacco dalla STO [5] (…che lavora per il gestore!) e da Acqualatina?
Per non parlare delle incapaci associazioni dei consumatori dell’Otuc [6]!
Nel convegno organizzato a spese degli utenti lo scorso 8 maggio hanno lodato l’ex presidente della provincia Cusani (sospeso per 2 sentenze penali) perché non ha mai fatto pressioni sull’Otuc. Perché avrebbe dovuto visto che l’Otuc non ha mai contrastato la combriccola dell’Acqua Politica Latina”.
Piano TARIFFA ATO4 del 28-6-2012- Tariffa Caso consorzi in tariffa
Nota ACQLT SPA prot. n. 2014O_12322 del 17.04.2014
Nota ACQLT ESTRATTO Allegato 6 Relazione accompagnamento– CONGUAGLI PREGRESSI
Nota ACQLT Allegato 9 Quantificazione riconoscimento partite pregresse
[1] Richiesta di Acqualatina prot. n. 2014°-12322 del 17.04.2014
[2] Allegato 9 Richiesta Quantificazione riconoscimento partite pregresse da approvare entro 30/6/2014 da parte dei sindaci dell’ATO4.
[3] 186 mila euro l’anno invece dei 2 milioni previsti per legge per gli anni 2006 – 2010.
[4] Obbligo accettato nel contratto di gestione e comunque utilizzato per il calcolo della tariffa d’ambito annuale dovuta al gestore come previsto negli atti di gara pubblica europea vinta dal socio privato Idrolatina srl ….. ossia multinazionale Veolia… nel 2000.
[5] STO Segreteria Tecnica Operativa – Un ufficio tecnico che di livello provinciale che dovrebbe essere a servizio dei comuni e controllare il gestore sull’attuazione e il rispetto del contratto.
[6] OTUC Organo di tutela utenti e consumatori di livello provinciale che riunisce varia associazioni dei consumatoriwww.otuclatina.it

Effetto Matteo!


Il mio piccolo sondaggio degli ultimi tempi su Matteo Renzi di cui, quando mi capitava l'occasione, chiedevo: "Cosa ne pensa di Matteo Renzi?" ha dimostrato di essere una cellula di un corpo che si è espresso con il risultato di queste Elezioni Europee.

Una bella ed elegante signora, nel parlare e nei modi, madre di cinque figli, agricoltrice che guida con disinvoltura il trattore come usa la sega elettrica, mi ha risposto che Matteo le stava bene, ma non sperava più che gli lasciassero FARE quello che si era ripromesso.

Un dipendente comunale o provinciale, che stava dirigendo dei lavori di manutenzione sugli alberi in una strada, mi ha risposto che Matteo era come Robin Hood, basta che nel togliere ai ricchi per dare ai poveri quest'ultimi non diventassero ricchi e gli altri poveri! Evidentemente era "leggermente" di idee berlusconiane o alfaniane.

Un benzinaio ENI, con aria rassegnata e seria da filosofo popolano, mi ha risposto testualmente: "A piacé me piace Renzi, ma questi ci hanno la bistecca davanti e te pare che se fanno levà a bistecca? Io ci ho paura che l'ammazzeno. Capisci? Questi ci hanno la bistecca - e ha fatto con le mani il gesto di un piatto immaginario davanti a sé contenente una bisteccona - che se la fanno levà? Magari ce riuscisse! Basta che non l'ammazzeno!" Ha concluso con sguardo triste.

Debbo dire che fra tanti commenti questo del benzinaio mi ha colpito, perché lo stesso timore l'aveva espresso mio marito ed io avevo sorriso ritenendolo esagerato. Sentirlo dire da un uomo semplice, dopo che lo stesso pensiero era venuto ad un uomo che nella vita si è occupato solo di Scienza, mi ha fatto capire che un filo comune di pensiero univa persone così differenti e dunque la percezione di un'Italia buia, oscura, abbarbicata ai propri interessi egoistici, quando non addirittura disonesti, stanata e cambiata da Matteo potrebbe reagire e mettere in atto dure resistenze.


Speriamo naturalmente di no. Per ora l'Italia ha detto a Matteo che deve continuare e riuscire nel suo programma di cambiare l'Italia ed anche l'Europa.
In Europa lo scontento su come sta andando si è visto: a parte la Francia, anche altri Paesi hanno dimostrato con il voto che così non va. L'altro Matteo, Salvini, dice che l'Europa deve essere fondata su valori più concreti come il vero lavoro produttivo, che va premiato CHI FA, non chi specula.
Un caso singolare è la Gran Bretagna: si sono tenuti la loro moneta, la Lira Sterlina, eppure neppure così gli sta bene l'Europa.
Auguri Matteo Renzi: lavora per l'Italia onesta, quella che si paga tutto con i propri guadagni e paga le tasse, quella che non truffa e non raggira nessuno.