mercoledì 19 ottobre 2016

Prima puntata dello sceneggiato televisivo "I Medici"

Ci risiamo: grande pubblicità, grandi aspettative, delusione.
Grande profusione di denaro pubblico da parte di RAI Fiction che appalta a Società di Produzione dove quasi sempre, per non dire sempre, la proprietà è di persone legate a vario titolo a Dirigenti o ex Dirigenti RAI.
In questo caso una delle Società Produttrici, la Lux Vide, è dei figli di Ettore Bernabei, ex Direttore Generale della RAI recentemente scomparso. Le altre due Società co-produttrici sono la Big Light Productions-Inghilterra e Wild Bunch TV-Francia.
La prima cosa criticabile è la regia. Mi sono chiesta di chi fosse la mano che faceva andare continuamente avanti e indietro nel tempo la narrazione, in un continuo dover ricorrere alla scritta "venti anni prima", "venti anni dopo", con qualche svista in cui nemmeno hanno messo la scritta, per cui smarrimento e domanda dello spettatore qualora abbia qualcuno accanto: "Ma adesso dove siamo? Ah! E' tornato al passato..." 
Il regista è:
Da: Wikipedia
Sergio Mimica-Gezzan (Zagabria2 maggio 1956) è un regista statunitense.
Conosciuto anche come Srdjan Mimica, è croato di nascita. È figlio d'arte, in quanto il padre è il regista croato Vatroslav Mimica: da bambino ha ricoperto il ruolo di Petar nel suo film Anno Domini 1573. È stato premiato tre volte dalla Directors Guild of America come assistente alla regia: nel 1990 per Ricordi di guerra, nel 1994 per Schindler's List e nel 1999 perSalvate il soldato Ryan.[1] È stato assistente regista di Spielberg anche in altri suoi successi, come Jurassic ParkMinority Report e Prova a prendermi.
Ora credo che sia finito il provincialismo italiano del "tutto quello che viene dagli USA è meglio"!
Non è così! Solo che loro valorizzano tutto quello che li riguarda, anche le Amanda Knox (aihmé!).
Noi abbiamo attori e registi altro che da Oscar! Solo che la brutta statuetta loro la danno in prevalenza a se stessi!
Del cast straniero salvo solo Dustin Hoffman. Lui non riesce a rovinarlo nemmeno il regista. Vent'anni prima e vent'anni dopo, prima di morire avvelenato, è sempre uguale! Nessun lieve trucco per segnare un tale lungo passaggio del tempo su un essere umano...
Dustin Hoffman nei panni del personaggio Giovanni De' Medici
Il nostro bellissimo e bravissimo Alessandro Preziosi è sacrificato e limitato nelle sue possibilità espressive nel ruolo del Brunelleschi, non per il ruolo, ma per come il regista pretende che lo interpreti.
Alessandro Preziosi nel personaggio del Brunelleschi
La bella e poco espressiva Miriam Leone si ostina a voler fare l'attrice, avrà sicuramente anche preso lezioni di recitazione... Ma purtroppo non tutti sono tagliati per l'arte scenica. La mia non è cattiveria.. Guardate tre foto prese a caso:



Nello sceneggiato interpreta, sempre con la stessa espressione, tranne sorridere o essere seria, una bella lavandaia che per arrotondare fa la modella nella bottega d'arte di Donatello. Il regista e gli sceneggiatori hanno preteso che mostrasse le sue belle cosce mentre il personaggio di Cosimo si agita su di lei, mimando un atto sessuale per far capire al pubblico come si fa, evidentemente, non essendoci, per certi registi, altro modo per narrare l'amore fisico fra un uomo ed una donna. Meno male che, invece, quando la narrazione coglie Donatello in un atto omosessuale con un giovane della sua bottega, il movimento avanti e indietro viene risparmiato allo spettatore, chissà perché.. a questo punto..

Splendido e bravo Guido Caprino nella parte dell'uomo di fiducia di Cosimo de' Medici.
Guido Caprino
Ma, in generale, anche se i soldi sono nostri, visto che è la RAI che sborsa, i nostri attori sono i più sacrificati, quelli relegati in parti minori, mentre l'attore scozzese Richard Madden, forte della sua fama per un serial fumettistico-fantastico che ha riscosso successo internazionale, ne è il protagonista. C'è chi ha scritto che è inespressivo ma non sono d'accordo... certo non è più bravo dei nostri attori, anzi... 

Infine intenso ed espressivo anche l'attore italiano Alessandro Sperduti nella parte di Piero De' Medici.


Roma, Cimitero Flaminio: chiacchiere e REALTA'


Cimitero Flaminio - Prima Porta

Il Cimitero Flaminio (noto anche come Cimitero di Prima Porta) è stato consacrato nel 1941 ed è considerato capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea. Con i suoi 140 ettari di estensione è il cimitero più grande d'Italia percorso da 37 km strade interne. Nel rispetto dei singoli culti sono presenti i reparti dedicati alle diverse confessioni religiose (cattolica, evangelica, ebraica e islamica) con le rispettive chiese e templi: la Chiesa Cattolica dedicata a San Michele Arcangelo, il Tempio israelitico e la Cappella polacca, eretta dai polacchi in Italia e consacrata dal Beato Giovanni Paolo II il 1 Novembre 1991. Nelle immediate vicinanze dell’Area Crematoria sorge il Giardino dei Ricordi: tre ettari di collina alberata con prati e cespugli dedicata al rito della dispersione delle ceneri dei propri cari.
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Non solo 2 novembre - Siglato protocollo per valorizzare i cimiteri monumentali

I cimiteri monumentali, luoghi della memoria collettiva ma anche patrimonio storico-artistico del Paese: un "bene culturale" da visitare, da valorizzare e da tutelare. Questo il senso del protocollo d'intesa tra il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e SEFIT (Servizi funerari italiani) associata ad Utilitalia. Il documento è stato sottoscritto sabato 8 ottobre, nel Foyer del Teatro di Corte della Reggia di Caserta, dal sottosegretario ai Beni culturali Antimo Cesaro e il vicepresidente di Utilitalia Mauro D’Ascenzi, ecc. ecc.
Se si visita il sito di AMA Servizi Cimiteriali, si ottiene l'immagine elegiaca di cui qui sopra pubblico alcuni aspetti.
Ma siccome "Non solo 2 novembre" io l'ho sempre pensato e praticato (Rita Coltellese *** Scrivere: Cimitero Flaminio di Roma - Prima Porta) ieri, 18 ottobre 2016, ho purtroppo verificato quanto di seguito illustro con foto prese con il mio antiquato cellulare:
NON C'ERA L'ACQUA, NE' IN QUESTA FONTANELLA NE' IN TUTTE LE ALTRE DELLA PARTE NORD DEL CIMITERO, COME SI PUO' VEDERE ANCHE DALLA MANETTA DEL RUBINETTO MESSA IN POSIZIONE DI APERTURA

MATERIALE DI LAVORAZIONE DELLE TOMBE ABBANDONATO


NEL VIALE ESTERNO SI E' ACCOLTI DAL DEGRADO ILLUSTRATO DALLE FOTO SOTTOSTANTI:

POTATURE DI GROSSI RAMI LASCIATI ABBANDONATI LUNGO TUTTA LA STRADA (LA FOTO DOCUMENTA SOLO UN BREVE TRATTO DI UN BEN PIU' LUNGO ABBANDONO); IL NASTRO SEGNALE DI PERICOLO E I PALETTI MESSI A TENERLO SONO VISIBILMENTE LI' DA TEMPO IN QUANTO ALLENTATI E PIEGATI.


RIFIUTI IN ABBONDANZA OVUNQUE