Cerca nel blog

venerdì 23 marzo 2012

Violenza sulle donne

L'accumolo di sparizioni di donne, spesso con esito letale, di sovente uccise dai mariti, dai padri dei loro figli, o dai fidanzati... mi sembra in aumento. Non so se si tratta di una mia impressione, perché mi colpiscono, o se effettivamente sono troppo frequenti. 
Lucia Manca, una donna di 52 anni scompare il 7 luglio 2011. Il marito racconta delle storie che mostrano da subito delle contraddizioni. Secondo lui la moglie è uscita la mattina presto per andare al lavoro. Forse ha chiesto un passaggio a qualcuno che l'ha fatta sparire... Il suo cadavere viene ritrovato il 6 ottobre 2011 casualmente, sotto una superstrada che il marito della donna scomparsa conosceva bene, perché la percorreva per andare nella loro seconda casa. Dopo tre mesi non è possibile nemmeno capire come è stata uccisa, si possono solo escludere alcune ipotesi tipo avvelenamenti... Le indagini proseguono e nel portabagagli dell'uomo si trova della saliva della donna uccisa: probabilmente l'ha trasportata con la sua auto per gettarla poi sotto quel ponte, percorrendo una strada sterrata e nascondendola in mezzo a dei folti cespugli. 
Dal sito di "Chi l’ha visto?"- Il 31 gennaio 2012 viene arrestato per omicidio Renzo Dekleva, marito di Lucia Manca. Dekleva è stato fermato dai carabinieri nel tardo pomeriggio a conclusione di una lunga serie di accertamenti. Nel corso delle indagini, era emerso che tra Lucia Manca e il marito c'erano forti momenti di crisi, legati anche alla presenza di un'altra donna che ha fatto a “Chi l’ha visto?” importanti rivelazioni.
Lucia Manca, morta a 52 anni
Non ci sono figli, in questo caso, ma colpisce lo stesso la fredda efferatezza di un crimine che si poteva evitare con un divorzio.
Perché mentire, ingannare e poi alla fine uccidere? Non c'è più l'impossibilità di uscire dal matrimonio come era ai tempi dell'omicidio di Ombretta Galeffi per mano di suo marito, il medico Nigrisoli. 
Questi mariti che non si fermano neppure un attimo a pensare che tolgono ai propri figli la madre, al dolore immenso delle loro comuni creature, alle loro vite innocenti segnate per sempre...

In questi giorni il pensiero va alla bella Roberta Ragusa, tradita in modo ignobile, con l'amante per casa e nel posto di lavoro... Tutti pensano al peggio. Il cuore si stringe al pensiero di quell'adolescente di soli 15 anni che cerca la mamma e sta vivendo un incubo insieme alla sua sorellina. Possibile che l'egoistica lussuria del loro padre non si sia fermata neppure davanti al loro indicibile dolore?
Ipotesi orrende percorrono i media: pare che l'uomo, per lavoro, avesse accesso ad un inceneritore...

Tornano alla memoria due casi di mamme sparite nella notte che non potevano allontanarsi dai loro bambini ancora piccoli. Uno si è risolto con l'arresto del convivente, anche se il cadavere non si è mai trovato perché lui lo bruciò nel forno a legna della loro Pizzeria.
Dal sito di "Chi l’ha visto?" - Giuseppe Cervice, che fino ad oggi non aveva mai trascorso neppure un giorno in carcere, è stato arrestato nel pomeriggio, dopo che la Corte di assise di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo la richiesta del pm Ilaria Sasso del Verme, ha emesso nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare.  L'uomo è stato condannato dalla Corte di Assise a ventiquattro anni di reclusione per omicidio volontario con esclusione della premeditazione. Cervice, dunque, stando alla decisione dei giudici di Santa Maria, ha ucciso la convivente Katiuscya Gabrielli, di 25 anni, la notte tra il 7 e l'8 settembre 1999 perché voleva lasciarlo portando con sé i figli. Il pizzaiolo avrebbe fatto poi sparire il corpo bruciandolo nel forno a legna utilizzato per cuocere pizze. A Cervice i giudici hanno tolto anche la patria potestà sui figli, nominando il nonno materno curatore dei loro beni.
 Katiuscya Gabrielli, morta a 25 anni


L'altro caso, invece, non si è risolto nell'arresto del marito nonostante i forti sospetti: gli inquirenti andarono anche ad esaminare il residuo dell'altoforno in cui il marito lavorava e dove, presumibilmente, aveva gettato il corpo della giovane madre dei suoi figli. Sembra che quella notte arrivò al lavoro alle tre del mattino invece che alle cinque. Questo fu riferito dai suoi colleghi che, con stupore, lo trovarono già sul posto con l'altoforno acceso. Purtroppo a quelle temperature non era rimasto nulla di esaminabile e l'atroce assassino l'ha sfangata.
Dal sito di "Chi l’ha visto?"Si sospettava che l'uomo avesse gettato la moglie nel forno della fonderia presso cui lavorava. Ebbene, una doppia perizia ha dimostrato che gli elementi addebitati al marito erano totalmente infondati. In particolare non ci sarebbe nessuna traccia organica nel forno e le macchie di sangue trovate nella macchina di Lillino non apparterrebbero alla donna scomparsa.
Dal "Corriere della Sera": A un mese dalla scomparsa della giovane donna (non molto alta, capelli castani corti), le indagini, forse sulla spinta della trasmissione tv di Giovanna Milella, hanno un sussulto. Si "lavora" anche negli ambienti frequentati dal marito, perquisendone l'auto e andando perfino a prelevare campioni di cenere nella fonderia dove, quella mattina, stando ad alcuni, girava odore di bruciato (lui ha un incarico di fiducia, e' il primo ad arrivare e a mettere in moto gli impianti). "Nessun sospetto concreto - precisano gli inquirenti - ma e' doveroso indagare a tutto campo, senza escludere alcuna ipotesi".
Francesca Caputo, Presumibilmente morta a 33 anni
Mi chiedo cosa mai si possa trovare dopo un mese nelle ceneri di una fonderia... Dunque non capisco come "una doppia perizia ha dimostrato che gli elementi addebitati al marito erano totalmente infondati".
Povera donna! Povera mamma, poveri figli ancora bambini privati della mamma!