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giovedì 8 giugno 2017

Creaturine indifese e alienazione

Per me è sempre doloroso parlare di argomenti che riguardano bambini sfortunati a cui la sorte ha riservato brutte cose.
Loro sono la cosa più bella che abbiamo e debbono essere preservati quanto più possibile…
Sono dunque terribilmente dolorosi i casi di dissociazione mentale momentanea, che portano alla sconvolgente scoperta di aver dimenticato la propria creatura in auto provocandone la morte, e negli ultimi anni sono stati diversi: troppi.
L'ultimo quello in provincia di Arezzo.
Un padre, sopravvissuto alla devastazione di aver provocato la morte del suo bambino per questa patologica amnesia momentanea, ha detto che "bisogna fare una Legge che renda obbligatorio un congegno rilevatore di presenza del bimbo a bordo".
Ora, pur nel dramma inimmaginabile che vivono persone a cui è capitata questa immane tragedia, mi permetto di dissentire, non perché non sia possibile tale installazione, anche da parte delle Case Automobilistiche, ma per il pensiero ormai comune che per ogni manchevolezza o deficienza debba essere fatta una Legge che obblighi a fare qualcosa!
Dopo il primo caso di cui si è avuta notizia in Italia e che tutti ci ha colpiti, avendo un cucciolo da portare in auto, nel mio interesse, avrei subito messo un congegno che ne rilevasse la presenza,  e non mi servirebbe una Legge per farlo!
Ho avuto i miei figli in anni in cui non esisteva l'obbligo del seggiolino in auto, né era facile trovarne in giro, eppure mio marito ed io pensammo bene di comperarne un paio e di adattarli per la nostra tranquillità e sicurezza: eravamo negli anni fra il 1966 e il 1970.
Rita Coltellese *** Scrivere: Elena e gli altri....

Questo esagerato ricorso alla tutela dall'alto per tutto e su tutto comporta un abbassamento delle capacità di sopravvivenza che, se portato all'esagerazione nella richiesta di tutela, può arrivare a formare generazioni di inetti, incapaci di sviluppare quelle capacità di aderenza alla realtà necessarie per vivere.
Un esempio è la follia del gioco che gira sul WEB che porterebbe al suicidio adolescenti dai 13-14 anni fino ai 17... 
Come non pensare che in piena sanità mentale nemmeno a 13 anni qualcuno può indurti al suicidio senza un vero motivo esistenziale.
Cosa siamo diventati? Degli insetti insensati senza discernimento?
Come non pensare a quanto diventavano grandi presto bambini e bambine che dovevano lavorare aiutando i genitori nei campi, portando al pascolo gli animali, oppure le bambine accudendo i fratellini più piccoli per aiutare la mamma oberata dalla fatica quotidiana di una vita povera e senza aiuto alcuno?
Fra stenti e fatica crescevano anche le facoltà mentali della sopravvivenza, e quei bambini dimostravano un'assennatezza e una aderenza alla realtà ammirevoli.
Oggi si da per scontato che adolescenti con vite più comode debbano essere tutelati da tutto, ammettendo implicitamente che sono incapaci di aderire alla realtà da soli: quindi che sono alienati.

Da: Corriere Innovazione del 5 giugno 2015
Una startup italiana, Remmy, il cui stand in questi giorni a Smau Bologna, ha attratto grande attenzione, ha sviluppato un prodotto che potrebbe evitare molte tragedie: un sensore che avverte se il bambino si sposta dal seggiolino e ci avverte, una volta spento il motore, che si trova ancora a bordo.

Questa la Società che lo produce.

 Remmy s.r.l. - Piazza San Francesco, 8 - 40122 Bologna (Italia) - P.IVA 03317611204

Comunque con un po' di ingegnosità si possono realizzare anche altri sistemi semplici!

Non serve una Legge! Basta fare!