martedì 26 luglio 2016

Sardegna Portorotondo Affitto vacanze a settembre 2017

AVVISO: l'appartamento è libero dalle h. 10:00 del 10 settembre alle h. 17:00 del 17 settembre 2017 per eventuale affitto. Rimane in vendita ad euro 9000.

Rita Coltellese *** Scrivere: Vendo appartamento in multiproprietà

L'appartamento si sviluppa su un piano a livello giardino e ha un vialetto di accesso personale coperto dal verde dai vialetti pedonali comuni.

Cliccando sul link sopra riportato si apre l'annuncio di vendita dell'appartamento che affitto anche a settimana dal 3 settembre 2017: euro 500 per la settimana dal 3 al 10 settembre ed euro 450 dal 10 settembre al 17 settembre. L'ingresso è alle h. 17:00 e l'uscita alle h. 10:00. Dunque per chi volesse affittare la settimana dal 10 settembre al 17 settembre l'appartamento, liberato alle h. 10:00, sarà pulito e rifornito di biancheria dal personale di pulizia e pronto per le h. 17:00 (a volte riescono a consegnarlo anche un paio di ore prima, intorno alle h: 15:00).
L'affitto dell'intero periodo di 15 giorni costa euro 900
L'affitto, sia a settimana che per gg. 15, comprende:

  1.  Pulizia settimanale e cambio della biancheria: letto, asciugamani, canovacci da cucina.
  2. Assistenza da parte della Reception per qualsiasi guasto o problema inerente la casa.
  3. Tutti i consumi della casa: elettricità, acqua calda (non c'è cucina a gas bensì elettrica).
  4. Uso dei campi da tennis previa prenotazione presso la reception.
  5. Uso della piscina di acqua di mare, con doccia calda e relativi lettini con ombrellone.
  6. Uso del campo di bocce.
  7. Uso della doccia ad acqua calda della pinetina prospiciente l'uscita dalla spiaggia.
  8. Spettacoli serali presso l'anfiteatro della piscina.
  9. Intrattenimento dei bambini e lezioni di ginnastica con personale dedicato.
PER TUTTI QUESTI SERVIZI NULLA E' DOVUTO OLTRE LA QUOTA DI AFFITTO. 
Nel Residence esiste una lavanderia provvista di lavatrici e asciugatrice a gettone. I gettoni sono acquistabili presso la Reception.
Il Golfo di Cugnana su cui affaccia il Residence visto dai campi di tennis

Per chi fosse interessato telefonare o inviare un fax ai seguenti numeri: 06 9406613 - 0773 593392; oppure una e-mail al seguente indirizzo: rita.colt@alice.it;
cellulare per ulteriori informazioni 339 7142325, qualora non abbiate risposta inviare un sms e sarete ricontattati.

Viale pedonale comune che raccorda il vialetto che porta alla casa situata con vista verso il mare e la piscina.
Uno scorcio dei giardini del Residence

domenica 24 luglio 2016

Italiani pagate questo!!! E subite anche la pubblicità!!!

Da: La Repubblica.it

La Rai mette gli stipendi online: molti ex senza incarico prendono più di 200mila euro


Da domani sul sito dell’azienda i compensi di dirigenti e giornalisti oltre i 200 mila euro. In testa l’ad Campo Dall’Orto. Tra i 'parcheggiati' ma pagati anche Carmen Lasorella



Globalizzazione della follia

I folli non sono solo quelli che girano parlando da soli, che hanno un'aria assente, che si comportano in modo bizzarro, i folli sono anche apparentemente normali, ma nella loro mente malata covano odi ed ossessioni che a volte trovano sfogo in violenza.
Purtroppo non si può prevedere se questi folli lucidi un giorno prenderanno un'arma ed inizieranno a sparare nel mucchio...

Certo sono folli malvagi, giacché esistono anche folli buoni e mansueti che non farebbero mai del male a nessuno, anzi, possono essere oggetto di cattiveria da parte di imbecilli dall'animo miserabile.

La materia della mente umana è complessa, in quanto difficilmente codificabile quando si tratta di pazzia e quando di estrema disumana malvagità.
Il DSM, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, cerca di classificare i disturbi mentali in base ai sintomi... E che non sia facile dare una base scientifica alla materia lo dimostra il fatto che viene continuamente aggiornato: ora mi pare che siamo al DSM V.

Genericamente possiamo dire soltanto che quello che dovrebbe prevalere è il buonsenso...
Noi "siamo qualcosa" finché siamo vivi... L'istinto di conservazione è sicuramente sano ed animale, quindi chi si arma per uccidere indiscriminatamente persone che neppure conosce e poi si uccide non possiamo che classificarlo pazzo.

Negli USA, Paese democratico per eccellenza, ogni tanto qualcuno fa strage in una scuola...
I media cercano poi le motivazioni ed assistiamo ad una comunicazione globale in cui "esperti" dicono il loro punto di vista...
Alla fine tutta questa pletora di commenti assume una connotazione alienata e alienante, giacché nessuna motivazione reale può spiegare simili azioni.
"Bullismo" (una delle tante orrende parole coniate dal giornalismo mediatico) subìto non spiega nulla, in quanto tutti noi subiamo in alcuni momenti della vita lo scherno, il dileggio, la persecuzione quando non addirittura la calunnia da parte degli altri, in determinati ambienti in cui ci siamo trovati a stare per motivi diversi: abbiamo sopportato, ignorato, oppure superato con la nostra intelligenza l'affronto e, nel caso si sia deciso di reagire, al massimo lo abbiamo fatto a parole, oppure azzuffandoci con i persecutori.

Ma se uno si arma ed ammazza tutti, indiscriminatamente, cercava solo un pretesto per dar sfogo alla sua pazza ferocia.

La globalizzazione ha dilatato la follia, fornendo, tramite la comunicazione ossessiva dei commenti inutili, materia alle menti fragilissime...

Mentre negli USA le armi sono di facile accesso, e questo favorisce i folli, in Germania non credo ci sia la stessa facilità di procurarsele.. Dunque gli inutili commentatori dovrebbero focalizzarsi solo su questo: come mai un giovane di 18 anni, in cura psichiatrica, ha potuto ottenere l'arma con cui ha fatto la strage a Monaco e tutti quei proiettili.

venerdì 22 luglio 2016

Merita la medaglia al valor civile

Da: Lettera 43

21 Luglio 2016

Nel flusso incessante di notizie sulla strage di Nizza, ne spunta una 
che ha il sapore dell'epica.
L'eroe con lo scooter della Promenade des Anglais, quello che 
alcuni avevano dato per morto, è vivo e vegeto. Di più, in un'intervista
pubblicata su Nice Matin ha ripercorso il film del suo temerario 14 luglio,
quando cercò di fermare Mohamed Bouhlel issandosi sul predellino
del camion e picchiandolo con tutta la forza che aveva in corpo.
ERA SUL LUNGOMARE CON LA MOGLIE. «Ero pronto a morire 
pur di fermarlo», ha raccontato il motociclista in un'intervista che è 
stata ripresa dai media di tutto il mondo. 
LA CORSA PER RAGGIUNGERE IL CAMION. Il francese padre di 
famiglia decide di spingere sull'acceleratore: «Mia moglie era dietro, 
mi tirava il braccio per chiedermi dove volessi andare. 
Mi sono fermato, le ho detto 'Scendi subito!». 
Comincia un inseguimento da far rabbrividire anche il più temerario 
dei soldati. Nella sua corsa verso il tir bianco, Franck fa lo slalom 
«fra i vivi e i morti». «Ero in una specie di trance», racconta, 
«ma al tempo stesso lucido». Come si vede dalle immagini 
amatoriali diffuse sul web, riesce a raggiungere la sinistra 
del camion in corsa.
CORPO A CORPO CON IL TERRORISTA. Nel disperato tentativo 
di fermare l'autista decide di lanciare lo scooter sotto al bestione 
da 19 tonnellate, rischiando una prima volta la vita. Poi continua 
la corsa a piedi. Riesce a issarsi all'esterno della cabina, 
sul predellino, dal lato del conducente. Il finestrino è aperto, 
il terrorista è ancora al volante di fronte a lui: «L'ho picchiato, 
picchiato, picchiato ancora, con tutte le forze, colpendolo al volto».
LA PISTOLA S'INCEPPA. Mohamaed Bouhlel è impassibile
«Non dice nulla, non reagisce», ricorda Franck. Almeno fino a 
quando non punta la pistola contro il cinquantenne aggrappato 
alla portiera del camion. A quel punto, il colpo di fortuna: 
«L'arma s'inceppa, è scarica, non so, premeva sul grilletto 
ma non funzionava». Le prime raffiche della polizia 
interrompono la sua lotta.
EVITATO UN MASSACRO ANCORA PIÙ GRAVE. Rifugiatosi 
sotto al camion ormai fermo, Franck si copre la testa e attende 
la fine della pioggia di fuoco. Ferito nello scontro con il terrorista, 
se la cava con qualche punto alla testa e lievi contusioni. 
Se ha sfidato la morte è stato soprattutto per suo figlio, 
che si trovava dall'altra parte della Promenade, nei pressi 
della Place Masséna: «Mi ha dato la forza e il coraggio 
per fare in modo che il terrorista non arrivasse fin lì».
Qualcuno ritiene che il suo intervento abbia evitato un massacro 
ancora più grave. Secondo l'ultimo bilancio comunicato dal 
presidente Hollande, l'attentato di Nizza ha causato 84 morti 
e 231 feriti, 15 sono ancora in pericolo di vita.

Da: Nice Matin

giovedì 21 luglio 2016

Incendi sempre dolosi e prescrizioni a danno dei cittadini

Da: Il Messaggero.it

Roma, Pontina, nuovo incendio. Astral: «Situazione critica. Ma oggi alle 6 riapre in direzione Roma»


Brucia ancora la Pontina, la strada statale 148, per il terzo giorno consecutivo. E sugli incendi che paralizzano la strada che porta al litorale sud di Roma e collega la Capitale a Latina indagherà la Procura per verificare se i roghi hanno un'origine dolosa. Sterpaglie in fiamme, alberi da abbattere, tratti chiusi da lunedì e chilometri di coda sotto un sole rovente. Il bilancio è pesante, soprattutto per gli automobilisti che quotidianamente percorrono la Pontina, tra le strade più pericolose d'Italia, dai pendolari a quelli che lasciano la famiglia al mare per tornare a lavorare a Roma e che in questi giorni stanno vivendo una vera e propria Odissea. 




Pubblicato il 19 lug 2016

A seguito dell’incendio divampato, nelle prime ore del pomeriggio di ieri, nella zona di Castel Romano, in tutta l’area limitrofa al tratto della SR 148 Pontina, dal km 25,700 al km 24, il tratto della strada regionale sia in direzione Roma sia in direzione Latina rimarrà chiuso al traffico veicolare, fino al termine delle operazioni di verifica tecnica che si protrarranno presumibilmente fino al tardo pomeriggio. Le fiamme infatti, nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, hanno avvolto la vegetazione e, in qualche caso, si dovrà probabilmente procedere alla rimozione, per evitare il rischio reale di crollo. A tale scopo, le verifiche si stanno svolgendo con l’aiuto di tecnici e agronomi, al fine di tutelare l’incolumità degli utenti della strada alla riapertura al traffico del tratto interdetto alla circolazione.

http://www.ilcorrieredellacitta.com/a...




Plauso ai VV.FF., alle Forze dell'Ordine, alla Protezione civile...
Ma si può tenere una via di comunicazione fra due province, Roma e Latina, in queste condizioni?

Non parlo dell'incendio, sicuramente doloso, in quanto non credo che la banale cicca lanciata dall'incivile dal finestrino dell'auto possa innescare una simile devastazione, parlo del fatto che questi incendi, ripetuti e ravvicinati all'inizio di questa settimana, hanno messo ancora di più in evidenza la situazione dei collegamenti fra queste due città.
Una situazione vergognosa, visto come viene adoperato il denaro pubblico, che non tiene conto dell'enorme traffico che si svolge fra Roma e Latina, sia per quel che attiene le merci, sia per quel che attiene i pendolari che percorrono la strada statale Pontina avanti e indietro tutti i giorni!

Non ci sono alternative alla Pontina, se non strade laterali che si snodano tortuosamente fra i campi e conducono in direzioni lontane dalle mete di ogni giorno, costringendo i forzati del lavoro a lunghissimi e stretti percorsi, allungando nel tempo l'arrivo alla meta.

Da anni e anni si parla di fare un'autostrada, il minimo della decenza, per collegare Roma al sud del Lazio.
Quando era Presidente di Regione quel contaballe del ciccione di destra, Storace, aveva promesso la realizzazione dell'autostrada...
Promesso e basta. 

Da: Il Caffè.TV

VA TUTTO IN PRESCRIZIONE, E SI SALVANO

Autostrada Roma-Latina: 20 milioni di euro di danni, ma paga uno solo (e poco)

Erasmo Cinque, collegato ad Arcea SpA tramite il Consorzio 2050
Erasmo Cinque, collegato ad Arcea SpA tramite il Consorzio 2050
Giulio Gargano e Francesco Storace, ex Assessore ai trasporti ed ex Presidente della Regione Lazio
Giulio Gargano e Francesco Storace, ex Assessore ai trasporti ed ex Presidente della Regione Lazio
Andrea Abodi, ex presidente Arcea SpA
Andrea Abodi, ex presidente Arcea SpA
A sx: Raimondo Besson, ex dirigente Dipartimento infrastrutture Regione Lazio
A sx: Raimondo Besson, ex dirigente Dipartimento infrastrutture Regione Lazio
Raniero De Filippis, unico condannato a pagare 600 mila ? (poi ridotti)
Raniero De Filippis, unico condannato a pagare 600 mila ? (poi ridotti)



Giulio Gargano e Francesco Storace, ex Assessore ai trasporti ed ex Presidente della Regione Lazio
C’era chi si era messo a piangere quando scoprì che il tracciato del Corridoio Tirrenico Meridionale passava proprio sopra la casa che aveva appena acquistato con un mutuo. Altri avevano impiantato un frutteto per la produzione di kiwi che finalmente stava per entrare in produzione ed altri ancora si ritrovarono con l’azienda tagliata a metà dal progetto dell’arteria autostradale, senza poter accedere direttamente da una parte all’altra. Gli ambientalisti erano inferociti dal fatto che il tracciato andava ad incidere pesantemente sulla tenuta di Castel Porziano, sul Parco Regionale di Decima – Malafede e sul Parco Nazionale del Circeo. La rabbia di tutti gli interessati confluì nella più grande manifestazione di protesta che si è mai tenuta a Latina: era il 28 febbraio 2004. Poi il progetto fu modificato una decina di volte fino a farlo coincidere con l’attuale Pontina, che dovrebbe così diventare l’autostrada Roma – Latina (l’iter è ancora in corso). Ma era tutta una bufala per sperperare denaro pubblico con progettazioni e incarichi che finora non hanno fatto muovere neanche una carriola. 
DANNO DA 19,4 MILIONI DI EURO
La sezione del Lazio della Corte dei Conti ha accertato un danno erariale di 19,42 milioni di euro in capo a coloro che all’epoca erano i responsabili politici e amministrativi della Regione Lazio (vedi box), oltre ai componenti di nomina pubblica di Arcea, la società pubblico-privata che avrebbe dovuto costruire e gestire l’opera insieme alla bretella Cisterna-Valmontone. Solo uno degli undici condannati però, Raniero De Filippis ex Direttore del dipartimento Territorio della Regione, attualmente sospeso dall’incarico perché arrestato nello scandalo rifiuti dell'affaire “Cerroni”, dovrà pagare 600mila euro: pena peraltro ridotta perché secondo la Corte non è stato l’unico ad omettere i suoi doveri d’ufficio. Tutti gli altri quindi, pur ritenuti responsabili del danno arrecato alle casse pubbliche, non pagheranno nulla perché il reato è stato prescritto.
"SCHEMI ILLECITI" IN STILE CRICCA
Altrettanto inquietante però è l’accostamento fatto dal magistrato contabile, Rosa Francavilla, che nel luglio scorso aveva chiesto la condanna degli imputati a risarcire lo Stato gabbato. Per la vicenda della Roma-Latina si erano ravvisati “gli stessi schemi illeciti” riscontrati nel gigantesco scandalo del MOSE a Venezia; scandalo che aveva portato in carcere, tra gli altri, il Sindaco della città lagunare Giorgio Orsoni e l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan. Secondo il PM del processo MSE le condotte illecite e omissive erano “tese a favorire il socio privato di Arcea, che ha avuto l’incarico di progettazione grazie ad un affidamento diretto”. Un giudizio così pesante si giustifica con un semplice fatto: in entrambe le vicende ci sono di mezzo persone rimaste per lo più in ombra. Lo si desume da un attento approfondimento degli atti.
I BURATTINAI NELL'OMBRA
Arcea SpA infatti, era una società mista dove la Regione Lazio deteneva il 51% delle azioni: il restante 49% era in mano ad una un’Associazione Temporanea d’Impresa, composta da Autostrade (34%) del gruppo Benetton, dal Consorzio 2050 (10%) e dal Monte dei Paschi di Siena Merchant (5%). Il Consorzio 2050, a sua volta, era composto dalla Società Costruzione Strade Moderne Srl che fa capo ad Erasmo Cinque (storico amico di Francesco Storace), dal Consorzio Coop. Costruttori della Lega delle Cooperative (le 'rosse'), dalla società di ingegneria Spea (Gruppo Autostrade) e dalla Ingegneri Associati. Era proprio il Consorzio 2050, secondo la Corte dei Conti, il beneficiario degli illeciti. Il presidente di questo sodalizio all’epoca era Erasmo Cinque, mentre alla Vicepresidenza c’era un uomo della Lega delle Coop. Tra gli altri Consiglieri del CdA del Consorzio 2050 però si trovava anche Duccio Astaldi, Presidente dell’omonimo colosso delle costruzioni che, curiosamente, oggi fa parte di una delle due cordate che hanno presentato offerte per la realizzazione della Roma – Latina.
CEMENTO, AFFARI E POLITICA
Lo stesso Astaldi, in quanto Presidente del Consorzio Venezia Nuova, insieme al suo ex suocero Paolo Bruno (già Presidente della società Condotte SpA, deceduto lo scorso anno) e al poliedrico Erasmo Cinque, anche se non indagato ufficialmente, è citato più volte nella richiesta di arresto di Giancarlo Galan depositata presso la Camera dei Deputati dai magistrati veneziani. Tra gli arrestati nell’inchiesta MOSE c’è uno dei “fortunati” della sentenza della Corte dei Conti. È l’ex Magistrato della Acque di Venezia Patrizio Cuccioletta che a suo tempo era anche dirigente della Regione Lazio: dopo l’arresto avrebbe ammesso di aver preso soldi in cambio della omissione dei controlli sull’esecuzione dei lavori. Con molta probabilità quindi è questo l’accostamento che ha voluto indicare la sentenza della Corte dei Conti.
Ultima coincidenza: il MOSE e la Roma – Latina sono entrambe dei “project financing”, rispettivamente da 5,2 e quasi 3 miliardi di euro. Progetti in cui, sulla carta i privati anticipano i soldi in soccorso degli enti pubblici, ma rivelatisi troppo spesso delle bufale per aggirare la concorrenza e accollare i debiti ai cittadini. Montagne di soldi dove tra appalti, sub appalti, consulenze, collaudi e pareri, è facile incappare in omissioni d’atti d’ufficio. Ma tanto poi arriva la prescrizione.
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POLITICI E DIRIGENTI SALVATI DALLA PRESCRIZIONE
1) Francesco Storace, all’epoca dei fatti Presidente della Regione, ex Ministro della Salute e attuale Consigliere regionale;
2) Giulio Gargano, ex Assessore ai Trasporti che ha patteggiato una pena di 4 anni e 4 mesi per lo scandalo di Lady ASL (l’unico che è sparito di scena)
3) Raimondo Besson, ex Dirigente del dipartimento Opere, Mobilità e Infrastrutture della Regione Lazio, ex Consigliere di Acea Ato 2 SpA, attuale Amministratore delegato di Acqualatina SpA per nomina del socio privato;
4) Bernardo Maria Fabrizio, attuale Dirigente del settore mobilità su gomma dell’Assessorato Opere, Mobilita e Infrastrutture della Regione;
5) Patrizio Cuccioletta, ex Magistrato delle Acque a Venezia ed ex Capo Dipartimento del Territorio della Regione Lazio, in attesa di processo per lo scandalo MOSE;
6) Andrea Abodi, ex Presidente di Arcea, la società pubblico-privata incaricata della realizzazione e della gestione dell’opera, attuale Presidente della Lega Calcio di serie B;
7) Ruggiero Borgia, Amministratore Delegato di Arcea nominato dal socio privato;
8) Flavio De Luca, Roberto Serrentino e Aurelio Saitta, a suo tempo Consiglieri di Amministrazione di parte pubblica in Arcea.

Autismo: cosa fa il governo Renzi

Da un tweet di Gian Luca Nicoletti scorro le iniziative per l'Autismo in Italia:



E' passato esattamente un anno dall'approvazione della Legge sull'Autismo e le buone intenzioni del governo si sono rivelate per ciò che sono davvero: una dolorosa beffa per le tante famiglie che attendevano una mano e un aiuto concreto dallo Stato.
Parliamo di un provvedimento di cui il M5S aveva sottolineato luci ed ombre, ma che comunque rappresentava un primo e importante passo in avanti, soprattutto perchè prevedeva l'emanazione di LEA (Livelli essenziali di Assistenza) specifici per l'autismo l'aggiornamento delle linee di indirizzo per migliorare la qualità degli interventi assistenziali per questa patologia.
E invece, nello schema di decreto del Presidente del Consiglio del Ministri che aggiorna i nuovi LEA, già approvato anche dalla Conferenza Stato Regioni, manca completamente una sezione specifica dedicata all'autismo, che addirittura viene etichettato come disturbo psicotico nonostante la letteratura scientifica non lo consideri tale.
L'esclusione dell'autismo dai nuovi LEA è una porta sbattuta in faccia alle tante famiglie italiane che quotidianamente provano sulla propria pelle la difficoltà di garantire una 'vita normale' ai propri ragazzi autistici. A queste madri e a questi padri, il governo aveva promesso di dare attuazione alla legge con uno stanziamento di 50 milioni di euro per il 2016, ma nell'allegato finanziario dei nuovi LEA di questi soldi non c'è traccia.
E per il momento non si hanno notizie nemmeno del Fondo per la cura delle persone autistiche, istituito nell'ultima legge di Stabilità proprio grazie a un emendamento del M5S. Il Fondo, per il quale era stata prevista una dotazione di 5 milioni di euro all'anno, doveva essere realizzata entro 60 giorni ma ad oggi manca ancora il decreto del ministero della Salute indispensabile per stabilire i criteri e le modalità per usare il fondo.
A che gioco sta giocando il Ministro della Salute? Lo chiediamo direttamente a lei, preannunciandole già da ora che quando il decreto sull'aggiornamento dei LEA arriverà in Parlamento, daremo battaglia perchè venga corretto e perchè le legittime richieste delle famiglie di ragazzi autistici non rimangano ancora una volta inascoltate.
Movimento 5 Stelle - Senato

mercoledì 20 luglio 2016

Mentire sapendo di mentire

Da: TGCOM 24



Berlusconi, Senato non autorizza lʼuso delle intercettazioni

Infuria la polemica in Aula con uno scambio di accuse tra M5s e Pd

L'aula del Senato ha respinto l'uso da parte dell'autorità giudiziaria delle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e le cosiddette "olgettine".  I voti a favore della richiesta della Giunta per le autorizzazioni a procedere (che si era invece espressa per l'utilizzazione delle intercettazioni) sono stati 120, i contrari 130 e gli astenuti 8. Il voto è stato a scrutinio segreto.

M5s: "Il Patto del Nazareno è risorto" - "Il Pd con il voto segreto salva Berlusconi e prova a puntellare la sua sempre più scricchiolante maggioranza. Un modo subdolo, dando la colpa ad altri come già accaduto in altre occasioni, giocato sulla pelle della Giustizia, per provare ad assicurarsi anche un comportamento benevolo da parte dei berlusconiani e del loro potente sistema mediatico nel referendum costituzionale". Lo afferma il capogruppo M5s al Senato Stefano Lucidi, commentando il 'no' di Palazzo Madama all'uso delle intercettazioni di Berlusconi. "Il patto del Nazareno è risorto", aggiunge.
Stefano Lucidi, Movimento 5 Stelle, mostra ai suoi colleghi come fare per restituire parte delle ricche ed esagerate prebende che ricevono per impiegarle in un fondo per il credito alla piccola e media impresa. 



La Giunta per le autorizzazioni a procedere, dunque, voleva autorizzare l'uso delle imbarazzanti (per Silvio Berlusconi) intercettazioni telefoniche, ma il voto segreto ha consentito questa altrettanto imbarazzante, per il Senato, presa di posizione a favore di Berlusconi.

Trovo indecente e risibile quanto affermato da Andrea Marcucci del PD: Subito dopo la votazione dell'assemblea, i senatori grillini hanno protestato tanto che il presidente Pietro Grasso ha sospeso la seduta. Ma uscendo dall'emiciclo, esponenti del Pd hanno replicato sostenendo che, complice il voto segreto, a votare per il no all'utilizzo delle intercettazioni sono stati i grillini. "Prove di alleanza in aula tra M5S e destre", ha detto Andrea Marcucci.
Andrea Marcucci: faccia da ......

Hanno perso ogni decenza nell'affermare qualcosa che non ha alcun fondamento reale, dimostrato dall'inesistente interesse del M5S nel salvare Berlusconi, mentre è palese che il governo ha bisogno dei voti (sottobanco) di Forza Italia per far passare le riforme e continuare a reggersi in piedi, visto il fronte del NO al referendum.
Personalmente voterei per il SI, pur di cambiare qualcosa... Ma non mi piace la piega che ha preso il Governo su alcuni temi, fra cui l'immigrazione-invasione.
Non mi piace neppure il Senato "costruito" con questa riforma.. 
E non mi piacciono la falsità e la menzogna: agire di nascosto e poi accusare gli altri sfacciatamente dei propri misfatti.

venerdì 15 luglio 2016

L'Italia e gli affari umanitari

Dal sito della trasmissione di RAI 3 "Chi l'ha visto"

Almeno 675 migranti nel relitto recuperato, già decine di appelli dei parenti

Siracusa, 14/7/2016 - E’ vicino alla stima di circa 700 vittime, fatta subito dopo il naufragio, il numero dei cadaveri estratti dal relitto del peschereccio affondato il 18 aprile 2015, recuperato dalla Marina Militare e trasportato nel porto di Augusta. Al via la fase di identificazione affidata al un gruppo di medici legali coordinato da Cristina Cattaneo, dell'università di Milano. "Grazie all'esame degli effetti personali, degli indumenti e dei documenti, tra cui diverse richieste di asilo, - ha detto la dottoressa Cattaneo - è stato possibile sapere che ci sono persone originarie dell'Etiopia, Eritrea, Bangladesh, Sudan, Somalia, Mali, Ghambia, Senegal, Costa D'Avorio e Guinea. Soprattutto maschi ma anche femmine e stiamo trovando anche dodicenni e qualche bambino. Abbiamo già avuto richieste da parte di 57 famiglie originarie del Senegal ma è anche giunta una richiesta da una famiglia della Guinea che vive negli Stati Uniti".

Ho scritto in un post precedente che 10 milioni di euro per questa operazione sono una follia. Non credo si tratti di fondi dati dall'Unione Europea o dal Vaticano (molto caritatevole a parole), credo siano 10 milioni di euro sottratti alle necessità dei vivi italiani contribuenti.
Trovo incredibile che a profondità marine e dopo tanto tempo si siano conservati "
documenti fra cui diverse richieste d'asilo"!
Evidentemente NON ERANO DI MATERIALE CARTACEO!
Provate a mettere nel mare qualsiasi documento o altro fatto di carta... Non credo neppure che il barcone affondato fosse a chiusura stagna tanto da non consentire penetrazione di acqua, soprattutto alla pressione di quelle profondità marine.
Siamo alla fantascienza.... oppure ad altro.
In compenso leggete la varietà di Paesi Africani elencati...
La follia continua.

Da: La Repubblica
Migranti, riemerge relitto del naufragio di aprile 2015: centinaia di corpi a bordo
Intanto il relitto del barcone affondato nell'aprile 2015 è giunto nella rada del porto di Augusta, in provincia di Siracusa: a bordo ci sono ancora diverse centinaia di cadaveri, che per oltre un anno sono rimasti a una profondità di 370 metri.

ll peschereccio sarà collocato all'interno di una tensostruttura refrigerata, lunga 30 metri, larga 20 e alta 10. Inizierà, quindi, il recupero delle salme da parte dei vigili del fuoco con la collaborazione successiva del personale del corpo militare della Croce rossa italiana. Un'operazione che nel complesso ha sfiorato il costo di 10 milioni di euro.

Renzi: "L'Italia salva vite e rispetta i valori della sua cultura". "Nel mese di aprile 2015, gli scafisti condussero alla morte settecento persone stipate in una carretta del mare e chiuse a chiave nella stiva. Quell'evento colpì molto tutte le persone di buona volontà. L'Italia chiese allora la convocazione di un Consiglio europeo straordinario. E da lì abbiamo iniziato a cambiare la politica continentale sui migranti, un passo alla volta". Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi. "Quella nave contiene storie, volti, persone, non solo un numero di cadaveri. Ho dato disposizione alla Marina Militare di andare a recuperare il relitto per dare una sepoltura a quei nostri fratelli, a quelle nostre sorelle che altrimenti sarebbero rimasti per sempre in fondo al mare -prosegue il premier-. L'ho fatto perché noi italiani conosciamo il valore della parola 'civiltà'. E ci hanno insegnato fin dai primi giorni di scuola che il rispetto per la sepoltura è uno dei grandi valori della nostra cultura". Il premier prosegue: "Dare una tomba a ciascuno di loro significa restituire il diritto alla memoria. E significa ammonire l'Europa su quali siano i valori che contano davvero. Continuiamo tutti i giorni a cercare di salvare vite umane, anche oggi. Il relitto è stato recuperato ieri, quattordici mesi dopo: qui ci sono alcune foto. Grazie alla Marina Militare, fiero di essere italiano. Lavoriamo tutti i giorni perché l'Europa sia all'altezza dei valori che l'hanno fatta grande".

Operazione di recupero da 9,5 milioni di euro. E' di 9,5 milioni di euro il finanziamento fin qui disposto dalla Presidenza del Consiglio per l'intera operazione di recupero del relitto. Lo ha detto il controammiraglio della Marina militare italiana Pietro Covino nel corso della conferenza stampa al pontile Nato di Melilli.

La pietà non può avere questi costi quando ci sono i vivi che non hanno quello che è giusto. Quando giovani italiani muoiono perché cade loro in testa la scuola fatiscente oppure perché il treno che prendono ha la sicurezza affidata a quattro poveracci che si telefonano.
Matteo Renzi, che ho votato, voglio ricordarlo, sia alle primarie con Bersani sia come Segretario, non può farsi bello con questa edificante operazione: allora doveva lasciarla al Papa, a cui ha rubato la cristiana scena! L'ha messo in ombra! Oppure la Chiesa Cattolica con il suo Stato Vaticano è povera? Non paga l'IMU come noi e fino a qualche anno fa non pagava neppure la depurazione fognature, graziosamente offerta dallo Stato Italiano. Oggi non so. Sarebbe il caso che qualche giornale se ne occupasse.. 
Questi morti non ci sarebbero se invece di attraversare l'Africa e gettarsi in mano a delinquenti su barconi inaffidabili raggiungessero Paesi africani via terra verso sud, sud est, di cui è inutile fare l'elenco: basta guardare la carta geografica e leggere la situazione delle varie nazioni non in guerra di quel continente.

Infine ricordo a Renzi e a chi storcerà il naso leggendo il mio punto di vista che milioni di persone sono state sepolte in mare e che era un onore tale tipo di sepoltura, e che all'eventuale obiezione che in questo caso non di funerale si è trattato ma di affondamento ebbene ... rispondo: fate una ricerca su quanti italiani sono affondati con navi di ogni genere e pescherecci per dare il pane ai propri figli... e nessuno si è preoccupato di riportarli in superficie.