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domenica 17 gennaio 2016

Giornalisti conformisti.. e.. opportunisti

Il successo e i soldi fanno perdere a molta gente la semplicità dell'autenticità ed uno di queste persone è Fabio Fazio. Mi piaceva un tempo, è sicuramente molto intelligente, ma quando uno si mette troppo al servizio di idee politiche, che vogliono importi attraverso l'uso dei media, non piace più, e non credo di essere la sola.

Ieri sera, nel relax post cena, mi sono seduta davanti alla televisione più che altro per riposarmi sul divano, più comodo della sedia del computer. Ovviamente, dopo il telegiornale, non c'era nulla virgola nulla da vedere. Allora mio marito ha sintonizzato la rete RAI3 dove, appunto, regnava la trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo che fa", dove ormai Massimo Gramellini, giornalista del quotidiano "La Stampa", ha conquistato una poltroncina da cui legge i suoi "temini-articoli", che possono piacere o meno, ma ieri sera per me ha veramente tracimato nell'opportunismo e nel conformismo più sconfortanti. 
Non ho nulla contro questo giornalista di cui ho anche acquistato il libro "Fai bei sogni", ben scritto e molto autobiografico. Ma al contrario di mio marito che critica l'autobiografismo nella scrittura, io lo apprezzo e lo condivido, giacché partire dalle proprie esperienze personali, per scavare nei problemi della vita e cavarne messaggi e riflessioni buone per tutti, è pratica utile usata anche da grandissimi scrittori.
Ma ieri sera il temino-articolo di Gramellini era di un conformismo sleccone proprio triste; argomento: le Unioni Civili! Secondo lui gli obiettori di coscienza fra i parlamentari, coloro che votano secondo coscienza, ubbidendo al dettato del proprio partito che lascia libertà di scelta, sono criticabili visto che in Parlamento votano di tutto senza vergognarsi della propria coscienza. Certo, se si pensa alla recente Legge Boccadutri per arraffare i nostri soldi senza nemmeno rendicontare gli antireferendari "Rimborsi Elettorali ai Partiti", ha ragione!!! Ma qui si parla d'altro e non di denaro più o meno estorto ai contribuenti, qui si parla di bambini, si parla di pensione di reversibilità... Qui si mischiano le carte parlando di Diritti Civili fregandosene alla grande di altri Diritti e di altri problemi... 
Il massimo, Massimo (si scusi il bisticcio!) l'ha raggiunto quando quasi con tono ecumenico ha  sentenziato "che i bambini in una famiglia composta da due uomini o da due donne stanno meglio che in una famiglia con due genitori eterosessuali che si odiano"!
Applauso dai conformisti spettatori in Studio!!! E Gramellini ha raccolto le sue carte con aria soddisfatta convinto, forse, che l'applauso ci sia stato anche fra i telespettatori.
Non c'era bisogno di scomodare un intellettuale come Gramellini per sentenziare una simile banalità!! Bastava Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria!
Il fatto è che se è vero che crescere in mezzo ai problemi di coppia dei genitori che ci hanno generato è a volte doloroso e difficile, non so da quale convinzione provata dai fatti Gramellini conclude che una coppia omosessuale, unita legalmente, non possa arrivare ad odiarsi e.. a lasciarsi!

P.S. Mio marito aveva sintonizzato "Che tempo che fa" giustificandosi così con me quando l'ho raggiunto sul divano: "Non c'è niente da vedere, sto qui solo perché c'è Gigi Proietti".
Il grande Gigi ieri sera era ospite.

Da: Il Fatto Quotidiano

Le due donne, sposate in Spagna, sono indicate nello stato civile del Comune di Barcellona come “madre A” e “madre B“. Il tribunale di Torino, in un primo momento, aveva respinto la richiesta di trascriverlo nell’anagrafe italiana, ritenendo la trascrizione “contraria all’ordine pubblico” in relazione alle norme in materia di filiazione che fanno riferimento ai concetti di padre, madre, marito e moglie. La sezione famiglia della corte d’appello presieduta da Silvia Daniela ha ribaltato questa decisione. La mancata trascrizione dell’atto di nascita, sostiene la corte, verrebbe infatti a comprimere il diritto all’identità personale del minore e il suo status in Italia. Poiché inoltre le due donne hanno divorziato, nel 2014, scegliendo però la condivisione della responsabilità genitoriale, “la mancata trascrizione comporterebbe anche conseguenze rilevanti in ordine alla libera circolazione del minore”.