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martedì 15 marzo 2016

Berlusconi sbaglia ancora


Da: Repubblica .it
Berlusconi gela la Meloni: "Sindaco è lavoro terribile, lei da mamma non può". 
Ma Renzi: "Invece sì"
ROMA - "Le donne hanno cinque mesi di lavoro non obbligatorio" quando diventano mamme, "è chiaro a tutti che una mamma non può dedicarsi a un lavoro terribile" come amministrare Roma "che è in una situazione terribile. Fare il sindaco di Roma vuol dire stare in giro e in ufficio 14 ore al giorno. Ci sono persone che per egoismo di partito cercano di spingere Giorgia a questo e a fare il suo male".


A replicare all'ex premier, però, è il presidente del Consiglio Matteo Renzi: "Certo che una mamma può fare il sindaco - dice il segretario del Pd a stretto giro -, assolutamente sì. Ma io spero che lo faccia Roberto Giachetti".


Berlusconi è tornato a farci sorridere.
Non solo perché continua a rifiutare le primarie, che Giorgia Meloni gli aveva chiesto già per le Politiche, e ad imporre persone scelte da lui in modo dittatoriale, "ma ora se ne esce come i dolori", dicendo questa cretinata.
Un sindaco, un ministro, hanno collaboratori a non finire, quello che conta è il cervello e l'onestà: non devono zappare la terra, pulire i pavimenti e tante altre cose che tante donne incinte fanno fino al giorno prima delle doglie..
Gli è sfuggita qualche Ministra col pancione di questo Governo recentemente?

La Ministra Madia in Aula con il suo bel pancione



La Ministra Lorenzin in Aula con il suo bel pancione gemellare
  

Patacche e pataccari

NOTIZIE: notizia n. 1, n. 2 e n. 3 

n. 1Da: TGCOM24 15 marzo 2016


Ignazio Visco: "Illecito vendere come sicuri i bond subordinati"

Il governatore della Banca d'Italia ha quindi ricordato come i subordinati, sia per codice civile sia per le norme Ue, concorrono alle perdite di una banca

Se "qualcuno ha venduto i bond subordinati come sicurissimi, allora c'è stato un illecito". A dirlo, parlando delle quattro banche fallite (Etruria, Marche, Chieti e Ferrara), è il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Il quale ha ricordato che i subordinati, sia per codice civile sia per le norme Ue, concorrono alle perdite di una banca. La vigilanza, ha quindi sottolineato, "non può evitare i fallimenti delle banche ma le conseguenze".

n. 2 Da: La Repubblica 15 marzo 2016


Telecom, Bolloré incontra Renzi e il numero uno di Orange
Dietro le dichiarazioni del premier italiano e del presidente francese, Francois Hollande, due incontri del capo di Vivendi che vorrebbe diventare il primo azionista di un mega gruppo impegnato tra media e tlc

di ANAIS GINORI e GIOVANNI PONS
MILANO - Il vertice di Telecom Italia, in particolare il presidente Giuseppe Recchi, ha cercato di spegnere l’incendio di una possibile aggregazione con Orange dicendo che al momento nessun dossier è sul tavolo del cda. In effetti nessuno ha pensato che un’operazione del genere possa essere già approdata nel board, tuttavia dietro le quinte si registrano alcuni movimenti che fanno pensare si possa andare in quella direzione, una volta che il colosso francese guidato da Stéphane Richard sarà riuscito a completare la fusione con Bouygues. La fiammata è arrivata la settimana scorsa, attizzata dalle dichiarazioni di François Hollande e Matteo Renzi, che a conclusione del vertice italo-francese di Venezia hanno risposto in tono positivo all’idea di una fusione tra Orange e Telecom.

n. 3 Da: Il Fatto quotidiano 3 marzo 2016

Cercasi fibra disperatamente 
Anna Jannello - Giornalista e scrittrice

La vita quotidiana vi annoia e avete bisogno di qualcosa di stimolante per occupare il tempo libero? Sottoscrivere un nuovo contratto telefonico può essere l’opzione vincente.
Già cliente Telecom per il fisso e Tim per lo smartphone – cifra totale mensile che sfiora i 100 euro – lo scorso 20 gennaio ho ceduto al fascino di una vantaggiosa, sulla carta, abbinata Tim smart fibra + cellulare. Da quel dì le mie giornate sono state occupate da trepide attese del tecnico installatore, estenuanti telefonate al 187 e al 119, visite al punto Tim nel disperato tentativo di capire in che guaio mi fossi cacciata.
Negli spot televisivi la fibra arriva dappertutto e Tim è diventata un’unica azienda che si occupa di telefonia fissa e mobile. Nella realtà la fibra non arriva per niente e Telecom e Tim continuano a essere due società ben distinte e pronte a rimpallarsi reciprocamente le responsabilità.
Anche 187 e punti vendita locali paiono lavorare per due società in concorrenza fra loro piuttosto che in sinergia. Tant’è che il primo appuntamento del tecnico installatore della fibra, fissato al punto vendita per il 5 febbraio, al 187 non risultava affatto. Del secondo appuntamento, venerdì 26 febbraio sono venuta a conoscenza casualmente in una delle tante chiamate di sollecito al numero verde di Tim. E il giorno prima un “utente sconosciuto” mi comunica che fra le 14 e le 15 sarebbe passato il tecnico. Che invano ho atteso fiduciosa: non si è presentato né si è degnato di avvisarmi.
Ieri la linea Adsl funzionava male, lentissima: pronta risposta del 187 “non possiamo intervenire perché è in lavorazione la fibra”. Per uscire dal limbo – chissà per quante settimane/mesi rischiava di protrarsi – non ho avuto altra scelta: recedere dall’offerta (inviando un fax, perché nell’epoca in cui tutto va online, Tim chiede un fax per queste operazioni).
Stamattina, pronta telefonata da “utente sconosciuto”. «Vedo che vuole recedere dall’offerta, qual è il problema?». Spiego dei mancati appuntamenti e come tutta risposta: «Vuole che gliene fissi un altro?». La ragazza ha la voce simpatica, traduco il mio punto di vista: «Se un possibile fidanzato le dà buca due volte di fila senza avvisarla né scusarsi, lei proporrebbe un altro appuntamento?».
Dopo oltre 45 giorni di attesa: niente fibra né telefonate illimitate ai cellulari come promesso da Tim smart casa, però dove si poteva peggiorare, questo è stato fatto subito! Il mio abbonamento Tim per il cellulare (700 minuti di chiamate, 700 sms al mese) dal 20 gennaio si è trasformato immediatamente in un prepagato di 500 minuti e zero sms. Riuscirò a riavere il mio vecchio abbonamento? O, possibilmente uno più favorevole? Al buon cuore di Tim l’ardua risposta.
Per ora le telefonate al 119 non hanno sortito nulla di positivo.
Questa notizia n. 3 mi piace molto, non per la simpatica giornalista e scrittrice Jannello di cui, anzi, mi dispiacciono le vicissitudini, ma perché vedo che il disservizio degli italici carrozzoni non risparmia nessuno: nemmeno gente più nota ed importante di una piccola blogger-scrittrice come me. Anche la brava Anna Jannello ha scelto la strada della diffusione di ciò che si vive quotidianamente, come nel mio piccolo faccio anch'io da quando esiste questo blog.
Telecom, Tim o quello che vi pare, sempre di sola si tratta. E viene da chiedersi perché il sistema politico consenta questo ai nostri erogatori di servizi? Che siano le Banche a vendere sole o sia ENEL o Telecom/Tim niente cambia: l'utente non conta niente è solo un bancomat e non stesse a rompere i maroni. Loro, notizia n. 2, viaggiano nelle altissime sfere: fusioni, mega gruppi.. Che gliene fotte di noi utenti dei Servizi mal erogati? Ma a noi, invece, le sfere girano e ci siamo rotti di essere trattati così.
Non basta vendere servizi per poi non darli, come accaduto alla simpatica giornalista del Fatto Quotidiano, ti telefonano pure a casa per mollarti la patacca, tipo quelle che le "magnifiche 4 banche" mollavano ai fiduciosi clienti: l'ultima capitata a me è di oggi. Dopo aver protestato con il 187 per aver ottenuto un rimborso di euro 12 (7,80 + IVA), corrispondente a giorni 1 di interruzione della linea fissa e della linea ADSL  mancata in realtà dal 4 al 9 febbraio 2016, ci hanno telefonato per offrirci un loro router e la linea fibra. Abbiamo rifiutato e ci siamo ricordati di quante volte, all'ennesima interruzione della linea ADSL, hanno cercato di addebitare il guasto al nostro router, sempre perfettamente funzionante, provando a venderci i loro avanzi invenduti di magazzino e a farci pagare anche un tecnico all'uopo inviato!! Lavoratori che mi hanno fatto pensare ai bancari obbligati a piazzare i bond subordinati... E' dovuto scoppiare lo scandalo perché ammettessero che per paura di perdere il posto di lavoro dovevano convincere gli utenti della banca all'acquisto.
La protervia pataccara di Società che dovrebbero essere garanzia per l'utenza è diventata palese e addirittura violenta: l'ultima interruzione di linea ADSL che abbiamo avuto si è tradotta in una mia denuncia querela ai Carabinieri nei confronti dell'addetta che rispose al 187 per i guasti. Mio marito era totalmente afono e telefonai io mentre lui ascoltava da un altro telefono. L'interruzione, in quel caso, riguardava solo la linea ADSL, la linea fissa era funzionante. L'addetta, una donna individuata dal codice dato dalla registrazione più il giorno e l'ora, ha detto ostinatamente ed immediatamente che era rotto il nostro router e che avrebbe mandato un tecnico a pagamento. Con garbo ho provato a spiegarle che in famiglia avevamo degli esperti in telefonia e che non si trattava del router, non mi faceva parlare, mi dava sulla voce, ad un certo punto ha iniziato a dire con voce irridente che potevamo essere anche dei premi Nobel ma il router era rotto, mi sfotteva parlando con qualcuno che evidentemente le era accanto, mi sono indignata alzando la voce nel tentativo di farmi sentire ma quella, sempre parlando con chi le stava accanto, mi ha insultata. Le ho detto che l'avrei denunciata e l'ho fatto. Tutto ha un limite. Siamo partiti senza più richiedere il ripristino della linea ADSL: quando, alcuni giorni dopo, siamo tornati nella casa, la linea ADSL era tornata!
Il nostro router era sempre lì: perfettamente funzionante.  

  

Massimo Giletti intervista Federica Sciarelli


Domenica 13 marzo mi sono fermata davanti alla TV, RAI 1, per ascoltare l'intervista che Giletti ha fatto a Federica Sciarelli.
Seguo la trasmissione "Chi l'ha visto" dal suo esordio e le motivazioni le ho scritte molte volte su questo blog, quindi non le ripeto.
Federica Sciarelli la apprezzo per come svolge il suo lavoro e anche qui non mi ripeto... Basta cercare con l'etichetta TV .
Dell'intervista di ieri, condotta da Giletti con affettuoso garbo nei confronti di Sciarelli, riporto solo tre notazioni:
La prima riguarda la minuzia che, durante una delle ultime puntate di "Chi l'ha visto", Federica ha esclamato: "Ma Dio buono.." e questa semplice espressione pare che abbia creato dei commenti...
Mi chiedo se i commentatori non abbiano altro da dire e allora notano il NULLA e scrivono stupidaggini!
Mi ha sorpreso anche che, per giustificarsi, pur non avendo proprio NIENTE da giustificare, Federica abbia detto: "Capisco che non si deve nominare il nome di Dio invano ma..."
Ma mica siamo in Chiesa od ovunque si pratichi la religione che impone questo precetto!! Inoltre, salvo cambiamenti che possono sempre esserci, non risulta che la Sciarelli sia particolarmente religiosa da dover stare attenta a non pronunciare la parola Dio in una frase esclamativa-esortativa!
Ecco, mi è sembrata esagerata questa sua espressione, più da cattolica praticante che da quello che lei è come persona, basti pensare che ricorda sempre di essere stata più a sinistra del PCI, addirittura "cinese": dunque mi è apparsa non sincera.

La seconda notazione è sul fatto che pare ci sia chi le da della giustizialista: questo lei ha detto.
Non mi meraviglio, visto il pensiero di chi ritiene che non debba mai esserci individuazione di chi commette delitti sulle persone e, se individuato il colpevole, bisogna essere comprensivi...
Avere Giustizia per le vittime, per questi pensatori, è giustizialismo! Non li sfiora il pensiero del dolore patito dalle vittime, della vita persa quando si arriva all'assassinio, del dolore di chi le vittime amava... Giustamente la giornalista ha detto che pensa alle vittime visto che non ci pensa nessuno!

Infine l'immancabile domanda su Francesco Cossiga.
Una vera nemesi che attraversa quasi tutta la carriera della giornalista. Assunta stabilmente in RAI nel 1988, quando Francesco Cossiga era Presidente della Repubblica Italiana già dal 1985 e terminerà il suo mandato nel 1992 finendo il settennato, nacque tutto dalla domanda che Indro Montanelli, giornalista ed amico di Cossiga, gli fece sul nome della sua amante: Cossiga gli sussurrò qualcosa all'orecchio. Dubito che Indro abbia mai riferito l'eventuale confidenza, quindi il giornalista che pubblicò il nome della Sciarelli da chi mai poteva averlo appreso?
Da:  La Repubblica - Articolo sul settimanale "Panorama" datato primo settembre 1991, a firma Antonello Piroso in cui il nome della Sciarelli viene inserito in una rosa - non propriamente lusinghiera - di possibili amanti del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Finì in una querela vinta dalla Sciarelli.

 Da: Wikipedia - L'8 maggio 1991 è stata nominata Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italianaonorificenza conferitale dal Presidente della Repubblica.

1991, dunque, anno in cui il Presidente Cossiga, in maggio, conferisce l'onorificenza a Sciarelli; settembre il mese in cui esce l'articolo che la definiva la sua amante.
Ieri Sciarelli ha detto che, durante la cena promessa al Presidente, nel caso avesse vinto la causa, lui le ha confidato che la moglie è stata l'unica donna che lui abbia mai amato, e Giletti ha fatto mandare la foto, rarissima, della signora Giuseppa Sigurani.
Peccato che però, nonostante l'affermazione, riportata da Sciarelli su sua moglie, Cossiga si sia separato da lei nel 1993, divorziando nel 1998 e infine annullando anche il matrimonio religioso tramite Sacra Rota nel 2007.

Dal sito: UAAR
Il Tribunale della Sacra Rota ha annullato il matrimonio celebrato nel 1960 tra Francesco Cossiga e Giuseppa Sigurani. La decisione è arrivata dopo sette anni di istruttoria. La notizia è pubblicata nell’ultimo libro di Bruno Vespa “L’amore e il potere. "Da Rachele a Veronica un secolo di storia d’Italia”. Cossiga e la moglie si separarono nel 1993, un anno dopo la scadenza del mandato presidenziale e divorziarono dopo cinque anni. Nel 2007, 47 anni dopo la celebrazione delle nozze e con la nascita di due figli, un maschio ed una femmina, la Rota Romana (nuovo nome della più conosciuta Sacra Rota) ha annullato il matrimonio.


Giuseppa Sigurani la moglie "annullata" di Francesco Cossiga