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venerdì 30 agosto 2013

La Casta resiste subdolamente

Da: RAI NEWS 24

Grillo "stanco di essere gandhiano"

Beppe Grillo critica la maggioranza di governo e il Quirinale. La prima per la Service Tax; il Colle per aver, con Violante, trovato un cavillo per salvare Berlusconi. "Io sono stanco", scrive sul suo blog, "stanco di essere gandhiano, di osservare leggi fatte per favorire i delinquenti".
Roma, 30 Agosto 2013
"E' stata una giornata particolare - ha osservato il leader del Movimento 5 stelle - quella di ieri con l'abolizione della parola Imu e la sua resurrezione in Service Tax che cadrà in gran parte sugli inquilini, fascia ovviamente più debole dei proprietari, una giornata in cui la coppia Violante&Napolitano ha forse trovato il cavillo mancante per salvare un pregiudicato con il rinvio della legge Severino alla Corte Costituzionale. Una legge che impedisce a chi ha condanne superiori a due anni di sedere in Parlamento".
"Violante, lo smemorato del processo di Palermo, è alleato - ha scritto Grillo - di Berlusconi da più di un ventennio, a che titolo nessuno lo sa".
Inceneritore
Una giornata particolare con il pdl e il pdmenoelle che esultano per l'accensione dell'inceneritore di Parma contro cui il M5S si è battuto usando ogni forma legale. Esultano per le neoplasie future degli abitanti di Parma, per il cibo avvelenato della Food Valley. Chi mangera' in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina? L'inceneritore è inutile e brucera' rifiuti provenienti da ogni dove, ma loro sono contenti. Loro".
"Io - conclude Grillo - sono stanco di essere gandhiano, di osservare leggi fatte per favorire i delinquenti. Con uno sforzo enorme, un miracolo, siamo riusciti a diventare il primo MoVimento del Paese".  

Rai
Nove milioni di italiani sono rappresentati solo dalla presidenza di Vigilanza Rai con Roberto Fico, ma anche in questo caso è l'ennesima presa per il culo. Fico non puo' neppure sapere chi sono i cinque fornitori della Rai che si spartiscono un miliardo di euro. Nulla. Non dobbiamo contare nulla. Sapere nulla. Fare nulla.

Legge elettorale
Abbiamo cercato di cambiare la legge elettorale con Parlamento Pulito, 350.000 firme buttate nel cesso perche' decadute dopo due legislature in cui nessun presidente di Camera, Senato, di qualunque cazzo di istituzione ha mosso un dito. Abbiamo votato per la decadenza del Porcellum, unico gruppo parlamentare e ci hanno votato contro. Abbiamo chiesto di inserire delle modifiche, tra cui la preferenza, e ci hanno ignorato. Prendo atto che noi non esistiamo, che nove milioni di italiani sono dei fantasmi, che ogni legge partorita da loro, in particolare quella elettorale, è contro di noi e per la loro sopravvivenza - conclude Grillo -. Prendo atto che non ci sono altre possibilita' che mandarli tutti a casa il piu' presto possibile.


mercoledì 21 agosto 2013

Marò in India: ricatto e provocazione

Da: La Repubblica.it

Marò, stampa indiana: rischio ritardo indagini.
Governo fiducioso: "Si troverà una soluzione"

Secondo i media il rifiuto dell'Italia alla richiesta di interrogare sul posto gli altri quattro fucilieri di Marina che erano insieme a Latorre e Girone "rischia di allontanare la chiusura dell'inchiesta". Il capo della diplomazia di New Delhi: "Nessun no da Roma"

NEW DELHI - Il rifiuto opposto dall'Italia alla richiesta della polizia indiana (Nia) di interrogare a New Delhi gli altri quattro fucilieri di Marina che formavano il team di sicurezza sulla Enrica Lexie insieme a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone "rischia di far ritardare la chiusura delle indagini" sull'incidente del 15 febbraio 2012 al largo del Kerala in cui morirono due pescatori indiani. Lo scrive tutta la stampa di New Delhi. Ma il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, le cui parole sono state riportate dal quotidiano The Asian Age, usa toni più morbidi: "Non siamo di fronte ad alcun rifiuto" da parte dell'Italia "e la cosa migliore è che lasciamo lavorare e decidere su questa questione gli esperti legali. Una via d'uscita legittima e ammissibile sarà trovata".

Sulla vicenda interviene anche il ministro della Difesa italiano Mario Mauro, che a Radio1 ha ripetuto di confidare "in una soluzione equa e rapida del caso" e ha spiegato che non va considerato come "un rifiuto" il fatto "che altri quattro fucilieri non si recheranno in India". "Possono essere ascoltati in Italia oppure in videoconferenza" o acquisendo "una loro dichiarazione che è simile a quella resa dai marò", ribadisce.

I mezzi di informazione indiani ricordano che in alternativa all'interrogatorio sul posto le autorità italiane hanno offerto altre ipotesi (viaggio della Nia a Roma, videoconferenza o domande e risposte scritte), ma gli investigatori indiani le hanno respinte. Secondo questi ultimi, infatti, "l'Italia deve cooperare con l'India avendo assunto al riguardo un impegno ufficiale di fronte alla magistratura".

Ora di fronte a questo nuovo scenario, aggiunge l'agenzia, "il ministero dell'Interno ha consultato quello della Giustizia sul modo migliore per far proseguire l'azione giudiziaria". In ogni caso, conclude, "il rifiuto dei testimoni italiani (Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) di venire in India è destinato a ritardare il processo nei confronti dei due marò che risiedono nell'ambasciata d'Italia a New Delhi".

Si deve segnalare infine che secondo il Deccan Herald la Nia, che ha già esaurito i 60 giorni a disposizione per l'inchiesta, "può sempre chiuderla senza interrogare i quattro testimoni, anche se essi sono considerati chiave nella ricostruzione della vicenda".

Non c'è da commentare perché i fatti si commentano da soli, ma l'indignazione è altissima.

Ci sono da sempre rapporti con tutti i Paesi civili sul piano processuale: nostri poliziotti o magistrati che si sono recati all'estero per interrogare testimoni di processi in atto nel nostro Paese... 
Arrogante ed assurdo pretendere che dei nostri militari, non sotto processo, si rechino a casa loro per rendere testimonianza.
La diplomazia fa il suo lavoro e mantiene i nervi saldi... solo per il bene dei due marò caduti nella trappola.

martedì 20 agosto 2013

Cafoni di ieri e cafoni di oggi

Da: Wikipedia - Etimologia 

L'origine del termine è incerta; molti dizionari (come lo Zingarelli) la danno per sconosciuta.
È però popolare la seguente interpretazione: nell'entroterra del basso Lazio, ai confini con la Campania, intorno al 1400, quando nei comuni del Frusinate o del Casertano arrivavano gli abitanti dei villaggi montani delle zone adiacenti, con delle funi arrotolate intorno alla spalla o alla vita, per acquistare il bestiame nelle fiere, questi venivano identificati dagli abitanti locali come quelli co' 'a fune. Da qui, il termine.
Quest'interpretazione non gode di credito presso gli studiosi di etimologia, che danno come più probabile una derivazione dal latino 'cabònem (da cabo-onis, "cavallo castrato") oppure dal nome di un centurione romano di nome Cafo.

Due anni dopo la morte di Cesare (15 marzo 44 a.C.), venne dedotta in Benevento (42 a.C.) una colonia di veterani che aveva combattuto col dittatore un po' dovunque, dalla Gallia, alla Bretagna, nella Spagna, in Grecia ed in Egitto. La deduzione fu voluta da Antonio collega del consolato di Cesare ed ora rivale del suo erede Ottaviano e fu guidata da Lucio Munazio Planco che si orientò verso Ottaviano quando gli eventi si volsero propizi a quest'ultimo.
Fra gli invitati a distribuire i nuovi lotti nell'agro pubblico del Sannio e della Campania, operò un rozzo centurione di nome Cafo che si insediò con i suoi nel territorio di Capua dove prese a spadroneggiare. E dovettero essi apparire rozzi e villani a quei campani che conservavano la luce di una vetusta civiltà ed il culto per l'eloquenza, la poesia, la musica ed il canto. "Cafones" furono i seguaci di Cafo ed il nome penetrato nell'uso popolare si diffuse nelle altre città del Mezzogiorno dove è adoperato per indicare persone poco use alla vita cittadina, ma soprattutto di modi inurbani e rozzi.

Un tempo era così: per cafone si intendeva persona non molto scoralizzata, dunque incolta, che si esprimeva in un italiano approssimativo... Ma quel tipo di cafone era di sovente pienamente cosciente della propria condizione e dimostrava spesso umiltà nell'ammettere la propria scarsa scolarizzazione, pur non essendone colpevole, bensì vittima di una condizione socio-economica che gli aveva imposto un lavoro precoce, frequentemente in zone rurali.
Da quel tipo di cafone, però, c'erano molte cose da imparare: la semplicità del pensiero che portava ad una immediatezza nell'interpretare le cose della vita in tutta la loro spoglia realtà, senza costruzioni, spesso con invidiabile buonsenso...
Immagine dal WEB

Oggi i cafoni lo sono anche se scolarizzati, anche se in possesso del "pezzo di carta", avendo frequentato gli studi solo per ottenerlo e senza essersi fatti minimamente cambiare dalla aborrita cultura!
Anzi, il cafone dei nostri giorni deride la persona colta, trovando questo valore perfettamente inutile e privilegiando un unico valore: quello economico.
In questo è favorito da una Società che paga bene attività che non abbisognano di cultura, spesso neppure di regole e di morale...
Dunque il cafone di ieri era umile e, se pur rozzo, poteva avere dei valori nella sua semplicità...
Quello di oggi è pericoloso perché è arrogante, l'umiltà non sa neppure cosa sia, il dubbio non lo sfiora, conosce e riconosce solo il possesso degli oggetti e solo con "l'Avere" si misura, mentre "dell'Essere" ha un concetto rozzo, egli infatti è rozzo nei modi ma soprattutto nel pensiero.
Egli è ciò che possiede: il SUV, il Fuoristrada, l'inutile enorme Pick-up se vive in città.
Spesso è pieno di tatuaggi, parla a voce altissima, se ha un pezzo di terra con una casa si fa costruire subito una piscina... Egli non capisce nulla di tutto ciò che costituisce cultura ma, visto che la televisione ne parla, se è in vacanza può spingersi ad andare a visitare musei, annoiandosi molto, per poi dire tronfio che "siamo andati a quel museo, a quegli scavi archeologici, a quella mostra...". Anche la cultura è oggettivizzata: non lo cambia perché la consuma soltanto senza capirne l'essenza. Non c'è nel cafone di oggi nessuna riflessione: solo consumo ed ostentazione.
E' pericoloso perché la mancanza assoluta della coscienza di sé lo rende insofferente alle regole. Ritiene un suo diritto evadere le tasse, approfittare del suo posto di lavoro per piccoli o grandi vantaggi personali... L'importante è che siano gli altri a pagare: lui no. Perché lui mica è fesso! Lui è un dritto! Peggio per chi non approfitta se può farlo! Si vede che è scemo! Lui no!
Immagine dal WEB

Ed ora molta bruttezza...

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

Discorso non tanto immaginario di Berlusconi al Parlamento

Craxi spiegò in Parlamento che se rubava lui, rubavano tutti. Nessuno si alzò in piedi per contestarlo. Silenzio assenso? C'è ora una larga attesa, figlia delle larghe intese, sul discorso che un pregiudicato, amico fraterno, non a caso, diBottino, farà alle Camere riunite. Di per sé è già un evento che Berlusconi si faccia vedere in aula dato il suo assenteismo cronico emulato solo dal suo avvocato parlamentare, il noto Ghedini. La giustificazione (vera) è che sono affezionati frequentatori dei tribunali della Repubblica, inseparabili. Posso permettermi qualche suggerimento all'evasore fiscale per le parole di commiato ai parlamentari? Due cose così per arricchire la concione che terrà dal suo banco.
"Cari, carissimi (quanto mi siete costati) parlamentari, se oggi sono qui è per mandarvi a fanculo. Certo, non è un linguaggio che mi appartiene, io, abituato alle cene eleganti, però esprime dal cuore quello che penso di voi. Se io sono un delinquente voi siete i servi di questo delinquente, i suoi soci in affari, i suoi dipendenti. Mi rivolgo soprattutto ai banchi della sinistra che mi è stata vicina in tutti questi anni con l'approvazione delle leggi vergogna, dell'indulto, dello Scudo Fiscale. Quanti bei ricordi assieme. E la scorpacciata del Monte dei Paschi? Indimenticabile. E ora vi voltate dall'altra parte, compreso Enrico Letta che spese parole di miele per me invitando a votarmi al posto del M5S (in verità le spese anche per Andreotti e per Monti, è un ragazzo volubile...). Lui che deve tutto a suo zio che a sua volta deve tutto a me. Se io sono colpevole, voi siete colpevoli di avermi tollerato, coperto, aiutato in ogni modo sapendo perfettamente chi ero. Non mi sono mai nascosto, al contrario di voi. Finocchiaro, D'Alema, Violante dove siete? Non potete lasciarmi solo. Potrei essere indotto, più dalla rabbia che dalla disperazione, a rivelare la storia di questi vent'anni agli italiani intontiti dalle televisioni che voi graziosamente mi avete regalato. Senza di me voi non sareste mai esistiti. Senza di voi, che avete ignorato per me qualunque conflitto di interessi, io non sarei mai esistito o forse avrei accompagnato il mio sodale aHammamet. Siamo legati come gemelli dalla nascita. E ora mi lasciate solo, ai domiciliari o ai servizi sociali per una semplice frode fiscale? A fanculo, dovete andare. Io non sono certo peggio di voi. I padroni, anche i più ributtanti, sono sempre migliori dei loro servi!".


Come non essere d'accordo con l'ironia (nemmeno tanto graffiante)di Beppe Grillo?

Purtroppo è tutto vero, in modo desolante.

*****
Da: Blitz Quotidiano


Enrico Letta al Quirinale con l’auto privata. Dagospia: “E’ del Corriere della Sera”

ROMA - Enrico Letta si è presentato al Quirinale con l’auto propria. Titolavano così nel pomeriggio del 24 aprile i siti italiani come a voler segnalare la scelta del neo premier incaricato di presentarsi con un’auto privata da Napolitano. In realtà, a quanto scrive Dagospia si tratterebbe di un’auto di proprietà della Rcs, la società editrice che pubblica il Corriere della Sera. La moglie di Letta infatti,  è la caporedattrice della cronaca romana del quotidiano diretto da De Bortoli. Scrive Dagospia:
“Sono sparite le auto blu? Ecco le auto Rcs. Tenetevi forte: hanno detto che “Enrico Letta è salito al Quirinale con un’auto privata”, facendo credere che il nipotino di Gianni sia sobrio tanto da evitare le ammiraglie presidenziali. Ma quando mai! Quella è la Lancia in uso ai dipendenti del Corriere, ovvero alla metà di Enrico, Gianna Fregonara, capa della cronaca romana del Corrierone. Se poi Ferruccio De Bortoli vuole metterci pure la benzina…” 

In queste immagini, Enrico Letta risale nell’auto dopo aver incontrato Napolitano (foto LaPresse)

Enrico Letta tenderei a farmelo piacere... Piace anche ad uno dei miei figli, un professionista che si è costruito tutto da solo (e in questa Italia è molto difficile farlo senza leccare il didietro a nessuno), e avevo commentato su questo blog il suo stile di andare con la sua auto privata al Quirinale per l'investitura di Presidente del Consiglio... Ora apprendiamo questo...
Ma non c'è nessuno dei nostri politici, uomini di governo, parlamentari che sappia vivere come viviamo noi? Noi che giriamo con le nostre auto privatissime, di cui paghiamo assicurazioni salatissime anche se da anni ed anni non facciamo sinistri (una volta ti scalavano il Premio se ti comportavi bene, ora no, troppi sinistri fatti dagli altri, troppe truffe alle assicurazioni, però non capisco perché debbo pagare io per quello che fanno gli altri...), di cui paghiamo un carburante costosissimo non solo perché il petrolio lo dobbiamo importare.. ma perché è gravato da accise folli e ingiustificate... paghiamo ancora quelle per la Guerra in Libia! 

NON CAMBIA NULLA, NON CAMBIA NULLA.... 

Respiriamo un po' di Bellezza....

Dal sito facebook del Direttore d'orchestra e compositore Andrea Amici

Suite per orchestra dalla colonna sonora del cortometraggio
"Il Lungo Viaggio"
Musiche originali composte, orchestrate e realizzate da Andrea Amici
http://www.youtube.com/watch?v=krYrVQp8B-8

lunedì 19 agosto 2013

Una novella molto letta: "Cattiva"

La novella "Cattiva" della Raccolta "Le Verità Nascoste" è stata letta 473 volte da quando l'ho ripubblicata su questo blog... La cosa mi sorprende perché l'avevo già pubblicata il 15 ottobre 2011 e aveva totalizzato solo 24 ingressi.
L'avevo presentata insieme alla Prefazione della Raccolta e ad una locandina del film di Carlo Lizzani, dall'omonimo titolo, a cui mi ero ispirata:

Queste, invece, le brevi note con cui presentavo il racconto:..... impietosa come lo è la vita per noi tutti. Mi ha ispirato il film "Cattiva" di Lizzani, in cui vi si narra la vera storia di una malata il cui comportamento viene scambiato per "cattiveria": si scoprirà, poi, che invece si trattava di un'alterazione psichica.

Nel film di Lizzani viene riportato il caso di un'isteria: malattia psichiatrica che alcuni studiosi annoverano fra le Grandi Nevrosi, mentre altri la classificano fra le Psicosi.
A 19 anni lessi un testo celeberrimo di Sigmund Freud: "I Casi Clinici", in esso viene riportato, fra altri casi, "Analisi di un'Isteria" e vi si descrive l'Isteria di una paziente di Freud, il cui nome è ammantato nello pseudonimo di Anna O., la quale aveva come sintomo principale la paresi delle gambe, fisicamente sanissime!  Egli la guarì con il metodo della Psicoanalisi. Naturalmente la storia della letteratura scientifica ha svelato la vera identità della paziente celata dal dovuto pseudonimo.
Mi è capitato di conoscere una donna, alcuni anni fa, che aveva avuto più volte paresi isteriche alle gambe che la immobilizzavano a letto, pur avendo due bambini da accudire... Questi soggetti possono sembrare normali per tutto il resto, ma all'acuto osservatore non sfugge una certa esagerazione nei loro comportamenti caratteriali, tipici del soggetto affetto da Isteria.
Sicuramente allo scrittore, portato a scavare nella realtà per farne emergere le anomalie e le contraddizioni per restituire una verità, quanto più possibile universale, alla riflessione di chi legge, interessano molto le nevrosi e le storture degli esseri umani, le quali portano sempre dolore e nocumento non solo a chi ne è affetto, ma purtroppo anche agli altri.

domenica 18 agosto 2013

“I Vecchi e i giovani” di Luigi Pirandello




Ho letto per la prima volta “I Vecchi e i giovani” a 63 anni. Di Pirandello avevo letto quasi tutta l’Opera, ma questo romanzo “storico” mi era sfuggito.
La critica letteraria, in prevalenza, non lo ha trattato bene, a parte qualche voce diversa dal coro, ma io l’ho trovato molto vero e con un legame con l’attualità.
Non è vero che i personaggi sono non profondi e solo abbozzati, come non è vero che l’analisi storica è frammentata perché vista attraverso vari personaggi, quindi in terza persona. Perché mai dovrebbe essere un “io” narrante a commentare noiosamente gli avvenimenti storici o, peggio, la voce fuori campo dello scrittore? La realtà si pone agli occhi di chi legge attraverso i pensieri e la visione dei personaggi, quindi è vista da vari punti di vista, da varie angolazioni e i vari punti di vista danno un panorama dei fatti a 360°.
Sorprendente è stato per me scoprire un legame con l’attualità. Ora si parla di decadenza dei costumi, di corruzione sia nella gestione della cosa pubblica che nella sfera privata dei politici e, nel “I Vecchi e i giovani”, scopro un’Italia appena fatta e già corrotta allo stesso modo, mentre i veri lavoratori languono nell’indigenza strozzati da uno Stato appena nato, fra mille promesse e speranze, e già abortito.
La Sicilia garibaldina che, scrollandosi di dosso il Regno borbonico, aveva atteso con entusiasmo le provvidenze del nuovo Regno sabaudo, si era vista tradita. Il personaggio che racchiude in sé tutti gli ideali risorgimentali è Mauro Mortara che, emblematicamente, lo scrittore farà morire, casualmente ed in grande confusione, proprio per mano di quell’esercito dell’Italia unita per fare la quale Mortara aveva combattuto.
La figura romantica di questo vecchio idealista, ruvido e puro, è struggente. Mentre una torma di miserabili, che non hanno fatto nulla perché l’Italia si formasse, si getta a cercare potere, poltrone e soldi, Mauro vive solo dei ricordi delle sofferte battaglie di cui è orgoglioso e nessun desiderio di compenso si affaccia nella sua anima pura, bensì solo la religiosa cura delle reliquie di quelle coraggiose imprese è la ricompensa di cui il vecchio si nutre ed appaga. Quale dolore e quale verità conosciuta della vita che si ripete, e dunque la storia che si ripete anch’essa per la stoltezza degli uomini, nel vedere la delusione del vecchio garibaldino, giunto all’età di 78 anni, che muore ucciso senza passione e senza consapevolezza da parte di chi lo uccide. Trovo il finale del libro amaramente emblematico del fallimento degli ideali del Risorgimento. L’Italia è fatta! Ma dov’è la Patria che non “vede” e non riconosce chi ha contribuito alla sua nascita?
Pirandello si è sicuramente ispirato a persone esistite, l’ho capito leggendo perché, modestamente, lo faccio in parte anch’io nei miei scritti, ma ne ho trovato conferma nel commento al libro che ho letto nell’edizione dei tipi Mondadori del 1992 a cura di Anna Nozzoli con cronologia di Simona Costa, più volte ristampato.     
Un'immagine di Pirandello in giovane età

Giornalismo diseducativo e fuorviante

I telegiornali debbono dare le notizie in un tempo ristretto, breve, ma questa non è né può costituire una scusante a come vengono date. Si può, anche in un minuto, dire le cose in modo corretto e non necessariamente elusivo, superficiale, oppure fuorviante. 

Mi ha colpito, fra mille brutte notizie, quella del suicidio di un ragazzino di quattordici anni dovuto, così hanno ripetuto i telegiornalisti, alla sua omosessualità e, subito, hanno legato tale triste evento all’urgenza della legge contro l’omofobia.

La superficialità nel dare le motivazioni di una omosessualità certa, usandola poi come precipitoso pretesto per spingere su una legge che sottolineerebbe ancora di più la condizione della persona omosessuale come “particolare”, fa parte di quel giornalismo diseducativo volto a formare un pensiero di massa rozzo e dunque scorretto.

Come si fa a dire con assoluta certezza che il quattordicenne che si è gettato dalla terrazza di un condominio “era omosessuale”. Non basta certo il fatto che egli l’abbia scritto, che egli lo temesse, anzi, ne fosse certo.
A quella età non si può essere certi di nulla, dunque il modo corretto di dare la notizia è: “Si è ucciso lasciando un biglietto in cui ha scritto di essere omosessuale”. Per poi commentare brevemente: “Timore che poteva essere legato alle incertezze tipiche della pubertà che si affaccia all’adolescenza.”

Ma come si fa a bollare questo sventurato giovanissimo suicida dando per certa la sua temuta e presunta condizione sessuale? Come si fa ad utilizzarla con rozzo realismo per una legge inutile di cui tanto si parla per le solite ragioni demagogiche?

Lui era convinto di esserlo omosessuale, ma chi può dire che lo fosse veramente? Chi può dire che non fosse influenzato dal gran parlare che di questa condizione si fa? Chi può dire che semplicemente si sia smarrito in una crisi adolescenziale che nessuno ha capito? Chi può non riflettere che egli poteva essere soltanto un ragazzino insicuro di sé, che doveva ancora trovarsi, e che gli stimoli sciocchi e superficiali di coetanei, che si affacciano anche loro sul mondo della sessualità senza capirci molto,  possono averlo spinto ancora di più in un vicolo cieco di insicurezza?

Sta a chi pretende di svolgere un mestiere come quello dell’informazione, della comunicazione, la capacità di dire le cose in modo corretto, non fuorviante e soprattutto, ma l’asservimento a questa o a quella corrente politica rende questo aspetto più difficile, non utilizzando le notizie per spingere su cose che certa politica vuole imporre al pensiero collettivo.
In questo caso una legge fatta apposta per l’omofobia, quando esistono già leggi che puniscono ogni tipo di discriminazione e basta, volendo, solo aggiungere a quel reato una specifica in più! 

Tante leggi e, nell’eccesso, nessuna giustizia.  

lunedì 12 agosto 2013

Regole sotto i piedi



Nel settembre 2008 su RAI 1 in una trasmissione che andava  in onda alle h. 9.00 circa, uno dei commentatori, chiamato dal conduttore  Prof. Gentile,  (non avendo sentito la presentazione non so dire chi fosse), fece delle considerazioni che mi colpirono sulla Costituzione che, diceva, veniva disattesa. 
Uno degli esempi che portava riguardava la nomina del Presidente del Consiglio. La Carta Costituzionale stabilisce che la sua nomina compete al Presidente della Repubblica, il quale, DOPO UN ITER MOLTO LABORIOSO DI CONSULTAZIONI, perviene alla scelta della persona.... Questo nei fatti non avviene più, dato che chi farà il Presidente del Consiglio si sa da prima. Esiste quindi un iter diverso senza che però sia scritto nella Carta Costituzionale. 

Si deve punire il comportamento di chiunque commette un fatto diretto, in modo non equivoco, a mutare la Costituzione dello Stato oppure la forma del Governo....

Soltanto il Parlamento può operare cambiamenti della Costituzione. 

Dunque, in modo strisciante, in Italia si stanno disattendendo di fatto le Regole, dalla Carta Costituzionale in giù, via via le Leggi ed i Regolamenti…
Le Istituzioni, gli uomini che le incarnano, non agiscono per il rispetto di essi e non rispondono di questa loro responsabilità penalmente… Eppure dovrebbero risponderne. 

Ho portato in un recente post l’esempio di comportamenti anormali delle Autorità Comunali là dove errano senza che nessuno paghi, all’infuori del cittadino innocente che si comporta correttamente.

Fino a quale segno si deve arrivare per capire che in questo modo le Regole sono solo una scatola vuota che, quando casualmente applicate, costituiscono un arbitrio?

Ogni cittadino deve riferirsi ad esse sapendo che verranno applicate a TUTTI indiscriminatamente e non usate ora sì ora no… altrimenti saltano tutti i riferimenti, il viver civile, la democrazia!

Con i problemi dell’economia, del lavoro, dell’ambiente ogni giorno a rischio di abusi, tutti i giorni il cittadino italiano nell’accendere la TV sente parlare solo e soltanto di Berlusconi. Un nome che ha sostituito quello della Nazione: invece di Italia, Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi… E’ un’ossessione!!!

I servi poi sono più “realisti del re” e continuano a gridare allo scandalo per la condanna per evasione fiscale.

L’evasione fiscale c’è stata, è accertato, la difesa di Silvio Berlusconi però dice che lui non lo sapeva.
La legge non ammette ignoranza e sembra che Franco Tatò abbia testimoniato che c’era un settore della contabilità in cui lui non entrava affatto. 
Insomma, pur con tutte le riserve per gli uomini in toga di cui, ricordo ai buffoni che vanno raccogliendo firme a destra e a manca per chiedere al popolo quello su cui il popolo si è già espresso, gli italiani hanno chiesto senza ottenerla la responsabilità civile, dobbiamo rispettare le istituzioni Corte D’Assise, Corte D’Appello, Corte di Cassazione, altrimenti diamo retta ai servi più “realisti del re” e aboliamole! 

Ecco, il rischio è arrivare alla abolizione dei reati. Dunque all’anarchia. Si vedono segnali inquietanti ammantati di ragioni umanitarie: si vogliono depenalizzare altri reati, quando già molti sono stati depenalizzati… Si vogliono svuotare le carceri perché sono in troppi là dentro…
Poi apprendiamo che rumeni, albanesi, bulgari che delinquono in questa Italia in cui gli onesti vivono sempre più male, dicono che le loro carceri sono molto più dure e le pene più lunghe… Dunque meglio rubare, rapinare, sfruttare la prostituzione qui, in Italia, piuttosto che finire in carcere nei loro Paesi.

E l’Africa che sbarca qui ogni giorno disperati su disperati destinati allo sfruttamento o alla delinquenza? Ci fregiamo di essere accoglienti! Più della furba e mai abbastanza sanzionata Malta!
Cos’è questo se non il tentativo ultimo di distruggere un Paese?
Immigrazione? Leggi, regolamenti?
Non esistono! Noi siamo buoni (con chi?) e accogliamo tutti (con i soldi di chi?).

Ad esempio con i soldi di quelli come me che pagano tutto mentre intorno a me vedo abusi edilizi che non risultano al catasto e dunque non pagano IMU, TARES e prima non pagavano ICI, quando c’era, e TARSU… Nell’indifferenza dei comuni che omettono ogni controllo chiedendo i soldi sempre agli stessi.
Non è connivenza con l’evasione fiscale questa?
Berlusconi (grande evasore) NON POTEVA NON SAPERE!
Giusto! Anche il Sindaco, avendo le foto aeree del territorio ed il catasto per il confronto, NON PUO’ NON SAPERE e dunque favorisce l’evasione fiscale.
Quanti milioni di euro perdono i comuni in codesto modo?
Perché CERTI sindaci non finiscono sotto processo come Silvio Berlusconi?
L’evasione fiscale è evasione fiscale per tutti o no? E’ un reato per tutti o no?

Per chi non avesse letto i miei post precedenti aventi l’etichetta in fondo al post Politica, dirò che non ho mai votato per il partito di Berlusconi, né per la Lega, onde sfrondare sospetti di simpatie per l’uno e razzismi condivisi con l’altro partito…

Sono solo pragmatica e, come già ho scritto, valuto la realtà per quella che è senza mettere la testa nel sacco delle demagogie.

Presto pubblicherò un post sulla realtà dell’immigrazione regolamentata dei braccianti agricoli dell’Agro Pontino: realtà che vedo molto da vicino e su cui una persona intelligente e aperta all’accoglienza come poche, il Dott. Marco Omizzolo, ha scritto varie pubblicazioni in veste di Sociologo, raccogliendo in loco testimonianze di immigrati indiani che suscitano vergogna e calpestano ogni democrazia.

Abbiamo bisogno di Regole come del pane per dirci una Società Civile ed il primo esempio deve venire da chi gestisce lo Stato: uno Stato che, come ricordava Jacopo Fo in uno dei tanti dibattiti televisivi, NON PAGA I SUOI DEBITI.
Oltre che agli imprenditori che hanno erogato beni e servizi, non restituisce i soldi delle tasse pagate in più e di cui ha riconosciuto il credito d’imposta al cittadino fin da gennaio 2013!
L’Agenzia delle Entrate non sa dire ad un mio familiare QUANDO potrà riavere euro 3.850 del suo credito d’imposta riconosciuto e leggibile sul sito di tale Istituzione. Però a fine settembre il mio familiare dovrà pagare la seconda rata della TARES e aspetta di sapere quanto lo Stato, a lui debitore, gli chiederà per l'IMU su una casa gravata da mutuo bancario. Il mio familiare ha una famiglia monoreddito ed un figlio minore.
E’ furto questo? 



domenica 11 agosto 2013

Marcinelle, emigranti italiani partiti con il contratto in tasca.



In questi giorni RAI 3 ha ricordato la tragedia di Marcinelle quando i minatori italiani, emigrati per lavorare nelle miniere di carbone del Belgio, morirono in una terribile disgrazia a quasi un chilometro di profondità sotto terra.
Emigrati italiani presi in Belgio a lavorare nelle miniere di carbone

La figlia del grande Enrico Berlinguer, non certo all’altezza del padre, ha tentato si stabilire una relazione fra quei migranti e quelli che arrivano sulle carrette del mare degli schiavisti sulle coste della nostra isola di Lampedusa e della Sicilia.
Il lavoro nei pozzi a centinaia di metri nella profondità della terra

Sono operazioni, accostamenti, di vera disonestà intellettuale e, come tutte le cose tirate per i capelli per dimostrare realtà di comodo che bisogna far digerire al volgo non pensante, mi danno un profondo fastidio.

E’ in corso da parte dei post-comunisti e della Chiesa di Roma il tentativo di farci accettare l’immigrazione illegale e clandestina che comporta e comporterà danni al nostro già malridotto Paese.

Chiunque, leggendo queste note, pensi che non ho compassione per questi disperati che arrivano dall’Africa e anche dal Pakistan si sbaglia e travisa il mio pensiero, che poi ho scoperto essere un pensiero comune proprio fra le persone che non hanno interesse a sfruttare questa umanità che fugge dai propri Paesi, oppressi e sfruttati da governanti e sgovernanti che dovrebbero essere passati per le armi insieme agli schiavisti, avventurieri che con irreali promesse carpiscono loro i magri soldi racimolati per raggiungere questo Paese sovraffollato ed in affanno.


Questa riedizione della schiavitù è vergognosa e vergognoso è da parte del nostro Stato continuare ad accogliere questi disperati indiscriminatamente.
Siamo l’unico Stato Europeo a farlo: Malta se ne infischia e la Francia, che pure ha qualche colpa colonialista in Africa, ha respinto a Ventimiglia i migranti a cui l’improvvida Italia aveva rilasciato un lasciapassare come paese Europeo. 

Che non si accosti questa invasione gestita dagli schiavisti, colpevoli i capi dei vari stati africani da cui questi loro figli fuggono, con l’emigrazione italiana!!
Sono stata testimone di questo fenomeno in prima persona nel piccolo paesino da cui provengono i miei genitori.
Non è un paesino del sud dell’Italia come si sente in televisione: ma un paesino del centro Italia. Non è un paesino di braccianti ma di piccoli agricoltori diretti. Eppure ho conoscenza diretta di persone che sono partite per il Belgio, per il Canada già con il contratto di lavoro in tasca! Al Belgio servivano come servivano al Canada e mai li avrebbero fatti entrare senza tali contratti di lavoro in tasca!
C’erano precise regole d’accesso.
Si vede bene che l’accostamento con chi raccoglie i soldi per l’arrembaggio alle nostre coste, ormai così permeabili, fidando in promesse irreali di delinquenti, non è possibile ed è un’offesa ad umili lavoratori italiani che, per migliorare la propria condizione economica ferma alla sussistenza, accettavano di andare in un altro Paese con un contratto in tasca, accettavano di lavorare sotto terra come i topi o i vermi, piegandosi umilmente a vivere in case di villaggi poveri, cercando di seguire le regole del Paese che aveva bisogno di loro per le miniere, e senza urlare e pretendere come spesso fanno i migranti che si sono fidati degli schiavisti traghettatori, come se l’aver creduto alle loro bugie fosse colpa nostra, dell’Italia che usa uomini e mezzi per loro, che spende le magre risorse per loro, anche se delle carrette che arrivano dall’Africa non ha proprio bisogno. 

mercoledì 7 agosto 2013

Berlusconi come Sophia Loren?


 
Ricordate il precedente di Sophia Loren? Donna dal carattere forte, rientrò in Italia per scontare la pena per lo stesso reato di Berlusconi: evasione fiscale.

 

Questo fece accrescere le simpatie nei suoi confronti: una donna bella e famosa che entrava in carcere invece di restarsene contumace all’estero.

 

Mi sembra che ci stette un mese nel carcere di Caserta… Non ho fatto ricerche… Vado a memoria.

 

Berlusconi, attore consumato, farà lo stesso? Sa che così avrà l’aureola di martire. Il volgo ragiona con la pancia e lascia a riposo la materia grigia (quando ce l’ha!).

 

La Loren aveva proprietà ed interessi in Italia e si è piegata al carcere per questo, non certo per senso del martirio…

 

Altra figura d’attore è l’ex sessantottino Mario Capanna che si è offerto di “prendere” il vecchio ma arzillo Silvio nella “sua” Fondazione, qualora optasse per l’affidamento ai Servizi Sociali…

Ma che bravo questo Capanna! Invece di dare esami e sgobbare per laurearsi nei tempi canonici, faceva il “contestatore di sinistra” (abbiamo quasi la stessa età) e si è laureato, con molta calma e molti insulti ai professori contestati, che era ultraquarantenne.  Un giorno di molti anni fa mio marito se lo trovò nello stesso scompartimento in treno e provò una sgradevole sensazione nel trovarsi davanti “il comunista contestatore” vestito elegantemente “borghese” che recitava da vero narciso la sua parte di uomo “noto ed importante”, dicendo che a Roma lo aspettava la Gruber in trasmissione.

Mentre questo signore occupava con i suoi sodali le Aule c’era gente come me che aveva urgenza di dare l’esame memorizzato, perché di tempo per studiare ne aveva poco avendo una famiglia… Come ho descritto nel mio secondo libro pubblicato “Il Romanzo dell’Università”. Gente come mio marito, invece, tacciato dai perditempo come lui di “essere fascista” pur non essendolo affatto, studiava lavorando in fabbrica per aiutare la sua famiglia di origine, sempre in affanno con i soldi, eppure si è laureato a 28 anni.

Questi comunisti di allora vivono tutti molto bene… Chissà quanti soldi maneggiano queste Fondazioni… Chissà se i paraventi dietro i quali sono le ONLUS, le ONG, le Opere Benefiche varie che si occupano di Servizi Sociali, sono sottoposti ogni tanto ai controlli della Guardia di Finanza o se, in quanto organizzazioni volte alle Opere di Bene (la Chiesa Cattolica insegna), sono indenni da questi prosaici e diffidenti controlli? 

giovedì 1 agosto 2013

DAL 02 AL 04 AGOSTO A SAN FELICE CIRCEO (LT)


FESTAMBIENTE LARUS V EDIZIONE
DIRITTI, LAVORO E SOLIDARIETÀ
DAL 02 AL 04 AGOSTO A SAN FELICE CIRCEO, PER COMBATTERE IL CAPORALATO E LO
SFRUTTAMENTO DEI MIGRANTI
Giunta alla V edizione, Festambiente Larus, organizzata dal circolo Larus Legambiente di Sabaudia, si svolgerà dal 02 al 04 agosto nella magnifica cornice del centro storico di San Felice Circeo (LT). Un luogo di meravigliosa bellezza, scelto per ospitare i numerosi eventi che anche quest'anno caratterizzeranno il festival di musica, impegno e cultura, organizzato con la collaborazione di numerose associazioni e patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di San Felice Circeo.
Il tema portante di Festambiente Larus 2013 sarà quello dei migranti e, in particolare, del caporalato, piaga che colpisce soprattutto i braccianti migranti e li costringe a vessazioni, umiliazioni insostenibili e soprusi.
Si discuterà di questo in particolare durante il convegno del 03 agosto, alle ore 18.00, dal titolo “volevamo braccia e sono arrivati uomini: dal caporalato ad una nuova civiltà dei diritti”, che verterà su un’analisi territoriale relativa alla piaga del caporalato in provincia di Latina e sul riconoscimento dei diritti dell’uomo quale orizzonte insostituibile dell’agire collettivo. Per la maggior parte impiegati in agricoltura, centinaia di braccianti migranti sono costretti a vivere sulla loro pelle lo sfruttamento, l’abuso di potere sistematico e la violenza. Discutere, riflettere insieme e denunciare collettivamente questo fenomeno è il compito che il circolo Larus si è dato, invitando personalità delle istituzioni, della ricerca, dell’associazionismo, della politica e i membri stessi della comunità indiana sikh ad un confronto qualificato e centrato sui temi dei diritti, delle garanzie, delle tutele.
Al convegno parteciperanno, oltre a Marco Omizzolo, presidente del Circolo Larus Legambiente Sabaudia e coordinatore provinciale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Don Tonio Dell'Olio, responsabile di Libera Internazionale, Giovanni Gioia, segretario provinciale Flai-CGIL, Simone Andreotti, presidente dell'associazione In Migrazione, Dhillon Singh, rappresentante della comunità Sikh in Italia, Amnesty International, Marco Pacciotti, già responsabile del Forum nazionaleImmigrazione, Tonino Mancino dell'ass. Michele Mancino, l'avv. Diego Santoro, esperto di legislazione sui migranti e Tommaso Amico di Meana dell'Unesco, vari ragazzi e lavoratori indiani. Il convegno, chesarà trasmesso in streaming sul sito de La Nuova Ecologia (media partner di Festambiente con Radio Larus e Panservice) e sulla web radio del circolo, web-radio Larus, sarà moderato da Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia.
Nell'ambito del convegno verrà assegnato il primo premio Larus ambiente e legalità del circolo ad alcune personalità che si sono particolarmente distinte per la loro rettitudine e il lavoro sociale condotto a tutela delle minoranze e della legalità.

Il programma del festival, scaricabile completamente andando sul sito www.laruslegambiente.it o su
http://festambiente.laruslegambiente.it/programma/, prevede numerose altre iniziative, tra le quali partite di basket e minibasket, gite in canoa sul lago di Paola, mostre fotografiche sul tema dei migranti, corsi shiatsu e yoga, laboratori di educazione ambientale per bambini, scuola di ballo popolare, la proiezione del docu-film Visit India di Patrizia Santangeli, un seminario sui migranti dal Sud del mondo del giornalista Angelo Mastrandrea de Il Manifesto e due concerti per serata a partire dal 03 agosto coi Bhangra Brothers e i Farafina Ritmi e il 04 agosto coi Raggamassive e i Canusia.
Festambiente Larus 2013 godrà anche del lavoro dei volontari giunti a San Felice Circeo nell'ambito del primo campo di volontariato e formazione europeo organizzato in collaborazione con l’associazione In Migrazione e il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università Sapienza di Roma.
Un'esperienza assai importante che merita di essere replicata.
La mattina del 03 agosto l'AVIS di San Felice Circeo, in occasione dell'iniziativa e al fine di promuoverla, organizzerà presso i locali consueti, una raccolta di sangue straordinaria, peraltro particolarmente utile nei mesi estivi.
Anche quest'anno il circolo Larus aderisce al progetto di forestazione certificato e realizzato da AzzeroCO2 in Italia. Le emissioni di anidride carbonica prodotte nell'arco del festival verranno calcolate e azzerate piantumando alberi nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po.
Sarà presente all’interno di Festambiente Larus uno stand informativo sulla politica agricola comune (PAC) nel quadro del “Progetto Agriculture - La Politique Agricole à l’horizon de l’Europe 2020” cofinanziato dalla Commissione Europea Dg Agricoltura e Sviluppo Rurale.
Per info:
www.laruslegambiente.it
http://festambiente.laruslegambiente.it
http://www.inmigrazione.it/it/iniziative/festambiente-di-legambiente-sabaudia-dal-2-al-4-agosto
oppure
Marco Omizzolo – cell: 3382546257
Cordiali saluti
Circolo Larus Legambiente Volontariato Via Garibaldi n° 45, 04016 Sabaudia (LT)C.F. 91080270597 – c/c bancario n° 1/13672/92 presso Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino, ABI 08738, CAB 74110
Telefoni:, +393382546257, +393475252133 – E-mail: circolo.larus@email.it - internet: www.laruslegambiente.it