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giovedì 12 aprile 2018

Morire di discoteca



Nicola Marra con il padre Antonio

Nico è solo stato un estratto a sorte di quella maledetta domenica, come ce ne sono stati tanti e come purtroppo tanti, molti, ce ne saranno ancora. Mio figlio era un ragazzo pazzesco, con un cuore e una mente enorme, con una vita a disposizione ma che gli andava stretta per le tantissime cose che programmava e del quale era il primo realizzatore. La sua giornata non era formata da 24 ore, ma era indefinita, infinita. Il giorno e la notte erano solo un susseguirsi di eventi temporali nei quali cercava a malapena di adattarsi, tanto era preso dagli amici, dallo sport, dal divertimento, dallo studio, dalla famiglia e da tutti coloro che vedevano in lui un riferimento in tutto, forse in troppe cose. La vita voleva viverla, dominarla, controllarla, possederla. Adesso non c'è più, e sto a chiedermi il perché con una domanda che non avrà mai risposte o forse tante. L'ho cercato dappertutto in quelle maledette ore, ma in cuor nostro sapevamo che non l'avremmo mai più rivisto. Avvertiva dei suoi ritardi. Sempre. Ho passato l’intera giornata e anche la notte seguente alla scomparsa di Nico girovagando, da anima dannata, per le stradine di Positano, nell'assurda speranza di incontrarlo, magari smemorato o stordito, ma di stringerlo e portarmelo a casa. E ho assistito a scene che mai avrei immaginato. È una mattanza impunita ciò che si verifica all'uscita dei locali notturni dove tutti, e dico "tutti" i nostri ragazzi si riversano. Sembrava un campo di battaglia con decine di ragazzi e ragazze che vagavano semincoscienti, vestiti a malapena con camicie sudate e abiti leggeri nel freddo della tarda notte, chiazze di vomito dappertutto. E si accasciavano esanimi su panchine, gradini, a terra. In un’atmosfera di irreale consuetudine. Maledetto e spaventoso alcol!
Ma perché tutto questo…? Nico ha voluto inconsapevolmente, casualmente ma purtroppo tragicamente manifestare che si è arrivati a un punto di non ritorno. E adesso sto a piangerlo con un dolore che mi fa morire giorno dopo giorno, ma che mi fa rabbia e costringe ad urlare che non può e non deve succedere. Abbracciate i vostri figli, coccolateli, fate loro leggere queste parole, la vita è preziosissima, non può essere ceduta in cambio di uno sballo. Il ritorno a casa dopo il divertimento deve essere qualcosa di normale e scontato. Non si può pregare e sperare ogni volta nel miracolo ordinario di rivedere il proprio figlio riposare, al sicuro, nel proprio letto. A me non è più consentito…
Ciao Nico, a presto. Papà ti ama.

Da Chi l'ha visto
A Chi l'ha visto gli ultimi drammatici minuti di vita di Nicola Marra
Con Nicola, in discoteca, c'era Federica"Siamo usciti insieme alle 3:30", racconta la ragazza. "Correva, senza motivo, diceva di voler andare ad aprire la macchina ma non aveva le chiavi. Abbiamo provato a fermarlo ma avevamo i tacchi. Così l'abbiamo chiamato ma aveva perso anche il cellulare". In effetti Nicola (ripreso dalle telecamere di videosorveglianza mentre sale in paese) aveva preso per errore il cellulare di Federica. Questo telefonino è stato ritrovato sul sentiero da cui è precipitato. I Carabinieri che indagano si stanno concentrando sulle immagini interne alla discoteca. Perché Nicola ha preso a correre su quel sentiero così impervio, difficile anche per i residenti di Positano? "Qualcuno potrebbe avergli dato delle droghe nel locale?", si chiede l'inviata. Il padre di Nicola chiude il servizio di Chi l'ha visto con uno straziante appello: "Nicola è stato estratto a sorte in quella serata disperata. Mentre cercavo mio figlio ho visto ragazzi in uno stato pietoso: perché ridursi così? La vita è preziosa".
Ho visto il video dell'accorato messaggio del padre di Nico ieri sera su "Chi l'ha visto".
Straziante perdere un figlio comunque, ancora più straziante in un modo così assurdo.
Gli esami tossicologici diranno se nel bicchiere di Nico qualcuno ha versato qualcosa che possa averne alterato le capacità mentali frammisto all'alcool. Di certo il ragazzo non faceva uso abituale di alcool né tantomeno di droghe. Però, il costume corrente di andare in discoteche, espone anche ad esagerare con l'alcool, sia pure per una sola volta: ma quella volta può essere fatale, come è accaduto a Nico.
Se si accerterà che gli hanno propinato qualcosa di certo sarà difficile dimostrare chi è stato, ma quel qualcuno ha provocato la sua morte.
Non c'è altro che la prevenzione per evitare tutte queste morti causate dall'uso di andare per discoteche a cercare un divertimento che non è tale, ma uno stordirsi insensato che di divertente non ha nulla ma crea malesseri, risse, incidenti stradali al ritorno per mancanza di sonno e per effetto dell'alcool e, peggio, di sostanze che alterano la psiche.
Se Nico si fosse messo al volante in quelle condizioni in cui ha perso l'orientamento fino a finire sulla scogliera, avrebbe potuto morire ugualmente in uno scontro con altre auto o finendo fuori strada, coinvolgendo altre persone... Dunque l'unico modo per non morire era non bere, limitarsi... Ma la vita si deve imparare ogni giorno e Nico è stato sfortunato: non ha potuto fare questa esperienza in modo da non ripeterla, questa unica esperienza gli è stata fatale...
Capisco sempre più che la vita è anche fortuna.. E che l'unica arma che abbiamo è la prevenzione... Evitare quello che può costituire pericolo, rinunciare ad un divertimento che troppo frequentemente porta ad eccessi e alla morte. Come può un divertimento portare alla morte? Non è accettabile: giovani, cercate altri mille modi che esistono per divertirvi.

6 settembre 2017 La Stampa: Morto fuori dalla discoteca a Roma, i buttafuori dopo il pestaggio: “Sono affari suoi” (la vittima era un uomo di 50 anni).


19 luglio 2015 La StampaMuore a 16 anni dopo l’ecstasy in discotecaTragedia al locale Cocoricò di Riccione. La vittima è un ragazzo della provincia di Perugia, aveva assunto mdma


13 agosto 2017 Corriere,.itSpagna, Niccolò ucciso in discoteca

«Pugni e calci al viso. Nessuno li fermava» Pestaggio a Lloret de Mar, arrestati tre giovani. L’amico: «C’è stato un piccolo diverbio, ma Nicco non era un attaccabrighe. Soccorsi in ritardo». Il comune chiuderà la discoteca

1 maggio 2017 La Repubblica:

Livorno, tragico incidente dopo la notte in discoteca: due morti e tre feriti




Livorno, tragico incidente dopo la notte in discoteca: due morti e tre feriti

Un'auto con a bordo 5 giovani si è cappottata all'alba sulla variante Aurelia fra la California e Donoratico
BASTA! Oltre a morire voi uccidete così i vostri genitori!