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martedì 31 ottobre 2017

TV pessima maestra

Avendo una lunga esperienza di vita posso affermare che, negli anni, la Televisione è peggiorata sempre più, fino a diventare inguardabile.
Molte persone mi dicono che "non c'è più nulla da vedere", "non guardo più la televisione".
Io riesco a seguire solo "Chi l'ha visto?" essendo una trasmissione di Servizio alle persone che, dopo aver fatto denuncia di scomparsa di un loro caro, non sanno più dove sbattere la testa. Spesso si scopre che dietro certe scomparse si celano invece delitti e, in questi casi, i cronisti della trasmissione danno anche una mano alle Forze dell'Ordine con le loro inchieste ben fatte e documentate.
Altra trasmissione gradevole per la naturalezza e la semplicità del porsi di Sveva Sagramola e per gli argomenti trattati è Geo&Geo.
Sarà un caso? Sono entrambe di RAI 3, che non è più la Terza Rete del mitico Guglielmi ma si salva con queste due trasmissioni.
Delle private a volte seguo la Gruber in Otto e mezzo, ma non sempre, dipende dagli ospiti e dagli argomenti trattati.
Quello che infastidisce della TV è avvertire il tentativo di indottrinare i telespettatori, invece di dare loro una equilibrata informazione anche all'interno di un dibattito fra ospiti in studio che si confrontano con le loro idee.
Stamane sono riuscita a seguire Agorà fino a quando la conduttrice non ha indotto Orfini, che fino a quel momento aveva fatto un'ottima figura, a dare una mano all'attrice Asia Argento nella sua tardivissima confessione di aver avuto rapporti sessuali a lungo e ripetuti con l'uomo potente Weinstein. Orfini è arrivato a dire che "le vittime hanno sempre ragione" annoverando fra queste l'Argento, data l'impostazione data dalla conduttrice alla domanda.
Questa omologazione, generalizzazione di tutto messo nel frullatore televisivo fino a trarne un frappè della morale e dell'etica è rivoltante ed inaccettabile. 
Matteo Orfini: Presidente del PD

Il qualunquismo poi della Bortone, ma non solo, sulla "solidarietà" femminile che dovrebbe esserci nei riguardi della povera "stuprata" Asia Argento è da respingere assolutamente sul piano morale.
Una bella immagine della famiglia di Asia Argento: da sinistra nella foto il padre Dario, lei bambina, la madre Daria, la sorellastra Anna Ceroli, nata da una precedente relazione di Daria Nicolodi con lo scultore Mario Ceroli, la sorellastra Fiore Argento nata da Marisa Casale prima moglie di Dario Argento.
Anna Ceroli morì a 22 anni in un incidente con il motorino.
Nessuno ha tolto alla figlia di un regista di successo e della nota attrice Daria Nicolodi la possibilità di respingere le pesanti "avances" del repellente Weinstein. Ella le ha accettate instaurando una vera relazione. Che lui fosse un porco che ci provava con tutte non toglie nulla alla sua scelta volontaria di piegarsi per non rinunciare all'interesse che gliene è derivato di lavorare. E' una forma di prostituzione non uno stupro. Tu mi dai una cosa e io te ne do un'altra.
Dunque Orfini poteva dimostrare un po' di coraggio e meno ipocrita opportunismo e fare dei distinguo, invece forse ha temuto di inimicarsi tante donne che si sono prostituite per lavorare, oppure le stupide femministe che non distinguono uno stupro vero da altro genere di scelte, più o meno imposte,  e ha finito in bruttezza invece che in bellezza.
Votano pure le donne che non si sono mai prostituite, Orfini, che sono riuscite a lavorare lo stesso rinunciando a strade più comode e facili, per loro è stata più dura, ma hanno conservato la dignità di sé stesse con la loro integrità.
Votano pure le donne che sono state violentate veramente, Orfini, cioè prendendo botte e cazzotti, e l'essere confuse con quelle che lei ha definito "vittime" non fa loro piacere. 
La TV la smetta di fare frappè.
Serena Bortone: giornalista e conduttrice televisiva

venerdì 27 ottobre 2017

Renzi deludente

robobertQuando un partito che dovrebbe essere di sinistra non ha più una base che lo vota o lo sostiene, ma solo vertici che difendono le loro poltrone incuranti dei problemi veri della gente, non ha più ragione di esistere ...  e questo vale per tutta la sx

Questo commento di un lettore di "La Repubblica" sotto un articolo intervista a Massimo D'Alema riassume il mio pensiero.
Il lettore si firma con uno pseudonimo, altrimenti ne avrei riportato nome e cognome.

Renzi è l'ennesima speranza perduta.
Va in giro con il treno per sentire i problemi della gente ma in realtà fa bagni di folla per la campagna elettorale. Giacché quello che pensa la gente, quella come me che l'ha votato, l'ha abbondantemente informato su alcune delle cose che non vanno e non ho visto il minimo interesse.
Ad esempio la sua Riforma della "Buona Scuola", nonostante chi legge per lui le e-mail che la gente gli scrive, a cui lui chiede di scrivere per sapere le cose che non vanno, gli farà sicuramente uno schema o un sunto delle problematiche, non si è visto nemmeno uno spiraglio di luce da parte sua, mentre tutto procede con l'Apparato sordo e cieco chiuso nella solita torre d'avorio, e i Dirigenti Scolastici e gli insegnanti nel tritacarne: per davvero e non per modo di dire.
Errori su errori nell'applicazione della sua Legge 107/2015 non vengono corretti, nemmeno dai Giudici del Lavoro per quel che attiene le mobilità sbagliate...
Non solo disagi esistenziali vivono tanti insegnanti, strappati alle famiglie per errori di algoritmo e non solo, ma danni economici pesanti tenendo conto degli stipendi vergognosi che prendono gli insegnanti italiani.
Siamo sempre "diversi" in Europa: gli eletti nei vari Consigli Regionali e Parlamento prendono retribuzioni le più alte di Europa rispetto agli equivalenti eletti in altri Paesi Europei, e gli insegnanti sono invece i peggio pagati rispetto ai loro equivalenti Europei.
Perché mai, Renzi, dovremmo votarla ancora?
Lei manda newsletter e chiede partecipazione, addirittura un contributo per il treno... Cos'è un'icona chiusa in sé stessa che elargisce parole?
E' come chi l'ha preceduta. Noi che stiamo in mezzo ai problemi quotidiani avvertiamo che lei parla parla ma non ce ne risolve alcuno. Noi siamo in balia di una burocrazia lenta, incapace, erronea, che non paga mai per i propri errori. Basta entrare in certi Uffici del MIUR per vedere gente che si trascina senza fare nulla, che guarda il cellulare, o delle carte tanto per far vedere che fa qualcosa, mentre le vite di chi la Scuola la vive in frontiera dipendono da questi bradipi.

L'importante è restare attaccato "all'albero MIUR" che paga lo stipendio.
Lavorasse chi sta in frontiera.

Marco Vannini come la Concordia

Chi non segue la trasmissione di vero Servizio alla gente, ma anche alle Forze dell'Ordine, che si chiama "Chi l'ha visto?", può non conoscere la triste sorte di un giovane di 20 anni, bello e sano, figlio unico, che è morto per l'errore di una specie di Schettino il quale, fatto l'errore, invece di rimediare prontamente cercando di limitare il danno, ha cercato stoltamente ed irresponsabilmente di non ammetterlo, di nasconderlo, provocando la fine di una vita!
Da: Ultimenotizieflash.com
E’ il 17 maggio del 2015. Marco chiama a casa intorno alle 23 per dire che, dopo aver cenato a casa della sua fidanzata, si sarebbe anche fermato a dormire lì. Come raccontano i suoi genitori Marco spesso dormiva da lei, stanno insieme da tre anni e passano molto tempo nelle rispettive famiglie. Dopo questa chiamata però in casa succede qualcosa: intorno alle 23,40 il 118 riceve una telefonata. Un uomo chiede aiuto, un ragazzo ha avuto un malore. Il ragazzo è Marco. Quando al telefono l’operatore chiede maggiori informazioni, il suo interlocutore dice che l’allarme è rientrato e che non c’è più bisogno del loro aiuto.
Ma la persona del 118 ricorda di aver sentito delle strane urla in sottofondo come di una persona che dicesse di voler parlare con i suoi genitori. Passano circa 30 minuti e al 118 arriva una nuova chiamata: questa volta si chiede l’intervento dell’ambulanza. L’uomo al telefono dice che il ragazzi si è ferito alla schiena con un pettine appuntito. E’ un codice verde non c’è bisogno che a bordo dell’ambulanza ci sia anche un medico. E così l’ambulanza arriva a sirene spente preleva Marco ma i soccorritori si rendono subito conto che c’è qualcosa che non va. Secondo la loro descrizione Marco è vestito, ha una maglietta e sulla schiena un forellino come se ci fosse una bruciatura da sigaretta ma non riescono a capire cosa ha. Arrivati in ospedale si rendono conto che la situazione è davvero grave.
Intanto i genitori della fidanzata di Marco hanno chiamato la mamma e il papà del ragazzo. Hanno detto al telefono di andare in ospedale a Ladispoli ma di non preoccuparsi perchè Marco era solo caduto dalle scale. La mamma e il papà di Marco arrivano persino prima dell’ambulanza al centro di primo soccorso e vedendo che il mezzo del 118 ha le sirene spente si rassicurano pensando che non sia nulla di grave. Ma appena vedono Marco, incosciente, capiscono che c’è qualcosa che non va. Nel frattempo si avvicina il fratello della fidanzata di Marco e dice: “Stavamo solo giocando è partito un colpo”. Questo è il ricordo che ha il padre di Marco mentre il padre della ragazza si decide finalmente a dire ai medici che è partito un colpo dalla sua pistola e che Marco quindi è stato ferito. Secondo le parole dello zio del ragazzo, intervenuto nella puntata di Chi l’ha visto in onda il 27 maggio, il proiettile sarebbe entrato da sotto il braccio avrebbe forato il polmone, trapassato il cuore e sarebbe poi uscito dall’altra parte. I dottori capiscono che la situazione è gravissima. Viene chiamato l’elisoccorso per arrivare al Gemelli di Roma ma il cuore di Marco si ferma i medici cercano di fare il possibile. Sono le tre di notte quando Marco arriva in ospedale a Roma ma è già morto. E’ bene ricordare che in casa al momento del famoso “incidente” c’erano Marco, la sua fidanzata, il fratello di lei con la compagnia, la mamma e il padre della ragazza. Quattro testimoni che non parlano.
I genitori del ragazzi vogliono sapere che cosa è successo in quella casa: se è stato solo un banale e tragico incidente, perchè aspettare tanto tempo prima di far intervenire i soccorsi? Perchè raccontare tante versioni diverse e perchè Marco se era davvero cosciente non ha chiamato loro per chiedere aiuto? Il padre della fidanzata di Marco è indagato, le indagini vanno avanti e i genitori del ragazzo sperano di avere al più presto le risposte che cercano.
Nella trasmissione di mercoledì 25 ottobre sera, presenti in studio gli sfortunati genitori di questo unico amatissimo figlio, sono state mandate di nuovo le registrazioni del 118 in risposta alle chiamate fumose, elusive, dei componenti della famiglia che ha causato la morte di Marco. In sottofondo ho risentito di nuovo chiarissime le urla di dolore del povero ragazzo. Eppure quella gente ha continuato a tenerlo lì, nel tentativo folle di nascondere quanto accaduto, a coprire l'incopribile... E mi è tornato in mente Schettino, lo stesso insensato tentativo di nascondere il macroscopico errore commesso, comunicando alla Capitaneria di Porto "che avevano solo un guasto all'impianto elettrico", mentre già gli era stato comunicato che ben 5 compartimenti della nave erano allagati  (il responsabile delle macchine l'ha informato subito)  e la nave iniziava ad inclinarsi. Egli aspettava, aspettava.. ma cosa? Di confrontarsi con il mondo per quello che aveva fatto, fino a che la situazione è arrivata ad un punto che tanta gente, che avrebbe potuto salvarsi qualora avesse dato l'allarme prima, è morta precipitando nei corridoi diventati pozzi data l'inclinazione raggiunta dalla Concordia.
Il processo mentale di chi ha volontariamente o involontariamente (dovrebbe accertarlo il processo in atto) sparato a Marco è lo stesso di Schettino.
Il bel sorriso di Marco Vannini ucciso a 20 anni

Erano una famiglia felice: l'hanno distrutta

domenica 22 ottobre 2017

La Scuola colpevole di tutto

La mia lunga esperienza di vita, 71 anni fra pochi giorni, vissuta lucidamente, sempre presente ai fatti che accadevano, umilmente cercando sempre di capire e di analizzare i pro e i contro, mi consente di dire che mai si era vista tanta follia generale anche nelle Istituzioni, una volta baluardo imprescindibile delle follie individuali senza il quale nella società umana si instaura il caos e il disordine.
La Scuola è diventata la discarica di ogni responsabilità, sia dell'Istituzione che la dovrebbe gestire, sia dell'individuo genitore che ha la responsabilità sui figli minori.
Non voglio qui elencare le mancanze vergognose del MIUR nei riguardi di chi Dirige le Scuole e dei docenti e, per l'edilizia scolastica e relativa manutenzione delle Scuole, le irresponsabilità dei Comuni  e delle Provincie, né tirare in ballo la Politica, massima responsabile in assoluto della trascuratezza verso un'Istituzione importantissima che forma le generazioni future del Paese, qui voglio parlare delle follie dei genitori di questi poveri uomini e donne del futuro. 
Chi vive nella Scuola ne sente e ne vede di tutti i colori ogni giorno, ma solo poche follie conquistano le cronache dei giornali, delle televisioni e delle radio, insomma dei mezzi di comunicazione in generale.
Prendo lo spunto da una delle ultime:
Da: Il Piccolo 18 ottobre 2017

Gorizia, il Tar promuove il bocciato: «Suo padre non sapeva»

I giudici accolgono il ricorso dei genitori separati di un alunno: «Solo la mamma fu avvisata dello scarso rendimento, così fu impedito al padre di intervenire»

«Ma così si dà ai figli un messaggio di sfiducia»

TRIESTE. «I professori si stanno mettendo sulla difensiva. Sempre più spesso nei consigli degli insegnanti sento dire “facciamo così per star tranquilli coi genitori”, per evitare proteste e ricorsi»
TRIESTE. Il pordenonese Enrico Galiano insegna materie letterarie in una scuola media di Pravisdomini, è nella classifica dei migliori cento professori d’Italia stilata da Masterprof.it, ha creato la cliccatissima webserie “Cose da prof” ed è reduce dalla fortuna del suo ultimo romanzo “Eppure cadiamo felici”, storia di un’adolescente con qualche problema di relazione coi coetanei.
Galiano, il fenomeno dei ricorsi è in aumento?

Perché le famiglie non si fidano più?

A casa si può avere la visione di un ragazzo intelligente che non si applica e subito si pensa che la colpa sia dei docenti. Ma in caso di bocciatura la responsabilità va divisa equamente: 33% gli insegnanti, 33% la famiglia e 33% il ragazzo. Con un ricorso pare invece che sia tutta colpa della scuola. Vale il discorso delle opinioni su questioni scientifiche: oggi sembra che tutti siano in grado di dire la loro e, così come si spiega al medico come si fa il medico, ci si arroga il diritto di insegnare all’insegnante il suo lavoro.

I docenti come devono comportarsi con le famiglie?

Non devono prendere le accuse sul personale ma cercare di spiegare via via e con trasparenza le decisioni, cercando di aprire a una sinergia coi genitori.

Quanto pesa una separazione nel percorso di un dodicenne?

Può pesare moltissimo. Se il ragazzo è particolarmente fragile ci sono ricadute su rendimento e capacità di crescere in modo sano. Ho visto ragazzi molto bravi risentire di certe situazioni.

Che idea si è fatto del caso di Gorizia?

Difficile parlare senza conoscere le cose da vicino. Mi pare una situazione obliqua, perché la scuola ha avvisato la famiglia ma il giudice ha ritenuto insufficiente la comunicazione causa qualche lacuna formale.

È stata presa la scelta giusta per il ragazzo?

Gli insegnanti hanno deciso di fermarlo, certo non per un approccio punitivo: simili decisioni vengono prese domandandosi se sia più utile dal punto di vista educativo promuovere o bocciare. La prima cosa cui penso è però la decisione della famiglia, che invia al ragazzo un messaggio di sfiducia verso insegnanti e istituzione scolastica. Penseranno sia positivo aver preso questa linea, hanno mostrato invece che qualcosa si è rotto nel rapporto scuola-famiglia.

Ha ancora senso bocciare un dodicenne?

Al di là di questo caso, credo serva una piccola rivoluzione. Si decida tutti assieme che fino a 13 anni la bocciatura non si fa più, come già accade in altre parti del mondo dove il lavoro sul profitto si affianca a quello su autostima e crescita personale dei ragazzi. Oppure torniamo alla scuola selettiva degli anni Cinquanta, dove nozioni e conoscenze contavano più della maturazione personale.



sabato 21 ottobre 2017

Suicidio inspiegabile


La procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Sequestrati il pc e il telefonino del ragazzo che ha lasciato un biglietto d’addio. L’ha fatto vedere prima a due compagni di classe: «Se sentirete una carezza sulla testa, è la mia anima»

di Rinaldo Frignani


Mentre tutti scendevano nel cortile della scuola per andare a ricreazione, lui ha risalito una rampa di gradini e si è affacciato alla balaustra. «Ciao a tutti!», ha gridato. Poi si è lanciato nella tromba delle scale finendo nel seminterrato, dopo un volo di circa sei metri. È morto così ieri mattina, in un istituto privato del centro, uno studente di 13 anni. La procura indaga per istigazione al suicidio, i carabinieri hanno sequestrato il telefonino e il pc del ragazzino. Sotto choc i genitori che hanno vegliato la salma del figlio — che ha un fratello maggiore di 16 anni e uno minore di sei — al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni.

Risultati immagini per rita coltelleseDi fronte ad una immane tragedia umana si cercano spiegazioni per aiutare la ragione a capire.
Ma a volte non ce ne sono se non nella mente di chi ha compiuto il gesto.
Di solito per un adulto si ricorre alla depressione, ma nel caso di un bambino?
Gli psichiatri dicono che esistono anche le depressioni nei bambini.
Ma questo bambino viene descritto come "tosto" e solare insieme.
Eppure ha compiuto un gesto di cui di certo non capiva la portata: non solo ha interrotto la sua giovane vita, ma ha segnato per sempre quella dei suoi genitori, del fratello più grande e del fratello più piccolo.
Mi è capitato di apprendere del suicidio cruento (per impiccagione) di un giovane di 24 anni, bello, con affetti, laureato, più che benestante che, per rapporti familiari, avevo incontrato qualche volta quando era bambino. Ho provato dolore e smarrimento perché rimane un gesto senza spiegazione, se non la solita depressione di cui però, se c'era, si erano appena visti pochi possibili segnali.
Era un bambino allegro, sano... Poco più di dieci anni dopo che l'ho visto per l'ultima volta, vivace ma educato, ad un matrimonio, si è ucciso anche se aveva tutto! 

venerdì 20 ottobre 2017

"Risorse" solo nella mente della Boldrini

Da: Il Giorno
San Fermo, incendio in casa: morti papà e tre figli, gravissima un'altra bimba 


Sarebbe stato il padre ad appiccare l'incendio. Lo strazio della madre

Risultati immagini per rita coltelleseUna intera famiglia di emigrati marocchini distrutta. A nulla sono valsi gli aiuti dati dallo Stato Italiano nelle sue varie forme: il Comune aveva dato loro accoglienza in una casa più che decorosa, dalle immagini dell'immobile, la famiglia era seguita dai Servizi sociali, sia per l'indigenza in cui versavano sia perché la madre era stata ricoverata per disturbi psichici.
La fine di questi bambini uccisi dal padre suicida, annichilito dalla disperazione, riempie di amarezza e tristezza che fa stringere il cuore.
Necessariamente viene da pensare che non siamo un Paese che può fornire lavoro all'emigrazione, siamo un Paese in cui anche gli Italiani vivono male, costretti a combattere ogni giorno con difficoltà di ogni genere, create da un sistema Paese che crea difficoltà ed intoppi continui al cammino dei suoi cittadini.
Triste la fine di questa famiglia che, a questo punto, era meglio che rimanesse in Marocco.

A fronte di questa tragedia che addolora, mi riferisce chi deve prendere treni con una certa frequenza che, soprattutto i locali, sono zeppi di africani che viaggiano visibilmente senza biglietto.
Possono le Ferrovie dello Stato sostenere anche questo parassitismo oltre al resto?
A che pro queste presenze sono "una ricchezza"? Solo persone fuori di testa o palesemente false possono sostenere una simile asserzione.
Il fenomeno è sparso per tutta la penisola: dalla Liguria al Lazio. E gli Italiani che debbono andare al lavoro o a scuola viaggiano per questo e per altro molto male.

giovedì 19 ottobre 2017

Notizia comica senza commento!

Da: TGCOM 24

Asia Argento, solidarietà e appello da Laura Boldrini: "Resta in Italia, non mollare"

La presidente della Camera chiede allʼartista di tornare sui suoi passi dopo la decisione di abbandonare il Paese


Le immagini parlano da sole...


Tifoserie politiche

Come faccio di sovente parto da esperienze personali per denunciare fatti reali che possono essere di interesse comune.
Sul Network Facebook è invalso l'uso di creare Gruppi tematici e capita di venire inseriti in tali Gruppi senza averlo scelto. Naturalmente arriva un avviso e appena lo si apprende e si visiona chi ci ha inserito, che può essere uno dei nostri "Amici" facebook ma anche un amico di un amico, ci si può cancellare immediatamente se la cosa non ci garba.
Recentemente mi sono trovata "Membro" di due Gruppi, apparentemente antitetici: "Simpatizzanti liberi per Matteo Renzi" e "Grillino a mia insaputa". Nel primo mi ha inserito un certo Cicchillitti (così appare nella notifica) che non è fra i miei "Amici" facebook, ma del gruppo fa parte una persona, che mi aveva chiesto l'amicizia e a cui l'ho accordata, che è dentro questo gruppo, quindi ho pensato che ha segnalato il mio nome all'Amministratore Cicchillitti  il quale mi ha inserita.
Sul mio blog ho scritto che speravo in Renzi, che l'ho votato, ma ho scritto anche critiche perché ho un cervello pensante che tiene conto della realtà e non delle ottuse partigianerie. 
Ho scritto dunque su codesto gruppo che accettavo ma che a mio avviso Renzi stava sbagliando in alcune cose.
Il mio breve post non è apparso. Dopo qualche giorno ho chiesto se c'era uno spazio che io magari non sapevo trovare dove venivano inseriti i commenti dei membri. Nessuna risposta da parte degli Amministratori. Il Gruppo appare come una sequenza di post osannanti Matteo Renzi, in cui appaiono solo lodi fino al fanatismo, anche se si dice Gruppo Libero e svincolato dal PD di cui Renzi è Segretario. Ora il concetto di Gruppo qui non c'è. Qualcuno ha creato un'icona pubblicando post inneggianti a Renzi come se fosse un santo, un guru, il liberatore da tutti i mali, sotto cui al massimo si possono scrivere dei commenti, possibilmente incensanti Renzi, e niente più. Dov'è il Gruppo, dove lo scambio di idee?
Mi sono cancellata dopo 7 giorni che mi era arrivata la notifica di essere stata inserita. 
Nell'altro Gruppo, dal titolo divertente, mi ha inserito una persona che conosco in carne ed ossa e, dato che ha la mia stima, ho accettato sorridendo, giacché si vede dai miei post su facebook che ho simpatia per alcuni membri del M5S e sul mio blog ho scritto più volte che alle politiche 2013 ho votato per loro. Ma ho scritto anche delle critiche, sempre per la mia totale apertura alla realtà oggettiva e alla conseguente riflessione critica sui fatti che via via si presentano alla mia attenzione.
Ebbene, qui ho notato il fanatismo cieco di certi commenti, un enfatizzare ogni cosa riguardi i rappresentanti del M5S senza riflessione critica, anzi un'intolleranza anche rozza per chiunque non inneggi acriticamente ai beniamini, in un tifo ottuso ed infantile verso l'icona.
Ti aggrediscono anche se semplicemente scrivi un'informazione innocente e affatto denigratoria sulla famiglia di Luigi Di Maio. Inoltre mi arrivano continue notifiche di deliranti messaggi di infatuati del M5S inneggianti a questo o a quello dei suoi rappresentanti, oppure sarcasticamente critici nei riguardi di chiunque si permetta una critica, presa sempre come denigrazione, tanto da far pensare ad una preoccupante mania di persecuzione.
Ecco, questa chiusura mentale di entrambi questi Gruppi, la trovo molto preoccupante. Questa gente vota come me e guai a toccargli il Totem che si sono creati e a cui hanno bisogno di credere a tutti i costi! Sono gli ottusi che hanno necessità di trovare qualcosa in cui credere a tutti i costi, essendo insicuri e bisognosi di certezze assolute. Guai a toccargliele! Sono intolleranti verso chiunque ponga un dubbio, una domanda. Non hanno risposte se non che Dio esiste e si chiama o Matteo Renzi o Luigi Di Maio!  
Matteo Renzi 2015.jpegMatteo Renzi, 5 anni meno del mio figlio più piccolo che è del 1970. Si è preso un laurea in Giurisprudenza con dignitoso voto ma non ha mai tentato di ottenere l'abilitazione per la professione di avvocato. La sua formazione è cattolica, come la mia che sono stata tesserata dell'Azione Cattolica dagli 11 ai 18 anni, e sentii parlare per la prima volta di lui da un mio compagno di partito Italia dei Valori, un giovane ingegnere toscano che si occupava di politica proprio a Rignano: non gli era simpatico... Se non fosse per l'assurdo danno che ritengo abbia creato e continua a creare all'Italia con l'invasione africana e per lo sfascio della sua "Buona Scuola", che non ha sanato gli errori continui del MIUR nei riguardi dei docenti e dei Dirigenti Scolastici a cui sta rovinando la vita, e infine la sua sconfitta nella promessa guerra ad una burocrazia che in ogni ambito commette errori che non paga, potrei ancora sperare in lui.

Luigi Di Maio daticamera.jpgLuigi Di Maio, questo ha soltanto 31 anni compiuti a luglio 2017. Di lui Ferruccio Sansa de Il Fatto Quotidiano, giornale notoriamente favorevole al M5S, con molta onestà intellettuale a gennaio 2017 scriveva: 
Non ho niente contro Luigi Di Maio. Parla bene, è disinvolto. Pare abbastanza preparato o comunque ha studiato. Si veste con eleganza. Probabilmente è una persona onesta.
Insomma, non ho niente contro di lui, non abbiamo elementi per parlarne male. Non sappiamo esattamente chi sia davvero. Ma il problema è proprio questo: si può affidare un Paese di sessanta milioni di abitanti a una persona di cui si sa poco o niente?
Il curriculum dice che si è iscritto alle facoltà di Ingegneria e Giurisprudenza senza laurearsi, che è giornalista pubblicista
Ecco, quest'ultima professione, se non fosse per l'esperienza vissuta dentro Italia dei Valori, la prenderei per buona, ma leggo che è iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2015, quando egli era già deputato del Movimento 5 Stelle dal 2013. Ed io so, per esperienza personale, che stando dentro un partito basta scrivere qualche articolo per una rivista o giornale di partito (l'ho fatto anch'io) che ti chiedono se vuoi che appaia che ti hanno pagato detto lavoro con adeguata fattura e puoi così tentare il ridicolo concorsino per iscriverti all'Albo. Fu offerto anche a me e rifiutai perché avevo già il mio lavoro di Funzionario in un Ente Pubblico e non amo scrivere su ordinazione. E' tanto vero ciò che scrivo che la "prova provata" è che se andate a vedere la professione di molta gente che vive di politica vi troverete che come professione sono "giornalisti": Gasparri, Meloni. D'Alema ecc. ecc. E se ci fate caso nessuno di costoro e altri come loro hanno una laurea o un mestiere, se non quello di aver cominciato a fare politica  molto presto. Tutti i partiti hanno delle pubblicazioni e tutti i partiti o movimenti fanno scrivere agli iscritti e militanti, purché non analfabeti, qualche articolo sui loro giornali, giornalini e giornaletti.
I dubbi di Sansa, vero giornalista, sono anche i miei.