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venerdì 31 maggio 2013

Per non dimenticare

Da: L'Espresso
Idv     Chi è Maruccio, l'uomo del disastro
di Andrea Palladino


Ritratto dell'ex enfant prodige del partito nel Lazio. Spuntato dal nulla e arrivato in pochi anni alla stanza dei bottoni del partito. E ora finito in carcere
(13 novembre 2012)
L'ex capogruppo dell'Idv alla Pisana, Vincenzo Maruccio, è stato arrestato il 13 novembre 2012 con l'accusa di peculato per l'illecita appropriazione di fondi destinati al partito

"Voce del verbo fare". Amava scrivere così sui manifesti elettorali, Vincenzo Maruccio, l'enfant prodige dell'Idv del Lazio, spuntato dal nulla, arrivato in pochi anni prima al potente studio legale romano di Sergio Scicchitano, ombra di Di Pietro, poi nella stanza dei bottoni del partito. Per finire, però, nel registro degli indagati della Procura romana. Con l'accusa di peculato.

Quella poltrona all'assessorato dei Lavori pubblici della giunta Marrazzo l'aveva voluta con forza. Posto chiave, dove si prendono le decisioni fondamentali sulle grandi opere, fra cemento, potere e tanti, tanti soldi. Così, dopo essere stato catapultato dal nulla fino alla giunta regionale per sei mesi, fra il 2009 e il 2010, il trentunenne avvocato di Antonio Di Pietro lascia l'assessorato per la difesa dei consumatori, considerato di serie B, per entrare nel sancta sanctorum dei fondi regionali.

Con un'idea precisa: tutte le grandi opere vanno realizzate, mettendo da parte quei rompiscatole dei comitati cittadini. Sì, dunque, alla striscia di asfalto della nuova autostrada Cisterna-Valmontone, progetto ereditato dal precedente assessore Bruno Astorre, ex Margherita.

Sì al raddoppio della Pontina, sfidando l'opposizione degli ambientalisti. Sì all'espansione dei porti sulla costa laziale, il boccone ghiotto che piace tanto ai grandi investitori. Mafie comprese. La colata di opere, cemento e asfalto finite in mano al giovanissimo avvocato originario di Vibo Valentia non poteva, però, non attirare lo sguardo interessato di quell'area grigia a cavallo tra massoneria e cosche della 'ndrangheta. Siamo nel marzo del 2010, pochi giorni prima delle elezioni regionali, quando Vincenzo Maruccio è assessore della giunta uscente. La Dda di Catanzaro sta monitorando i telefoni di un gruppo di imprenditori calabresi, per un'indagine delicata e riservata sui presunti contatti tra la cosca Mancuso di Vibo Valentia e un'associazione culturale con sede a Roma, in odore di massoneria. Francesco Comerci - ritenuto dal pm Bruni «prestanome per conto di Nicola Tripodi» nella società romana Edil Sud e accusato di associazione mafiosa - parla con Rosario Presti, imprenditore formalmente immacolato.

Spiega di aver incontrato un politico calabrese, attivo a Roma: un'assessore regionale, un pezzo grosso. I magistrati di Catanzaro sembrano non avere dubbi, anche perché all'epoca quel ritratto poteva corrispondere solo a Maruccio, l'uomo che aveva riempito Roma con la "voce del verbo fare" e che, dal niente, era poi stato eletto con 8.030 preferenze. Il contenuto della telefonata sembra chiaro: voti, in cambio di appalti. Un'ombra che si allunga sull'uomo chiave dell'Italia dei valori nel Lazio, uno dei più vicini a Di Pietro, che per ogni questione, ogni dubbio, ogni decisione ripeteva ormai come un disco: «Chiamatemi Maruccio». E lui arrivava, alzandosi dalla doppia poltrona di capogruppo in Regione e di segretario politico.

La bufera scoppia all'improvviso. Quando la Banca d'Italia segnala ai magistrati una serie di movimenti sospetti sul conto corrente dell'Idv della Regione Lazio. Dopo una prima verifica scatta per Maruccio l'iscrizione nel registro degli indagati, con l'accusa di peculato. «Per ora lavoriamo su questo fatto preciso, poi vedremo», commentano i pm, assicurando, però, che gli investigatori stanno ricostruendo passo dopo passo la fulminante ascesa dell'avvocato calabrese. Dietro le bocche cucite dei magistrati si intuisce che l'asse Calabria-Lazio potrebbe risultare estremamente interessante, anche perché non è chiaro che fine abbiano fatto i soldi entrati nei conti di Maruccio. Gli estratti bancari mostrano un vorticoso giro di entrate e uscite, che l'ex capogruppo Idv giustifica con la "normale" attività politica. Acquisto dei condom per il Gay Pride compreso.


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Chissà come saranno contenti gli Italiani di aver pagato con le loro tasse i condom per far divertire gli omosessuali che hanno partecipato a quel raduno che chiamano Gay Pride e che quella persona raffinata ed intelligente che risponde al nome di Franco Zeffirelli in televisione definì "un troiaio".

Il giovane avvocato di Antonio Di Pietro, (l'uomo della legalità non dimentichiamolo), si giustificava con quella benemerita spesa (per lui!) insieme a non ben definite "attività politiche"!  

Ha avuto anche l'inutile (per lui!) assessorato per la difesa dei consumatori. 
Ora capisco ancora meglio perché, pur avendo IdV un suo uomo nel C.d.A. di ACEA ATO2 come Consigliere e Vicepresidente, questi non ha fatto nulla per NON FAR PAGARE agli utenti della mia zona la depurazione fognature + IVA al 10% come io gli avevo segnalato, visto che le fognature NON LE AVEVANO, ed in cambio mi era stato detto da un avvocato cassazionista, messomi a disposizione presso la sede regionale del partito per il problema da me proposto, di indurre i cittadini a fare una class-action perché "ora anche IdV ha una associazione di consumatori". 
Era Maruccio all'assessorato forse "l'associazione di consumatori di IdV"??
I militanti, i tesserati, erano ritenuti dei poveri sciocchi evidentemente.
Ma io non lo sono e rifiutai. Scrissi un dépliant e lo diffusi informando chi pagava le fognature senza averle che l'uomo di IdV non aveva fatto nulla e, se proprio volevano fare un class-action era meglio si rivolgessero alla Federconsumatori. Cosa che personalmente io ho fatto ottenendo giustizia.

Questo era il Partito. 
Ma non tutti i tesserati erano scemi ed ora il Partito non esiste più.
Personalmente non ho mai raccolto firme ai banchetti perché vedevo che i tesserati erano solo "portatori d'acqua".
Ho fatto campagna elettorale, questo sì, anche perché mi fu chiesto di stare in lista per le amministrative.
Me ne sono andata molto tempo prima che venisse fuori lo scandalo Maruccio, come ho ampiamente documentato su questo blog.


IdV: il lupo perde il pelo ma non il vizio

----- Original Message -----
Sent: Friday, May 31, 2013 2:50 PM
Subject: Comunicato del candidato alla Segreteria Nazionale IDV ANTONIO BORGHESI

CONGRESSO IDV: C'E' CHI VUOLE FERMARE IL CAMBIAMENTO?
Cari amici,
il congresso nazionale del partito è l’ultima occasione che abbiamo per invertire la rotta e aprire una fase nuova, in totale rottura con il passato. L’ho detto sin dall’inizio: sogno un partito nuovo, democratico, aperto, con un’organizzazione non più verticistica, ma dal basso. Credo sia il sogno di molti di voi.
Ebbene, alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, il timore è che vi sia qualcuno che non voglia che tutto questo accada e che, piuttosto, punti ad una Italia dei Valori gattopardesca, dove tutto cambia senza che nulla cambi davvero.
Ho la forte preoccupazione che il congresso possa non svolgersi con la trasparenza e la legalità che questo importante momento di rinascita di Italia dei Valori richiede.
Mi  auguro che, mercoledì prossimo, l’Ufficio di presidenza faccia sentire forte e chiara la sua voce. Diversamente, farò una seria riflessione se continuare o meno questa avventura: che senso avrebbe continuare a giocare un partita non regolare, dove si farebbe strame delle regole?
Ecco il punto. Nell’ultimo mese, nelle ultime settimane, c’è stata una anomala ed abnorme crescita di iscritti. Ciò è accaduto, soprattutto in alcune regioni. Io ho denunciato, ogni giorno, puntualmente queste anomalie. Potete farvene un’idea chiara dall’allegato che vi mando unitamente a questa mia comunicazione.
Alle amministrative, abbiamo presentato le nostre liste in soli 19 comuni su 700 che andavano al voto, peraltro con esiti preoccupanti, nonostante gli entusiasmi di qualcuno. Ebbene, allora come è possibile che, in alcune regioni non ci siamo presentanti per mancanza di persone da mettere in lista ed improvvisamente, in quelle stesse regioni, compaiono centinaia di iscritti?
Ieri, la maggioranza dei garanti dei candidati, al termine della riunione,  ha dichiarato di non poter assicurare il controllo sulla effettiva autenticità di ogni singolo tesseramento del 2013.
In effetti, avendo avuto accesso ai moduli di iscrizione depositati presso la sede, ho potuto constatare come in molti casi le sottoscrizioni sembrano prodotte dalla stessa mano, in altri  mancano riferimenti telefonici , in qualche caso, previa mia telefonata di accertamento, il neo-iscritto non sapeva neanche cosa fosse Italia dei Valori.
Ebbene, io mi chiedo e vi chiedo: che senso ha? E’ evidente che siamo di fronte al vero nodo di questo congresso straordinario. Così non può andare!
Dalle decisioni che saranno assunte nelle sedi opportune dei prossimi giorni, dipenderà la mia decisione di continuare o meno questa battaglia.
Se qualcuno sta truccando le carte, dopo le opportune verifiche, va fatto accomodare alla porta. Senza se e senza ma. Siamo stati il partito della legalità. Ma se non riusciamo a farla rispettare neanche dentro casa nostra, allora niente ha più senso.

Antonio Borghesi
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Antonio Borghesi non si era mai accorto prima dell'andazzo all'interno del Partito di cui anch'io ho fatto parte?
L'on. Ivan Rota mi scrisse e seguì la "sparizione della mia tessera" proprio alle soglie del Congresso Regionale Lazio. Eppure un serio avvocato della mia sede aveva consegnato già da tempo nelle mani della Segretaria del Coordinatore Regionale la mia scheda con firma e pagamento per il rinnovo annuale. Poi, all'improvviso, riapparve.
Che ridere! E non fu l'unico episodio prima di quel Congresso: potrei fare altri nomi di compagne di partito (anche loro poi fuggite)  che hanno vissuto la stessa esperienza.

Siamo stati il partito della legalità. Ma se non riusciamo a farla rispettare neanche dentro casa nostra, allora niente ha più senso.  Scrive Borghesi... Ma quando mai "siamo stati il partito della legalità" caro Borghesi! A parole!
Non la facevano rispettare nemmeno prima la trasparenza e la legalità!
Lei dice che allora niente ha più senso : infatti! E da molto!
Tutte le lettere, anche pubbliche, scritte da tanti tesserati al creatore del Movimento poi Partito a lei non sono mai giunte? Non ne ha mai avuto sentore? Di Pietro le cestinava e basta?
Boh??!

IdV: un cadavere che tenta di risorgere

----- Original Message -----
Sent: Friday, May 31, 2013 12:14 PM
Subject: Comunicato del candidato alla Segreteria Nazionale IDV NICCOLO' RINALDI

Prego non rispondere a questa mail
Nota di Rita Coltellese: e chi risponde? Però lo pubblico!



Le Ali del Gabbiano. 5

Cari amici,
oggi non si può concludere, e nemmeno iniziare questa comunicazione, col consueto "sorriso". Le cose non vanno bene. Il garante della nostra mozione, Luigi Li Gotti, si è dimesso dal suo incarico. Lo stesso ha fatto il garante di Antonio Borghesi. Luigi, un uomo di principi e di grande "esperienza del mondo" ha lasciato il suo ruolo, che non era di rappresentante d lista, ma di garante per l'insieme del Congresso, al cospetto di anomalie nel tesseramento che finora l'Ufficio Uno non è riuscito a chiarire né i garanti a sanare.
Nel suo messaggio di dimissioni, Luigi, che nella vita ha affrontato vicende professionali e politiche molto impegnative, ha scritto di non aver potuto dormire la notte riflettendo su cosa ci stava a fare, e che si è dimesso per "dignità". Trattandosi, il nostro, di un congresso basato sul peso e sul ruolo degli iscritti, ci troviamo di fronte a un macigno.
Nelle scorse settimane, avevo riscontrato di persona alcune anomalie, altre mi erano state riferite, ne avevo fatto qualche accenno nella mia comunicazione senza però mai voler arrivare a denunce pubbliche. Anche altri candidati, e in particolare Antonio Borghesi, hanno sollevato il problema. Avevo chiesto la sospensione dell'Ufficio Uno, data la possibilità, chiamiamola così, di una sua scarsa neutralità. Qualcosa era stato ottenuto. Evidentemente non abbastanza.
Finora del resto non è possibile disporre di un quadro ragionato delle richieste di iscrizione, se una persona come Luigi Li Gotti, che mi aveva anche consigliato di parlare di politica vera e di evitare polemiche sulle meschinità di certi comportamenti, ha deciso che c'è poco da garantire sul processo congressuale, dobbiamo tutti riflettere su come, e se, procedere.

Per ora manteniamo i confronti pubblici tra candidati, e aspettiamo i risultati di una riunione dei garanti convocata per la prossima settimana. Ma certo non si starà a fare gli spaventapasseri mentre alcuni corvi sembrano capaci di rovinare tutto un partito, il suo entusiasmo e la sua umanità.
Niccolò Rinaldi

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Niccolò Rinaldi è Deputato Europeo IdV anche grazie al mio voto.
Per quel che ne so io è persona perbene.
Stanno cercando di rianimare qualcosa che non è mai esistito se non nella speranza e nella credulità della gente come me.
Nulla è cambiato, come si evince già dai prodromi.
Antonio Borghesi è l'unico a cui avevo dato spazio su questo blog qualche post fa per l'autocritica dei suoi messaggi.
Borghesi, Li Gotti e Rinaldi sono fra i pochi che hanno fatto qualcosa di concreto negli ultimi tempi e l'ho commentato nei miei post degli anni precedenti, prima che Giano Bifronte mandasse definitivamente "a puttane" il partito grazie a pupazzi vuoti a cui aveva dato cariche importanti.
Amen.