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mercoledì 30 novembre 2016

Movimento 5 Stelle: l'onestà è imprescindibile, ma non basta

Ieri ho sentito il bravo Di Maio dire che bisogna nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena.
Ora, io non sono un esperto di Economia e neppure di Finanza Bancaria ma, come ho illustrato in un recente post del 25 novembre u.s., personalmente ritengo sia stata una fregatura già essere diventato azionista con il 4% da parte dello Stato Italiano, accettando che gli interessi sul prestito miliardario-salvifico accordato dal Governo Monti alla Banca venissero restituiti in azioni.
Abbiamo visto come sono finiti gli azionisti di Banca Etruria: piccoli o grandi che si sia, azionista vuol dire comproprietario con tutti i vantaggi e i rischi del caso. E sul Monte dei Paschi, traballante, i rischi sono più dei vantaggi.
Di Maio propone addirittura di acquisire tutto il rischio nazionalizzando tale Banca!
Quale consulente del M5S gli ha suggerito un simile affare?
Perché, se io non sono competente, non credo che Luigi Di Maio lo sia, essendo questo il suo iter di Studi: Da: Wikipedia
Ha conseguito il diploma di Liceo Classico "Vittorio Imbriani" di Pomigliano d'Arco nel 2004.[2] Ha proseguito gli studi presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", senza però mai laurearsi.[3] Dapprima iscritto alla facoltà di Ingegneria, dove ha fondato assieme ad altri studenti l'associazione di studenti di ingegneria "ASSI", si è in seguito trasferito nella facoltà di Giurisprudenza e ha creato con altri alunni del corso l'associazione Studenti Giurisprudenza.it nell'anno 2006, nella quale ha ricoperto la carica di Consigliere di Facoltà e di Presidente del Consiglio degli Studenti.[4] Dopo aver abbandonato gli studi, ha lavorato come webmaster, per poi lanciarsi in politica candidandosi nel Movimento 5 Stelle.[5]
Debbo dire che questo curriculum mi ha sorpreso. Girava voce che fosse laureato in Giurisprudenza...
Dunque mi ha sorpreso ancora di più la sua proposta politica per risolvere i problemi della Banca senese. Quello che non mi suona giusto non lo lascio mai sul vago, vado ad approfondire e, approfondendo, scopro un iter formativo del serio Di Maio sorprendente. Saltare da un Corso Universitario come Ingegneria, dove serve un grande impegno mentale per capire concetti e calcoli matematici, per approdare ad un Corso di Studi dove bisogna essenzialmente avere buona memoria per ricordare Leggi e Codici, per poi nemmeno laurearsi alla bella età di 30 anni, dal mio punto di vista non depone bene. Altra cosa che mi ha colpito è che mentre non si è dato un gran d'affare sui libri, sia ad Ingegneria che a Giurisprudenza, si è dato da fare per aggregare gruppi che rivendicavano i diritti degli studenti. Ho sempre pensato, fin da giovane, che prima di alzar polvere per reclamare diritti bisogna ottemperare ai propri doveri. Luigi non ottemperava al dovere di dare esami ma creava aggregazioni, prima per gli studenti di Ingegneria, poi per quelli di Giurisprudenza, facendosi eleggere quale rappresentante degli studenti al Consiglio di Facoltà, tipico, per la mia esperienza all'interno dell'Università, degli studenti con ambizioni politiche.
Sono costretta dunque a ridimensionare il giovane Di Maio per alcuni aspetti. Non ad un progetto formativo professionale egli mirava dentro l'Università, quanto ad estrinsecare una sua inclinazione alla rivendicazione, alla protesta, sempre e comunque.
Accetto la protesta e la difesa dei diritti solo da chi impegnandosi li vede lesi. E sul tema ho tre esempi di tre diverse lauree e relativi impegni professionali dei miei tre figli.
Passiamo al Sindaco della mia città natale: Roma.
Non avendo più la residenza dove sono nata ed ho vissuto fino ai miei 33 anni non ho potuto votare Virginia Raggi, ma l'ha fatto qualcun altro per me e su lei ho nutrito grandi speranze.
L'Assessore ai rifiuti di Roma, il Sindaco e Luigi Di Maio

Nonostante si sia tenuta accanto l'Assessore esperta di rifiuti tanto discussa, Roma è sporca in modo desolante. Le ho dovuto segnalare direttamente, e sicuramente qualcuno l'avrà letto per lei, che in un quartiere periferico di Roma la mondezza differenziata porta a porta non veniva ritirata da una settimana! Ho inviato le foto quale prova.
Capisco la sua insicurezza sui vari temi da affrontare, ma se ha faticato a scegliere degli Assessori che le garantissero affidabilità e conoscenza dei problemi come mai sui rifiuti Roma sta ancora così? 
Scendo di tanto in tanto a Roma dai Castelli Romani dove vivo e, l'ultima volta all'uscita della fermata della Metro Flaminio, mi sono trovata di fronte ad un desolante spettacolo di bancarelle disordinate, circondate di sporcizia e Piazzale Flaminio sporchissimo! Era un pomeriggio di un giorno feriale e temo che quella sia la normalità ormai per Roma! Dov'è il controllo del territorio dei quartieri? Dov'è il controllo costante, e non gli inutili blitz una-tantum, sul commercio abusivo che occupa, sporca ed evade ogni regola e tassa?
Virginia, l'onestà non basta, bisogna darsi da fare a far rispettare Leggi e regole.