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sabato 26 novembre 2016

Roberta Ragusa errori degli inquirenti hanno favorito l'assassino

Da: Vitadamamma.com
02 Maggio 2014
  • all’indomani della scomparsa di Roberta, Antonio andò ad Orzignano non rincasò con la sua auto ma lasciò la vettura parcheggiata all’esterno del cimitero.
Logli sostenne che la macchina era in panne, bloccata per un guasto improvviso.
Per caso proprio in quelle ore ebbe luogo la perquisizione dei Carabinieri in casa Logli e sulle auto presenti nella residenza. Ma la macchina di Antonio era ad Orzignano, fu controllata?

Logli ha sempre sostenuto di essere andato al cimitero di Orzignano per cercare sua moglie Roberta.
Ma è plausibile che una donna da sola, in pigiama a piedi e con una temperatura media di 4° sotto lo 0 sia arrivata a Orzignano provenendo da San Giuliano? Ciò è quantomeno difficile da ipotizzare. La logica rende infatti poco plausibile che Roberta potesse arrivare al cimitero di Orzignano a piedi, senza un piumino o un cappotto pesante che la proteggesse dal freddo, di notte e da sola.


                                                                                                                                                                                                                                                  

Colui che uccide e vuole nascondere il suo delitto mette in atto tutto quello che la sua lucida intelligenza di bestia braccata da chi indaga riesce ad architettare.
Sta all'intelligenza di chi indaga agire in modo da svelare la verità che l'assassino vuole a tutti i costi coprire per salvarsi dalle sue responsabilità.
In questa inchiesta è palese che l'elettricista di S.Giuliano Terme, in provincia di Pisa, indagato per l'omicidio ed occultamento di cadavere della moglie Roberta Ragusa, è stato più bravo di chi indaga. 
Come si fa, infatti, a credere ad una serie di affermazioni, anche dei suoceri di Roberta, che si possa perdere la memoria per una botta in testa, per la quale Roberta non ha avuto neppure bisogno di rivolgersi al Pronto Soccorso, avuta qualche giorno prima della sua definitiva scomparsa?  
Esistono affermazioni verosimili ed affermazioni inverosimili.
Quale verosimiglianza medica ci può essere in una simile ipotesi avanzata dai Logli?
Nessuna. Non nell'immediato, ma pochi giorni dopo la donna perde la memoria ed esce di casa a mezzanotte in pantofole e pigiama nel freddo del 13 gennaio e sparisce nel nulla? 
Come hanno potuto gli inquirenti non insospettirsi subito?
Se avessero detto loro che ci sono asini che volano con aria seria e convinta si sarebbero fatti ugualmente menare per il naso?
Per svelare un omicidio non deve necessariamente esserci il cadavere, né le prove scientifiche, ci sono anche i fatti logici.
Altrimenti qualsiasi affermazione che non può avere attinenza con il reale deve essere presa per buona!
Viene spontaneo invece dire: "Ma mi sta prendendo per il culo?"
E' offensivo per i magistrati e per gli inquirenti, che si dimostrano meno intelligenti dell'elettricista.
Come hanno potuto poi lasciare fuori dal blitz, che fecero a casa Logli con i cani molecolari, l'auto che l'elettricista disse di aver lasciato in panne davanti al cimitero? Mi sembra di una idiozia imperdonabile non andare immediatamente ad ispezionare quell'auto.
Perché si sono accontentati del fatto che l'auto non era lì ed era stata spostata altrove con la scusa, altrettanto inverosimile, sottolineata nell'articolo di Federica Federico? 
Un'omissione inspiegabile di un'ispezione che avrebbe potuto essere risolutiva!
Fa venire in mente un'altra omissione, finita poi in un processo contro il maresciallo inquirente, quella sul mancato sequestro della bicicletta nera, vista da una testimone, di proprietà della famiglia dell'assassino di Chiara Poggi.
Anche quell'inchiesta, viziata da quella omissione, ha provocato processi su processi, e una sentenza che rende giustizia solo in parte a Chiara.