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martedì 30 ottobre 2012

Sicilia docet



Da: Questo blog - Rita Coltellese
26 febbraio 2012: dal post "Italiani derubati dai partiti"

Gli italiani votarono CONTRO il finanziamento pubblico dei partiti perché sapevano benissimo che tali formazioni giuridicamente PRIVATE avrebbero intascato il denaro pubblico senza rinunciare ad altri introiti comunque arraffati.
Cosa pensano di fare gli italiani onesti e derubati? Vogliono continuare ad essere derubati e menati per il naso? Sono così rassegnati a tale ignobile condizione da non avere la forza di ribellarsi con una disobbedienza totale a dare loro il voto? Perché non fare una silenziosa, civile, sprezzante rivoluzione incruenta? Andranno così a votare solo quelli che con i partiti ci CAMPANO. Quelli che, dei soldi che non volevamo avessero, ci vivono... Tutti gli altri, quelli depredati da tasse che finiscono così male, possono far sentire il loro silenzioso disgusto, il loro giusto sdegno, non votandoli più!
Come possono gli italiani non sentirsi offesi e presi per i fondelli davanti ad ogni privazione: nella sanità, nelle scuole dei nostri figli, nelle previdenze, nel lavoro... "perché non ci sono più soldi"?!!!! 
ECCO DOVE SONO I NOSTRI SOLDI : LA' DOVE AVEVAMO DETTO CON IL VOTO CHE NON DOVEVANO STARE!!!
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Stavolta ho preso lo spunto da quanto scrissi in febbraio. C'era appena stato il furto di Lusi di cui Rutelli e Bianco non si erano accorti... poverini!!
Certo con milioni di euro a disposizione può sfuggire!!!
Oggi apprendiamo che Lusi ha già ottenuto di fare il carcere in una specie di convento: dalle immagini del servizio televisivo sembrava un gran bel posto!!
Giusto! Mica è un povero ladro di polli! Quelli, i ladruncoli comuni, debbono stare in sei, sette per cella e in galera!
Rutelli invece è ricicciato con la sua nota faccia da c.... nella trasmissione Agorà dove ha detto un pacco di ipocrite str...... sempre con la giusta faccia da c.....
Lui ha vinto le elezioni in Sicilia perché (quanto è bravo!) ha appoggiato l'ex sindaco di Gela, antimafia... e Gela è così piena di mafia!
Il fatto che ha vinto su una rappresentanza di votanti che è al disotto del 50% non gli toglieva lo sciocco sorriso che inalberava...
E qui bisognerebbe citare un altro mio post, del 23 maggio 2012:

"Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere"





Non sono d'accordo con il politologo Bongiovanni, intervistato da Gad Lerner durante la sua trasmissione di ieri sera, il quale diceva che, secondo lui, alle politiche  il fenomeno Sicilia non si ripeterà: invece penso che la Sicilia sia solo l'inizio dello sputo in faccia che gli Italiani finalmente hanno deciso di dare a codesti ipocriti, egoisti, individualisti e bugiardi, che pensano che negando i fatti conclamati il popolo beota si beva le loro chiacchiere.
Dicono che Berlusconi sia anormale sul piano psichico, ma mi sembra che quanto a rimozione della realtà sia in ottima compagnia!
Ma cosa credono costoro? Quali storielle si raccontano? Sanno che gli Italiani vanno in giro per l'Europa e sentono come si vive negli altri Paesi Europei? Che non sono degli Eden, certo, ma quello che accade qui i tedeschi, i francesi, gli inglesi, gli olandesi, dicono che da loro non esiste! Nessuno prende le prebende che prendono i politici italiani, nessuno si vota milioni di euro per "attività politica", nessuno si mette sotto i piedi un referendum popolare, nessuno va da Ikea con la scorta (vedi post "Puah!" del 24 maggio 2012), o a comperare le scarpe come la signora Polverini! 
Questi continuano a parlare come se fossero vergini mentre battono il marciapiede!
Giornalisti coraggiosi glielo dicono, glielo ripetono, ma loro imperterriti continuano a parlare come se davvero avessero la mente chiusa (mente captus)!
E si meravigliano dell'astensionismo? Cercano una chiave di lettura?! Ma che è una barzelletta? Rimozione, follia?
La gente non vuole più essere derubata con il proprio assenso. Il messaggio è: "Rubate ma non per mio mandato. Non posso impedirlo, perché vi fate le leggi come vi pare, ma non vi voto."
E non si inventassero le paroline, per sminuire inutilmente questo fatto eclatante, del tipo: "non bisogna fare del populismo"! Frase idiota che non vuol dire niente e che vuole insinuare un pensare da popolo superficiale, che non conosce fino in fondo i problemi del governare.
Il popolo si è semplicemente stufato di pagare tasse senza averne un ritorno, anzi perdendo quello che si era conquistato, ed accetterebbe pure, (tanto è vero che ha accettato il governo Monti, uno che viene dal mondo della finanza e che il popolo ha capito benissimo che non può fare tutto quello che avrebbe voluto fare a causa dei veti dei partiti), ma non può accettare che mentre si stringe la cinghia si scopre che mezze calzette arraffavano milioni di euro "deliberati" a cuor leggero.
Dunque la Sicilia è solo l'inizio. E mi fa ridere chi dice che così "è a rischio la democrazia"! Perchè questa delle ruberie, delle leggi ad hoc affinché alla partitocrazia vadano milioni di euro e vitalizi e benefit che nessun altro cittadino ha... è per loro una democrazia?  
L'attuale presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.




lunedì 29 ottobre 2012

La forza della Rete


Non ho mai votato per il PdL né potrei mai farlo. Ho votato per IdV e non lo farò mai più per le ragioni più volte illustrate in post precedenti. Dunque sono distante da entrambi questi partiti che, in comune, hanno il fatto di essere stati creati da due uomini, non già da spontanee formazioni di una base sotto la spinta di esigenze di vaste fette di popolazione.
Quello che ritengo debba esserci in un confronto politico sono gli argomenti.
La foto che pubblico qui è uno degli argomenti politici di IdV, pubblicata sul blog di Antonio Di Pietro.
Che Berlusconi sia un vecchio satiro lo sappiamo tutti: la prima a dirlo fu la sua seconda moglie che esternò che era "malato".
Ma che la palese debolezza dell'uomo venga usata da Di Pietro e compagni in modo volgare come argomento politico, perché di un blog politico si tratta, lo trovo di una pochezza incommensurabile.
Guardate la foto: Berlusconi solo guarda in "quel punto"?
E' visibile anche ad uno che vede poco che Sarkozy sta guardando nello stesso punto.
Questi sono argomenti da osteria. Come frasi tipo "testa d'asfalto", "nano" e similia, insulti di cui il blog di Di Pietro è pieno e che, quando ancora vi scrivevo, ho sempre contestato.
Non sono questi gli argomenti da usare, perché dimostrano una politica da bassa lega, di facile presa sulle menti superficiali e nient'altro.
Gli argomenti sono altri, corposi, strutturali: Berlusconi usa la cosa pubblica a sua misura. Protetto dal suo amico, morto latitante in Tunisia, si è creato una ricchezza e dopo, non avendo più il protettore politico, "è entrato in campo", come dice lui, non certo per l'Italia ma per sé stesso.
Di Pietro sui processi a quel sistema, che sotto sotto ha continuato ad esistere, ha costruito una sua fortuna personale, anche grazie all'ambiente della sua convivente, poi moglie dopo il divorzio dalla madre del suo figlio lanciato in politica, l'Avv. Mazzoleni la cui famiglia gravitava nell' ambiente socialista milanese.
La Rete consente l'informazione non filtrata dai giornali conniventi o asserviti e la gente alla fine capisce.
Credo che anche i politici, e non solo, stiano molto attenti a quello che scriviamo noi bloggers, tanto è vero che vorrebbero metterci "la mordacchia" di mussoliniana memoria.
Sarò presuntuosa, ma di recente mi è capitato di sentire quell'anima persa di Gasparri dire "Non è Grillo la cura"... Espressione da me usata su questo blog per titolare un post di qualche tempo fa. E Giletti ha rivendicato l'espressione "Affamare la Bestia" come sua, detta, dice lui, molto tempo fa. Ebbene non è mia questa espressione, la sentii di sfuggita in radio e mi colpì e ne feci il titolo di un mio post, ma non era la voce di Giletti a pronunciarla. Dopo nessuno la riprese, eppure scorro i giornali e il WEB ogni giorno per trovare notizie interessanti, che mi colpiscono, per riproporle su questo blog facendone argomento di riflessione e, per chi lo vuole, di discussione. Ebbene, dopo un po' che avevo pubblicato "Affamare la Bestia", questa frase è ricomparsa sulla bocca di qualche commentatore e in qualche riga di giornale.
Forse è un pensiero che ci accomuna?   

domenica 28 ottobre 2012

Acqua Business


Da: Il Sole24h

13 Luglio 2012

Acea: Caltagirone acquista altre 103mila azioni a giugno, quota a 16,34%

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 13 lug - arrotonda la sua quota in con l'acquisto di altre 103mila azioni nel mese di giugno. L'imprenditore romano, al quale fa capo una partecipazione del 16,34% nella utility controllata dal Comune di Roma, ha acquistato a giugno 103.287 azioni Acea per un esborso di oltre 459mila euro. La tranche acquistata e' pari allo 0,04% del capitale della societa'. All'ultima assemblea degli azionisti Acea Caltagirone si era presentato con una quota del 16,29% del capitale.

Capito? L'Acqua e le fognature sono un business: altro che referendum, leggi per la remunerazione del capitale reinvestito, proteste di chi paga il servizio di depurazione fognature mai costruite nella propria zona ecc. ecc. ...
Cittadino, anzi, suddito PAGA e ZITTO!
Le leggi i regolamenti me li giro come mi pare!
Gli azionisti come Caltagirone debbono guadagnare! Quindi paga, paga anche quello che non dovresti, tanto non puoi fare niente, solo spendere soldi che non hai per inutili azioni legali contro ACEA che ha un Ufficio Legale ben foraggiato dalle fatture che ACEA emette e che tu, cittadino che però sei solo un suddito di codesti Apparati Politici mascherati da Società di Servizi, DEVI PAGARE e basta!

Note di riflessione per chi decidesse che vale la pena andare a votare:
Da: Wikipedia (ma lo sanno tutti) 
Pierferdinando Casini - Dopo la separazione consensuale dalla Lubich, avvenuta nel 1998, Casini intraprese una nuova relazione sentimentale con Azzurra Caltagirone, figlia del noto imprenditore ed editore romano Francesco Gaetano Caltagirone, con la quale si sposò nel 2007 con rito civile. Da questa unione sono nati, rispettivamente nei mesi di luglio 2004 e aprile 2008, due figli, Caterina e Francesco.

Domanda impertinente: che garanzie ci può dare questo politico di NON fare gli interessi dei Caltagirone?


sabato 27 ottobre 2012

Stupido e tragico Barbablù

Ergastolo, ma siccome ha scelto il rito abbreviato, dovrebbe uscire fra 30 anni.

Da: "La Stampa.it"
«Questa non è una vittoria, la nostra famiglia ha perso», sono state le parole piene di dignità e forza di Michele, il fratello di Melania, subito dopo la sentenza. I Rea hanno accolto il verdetto con un lungo abbraccio: papà Gennaro, Michele, zii e cugini si sono stretti l’un l’altro e hanno pianto. Piangeva Gennaro, quando all’uscita dell’aula con un filo di voce ha detto «non ha vinto nessuno, non ha vinto nessuno», e piangeva la zia Franca, «siamo usciti tutti sconfitti». «Siamo soddisfatti perché la sentenza ha rispettato in pieno l’impianto accusatorio, nel quale abbiamo sempre creduto», ha commentato il procuratore capo di Teramo Gabriele Ferretti. Parole ribadite dall’avvocato della famiglia Rea, Mauro Giommi. «Quando c’è una pena all’ergastolo e una persona che non c’è più non si può essere contenti. Ma siamo soddisfatti perché la sentenza riconosce che il quadro indiziario era fondato».

Ancora una volta, come ho già scritto su questo blog, la famiglia Rea ha mostrato un livello di DIGNITA' e di compostezza fuori dal comune. I loro sentimenti, espressi con le frasi riportate da tutti i giornali, sono di un DOLORE NOBILE e VERO: tutti sono sconfitti e loro non possono gioire, ma GIUSTIZIA sì, la debbono avere, per un atto così ignobile che ha portato loro via una figlia amatissima e la madre alla amatissima nipotina.
L'uxoricidio di Carmela Rea ha dei particolari di contorno che rendono ancora più grave, ignobile ed odioso il crimine commesso ai suoi danni. Inutile ricordarli qui perché sono stati detti e ripetuti fino alla nausea da varie trasmissioni televisive.
Spero che l'Appello NON riduca la pena di questo essere che continua a sparlare per scritto dei suoi buoni suoceri e di suo cognato, che sono anch'essi sue vittime. Il fondo dell'ignominia per questa persona non sembra esserci: egli continua a dire che se si trova in tale condizione non è per colpa delle sue inqualificabili azioni, ma perché i suoi suoceri lo vogliono punire perché ha tradito la loro figlia.
La finzione mentale difensiva di questa persona raggiunge livelli che fanno temere di riaverla in mezzo a noi, nella società. Dove pure purtroppo tornerà, anche se l'Appello dovesse confermare il responso d'Assise. 


Da: Quotidiano.net

Ascoli, 22 marzo 2012 -  «HO IMMAGINATO di picchiarti fino a farti male veramente, senza lasciarti neanche parlare». Parole dure, che arrivano dalla penna di Ludovica Perrone. L’amante di Salvatore Parolisi si lascia trasportare dall’emozione e dall’istinto in una lettera, apparsa ieri in rete, scritta nel maggio 2011e mai arrivata a destinazione perché secretata dagli inquirenti. «Sono chiuso in una gabbia di Ferro/nell’involucro della fragilità/Ho sprecato una parte di vita/cercando un senso che non ha...»: questa la poesia di Parolisi, scritta per Ludovica dal carcere di Teramo.

L’amante invece affidò i suoi pensieri a quattro lunghe pagine dense di sentimenti: «Non avrei mai pensato nella mia vita di doverti scrivere un giorno una lettera così — inizia —, non sai quante volte mi è capitato, o meglio per volontà mia, ho ripreso tra le mani questa lettera di gioia perché avevamo deciso di separare le nostre strade. Ma io avevo sempre letto in quelle righe tanto amore, ma soprattutto tanta sensibilità e sincerità. Forse non ti ricordi, ma proprio nelle prime righe mi scrivesti che ero riuscita a capirti, a conoscerti più di chiunque altro, e per questo con me non saresti mai riuscito a mentire travestendoti da «angelo per nascondere il lucifero che era in te», perché nella tua vita ti era capitato molto spesso di prenderti gioco dei sentimenti altrui. Ma con me non ti saresti mai e poi mai permesso di farlo, così mi giurasti, perché ero l’unica persona con cui eri riuscito finalmente ad essere te stesso, senza dover fingere, senza dover mentire... perché con me non c’era motivo, perché lo sapevi che ti avevo accettatto fin dal primo momento con tutti i «se e i ma» del caso... Sono andata avanti perché dentro al mio cuore sentivo che era così e non poteva essere altrimenti , perchè tutte le volte che mi dicevi “Amore io a te ho detto e dirò per sempre per tutta la vita solo e sempre la verità, perché pur volendo non ci riesco a mentirti, a dirti delle bugie anche piccole che siano”. Per me quella era una dimostrazione d’amore vero, di volermi convincere che per me eri cambiato veramente. E io c’ho creduto, c’ho creduto sempre, anche dopo che questa tragedia si è abbattuta sulle nostre vite... Tu hai perso tanto, troppo, perché poche persone nella vita subiscono dolori e traumi così potenti, così devastanti, così scioccanti. Ma una fortuna ce l’hai: prima di tutto tua figlia, che anche se ora ti sembra impossible, quei sorrisi che in tanti momenti ti regala, un giorno aiuteranno la tua anima a guarire... e poi hai un’altra grande fortuna: sapere con certezza che chi diceva di amarti, sia lei che io, l’ha sempre fatto in maniera totale... Tu tutto questo da me l’hai sempre avuto, fin dal primo attimo che ti ho guardato negli occhi e per sempre, per questo un giorno potrai ricominciare a sperare e credere nell’amore, perché a te non ti ha mai tradito. Sono io quella che non potrà più crederci, per me non esiste più, perché tutte le volte che qualcuno mi farà una promessa io penserò alle tue di promesse, perché se un giorno qualcuno mi dirà di credere in qualcosa, io ripenserò a tutte le volte che io volevo mollare e tu invece mi convincevi a crederci, a credere in te... perché se tu che eri per me e comunque sei fondamentalmente così buono, hai saputo prendermi così in giro, chiunque potrà farlo, perché io non ho più difese, non ho più niente... Nonostante tutta la sofferenza, tutta la cattiveria che ho sentito uscire dalla tua bocca nei miei confronti, sapendo l’umiliazione inspiegabile che mi hai buttato addosso, se sapessi che ti farebbe stare meglio, metterei da parte tutto per darti un po’ di conforto, per farti sentire che non sei solo a combattere in questa situazione così assurda, così difficile... Ho immaginato di picchiarti fino a farti male veramente senza lasciarti neanche parlare, così come ho immaginato che invece non ce la farei e resterei immobile, forse in attesa di un semplice abbraccio. Perché non mi vergogno a dire che non riesco a smettere di piangere mentre ti sto scrivendo, non ci riesco, perché tutto l’odio, la delusione, il dolore, i tradimenti ancora non bastano per smettere di farmi sentire la tua mancanza.. e odio me stessa per questo...perché dico com’è possibile?!? E lo sai come mi rispondo? Ripensando alla parte bella di te, di noi, che non riesco a sporcare, a cancellare. Perché ogni mattina alle 7.40 vorrei sentire squillare quel telefono che ha squillato per più di due anni e sentire la tua voce che mi sveglia dicendomi “buongiorno amoruccio mio bello...”. Io non lo so come sarà la mia vita, so che finché tu non ne sarai fuori io sarò ferma qui con te... poi forse mi immagino dall’altra parte del mondo dove nessuno si ricorderà mai di questa tragedia... e questo forse aiuterà anche me».
Flavio Nardini 
Ludovica Perrone - Foto pubblicata sul WEB

Queste storie adulterine ci sono sempre state, anche in epoche di costumi più morigerati, in cui una donna che si metteva con un uomo sposato era considerata più o meno una sgualdrina.
Oggi tutto è "capito", queste persone incontrano la "comprensione" dell'opinione pubblica. Però, poi, i fatti devastanti che queste storie creano intorno a sé, coinvolgendo vittime innocenti, dimostrano che non di scelte moralmente accettabili si tratta.
"Non desiderare la donna d'altri" (quindi anche l'uomo) non di solo comandamento ebraico-cristiano si tratta, ma di un monito morale dato per non creare disordine sociale.
Bisognerebbe rispettare i sentimenti altrui, più che un malinteso "diritto di proprietà", sentire come un limite invalicabile il matrimonio e, se proprio è nato un sentimento su ceneri matrimoniali altrui, chiedere prima di tutto la chiarezza, poi costruire qualcosa insieme.
Invece questi due hanno costruito essenzialmente accoppiamenti fortuiti e clandestini: lui la rimbambiva di bugie e lei non sapeva nemmeno che lui continuava ad avere rapporti sessuali con la moglie, come ha dichiarato nelle sue penose riprese televisive, anche allo scopo di giustificare la presenza del suo DNA nel luogo dove ha massacrato la moglie.

giovedì 25 ottobre 2012

Provo un senso di vergogna, ma sono in buona compagnia


Riporto qui sotto parte di un post che ho pubblicato il 3 febbraio 2012, se volete leggere il resto basta cercarlo a quella data.

Un altro deluso

31 gennaio 2012  Sandro Trento
Questa è la lettera che ho inviato alla segreteria dell'Italia dei Valori annunciando e spiegando le mie dimissioni dal Dipartimente Economia e Finanze e la mia rinuncia alla tessera del partito.

Caro Antonio [Di Pietro, ndr] e cari amici,
scrivo per manifestare tutto il mio disagio. Vedo che si tratta Monti come se fosse Berlusconi e questo proprio non riesco a sopportarlo.
Sono entrato in IDV e ho accettato di lavorare nel Dipartimento Economia e Finanze per varie ragioni: IDV mi sembrava allora una forza di stampo liberale, che intendeva offrire all’Italia un progetto riformista, moderno, non ideologico. La giusta enfasi sui temi della legalità poteva associarsi a quelli del libero mercato, della meritocrazia, della riforma del capitalismo italiano, che è sempre stato chiuso e collusivo.
Nel mio intervento al Congresso nazionale avevo sostenuto la necessità di posizionarci al centro dello schieramento, per occupare un’area preziosa, quella del riformismo liberale, per raccogliere i voti del ceto medio e della piccola impresa. Suggerivo di diventare un moderno “partito d’azione di massa”. Se avessimo seguito quella strada, che anche altri nel partito condividono, oggi saremmo protagonisti della partita politica. Nell’ultimo anno invece la strada seguita è stata quella della protesta un po’ estremistica e spesso populistica.
L’Italia nel frattempo è precipitata in una crisi catastrofica dalla quale si può forse uscire solo con il rigore fiscale e con una profonda opera di riforma dei mercati e dei comportamenti individuali. È il momento della responsabilità e dei sacrifici. Si tratta in queste ore di avere a cuore le sorti del paese. Avevamo provato a immaginare un’alternativa di sola sinistra: con Vendola e Bersani. Ma noi in quell’alleanza avremmo dovuto fare la parte dei difensori del rigore, delle regole, del merito, del mercato, dei valori liberali. Chi sosteneva la socialdemocrazia o l’operaismo ottocentesco già c’era, in quello schieramento a tre. Non è andata così. E la foto di Vasto è stata un tragico canto del cigno.
Di fronte al pericolo di catastrofe, fortunatamente, si è arrivati alla caduta di Berlusconi e alla nascita del governo Monti. IDV, tuttavia, si è fatta trovare del tutto impreparata a questo appuntamento.  L’immagine che diamo ogni giorno è quella di un partito che non sa che strada prendere. Viviamo alla giornata. Usiamo una terminologia contro Monti e ora anche contro la Corte Costituzionale e contro il Presidente della Repubblica che davvero è sconvolgente. (segue)

Provo un senso di vergogna per aver creduto ad un simile individuo, Antonio Di Pietro, ma mi consolo pensando che, se sono stata cretina, ero in buona compagnia: Sandro Trento non era uno qualsiasi. E con lui tanti altri: ricordo Pietro Mennea, andato via da tempo e che conobbi nella prima parte di questa mia desolante esperienza politica.
Me lo dicevano in tanti, ma non ci volevo credere... Poi quello che mi disse, e non solo a me, il Presidente di Libera del Lazio di pochi anni fa, quando mi ero iscritta di nuovo...
Quest'uomo spara  a zero a vanvera, volutamente e non soltanto come dicono in molti per ignoranza... 
Spara su Monti, spara sugli scienziati chiamandoli Maghi... Lui che si era chiuso in una tenda dei terremotati ad ascoltare un tizio che siccome aveva registrato l'uscita del radon, evento che avviene sovente prima di un terremoto, ma che non consente di individuarne né il luogo né l'intensità, evento che conoscono tutti i Geologi, suggeriva di evacuare Sulmona. Di Pietro se poteva decidere lui l'avrebbe ascoltato, l'avrebbe fatto, così oggi avremmo comunque L'Aquila distrutta e la gente di Sulmona che chiedeva i danni per una evacuazione che non ci doveva essere e che sicuramente avrebbe procurato loro disagi e panico! 
Non oso pensare a quest'uomo in un posto in cui possa decidere qualcosa... Questo può fare solo danni! In Economia, come per tutto ciò che concerne la Scienza! E come sceglie le persone poi... Razzi, Scilipoti, Maruccio... L'elenco è lungo e Flores D'Arcais lo sa tutto!

Scrivere di Teatro

Raramente oggi scopro una commedia, o comunque una scrittura teatrale, che mi piaccia. Stavolta ne ho trovata una: "LA MACCHINA DEI DESIDERI".
Al Piccolo Eliseo di Roma dal 9 ottobre e fino al 4 novembre una compagnia di attori, che suscita l'entusiasmo del pubblico, porta in scena questa commedia scritta da Giampiero Rappa, autore che io non conoscevo. Egli ne è anche il regista e ho trovato piacevole e intelligente l'allestimento scenico nella sua semplicità: sul palco tre punti scenici illuminati dalla luce là dove la scena si svolge, il resto nel buio. Questo consente alla narrazione di non interrompersi mai, ma di scorrere fluida nel suo svolgimento. Alcuni attori interpretano più di un personaggio. Ad esempio la madre del piccolo Eliot che passa da un letto da inferma  al personaggio di una simpatica prostituta, quando il letto cade nel buio e la scena si accende in un altro punto del palcoscenico.
Gli attori tutti bravissimi. La commedia, pur strappando sorrisi, ha una allegoria che rimanda alla struttura di cui sono fatti gli esseri umani di sempre nelle loro debolezze ma, soprattutto, fa pensare a fatti del tempo che stiamo vivendo, anche se questo lavoro teatrale è stato scritto qualche anno fa.
La storia è collocata in un luogo immaginario che può essere anche il nostro, in un tempo indefinito, che può essere anche il nostro, i personaggi sono individuabili in persone vissute e viventi nei loro atteggiamenti, follie, fissazioni, desideri... Soprattutto desideri... Tutto ruota, infatti, intorno ad una macchina che può, secondo il suo costruttore, esaudire i desideri di chiunque.
Bella la trovata di illuminare il personaggio che, a turno, esprime il suo desiderio scrivendolo su una scheda che poi dovrà introdurre nella macchina: in quel momento l'attore mostra con l'espressione del viso e della parola l'interiorità del suo animo e la luce illumina solo lui e la sua scheda, mentre il resto dei personaggi rimane inquadrato in una tonalità di luce più bassa.
Tutti bravi dicevo, tanto da far gridare "Bravi" a chi mi stava accanto, ma una menzione speciale va all'attore che interpretava il diabolico costruttore della MACCHINA, vero burattinaio nella storia.



IdV finge di non sapere che...


Italia dei Valori continua a fare "il sordo del compare" e indice referendum su cose già fatte. Come se non sapesse che un referendum c'è già stato sul finanziamento pubblico dei partiti e che gli italiani lo hanno pagato milioni di euro ed hanno risposto NO. 

Sempre facendo "i finti tonti" chiedono, a coloro che non hanno ancora capito l'antifona, cosa ne pensano dei quesiti referendari che vanno proponendo, fra cui le prebende dei politici (come se loro fossero altro e non avessero preso fino ad ora tali prebende zitti zitti e come se non avessero votato, ad esempio, di aumentare i fondi a disposizione dei Gruppi Consiliari in Regione Lazio da un milione di euro a 14 milioni di euro come la "generosa" Polverini aveva proposto).

Questa la mia risposta al loro sondaggio:

C'è una Legge di iniziativa popolare che giace presso la Commissione Parlamentare preposta al suo esame. Basta esaminarla e non farla giacere. Riguarda l'adeguamento delle prebende degli eletti italiani a quelle della media europea. Il referendum sul finanziamento ai partiti c'è già stato ed il popolo si è espresso per il NO. Non serve rifarlo: è una presa in giro.

Queste le ultime notizie  su tale legge pubblicate su questo sito:


Legge di iniziativa popolare dal titolo: 
«Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».


La proposta di legge è la C1505 ed è attualmente  alla I Commissione Parlamentare Affari Istituzionali in attesa di discussione.

Costruire secondo le Leggi Antisismiche

Da: Repubblica.it

Terremoto L'Aquila, scienziati divisi sulla sentenza contro la Grandi rischi

Per alcuni esperti americani e giapponesi si tratta di una decisione "pericolosa". Ma per Scientific american "il giudizio non è sugli studi o sulla previsione, ma sulla comunicazione".

di PIERA MATTEUCCI


ROMA - La condanna degli scienziati italiani della Commissione Grandi Rischi , colpevoli per il tribunale dell'Aquila di aver sottovalutato il pericolo e fornito informazioni "imprecise e incomplete" sul sisma che sconvolse il capoluogo abruzzese ad aprile del 2009, ha aperto all'estero il dibattito tra gli scienziati.



I membri della Union of Concerned Scientists, una influente Ong statunitense, si schierano contro la sentenza, definendola una decisione "assurda e pericolosa" e dicono:"Il presidente Napolitano dovrebbe intervenire". "Dopo che l'Aquila è stata investita da terremoti di piccola intensità, gli scienziati hanno affermato che un sisma di grande potenza era improbabile ma possibile, sottolineando l'incertezza in questo campo", si legge in un comunicato sul sito della Ong. "Quando il forte sisma ha colpito, causando vittime, gli scienziati sono stati messi sotto processo. In quell'occasione l'American Geophysical Union ha messo in guardia sul fatto che le accuse potevano mettere in crisi gli sforzi internazionali per capire i disastri naturali, perché il rischio di un contenzioso scoraggia gli scienziati e i funzionari dall'avvisare il proprio governo o anche lavorare nel campo della previsioni rischi in sismologia".

"Immaginate se il governo accusasse di reati criminali il metereologo che non è stato in grado di prevedere l'esatta rotta di un tornado. O un epidemiologo per non aver  previsto gli effetti pericolosi di un virus. O mettere in carcere un biologo perché non è stato in grado di prevedere l'attacco di un orso. Gli scienziati devono avere il diritto di condividere ciò che sanno e ciò che non sanno senza la paura di essere giudicati criminalmente responsabili se le proprie previsioni non si avverano", continua il testo. "Ciò arriva dalla terra natale di Galileo. Crediamo che alcune cose non cambieranno mai", è la polemica conclusione.



"Se fossi stato io lì avrei detto le stesse cose perché non è possibile stabilire quando può verificarsi una forte scossa sismica", è la posizione di Shinichi Sakai, professore associato dell'Earthquake Research Institute di Tokyo, che non nasconde i dubbi per la sentenza. 


Completamente diversa è l'analisi della sentenza fatta da Scientific American: "Il processo non era alla scienza, né alla sismologia né alla capacità o incapacità degli scienziati di prevedere i terremoti. Gli imputati sono stati accusati di aver dato informazioni 'inesatte, incomplete e contraddittorie' sul fatto che le piccole scosse prima del terremoto del 6 aprile potessero rappresentare un avvertimento". Non è stato mai messo in discussione, si legge nel blog, se gli scienziati potessero prevedere o meno i terremoti: sotto accusa è il comportamento degli esperti che, al termine dell'ennesima riunione, non fornirono alla popolazione elementi sufficienti per valutare il rischio: "La scarsa comunicazione è stata una grave mancanza, anche se gli scienziati dividono la responsabilità con il governo italiano". La 'colpa' degli scienziati, dunque, per Scientific American, è quella di aver lasciato che le informazioni alla popolazione arrivassero da persone non esperte. In questo, si legge ancora nell'articolo, parte della responsabilità è del governo che non ha incluso nella Commissioni Grandi rischi qualcuno in grado di comunicare adeguatamente il pericolo.
La decisione del giudice dell'Aquila ha lasciato meravigliati gli scienziati svizzeri e molte voci si sono alzate per difendere gli esperti che avrebbero agito secondo i principi scientifici. "In una situazione simile, non mi sarei comportato diversamente dai miei colleghi italiani", ha dichiarato oggi in un'intervista all'Ats Stefan Wiemer, direttore del Servizio sismico svizzero (SED). A suo avviso, è poco comprensibile che gli esperti italiani siano stati giudicati sulla maniera in cui hanno informato dei rischi. "In futuro dovremo comunicare con maggiore prudenza",
(23 ottobre 2012

Solo una nota su quanto scritto in questo articolo relativamente agli esempi di altri campi della Scienza dove non si possono fare previsioni certe: calzante quello del meteorologo, troppi i parametri variabili in gioco, calzante anche quello dell'epidemiologo, meno quello sul biologo, essendo il comportamento dell'orso materia dell'etologo, piuttosto che del biologo.
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Prendo lo spunto da questo articolo, che sottolinea come il capo di imputazione per la Commissione Grandi Rischi non sia "di non aver "previsto" la grande scossa, (fatto impossibile per tutta la comunità scientifica internazionale) quanto di: " 
Gli imputati sono stati accusati di aver dato informazioni 'inesatte, incomplete e contraddittoriesul fatto che le piccole scosse prima del terremoto del 6 aprile potessero rappresentare un avvertimento"."
Ora mi dispiace per Scientific American (che io conosco come rivista scientifica generica e non specializzata su uno specifico ramo della Scienza, come sono molte riviste internazionali) ma trovo l'affermazione quanto meno illogica.
Infatti, se non posso prevedere come quando e dove si verificherà una scossa devastante della terra, come mi si può imputare di "non aver correttamente informato" la Protezione Civile incaricata di una eventuale evacuazione dei luoghi? 
Si pretende qualcosa che non si poteva dare.
La Repubblica.it, poi, pubblica un audio di una telefonata intercettata fra il Responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e il Prof. Enzo Boschi titolandola: "Bertolaso a Boschi "Non si deve dire la verità". Come se ci sia una verità da nascondere! Il TG3 delle h. 14:20 di oggi ha informato che tale telefonata è successiva alla prima devastante grande scossa e che, sembra, dagli scienziati Bertolaso voleva sapere se ce ne potevano essere altre. 
Ma se i terremoti non possono essere previsti per i numerosi parametri in gioco, quale verità si sarebbe voluta nascondere?
Se avessero avuta in mano una VERITA' stavano a cavallo: evacuazione e stop, con plauso di tutti ed oggi Bertolaso lo facevano Presidente della Repubblica e a Boschi davano il Premio Nobel per essere stato, unico al mondo, in grado di fare un'esatta previsione dell'intensità di un terremoto con giorno e luogo.
Ascoltando la telefonata si sente invece Bertolaso che usa la parola "verità" probabilmente in modo improprio, come spesso facciamo tutti quando parliamo e le parole ci escono non sempre adeguate ai concetti che vogliamo esprimere. E Boschi che, rispettoso per il ruolo del Responsabile Nazionale della Protezione Civile, prova ad obiettare qualcosa che l'altro neppure gli fa dire, perché è evidentemente preoccupato di procurare allarme e teme che il pronunciamento degli scienziati possa incrementare il panico. Boschi gli dice di non preoccuparsi, non perché sia un criminale che vuole sterminare gli aquilani, ma perché non ha, come non ce l'ha nessuno al mondo, gli strumenti per dichiarare un simile allarme.
Se non si è capito questo c'è da preoccuparsi sempre più per la capacità di giudizio di certi magistrati.

Nel luogo dove vivo per due lunghi anni, molto tempo fa, c'è stato uno sciame sismico ininterrotto. La sera vedevamo la TV su un divano che ballava... Debbo denunciare qualcuno perché non ci hanno evacuato? Anche allora la gente aveva paura. Ricordo una donna anziana che, al mercato, impaurita chiedeva ad un vigile urbano: "Ma è vero che aspettano la scossa?!" E quello che le rispondeva: "Ma và!"

Qui si spostano i termini del problema: ed il problema è che si debbono rispettare i parametri antisismici per la costruzione di edifici, muri di recinzione ecc. ecc. nelle zone dichiarate a rischio sismico, praticamente in quasi tutta l'Italia.
In galera, ma veramente, dovrebbero andarci gli Amministratori dei comuni che non operano i dovuti controlli sull'abusivismo o che, peggio, consentono che si rilascino concessioni edilizie senza rigidi controlli.

Quanti sanno che, anche per un muretto di recinzione, si deve presentare il progetto, stilato da un geometra, all'Ufficio Tecnico del comune di zona a rischio sismico?
Quanti sanno che un tale muretto NON può superare i cm. 50 di altezza?
Nel 1978 in una tale zona, a km. 40 da L'Aquila, ho dovuto pagare un geometra per una semplice recinzione che DOVEVA essere sottoposta all'approvazione della Commissione edilizia del comune. Fu concessa l'autorizzazione, ma il muro non poteva essere costruito più alto di cm. 50.
Abito in una zona sismica e sottoposta al previo controllo delle Belle Arti per avere una concessione edilizia, eppure intorno a me, in  33 anni, ho visto e continuo a vedere sorgere edifici senza che appaia neppure l'ombra di un cartello con il numero di concessione edilizia, Direttore dei Lavori o quant'altro. I muri di recinzione superano di gran lunga i cm. 50... Qualcuno mi informa (ma non ho controllato) che persino il sindaco sta facendo costruire un muro di recinzione della sua casa piuttosto alto... Forse le leggi antisismiche sono cambiate dal 1978? Oppure questa zona, pur essendo a rischio sismico, è soggetta a limiti di edificabilità diversi dalla zona a km. 40 da L'Aquila?

Può un Paese serio lasciare la briglia sul collo di chiunque voglia costruire come gli pare e piace, infischiandosene delle leggi che rimangono sempre solo scritte, e poi prendersela con la Scienza?
Puo' se ha smarrito insieme al senno ogni sentimento di responsabilità.    

martedì 23 ottobre 2012

I geologi USA: "Scienziati condannati nel Paese di Galileo"

Continua la discesa agli inferi dell'Italia.
Quando inizia la decadenza si rotola sempre più per il pendio dell'assurdo: la Storia lo insegna.
Un tizio che voleva far evacuare Sulmona non so se sia mai stato accusato di procurato allarme... ma sento che il Tribunale dell'Aquila, in compenso, ha condannato uno scienziato come Boschi...
Un senso di desolazione, più che di vergogna, pervade chiunque abbia un minimo di cultura scientifica. 
Capisco fino in fondo lo smarrimento di Boschi.
Da: RAINews24.it
Boschi: non capisco
"Non capisco ancora di cosa sono accusato, di quale negligenza. Proprio io, che ho dedicato una vita alla ricerca sismica". Così, intervistato dal Messaggero, l'ex presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Enzo Boschi commenta la sentenza di condanna da parte del giudice del tribunale dell'Aquila per i membri della Commissione Grandi rischi.

"Io non ho mai rassicurato nessuno - spiega - Vi sfido a trovare un solo articolo di giornale, una sola trasmissione televisiva, una dichiarazione alla stampa in cui io l'abbia fatto. Né a L'Aquila, né altrove". "Registravamo uno sciame sismico diffuso in quel periodo - prosegue - e ne informavamo ogni volta, tempestivamente, la Protezione civile. Questo facemmo".

Chi decide l'evacuazione?
Non sono gli scienziati a decidere le evacuazioni di massa, precisa, "ma i politici, gli amministratori, la Protezione civile. A noi toccò il compito di dare tutte le informazioni possibili sulla potenzialita' sismica di questa regione".

Boschi sottolinea che è "impossibile" prevedere i terremoti: "Non c'è nessuno nel mondo scientifico che oggi sostenga il contrario". " In Italia ogni anno si registrano cinque-seimila scosse di terremoto. Ma non per questo si decidono evacuazioni. In Calabria, nella zona del Pollino, se ne sono registrate duemila negli ultimi mesi, altri fenomeni importanti nel Gargano e sui Monti Nebrodi, in Sicilia, ma nessuno ha fatto niente". L'unica arma contro i terremoti, aggiunge, è "fare prevenzione".
Gli esperti californiani: assurdo
"E' assurdo condannare gli scienziati per il terremoto dell'Aquila. Il problema era che non esisteva un sistema efficace per comunicare il pericolo, e prendere misure, e non mi sembra che il governo italiano abbia fatto passi concreti per crearlo", dice Tom Jordan, direttore del Southern California Earthquake Center, sismologo che ha presieduto la Commissione Internazionale sulla Previsione dei Terremoti per la Protezione Civile, riunita all'Aquila dopo il disastro.

Come possiamo stare tranquilli con una magistratura che sembra aver perso il senno?
Ma debbono per forza aver nominato dei consulenti del Tribunale prima di prendere una simile decisione.
Chi sono costoro? Il magistrato ha studiato Legge, Codici e procedure, ma può essere in scienza un totale ignorante, dunque deve per forza farsi illuminare da consulenti.
Quale consulente al mondo in materia di sismologia può affermare che Boschi ha sbagliato, che DOVEVA prevedere il terremoto?
Viviamo in un'Italia kafkiana ormai.
Ogni giorno un arresto ed uno scandalo di rappresentanti delle Istituzioni che hanno rubato, malversato...
Ogni tanto una sentenza che manda a casa assassini, oppure li condanna a pene offensive tanto sono lievi...
Cittadini scontenti su tutto, vessati da Apparati Pubblici che dovrebbero erogare servizi e che risultano impunibili ed impuniti, aggirando leggi, regolamenti...
Ed ora questa allucinante sentenza che lascia esterrefatto il mondo scientifico internazionale.
Ragazzi, ma qua lo Stato non esiste più! 

PREDIZIONE!

Boschi non può essere questo!

Boschi è questo


Una vita per la Scienza, che ha i suoi limiti. La chiromanzia, la cialtroneria,  invece, non ne hanno






Fornero: l'ira del web e le contestazioni per le frasi sui "giovani schizzinosi"

Roma, 23 ott. (TMNews)
La frase lanciata ai giovani in cerca di lavoro dal ministro del Welfare, ieri, ha prima fatto partire la rivolta sui social network e poi ha dato il via ai tanti fischi e slogan che si sono alzati contro la ministra a Torino. Le contestazioni ricevute in un convegno a Nichelino hanno costretto Fornero ad abbandonare la stanza "avvilita". Tutto è iniziato a un convegno di Assolombarda dove alla ministra è partita l'infelice sortita sui ragazzi troppo "choosy" per cui "è meglio prendere la prima offerta che capita e poi da dentro guardarsi intorno perché non si può aspettare il posto di lavoro ideale". Subito sono partite le critiche via social network. Poi nel pomeriggio, Fornero, è stata bersaglio di un'accesa contestazione a un incontro pubblico nel torinese.

Ci risiamo, dopo Padoa Schioppa, ora defunto, che li chiamò bamboccioni,  ora ci ricasca Fornero, mamma di un genio di ricercatrice che ha vinto concorsi universitari e riceve finanziamenti da fondazioni per le sue ricerche!
Ci risiamo, questi sono distanti anni luce dalla nostra realtà e fanno come Marie Antoinette, l'austriaca, che si stupiva che, non avendo pane, il popolo non mangiasse le brioches! Stesso distacco psicologico!
I miei figli hanno più di 40 anni e sono tutti e tre laureati. Ma la loro lotta e sofferenza per entrare in un mondo del lavoro fatto di raccomandazioni e conseguente corruzione è stata costellata di ingiustizie e di dolore, il loro merito calpestato, ma non si sono mai arresi, hanno lottato e, soprattutto, accettato ogni tipo di lavoro. 
Penso dunque, da madre, che i miei figli sono come tanti altri quarantenni e  italiani più giovani in questa Italia divisa in due: da una parte le Fornero, i Padoa Schioppa e le loro protette discendenze e dall'altra noi tutti e i nostri figli.

Lourdes allagata, forza simbolica della speranza


Il lungo Gave de Pau completamente allagato
La Grotta inondata dall'acqua del fiume che vi scorre davanti
 Lo spazio, fra il Gave de Pau e la Grotta, in cui si raccolgono i visitatori con i malati e gli accompagnatori degli stessi, inondato dal fiume.

La Basilica vista dal lato del fiume Gave de Pau: lo spazio dove di solito transitano le carrozzelle è completamente allagato



Non sono più credente, non riesco più ad illudermi che ci sia qualcosa di invisibile e trascendente oltre questa materia di cui siamo fatti, eppure, in un momento di grande disperazione, in cui temevo di perdere una piccola persona cara, ho chiesto in modo irrazionale, irragionevole, la sua salvezza e in cambio sarei andata a compiere i servizi più umili sul treno bianco.

E' andata bene e una promessa è una promessa, anche al nulla, è comunque una promessa  a sé stessi, come dice mio marito.

Sono partita. Era un ottobre come questo. Non sono tornata toccata dalla Grazia di una fede ormai persa, ma ho visto la grande suggestione della Speranza, che non si può togliere alle persone che non riescono a sopportare tutto il dolore della vita.

Dal mio Diario di Lourdes, alcuni brani:


Giovedì 21 ottobre 2010
(omissis).... 
Lourdes è un luogo in cui si concentra la Speranza del Soprannaturale, come in altri grandi luoghi di culto. Non solo cattolico. Ritengo che anche il Muro del Pianto a Gerusalemme sia un luogo del genere, ed anche la Mecca.
Non importa dunque quale sia l'oggetto che richiama la speranza, che la concentra e la esalta fino, forse, ad arrivare meglio al Pensiero Soprannaturale......
Alla Mecca la moderna scienza ha scoperto che la Pietra Nera altro non è che un meteorite caduto molto tempo fa sulla Terra. Doveva essere molto grande e deve aver fatto un gran fuoco nell'impatto con l'atmosfera, che l'ha assottigliato sicuramente limitandone la massa giunta al suolo. Gli uomini, senza spiegazioni scientifiche, hanno interpretato quel bolide di fuoco come un messaggio di Allah. Per gli atei, dunque, la Pietra Nera non è altro che un segno di ignoranza di uomini primitivi e paurosi in cerca di consolazione. E l'apparizione di una Madonna dalla pelle bianca, di bianco vestita, con una elegante fascia azzurra, icona perfetta dell'immaginario di una pastorella montanara che così era stata abituata a vederla, più o meno, nei quadri religiosi, altro non è che una proiezione consolatoria della sua mente?  Una mente fantasiosa, forse un pò malata di isteria o, peggio, di schizofrenia?
Mia madre ha sempre sostenuto che un mattino, passando dal sonno al risveglio, si era trovata accanto al letto un angelo con le ali spiegate e le mani giunte e sapeva descriverne la postura ed il colore della veste. Era assolutamente vero che lei l'aveva visto: la sua mente aveva proiettato come su uno schermo l'immagine tridimensionale che aveva nel cervello, intriso di una cultura cattolica a cui lei credeva senza dubbi, citando a memoria tutte le gerarchie degli angeli. Per lei i cherubini, i serafini ecc. esistevano veramente. 
(omissis).... 
Dunque la pastorella, in modo più eclatante, può aver subito un simile fenomeno della mente. Ma ha questo importanza se poi è riuscita  a dare tanta Speranza a milioni di persone e tanta ricchezza economica per il suo paesino anche per le generazioni future? Oppure il Pensiero Soprannaturale esiste veramente e si serve di questi canali per concentrare tanta Speranza in un punto? Nessuno sa la risposta.
Venerdì 22 ottobre 2010
Mi avevano detto: “Vedrai, quando sarai davanti alla Grotta, a tutte quelle carrozzelle nella spianata davanti alla statua della Madonna, vedrai cosa proverai, un’emozione fortissima, un’esperienza che ti cambierà!”
Sono andata con la massima disponibilità a farmi cambiare…. Magari! Eccomi qui! Non è accaduto nulla, ...
(omissis)... 
La statua è lì, ma è una statua: opera di un artista che ha riprodotto l’immagine descritta dalla ragazzina Bernadette. Null’altro che questo. La sorgente che trasuda dalla roccia e che la gente raccoglie in taniche e bottigliette o, religiosamente, tamponando la roccia con i fazzolettini, altro non è che una sorgente di montagna, in una zona ricca di acqua, con il fiume Gave de Pau che scorre a pochi passi.  Dunque è la gente infelice o disperata che ripone la propria speranza in questo luogo. I miracoli non li discuto, non ho le cartelle cliniche, ma certo le stampelle potrebbero voler dire tanta sofferenza psichica, tanta isteria guarita per suggestione.
Non ho visto qui all’ospedale Saint-Frai malati gravi: ho visto solo tante vecchiaie mal vissute e alcune malattie genetiche. Tutte che comportano anche malattie della psiche. Ho visto bimbi, ragazzi, su cui la natura si è accanita: suoi prodotti malriusciti che abbattono nel dolore le vite dei genitori che si chiederanno per sempre; “Come ho fatto a generare un essere umano così pieno di anomalie?” Colpevolizzandosi per tutta la loro vita ormai sconvolta dalla sofferenza.

Alcuni hanno anche figli sani e questo li rassicura un po’ sulla loro capacità di generare. Ma la natura impasta male a volte i suoi prodotti e nemmeno la medicina sa spiegare il perché. 

Mentre ero in attesa che finisse la funzione alla Grotta per riportare indietro una malata in “risciò”, la mia attenzione è stata attratta dai versi agitati ed inconsulti che provenivano da un passeggino in cui era un esserino dall’apparente età di 6 o 7 anni, forse anche meno o forse di più, che emetteva grida inconsulte e si contorceva. La madre era giovane, alta, opulenta, con un bel viso ed una borsa “Laura Biagiotti”. Cosa poteva sperare per quella creatura la cui genetica era riuscita così male? Che un evento prodigioso la trasformasse in un essere pensante cancellando le urla ed i contorcimenti tormentosi? Non credo che un simile miracolo sia mai riuscito…

2010 - Lungo Gave de Pau





A Lourdes, oltre ad un'infinità di negozi che vendono statuette, immagini, ampolle e bottigliette di acqua della sorgente della Grotta, c'era anche questo: dei pellerossa che facevano spettacolo sul lungo Gave de Pau e vendevano la loro musica in CD...



Fiaccolata notturna dei fedeli nello spazio intorno alla Basilica che in questo ottobre 2012 si è allagato.




La stessa suggestiva fiaccolata vista dai bastioni della Basilica




La Grotta durante la fiaccolata


La Fiaccolata vista dai bastioni della Basilica mentre i fedeli sfilano fra il fiume e la sottostante Grotta


Folklore di fedeli provenienti dalla Camargue

I fedeli della Camargue sfilano con i loro costumi della tradizione sul ponte che attraversa il fiume


Il Cimitero di Lourdes: una visita solitaria e una foto al cartello che indica la tomba della famiglia di Bernadette che di cognome si chiamava Soubirous