domenica 6 agosto 2023

Emile Zola

 

Emile Zola

 

Ieri sera sono andata a letto alle 23:00 e come al solito ho preso il libro, immancabile, che ho sul comodino.

Per la prima volta in quasi 77 anni leggo Zola: “Germinale”, e all’una di notte chiudo il libro. Due ore di lettura per leggere la parte finale di un libro potente, un romanzo grandioso sulla realtà.



Emile Zola, leggo che si documentava con precisione prima di scrivere i suoi romanzi e si sente e vede.

Nel leggere questo affresco durissimo della vita dei minatori i pensieri che mi si smuovono dentro sono tanti… Alcuni anche molto personali…

Ma, soprattutto, prevalgono i pensieri storico-filosofici che la Letteratura smuove, se vera Letteratura…

Quello che mi ha sorpreso di Zola è l’assoluta modernità del suo linguaggio, esplicito e brutale nella sua assoluta realtà, che se si pensa che il libro è stato scritto nel 1885 è straordinario, soprattutto se raffrontato al linguaggio di scrittori quasi coevi come Victor Hugo e Feodor Dostoevskij.

Mi spiego meglio: Victor Hugo aveva 38 anni quando è nato Emile Zola e Dostoevskij 19. Non bisogna avere la stessa età anagrafica per assorbire la mentalità e gli umori del tempo che ci si trova a vivere. Ci sono in questi tre scrittori tematiche che sono denominatori comuni del loro tempo, come l’estrema povertà e la sofferenza che essa comporta e il desiderio di liberarsi dell’oppressione di chi guida i popoli.. Appare in Zola l’accenno a quell’Internazionale che nasceva in Europa e che doveva nascondersi dalla dura repressione dei governi, russo o francese che fossero. Ne ho scritto su questo Blog su “I Demoni” di  Dostoevskij http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2022/04/riflessioni-su-i-demoni-di-fedor.html.

All’inizio del secolo andava già sfumando il potere del popolo portato dall’evento epocale della Révolution del 1789 e iniziava il potere del nuovo despota: Napoléon. Nasceva Hugo nel 1802 e quello che era il mondo degli ultimi lo trovate ne “I Miserabili”. Dostoevskij non descrive un mondo migliore nella sua Russia, egli stesso rischiò di essere giustiziato e fu condannato alla Siberia.

All’inizio del nuovo secolo, nel 1917, ecco l’altra grande Rivoluzione in Russia: i tre Grandi Scrittori erano già morti ma le tensioni socialiste che scorrevano per l’Europa erano sfociate di nuovo nel sangue come pensavano e speravano personaggi dei loro romanzi come Etienne di Germinale.

Ma le speranze di riscatto degli oppressi, dei “miserabili” come li chiama anche Zola come Hugo, finiranno nel sangue anche con nuovi oppressori scaturiti da quel socialismo in cui tutti avevano sperato: Stalin. Ma questa è altra Storia che per vederla da vicinissimo bisogna leggere Salamov oppure Solgenitsin….

La lotta contro una nuova oppressione continua, come la Storia.

Ma dei tre scrittori Zola è il più assolutamente e sorprendentemente dentro il tempo attuale per il linguaggio realistico ed esplicito per quel che riguarda il sesso, mentre i suoi quasi coevi scrivono con un pudore ottocentesco a lui sconosciuto.

Emile Zola è nato nel 1840 ma è un secolo ed oltre più avanti. Solo i geni possono fare questo.

Recentemente ho letto un autore del mio secolo, Thomas Mann, di cui avevo letto “Morte a Venezia” e “Tonio Kroger” e sapevo che non era nelle mie corde, ma ho voluto leggere quello che viene definito il suo capolavoro “I Buddenbrook”, ed ho notato il pudore nello scrivere ad esempio dei dubbi che il padre di Hanno ha su una possibile liaison fra sua moglie e un giovane ufficiale con cui lei fa musica. Nulla da spartire con la modernità di un uomo dell’ottocento come Zola. Mann è un Premio Nobel ma vicino a Zola per me scompare… Ma l’ho detto: non è uno scrittore che mi emozioni o mi trasmetta messaggi universali.

Mentre Zola in “Germinale” mi ha fatto pensare anche ad una persona che con me aveva del DNA in comune e che la vita dei minatori nelle miniere di carbone l’ha in gran parte vissuta..