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venerdì 12 agosto 2016

Sempre su "La Repubblica" di ieri...

Fra le tante notizie dolorose mi ha colpito quanto accaduto al figlio di un chirurgo romano in vacanza ad Ostuni.
Il ragazzo, sedicenne, sabato 6 agosto è uscito dall'alloggio presso il Villaggio Valtur, dove stava con suo padre ed il fratellino, per andare a festeggiare sulla spiaggia l'ultimo giorno di vacanza: l'indomani infatti era prevista la partenza per il ritorno a casa. Era con amici delle vacanze e alle h. 23:00 il padre l'ha sentito per l'ultima volta al cellulare. Alle 4 delle prime ora di domenica 7 agosto egli era agonizzante davanti alla sbarra d'ingresso del villaggio Valtur.
Saltiamo le ipotesi delle prime ore: aggressione selvaggia, investimento di un pirata della strada... E arriviamo a quanto accertato dalla brava Polizia del Commissariato di zona e successivamente ufficialmente dichiarato dal Procuratore di Brindisi: il ragazzo, non abituato all'alcool, si era sentito male e giaceva in terra, quando è sopraggiunto un animatore del villaggio Valtur che l'ha investito riducendolo in fin di vita.
Il giovane ha una imponente emorragia cerebrale, lesioni al viso e al collo, ecchimosi su tutto il corpo.
Ora sembra migliorare e l'emorragia cerebrale, che può uccidere, sembra essersi arrestata.
Quello che mi colpisce è l'abitudine che i giovani hanno di festeggiare momenti di allegria ingerendo alcool che, insieme alle droghe, può provocare loro conseguenze gravissime.
Ma restiamo sull'alcool: due casi recenti mi hanno colpito prima di questo del sedicenne, quello di Domenico in gita scolastica all'Expo, anche lui si era sentito male in seguito all'ingestione di alcool, a cui non era abituato, ed è finito non si sa come morto in fondo ad un chiostrino di un albergo, e il caso del diciannovenne statunitense obnubilato dall'alcool fino a finire preda di ladri e balordi morendo poi nel Tevere; questo caso del sedicenne ha evidenziato che il ragazzo aveva un tasso alcoolico nel sangue alto, per questo egli si è sentito male e, sembra, gli amici che erano con lui sono corsi a chiamare aiuto nel mentre è arrivata l'auto condotta dall'animatore il quale, non si capisce come visto che nelle auto ci sono i fari, non l'ha visto steso a terra e l'ha preso riducendolo in fin di vita. 
L'articolo su "La Repubblica" di ieri mi ha fatto sorridere, nonostante la drammaticità della vicenda perché l'articolista, Sonia Gioia, scrive: "... è stato travolto dall'auto di un animatore del villaggio, formalmente indagato per lesioni colpose gravissime anche se, secondo l'accusa "ha investito involontariamente la vittima" chiamando i soccorsi". Involontariamente! Ma certo Sonia Gioia!  E vorrei vedere che fosse stato volontariamente! Sarebbe tentato omicidio, non crede?