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sabato 9 febbraio 2013

Roberta Ragusa indagini

Dal blog: Cervelliamo
Attorno a mezzanotte, il marito di Roberta, ha detto di essere andato a dormire e di averla lasciata in cucina mentre preparava la lista della spesa per il giorno successivo.
Quando alle 6.45 del mattino è suonata la sveglia, si è accorto che la moglie non era neppure andata a letto accanto a lui.
Ha dato l'allarme solo alle 13.30 ma per tre giorni, anzichè far scattare un piano di ricerche, si è deciso di aspettare l'avvistamento di una donna in stato confusionale.
Roberta Ragusa non è stata cercata perchè il marito aveva raccontato ai carabinieri che alcuni giorni prima uno scatolone le era caduto in testa e le aveva provocato vuoti di memoria e momenti di assenza.
Qualunque siano le ipotesi dopo un anno di indagini a vuoto, quei tre giorni di attesa sono stati un ritardo enorme.
Se qualcosa si poteva fare per ritrovare Roberta Ragusa era proprio in quelle ore, ma non è stato l'unico buco nelle indagini.
La casa di Ragusa è stata perquisita e analizzata dai carabinieri del Ris solo il 29 febbraio, un mese e mezzo dopo la scomparsa.
Quando il Pm ha iscritto il marito sul registro degli indagati, ipotizzando l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere.
Nel frattempo infatti si era scoperto che lui da sette anni aveva una giovane amante, e che il giorno dopo i due amanti avevano distrutto i cellulari che usavano per chiamarsi.
Se qualcuno avesse voluto far sparire qualcosa di compromettente o cancellare tracce e indizi, aveva avuto a disposizione 45 giorni.
Il giallo della scomparsa di Roberta Ragusa è racchiuso dalla mezzanotte del 13 gennaio, alle 5.40 del mattino dopo, l'ora in cui un cacciatore si è fermato davanti alla casa e ha raccontato di non aver visto nessuno e di non aver visto luci accese.
Il dramma evidentemente si era già compiuto.
Da un anno ci sono domande senza risposta, solo ipotesi ma nessun indizio.

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Questo è il decimo post che dedico a questa sfortunata donna e penso ai suoi due figli, alle loro vite innocenti rovinate dalla mano malvagia ed assassina che non ha pensato al tremendo male che ne sarebbe loro derivato. Spero che tutto questo dolore, l'inevitabile incertezza, la distanza o la pietà che sentiranno nella gente intorno a loro, non corrompa anche le loro fragili animucce in formazione. Quali pensieri, quali dubbi affrontati o rimossi scuotono le loro coscienze, quali paure, quali timori? Da madre e da nonna me lo chiedo con dolorosa partecipazione.
Quanto all'inchiesta penso che un tempo non esisteva la prova del DNA ma ci si basava sul movente e sugli indizi che, se tanti e concordanti, avevano valore di prova.
La Giustizia deve fare del tutto per condannare l'assassino o gli assassini anche senza il cadavere. E' già successo: hanno condannato anche senza il ritrovamento del corpo della vittima.
Non si può andare oltre ogni pragmatica logica di fronte ad una sparizione nel nulla dalla propria abitazione in una gelida notte di gennaio così, senza nulla portato con sé: i fatti parlano da soli con il semplice buonsenso. Non si può dare il messaggio che basta far sparire il corpo e la si fa franca. Sarebbe devastante.
Hanno prove maggiori di quelle riportate nell'articolo sopra riprodotto, ma forse non sono sufficienti per gli inquirenti per un sicuro successo dibattimentale: anche se forse per un rinvio a giudizio sì. Il Procuratore chiederà, sembra, un prolungamento delle indagini per altri 6 mesi. 
Di certo hanno messo cimici ovunque per cogliere chi sa in fallo: ma altrettanto certo è che si tratta di gente fredda e controllata che sa di essere intercettata e in fallo, probabilmente, non ci cade.      



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