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giovedì 26 novembre 2015

Ezio Mauro lascia "La Repubblica", arriva Mario Calabresi

Da: Il Sole24Ore

Ezio Mauro, il grande «traghettatore»

Non era un compito facile, per Ezio Mauro, raccogliere quasi vent’anni fa l’eredità di Eugenio Scalfari. Scalfari è stato un grande fondatore, direttore e comproprietario di giornali: il settimanale «L’Espresso», lanciato nel ’55 insieme ad Arrigo Benedetti, cui subentrerà alla direzione nel ’63; e «la Repubblica», nata nel ’76 e diventata, nel giro di pochi anni, uno dei due più diffusi quotidiani italiani, in un serrato testa a testa con il «Corriere».

Ezio Mauro, invece, quando il 14 gennaio 1996 succedette a Scalfari aveva un passato di giornalista puro.

Di Ezio Mauro penso ogni bene, ha un unico difetto per me: essere amico di Adriano Sofri, che rappresenta un estremismo politico che ha generato odio e lutti.
Lui non si sente il responsabile morale della morte del Commissario Calabresi e questo, per me, ne fa una persona senza pentimenti che, dunque, ritiene giusto che si spari ad una persona disarmata in un agguato.
Lui può dire quello che vuole, ma le copie del giornale che dirigeva, "Lotta Continua", parlano storicamente per lui.
Non ritengo quindi che questo signore possa fare considerazioni morali di alcun genere e le sue dotte opinioni non mi interessano. Ezio Mauro, per amicizia, ospitava i suoi articoli di opinionista sul giornale di cui sarà Direttore fino a gennaio 2016.