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martedì 31 marzo 2015

Comica autocritica...

Da: Il Messaggero

Vicenza, famiglia in ospedale per la cioccolata della nonna: era scaduta da 25 anni

VICENZA - (G.Z.) Tre bambini e due adulti son dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso per un’intossicazione alimentare. La causa? Aver bevuto una cioccolata scaduta 25 anni fa. Ad averla preparata a due nipoti e ad un loro amico (tutti bimbi tra gli 8 e i 12 anni che erano andati a farle visita assieme al figlio) è stata la nonna.
L’anziana aveva voluto essere gentile si è ricordata di avere delle buste di cioccolata nella credenza, ha scaldato il latte, mescolato il cacao, e servito con biscotti. La sera, il primo ad accusare vomito e diarrea (tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso come riporta il Giornale di Vicenza) è stato l’amichetto, poi è toccato ai due figli, al loro papà ed anche alla stessa nonna. I sospetti son caduti sulla cioccolata che tutto il gruppetto aveva consumato.

Ed è stata la stessa nonna a fare la scoperta: le buste di cioccolata utilizzate scadevano nel 1990. A carico della donna è scattata una segnalazione alla procura.
Martedì 31 Marzo 2015,
Commenti

12:16:22, 2015-03-31
Me sa che era scaduta pure la nonna.......

11:54:13, 2015-03-31
della serie: qua nun se butta via gnente! complimenti comunque alla nonna per la memoria.

11:05:24, 2015-03-31
arsenico e vecchi merletti

O la nonna è completamente rimbambita o ha un senso estremo dell'economia!
Faccio una piccola autocritica: anche a me capita di consumare (ma solo in prima persona) cose appena scadute... Certo non scadute da tempo!!! Ma vengo criticata e presa in giro per questo dall'intera famiglia! Eppure non sono mai stata male né ho fatto mai star male di stomaco nessuno dei miei familiari, anche perché a loro non ammannisco mai cose scadute neppure da un giorno! 
In 50 anni di cucina a casa mia nessuno si è mai sentito male. Può capitare che uno stia male di stomaco per un'influenza o per una indisposizione... Ma allora si può vomitare anche la bieta lessata, come accadde a mia figlia ancora bambina, che da allora non può più vedere la bieta!
Mai comperare cose pre-preparate fresche! Una sola volta acquistai, in un piccolo supermercato che avevo sotto casa, degli involtini di pollo al banco della carne: mio marito li vomitò tutti! Da allora compero carne non elaborata o pre-preparata.
Mi è capitato invece di vomitare del pesce, evidentemente mal conservato nel congelatore, cucinato da una insistente conoscente che ci aveva invitato a cena. Come mi è capitato di star male e di passare la notte a vomitare per aver mangiato dei dolci cucinati e regalatimi da un'altra conoscente.
Consiglio: evitate di mangiare cose cucinate da altri che insistono per farvele assaggiare.
Personalmente non ho di queste voglie di far ingerire agli altri cose cucinate da me, della serie: "Assaggia questo, senti come è buono!"
Ma dato che c'è gente che gira col piattino suonando anche alla porta del vicino per far "assaggiare" qualcosa di imperdibile, quando ero più giovane ed accondiscendente verso i ghiribizzi del prossimo, per contraccambiare, una volta lo feci anch'io: avevo preparato una buona crostata di ricotta con pezzi di cioccolato e ne tolsi un bel pezzo ai miei figli per farne dono alla figlia di una vicina a cui, sua madre, affermava piacesse molto.
Questa vicina era una di quelle che girava "con il piattino per l'assaggio" e quindi mi vidi costretta a contraccambiare. Risultato, il suo stolido marito, preso il piatto con la crostata, la fece cadere a terra, la raccolse e la portò così, sporca di terra, a sua moglie!!
Altro consiglio: non sprecatevi per gli altri, non ne vale la pena! 
Sempre quando ero più giovane ed accondiscendente cedetti nell'accettare un piatto di funghi cucinati da un tipo che si diceva conoscitore e quindi raccoglitore di funghi. Era questi l'ennesimo maturo "fidanzato" di una allora amica e vicina di casa. Per pura cortesia li accettai mentre mio marito, molto meno diplomatico, disse a chiari termini che lui non li avrebbe mangiati mai perché diffidava di tutti i funghi, a meno che non fossero passati prima all'esame del micologo. Il sedicente conoscitore provò a convincerlo che erano sicuri, che lui se ne intendeva, ma di fronte alla ferma presa di posizione di mio marito sorrise con una certa sufficienza considerandolo un povero fobico evidentemente! 
Non ricordo se li gettai messa in dubbio dal mio coniuge, o se temerariamente li mangiai: se li mangiai, però, debbo dire che mi andò bene, perché poco tempo dopo la mia sconsiderata amica-vicina finì in ospedale, insieme al suo innocente bambino e ad alcuni amici
che aveva invitato a cena cucinando funghi raccolti dall'"esperto". La notizia finì anche sui giornali.   

lunedì 30 marzo 2015

Auguri pasquali un po' mesti


Auguri di Buona Pasqua a tutti coloro che entrano in questo blog

Anche se non è una Pasqua molto felice, perché
non riesco a non pensare ai morti assassinati dal pilota tedesco, ai genitori che attendevano felici i loro ragazzi pregustando i loro racconti dell'esperienza spagnola che non ascolteranno mai più...
e a tutti gli altri che soffrono per aver perso i propri cari in un modo così assurdo e atroce;
non riesco a non pensare a chi è stato ucciso a tradimento, senza senso, mentre ammirava dei mosaici in un Museo e a tutto pensava meno che alla morte...
Sono tempi tristi ma dobbiamo trovare lo stesso da soli un po' di serenità, anche se il pensiero di tanta gente che soffre, oppressa dai conflitti, privata della possibilità di vivere una vita appena decente, ci addolora.
Dobbiamo trovare in noi stessi la serenità che le notizie quotidiane di italiani corrotti, ladri, bulimici di danaro, ci tolgono, avvilendoci e rattristandoci, perché non si vede la fine del degrado della nostra bella Italia.
 

domenica 29 marzo 2015

La Cassazione non stabilisce l'Innocenza bensì controlla il Diritto

Al solito al popolo ignorante, in quanto ignora perché non può conoscere i particolari del tutto, la TV e i giornali ammanniscono la realtà con parole che la travisano.
E' un proclamare ovunque "l'innocenza", sancita dalla Cassazione, della statunitense Amanda Knox e del suo ex-fidanzato Raffaele Sollecito.

Chiariamo che per stabilire nel Processo Penale se una persona è colpevole del delitto ascrittogli o è innocente ci sono solo 2 Gradi di Giudizio: la Corte d'Assise e, se la sentenza non piace, si può ricorrere alla Corte d'Appello.
La Cassazione NON PUO' STABILIRE SE UNA PERSONA E' INNOCENTE O COLPEVOLE, può soltanto controllare che il processo sia stato svolto secondo le regole del Diritto. Nient'altro!! 

Da: Wikipedia

Non giudica sul fatto ma sul diritto: è giudice di legittimità. Ciò significa che non può occuparsi di riesaminare le prove, bensì può solo verificare che sia stata applicata correttamente la legge e che il processo nei gradi precedenti si sia svolto secondo le regole (vale a dire che sia stata correttamente applicata la legge processuale, anche in relazione alla formazione e valutazione della prova, oltre che quella del merito della causa).

Dunque tutto questo urlacchiare nei Telegiornali che i due "sono innocenti" è inesatto: la Corte di Cassazione ha trovato soltanto che "in relazione alla formazione e valutazione della prova" è stato fatto qualche errore. Si saprà meglio quando si leggerà la sentenza ma, data l'abilità dell'Avv. Bongiorno, che ha saputo far assolvere persino Giulio Andreotti, c'è da supporre che è lì l'appiglio.
Più volte, nelle interviste, l'Avv. Bongiorno aveva accennato al DNA di Raffaele Sollecito trovato sul gancetto del reggiseno della povera Meredith... E' lì che, grazie alla sua abilità, ha lavorato smontando quella prova perché acquisita non con tutte le precise modalità inattaccabili che in punta di diritto ci volevano.

Quello che mi fa riflettere, però, è un'osservazione di mio marito: la Cassazione annulla un Processo se trova una irregolarità e, se lo ritiene opportuno, rinvia ad altro Processo, come è già accaduto per questi due imputati, ma non assolve nessuno, perché non può farlo, non ne ha facoltà né questo è il suo compito.

Dunque? Dunque l'assoluzione e l'innocenza sono espressioni errate chiunque le usi, ciò nonostante lo fanno: avvocati, giornalisti e persino su  Wikipedia, alla voce "Giulia Bongiorno", si legge:

Nel 2008 ha assunto la difesa di Raffaele Sollecito, uno degli indagati per l'omicidio di Meredith Kercher, noto come delitto di Perugia dove l'imputato è stato condannato a 25 anni di reclusione in primo grado[9], poi assolto per non aver commesso il fatto il 3 ottobre 2011 in secondo grado[10]. Condannato di nuovo a 25 anni il 30 gennaio 2014, poi assolto in Cassazione il 27 Marzo 2015.
Certo la magistratura italiana non fa una bella figura in questa come in altre sciagurate storie.

Giulia Bongiorno con il suo assistito Giulio Andreotti

Uso del mio blog su sito con immagini oscene

Con grande sconcerto ho scoperto casualmente, facendo una ricerca tramite Google inserendo il mio nome e "blog di beppe grillo", un link che usa il mio nome e quello del mio blog rinviando ad un sito in cui compaiono delle immagini oscene che nulla hanno a che fare né con me né con il mio blog.
Ho inviato immediata segnalazione alla Polizia di Stato tramite il sito Commissariato on-line di cui ho già avuto riscontro scritto.
Domani mi recherò, come viene richiesto dopo la segnalazione, presso il più vicino Commissariato per formalizzare la segnalazione con una denuncia da me firmata.
Purtroppo so che il WEB può creare di questi problemi ma so anche che per fortuna abbiamo una difesa: la denuncia. 

sabato 28 marzo 2015

Pazzia ma anche malvagità

Da: Il Sole 24 Ore 
28 marzo 2015

L’ex fidanzata di Lubitz: «Andreas mi disse: un giorno tutti sapranno il mio nome»

Blog di Beppe Grillo: che tristezza!

Dal Blog di Beppe Grillo:

Ma perchè dobbiamo alzare i toni dei commenti insultando e categorizzando le diverse opinioni rispetto a questo post di Beppe? Ho visto tanti commenti rispettosi ma altrettanti pieni di insulti verso chi la pensa diversamente. Smettiamola con questa pratica del "so tutto io tu sei un ignorante", siamo tutti sulla stessa barca; esprimiamo le nostre idee, critichiamo quelle degli altri ma con delle argomentazioni valide e non con insulti da bar.
Questo dovrebbe essere lo spirito 5 Stelle!
Alessandro B. 28.03.15 09:43| 
Il paragone purtroppo è calzante. Beppe ha fatto solo un errore tecnico: per poter utilizzare un dramma in chiave satirica è necessario che passi un po' di tempo, la gente ha bisogno che la tragedia sia abbastanza lontana temporalmente per potersi permettere di sorridere e riflettere. Per me c'è solo un errore coi tempi, ma non malevolenza o insensibilità verso le vittime del dramma stesso. Ugualmente condivido chi addita quelle persone che si scandalizzano per questo tipo di battute, ma rimangono inerti rispetto ad altri drammi, di povertà e corruzione, drammi veri e non battute di spirito. Si guarda sempre il dito, per non guardare la luna. Forza Beppe, forza movimento!!
Angelo Siciliano 28.03.15 09:31| 



Da tempo i commenti sotto i post del blog di Beppe Grillo erano diminuiti in numero grandemente: basta andare a riprendere quelli di molto tempo fa e quelli degli ultimi mesi e si vedrà la differenza. Prima superavano i 1000 commenti spesso e volentieri, poi ultimamente erano scemati a qualche centinaio. Sotto il triste post in cui Grillo o chi per lui usano la metafora di una immane e fresca tragedia per dare addosso all'attuale Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, i commenti sono risaliti a 900 e più.
Molti sono di buonsenso, come quello che pubblico qui per primo di Alessandro B., ma moltissimi, come rileva Alessandro, sono pieni di bile e di odio, di scherno e di inaudita volgarità contro chi, civilmente, si è permesso di criticare un simile accostamento senza sensibilità.
Questo rende tristi giacché dimostra che coloro che pure simpatizzano per il Movimento 5 Stelle sono tollerati solo se danno sempre ragione al Capo. Insomma, al solito, i servi sono più zelanti e bavosi del Capo stesso. Non ammettono critiche né confronto, insultano insinuando che si sia del PD oppure dei troll. Insomma mania di persecuzione bella e buona. Questa gente, che spesso non si firma con il proprio nome e cognome, in gran parte è come quei cagnolini piccoli brutti e aggressivi che ti abbaiano contro per poi andare a nascondersi di corsa appena gli fai "BUH!"
Il clima, comunque, non invoglia a seguire più questo blog, neppure gente come me che li ha votati. Ho votato Carla Ruocco, e non posso lamentarmene, ho votato la senatrice di Torre Maura e, pur avendo uno stile diverso da Carla, si dà da fare con cuore ed una certa irruenza, ho votato, purtroppo, Barillari alla Regione Lazio, che ha disatteso totalmente quello che aveva proclamato all'incontro con noi possibili elettori a Grottaferrata. Se ne è fregato altamente dei temi comuni della gente di due territori del Lazio che gli avevo segnalato, dimostrando così di non essere affatto diverso da certi Consiglieri Regionali di Italia dei Valori (oggi tornati socialisti dopo la fine che ha fatto il Movimento-Partito).
Se Beppe Grillo e quelli che gestiscono il suo blog non vogliono il voto della gente come me per me va benissimo. Avevo dato loro il voto perché il marciume ed il pantano erano tali che l'unica scelta era strappare di nuovo la tessera elettorale.
Matteo Renzi ha portato aria nuova dentro un partito che io ho votato qualche volta in passato, non ricordo all'epoca come si chiamasse, perché di nomi ne ha cambiati tanti dopo la fine del PCI. Ma in passato ho votato anche per il Partito Repubblicano, prima che si estinguesse anch'esso in mille indecisioni... Poi mi sono stufata di aspettare che qualcuno cambiasse le cose e dopo Monti e il cauto Letta ho sperato e spero in questo giovane Matteo Renzi, tanto odiato da Beppe Grillo e da quelli che, probabilmente, saranno gli unici che gli resteranno. Quelli che danno del "mongoloide" a chi "non ha capito" il profondo significato del post!! Credo che basti l'epiteto e la mancanza di rispetto per chi si è trovato in sorte un figlio con la trisomia 21 per capire chi sono i fedelissimi di Grillo.
Da quello che scrivono sembra che tutti i mali della disoccupazione sono nati ora, nell'ultimo anno! Gente che dimentica la Storia recente, ma anche quella passata.. Io che ho avuto la fortuna di vivere 68 anni e di compierli ne ho visti di periodi in cui non si trovava lavoro... So cosa vuol dire il gelo nel cuore quando si cerca e non c'è...
In Italia c'è stato un solo momento d'oro per il lavoro, ed è stato dall'anno del mio diploma di maturità: il 1965. In quegli anni si trovava lavoro semplicemente rispondendo agli annunci sui quotidiani... Poi, a poco a poco, è iniziato lo svilimento del merito... Negli anni '70 un Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche veniva pagato quanto un bigliettaio dell'ATAC, non è un battuta alla Grillo, è la realtà del confronto fra due buste paga; frutto di una demagogia di sinistra che, follemente, non riteneva di dover riconoscere che per svolgere certi lavori servivano anni ed anni di studio e preparazione per costruire competenze che, senza offesa, un bigliettaio dell'autobus poteva risparmiarsi.
E dunque questa gente che sbava di odio sul blog di Grillo non mi piace, non abbiamo nulla in comune, giacché ho vissuto le difficoltà economiche e altro senza odiare nessuno. Provo disprezzo, e l'ho scritto più volte, nei confronti dei corrotti che impediscono nei Pubblici Concorsi ai meritevoli di determinare il loro destino. Questi "grillini" avvelenati pensano di essere solo loro a soffrire o ad aver sofferto questa società corrotta, ad averne pagato le conseguenze, ed arrivano a giustificare l'uso di una immane tragedia, del cui dolore si chiede il rispetto, con i morti suicidi per disoccupazione, accusando chi richiama Grillo alla sensibilità e al senso dell'opportunità di fregarsene di quest'ultimi: pura follia! Indignarsi per l'ennesima uscita fuori luogo di Grillo non esclude che la gente non si indigni per le ruberie, la corruzione e tutto il resto. Proprio per questo il Movimento 5 Stelle ha preso 8.600.000 voti!
Ma, a questo punto, non so se li prenderà più.

Ed ora segnalo una penosa, tardiva censura fatta ad un mio commento di discussione sotto il commento di una donna:
Sotto riporto il commento della signora Maria Rizescu, più sotto ci sono quelli di discussione, 
dal primo più in basso e via via sopra i successivi. Ebbene il mio è scomparso, eppure 
era stato pubblicato tanto è vero che Adriano G. di Ascoli Piceno mi diceva di "stare
zitta" (non si può dire che costui la pensi come Voltaire), ed io civilmente gli chiedo
poi "Perché?". Ora sul blog compare curiosamente la situazione sottostante in cui 
Adriano G. dice ad una rita "non si sa chi" di stare zitta, ma è sparito quello che lei
aveva scritto e che  Adriano G. non ha gradito:  

A CHI ATTACCA GRILLO IO DICO: TACETE. Usare un linguaggio metaforico con lo scopo di rendere
il discorso veritiero non significa non aver ragione. Grillo ha questa caratteristica nel sangue, cioé, 
di usare metafore ed iperbole e noi l'abbiamo conosciuto sempre cosi. Ma da qui ad accusarlo di 
mancata sensibilità per le vittime della tragedia aerea, proprio lui che è anche un padre, 
io non ci sto. Il suo concetto non era fuori luogo ma probabilmente un po fuori tempo. 
A quelli che si sono indignati, io elenco gli imprenditori suicidatisi da gen. 2012 fino ad aprile
 dello stesso anno, in pieno regime montiano. Indignatevi anche per loro, io ho raccolto e fatto
 l'elenco di tutti loro negli anni. Non voglio mai mai dimenticare. .Ed anche a questo che si riferiva Grillo.
02/01/2012: Bari: 74 anni, pensionato si getta dal balcone. Inps chiedeva rimborso.
09/01/2012: Bari: 64 e 69 anni, pensionati si suicidano in coppia.
12/01/2012: Arzachena: 39 anni commerciante tenta di asfissiarsi, viene salvato.
22/02/2012: Trento: 44 anni per i troppi debiti si getta sotto ad un treno. E' salvo.
25/02/2012: San Remo: 47 anni, elettricista si spara.
26/02/2012: Firenze: 65 anni, imprenditore si impicca.
02/03/2012: Ragusa: commerciante tenta di darsi fuoco.
02/03/2012: Pordenone: 46 anni, magazziniere si suicida.
9/03/2012: Genova: 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente.
9/03/2012: Taranto: 60 anni, commerciante trovato impiccato.
10/03/2012: Torino: 59 anni, muratore si da fuoco.
14/03/2012: Trieste: 40 anni, appena disoccupato si da fuoco.
15/03/2012: Lucca: 37 anni, infermiera ingerisce acido.
21/03/2012: Lecce: 29 anni, artigiano si impicca.
21/03/2012: Cosenza: 47 anni, disoccupato si spara.
23/03/2012: Pescara: 44 anni, imprenditore si impicca.
27/03/2012: Trani: 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.
28/03/2012: Bologna: 58 anni, si da fuoco davanti all'Agenzia delle entrate.
29/03/2012: Verona: 27 anni, operaio si da fuoco.
01/04/2012: Sond
maria rizescu 27.03.15 20:58| 
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Perché?
Rita Coltellese 28.03.15 11:28 |

rita stai zitta va.
Adriano G., Ascoli Piceno Commentatore certificato 27.03.15 22:22 |
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Mi dispiace per il censore del blog di Grillo, ma quello
che avevo scritto è nella e-mail che mi ha consentito 
di inserirlo, e qui lo pubblico:

"Ma cosa c'entra Renzi con il 2012 che, come ricorda 
lei stessa, vedeva al governo il "salvatore della Patria", 
messo lì da Napolitano,  Mario Monti?
L'uso che ha fatto Grillo o chi per lui della terribile 
tragedia dell'aereo, portato da un folle a schiantarsi 
contro la montagna, non è accettabile a nessun livello: 
esiste la decenza, il rispetto e il senso del limite. 
Il dolore per le innocenti vittime di questo 
orribile genocidio non esclude, e non ha senso 
il paragone, il dolore per chi si suicida per questioni
economiche o per chi muore sui luoghi di lavoro. 
Non esiste un dolore che escluda un altro."

E con questo ho concluso il mio lasco rapporto con 
il blog di Beppe Grillo. Auguri e buon proseguimento!

Ingiustizia è fatta!



Da: Il Sole 24 Ore

Omicidio Meredith, condanne annullate. Assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Secondo il collegio, presieduto da Gennaro Marasca, gli imputati non hanno commesso il fatto. I due erano stati condannati in appello a 25 anni di reclusione il primo e a 28 anni e sei mesi la seconda. Amanda è stata condannata a tre anni per calunnia, pena già scontata. 

Giustizia incomprensibile, giustizia zoppa: in galera rimane Rudy Guede con una sentenza che dice "che ha commesso il delitto insieme ad altri". Tutti questi giudici non dicono chi sono questi "altri".

Da Leggo. it
di Isabella Pascucci
ROMA - Il criminologo Vincenzo Maria Mastronardi, autore del volume Meredith. Luci e ombre a Perugia e del fascicolo aggiornato Meredith. Le ultime verità dagli atti del processo (Armando Editore), scritto con il giornalista Giuseppe Castellini, parla del caso Meredith anche alla luce della decisione della Corte di Cassazione che ha disposto l'annullamento della sentenza d'appello, con cui Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano stati assolti. Qual è la fisionomia di questo studio, dedicato ad un caso giudiziario che ha fatto versare fiumi di inchiostro?
«Con Mieluzzi fummo incaricati della consulenza tecnica per conto di Rudy Guede, così da esaminare se la fuga in Germania poteva costituire implicitamente ambizione di colpevolezza. Così, abbiamo esaminato il soggetto e abbiamo rilevato una struttura borderline di personalità, pronta a tremare per un nonnulla, come lo stesso Guede ha manifestato in tribunale: “Mi sento veramente colpevole e neanche Dio potrà togliermi questa colpa. Perché mi sono intimorito, ma se fossi rimasto ancora un po’ lì, avrei salvato Meredith. Sono stato io a tamponare tutte le ferite di quella povera ragazza che stava per morire, e quando l’ho lasciata era ancora viva”. Ecco, questo libro riflette la verità di Rudy che è la verità dei fatti accaduti quella notte». 
La Cassazione ha rigettato la sentenza del secondo grado di giudizio. Cosa accadrà adesso?«Mentre prima si sperava che Rudy Guede chiarisse meglio la situazione, adesso potrebbe essere finalmente chiamato a testimoniare nel processo contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito per puntualizzare la verità. Perché Guede, come è stato detto da più fonti, è l’unico testimone che possa dire come sono andate effettivamente le cose. Inoltre, a suo carico, si potrebbe ipotizzare un nuovo reato e, pertanto, ridimensionarne la pena». 
L’appendice pubblicata di recente racconta nei dettagli proprio la notte dell’omicidio, così come è stata raccontata da Guede, anche per mezzo di immagini. «Esattamente: i bozzetti presenti nel libro rappresentano un addendum realizzato sulla base della testimonianza del giornalista Giuseppe Castellini, direttore del Giornale dell'Umbria, che ha seguito il caso come cronista. Guede racconta che mentre stava facendo petting con Meredith in camera sua – motivo per cui sul corpo della vittima è stato trovato il Dna di Rudy – i due ragazzi si sono ricomposti e hanno iniziato a parlare. Meredith gli parlò del furto dei 300 euro, accusando Amanda di fumare, di portare strane persone in casa e di essere la sola a non pulire l’appartamento». 
Dunque una Meredith indispettita nei confronti della coinquilina. «Sì, al punto che Guede dice di aver abbassato un po’ i toni e di averla confortata. Dopodiché dice di essere corso in bagno: aveva mangiato un kebab e, mentre è in bagno, si mette le cuffiette come faceva di solito. E allora, sente qualcuno bussare alla porta. È Amanda e bussa non perché non abbia le chiavi ma perché la serratura di casa aveva un difetto e, quindi, perché restasse chiusa, era necessario che fosse serrata dall’interno. Si tratta di piccoli dettagli, ma è utile conoscerli per entrare nella storia con il microscopio e comprendere meglio la criminodinamica. Insomma, Meredith aveva dimenticato la chiave nella toppa, impedendo agli altri di entrare con la propria chiave dall’esterno». 
Che cosa colpì Rudy, in quel momento?«Rudy sente bussare alla porta, ascolta la voce di Amanda parlare in inglese con Meredith e questa intimarle “Dobbiamo parlare”. Ma a questo punto Rudy si rimette le cuffie, capendo che le ragazze avevano da parlare di fatti propri. Ascolta due brani e mezzo, della durata totale di 9 minuti». 
Un dettaglio importante?«Sì. Vuol dire che l’omicidio è avvenuto in 9 quei minuti». 
Nel libro viene sottolineato ed indagato da una nuova prospettiva anche il particolare dell’urlo. «Esattamente: ad un certo punto Rudy dice di aver udito urlare, ma un urlo veramente disumano. Lo stesso avvertito dalla signora che era nelle vicinanze dell’abitazione e che testimonierà. Ma i medici legali sanno bene che nessuno può urlare quando gli si taglia la gola. E quello che non è mai emerso a sufficienza è che Meredith era esperta di difesa personale e praticava il karatè. Quindi quello udito da Guede era l’urlo dell’aikido, che si emette quando una persona viene minacciata. È un urlo di difesa e di attacco». 
Un omicidio che nasce da una lite, senza alcuna premeditazione da parte di Amanda?«Lo escludo: è solo una prova della banalità del male. In questo caso, le circostanze hanno portato al superamento della soglia di tolleranza. Nel momento della lite tra Meredith ed Amanda, tra aggressioni verbali per i famosi soldi che Amanda avrebbe sottratto alla ragazza inglese, spintoni e la tensione che sale. Del resto, ritengo che anche l’omicidio di Avetrana derivi da un fatto banale, sfuggito di mano, senza alcuna premeditazione». 
Quindi, cosa accadde tra Meredith ed Amanda?«Come spieghiamo nel libro e come testimoniato da Rudy, Meredith in quel frangente era molto arrabbiata. Un attimo dopo, arriva Amanda, tutta fatta di canne, come deduco dagli atti di causa. In questo frangente la soglia di tolleranza di Amanda era bassissima, per cui è bastato poco, una spinta, un urlo di difesa-offesa, perché Meredith venisse immobilizzata: la situazione è sfuggita di mano». 
Immobilizzata. Ecco il terzo uomo?«Sì, Raffaele Sollecito era al fianco di Amanda, sebbene Rudy non l’avesse sentito entrare. Perché quando Rudy sente questo urlo disumano, esce dal bagno senza neanche tirare la catena, ma non vede Amanda, come se questa fosse scappata via, come se non fosse più all’interno dell’appartamento. Si avvia verso la stanza di Meredith e vede un tizio di spalle, con la mano sinistra tocca la spalla destra di questo soggetto che non ha mai visto prima. Solo in seguito riconoscerà quel ragazzo come Raffaele Sollecito. E Sollecito, strafatto anche lui, e brandendo un coltello – sempre secondo la testimonianza di Rudy - si volta e gli dice: “Negro trovato, negro accusato!”». 
L’uomo di colore è al centro anche dell’accusa infondata di Amanda. Perché?«Rudy è certo di aver udito i passi di due persone, sulla ghiaia del giardino, quando Sollecito corre via e si allontana con la ragazza E sente Sollecito dire alla persona che è con lui: “C’era un negro dentro”. Ecco perché Amanda accusa Lumumba; perché quando Amanda sente la parola “negro” e non avendo visto Rudy in faccia, pensa immediatamente all’uomo di colore che lavora nel pub e lo accusa». 
E Rudy resta solo: è il momento della verità?«Già: Rudy torna in camera e vede Meredith a terra, sanguinante e boccheggiante, tanto che prova a tamponare come meglio può il sangue. Ecco perché la scientifica ha rilevato le impronte di Rudy sulla scena del crimine. E proprio in quel momento, Guede realizza che possano accusarlo che quando è accaduto può essere attribuito a lui. Quindi, preso dal panico, lascia tutto e scappa. Già un soggetto con una psiche normale, rimarrebbe annichilito di fronte ad un evento del genere. figuriamoci una persona, come Guede, non affetta da sindrome, ma con una struttura borderline, al limite della psicosi». 
Però nel libro si parla anche di un clamoroso depistaggio. «Sì, un camuffamento della scena del crimine: Guede dice di aver lasciato Meredith vestita. Invece, il cadavere viene ritrovato parzialmente denudato. Quindi, a questo punto, qualcuno è ritornato e ha strutturato una messa in scena, spogliando Meredith e imbastendo la falsa effrazione. Nella stanza accanto a quella di Meredith, un vetro viene rotto con una grossa pietra di 3,8 chili. L’ipotesi è che siano entrati dei malviventi: ma lo spazio era piccolissimo e la pietra non poteva entrare, mirando da sette metri di distanza dal basso». 
Una finzione?«Sì, perché il vetro viene rotto dall’interno, non dall’esterno: è solo per simulare un furto finito male. Se fosse stato rotto dall’esterno, la maggior parte dei vetri rotti sarebbero rimasti all’interno della stanza e non all’esterno. Inoltre, i frammenti di vetro erano sopra e non sotto i vestiti che vengono tirati fuori dall’armadio, per simulare che si sia rovistato alla ricerca di oggetti preziosi o di denaro». 
E poi, il dettaglio del piumone. Criminologicamente, ne date una lettura molto precisa. «Chi copre un corpo? Una madre quando uccide il figlio o il coniuge, un parente o un amico, insomma qualcuno che ha avuto familiarità con quel corpo e con quell’individuo quando era in vita. Se fossero stati dei balordi, avrebbero ucciso e se ne sarebbero andati, senza preoccuparsi di coprire il cadavere. Copre il corpo chi ha una necessità profonda di non guardarlo». 

Questa la situazione dopo l'annullamento dell'assoluzione nel Primo Appello. Ora hanno respinto in Cassazione anche la sentenza del Secondo Appello in cui, invece, erano stati condannati.
I fatti sono quelli illustrati nell'articolo di Leggo.it.
Come minimo si può legittimamente dire che è una giustizia in confusione e che hanno vinto i tecnicismi degli avvocati ma ha perso la Verità. Infatti che interesse poteva avere Guede a simulare l'effrazione visto che nulla lo legava a quel luogo essendoci capitato solo quella sera?
Solo chi abitava in quel luogo poteva avere interesse a dimostrare che c'era stata una intrusione esterna per distogliere ogni sospetto da se.

venerdì 27 marzo 2015

Chi sbaglia paga: ma che paghino tutti!!!

Da: Il Sole 24 Ore

Caso Aldrovandi, Corte Conti: agenti risarciscano 560mila euro a Viminale

La Corte dei Conti ha deciso che gli agenti condannati per il caso Aldrovandi devono risarcire con oltre 560mila euro il ministero dell'Interno, che pagò i danni alla famiglia. Enzo Pontani e Luca Pollastri devono versare ciascuno 224.512 euro, Paolo Forlani e Monica Segatto, 56.128 euro.  La Procura aveva chiesto 1,8 milioni.
La decisione è della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per l'Emilia Romagna, nel collegio composto dal presidente Luigi Di Murro, dal consigliere Francesco Pagliara e dal consigliere relatore Massimo Chirieleison. I quattro poliziotti, condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi - la sentenza della Cassazione è del giugno 2012 - per eccesso colposo nell'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, 18enne morto a Ferrara il 25 settembre 2005 in un controllo di polizia, erano stati citati in giudizio dalla Procura contabile.
I Pm contestavano ai quattro un danno patrimoniale per 467.733 euro ciascuno e l'udienza si era tenuta il 28 gennaio. I giudici hanno anche disposto che il sequestro conservativo, autorizzato dal presidente della sezione a suo tempo, si converta in pignoramento per le somme che Pontani, Pollastri, Forlani e Segatto dovranno risarcire.

Il 27 giugno 2012 su questo blog ho scritto un post sul triste caso di Federico Aldrovandi dal titolo "Nemmeno ai cani...".
Il paragone con i cani era perché ho vissuto in prima persona la cattura di due molossi, la cui razza è inserita nel decreto Sirchia, da parte dei Carabinieri della Stazione di Rocca Priora per consentirmi di rientrare in casa incolume dopo una giornata di lavoro. Per chi volesse i particolari può rileggersi il post. Mi ha colpito la cautela che hanno avuto i Carabinieri nell'attuare una precisa procedura per neutralizzare i due animali fuggiti dall'abitazione di un mio vicino: peraltro un poliziotto.
Dunque la stessa cautela dovevano e potevano attuarla anche i poliziotti intervenuti per fermare un agitatissimo Federico Aldrovandi. La cosa si è ripetuta recentemente con l'ex-calciatore fiorentino cocainomane. Anche a questo caso ho dedicato un post il 15 novembre 2014 dal titolo "Polizia, Carabinieri e i drogati".
Bisogna ragionare senza partigianerie altrimenti quello che si pensa, si dice o si scrive non ha alcun valore, se non un'esternazione di pancia.
Dunque, nonostante il mio vicino proprietario di cani tanto fastidiosi fosse un poliziotto (mi avevano già aggredito una prima volta all'uscita per andare al lavoro), non ce l'ho con i poliziotti, perché fra loro, come in ogni mestiere, c'è di tutto.
Fanno un mestiere difficile e possono sbagliare. Come tutti. Ma loro, al di là del fatto che sono uomini e donne, per me sono una irrinunciabile Istituzione in una Società in cui gli onesti ed i corretti sono indifesi. 
Questi 4 del caso Aldrovandi sono stati condannati per non aver saputo capire che il ragazzo andava lasciato sfogarsi e attendere l'ambulanza. Il caso dell'ex-calciatore è in atto, ma sicuramente l'errore c'è stato come al solito nella procedura di immobilizzazione di un soggetto sotto l'effetto di droghe che, oltre al cervello, alterano la pressione sanguigna e il respiro. L'ambulanza in questo caso c'era, ma sembra senza medico a bordo: anche gli infermieri sono stati messi sotto accusa. Attendiamo l'esito, ma bisogna stare attenti a questo eccessivo giustizialismo contro le Forze dell'ordine ed il personale sanitario. Debbono mettere in atto delle cautele, senz'altro, soprattutto, a questo punto, per preservare se stessi.
Detto questo va benissimo che il risarcimento pagato, anche con le mie tasse, alla famiglia Aldrovandi vada in capo a chi ha sbagliato, ma vorrei, e lo auspico fortemente, che questo avvenisse sempre e non solo per alcune categorie di lavoratori dello Stato che creano un danno erariale. Mi riferisco, ad esempio, a quello che ho scritto il 15 gennaio 2015 nel post intitolato "La Responsabilità in Italia". 
Siccome non mi sembra che si sia altrettanto severi con pubblici amministratori, ad esempio, che sperperano il nostro denaro in opere lasciate incompiute dopo esborsi erariali abnormi, sarebbe il caso di condannarli al risarcimento, oltre a cambiare, come ho scritto più volte, la Legge sugli Appalti Pubblici che, così come è adesso, come ho già scritto, costituisce un assegno in bianco che lo Stato firma a chi riesce ad aggiudicarsi l'appalto di turno. 

giovedì 26 marzo 2015

Le Regole rigide servono a garantirci

Da: La Stampa

“Porte blindate e codici per i piloti. Ma le procedure vengono violate”

di LUIGI GRASSIA
Un comandante: temo sia stato un atto intenzionale
«Ci sono delle procedure su come il pilota, in fase di volo, esce dalla cabina e ne rientra. Ma non vengono seguite con rigore. E ho paura che questa volta non siano state seguite affatto. E questo non basta. Temo che il pilota rimasto dentro abbia fatto una cosa brutta, in modo intenzionale». A parlare è un comandante pilota che si dice sconvolto e angosciato per quello che (secondo le ultime indiscrezioni) è successo sull’aereo Germanwings. Il pilota vuol restare anonimo perché rivela dettagli spiacevoli. 
Cominciamo dalla procedura di uscita dalla cabina. In che circostanze un pilota può lasciare i comandi?  
«In teoria non può lasciarli mai. Per tutto il volo i piloti deve stare in cabina con la porta blindata chiusa, in modo che nessuno, in ipotesi un terrorista o un pazzo, possa entrare. All’atto pratico, uno dei piloti può assentarsi per andare al bagno. In questo caso deve avvertire un assistente di volo, che entra in cabina e prende il suo posto, in modo che all’interno non rimanga mai una sola persona. Questo per il caso che il pilota che resta ai comandi si senta male». 

Però sembra che la scatola nera con le voci in cabina non abbia registrato la voce di una hostess o di uno steward all’interno.  
«Infatti, spesso non si fa entrare l’assistente di volo in sostituzione del pilota assente. Si fa questo ragionamento: perché distogliere una hostess dal servizio ai passeggeri? Le regole dopo un po’ diventano lasche». 

Poi come rientra l’altro pilota?  
«Deve farsi riconoscere e digitare un codice. Alcune compagnie, non tutte, hanno anche una telecamera esterna per riconoscere chi chiede di entrare». 

Il codice sblocca la porta blindata?  
«Sì, ma dall’interno possono intervenire per impedire l’apertura». 

E in questo caso?  
«Esiste un secondo codice di accesso che sblocca comunque la porta blindata entro 30 secondi. Ma anche dopo che è stato digitato questo secondo codice, chi si trova all’interno può intervenire prima dei 30 secondi e impedire l’apertura. Questo perché chi vuole entrare potrebbe essere costretto dalla minaccia delle armi». 

Ma se la porta blindata non si è aperta vuol dire che il pilota all’interno ha impedito intenzionalmente che si aprisse?  
«È l’unica spiegazione logica che mi viene in mente. Non sarebbe bastato che il pilota all’interno stesse male. Temo che chi era chiuso dentro abbia fatto qualcosa di brutto. Dentro la cabina c’era solo lui, oppure c’era anche una hostess ma visto che non parlava a quel punto era già morta. E se la porta non si è sbloccata né col primo né col secondo codice, vuol dire che il pilota all’interno ha intenzionalmente impedito che si aprisse. Mi addolora arrivare a questa conclusione. Ma al momento, sulla base delle informazioni ancora incomplete che abbiamo, non riesco a pensare ad altro». 



Le regole servono a garantirci tutti: sempre.
E' noioso applicarle finché va tutto bene, ma quell'unica volta in cui l'applicarle ci salva la vita si capisce perché sono state create.
Sono state create per quell'unica volta.
In questo tremendo caso in cui siamo tutti colpiti e non soltanto, come detto da qualcuno, i tedeschi, gli spagnoli e i francesi, perché siamo tutti umani e in quei ragazzi liceali, così crudelmente stroncati, vediamo i nostri ragazzi, per non parlare dei due neonati e di tutti gli altri, il comandante pilota non doveva rimanere solo in cabina di pilotaggio. 
Questo utile articolo de La Stampa risponde a molte delle domande che io mi sono posta: se c'erano delle rigide procedure da rispettare nell'alzarsi per andare in bagno, cosa plausibile, da parte di uno dei piloti; se c'erano delle possibilità di riaccedere in cabina, in caso di blocco della porta di accesso... Dunque ci sono. Hanno previsto tutto. Mi sembrava assurdo che per difendersi dai pirati del volo avessero pensato solo a blindare l'accesso alla cabina di comando.. Hanno previsto anche che ci fossero codici di accesso dall'esterno... Insomma mosse e contromosse... Però è accaduto lo stesso. Non si sa neppure se abbiano rispettato la procedura di non lasciare solo il pilota rimasto in cabina... Potrebbe essere che invece l'abbiano rispettata e che l'assistente di volo sia stato sopraffatto.. Ma in questo caso, ipotizzato dal comandante intervistato dall'autore dell'articolo, qualcosa, un minimo rumore di tale evento, sarebbe stato registrato nel voice-recorder... 
Dunque, se le cose stanno così, non di incidente aereo si è trattato, ma di un deliberato genocidio: il comandante, perché era lui rimasto da solo in cabina, ha deliberatamente ucciso il suo equipaggio e i passeggeri a lui affidati, senza pietà per neonati, bambini e ragazzi quindicenni.
AGGIORNAMENTO
Non del Comandante si è trattato ma del secondo pilota, un uomo di 28 anni tedesco:
Questo il mostro suicida che ha trascinato tante creature innocenti contro la montagna