giovedì 13 ottobre 2011

Di scandalo in scandalo con disinvoltura....

dal settimanale CHI, in edicola il 25 marzo 2008.

Paziente e filosofica, la De Feo ricorda il suo rapporto con il marito: "Emilio ha sempre attratto le ragazze. Per mascherare i suoi passi falsi è sempre stato un grande bugiardo, ma le sue bugie hanno le gambe corte un centimetro. C’è sempre qualcuno che dice di averlo visto dove non dovrebbe essere".

E ancora: "Passo sopra tante cose, considerando i suoi legami come amori ancillari d’altri tempi, visto che una sua collaboratrice ha avuto il cattivo gusto di definirsi “badante di Emilio Fede” (Raffaella Zardo). Io mi rifiuto di prendere sul serio queste storie, ma ultimamente sono in crisi. Certi rapporti disturbano il mio buon gusto."



dall'Unità.it 11 ottobre 2011

«Quando ho cominciato a leggere quelle cose sui giornali» e cioè dell`incontro tra Emilio Fede e Ruby nel settembre del 2009 e del presunto reato di induzione alla prostituzione, «mi sono molto arrabbiata» e «ho pensato di andare dall`avvocato e chiedere la separazione. Poi ci ho ripensato e ho deciso di non chiedere la separazione ma piuttosto i danni per 'lesione di immagine'. Sono un senatore della repubblica, la mia immagine è legata al nome della storia dell`arte, della cultura, non voglio vederla appannata».


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Ci sono tante persone, anche non senatori della repubblica e non figli di persone potenti come la signora De Feo, figlia di Italo De Feo (potentissimo direttore e poi vicepresidente RAI dal 1964 al 1975), che vivono poco dignitosamente con corna visibili a tutti. Se a loro sta bene così, agli altri importa poco o niente, tuttalpiù possono riderne perché, appunto, si tratta di situazioni poco dignitose che suscitano imbarazzo.

Quello che è maggiormente risibile è che queste persone vorrebbero giustificare la loro incapacità a vivere in situazioni limpide e chiare dando lezioni di vita agli altri, quelli che alle corna preferiscono una pulita separazione o una decorosa solitudine, usando argomenti del tipo "amori ancillari d’altri tempi", "è un rapporto civile", "quello che conta sono i figli". Con il risultato che fanno ridere di più: capisco che la signora De Feo sia da sempre abituata a sentirsi al di sopra dei comuni mortali, ma suo marito non è un nobile né un imperatore dedito agli amori ancillari, ma soltanto un giornalista con il vizio del gioco d'azzardo, e l'ancella Zardo, ad esempio, altri non è che una delle tante belle ragazze pronte a tutto per entrare nel mondo dello spettacolo, invischiata nel primo scandalo Vallettopoli e prontamente salvata e riportata sugli schermi dal giornalista. Ecco alcune dichiarazioni della Zardo a proposito di Fede:
"Tra noi c’è un grande affetto e rispetto, insieme ci divertiamo da pazzi. Quando usciamo con i nostri amici ridono tutti a crepapelle. Gli voglio bene, per lui ci sarò sempre, sarò il bastone della sua vecchiaia. Gli devo molto per la chance che mi ha dato, non lo dimenticherò mai."
Insomma non è un "rapporto d'altri tempi", ma un rapporto dei tempi passati, presenti e futuri: il marito sporcaccione che va con le più giovani e belle e la moglie tollerante perché ha una morale altamente adattativa. Affari loro, ma è inutile usare le parole come foglia di fico.