Cerca nel blog

domenica 6 novembre 2016

La solita tragedia che si poteva evitare

Da: Lecco Notizie

Tre avvisi di garanzia per il crollo del viadotto di Annone

LECCO – Sono tre i primi avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Lecco per la vicenda del crollo del viadotto di Annone nei confronti di tre ingegneri, due della Provincia e uno di Anas.
I loro nomi sono stati iscritti nel fascicolo d’inchiesta: si tratta di Angelo Valsecchi, classe 1966, dirigente provinciale alla viabilità, il collega Andrea Sesana, classe 1981 di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali, mentre per Anas risulta indagato Giovanni Salvatore, classe 1960 di Taranto, capo del centro manutenzioni e responsabile dal 2011 della tratta interessata dal crollo del viadotto sulla SS36. 
Le ipotesi di reato sono omicidio e disastro colposo, e lesioni.
Quest’ultimo, quel drammatico venerdì, era stato contattato dal capo cantoniere sul posto per effettuare un sopralluogo dopo la caduta di calcinacci dal viadotto, che avevano spinto l’addetto dell’azienda stradale a chiudere una sola corsia di marcia. L’ing. Salvatore, partito da Milano, riuscì ad arrivare ad Annone solo pochi minuti dopo il crollo.
Non risulta implicata, almeno per il momento, la ditta di autotrasporti titolare del tir che ha causato il crollo del cavalcavia, così come l’autista: l’effettivo peso dell’autoarticolato è uno degli elementi al vaglio degli inquirenti, insieme al cavalcavia crollato e a quello che ne resta, oggetto ora di accurate analisi guidate da un consulente del Politecnico di Lecco, nominato dalla Procura.
Non abbiamo voluto sparare sul mucchio nè criminalizzare nessuno, creando mostri”. Con queste parole il procuratore capo Antonio Chiappani, titolare del fascicolo insieme al sostituto Nicola Preteroti, ha commentato i tre avvisi di garanzia emessi. “L’inchiesta è molto tecnica e occorre procedere con cautela e rimettere tutti i tasselli al loro posto. Sarà un lavoro lungo”.

D'accordo non voler creare mostri e non voler criminalizzare nessuno, ma la magistratura deve rendersi conto che persino nelle calamità naturali, a volte, la gente muore per l' irresponsabilità di qualcuno.
Purtroppo assistiamo a troppe sentenze in cui si danno pene severe a chi palesemente non aveva i mezzi per evitare la morte di qualcuno, mentre si toglie dalle spalle, di chi rivestiva ruoli in cui aveva precise responsabilità e mezzi per intervenire e non l'ha fatto, la giusta pena.
Giovanni Salvatore, Andrea Sesana e Angelo Valsecchi

Dal 2011, 5 anni fa, scrive Lecco Notizie, Giovanni Salvatore era Capo del centro manutenzioni e responsabile della tratta interessata dal crollo del viadotto sulla SS36.
Giustamente il Procuratore Capo Antonio Chiappani dice che l'inchiesta deve essere rigorosamente tecnica, ma già con la logica si può intravedere una responsabilità precisa: la manutenzione era dell'ANAS e chi era a Capo di tale responsabilità ha un nome preciso. Se l'ex Sindaco  Carlo Colombo, insieme al Sindaco di Suello, avevano già constatato visivamente la necessità di intervenire da parte dell'ANAS è gravissimo che l'ANAS non l'abbia fatto, avendo i mezzi tecnici per accertare quello che i due Sindaci avevano accertato solo con i cinque sensi e la conseguente logica. Dunque non si vogliono creare mostri ma forse ci sono irresponsabili.
Bisogna scrivere, scrivere e scrivere.
Spero che i due ex Sindaci abbiano messo per scritto le loro richieste a suo tempo. Questa sarebbe una ulteriore prova della criminale inadempienza da parte dei responsabili ANAS.
Dalla pagina facebook dell'ex Sindaco:
Circa 10 anni or sono, stanchi dei troppi mesi di chiusura del ponte di Annone, il sottoscritto ed il collega di Suello Giuseppe Mauri chiedemmo un incontro all'Anas per sollecitare la risoluzione di un problema ormai insostenibile.
Ci recammo a Milano e tra le soluzioni proposte, caldeggiammo la demolizione del ponte e la ricostruzione dello stesso sul modello del nuovo ponte di Bosisio.
Ci fu detto in modo poco simpatico che non era compito nostro occuparci di queste cose e che noi, non essendo tecnici, dovevamo solo pensare a fare bene il Sindaco.

10 anni fa 
Giovanni Salvatore non c'era, ma ha avuto 5 anni per rendersi conto della tragica situazione di quel ponte. Se l'ANAS gli ha negato i mezzi per intervenire, spero per lui che abbia messo per scritto la necessità tecnica di mettere in sicurezza quel tratto di strada sotto la sua responsabilità, altrimenti pagherà sicuramente.

I dipendenti della Provincia di Lecco: due responsabilità diverse ma entrambe convergenti su quel tratto di strada. Dovevano sapere della situazione di stabilità di quel ponte per forza, altrimenti come avrebbero potuto esercitare su di esso il controllo che loro competeva?
E allora come hanno potuto consentire il passaggio di un simile carico? 
Tralascio il febbrile scarica barile delle ultime ore, che avrebbero potuto, con una repentina chiusura, salvare la vittima da una morte orrenda, schiacciato come un insetto... Ma l'irresponsabilità è precedente e sostanziale e chi ha omesso di fare il proprio dovere dovrà pagare. Principalmente l'ANAS, che ha inteso risparmiare sulla sicurezza.

In Italia sento troppo spesso gente, anche raccomandata per occupare il posto che occupa nell'apparato statale di turno, darsi delle arie dicendo "sono a Capo di...", "sono io il Responsabile del..", poi quando c'è da esercitare sostanzialmente la responsabilità vantata lavarsi pilatescamente le mani agendo con stupefacente superficialità, a volte scaricando su chi ha ruoli inferiori incombenze e responsabilità che non gli competono. Insomma gentarella che si dà importanza ma che non sa assumersi veramente la responsabilità ricoperta indegnamente. Vogliono solo gli onori e scantonano gli oneri.