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martedì 20 ottobre 2015

Magistratura che fa paura... agli onesti

Da: La Repubblica.it

Spara e uccide ladro in casa nel Milanese: 65enne indagato per omicidio volontario. Maroni: "Paghiamo noi l'avvocato"

La vittima è un ragazzo romeno di 28 anni, era disarmato. I vicini prendono le difese del pensionato di Vaprio d'Adda: "Aveva subito quattro furti in pochi mesi". Il governatore promette l'intervento della Regione, presidio di solidarietà in piazza. Giulia Bongiorno: "La legittima difesa va ampliata"
Non ho armi in casa. Non ho mai sparato. Le armi mi fanno paura perché so che se le hai prima o poi le usi.
Detto questo ritengo che chi le detiene, perché ha subito molti attacchi da criminali, ladri, rapinatori, ha ragione a farlo. Anche perché spesso sa che la denuncia non serve a molto, non sempre le oberate Forze dell'Ordine riescono a prendere i delinquenti e, quando ci riescono, troppo spesso ci pensano i magistrati a rimetterli a piede libero per farli ricominciare a nuocere di nuovo.
Le notizie, poi, di famiglie che hanno subito violenze, oltre ai furti, fino ad arrivare a stupri ed omicidi, mettono una giusta paura per l'incolumità delle persone care, oltre che per se stessi e i propri sudati beni.
Trovo, dunque, allucinante che dei magistrati formulino il capo d'accusa come omicidio volontario ad uno che stava dormendo dentro casa sua e, svegliato dall'intrusione estranea nell'unico spazio dove un cittadino può e deve sentirsi sicuro, casa propria, reagisce cercando l'arma regolarmente detenuta per difendersi.
Dov'è la volontarietà? L'uomo dormiva accanto a sua moglie in casa sua e tutto pensava meno che doversi svegliare nel cuore della notte con una figura umana estranea dentro casa! Come non avvertirla come una minaccia e con il cuore che batte forte per la paura non prendere un'arma per difendersi da una minaccia sconosciuta? O forse i magistrati ritengono che in quei frangenti in cui il tuo spazio sicuro, il tuo rifugio ti appare violato tu possa valutare "chi è? chi non è? che vorrà? che farà?" e di conseguenza mirare bene, con precisione, stando attento a non prendere le parti vitali dell'uomo, che costituisce una grave minaccia per il solo fatto di essersi introdotto dentro una casa di notte, furtivamente, necessariamente non per una visita di cortesia?
Questa magistratura, l'ho scritto altre volte per altre circostanze, mi fa paura, giacché essa non garantisce chi i reati non li cerca, non li vuole commettere... Altro che volontarietà!
E' paradossale, per contro, pensare che se invece in pieno giorno mi porto una pistola all'Università e la punto da una finestra verso il basso, dove passa la gente, premo il grilletto ed elimino a caso una giovane vita ignara, la stessa magistratura mi imputa NON L'OMICIDIO VOLONTARIO, bensì OMICIDIO COLPOSO, come quando senza volerlo, per pura casualità, investo con l'auto una persona e la uccido...
Come possiamo aver fiducia nella Giustizia? Chi ci capita, come vittima davvero del caso, dice sempre "Ho fiducia nella Giustizia." Ma lo dice come un mantra, perché dentro di se teme di non averla e, proprio per questo, invia come un monito, una supplica ai giudici.
AGGIORNAMENTO
I telegiornali si sono affrettati a comunicare che il pensionato ha sparato al delinquente straniero pregiudicato e, sembra, con decreto di espulsione (ma era ancora qui), mentre questi era sulla scala esterna e l'ha preso dritto al cuore.
Con questo forse intendono giustificare l'imputazione scelta dai magistrati.
Riflessione: se in un primo tempo il pensionato che stava in casa propria ha dichiarato che il ladro era entrato, potrebbe averlo detto perché sotto shock, visto che dormiva ed è stato svegliato da rumori fatti dall'intruso. Se era sulle scale esterne non cambia rispetto alla percezione della minaccia da parte del pensionato, giacché da quello che si vede nelle immagini la casa era circondata da un muro e da una cancellata e, una volta scavalcati, già c'è la violazione di domicilio che, essendo notte, costituisce ulteriore segnale di pericolo.
Il pensionato dovrebbe chiedere i danni allo Stato che non ha controllato, come doveva, se il decreto di espulsione era andato a buon fine, omettendo di controllare la presenza o meno del pregiudicato ancora all'interno del territorio Italiano.