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lunedì 12 dicembre 2016

Nuovo Governo

VALERIA FEDELI, fresco Ministro della Pubblica Istruzione

2013 da: Corriere Fiorentino
«Il Pd candida in Toscana due donne capolista, al Senato Valeria Fedeli e alla Camera Maria Chiara Carrozza — scrive Valeria Antoni nella piazza virtuale dei grillini — Ecco finalmente due donne di elevata statura morale: se andiamo a vedere chi sono nelle loro biografie si unisce il solito clientelismo e nepotismo caro alla vecchia politica». Il riferimento va ai legami familiari delle due donne di punta scelte dal Pd per le elezioni del 24 e 25 febbraio.
La futura senatrice Valeria Fedeli, 64 anni, nata a Bergamo e una vita da sindacalista Cgil passata tra Roma e Milano, è la moglie di Achille Passoni, anche lui Cgil di ferro e senatore uscente, arrivato penultimo alle primarie di fine dicembre. Paracadutato il marito nella scorsa legislatura, paracadutata la moglie oggi. Lei lo ammette senza problemi, e poi promette: «Lo so e devo dire che ho pensato subito che questo potesse essere un handicap — ha spiegato in un’intervista a Repubblica — Però mi piacerebbe che si andasse oltre, con le mie battaglie spero di farmela perdonare». E alle critiche sulla candidatura della Fedeli risponde Ivan Ferrucci, responsabile delle politiche per il lavoro del Pd toscano: «Se si fanno questi discorsi non si rispettano le persone. Valeria Fedeli ha un curriculum di primo piano, che si misura sulle sua qualità, non perché è moglie di... Nella formazione delle liste, e anche nelle primarie, non è solo questione di nomi e cognomi ma anche di come debba essere un’idea di società e come si pensa di governare il paese».
Spontanea la domanda successiva a Ferrucci: ma se Passoni avesse superato le primarie, la sindacalista Cgil sarebbe stata candidata? «Sono scelte di Bersani — ribatte Ferrucci — è ovvio che è indipendente dall’altra vicenda».
20 novembre 2016 - "Alla Melazza" Agriturismo della campagna romana dove ho festeggiato i miei 70 anni
Dunque hanno scaricato la ridicola Giannini e hanno messo sulla sua poltrona una sindacalista CGIL che, basandomi sull'articolo che ho riprodotto sopra, nel 2013 aveva 64 anni, dunque oggi ne dovrebbe avere 67.
Chissà che Ministro sarà? Ma dovrebbe starci poco su quella poltrona giacché gli Italiani, visto il gesto elegante di Matteo Renzi, vogliono tornare a votare e a buon diritto.
Nel suo curriculum leggo che è laureata in Scienze Sociali e che "Sono stata segretaria generale della Filtea, la categoria tessile della Cgil, dal 2000 al 2010." Molti anni fa una Coltellese fu rappresentante sindacale Filtea di un grande complesso tessile romano... Purtroppo poi ha chiuso.

AGGIORNAMENTO!!!
DA: DAGOSPIA


1. LA NEO-MINISTRA DELL'ISTRUZIONE HA MENTITO SULLA SUA LAUREA? VALERIA FEDELI DICHIARA UN 'DIPLOMA DI LAUREA IN SCIENZE SOCIALI', UN CORSO ISTITUITO POCHI ANNI FA
2. QUELLO CHE HA LEI E' SOLO UN DIPLOMA ALLA SCUOLA DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DI MILANO, DOPO IL QUALE LA ROSSA SENATRICE È ENTRATA NEL SINDACATO E LÌ È RIMASTA PER 34 ANNI
3. L'EX PIDDINO ADINOLFI: ''LA SPACCIATRICE DI MENZOGNE SUL GENDER, IN QUALSIASI PAESE DEL MONDO DOVREBBE DIMETTERSI SEDUTA STANTE O ESSERE COSTRETTA A FARLO''
4. ALTRI GUAI? IL VIDEO IN CUI PROMETTE: ''SE PERDIAMO IL REFERENDUM, IL GIORNO DOPO NON CI SONO ALIBI. IL GOVERNO NON AVREBBE AUTOREVOLEZZA, MA ANCHE I PARLAMENTARI. NON SIAMO ATTACCATI ALLA POLTRONA''. VERO, DI POLTRONA NE HA INCASSATA UNA PIÙ IMPORTANTE!

Ahiaiaiiiii!!! Cominciamo male!
Debbo dire che un dubbio l'avevo avuto leggendo sul sito della Fedeli la seguente scritta: "mi sono trasferita a Milano e mi sono iscritta conseguendo la laurea in Scienze Sociali". Ora ho cercato il sito che compariva sul WEB ieri, per riportare la frase testuale che mi aveva lasciato un po' perplessa per quel "mi sono iscritta conseguendo", in quanto non specificava a quale Corso si era iscritta prima di "conseguire", ma il sito non lo trovo più, o è stato cambiato ed appare diverso oppure... non so.
Comunque anche la sigla che riportava nel curriculum ora scomparso, UNSAS, ma che rimane sul suo profilo Linkedin, corrisponde effettivamente alla Scuola per Assistenti Sociali.
Gonfiare il proprio titolo di studio all'età di 67 anni è segno di personalità insicura, non risolta e in pace con ciò che si è...
Chi vive con un'immagine interiore di sé equilibrata, accettata, vissuta serenamente nel rapporto con gli altri, non gonfia il proprio curriculum con bugie puerili.
Perché dobbiamo avere nei posti di comando gente così scadente?

ULTERIORE AGGIORNAMENTO
adnkronos

Mario Adinolfi su ministra Fedeli: "Laurea? Non ha neanche la maturità"

FACEBOOK
Mario Adinolfi
8 ore fa
Ah, inutile precisarvi che la Fedeli non ha fatto mai manco la maturità, ma solo i tre anni per fare la maestra. Poi diplomino da assistente sociale, privato. Questo è il nuovo ministro della Pubblica Istruzione che si dichiarava "laureata in Scienze Sociali". Spero che studenti e docenti a ogni incontro la sotterrino di pernacchie.
Rita Coltellese Sul mio blog ho fatto un post sulla Fedeli che fa capire cosa penso di lei.. Ma questo non toglie che si deve scrivere la verità Adinolfi e la verità è che se ha il diploma di maestra, come scrive lei, sono 4 anni e non 3. Almeno per avere il diploma dell'Istituto Magistrale...
Mario Adinolfi È la scuola magistrale, maestra d'asilo, tre anni. Non l'istituto. Sapere, poi scrivere. E non vi affannate nella difesa. Ha già ammesso che ho ragione io.
Mi piaceRispondi1016 min

Rita Coltellese Non difendo nessuno, preciso. Per conseguire il Diploma all'Istituto Magistrale bisogna fare 4 anni di corso. Se lei dice che non ha nemmeno quello ma è maestra d'asilo... allora.. Evidentemente il suo Diploma di Assistente Sociale non è lo stesso che un tempo si prendeva con un corso biennale iscrivendosi all'Università, giacché per iscriversi a qualsiasi Corso Universitario, anche del Vecchio Ordinamento, serve la Maturità quinquennale. Non si può nemmeno con il Diploma dell'Istituto Magistrale, a meno che non si faccia un anno per equipararlo alla Maturità.

Meningite e immigrati senza cordone sanitario

Da: IL PRIMATO NAZIONALE Testata Online

Meningite e immigrazione: il legame c’è, nonostante le bufale degli “esperti”
Read more at http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/meningite-immigrazione-40046/#02A9wrsGGUDT1uER.99


di Francesco Meneguzzo


Insieme al titolo sotto c'è il link, per arrivare a leggere l'articolo integrale.


Vi si apprende che la meningite più diffusa in Africa è quella di ceppo A. Ma comunque il negare ogni legame fra immigrazione ed immissione di ceppi batterici, prima non così diffusi data la prevenzione sanitaria raggiunta nel nostro Paese, è giusto per non fare allarmismo, ma non esime la politica, che favorisce l'entrata senza nessuna "Ellis Island" di migliaia di persone che non hanno mai avuto cure e vaccinazioni, dalle sue responsabilità verso la popolazione italiana.

Si apprende che, nonostante in Africa le varie organizzazioni umanitarie abbiano provveduto a vaccinare molte persone dalla meningite del ceppo C, questo si sia diffuso lo stesso, raggiungendo cifre ragguardevoli soprattutto in Nigeria e Niger.

La presenza in Italia di gente proveniente da quei Paesi è massiccia.
Girano ovunque. Prostitute nigeriane lungo le strade, robusti giovani nigeriani davanti ai supermercati propongono di metterti a posto il carrello della spesa per l'euro che è dentro (alla modica cifra di Lit. 2000 circa, dunque, tanto vale un euro).

Alcuni passi dell'articolo di Meneguzzo:
nota ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) del 28 luglio 2015. In tale nota si sostiene, tra l’altro, che “la meningite tende a colpire l’Africa in modo ciclico. Casi meningite C sono stati in aumento dal 2013, dapprima in Nigeria nel 2013 e 2014, quindi in Niger nel 2015. Dobbiamo essere pronti per un numero molto maggiore di casi durante la stagione della meningite del 2016”, secondo il Dott. William Perea, coordinatore dell’unità per il controllo delle malattie epidemiche all’Oms. Non un medico qualsiasi o un responsabile d’area territoriale, sembrerebbe.


Come spiegano i medici, la meningite si prende da portatori sani, anche, ignari di avere il meningococco che, così trasmesso, su un altro individuo innesca invece l'infezione.