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lunedì 14 novembre 2016

Gianna Del Gaudio un vero giallo

Da: Il GIORNO di GABRIELE MORONI e FRANCESCO DONADONI
Seriate, 12 novembre 2016
Negativi i confronti dei dna per il giallo della professoressa Gianna Del Gaudio, 63 anni, l’insegnante di lettere in pensione sgozzata nella sua casa di Seriate la sera del 26 agosto. Nulla di ufficiale per il momento: le analisi devono essere ancora ultimate e gli esiti definitivi degli esami del Ris di Parma devono essere ancora depositati in Procura a Bergamo. Ma da quello che è emerso finora il dna trovato sui guanti che sarebbero stati utilizzati dal killer rimane sconosciuto. Ha dato infatti esito negativo la comparazione fra il dna trovato sui guanti, riposti nello stesso sacchetto che conteneva l’arma del delitto, e i dna ricavati dai campioni di saliva di oltre una settantina di persone per varie ragioni in rapporti con la famiglia della vittima: parenti, amici, vicini, negozianti e baristi della zona, il distributore dei sacchetti delle mozzarelle che si presentava ogni venerdì, l’autore del ritrovamento, oltre a quelli prelevati a carabinieri, operatori del 118, addetti alle pompe funebri, a quanti, quella sera di fine agosto intervennero nella villetta di piazza Madonna della Neve. Come per Yara Gambirasio ancora una volta la soluzione di un “giallo” bergamasco è affidata alle indagini genetiche.
Per ora il mistero rimane fitto. Si è subito accertato che il dna sui guanti non appartiene né ad Antonio Tizzani, marito di Gianna e unico indagato, né ai figli Paolo e Mario. L’uomo che ha lasciato sui guanti la sua traccia biologica rimane un “ignoto”. Il ritrovamento avviene il 6 ottobre, nella siepe di un condominio, a circa 600 metri dall’abitazione dei Tizzani, fra via Monte Cornagera e via Presanella. Uno dei residenti trova il sacchetto delle mozzarelle. All’interno c’è il cutter che ha sgozzato la professoressa, con abbondanti tracce ematiche della vittima. C’è anche un paio di guanti in lattice, sporchi del sangue di Gianna Del Gaudio. Sui guanti viene scoperta una traccia “mista”: il sangue della donna a cui è sovrapposto un dna maschile che non riconduce al marito e ai figli. E’ di uno sconosciuto. Scatta la ricerca, che per lo modalità e e finalità dell’indagine ricorda quella, ben più imponente, messa in campo per dare un nome a “Ignoto “, l’uomo che aveva lasciato il suo Dna sugli indumenti di Yara Gambirasio. Gli esami escludono ora che a imprimere questa traccia possa essere stato un uomo in qualche modo in relazione con i Tizzani. Un esito negativo che non fa altro che infittire il mistero di Seriate.

Fra i troppi delitti che hanno come vittime le donne, questo della Prof.ssa Gianna Del Gaudio ha colpito l'opinione pubblica in modo particolare, per la tranquillità e normalità della vita della persona, per l'efferatezza dell'omicidio, per il luogo e la presenza a pochi passi da lei del marito.
I filoni seguiti principalmente sono due: uno il ladro sconosciuto che il marito ha detto di aver visto e l'altro lui stesso.
Gli inquirenti dicono che le telecamere, situate lì vicino, che avrebbero dovuto registrare la fuga di un ladro, non hanno visto nulla.
Ma non hanno visto neppure il marito che usciva sul retro per andare a disfarsi dell'arma del delitto. 
L'arma però appare per caso in una siepe, mentre qualcuno la potava, più di un mese dopo.
C'è l'arma che ha inequivocabilmente tagliato la gola alla povera signora, i suoi capelli, il suo sangue, ma non il DNA del marito sospettato, né dei due figli: nei guanti che sono dentro la busta, riconosciuta come quella consegnata quel venerdì a Gianna con le mozzarelle, c'è un DNA sconosciuto. 
Sospettando che la busta fosse stata messa lì in un tempo successivo dall'assassino per depistare, quindi dal marito, gli inquirenti hanno pensato che quei guanti fossero stati prelevati dall'assassino nella casa: guanti lasciati da chi in quella casa è dovuto intervenire (se fosse trattasi di prassi errata, in quanto favorirebbe errori nell'inchiesta; tutto quel che si usa andrebbe conteggiato all'inizio e alla fine dei sopralluoghi), per questo sono stati fatti i prelievi di DNA a tutti. Sembrerebbe che invece il DNA dei guanti non appartenga a nessuno di quelli che a vario titolo sono entrati in quella casa. Neppure al commesso che ha portato le mozzarelle (guanti usati per igiene alimentare). Ma nemmeno ad altri elementi del circondario, a cui è stato prelevato per scrupolo, compresi parenti e conoscenti. Tutti di sesso maschile, perché è di un XY il DNA.
Si tornerebbe dunque a dare credito a quanto afferma il marito: il ladro.
Ma in questa ipotesi ci sono varie stranezze.
Il marito ha detto di aver visto solo le mani del ladro, per il resto semincappucciato da una felpa con cappuccio: mani scure.
Dunque non indossava guanti.
Li ha messi dopo? Perché mai e in quanto tempo? Quando il marito dice di averlo visto già aveva tagliato la gola alla povera donna. Poi è subito fuggito via.
Quando e perché ha preso il sacchetto per metterci dentro l'arma intrisa del sangue e dei capelli della vittima per portarli via con sé e gettarli nella siepe?
Tempo ne ha avuto pochissimo, visto che il marito era rientrato e prima era a pochi passi dalla cucina.
E come mai, da quanto scrivono i giornali, sull'arma non c'erano sue impronte, né quelle di nessuno e il suo DNA era solo nei guanti?
Il marito può essersi sbagliato per la sorpresa e per il breve tempo che l'ha visto e invece indossava i guanti? Come mai sull'arma, che non è stata lavata, perché c'era ancora il sangue della povera vittima, non c'erano sue impronte? Forse allora davvero indossava i guanti quando le ha tagliato la gola e non ha lasciato DNA che solo all'interno di essi. Anche sulla busta non c'era DNA di chi l'ha chiusa. Le intemperie di oltre un mese non possono aver cancellato tutto: Yara è rimasta alle intemperie per tre mesi!
L'unica stranezza è che nessuna telecamera l'ha visto fuggire e di sicuro avranno studiato tutti i percorsi possibili che può aver preso nella fuga, per arrivare alla conclusione che per forza doveva passare sotto l'occhio di una di esse.
Fondamentale sarà la testimonianza del figlio Mario e della sua compagna sugli abiti indossati dal marito di Gianna durante la cena e dopo, quando sono tornati precipitosamente chiamati dal padre di Mario. Se hanno testimoniato che erano gli stessi difficilmente si può dire che sia lui l'assassino. Più plausibile l'ipotesi del ladro che aveva i guanti che il marito non ha visto, giacché ci sono guanti trasparenti tanto da far vedere il colore della pelle sottostante.
Nella seconda ipotesi, e cioè che sia stato il marito, gli inquirenti avranno sicuramente accertato, anche attraverso la testimonianza dei figli, se egli possedeva un attrezzo come quello rinvenuto nel sacchetto, un "cutter" di solito in uso agli elettricisti ma che si può usare anche per lavori fai-da-te in casa. Ma anche qui ci sono delle stranezze: sul cutter non ci sono impronte, dunque chi l'ha usato o le ha pulite o aveva i guanti. Ma come ha fatto a pulire le proprie impronte senza lavarlo, visto che il sangue e i capelli di Gianna ancora c'erano? E se ha usato i guanti allora è un uxoricidio premeditato, e non avrebbe senso quanto emerso dalle testimonianze che parlano di una lite intorno all'ora del delitto.
Quando poi il marito avrebbe portato il sacchetto nella siepe? E dove l'aveva occultato fino a quel momento visto che la casa è stata perquisita? Infine, dove ha preso i guanti con un DNA sconosciuto?
Se li è procurati raccogliendoli chissà dove? Saremmo davanti ad una vera mente criminale, come quella di Parolisi che, per depistare le indagini si procurò una siringa usata gettata chissà dove e andò ad infiggerla dentro la carne morta di sua moglie.  
Guanti di lattice trasparente

Effetto su una mano scura    

Né SI né NO: non voto

Rita Coltellese *** Scrivere: Referendum: le mie ragioni del SI e le mie ragioni del NO

Riporto sopra il link del post che ho scritto non molto tempo fa in cui analizzavo le ragioni del SI e quelle del NO dal mio punto di vista, arrivando alla conclusione che le mie ragioni mi facevano propendere per il NO. 
E' passato dell'altro tempo, ho parlato con altre persone, ho ascoltato e letto altre notizie ed ho maturato una decisione: non voto.
La mia famiglia, per la libertà di pensiero in cui abbiamo educato i nostri figli, è una cellula che rappresenta in sintesi il pensiero degli Italiani: una persona voterà SI convinta, ed è quella più a sinistra di noi, ma è anche convinta che l'operato di Renzi va bene, che la Riforma della Scuola è fatta bene ma applicata male da un Ministro incapace, coadiuvato da Dirigenti del MIUR troppo pagati che non pagano mai per i loro errori; un'altra persona voterà NO, ed è quella più a destra di noi, a cui non va bene la politica sull'immigrazione forzosa africana e la politica del PD sulla Sanità; un'altra è indecisa se andare a votare ma, a domanda, mi ha dato due risposte che ha così definito: una risposta di Diritto ed una politica. La risposta di Diritto Costituzionale è che la riforma così come fatta non gli piace (e non piace neppure a me, forse perché frutto di compromesso per giungere ad una soluzione), la risposta politica è che oltre Renzi vede il vuoto di figure valide per sostituirlo (e anche qui sono d'accordo). Un'ultima persona, che ha votato PD alle politiche, mentre io, lo ricordo sempre, ho votato 5Stelle, andrà a votare NO, ma non perché sia fra quelli di quel partito dalla parte di Bersani, Speranza e altri, bensì perché, pur avendo votato PD solo per Renzi, non gli sta bene affatto la politica che egli conduce sull'immigrazione, in un'accoglienza motivata di volta in volta con dichiarazioni non veritiere, tipo un generico "fuggono dalle guerre" (vaghe guerre africane sparse), ed altro. 
Io non vado a  votare giacché non me la sento di votare NO, come dovrei, insieme a gente come D'Alema, Salvini, De Mita! Rafforzerei in questa gente rovinosa la loro superbia che non ha motivo di essere.
D'Alema è partito contestatore dei ricchi per fare vita da ricco grazie alla politica.
De Mita ha contribuito allo sfascio dell'Italia.
Salvini dice cose giuste sull'immigrazione ma ti fermi lì. Salvini è uno che ha avuto il coraggio di parlare del "nuovo" portandosi dietro una Irene Pivetti in giro per Roma!!
Ma questa gente conta sulla superficialità della gente o sulla sua mancanza di memoria? Oppure su tutte e due le cose.
Renzi è in difficoltà: la Riforma della Scuola è stata attuata male, producendo lacrime e sangue; i risparmi sulla luccicante RAI sprecona si sono risolti in un pasticcio, fatto per recuperare l'evasione, che ha comportato casini contro chi l'ha sempre pagata che ha dovuto telefonare, scrivere, dichiarare per poi, come è accaduto a me, ritrovarsi come temeva l'addebito sulla bolletta sia della prima casa che della seconda; lui dice che ha abbassato le tasse, ma noi non ce ne siamo accorti come famiglia, io posso dimostrare con busta paga alla mano che la mia pensione da dicembre 2011 ad oggi è diminuita per effetto dell'IRPEF regionale e comunale, per non parlare di botte da euro 50 ad esame medico che mio marito ed io dobbiamo pagare per necessità legate all'età, in un mondo in cui c'è un tasso altissimo di "esenti" da ticket sanitario che girano in SUV.
Insomma: Matteo sull'evasione hai fallito, pagano sempre gli stessi e sempre di più! Questi sono i fatti che noi tocchiamo con mano. I furbi, i parassiti, non li ha toccati nessuno, tutto continua come prima!
Oggi ho sentito da te una frase che preoccupa, hai detto: "Io non galleggio, non sono capace di galleggiare!" Renzino! Porta male! Perché la disse Letta, ricordi? Non vorrei che qualcuno ti stia dicendo: "Stai sereno."  

Massimo D'Alema si è trovato un lavoro da nobile terriero: fa il vino. Voterà NO al referendum del 4 dicembre, il quale non richiede il quorum per essere valido.
Salvini, fautore del NO che si propone come alternativa a Renzi. Farebbe Ministro la camaleontica Irene Pivetti? Ella tiene sempre in serbo i "foulards" nel caso dovesse travestirsi da figura istituzionale!