Cerca nel blog

mercoledì 31 dicembre 2014

Pensieri di Fine Anno

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità.
Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero".
Proverbio Arabo


Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà. La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita. L'amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia. Solo qui e ora possiamo amare veramente. Quando ti prendi cura di questo momento, ti prendi cura di tutto il tempo.
Buddha Siddhārtha Gautama



Noi siamo il nostro modo di vedere le cose, tutto è relativo alla persona che ne fa esperienza.
Associatevi agli onesti, ai vincitori, alle persone positive, alle persone con una mentalità vincente.
Se invece vi unite a persone mediocri, prima o poi diventerete come loro.
Fa parte della legge della vita.
Eric de la Parra Paz


La felicità è quando ciò che pensi,
ciò che dici e ciò che fai sono in armonia.
Mahatma Gandhi



Finisce un anno e domani ne inizia un altro, ma è solo un modo convenzionale di contare il tempo... auguri comunque... In Cina sono nell'anno del cavallo e a febbraio prossimo inizierà quello della pecora, ognuno da alle cose il significato che vuole... 
Auguri




martedì 30 dicembre 2014

Avanti c'è posto!!!!!

Da: TGCOM24  30 dicembre 2014 h. 22:45

Nave Corfù, in Salento nella notte

A bordo anche donna partoriente

Il cargo con a bordo centinaia di migranti siriani sta ora 
facendo rotta verso Gallipoli, dove l'arrivo in porto è previsto intorno all'una di questa notte. Sulla nave anche una donna incinta, che dopo la rottura delle acque potrebbe partorire a bordo, anche con l'assistenza del personale militare italiano che si trova sul cargo.


Domande da "Alice nel Paese delle Meraviglie":

Chissà perché non verso la Grecia?
Chissà perché vengono tutti qui?
Eppure stavano vicino alla coste greche...



Era un bel film, fatto di sentimenti semplici...
Aldo Fabrizi faceva il bigliettaio dell'autobus che, oltre a staccare i biglietti dietro pagamento dei viaggiatori, incitava bonariamente la gente a scorrere avanti nell'autobus per far posto a quelli che salivano... "Avanti, c'è posto!" Diceva.

Ma in Italia posto ce n'è? Tutti quelli che entrano vanno in città e sulle spiaggie... Mai ad occupare i paesi di montagna da dove gli italiani sono venuti via lasciando le terre abbandonate...

Avanti c'è posto! C'è la nostra Marina Militare a disposizione!
I soldi delle tasse degli Italiani che le pagano a disposizione!
Ci pensano i politici a distribuirli! Magari tramite brava gente come Carminati o un assassino riabilitato dai politici come Buzzi...
Avanti c'è posto! Aumentiamo le tasse a quelli già schedati che le hanno sempre pagate se i soldi per mantenere i rifugiati non bastano! Togliamo i soldi alle scuole, agli ospedali, dove comunque vi cureremo e potrete mandare i vostri figli a scuola, e così potrete protestare e lamentarvi se i nostri servizi saranno carenti!

Avanti c'è posto!


Entrate! Entrate pure! Tanto c'è posto!
Speriamo di non finire così però


Oppure così.....







L'Italia del futuro

Burocrati: Renzi o Brunetta?

Da: Tribuna PoliticaWEB.it

Brunetta. Per i fannulloni “basta applicare la mia riforma”


“La frenesia di nuovi annunci di riforme epocali sulla pubblica amministrazione fa dimenticare al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ci sono leggi vigenti che potrebbero ben attuare quello che lui ha promesso ieri nella conferenza stampa di fine anno. “Licenziare i dipendenti che non lavorano, chi non timbra il cartellino (forse voleva dire chi timbra il cartellino al posto di altri), premiare gli onesti che lavorano”. Tutto questo è possibile, basta applicare la Riforma Brunetta senza nessuno spreco di energia di una nuova riforma, dove peraltro alcuni di questi temi mancano del tutto”. Lo dice il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta. “Al riguardo – aggiunge – sarebbe opportuno che il Presidente si leggesse bene il disegno di legge Delega della Ministra Madia. Le norme introdotte dalla riforma Brunetta hanno previsto un sistema premiante molto severo e per questo inviso ai sindacati, un sistema sanzionatorio che arriva fino al licenziamento, la lotta all’assenteismo, nuovi poteri ai dirigenti, la mobilità obbligatoria anche in questo caso con licenziamento se non accettata, piena trasparenza e pubblicazione di tutti gli atti, e-government per tutte le amministrazioni attraverso il Cad (Codice dell’amministrazione digitale) con i relativi decreti attuativi, e tanto altro ancora. Tutte disposizione vigenti, basterebbe applicarle”.




Sinceramente, non so se quello che dice un personaggio come Brunetta sia proprio come dice lui...
Tanto tempo fa lo incrociai davanti al Motel che fungeva (e funge ancora) da Rettorato e palazzo degli uffici amministrativi dell'Università dove lavoravo e avrebbe dovuto lavorare pure lui, avendo una cattedra presso la Facoltà di Economia e Commercio di quell'Ateneo. Lo notai perché era davanti alle porte scorrevoli dell'ingresso parlando con qualcuno con grande sicurezza e prosopopea. Mi chiesi chi fosse quel "fresco buffo" con quel gran capoccione...
In seguito appresi dai giornali che era in politica con Berlusconi e che prendeva uno stipendio corposo come ordinario presso la mia Università: non so se avesse il tempo di insegnarvi anche...
Comunque non me la sento di leggere la sua Legge e dunque non posso valutare perché e per come Matteo Renzi non la applichi.

Certo il nostro Paese è pieno di Leggi inapplicate, anzi, è pieno di Leggi in generale.
Qualcuno tanto tempo fa disse che questo è il miglior modo per governare: tante Leggi, tanta confusione, tanta discrezionalità nell'applicazione.

Molte persone oneste con cui parlo mi hanno detto di essere schifate del fatto che Matteo Renzi abbia scorporato dal cosiddetto "Jobs Act" (ribadisco che mi da molto fastidio questo chiamare ufficialissime italiche faccende in una lingua che non è comprensibile a TUTTI gli Italiani che pagano le tasse in questo singolare Paese) i contratti del Pubblico Impiego.
Lui dice che c'è un altro progetto di Legge ad hoc in discussione per chi ha il posto a vita garantito, le protezioni sindacali e le 36 ore settimanali di servizio... 
Sarà! Ma ora scappa fuori Brunetta che dice che la Legge c'è già, basta applicarla.
A chi credere?

Di certo c'è che se 30, 40 anni fa chi valeva poteva anche scegliere di lavorare per una Società privata perché gli stipendi, a parità di competenze, erano più alti del "posto a vita garantito" nello Stato, oggi la realtà, come molte cose, è decisamente cambiata, dunque favorire il pubblico impiegato, soprattutto nei ruoli delle scartoffie burocratiche, significa mantenere inqualificabili e inaccettabili privilegi che hanno comportato e comporteranno, se le cose rimangono così come sono, concorsi esterni ed interni drogati dalle raccomandazioni della peggiore specie, giacché per la sicurezza la gente si venderebbe pure l'anima.
Insomma, dato l'andamento del mercato del Lavoro, precarizzare i contratti del privato, quando a causa della carenza di Lavoro già c'è uno sfruttamento non ufficializzato in cui, in certi ruoli, si arriva a lavorare anche più di 70 ore settimanali, significa creare lavoratori di serie A, pubblici garantiti, e lavoratori di serie B, privati al macello. 

Ho già scritto, e non ho cambiato idea, che non era l'articolo 18 il problema, ma come certi giudici del lavoro lo hanno applicato non considerando la "giusta causa" quando c'era e reintegrando nel posto di lavoro furbastri lavativi, assenteisti finti malati (anche grazie ai certificati medici compiacenti), ed altra genia di "lavoratori" garantiti da un sindacalismo che non faceva distinzioni fra chi veniva licenziato ingiustamente e chi era uno sporco assenteista nullafacente.

Nell'incapacità di fare distinzioni si è arrivati a questo punto. L'Italia è un Paese che adatta le sue innumerevoli Leggi al comportamento dei peggiori, mai dei migliori.
I migliori, tanto, continuano a tirare la carretta, nel privato come nel pubblico, in silenzio e senza premi legislativi. Anzi: il contrario.

Gli incapaci continuano a stare al loro posto anche quando fanno errori marchiani, come ho più volte documentato su questo blog anche in tempi recenti...

lunedì 29 dicembre 2014

Naufragio

Da: RAI News


NORMAN ATLANTIC, I MORTI SONO DIECI. È GIALLO SUI POSSIBILI DISPERSI

Cresce il numero delle vittime, Pinotti: "427 persone tratte in salvo". Ministero dei Trasporti: "Norman Atlantic è stata posta sotto sequestro". Ed è giallo sul numero dei dispersi di cui ha parlato il settimanale greco To Vima, Lupi: "Stiamo controllando liste passeggeri, i numeri sono ballerini". Salvi i 44 italiani



Quando, poche ore fa, hanno parlato di 5 morti, ho pensato: "E non è finita qui..."
Purtroppo avevo ragione. Non tornavano i numeri: infatti i morti sono già saliti a 10 e i dispersi saranno altrettanti numeri della lista dei morti.
A mio modesto avviso la nave non doveva partire con quel mare. Troppo agitato. Sicuramente i camion carichi di olio hanno aumentato grandemente la portata devastante dell'incendio, ma altrettanto sicuramente non sono stati loro l'innesco, giacché l'olio ha un punto di innesco dell'infiammabilità di almeno 200°, dunque è qualcos'altro che ha iniziato l'incendio che, raggiunta poi quella temperatura, ha incendiato i carichi di olio dei camion. 
Stupidi giornalisti, nelle prime ore, hanno fatto un parallelo con l'incidente disastroso della nave da crociera Costa Concordia... E' come se si potesse fare un paragone fra incidenti stradali in cui uno, correndo come un pazzo, finisce contro un ostacolo noto e visibile, e un altro, a seguito di un incendio del motore, non vedendo che fumo, andasse a sbattere.
Ogni incidente nautico è una storia a sé stante, con cause diverse e responsabilità diverse.
Un'altra cosa da notare è che più giornali hanno titolato che il Comandante "è ancora sulla nave", che "la regola dice che il Comandante è l'ultimo a lasciare la nave", infine che "il Comandante è stato l'ultimo a lasciare la nave"...
Insomma: in altri tempi questo non si sarebbe scritto.. perché ovvio Diritto della Navigazione.
E' evidente il "complesso Schettino": vergogna nazionale. Non l'unica, comunque, rimane inspiegabile l'incidente della Moby Prince e il mancato immediato soccorso in rada!! In rada, ragazzi! Non in mezzo al mare forza 8-9!!

sabato 27 dicembre 2014

Meno di niente

Meno di niente
La Terra fotografata da una sonda spaziale nella faccia illuminata dalla stella Sole.
Il resto è immerso nel buio più assoluto.
Sospesa nello spazio infinito in una immensa solitudine in cui la vita biologica non ha i mezzi per esistere e, in essa, la specie infinitesimale uomo non ha potuto esistere che da un milione di anni fa, non essendoci stati prima i presupposti ambientali adatti ad essa per esistere.

Soffio di vento la vita
sul Pianeta Azzurro.
Spenta, passa il ricordo.
Nulla rimane: è finita.
Fugge quello che aborro
cancellato e sordo,
solo bellezza rimane:
musica sublime, arte,
scrittura, scienza: pensiero
che vive, nel tempo immane
trascorso, nelle carte e
per l'uomo sia messaggero.

giovedì 25 dicembre 2014

Di orrore in orrore

Da: La Repubblica.it

Uccide a coltellate il figlio tredicenne: "Contenta di averlo fatto, volevano portarmelo via"

SAN SEVERINO MARCHE(Macerata) - Avevano cenato assieme, loro due da soli, la sera della Vigilia. Per il Natale la mamma gli aveva regalato le costruzioni Lego. Ma quando, alzatosi da tavola, il figlio 13enne si è lasciato alle spalle la soglia della casa materna per raggiungere l'abitazione del padre e trascorrere le feste con lui - moglie e marito sono separati -, la furia della donna è esplosa in tutta la sua drammatica follia. Nove coltellate hanno colpito il ragazzino. Lei lo ha inseguito fin sul pianerottolo, poi si è lanciata su di lui col fendente in mano. Quattro volte lo ha trafitto al petto. Un affondo è andato dritto al cuore. Simone non ce l'ha fatta. Si è accasciato a terra privo di vita. A dare l'allarme sono stati i vicini, richiamati dalle urla di madre e figlio. Quando sono arrivati i carabinieri, lei era ancora col coltello in mano. Qualche ora più tardi, rinchiusa nel carcere di Camerino, la donna -Deborah Calamai, 38 anni - avrebbe detto: "Sono contenta di averlo fatto, volevano portarmelo via".   
 La tragedia di mercoledì sera ha scosso il paese in cui è avvenuta: San Severino Marche, in provincia di Macerata. La donna, originaria di Firenze, è ora accusata di omicidio, e sempre secondo quanto riferiscono i carabinieri di Macerata, appare "tranquilla".

Era separata dal marito ed era in corso una pratica per l'affidamento esclusivo di Simone al padre, dato che la donna aveva problemi psicologici e dal 2005 era seguita da un ospedale psichiatrico. Ieri si era incontrata con il marito, Enrico Forconi, 43 anni, e pare che avessero avuto una discussione sempre in merito all'affidamento dell'adolescente. 

Dopo aver cenato con la mamma, il ragazzino avrebbe chiamato il padre con la scusa di chiedergli un aiuto per realizzare il modello con i mattoncini che aveva ricevuto in dono, ma probabilmente nella telefonata c'era una richiesta implicita di aiuto per aver visto la madre in condizioni di forte stress. A quanto sembra, quindi, madre e figlio non avrebbero avuto una lite, ma è probabile che la donna abbia avuto paura che l'ex marito potesse portarle via Simone. Il padre del ragazzo è arrivato a casa della ex dopo una decina di minuti ma Simone era già morto.

L'uomo ha postato in serata su Facebook una foto del figlio con il cane, scrivendo: "Un pezzo del mio cuore è volato via con te amore mio. Veglia su di me e proteggimi, meglio di quanto io abbia saputo fare per te. Mi manchi". 


Un'altra creatura innocente aggredita ed uccisa da chi avrebbe dovuto proteggerla ed amarla.
Non importa se la madre aveva problemi psichiatrici: non tutti i sofferenti di malattie psichiche uccidono.
Inoltre abbiamo assistito ad analoghi fatti orrendi dovuti a genitori che prima non avevano dato segni visibili di follia o di sofferenza psichica. Dunque c'è, nella frequenza di questi fatti orribili, qualcosa di disumano.
Manca l'Amore inteso nel senso reale del termine: Volere il bene dell'altro. Questi genitori assassini sono preoccupati più di sé stessi che dei propri figli, li vedono come propaggini di sé stessi, non come Persone da amare e proteggere, ma oggetti che possono, come in questo caso, essergli tolti. Non riconoscono nel figlio un pensiero autonomo da sé, una capacità di vivere ed essere felici o meno per sé stessi, senza il vincolo, il peso, dell'egoismo materno o paterno.
Questi genitori, malati o meno, sono dei mostri, punto e basta!
Mostri egocentrici. 
Provo un vero odio verso questi mostri e nessuna pietà. I loro orribili gesti provocano dolore e un senso di desolazione in tutti coloro che hanno un po' di sensibilità umana: il dolore per una creatura innocente che lascia la vita con sofferenza, paura ed orrore in un'età acerba e tenera...
Non si scriva che questa Medea merita pietà e perdono perché pazza: merita solo punizione lontano dalla società civile. 

Carmina Burana "doppiata"


Dalla presentazione della Sora Cesira :
"De raccontis scandalorum urbe romana ad operam ladronis infamonis et corruptis assessorii fraciconii" :





Auguri: speriamo in un futuro diverso!

martedì 23 dicembre 2014

Francesco, Papa che richiama tutti al messaggio Cristiano

Papa: cardinali e vescovi affetti cancro divisioni e calunnie


22 DIC 2014

(AGI) - CdV, 22 dic. - Papa Francesco ha condannato oggi la pratica dei "circoli chiusi, dove l'appartenenza al gruppetto diventa piu' importante di quella al Corpo di Cristo che e' la Chiesa", definendola "un cancro che minaccia l'armonia del Corpo" stesso. Ed ha ricordato che il "pericolo maggiore e' quello dell'autodistruzione o fuoco amico dei commilitoni". ' Nella Curia Romana si commettono infatti "omicidi a sangue freddo della fama dei propri colleghi e confratelli". "Per tale scopo - ha scandito nel discorso di Natale alla Curia Romana - sono capaci di calunniare persino sui giornali e le riviste, naturalmente per esibirsi e mostrarsi superiori agli altri, causando tanto male agli altri e alla Chiesa". "Guardiamoci dal terrorismo delle chiacchiere", ha chiesto a cardinali e vescovi riuniti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.
  Attenzione, ha pero' ammonito, anche a non "divinizare i capi, corteggiando i superiori per carrierismo". "La Curia e' chiamata a migliorarsi sempre e a crescere in comunione, santita' e sapienza per realizzare pienamente la sua missione", ha ricordato Papa Francesco nel discorso alla Curia Romana che, "come ogni corpo, e' esposta anche alle malattie, al malfunzionamento, all'infermita'". Oggi, ha spiegato, "vorrei menzionare alcune di queste probabili malattie. Sono malattie piu' abituali nella nostra vita di curia. Sono malattie e tentazioni che indeboliscono il nostro servizio al Signore. Ci aiutera' il catalogo delle malattie - sulla strada dei Padri del deserto, che facevano questi cataloghi - di cui parliamo oggi, a prepararci alla sacramento della riconciliazione, che sara' un bel passo di tutti noi per prepararci al Natale".
  In questo contesto, Papa Francesco ha descritto anche la "malattia dell'Alzheimer spirituale" che ha definito come la "dimenticanza della storia della Salvezza, della storia personale con il Signore, del primo amore". C'e' poi, ha continuato, la malattia del sentirsi "immortale" o "indispensabile" che affligge "una Curia che non fa autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi e' un corpo infermo". Per Papa Francesco e' pericolosa anche la malattia dell'eccessiva operosita' Quella di quanti, come Marta nel racconto evangelico, "si immergono nel lavoro, trascurando, inevitabilmente, "la parte migliore": il sedersi sotto i piedi di Gesu'". Il Papa ricorda che Gesu' "ha chiamato i suoi discepoli a "riposarsi un po'" perche' trascurare il necessario riposo porta allo stress e all'agitazione". Ma e' forse peggiore la malattia dell'"impietrimento" mentale e spirituale che colpisce quelli che "perdono la serenita' interiore, la vivacita' e l'audacia e si nascondono sotto le carte diventando "macchine di pratiche" e non uomini di Dio", incapaci di "piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono!". Diffusa negli ambienti ecclesiastici, ha continuato Bergoglio, e' anche la malattia dell'eccessiva pianificazione che piomba addosso "all'apostolo che pianifica tutto minuziosamente" e crede cosi' facendo che "le cose effettivamente progrediscono, diventando cosi' un contabile o un commercialista. Preparare tutto bene e' necessario ma senza mai cadere nella tentazione di voler rinchiudere e pilotare la liberta' dello Spirito Santo... E' sempre piu' facile e comodo adagiarsi nelle proprie posizioni statiche e immutate". Ma la Curia soffre anche "della malattia del mal coordinamento", perche' molti "perdono la comunione tra di loro" e cosi' "il corpo smarrisce la sua armoniosa funzionalita'" diventando "un'orchestra che produce chiasso perche' le sue membra non collaborano e non vivono lo spirito di comunione e di squadra". Dello stesso ceppo e' probabilmente la malattia dell'accumulare, che Francesco ha descritto cosi': "Quando l'apostolo cerca di colmare un vuoto esistenziale nel suo cuore accumulando beni materiali, non per necessita', ma solo per sentirsi al sicuro". Esiste pero' anche "la malattia del profitto mondano, degli esibizionismi" che si manifesta "quando l'apostolo trasforma il suo servizio in potere, e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o piu' poteri. E' la malattia delle persone che cercano insaziabilmente di moltiplicare poteri e per tale scopo sono capaci di calunniare, di diffamare e di screditare gli altri, perfino sui giornali e sulle riviste. Naturalmente per esibirsi e dimostrarsi piu' capaci degli altri". Una malattia che "fa molto male al corpo perche' porta le persone a giustificare l'uso di qualsiasi mezzo pur di raggiungere tale scopo, spesso in nome della giustizia e della trasparenza!".
  Non manca infine tra i curiali nemmeno la malattia della faccia funerea: quella delle persone "burbere e arcigne, le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severita' e trattare gli altri - soprattutto quelli ritenuti inferiori - con rigidita', durezza e arroganza". In realta', ha rilevato il Papa, "la severita' teatrale e il pessimismo sterile sono spesso sintomi di paura e di insicurezza di se'. L'apostolo deve sforzarsi di essere una persona cortese, serena, entusiasta e allegra che trasmette gioia...". Secondo il Papa, e' bene invece essere pieni di humor e autoironici: "Quanto bene ci fa - ha concluso - una buona dose di sano umorismo". (AGI) .

Questo Papa Bergoglio, non a caso Francesco, è impagabile!
Striglia tutti con bonomia, un sottile umorismo e una sapienza da psicologo di razza.
Che gli uomini dell'apparato ecclesiastico fossero come tutti gli altri lo sapevamo tutti.
Che l'ambiente della Curia avesse gli stessi mali di qualsiasi comunità umana, sapevamo anche questo.
Che un Papa avesse, con sorniona e sottile analisi, il coraggio di sbatterglielo in faccia... beh! Questo ancora non l'avevamo mai visto e ci fa piacere.  

Giornalisti penosi

Come in ogni professione e mestiere c'è chi è penoso e chi è bravo: le sfumature nel mezzo non fanno storia.

Piccola rassegna stampa sull'argomento da questo blog:
9 ottobre 2014 "Scoop fasulli"
Commento ad una notizia riportata da una giornalista del quotidiano "Il Messaggero"
Già da tempo ho constatato che sia la stampa sia le TV danno notizie che in realtà NON LO SONO.
Spesso in TV appaiono medici che pubblicizzano "scoperte" di tecniche nuove quando gli addetti ai lavori le praticano da decenni!
Dipende dalla scarsa professionalità di certi giornalisti o si vuole favorire qualcuno in cerca di pubblicità per alzare le proprie quotazioni?   



venerdì 21 febbraio 2014


Credit crunch

Ho già scritto sull'assurda abitudine, imposta soprattutto dal giornalismo televisivo e cartaceo, di usare termini inglesi per tutto, anche quando la stessa cosa si può dire con parole italiane comprensibili a tutti.
Dicono che però è necessario che gli italiani conoscano le lingue. Va bene, ma non è infarcendo le informazioni giornalistiche di termini inglesi sia per l'economia, sia per la scienza, sia per qualsiasi sciocchezza, che la gente imparerà l'inglese. I giovani, freschi di studio, lo sanno più degli adulti e degli anziani, ma non necessariamente debbono sapere e capire termini specifici e specialistici. Dunque questo modo di esprimersi di chi fa informazione è sciocco ed anche snobbistico.
Fare informazione vuol dire arrivare a tutti, far capire a tutti, altrimenti che informazione è?
Personalmente sono fra gli anziani che l'inglese lo hanno studiato per cinque anni, che lo hanno rinfrescato con corsi nel luogo di lavoro e viaggiando: sono dunque una privilegiata rispetto alla media della gente della mia età, ma a volte anche della gente più giovane di me. Eppure questo giornalistico italico sistema mi irrita, perché lo ritengo una mancanza di considerazione per tutti coloro che non conoscono l'inglese, ma hanno diritto di capire lo stesso quello che la televisione e la radio di Stato dicono. Altrimenti dichiarassero che parlano per pochi eletti e arrivederci e grazie!
Prendo l'esempio che ho messo nel titolo del post. Sapete cosa vuol dire? STRETTA DEL CREDITO, da parte delle banche ovviamente! Ebbene, visto che si può dire in due parole italiane comprensibili a tutti, perché dirlo con due parole inglesi che non capisce nessuno, nemmeno chi l'inglese lo sa? 
E' stupido, anche perché un professore di Economia Aziendale della Luiss, ospite oggi nella trasmissione RAI Uno Mattina condotta da un giornalista bravo e gradevole come Duilio Giammaria, ha ammesso sorridendo che in effetti Credit Crunch si potrebbe dire benissimo Stretta del Credito. Inoltre è cosa spiegabile con parole semplici: le banche non danno soldi alle imprese ed alle famiglie perché non possono più permettersi i mancati rientri e le inevitabili sofferenze.


sabato 18 gennaio 2014


Debolezze letterarie e giornalistiche

Quando sentiamo una notizia o leggiamo un libro ci aspettiamo che chi ha scritto abbia prima acquisito una certezza, altrimenti la sua credibilità non può costituire un riferimento.
Passi per il giornalismo che, data la velocità in cui si svolge, può essere a volte inesatto o peggio... Comunque è sempre passibile di correzione successiva, ma in letteratura, se l'affermazione inserita in un dato contesto si rivela inesatta, lo scrittore perde ogni credibilità.

domenica 18 agosto 2013


Giornalismo diseducativo e fuorviante

I telegiornali debbono dare le notizie in un tempo ristretto, breve, ma questa non è né può costituire una scusante a come vengono date. Si può, anche in un minuto, dire le cose in modo corretto e non necessariamente elusivo, superficiale, oppure fuorviante. 

Mi ha colpito, fra mille brutte notizie, quella del suicidio di un ragazzino di quattordici anni dovuto, così hanno ripetuto i telegiornalisti, alla sua omosessualità e, subito, hanno legato tale triste evento all’urgenza della legge contro l’omofobia.

La superficialità nel dare le motivazioni di una omosessualità certa, usandola poi come precipitoso pretesto per spingere su una legge che sottolineerebbe ancora di più la condizione della persona omosessuale come “particolare”, fa parte di quel giornalismo diseducativo volto a formare un pensiero di massa rozzo e dunque scorretto.

Come si fa a dire con assoluta certezza che il quattordicenne che si è gettato dalla terrazza di un condominio “era omosessuale”. Non basta certo il fatto che egli l’abbia scritto, che egli lo temesse, anzi, ne fosse certo.
A quella età non si può essere certi di nulla, dunque il modo corretto di dare la notizia è: “Si è ucciso lasciando un biglietto in cui ha scritto di essere omosessuale”. Per poi commentare brevemente: “Timore che poteva essere legato alle incertezze tipiche della pubertà che si affaccia all’adolescenza.”

Ma come si fa a bollare questo sventurato giovanissimo suicida dando per certa la sua temuta e presunta condizione sessuale? Come si fa ad utilizzarla con rozzo realismo per una legge inutile di cui tanto si parla per le solite ragioni demagogiche?

Lui era convinto di esserlo omosessuale, ma chi può dire che lo fosse veramente? Chi può dire che non fosse influenzato dal gran parlare che di questa condizione si fa? Chi può dire che semplicemente si sia smarrito in una crisi adolescenziale che nessuno ha capito? Chi può non riflettere che egli poteva essere soltanto un ragazzino insicuro di sé, che doveva ancora trovarsi, e che gli stimoli sciocchi e superficiali di coetanei, che si affacciano anche loro sul mondo della sessualità senza capirci molto,  possono averlo spinto ancora di più in un vicolo cieco di insicurezza?

Sta a chi pretende di svolgere un mestiere come quello dell’informazione, della comunicazione, la capacità di dire le cose in modo corretto, non fuorviante e soprattutto, ma l’asservimento a questa o a quella corrente politica rende questo aspetto più difficile, non utilizzando le notizie per spingere su cose che certa politica vuole imporre al pensiero collettivo.
In questo caso una legge fatta apposta per l’omofobia, quando esistono già leggi che puniscono ogni tipo di discriminazione e basta, volendo, solo aggiungere a quel reato una specifica in più! 

Tante leggi e, nell’eccesso, nessuna giustizia.  

Non c'è dunque certo da meravigliarsi se spesso leggiamo errori che danno conto della superficialità di chi dovrebbe informarci; ciascuno di noi, leggendo qualcosa di persone o ambienti che conosce da vicino, ride leggendo errori marchiani del giornalista penoso di turno: capita, ad esempio, che attribuiscano a persone, che sappiamo bene chi sono, titoli e ruoli che non sono i loro, scrivendo di fatto il falso. Ma che razza di informazione è dare un dato che è falso?
E' una non notizia. 

Reato di Omicidio Stradale

Cliccando sull'etichetta Criminalità Stradale compaiono in sequenza, dall'ultimo al primo, tutti i post che ho dedicato a questo argomento. Riassumo qui sotto i punti più significativi: 

24 giugno 2014
...la consapevolezza che, se si è così rigorosi con chi ha disabilità visive, non lo si è altrettanto con chi ha il cervello bacato e guida in modo dissennato.
Anche scremando la popolazione automobilistica da drogati, gente che fa uso abituale di psicofarmaci, gente che beve alcool, rimangono le persone, frequentissime, che disdegnano il Codice della Strada inventandosi un Codice a loro uso e consumo personale: dunque di fatto degli alienati, degli asociali che non vogliono piegarsi alle Regole che una Società deve darsi per dirsi civile e vivere gli individui nel rispetto degli uni con gli altri. 
E sono soprattutto quest'ultimi che creano grossi incidenti e danni e non certo chi ha disabilità visive: giacché un buon cervello può usare molto bene poca vista, mentre un cervello balzano può usare molto male la migliore vista possibile!  

giovedì 12 dicembre 2013


Giustizia Terrificante!!

ANSA.it

Ragazza Usa uccisa, pena ridotta a investitore

Nel 2011 la giovane che faceva footing fu scaraventata in un canale

10 dicembre, 14:24

Ragazza Usa uccisa, pena ridotta a investitore
(ANSA) - SAN GIOVANNI VALDARNO (AREZZO), 10 DIC - La Corte d'Appello di Firenze ha ridotto la pena a Pietro Stefanoni, 58 anni, il pirata della strada che il 2 ottobre del 2011, a San Giovanni Valdarno travolse e uccise con la sua auto la guida turistica americana Allison Owens, 23 anni, che stava facendo footing lungo la strada statale 69. Dai tre anni e due mesi di condanna inflitti in primo grado dal gup di Arezzo Giampiero Borraccia, la Corte di Appello di Firenze è scesa a due anni, un mese e dieci giorni.
Quando verrà istituito finalmente il reato di Omicidio Stradale?
Si può continuare a banalizzare la morte?
Ricordo che questo investitore dichiarò di "non essersi accorto di aver investito la fanciulla"!!
Nemmeno fosse stato un gatto! Eppure se accade te ne accorgi eccome!!
Però si è accorto di avere l'auto molto ammaccata, ma senza sapere come!
E l'ha portata a riparare lontano da dove abitualmente viveva!
Nonostante tutti questi accorgimenti gli inquirenti sono stati bravissimi e l'hanno beccato!
Niente paura però! Ci pensano i magistrati a trovare le attenuanti!
L'attenuante di non essersi reso conto che era stato lui ad investire "il gatto" Allison neppure quando ha visto la notizia al telegiornale!  
Povera anima innocente! Come deve aver fatto pena al magistrato!

domenica 21 dicembre 2014

Omicidio stradale a Rocca Priora

Da: ROMA TODAY

Rocca Priora: fu investito 20 giorni fa, muore Matteo Roiati. Donati gli organi
Nel giorno del dolore un atto di generosità da parte della famiglia del giovane investito nel centro storico di Rocca Priora da un cittadino residente ad Artena lo scorso 29 novembre.
Matteo Roiati - foto presa dal suo profilo facebook















Non ce l'ha fatta il giovane Matteo Roiati che venti giorni fa era stato investito nel centro storico di Rocca Priora da un guidatore di Artena, poi risultato positivo all'alcool test. Il giovane stava attraversando la strada all'incrocio di Via degli Olmi quando venne investito da un'auto sopraggiunta ad alta velocità.
Dopo quasi tre settimane di agonia il suo cuore ha smesso di battere nella giornata di mercoledì 17 dicembre, troppo gravi le lesioni riportate nell'investimento. La famiglia ha deciso però un ultimo gesto di solidarietà, quello di donare gli organi del giovane che aveva 27 anni.  La comunità di Rocca Priora, una realtà di piccole dimensioni, è rimasta molto colpita dall'incidente e si è stretta intorno alla famiglia del ragazzo.

Il suo investitore, un 40enne di Artena, secondo quanto emergerebbe dalle analisi, era al volante sotto effetto di sostanze stupefacenti.
Non sapevo che il giovane investito dal solito guidatore sotto l'effetto di sostanze fosse quell'abilissimo ragazzo che un giorno mi aveva tagliato con grande professionalità diversi tipi di carne nella macelleria della sua famiglia. Una carne buonissima, come raramente se ne trova e, soprattutto, mi aveva colpito la bravura del ragazzo, che sembrava anche più giovane dell'età che ora scopro, in modo funesto, essere di 27 anni. Forse per la sua magrezza sembrava poco più che un ragazzino, ma era abile nel suo lavoro più di un macellaio che lo fa da una vita. Lo dico con l'esperienza della massaia che fa la spesa da tanti anni. Mi aveva colpito tanto da parlarne a mio marito: "Hanno aperto un supermercatino a conduzione familiare all'inizio della nostra via, mi ha servito un ragazzo bravissimo che ha saputo anche consigliarmi su cosa scegliere per quello che mi serviva." Ero rimasta proprio soddisfatta da come mi aveva servito e per la carne davvero ottima.
Ora apprendo che non c'è più perché il solito omicida stradale l'ha investito in un punto dove non si può certo correre e dove tutto è visibilissimo.
E' incredibile pensare che non c'è più. E' terribilmente ingiusto. E non posso pensare, da madre, a quella povera madre che deve continuare a lavorare nello stesso negozio servendo il pane e tutto il resto... La carne no, quella la sapeva tagliare molto bene solo lui.