martedì 30 dicembre 2014

Burocrati: Renzi o Brunetta?

Da: Tribuna PoliticaWEB.it

Brunetta. Per i fannulloni “basta applicare la mia riforma”


“La frenesia di nuovi annunci di riforme epocali sulla pubblica amministrazione fa dimenticare al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ci sono leggi vigenti che potrebbero ben attuare quello che lui ha promesso ieri nella conferenza stampa di fine anno. “Licenziare i dipendenti che non lavorano, chi non timbra il cartellino (forse voleva dire chi timbra il cartellino al posto di altri), premiare gli onesti che lavorano”. Tutto questo è possibile, basta applicare la Riforma Brunetta senza nessuno spreco di energia di una nuova riforma, dove peraltro alcuni di questi temi mancano del tutto”. Lo dice il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta. “Al riguardo – aggiunge – sarebbe opportuno che il Presidente si leggesse bene il disegno di legge Delega della Ministra Madia. Le norme introdotte dalla riforma Brunetta hanno previsto un sistema premiante molto severo e per questo inviso ai sindacati, un sistema sanzionatorio che arriva fino al licenziamento, la lotta all’assenteismo, nuovi poteri ai dirigenti, la mobilità obbligatoria anche in questo caso con licenziamento se non accettata, piena trasparenza e pubblicazione di tutti gli atti, e-government per tutte le amministrazioni attraverso il Cad (Codice dell’amministrazione digitale) con i relativi decreti attuativi, e tanto altro ancora. Tutte disposizione vigenti, basterebbe applicarle”.




Sinceramente, non so se quello che dice un personaggio come Brunetta sia proprio come dice lui...
Tanto tempo fa lo incrociai davanti al Motel che fungeva (e funge ancora) da Rettorato e palazzo degli uffici amministrativi dell'Università dove lavoravo e avrebbe dovuto lavorare pure lui, avendo una cattedra presso la Facoltà di Economia e Commercio di quell'Ateneo. Lo notai perché era davanti alle porte scorrevoli dell'ingresso parlando con qualcuno con grande sicurezza e prosopopea. Mi chiesi chi fosse quel "fresco buffo" con quel gran capoccione...
In seguito appresi dai giornali che era in politica con Berlusconi e che prendeva uno stipendio corposo come ordinario presso la mia Università: non so se avesse il tempo di insegnarvi anche...
Comunque non me la sento di leggere la sua Legge e dunque non posso valutare perché e per come Matteo Renzi non la applichi.

Certo il nostro Paese è pieno di Leggi inapplicate, anzi, è pieno di Leggi in generale.
Qualcuno tanto tempo fa disse che questo è il miglior modo per governare: tante Leggi, tanta confusione, tanta discrezionalità nell'applicazione.

Molte persone oneste con cui parlo mi hanno detto di essere schifate del fatto che Matteo Renzi abbia scorporato dal cosiddetto "Jobs Act" (ribadisco che mi da molto fastidio questo chiamare ufficialissime italiche faccende in una lingua che non è comprensibile a TUTTI gli Italiani che pagano le tasse in questo singolare Paese) i contratti del Pubblico Impiego.
Lui dice che c'è un altro progetto di Legge ad hoc in discussione per chi ha il posto a vita garantito, le protezioni sindacali e le 36 ore settimanali di servizio... 
Sarà! Ma ora scappa fuori Brunetta che dice che la Legge c'è già, basta applicarla.
A chi credere?

Di certo c'è che se 30, 40 anni fa chi valeva poteva anche scegliere di lavorare per una Società privata perché gli stipendi, a parità di competenze, erano più alti del "posto a vita garantito" nello Stato, oggi la realtà, come molte cose, è decisamente cambiata, dunque favorire il pubblico impiegato, soprattutto nei ruoli delle scartoffie burocratiche, significa mantenere inqualificabili e inaccettabili privilegi che hanno comportato e comporteranno, se le cose rimangono così come sono, concorsi esterni ed interni drogati dalle raccomandazioni della peggiore specie, giacché per la sicurezza la gente si venderebbe pure l'anima.
Insomma, dato l'andamento del mercato del Lavoro, precariezzare i contratti del privato, quando a causa della carenza di Lavoro già c'è uno sfruttamento non ufficializzato in cui, in certi ruoli, si arriva a lavorare anche più di 70 ore settimanali, significa creare lavoratori di serie A, pubblici garantiti, e lavoratori di serie B, privati al macello. 

Ho già scritto, e non ho cambiato idea, che non era l'articolo 18 il problema, ma come certi giudici del lavoro lo hanno applicato non considerando la "giusta causa" quando c'era e reintegrando nel posto di lavoro furbastri lavativi, assenteisti finti malati (anche grazie ai certificati medici compiacenti), ed altra genia di "lavoratori" garantiti da un sindacalismo che non faceva distinzioni fra chi veniva licenziato ingiustamente e chi era uno sporco assenteista nullafacente.

Nell'incapacità di fare distinzioni si è arrivati a questo punto. L'Italia è un Paese che adatta le sue innumerevoli Leggi al comportamento dei peggiori, mai dei migliori.
I migliori, tanto, continuano a tirare la carretta, nel privato come nel pubblico, in silenzio e senza premi legislativi. Anzi: il contrario.

Gli incapaci continuano a stare al loro posto anche quando fanno errori marchiani, come ho più volte documentato su questo blog anche in tempi recenti...

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