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domenica 31 gennaio 2016

Chi era Sandro Viola

Da: La Stampa.it
20/06/2012
ROMA
Il mondo del giornalismo perde un’altra delle sue penne più raffinate: Sandro Viola si è spento all’età di 81 anni dopo una lunga malattia. Editorialista di Repubblica ed esperto di politica estera, seguì e commentò i grandi fatti del nostro tempo, dalla Guerra dei Sei giorni al sequestro Moro.

Nato a Taranto il 2 giugno del 1931, aveva lavorato anche per La Stampa, prima di trasferirsi al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. A lui fu affidata, tra le altre, la copertura del sequestro Moro. Passò poi alla politica internazionale, di cui è stato per anni uno dei più raffinati e approfonditi interpreti di Repubblica. Prima come corrispondente dall’estero e poi come inviato speciale seguì per anni le vicende della Russia e del Medio Oriente. Nel 1972, per il suo lavoro su La Stampa, vinse il Premiolino. «Con Sandro Viola - fa notare l’esponente del Pd Walter Veltroni - se ne va uno degli osservatori più acuti delle vicende internazionali, un giornalista colto e attento , pieno di curiosità e attenzione. Leggere i suoi articoli era sempre un gran 
piacere, con la sua prosa elegante e asciutta, le sue osservazioni stimolanti le analisi lucide e penetranti. Era per tantissimi uno sguardo sul mondo importante e illuminante».

Il giornalista Sandro Viola 

All'epoca dell'incredibile articolo su GIOVANNI FALCONE era direttore ancora Eugenio Scalfari:
da Wikipedia
Scalfari, padre del quotidiano la Repubblica e della sua ascesa editoriale e politico-culturale, abbandona il ruolo di direttore nel 1996

Mi chiedo come Direttore e Comitato di Redazione abbiano potuto accettare l'articolo pubblicato nel mio post precedente...

Un articolo di "La Repubblica" di cui il giornale deve vergognarsi

Da: FANPAGE.it

Ed eccolo, quell’articolo su Repubblica contro Giovanni Falcone

GIOVANNI FALCONE
Fu ucciso 11 giorni dopo questa foto

Abbiamo recuperato l'introvabile articolo di Sandro Viola che nel gennaio 1992 si scagliava contro Giovanni Falcone, accusandolo di essere un "guitto televisivo". Qualche giorno dopo sullo stesso giornale Giuseppe D'Avanzo difendeva il giudice antimafia: "Non ha mai avuto una vita facile".

ULTIME NOTIZIE 23 MAGGIO 2012 13:42 di Ciro Pellegrino

È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie. Nella pagina dedicata ai commenti viene pubblicato un articolo dal titolo "Falcone, che peccato…" vergato da Sandro Viola, firma di punta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L'argomento del commento è il giudice antimafia che Viola prende di mira per via della sua esposizione mediatica. Un pezzo durissimo che oggi, a vent'anni dalla strage di Capaci che fece saltare in aria Falcone, la moglie e la scorta, ritorna a galla con la violenza d'una colpa. L'articolo, introvabile nell'archivio online di Repubblica, è oggetto di discussione in queste ore sulla Rete, ma nessuno l'ha pubblicato integralmente, in maniera da consentire al lettore un'autonoma valutazione.

L'articolo contro Giovanni Falcone
Eccolo, l'articolo, in versione integrale: recuperato grazie all'Emeroteca Tucci di Napoli. Che ognuno faccia le sue valutazioni dopo averlo letto.


Viola attacca definendo Giovanni Falcone "magistrato che alla metà degli anni Ottanta inflisse alcuni duri colpi alla mafia". Una definizione quanto meno riduttiva per l'anima del maxi-processo di Palermo, per colui che, lo dicono i suoi colleghi magistrati, individuò nuove tecniche e nuovi metodi per l'approccio alla questione mafiosa. Continua Viola: "da qualche tempo sta diventando difficile guardare al giudice Falcone col rispetto che s'era guadagnato".

Poi, l'accusa di essere diventato una sorta di esternatore, al pari dell'allora Capo dello Stato, il "picconatore" Francesco Cossiga: "Egli è stato preso – scrive Viola su Repubblica – infatti, da una febbre di presenzialismo. Sembra dominato da quell'impulso irrefrenabile a parlare, che oggi rappresenta il più indecente dei vizi nazionali. Quella smania di pronunciarsi, di sciorinare sentenze sulle pagine dei giornali o negli studi televisivi, che divora tanti personaggi della vita italiana – a cominciare, sfortunatamente per la Repubblica, dal Presidente della Repubblica".

La preoccupazione dell'editorialista è che Giovanni Falcone abbia perso il suo equilibrio. Gli chiede di lasciare la magistratura viste le sue rubriche sulle pagine dei giornali: "Perché nessun paese civile ha mai lasciato che si confondessero la magistratura e l'attività pubblicistica".

"Quel che temo, tuttavia – continua il pezzo – è che a questo punto il giudice Falcone non potrebbe più placarsi con un paio di interviste all'anno. La logica e le trappole dell'informazione di massa, le sirene della notorietà televisiva tendono a trasformare in ansiosi esibizionisti anche uomini che erano, all'origine, del tutto equilibrati". Poi si passa all'analisi, anzi alla demolizione, del libro ‘Cose di cosa nostra' scritto da Falcone con la giornalista francese Marcelle Padovani pure lei nel mirino della penna al vetriolo di Viola: "E scorrendo il libro-intervista di Falcone ‘Cose di cosa nostra' s'avverte (anche per il concorso di una intervistatrice adorante) proprio questo: l'eruzione di una vanità, d'una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste del ministro De Michelis o dei guitti televisivi".

Nel finale, Viola, pur ammettendo di trovarsi davanti ad un "valoroso magistrato" si chiede "come mai desideri essere un mediocre pubblicista". Il giornalista ignorava che il giudice aveva intuito qualcosa: la necessità di comunicare ad una platea più vasta, da magistrato, la mentalità mafiosa. Inoculare il virus ai giovani come un vaccino, in maniera da renderli resistenti al fascino della cultura dell'omertà e della morte.

"Non ha mai avuto una vita facile e anche stavolta c'è chi farà di tutto per rendergliela difficile": qualche giorno dopo, dalle colonne della stessa Repubblica, qualcuno scriveva questa frase, riferendosi a Giovanni Falcone. Quel qualcuno si chiamava Giuseppe D'Avanzo.


in foto: L'articolo del gennaio 1992 firmato da Sandro Viola su Repubblica contro Giovanni Falcone


continua su: http://www.fanpage.it/ed-eccolo-quell-articolo-su-repubblica-contro-giovanni-falcone/

http://www.fanpage.it/

sabato 30 gennaio 2016

Chi troppo vuole poco stringe

Tutti parlano male di Matteo Renzi, tutti lo odiano...
Lo accusano di essere l'esecutore del progetto della P2... e di tante altre nefandezze.
Io vedo un "ragazzo" (l'ho già scritto che è più giovane del più piccolo dei miei figli.. quindi mi si passi  "ragazzo") che si sta dando da fare e che cerca di smuovere la palude Italia.
Le Riforme. Il Senato, dice mio marito, ammiratore di Renzi fin da quando era il sindaco di Firenze, doveva essere eliminato in toto.
Abbiamo una cosa farraginosa ed inutile al posto del Senato precedente, che serviva solo ad un ulteriore esercizio di potere da parte dei partiti, con i loro accordi palesi e sottobanco, che ai cittadini non dava garanzie maggiori di leggi giuste e ben fatte, come la storia degli ultimi 70 anni insegna. Per i cittadini contribuenti era solo un pesante aggravio di spesa.
Criticano anche la legge elettorale.
La volontà di fare le cose bene viene stravolta dai cambiamenti che, lungi dal migliorare i provvedimenti, li peggiora..
Questa è la democrazia! Eppure gli danno del ducetto anche così.
Se Renzi non piace tutti gli altri non sono migliori.
Non sono stati ancora in grado di emanare una seria e benfatta Legge sull'Omicidio Stradale!! 

Però la Cirinnà non si tocca!!! Deve essere approvata così com'è! Adozione e forse reversibilità comprese!
Gli altri Paesi Civili ce l'hanno la Legge delle Unioni Civili e pure noi dobbiamo farne fotocopia!
Allora facciamo fotocopia di tanti Servizi che chi va in codesti Paesi e ci vive un po' di tempo scopre essere semplici e facilitanti la vita dei cittadini, mentre qui siamo trattati da sudditi dai vari Carrozzoni che gestiscono i Servizi essenziali, da bestiame sui trasporti pubblici, da questuanti quando dobbiamo espletare una qualsiasi pratica burocratica per i nostri diritti!

Quanti sono gli Italiani omosessuali? Non credo che ammontino alla maggioranza: diamogli questa legge che regola chi vuole vivere insieme con delle garanzie legali e finiamola!

Non ci inventiamo l'adozione del figlio del compagno! Cos'è orfano? Qual'è lo scopo economico che c'è dietro e che costi chiede allo Stato Previdenziale questa pretestuosa idea?
I giovani in futuro, ce lo sentiamo dire ogni giorno, non avranno quasi la pensione, e noi ci inventiamo Unioni Omosessuali che peseranno sulla Previdenza con ulteriori reversibilità?
Condivido il pensiero di Corrado Passera, o meglio, egli ha espresso il mio stesso pensiero su questo argomento.
Corrado Passera, lo ricordo a chi lo avesse dimenticato, è colui che risanò le Poste Italiane: uno dei pochi Manager di Stato che ha saputo fare cose buone, quando gli Italiani sono abituati a Boiardi di Stato che incassano liquidazioni faraoniche dopo che hanno fatto guasti e buchi in strutture statali altrettanto faraonici.   

venerdì 29 gennaio 2016

Le nostre false sicurezze

Nel breve tempo che ci è concesso di vivere, a molti troppo poco per capire qualcosa e a tanti, come me, abbastanza fortunati da poter arrivare ad un'età in cui si può riflettere su una sufficiente esperienza di vita, capiamo che l'Uomo impara dalla sua Storia che la Civiltà non è una conquista ferma e duratura: si può ripiombare nella barbarie e nel disordine in qualsiasi momento.

Proprio in questi giorni celebrazioni ricordano a chi l'ha dimenticato o a chi lo vuole dimenticare l'orrore del Nazismo.
Fu la negazione di ogni Civiltà e l'apoteosi della Malvagità umana.
Ghettizzare gli altri è la via più meschina e breve per innalzare se stessi, traendone almeno un momentaneo beneficio psicologico.
Lo si vede a livello microscopico ed individuale nella vita di ogni giorno e, a livello macroscopico, questo miserevole vizio della mente umana, diventa una regressione di interi popoli, dunque una caduta della Civiltà.

Dopo l'orrore della Seconda Guerra Mondiale del XX Secolo dell'Era Cristiana, chi è sopravvissuto ha cercato di ricostruire un avvenire migliore per sé e per la propria discendenza.
Oggi, all'inizio del XXI, il sogno dell'Europa a garanzia della Pace si sta sfaldando in egoismi mai sopiti prima ancora di essere totalmente compiuta.

L'Italia ha i suoi difetti ma gli altri Paesi dimostrano di averne di diversi ma altrettanto letali per la causa.
Quello che a noi veniva rimproverato, quello che in noi era criticato, l'incapacità a fronteggiare un intero continente africano che si riversava sulle nostre coste esposte nel bacino Mediterraneo, oggi provoca, in Paesi da sempre in Italia portati ad esempio di civiltà più avanzata della nostra,  una reazione egoistica e conservativa della sicurezza e del benessere dei propri popoli. 

A livello mondiale l'Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite dimostra una totale incapacità a saper difendere i popoli dai genocidi che Capi di Governi Assassini perpetrano da anni, provocando esodi biblici nello stretto senso del termine. 

I siriani stanno svuotando la Siria perdendo per strada i loro bambini, mentre il Tiranno Assad non lascia il potere, i ribelli non sono capaci di cacciarlo e non propongono nulla di meglio per l'avvenire della Nazione Siriana, mentre la barbarie dei massacratori del disseminato Stato Islamico porta avanti il loro progetto di negazione della Vita propria e degli altri, che somiglia alla follia del Nazismo: anche lì davano morte e se fermati si suicidavano.

In questa palude la Civiltà può affondare nella divisione e nei personalismi.
L'Occidente, Europa Unita e USA, pur con gli inevitabili difetti, dato che l'Eden è solo un concetto astratto, danno una speranza di continuità ai popoli nella tolleranza reciproca per l'avvenire.
Certo non la da questo Islam, intollerante, violento, opprimente: la filosofia del non riconoscimento del diverso da sé porta solo alla fine di ogni concetto alto di Umanità. 
Ormai l'uomo sa come usarla... e prima o poi qualcuno la userà

giovedì 28 gennaio 2016

Roma-Parigi, che differenza!

 rainews.it


Rohani-a-Parigi-Femen-seminuda-simula-impiccagione-contro-la-pena-di-morte-in-Iran

28 GENNAIO 2016 Manifestazione shock delle Femen in occasione della visita di Hassan Rohani a Parigi. Mentre il presidente iraniano riceveva gli omaggi militari agli Invalides, il complesso napoleonico nel cuore di Parigi, poco distante - nei pressi della Tour Eiffel - le attiviste simulavano un'impiccagione con tanto di bandiera iraniana dipinta sul seno nudo. Una delle attiviste ha infatti manifestato appesa con una corda al ponte Debilly. Sopra di lei uno striscione con scritto 'Benvenuto Rohani, boia della libertà'. "È per dare il benvenuto al presidente iraniano, per farlo sentire a casa: nel suo Paese ogni anno più di 800 persone sono condannate a morte", hanno spiegato le Femen. La protesta mira a sottolineare che, come denunciato nell'ultimo rapporto di Amnesty International, dopo la Cina l'Iran è il paese che ricorre più spesso alla pena di morte. A Parigi, Rohani ha incontrato il premier Manuel Valls, i ministri degli Esteri e dell'Economia Laurent Fabius e Emmanuel Macron, nonché rappresentanti del mondo dell'economia e della Confindustria (Medef) con cui sono stati conclusi numerosi contratti. All'Eliseo niente pranzo né cena ma solo un'austera riunione pomeridiana anche per evitare nuove polemiche rispetto alla pretesa di Teheran di bandire il vino da tavola a cui Hollande non si è voluto piegare.



Parigi ha firmato ugualmente contratti economici con l'Iran senza prosternarsi in modo servilmente ridicolo, anzi, giustamente orgoglioso dei vini francesi Hollande non li ha voluti togliere ridicolmente dalla tavola ed ha offerto a Rohani un semplice thè! 
Insomma, bisogna finirla di pretendere il RISPETTO per la propria cultura a casa propria e anche a casa degli altri!
In Italia, invece, arriviamo ad atti di autocancellazione della nostra cultura sia a livello istituzionale governativo, sia in ordine sparso da parte di singoli, presidi, magistrati, che chiedono l'eliminazione del crocefisso o del Presepe in alcuni luoghi pubblici!!
Trovo questo servilismo culturale spacciato per "apertura all'altro" RIVOLTANTE.
Sono Italiana e felice di esserlo e rivendico i simboli della nostra tradizione che sono i simboli della nostra identità culturale.
La bellezza offende la barbarie
Il servilismo offende l'intelligenza

Ripubblico un elenco dei libri da me scritti o tradotti


venerdì 4 settembre 2015

I miei scritti


Pubblicazioni

Storia della Scienza Contemporanea - "Il XX Secolo"- Lucarini Editore - Roma 1983-84
Traduzione e Cura di Rita Coltellese - Opera in 5 Volumi


Per la Storia della Matematica è stata necessaria la revisione del Prof. Giuliano Natali e per una parte della Dott.ssa Silvia Resta. Tradurre non è semplice consultazione di un vocabolario, non essendo tutti i termini scientifici in esso contenuti. Anche volendo adottare un vocabolario scientifico specifico (cosa che mi sono rifiutata di fare per i costi di approvvigionamento, date le Scienze diverse di cui si parla nell'Opera) comunque non tutti i termini vi si trovano.  Dunque il mio lavoro si è svolto spesso con l'intuizione e la ricerca del termine giusto nell'Enciclopedia Italiana o in testi Universitari di Biologia, Genetica, Medicina che avevo in casa, avendo io studiato e dato alcuni esami per il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia senza però laurearmi.





Ho un ottimo ricordo dell'Editore Lucarini. Ricordo una sera nel suo studio presso la Casa Editrice fare le dieci di sera per decidere le copertine esaminando varie foto. Purtroppo l'Editoria in Italia non è un buon investimento e Lucarini, ancora in campo, non si arrende e così risponde in un'intervista del 20 novembre 2014:
 Possiamo definire la sua come “editoria di destra”? «Certo. Io vorrei essere considerato un editore di tutta un'area politica, come faceva un tempo Einaudi per tutta la sinistra. Vorrei rappresentare tutte le anime della destra, anche perché la destra ha bisogno di cultura, anche se molto spesso l'ha trascurata, a differenza della sinistra. Il fatto è che la cultura non paga nel breve periodo, ma nel lungo sì».

Una raccolta di Novelle uscita nel 2011 di cui una soltanto è una storia totalmente inventata 

Un romanzo breve o racconto lungo uscito nel 2006: una analisi della realtà sulla incapacità delle persone di essere autentiche.

Uscito nel 2007: un Romanzo diviso in XVI capitoli sulla cruda realtà universitaria.


Uscito nel 2010, il mio primo Romanzo Giallo, storia inventata.., ma non tanto, divisa in XXVII capitoli. Una nota: nessuno, fra i lettori con cui ho potuto parlare, ha indovinato l'assassino.

Di queste Opere cartacee, escluse quelle pubblicate da Lucarini Editore, ho il pieno possesso del Diritto D'Autore e possono da me essere ripubblicate presso qualsiasi Editore.

Cronache di pazzie quotidiane: elenco

Elenco degli 11 raccontini brevi delle Cronache, con la data di pubblicazione su questo blog per facilitarne la lettura cercandoli tramite data dal calendario a destra della Home Page, oppure cliccando sul relativo link:

Cittadino reso Fantozzi - 15 maggio 2013
Rita Coltellese *** Scrivere: Cronache di pazzie quotidiane

Solo un'informazione... - 27 maggio 2013
Rita Coltellese *** Scrivere: Cronache di Pazzie Quotidiane

Crostate e collane - 5 giugno 2013, ripubblicata il 15/11/2014 e il 25/04/2015
Rita Coltellese *** Scrivere: Cronache di pazzie quotidiane

mercoledì 27 gennaio 2016

TELECOM o TIM non cambia: sempre telenovela è

AGGIORNAMENTO al 27 luglio 2016:
è successa la stessa cosa con le due e-mail relative alle due fatture di LUGLIO 2016 delle nostre due linee a rete fissa + ADSL....
Naturalmente abbiamo di nuovo segnalato la cosa al 187... il quale ha promesso che passerà la segnalazione al Servizio "Tecnico"...
Ma "Tecnico" de che??!!
Questi nun so bboni a fà na cosa decente de software!!!
Mi viene da dirlo alla romana, in modo casareccio, come casareccio è questo software fatto da gente che dovrebbe fare un altro mestiere... Non dico braccia per l'agricoltura, perché anche per l'agricoltura ci vuole cervello!
La cosa è ancora più penosa se si pensa che anche stavolta, come in precedenza, abbiamo provato ad accedere tramite MYTIM con la password, prima di chiamare di nuovo il 187, e come l'altra volta non riconosceva nemmeno la password, e come l'altra volta allora mio marito l'ha cambiata... e come l'altra volta riprovando ad entrare, dopo averla cambiata, con la password vecchia che prima rifiutava: è entrato!!!
Telecom/TIM: sparateve!
Non vorrei fare concorrenza a Damiano Er Faina, ma certe volte, di fronte a tanta sfrontata idiozia che paghiamo pure, penso che il mezzo espressivo più efficace sia la volgarità, meno nociva di questi NON SERVIZI spacciati per tali!
Anche stavolta abbiamo potuto avere una delle due bollette grazie alla cortesia della ragazza del 187 che ce l'ha spedita per e-mail. 
L'altra l'abbiamo letta con la vecchia password che prima rifiutava...  
----- Original Message -----
To: ///////@alice.it
Sent: Saturday, January 23, 2016 1:43 PM
Subject: Fattura TIM linea Fissa - Gennaio 2016 - scadenza 08/02/2016


Gentile XY,

ti informiamo che la tua fattura TIM di Gennaio 2016 relativa alla linea 0773????? è stata appena emessa ed è già disponibile online.

accedi al servizio
Ti ricordiamo alcuni vantaggi del Conto Online:

- Assistenza 24 ore su 24 su tutte le tematiche relative alla linea e alle fatture di TIM.

- Possibilità di inoltrare richieste e segnalazioni veloci direttamente online senza tempi di attesa al telefono, ottenendo una risposta entro 24 ore.

- Opportunità di visualizzare il dettaglio di tutte le chiamate.

Ti aspettiamo presto su www.tim.it.
Grazie.
 

Servizio Clienti tim.it


A Roma diciamo: "Mejo ride pe' nun piagne".
Siamo alle solite. Su questo blog ho ampiamente riportato vicende da me vissute, come tutti noi cittadini, sui disservizi e le assurdità dei "Carrozzoni", altrimenti non è possibile chiamarli, che in Italia erogano i principali Servizi irrinunciabili, in tale funzione delegati, a vario titolo e in varie forme concessorie, dallo Stato, dunque dai Governi.
Per non essere perseguitati dai disservizi Telecom, (oggi il sito ha cambiato colore, dal rosso all'azzurro e compare TIM, ma è cambiato solo questo), abbiamo domiciliato tutto e chiesto l'invio delle fatture via e-mail. Abbiamo 2 linee telefoniche fisse con ADSL. Soprassediamo sull'ADSL... Anche su questo documentai alcune vicende.. Fermiamoci all'ennesimo disservizio riguardante la possibilità di leggere la fattura tramite la e-mail: sopra pubblico la e-mail omettendo nome e numero telefonico, ovviamente, ma non la data dell'invio: sabato 23 gennaio c.a.; carina, peccato che cliccando ACCEDI AL SERVIZIO appare la scritta che "si è verificato un errore, riprovi più tardi".
Prova e riprova ma passano le ore e non si riesce ad accedere alla fattura.
Chiamo il 187 il giorno dopo e una gentile Patrizia ipotizza che stiano facendo del lavoro sul software "perché è domenica", dice riprovi domani che è lunedì.
Va bene.. anche se loro scrivono:
 Ti ricordiamo alcuni vantaggi del Conto Online:

- Assistenza 24 ore su 24 su tutte le tematiche relative alla linea e alle fatture di TIM.

Lunedì idem. Richiamo: operatori AP270, AB261.. Ognuno dice la sua, apprendo che loro non sanno niente di quello che combinano quelli del Servizio WEB, ma la signorina si fa dare un mio numero di cellulare e sicuramente sarò richiamata e mi spiegheranno cosa succede.
Martedì, dato che non mi ha richiamato nessuno e che non riesco ad accedere al fantomatico Servizio (meno male che è domiciliata, ma se dovessi pagarla entro la scadenza?) Deborah mi propone l'invio di un duplicato: accetto.
 ----- Original Message -----
To: ////@alice.it
Sent: Tuesday, January 26, 2016 9:57 AM
Subject: Richiesta duplicato Fattura TIM linea fissa - Fattura n. RN00243037

Gentile Cliente,
trasmettiamo in allegato il duplicato da te richiesto relativo alla Fattura TIM della linea fissa.
Ti ricordiamo che per informazione o aggiornamenti sulle nostre proposte commerciali, puoi visitare il sito tim.it,
oppure chiamare gratuitamente il Servizio Clienti linea fissa, a tua disposizione 7 giorni su 7.

Ti ringraziamo per averci scelto

Arrivederci da TIM

Servizio Clienti linea fissa 187

Ho la fattura ma è quella di una delle due linee telefoniche e non quella della e-mail per l'ACCESSO (vietato!)... E' l'altra, quella con il prefisso 06.....Se si accede (almeno fino a poco tempo fa era così) si possono leggere tutte e due le linee, essendo intestate entrambe alla medesima persona.
Per leggere la seconda fattura non mi va di richiamare il 187..
Che tristezza! Chissà quanto hanno pagato e ci fanno pagare i costi di questo software e di chi lo gestisce!!!

Società sporca e Società pulita

Omicidio carabiniere: cordoglio del ministro della Difesa

 27/01/2016 14:36
(AGI) - Roma, 27 gen. - Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha espresso a nome di tutti i militari e civili delle Difesa e suo personale il cordoglio per la morte del maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi, ucciso questa mattina sulla porta di casa a Carrara. "Il maresciallo Antonio Taibi - ha detto il ministro nel suo messaggio di cordoglio indirizzato alla vedova e ai due figli della vittima e al comandante generale dell'Arma - e' stato un carabiniere che si e' impegnato per la difesa e la sicurezza dei cittadini e ha pagato con la vita la sua dedizione e il servizio alla collettivita' e allo Stato. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per le forze armate e per il Paese". (AGI)
Da: Il Tirreno

Carabiniere ucciso sulla porta di casa. L'assassino: "Aveva arrestato i miei figli"

Carrara: l'omicida, un ex postino, prima è scappato poi si è costituito. Ha agito per vendetta nei confronti del povero Maresciallo per i figli condannati per droga: uno di loro fu anche responsabile di una serie di furti nelle scuole nel 2013, si firmava "Diabolik"
C'è chi indossa una divisa gloriosa e la onora, applicando le Leggi che consentono a tutti di vivere con regole senza le quali sarebbe il caos della sopraffazione degli uni sugli altri, e chi preferisce prendere agli altri, cercare sotterfugi e scorciatoie pensando che vivere così sia più facile, a discapito del prossimo e, richiamato a rispondere delle sue azioni contrarie alle Leggi, uccide.
E' il padre che ha ucciso, non i figli, i quali si limitavano a spacciare droga e a rubare, ma il gesto del padre dimostra da dove veniva la scuola.
C'è chi è insofferente alle regole imposte dalla Società legale, pensa di essere più furbo, cerca sempre di fregare: al lavoro, il prossimo, dovunque... Sotto l'apparenza si tratta di persone senza morale, giacché se una morale ce l'hai le regole le rispetti, anche in mezzo alle difficoltà, anche se non ti piacciono.
L'omicidio è l'atto finale di una vita interiore vissuta con questa morale dentro di sé, in una "normalità apparente", una non morale che ritiene giusto che i propri figli rubino e spaccino "perché non c'è lavoro", dimostrando una totale assenza di etica di vita, quell'etica di vita che fa piegare chi non trova lavoro anche a quelli più umili, anche con anni di sacrifici e studi sulle spalle, stando alle regole con disciplina.
Quella disciplina che aveva il maresciallo dell'Arma ucciso.
Un atto ignobile e vile che spero faccia morire questo individuo in carcere e non trovi qualche morbido magistrato che gli consenta i domiciliari per l'età e il solito stato di salute.
In galera deve stare, lo sperano tutte le persone oneste che, quando non sanno come fare, ricorrono sempre alla Benemerita.    

47 anni


M5S vota Freccero consigliere RAI e Freccero ringrazia

Da: La STAMPA

Grillo accusa la Rai: “Fascista, censura le notizie scomode”. Ma Freccero lo vuole ingaggiare

L’attacco al servizio, pubblica dal blog: «Si tace su la ’ndrangheta in Emilia e il Pd». L’accusa dem al consigliere: «Vuole riportare in tv il leader del partito che lo ha nominato»


Quello che suscita il riso, nel privato come nel pubblico, è la mancanza voluta di autenticità, è l'arrabattarsi delle persone, nel privato come nel pubblico, a farsi andar bene cose e persone palesemente storte criticando, nel contempo, chi si comporta in modo corretto ed equilibrato.
Così avviene agli acritici militanti sfegatati del Movimento 5 Stelle. Ora io l'ho votato, dunque spero di essere al di sopra di ogni sospetto di partigianeria, ma la mia libertà di pensiero non mi consente di imbrancarmi in nessun gregge e l'ho dimostrato con l'unico partito di cui, ahimé, presi la tessera e in cui concretamente ho militato: Italia dei Valori.
Gli interventi nei vari salotti televisivi, da persona apparentemente distaccata, da parte di Freccero, mi avevano fatto intravedere una sua simpatia per i 5 Stelle, simpatia contraccambiata con i voti che gli hanno dato per stare dove ora sta e può decidere sulla programmazione RAI.
Grillo fa un passo di lato in politica e Freccero lo propone per un ritorno in TV di Stato.
Il gregge non ha ancora capito come stanno le cose. Qualcuno lo intuisce e comincia a provare un poco di delusione.
Rimarranno in mano al solito strambo Casaleggio? Speriamo che l'ottimo Di Maio, l'irruento Di Battista, la brava Carla Ruocco e molti altri meno visibili ma ottimi, non vadano sprecati e che qualcuno non dica loro: "Abbiamo solo scherzato!"



lunedì 25 gennaio 2016

Vera Civiltà o vera Follia?

Da: RAI News

UNIONI CIVILI, BOLDRINI: IERI CHIESTA RESPONSABILITÀ. STEPCHILD ADOPTION? NORMALE CHE SIA UN DIRITTO 

Beata lei la Boldrini che è così sicura di sé nell'emettere sentenze: non si chiede la signora, che ricopre la Terza carica dello Stato (ahimé!), COME MAI INVECE LE ADOZIONI ITALIANE SONO COSI' DIFFICILI PER LE COPPIE SPOSATE ED ETEROSESSUALI?
Non se lo chiede la signora, perché è molto sicura di sé, essendo arrivata a ricoprire tale carica pur militando in un piccolo partito, SEL, e senza aver fatto cose eccelse nella vita. Ma questo purtroppo in Italia è male comune...
Ovviamente il giornalismo italico, che scrive e parla per pochi, usa STEPCHILD ADOPTION, frase che capiscono tutti!!! Ma la cosa più grave è che usano questa espressione inglese anche i politici in Parlamento. Ma il Parlamento è italiano e dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani, anche quelli che, interviste televisive di indagini e sondaggi vari, mostrano che spesso hanno difficoltà anche ad esprimersi in lingua italiana e parlano in dialetto o in un incerto italiano. Ma che gliene importa ai parlamentari di questi italiani che arrancano nella loro lingua? Loro parlano in inglese: dunque SPENDING REVIEW, invece di RIDUZIONE DELLA SPESA, e STEPCHILD ADOPTION invece di ADOZIONE DEL FIGLIASTRO: cioè del figlio ottenuto dall'elemento della coppia omosessuale mediante unione con persona di sesso opposto (purtroppo la Natura per ora ha stabilito che si può procreare soltanto così..!) oppure tramite provette e donatori del gamete mancante: se l'omosessuale è uomo avrà avuto bisogno di qualcuna che gli abbia fornito l'ovulo, se donna avrà avuto necessità che qualcuno le abbia fornito uno spermatozoo. Dopo di che l'omosessuale senza figli, dopo Unione Civile, adotterebbe il figlio del compagno o compagna. Complicato? Un po'. Però per la Boldrini è NORMALE CHE SIA UN DIRITTO!!!!!
Per le adozioni da parte di prosaici sposi uomo-donna, invece, ci sono ostacoli legali di ogni tipo PER SALVAGUARDARE IL DIRITTO DEL MINORE: quindi esami su esami, colloqui su colloqui per verificare l'idoneità a fare il genitore adottivo, compresa visita psichiatrica!!

domenica 24 gennaio 2016

Meravigliata innocente o scaltra manipolatrice?

Da: La Presse.it 22 gennaio 2016


Pomeriggio 5, fidanzata Giosuè Ruotolo scrive a Barbara d'Urso





LA BELLA E PROCACE EX GIOVANISSIMA COMPAGNA DI MEMO REMIGI, CANTANTE E AUTORE AFFERMATO QUANTO, ALL'EPOCA DELLA LORO LIAISON, SPOSATO, OGGI CONDUTTRICE, ETERNAMENTE COMMOSSA, DI UNA TRASMISSIONE POPOLARE PER PALATI FACILI ALLE COMMOZIONI SUPERFICIALI E, A VOLTE, UN POCO INDECENTI PER LO SPIATTELLAMENTO DI PRIVATI SENTIMENTI MESSI IN VETRINA, HA RICEVUTO UNA LETTERA AUTOGRAFA (MA TRAMITE IL SUO AVVOCATO) DELLA FIDANZATA INDAGATA DI GIOSUE' RUOTOLO, A SUA VOLTA INDAGATO QUALE POSSIBILE AUTORE DEL DELITTO DI TRIFONE RAGONE E DELLA SUA FIDANZATA TERESA COSTANZA.

Questo il tESTO DELLA LETTERA PUBBLICATO DA NUMEROSI GIORNALI:
«Oggi mio malgrado sono indagata per una orribile vicenda avvenuta a Pordenone, a mille chilometri da dove vivo io. Io sono una ragazza che fino a ieri viveva la sua vita in tranquillità, dedicandosi allo studio e alla famiglia. Oggi, improvvisamente, mi trovo catapultata in una vicenda più grande di me, in un incubo inspiegabile. Vivo notti da incubo, svegliandomi di soprassalto, sperando che si sia trattato di un brutto sogno: purtroppo così non è e continuo a trascorrere giorni bui che posso solo sperare finiscano quanto prima».
«Sono stata giudicata e condannata già prima di entrare quale indagata in questo processo, eppure avevo appreso attraverso i miei studi universitari - frequento con discreto profitto l’ultimo anno della facoltà di Giurisprudenza - che per essere ritenuta colpevole dovevo essere condannata dopo ben tre gradi di giudizio. Le mie foto, mio malgrado, sono ovunque».
«Magari volevo essere additata per le mie capacità professionali, non certo per un caso di cronaca nera. Sono sicura che tu, donna e mamma, possa capirmi, anche perché non vedo in te un giornalista, innocentista o colpevolista poco importa che si esercita sulla mia pelle, ma al contrario una persona che si limita a riportare i fatti senza volermi per forza giudicare.
Vedo che da più parti addirittura si meravigliano che non abbia ancora lasciato Giosuè: perché dovrei farlo? Cosa mi rimarrebbe? Se un giorno dovesse accadere sarà perché il nostro amore sarà finito e non certo perché oggi io possa avere dei dubbi. Sono certa della sua innocenza, vorrei solo essere lasciata in pace. Scusami se ti lascio, sono stanca. Con affetto, Rosaria».

Ricordo una notizia, riportata dai media, sull'interrogatorio iniziale della fidanzata di Giosuè Ruotolo che mi sorprese: qualcuno aveva fatto trapelare che le era stata fatta la domanda "se era gelosa di Trifone" e lei aveva risposto di si. Mi stupii di una simile domanda, giacché lei era la fidanzata di Giosuè e Trifone viveva con Teresa... Dunque?
Poi riflettei che forse gli inquirenti avevano delle informazioni che i lettori e gli ascoltatori dei media non avevano e dunque avevano delle ragioni per porre una simile domanda.
Giustamente le indagini, nonostante l'insistenza dei giornalisti per avere informazioni, debbono rimanere quanto più possibile segrete per arrivare a buon fine. 
Trifone Ragone, lo si vede chiaramente dalle innumerevoli immagini e filmati che di lui sono stati pubblicati, era bellissimo, esuberante e ben cosciente della sua bellezza e dell'effetto che questa sua prestanza faceva su tutti. Forse si sentiva così sicuro di sé da approfittarsi un po' troppo del suo prossimo, usando la sua estroversione caratteriale e la sua simpatia, e non sempre forse la gente lo gradiva, piuttosto subiva certi suoi atteggiamenti. Lo fanno pensare i commenti dei suoi commilitoni sui soldi, piccole cifre non significative, che lui doveva ancora loro per le spese comuni della loro convivenza nell'appartamento dove era rimasto a vivere Giosuè con gli altri compagni, dopo che lui se ne era andato per vivere solo con Teresa. 
Ma certo non può essere questo soltanto un motivo per covare odio fino ad uccidere con premeditazione. Ci deve essere dell'altro e questo altro può essere soltanto una grande profonda frustrazione. 
Gli inquirenti non sono arrivati a Giosuè per caso. Ci sono arrivati per gradi e in modo da accumulare riscontri con fatti che Giosuè ha negato o taciuto, ammettendoli soltanto di fronte alla contestazione fattuale degli inquirenti. 
La trasmissione "Chi l'ha visto?", unica nel suo genere per il rigore di televisione di Servizio, che non ospita pseudo esperti speranzosi di crearsi un curriculum per essere chiamati poi come consulenti nei processi mediatici, ha mandato una intervista, fatta in loco, all'ex-carcerato che fa il guardiano nel parco nel cui laghetto qualcuno gettò la pistola vecchio modello usata per l'assassinio dei due sventurati giovani.
Mi ero chiesta come mai i sommozzatori delle Forze dell'Ordine avessero esplorato con ostinazione quel laghetto fino a che non hanno ritrovato la pistola. Senza dire molto il guardiano fece capire che aveva visto qualcuno gettare qualcosa nel laghetto la sera del delitto. Probabilmente ne aveva doverosamente informato le Forze dell'Ordine dopo aver appreso quello che era successo quella disgraziata sera. Forse il suo passato gli ha dato l'esperienza necessaria per capire che quello che aveva visto poteva avere un'attinenza con il delitto.
Giosuè aveva detto che quella sera non era uscito. Ha ammesso che invece era uscito e si era recato proprio alla palestra solo dopo che gli inquirenti gli hanno mostrato i filmati della sua auto che percorreva quella strada, andata e ritorno. Nella palestra però non era entrato. Perché vi si era recato allora? Voleva entrare ma non ha trovato parcheggio. E' poi entrato nel Parco del laghetto in cui qualcuno ha gettato la pistola uscendone quasi subito. Perché ci è entrato allora? Voleva correre un po', ma faceva freddo ed è andato via subito.
A casa sua posseggono vecchie pistole come quella ritrovata dai sommozzatori dei Carabinieri.
I suoi commilitoni, che dapprima gli avevano retto l'alibi, di fronte alla contestazione dei filmati e alle ammissioni dello stesso indagato, hanno ricordato che lui quella sera uscì, hanno detto anche l'ora ricordando perfino cosa si dissero quando egli uscì.  
Come entra in tutto questo la fidanzata che vive "a mille chilometri"?
Le ipotesi lasciano il tempo che trovano ma, a meno di pensare ad un coinvolgimento omosessuale di Giosuè per il bellissimo Trifone, certi dubbi possono venire. Rosaria Patruno è molto bella, anche più della stessa Teresa, e forse anche se vive  "a mille chilometri" si può ipotizzare che andasse a far visita al fidanzato in quell'appartamento dove viveva anche Trifone, prima di andarsene a vivere con Teresa. Ha subito il fascino di Trifone? Lui ha esercitato questo fascino sulla fidanzata del commilitone, indubbiamente molto carino, ma sicuramente appannato dall'esuberanza di Trifone? Può, Rosaria, suo malgrado, essersi sentita lusingata da eventuali attenzioni di Trifone? Può aver vagheggiato un rapporto nuovo con lui lasciando il timido e modesto Giosuè? Oppure c'è stato dell'altro? E quando Trifone se ne è andato con Teresa può aver lasciato dietro di sé risentimenti e rancore in chi, forse, pensava di aver fatto presa su di lui?

Può essere plausibile ma va provato e Rosaria scrive alla conduttrice popolare, seguita da un pubblico vasto e popolare, sapendo benissimo che la sua lettera verrà resa pubblica: infatti gliela fa avere tramite il suo avvocato.

A sinistra una rara fotografia in cui Giosuè e la fidanzata Rosaria appaiono sorridenti, al centro la sempre commossa Barbara D'Urso, a destra Trifone e Teresa i due giovani uccisi








Da: Messaggero Veneto
PORDENONE. «Non dire del profilo Facebook». È stata questa raccomandazione, fatta all’amica di Somma Vesuviana, a mettere nei guai Rosaria Patrone, la 24enne studentessa di giurisprudenza e fidanzata di Giosuè Ruotolo.
Una frase sfuggita al telefono alla giovane dopo aver appreso che l’amica sarebbe stata sentita dai sostituti procuratori e dai carabinieri, in trasferta a Somma Vesuviana: l’uscita ha insospettito gli inquirenti. Per questa ragione Rosaria Patrone ha ricevuto l’avviso di garanzia con le ipotesi di reato alternative di favoreggiamento o istigazione all’omicidio e per false informazioni ai pm.
Da: Today
Teresa e Trifone, quei messaggi sospetti dal profilo anonimo di Giosuè
Messaggi definiti "molesti" a Teresa Costanza sarebbero stati inviati attraverso il profilo Facebook anonimo creato da Giosuè Ruotolo: è una voce che l’avvocato Roberto Rigoni Stern commenta così: "Nessuna molestia. Solo uno scambio di messaggi con Teresa per avvertirla dell’atteggiamento libertino di Trifone".

Teresa e Trifone, quei messaggi sospetti dal profilo anonimo di Giosuè
Messaggi definiti "molesti" a Teresa Costanza sarebbero stati inviati attraverso il profilo Facebook anonimo creato da Giosuè Ruotolo: è una voce che l’avvocato Roberto Rigoni Stern commenta così: "Nessuna molestia. Solo uno scambio di messaggi con Teresa per avvertirla dell’atteggiamento libertino di Trifone".