martedì 13 novembre 2018

Virginia Raggi: ma ha davvero motivo di essere contenta?

Sporcizia e incuria degli alberi
12 novembre 2018 - Roma - Via di Villa Massimo, strada una volta elegante, a ridosso della Via Nomentana e vicina a Piazza Bologna e Viale XXI Aprile...




Aiuola rialzata, che non vede cura dell'erba incolta da tempo immemorabile, in cui stazionano sacchi di plastica contenenti rifiuti

Sporcizia annosa + cassette di frutta a pochi passi dalla Clinica Villa Margherita

Rifiuti annosi a ridosso dei cassonetti in una delle vie residenziali più eleganti e costose di Roma
Quanti secoli sono che l'AMA non passa per questa Via, un tempo elegante, del Centro della Capitale d'Italia?
Rifiuti senza soluzione di continuità





Giardinetto a lato della Via senza cura del verde e nemmeno svuotamento dei cestini...

Giardinetto che su Google Maps viene definito Parco...

Questo il desolante ed ingiustificabile spettacolo che si è presentato ai miei occhi questa mattina.
Non siamo nelle abbandonate periferie, ma per una ragione di equità sociale il Sindaco, Virginia Raggi, tiene i quartieri eleganti allo stesso modo!
Per chi questi luoghi li ha conosciuti in tempi migliori sente dentro di sé un sentimento di rabbia e di frustrazione. Ma perché, perché Raggi? Ma lei esce mai a farsi un giro per vedere come è ridotta la Città dove anche lei è nata? Ma non sente il mio stesso sentimento di rabbia e di frustrazione e, nel suo caso, anche di vergogna? Perché la nostra città è ridotta così?
Lei è felice di essere stata assolta per aver triplicato lo stipendio ad un funzionario del Comune, non badando certo al decantato risparmio dei soldi pubblici, ed ora per una nomina che a questo punto deve essere valida del fratello di Marra che è a tutti i termini di legge il Capo del Dipartimento del Turismo..
Ma come può sentirsi felice vedendo una città ridotta così?
Ma la vede?
A scanso di equivoci su ostilità politica da parte di questa blogger riporto il link di quanto scrivevo su di lei sotto elezioni: 

lunedì 12 novembre 2018

L'Unità a Lele Mora!!!

Dopo il TG c'è un vuoto e allora mio marito, mentre finiamo di cenare, gira a cercare un intrattenimento televisivo che faccia compagnia fino al termine della cena. Stasera si è attestato sulla Rete 4 di Mediaset dove Barbara Palombelli, in un ruolo giornalistico e non più di conduttrice di finte liti in cause finte, conduce un dibattito sui temi del giorno invitando persone del mondo politico, giornalisti, economisti ed altro. 
Stasera c'era Giulio Sapelli, economista, storico ed accademico, più giovane di me di un anno: classe 1947, il quale si è guadagnato, per quanto ha detto, il mio rispetto.
Giulio Sapelli
La Palombelli aveva invitato Lele Mora, noto per la cronaca giudiziaria che lo ha coinvolto fino alla galera e per essere una persona dai vari mestieri: dal parrucchiere al sistematore negli spettacoli televisivi di giovani procaci fanciulle affamate di luccicante fama. Volutamente non ho usato il termine serio di Agente dello spettacolo. Lele Mora è noto anche per le sue pubbliche dichiarazioni di aver avuto una relazione sessuale con Fabrizio Corona, pur essendo stato sposato e padre di un figlio (ma questi sono affari suoi).
Quello che ha colpito il desolato Giulio Sapelli, che con garbo voleva defilarsi dal "dibattito", è stata la triste notizia che Lele Mora vuole acquistare l'agonizzante, quasi morto, L'Unità per farne un giornaletto rosa o non si sa cosa d'altro.
Ora io non sono comunista, ma in passato, per bilanciare le decisioni, in Parlamento votavo a sinistra per il Senato e al Centro per la Camera. Penso che il comunismo ha fatto dei danni nei Paesi dell'Est soprattutto, ma è stato necessario in Cina e in tempi lontani ha difeso veramente la classe operaia in Italia. Insomma merita rispetto. Come con pudico sconforto ha detto Giulio Sapelli nel congedarsi anticipatamente da una trasmissione dove, ha detto chiaramente alla finta Palombelli, era stato attirato senza sapere a cosa andava incontro.
Anche in chi comunista non è mai stato neppure un po', mio marito, che in tempi recenti però ha votato per il PD, è nato un certo disgusto per un simile agguato a Sapelli messo a confronto con un Lele Mora!!! Un insulto. Con dignità Sapelli si è ritirato dalla discussione non volendo assolutamente confrontarsi con un simile personaggio, a piena ragione!
L'Unità è alla fame? Pazienza, ma nessuno venda una gloriosa testata giornalistica. La gente andrà a fare altri lavori per campare! Ma c'è un limite a tutto! Resterà nella Storia come molte cose che nascono e muoiono, ma dignitosamente se dignitosamente hanno vissuto! 

venerdì 9 novembre 2018

Roberta Bruzzone

Roberta Bruzzone nel 2014.

Biografia

Psicologa forense[1] e criminologa, è stata docente presso la Libera Università Mediterranea"Jean Monnet" di Casamassima e l'Università degli studi "Niccolò Cusano" telematica di Roma[2]. È divenuta nota principalmente per il suo coinvolgimento nelle indagini sul delitto di Avetrana, quando le fu affidato il ruolo di consulente della difesa di Michele Misseri.[3][4][5] In seguito fu chiamata a testimoniare proprio contro Misseri, dichiarando che l'uomo durante un colloquio in carcere aveva accusato dell'omicidio la propria figlia Sabrina.[6] Misseri ha poi accusato la psicologa e il suo legale Galoppa di avergli esercitato pressioni per spingerlo ad attribuire la responsabilità dell'accaduto alla figlia.[7] In precedenza, la Bruzzone era stata consulente per altri casi di cronaca nera, fra cui la strage di Erba[8].
Nel 2010 alcuni quotidiani riferirono di aver ricevuto comunicazioni in cui veniva messa in dubbio la veridicità del suo curriculum. Bruzzone spiegò che i contenuti citati non appartenevano in effetti al suo curriculum e che alla base della vicenda c'erano le azioni di stalking di un suo ex compagno, finalizzate a danneggiare la sua immagine professionale.[9]
Oltre a presenziare come ospite in programmi televisivi, Bruzzone è stata autrice e conduttrice della trasmissione La scena del crimine, andata in onda sulla rete locale GBR – Teleroma 56, nonché conduttrice di Donne mortali, andata in onda per tre edizioni[10] sull'emittente Real Time[11]. Nel 2012 ha pubblicato il libro Chi è l'assassino. Diario di una criminologa, edito Mondadori[12]. Dal 2017 è opinionista del programma di varietà Ballando con le stelle.
Roberta Bruzzone è direttore scientifico e vicepresidente de “La Caramella Buona Onlus” (associazione di volontariato contro la pedocriminalità).

Roberta Bruzzone mi piace molto, non solo perché è una bella donna (ho sempre ammirato le donne belle, al contrario di tante mie consimili che invece sono invidiose) ma anche perché è una donna intelligente, dal carattere deciso e molto onesta intellettualmente.
C'è tanta gente che pur avendo lauree e titoli vari o non è molto intelligente o è disonesta intellettualmente ed aggira ed evita la verità tangibile mentendo agli altri e a sé stessa, non sempre per interesse (anche se spesso è questo il vero motivo) quanto per una intrinseca incapacità psicologica ad accettare la realtà nei suoi fatti concreti, preferendo svicolare in artifizi ed immaginazioni forse anche, a volte, per crearsi semplicemente uno spazio di importanza. Solo che questo è molto nocivo quando a queste persone si da spazio e voce in TV, perché il volgo che ascolta non sempre ha una preparazione culturale per capire le assurdità che "l'esperto" di turno dice con sicurezza e si ingenera in questo modo il dubbio in persone che non hanno gli strumenti culturali per capire tutto.
La TV così si fa veicolo di vera e propria disinformazione, alimentando una sottocultura di ipotesi senza fondamento di realtà, creando confusione nella mente della gente, quando una buona televisione dovrebbe fare l'esatto contrario.
Ma se c'è Bruzzone state tranquilli. Anche lei vive di presenze in TV e di consulenze nel suo campo: la Criminologia, ma non mesta nel torbido, Bruzzone è lucida ed analitica nell'esame dei fatti reali, nell'accettazione delle prove scientifiche certe nel risultato per la serietà di chi le porta in dibattimento, Bruzzone accetta onestamente i dati inconfutabili, non indulge, come certe tristi figure, a costruire dubbi sul nulla contando sull'ignoranza della gente, per soddisfare il popolino, che così aumenterà l'audience in una catena infinita di supposizioni e dunque di inevitabili inviti, da parte di conduttori senza molti scrupoli, dell' "esperto" in perfetta malafede.
Brava Bruzzone: una onesta professionista che non teme di affrontare la realtà, anzi la cerca a fronte alta e l'ha dimostrato tante volte. 
La prima volta io neppure capii quando in una trasmissione disse che il suo cliente, Michele Misseri, era una vittima e che stava facendo del male a sé stesso... Non poteva dire molto, ma capii che c'era sotto qualcosa che, data la situazione in fieri, era diversa da quella che le indagini avevano al momento acclarato. Preferì perdere il cliente, essere da lui pubblicamente accusata, piuttosto che mistificare la realtà che indagando era saltata ai suoi occhi.
Grande donna che non ha paura di dire la verità.

domenica 4 novembre 2018

Storie dal Paese di Babiloburo - Un brevetto a Babiloburo

Storie dal Paese di Babiloburo


Un brevetto a Babiloburo.

Babiloburo è un Paese che è stato chiamato così giacché è governato da una Babilonia Burocratica costituita da burocrati inamovibili, impunibili, insensati, che applicano regole contraddittorie, irrazionali in modo perentorio a cui tutto il popolo deve attenersi, sballottato da un ufficio all'altro, da un burocrate all'altro. I babiloburi escono di casa con il cuore stretto dalla più assoluta incertezza quando debbono affrontare una qualsivoglia pratica che regola la loro vita. Spesso i babiloburi non hanno un lavoro, oppure ce l'hanno ma il futuro è incerto, potrebbero essere licenziati, sono per questo sfruttati, lavorano anche 14, 15, 16 ore al giorno! Mentre i burocrati che comandano l'organizzazione della vita del Paese lavorano solo in alcune ore, in alcuni casi non più di 36 ore settimanali, e il loro lavoro è garantito per tutta la vita.
Questo rende i burocrati di Babiloburo potentissimi e neppure il sistema politico riesce a toccarli.
Anche fare un brevetto a Babiloburo è diventato arduo a causa della burocrazia. 
Un anziano scienziato, che aveva lavorato tutta la vita nella Ricerca Scientifica Statale e aveva fatto diversi brevetti, anche oltre i confini di Babiloburo ma registrati anche in altri Paesi, dunque internazionali, ormai in pensione, ma non con il cervello, presentò la richiesta per un nuovo brevetto su un'apparecchiatura elettromedicale.
Un ingegnere burocrate lo sorprese perché gli disse che scritto così non andava bene, richiesto dall'anziano professore su cosa non andasse bene quello gli fece degli appunti sul fatto che una frase doveva essere scritta in un altro modo, che in pratica però diceva la stessa cosa.
Anche se seccato da un appunto che gli apparve privo di senso il professore cambiò la frase e tornò all'Ufficio Brevetti. Ma il medesimo ingegnere gli disse che un'altra frase non doveva essere scritta su quel rigo ma su un altro e che così non andava bene.
Il professore era una persona molto ben educata ma molto intelligente e di grande esperienza, dunque pur molto seccato si mise a cercare di capire cosa l'ingegnere volesse. Quello ripeteva che la sintassi doveva essere sempre uguale e richiamare le parole delle righe sopra... Il professore, pur con tutta la pazienza possibile, fece notare che la Legge per ottenere il brevetto, che lui ben conosceva avendone già fatti, non richiedeva particolari costruzioni sintattiche, di certo non quelle che pedissequamente ripeteva l'ingegnere burocrate.
La terza volta che aveva cercato di accontentare le strane richieste del burocrate si sentì dire che ancora non andava bene.
A questo punto il professore si sentì ostacolato senza senso ma, cosa mai accaduta le volte precedenti, non sapeva come venirne a capo, dato che quello non accettava la domanda di brevetto richiedendo ogni volta cose non logiche e dunque non comprensibili. 
"Si faccia aiutare da qualcuno che sia esperto di compilazioni di domande di brevetti." Gli disse il burocrate impiegato dell'Ufficio Brevetti di Babiloburo.
A questo punto il professore si sentì giustamente insultato e gli ricordò quanto già detto: aveva quaranta anni di Ricerca Scientifica sulle spalle ed aveva fatto numerosi brevetti, solo ora non sapeva più come si scriveva una domanda?!
Uscì arrabbiato e nel disappunto consapevole che quel tanghero era un ostacolo incomprensibile ma non superabile!
La moglie, a casa, gli disse: "Questo vuole la mazzetta. Denuncialo!"
"Con quali prove? - Obiettò il professore. - Non mi ha chiesto soldi."
"No, - rispose la moglie - ma conoscendo come vanno le cose a Babiloburo quello si aspetta che tu glieli offra.. Qui mica siamo in Italia! Lo sai come vanno le cose. Ogni pidocchioso burocrate corrotto vuole lucrare sul suo lavoro frapponendo ostacoli!"
"Ora che mi dici così, - fece l'uomo di Scienza - credo di aver capito il meccanismo. Quando mi ha detto si faccia aiutare da qualcuno esperto.. Appena fuori dall'Ufficio c'erano attaccati ai muri pubblicità di Studi Legali che si dicevano esperti nella presentazione di brevetti. La mazzetta viaggia così: lui crea ostacoli con motivi pretestuosi spingendo le persone a rivolgersi a questi Studi, i quali poi hanno un corridoio preferenziale e il burocrate accetta la domanda presentata da loro e loro lo remunerano."
Il professore cercò di cedere in parte a quello che appariva un pretesto messo ad hoc e andò a sentire uno di questi Studi Legali specializzati nelle pratiche di brevetti. L'avvocatessa che lo ricevette sentendo le difficoltà e l'oggetto del brevetto, uno strumento con specifiche per lei non comprensibili, insomma non un oggetto di semplice meccanica come "la forchetta che gira da sola", disse al professore che per questi brevetti più sofisticati avrebbe dovuto parlare con l'Ingegnere della cui consulenza lo studio si serviva. 
Lo scienziato, volendo andare fino in fondo, perse dell'altro tempo e si presentò all'appuntamento presso lo Studio Legale con questo ingegnere.
Se lo scienziato era anziano costui sembrava Matusalemme. Nascondendo educatamente lo sconcerto il professore espose al vecchio quanto detto dal burocrate dell'Ufficio Brevetti laureato in Ingegneria (Laurea breve? Non si sa. Nella Babilonia ormai chiamano ingegnere anche uno con un corso triennale!). Il vecchio aveva parlato con l'avvocatessa e si era preparato alla consulenza. Tirò fuori un foglio stampato su cui campeggiava la scritta Wikipedia. Ebbene si, anche a Babiloburo si può consultare la facile Wikipedia! Quando il vecchio Ingegnere cominciò ad illustrare il suo sapere declamando: "E' scritto pure su Wikipedia..." Lo scienziato sbalordito lo interruppe: "Ma cosa dice?! Wikipedia?" In una frazione di secondo pensò a chi era e a cosa ci faceva lì! Per gli intoppi incomprensibili messi da un burocrate ottuso e forse corrotto lui che si era occupato di Scienza tutta la vita, creando innovazioni nel suo campo di studio presso l'organismo statale dove aveva prestato la sua opera di ricerca, lui che aveva assegnato tante tesi di laurea sperimentali a studenti mandatigli da due università diverse, seguendo e guidando gli esperimenti legati a più di 20 tesi diverse e portando altrettanti giovani alla laurea, giovani che, diventati a loro volta scienziati anche di fama, lo cercavano ancora per un consiglio, per un parere... lui.. era lì, in uno squallido studio di praticoni che lucravano sulle domande di brevetto elargendo consulenze, parlando di fonti di informazione prese da Wikipedia!!!
Si alzò e se ne andò indignato!
Raccontò a sua moglie la sua per certi versi esilarante esperienza e ne risero insieme. Lui si disse stanco di provare ancora ad ottenere l'ennesimo brevetto, i tempi erano cambiati ed era buffonesco che il politico di turno alla Presidenza del Consiglio di Babiloburo parlasse di innovazione tecnologica,  senza sapere chi c'era negli Uffici dove si presentavano le domande di brevetto per vera innovazione, oltre a quelli tipo forchetta che gira da sola, naturalmente!
La moglie era iscritta ad una Associazione di consumatori, una delle poche cose buone rimaste in un Paese in Babilonia totale, e incitò il marito a parlare con uno degli avvocati di detta Associazione; dato che lui era riottoso si offrì di accompagnarlo e insieme illustrarono gli intoppi messi dal burocrate dell'Ufficio Brevetti ad una intelligente avvocatessa, che già aveva risolto molte questioni poste dall'intraprendente moglie del professore, dato che a Babiloburo non funziona quasi niente e l'infingardaggine dei burocrati sfiora ormai la delinquenza.
L'avvocatessa non solo scrisse a tale Ufficio chiedendo lumi, ma vi si recò di persona e, dal medesimo burocrate responsabile di quello sportello dove si presentavano le domande, si fece scrivere esattamente cosa voleva. Dopo ne rise anche lei con il professore e sua moglie dato che le fu chiaro, dal suo punto di vista di Legale, che si trattava di pedestre ragione per creare ostacolo.
"Scriva come ha scritto lui sul mio foglio, lo assecondi, ora non potrà più inventarsene un'altra come faceva con lei, io sono un avvocato di un'Associazione che difende l'utenza e lei in questo momento è un utente che si rivolge, come suo diritto, ad un Ufficio dello Stato per presentare una domanda per un brevetto. Ora ha scritto quello che vuole e non potrà più cambiare le carte in tavola dicendo che è lei che ha capito male."
Il professore, sia pur seccato e riluttante per la miseria di tutta quella storia, rinviò il suo brevetto.
Questa volta non tornò indietro con il solito appunto sempre nuovo a pretesto, ma anche passarono i mesi e nessuno si fece più vivo.
Il professore non sollecitò, stanco da tanta miseria.
Nel frattempo una segretarietta dall'accento un po' burino telefonò dicendo che "l'ingegnere" dello Studio Legale esperto in domande di brevetto aveva preparato la fattura della sua consulenza: euro 3.000.
Qui il professore, per quanto superiore alle miserie e perso dietro la sua Scienza, diventò freddamente raziocinante: "Come no? Consulenza la chiama? Un foglio stampato da Wikipedia? Mandi, mandi tutto per iscritto poi vedremo. Con i miei titoli l'ingegnere dovrà dimostrare perché e come io possa aver avuto bisogno di Wikipedia, per di più attraverso lui!"
Inutile dire che non si fece più vivo nessuno, né "il consulente" né l'avvocatessa titolare dello Studio Legale "esperto in brevetti".
Stranamente un giorno arrivò la lettera di una ignara dottoressa dell'Ufficio Brevetti, la quale annunciava l'archiviazione della domanda per brevettare la sofisticata apparecchiatura elettromedicale entro 60 giorni dato che il richiedente non aveva risposto alla raccomandata che l'Ufficio aveva inviato. Prese in mano la situazione l'intraprendente moglie del professore appurando che effettivamente una raccomandata era stata inviata ma trascorsa la giacenza era stata rinviata indietro e la giacenza trascorsa era comunque come una notifica, dunque i termini stavano scadendo.
Qui neppure la tendenza della moglie dello scienziato a fare il segugio riuscì a fare luce sul fatto che loro, pur avendo una cassetta della posta da cui non era sparito mai nulla, non avevano mai ricevuto alcun avviso di giacenza... Richiesti lumi sia alla postina sia all'Ufficio Postale restò il mistero.




giovedì 1 novembre 2018

Verità

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.

Luigi Pirandello