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lunedì 16 settembre 2013

Perché tante cariche di prestigio a costui?

Corte Costituzionale, il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni di Giuliano Amato

Nicola Morra, capogruppo del M5S al Senato, si augura un passo indietro dell'ex vice di Craxi dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano: "Non faccia una frittata della giustizia". Il M5S presenterà un'interrogazione urgente al presidente del Consiglio e al Guardasigilli

Giuliano Amato
“Giuliano Amato si dimetta da giudice della Corte costituzionale”, ha detto Nicola Morra. “Lo chiediamo con forza e decisione dopo aver letto l’articolo sul Fatto Quotidiano, relativo ad una intercettazione telefonica del 21 settembre 1990 che è agli atti di un processo per tangenti a Viareggio”. Il capogruppo M5S contesta l’incongruenza tra il ruolo di cui Amato è appena stato investito e il suo comportamento nei confronti di una testimone nell’ambito di un processo per corruzione. “E’ una vicenda che si sviluppa in epoca pre Mani Pulite dove l’allora deputato e vice segretario del Psi di Craxi telefonò e chiese alla vedova di un esponente socialista di non fare nomi dei protagonisti di una tangente da 270 milioni di lire. ‘Non fare i nomi con i giudici, niente frittate’, disse Amato alla vedova dell’esponente del Psi”.
“Se non si vuole che ora Giuliano Amato faccia lui una frittata della Giustizia, si dimetta da giudice della Corte Costituzionale”, è la richiesta del M5S. “Il Movimento 5 Stelle presenterà anche una interrogazione urgente al presidente del Consiglio ed al Ministro della Giustizia”.
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Dimissioni di Amato per non trascinare nel fango Consulta e Quirinale

Qualunque persona di buon senso e in buona fede dopo aver ascoltato il nastro del suo colloquio telefonico con la vedova del senatore socialista, Paolo Barsacchi, scovato dal nostro valente collega Emiliano Liuzzi, non può arrivare a conclusioni diverse. Invitare una testimone in un processo per tangenti a non fare nomi per tenere fuori da uno scandalo i vertici del proprio partito è un comportamento incompatibile con la funzione di giudice costituzionale.
L’obiezione secondo cui il colloquio, registrato dalla signora Barsacchi, è molto antico (risale al 1990), non vale. Nella carriera dell’ex vicesegretario del Psi, due presidenze del Consiglio e più volte ministro, ci sono altri episodi del genere. Storie spesso diverse tra loro che dimostrano però come il caso Barsacchi, per Amato, non sia stato un incidente di percorso, ma la regola.
Bettino Craxi, infatti, utilizzò Amato per tutti gli anni ’80 e i primi anni ’90 per tentare di arginare (leggi insabbiare) il crescente numero di inchieste che coinvolgevano gli amministratori del Garofano. Non per niente l’ex sindaco di Torino, Diego Novelli, durante la bufera scatenata dalla scoperta delle mazzette versate nel suo comune a Dc, Psi e Pci, fu rimproverato proprio dal neo giudice costituzionale per aver portato in Procura il faccendiere-testimone d’accusa Adriano Zampini “anziché risolvere politicamente la questione”. E nel 1992, quando il dottor Sottiledivenne per la prima volta premier, fu proprio il suo governo a spingere il Sismi e il Sisde a raccogliere dossier sui magistrati di Mani Pulite che stavano scoperchiando l’enorme rete di corruttele che aveva messo in ginocchio il Paese.
Lo si legge nella relazione del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezzadel 6 marzo del ’96 e lo racconta nel suo libro, Sorci Verdi, l’ex ministro dell’Ambiente del governo Amato, Carlo Ripa di Meana: “Giuliano mi riproverò: disse che l’azione giudiziaria di Mani Pulite – come indicavano i servizi e il capo della Polizia Vincenzo Parisi – era un pericolo per le istituzioni”. Una considerazione significativa che dimostra come nella testa del neo giudice costituzionale alberghi da sempre un singolare ragionamento: il problema in Italia non sono i ladri e le ruberie, ma chi li scopre.
Anche per questo, ma non solo, oggi le istituzioni sono di nuovo in pericolo. Quale fiducia potranno avere d’ora in poi i cittadini nelle decisioni della Consulta, visto che tra loro siede un giudice che giustifica e anzi consiglia ai testimoni di essere reticenti? Cosa penseranno delle scelte del Quirinale gli italiani quando sentiranno Giorgio Napolitano ripetere le parole da lui stesso utilizzate un anno fa, il 25 settembre del 2012: “Chi si preoccupa dell’antipolitica deve risanare la politica” perché “far vincere la legge si può come avvenne contro la mafia, come dimostrano Falcone e Borsellino”?
Domande retoriche. Alle quali in qualsiasi Paese del mondo non si risponde con il silenzio imbarazzato dei partiti delle larghe intese di queste ore, ma con una lettera d’immediate dimissioni. La firmerà Amato? Alla luce dell’esperienza pensiamo di no. Ma per una volta ci piacerebbe essere smentiti. Vedere l’ex vice-segretario Psi picconare con la sua presenza ciò che resta della credibilità di Consulta e Quirinale è un brutto spettacolo.  È una di quelle  scene di cui l’Italia non ha davvero più  bisogno.
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Amato a Mussari: ‘Io ti aiuto alla presidenza Abi. Tu finanzi il mio torneo’

Il neogiudice costituzionale intercettato con il numero uno del Monte dei Paschi nel 2010: "Se vuoi candidarti ti sostengo". Poco più di un mese dopo la richiesta di non ridurre la sponsorizzazione al Tennis club Orbetello: "Mi hanno fatto sapere che il Monte vorrebbe scendere da 150 a 125, ma siamo già sull'osso". Le telefonate pubblicate dal Corriere della Sera e dalla Stampa

Giuliano Amato
Nel febbraio 2010 si apre la corsa per il nuovo presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Il 14 Giuliano Amato chiama Mussari per chiedergli “se è vera la voce circa la sua candidatura all’Abi in modo tale da fare qualcosa per sostenerlo”, annota la Guardia di finanza nel brogliaccio riportato dal Corriere. “Mussari glielo conferma”. Il presidente di Mps diventerà il numero uno dell’Abi il 23 giugno, e naturalmente non è dato sapere se l’appoggio del “dottor Sottile” abbia pesato in qualche modo. Amato richiama Mussari il primo aprile. Oggetto della conversazione, a quanto si intuisce, il torneo organizzato dal Circolo tennis Orbetello, di cui il politico ex socialista è stato presidente dal 1996 al 2003 (oggi è presidente onorario). Un evento a cui Amato tiene molto. Tanto che quando si è fatto il nome di Amato come possibile successore di Napolitano al Quirinale, lui ha ironizzato: “Tutti mi chiamano presidente? Preferisco pensare che sia per il Tennis club di Orbetello”. 
Amato: “Mi vergogno a chiedertelo, ma per il nostro torneo a Orbetello è importante perché noi siano ormai sull’osso, che rimanga immutata la cifra della sponsorizzazione. Ciullini ha fatto sapere che il Monte vorrebbe scendere da 150 a 125“.
Mussari: “Va bene, ma la compensiamo in un altro modo“.
Amato: “Guarda un po’ se riesci, sennò io non saprei come fare… Trova, ce l’hai un gruppo? La trovi?”
Mussari: “La trovo, contaci“. 
Dalle intercettazioni a disposizione degli investigatori emerge anche la consuetudine di rapporti di Mussari con il Gotha della politica, da Gianni Letta (che chiede finaziamenti per il teatro Biondo di Palermo), Silvio BerlusconiDaniela Santanchè (che gli chide un appuntamento per il socio d’affari Angelucci), Piero FassinoRomano Prodi.

Noi e gli animali

FOTO e Testo Da: Repubblica.it - Torino. Mamuthones, un purosangue di 5 anni, cavalcato da Scompiglio, questo il soprannome del fantino pistoiese Jonathan Bartoletti,




Eccolo qui questo bellissimo purosangue di 5 anni, pochi attimi prima che la stoltezza dell'uomo lo facesse prematuramente morire nel fiore dei suoi anni migliori!

Intendiamoci, noi siamo animali onnivori, mangiamo anche la carne di molti altri animali, fra cui il cavallo.
Ma farli morire insensatamente è atto crudele.

Dal punto di vista sentimentale è crudele e orribile anche mangiarli, ma così siamo fatti e, se possiamo rinunciare alla carne noi adulti ormai in senescenza, non possono farlo i bambini, gli adolescenti e nemmeno i giovani che svolgono attività di qualsiasi tipo che richiedono sforzo muscolare.
Dunque gli estremismi dei vegetariani o dei vegani sono, appunto, estremismi che non tengono conto della Natura.
Riflettevo proprio pochi giorni fa sull'ennesimo documentario che mostrava come una crudeltà il cibarsi di animali da parte di altri animali.
In quel caso si trattava delle Orche Marine che isolavano un cucciolo di Capodoglio per poi mangiarselo.
Quale orrore!
Ma perché, noi che facciamo quando sbraniamo i teneri agnellini a Pasqua e non solo?! La differenza con l'Orca Marina è che in città ci pensa qualcun altro ad accoppare l'agnello per noi, dunque non ne sentiamo i teneri belati, non sentiamo quelli strazianti della madre, non assistiamo al suo orrendo squoiamento... Ce lo troviamo bello tagliato a pezzi e confezionato, dunque possiamo dimenticarci di come fosse tenero e bellissimo prima di finire così.

Noi siamo questo.
Ma non dobbiamo USARE gli animali sempre e comunque piegandoli ai nostri bisogni.
Debbo dire che quando ho sentito e poi letto la notizia della morte del bellissimo purosangue alla partenza del Palio di Asti, ho pensato male... Ho pensato: "Chissà cosa gli hanno dato povero cavallo per farlo vincere..."
Insomma ho pensato ad una morte dovuta a chissà quale mistura di droghe...
Invece sembra che il povero animale semplicemente sia inciampato sul "canapo" (Chissà che roba è? Ho pensato. Poi l'ho visto e credo sia semplicemente una deformazione dialettale per indicare una grossa corda di canapa. Boh?!!) e si sia spezzato il collo morendo sul colpo.
Foto da: Da: Repubblica.it - Torino.
Il momento della tragica caduta
  


Ecco io caddi così nel parcheggio di IKEA Anagnina: anch'io sbattei la faccia a terra come il cavallo, ma avevo le braccia che il cavallo non ha e mi parai istintivamente con un braccio che si spezzò, ma così non mi spezzai il collo e non morii.
Questa la foto del "mio canapo":
La Toro Assicurazioni che copriva IKEA ha ritenuto che "l'insidia" (termine legale usato dal loro perito che invece disse e scrisse che c'era) non ci fosse ed è andata in causa.
Gli è andata bene perché una giovane (potrebbe essere mia figlia) magistrato ha condannato me (il cavallo, mi si perdoni l'ironia) a pagare alla controparte euro 2.600 di spese legali.
Potevo fare ricorso, ma sarebbero stati altri soldi buttati cercando una improbabile giustizia.

Questa la foto del "mio canapo" che IKEA si è affrettata a cambiare:
Come si vede hanno messo una barra ad altezza media del torace dell'eventuale "cavallo-signora di mezza età" che dovesse passare di lì, in modo che non ci sia solo la situazione precedente con una sola barra ad altezza delle caviglie...

Chissà perché l'avranno cambiata, visto che "l'insidia" non c'era per il magistrato...?

Il Kit procedurale è sempre lo stesso

Da questo blog: 10 maggio 2012
Quello di cui voglio parlare è della facilità con cui ormai ci si disfa di una moglie, di una convivente, in qualche caso di un'amante che esige troppo...

Il copione è sempre lo stesso e sembra che funzioni, perché, a meno di non essere un cretino integrale come un certo caporalmaggiore (aihmé!) del nostro esercito, la si sfanga quasi sempre.

Il kit procedurale, lo dicono i fatti, è questo: l'amante che si accontenta del poco dignitoso ruolo, o non si accontenta e allora giù bugie anche con lei, le varianti sono una richiesta di dignità e rispetto (che pretese!) da parte di una moglie o di una convivente, anche senza l'esistenza di un'amante, raramente un'insistenza ossessiva dell'amante, nel qual caso si fa fuori lei, ma in genere si fa fuori la moglie. Questa figura familiare, spesso madre dei propri figli, sparisce da casa e lui, il marito, non sa dove mai possa essere andata. Puff!! Non c'è più!

Da: La Stampa.it

“Marilia stava per rovinarmi
ma non volevo ucciderla”


Claudio Grigoletto con la 29enne brasiliana Marilia Martins

Brescia, il pilota confessa.
La procura non crede
al delitto d’impeto
BRESCIA
Prima ha negato tutto. Nessuna relazione con Marilia Rodrigues Silva Martins. Poi ha ammesso la storia extraconiugale la sua dipendente, e in un secondo momento ha aggiunto che lei attendeva un figlio da lui. 
Ora, a distanza di due settimane dal delitto della 29enne brasiliana, trovata morta il 30 agosto a Gambara (Brescia) nell’ufficio della Alpi Aviation do Brasil, arriva l’ultimo tassello: «Sì, sono stato io». Claudio Grigoletto, il pilota 32enne in cella dal 3 settembre per omicidio premeditato, procurato aborto e tentata soppressione di cadavere, ha confessato. Lo ha fatto ieri in carcere al pm Ambrogio Cassiani. Un interrogatorio di tre ore, nel corso del quale il titolare dell’azienda che commercializza ultraleggeri ha fornito la sua versione: un omicidio preterintenzionale, frutto di una lite degenerata. Una discussione scatenata da Marilia, incinta al quarto mese, che voleva l’amato – sposato e con due bimbe - tutto per sé. «Lascia subito la moglie o ti rovino», lo avrebbe minacciato «O comunichi tu alla tua consorte la decisione o lo faccio io». Ma Grigoletto, da luglio padre della seconda figlia, temporeggiava. Poi sarebbero partiti gli schiaffi, Marilia avrebbe tentato di aggredire l’amante con un pezzo di legno, parte di un tavolo smontabile e sarebbe scivolata a terra picchiando la testa tre volte. 

Grigoletto l’avrebbe vista in preda a violente convulsioni e per calmarla le avrebbe messo le mani attorno al collo. Solo allora si sarebbe reso conto che la situazione era fuori controllo e i gesti successivi – la manomissione della caldaia per fare fuoriuscire il gas, l’acido versato in bocca alla ragazza, il corpo coperto di giornali per tentare di appiccare un incendio – sarebbero imputabili a uno stato confusionale. «Una confessione genuina, non c’è alcuna premeditazione» lo difendono i legali Elena Raimondi e Renata Milini, che ieri hanno depositato il ricorso al Riesame. 
Ma per la Procura troppi elementi non quadrano. Il pilota avrebbe pianificato l’eliminazione dell’amante perché incapace di sfilarsi dal tunnel di bugie in cui si era cacciato. Marilia era un «problema» che rischiava di fargli saltare il matrimonio. Il 29 agosto l’avrebbe attirata in ufficio con la promessa di parlare della loro futura casa, quindi l’avrebbe picchiata e strangolata. Poi avrebbe inscenato il suicidio aprendo il gas, versandole in bocca l’acido e mettendole in mano un accendino. Alle 18 si sarebbe recato all’aviosuperficie di Bedizzole per una lezione di volo. 

Nei giorni precedenti con l’iPhone e con il pc avrebbe navigato sul web per informarsi su avvelenamenti, esplosivi e tecniche incendiarie, comprato guanti in gomma, acido e ammoniaca (nel suo ufficio gli scontrini ), e avrebbe portato a Gambara un attrezzo a pappagallo; lo stesso rinvenuto al campo di volo di Bedizzole, che per il Ris è compatibile con l’impronta sul tubo svitato della caldaia. 
Nella sede dell’azienda i militari della scientifica hanno trovato sangue del pilota e di Marilia. Sangue mescolato che il pilota ha lasciato anche sul tappetino della sua Land Rover.  

SENZA COMMENTI!!!

Barbari e sudicioni ovunque

9 settembre 2013 - Sabaudia (LT) Via Sacramento, Pantani dell'inferno, zona di pregio naturalistico 
Foto di Rita Coltellese

Purtroppo la barbarie impera indisturbata e le Istituzioni dormono quando potrebbero multare e fare cassa.
Mi spiace che l'orribile sacco delle immondizie di colore celestino che galleggia al centro della foto non si veda molto bene: dal vivo si vedeva benissimo, come un pugno in un occhio! A distanza ne galleggiavano altri due che né il mio cellulare né quello di mio marito sono riusciti a rendere a sufficienza!
Questo avviene nel territorio di un comune in cui il Sindaco Lucci, giustamente rieletto, ha saputo avviare una raccolta differenziata, affidata alla Ditta Sangallo, che funziona bene.
Purtroppo i barbari sono innumerevoli e la lotta sembra essere impari.
Torno ad esortare ad utilizzare le leggi vigenti per applicare multe. Gli ausiliari del traffico, utilizzati da maggio a settembre sul lungomare per fare multe (anche a chi ha il contrassegno sia orario che annuale di parcheggio, da testimonianze di innumerevoli ricorrenti), possono essere utilizzati come guardie ecologiche per evitare che la ricchezza di Sabaudia, la Natura, sia sporcata ed inevitabilmente imbruttita dai barbari sporcaccioni.


Il 12 giugno scorso ho pubblicato su questo blog un post con dei filmati che illustrano cosa sono i "Pantani dell'Inferno". Basta cliccare a lato in Archivio 2013, giugno e il giorno 12 e lo troverete.