domenica 31 gennaio 2021

La Sacra Rota che annulla il Sacramento che più "Sacro" non è.

Sono sposata da 55 anni felicemente con matrimonio celebrato in Chiesa con effetti civili, quello che si chiama matrimonio concordatario, in base al Concordato fra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica di Roma.

Avevo 19 anni ed ero credente. Oggi ne ho 74 e sono serenamente atea, non per scelta ideologica ma semplicemente perché in tutto questo tempo ho capito che purtroppo Dio invisibile, immensamente giusto che si interessi all'animale Uomo non c'è.
Lo Stato Italiano più moralista della Chiesa Cattolica ha concesso il Divorzio solo dopo un Referendum nel 1970, mentre la Chiesa Cattolica da prima concedeva l'Annullamento di quello che dice sia un Sacramento, qualcosa gestito da Dio. Bastava pagare. Tanto. Non si sentiva di annullamenti fra la gente comune, ma solo da parte di facoltosi ed importanti personaggi che dovevano aspettare molto tempo e pagare molti soldi per appianare le difficoltà che tale Atto, intrinsecamente ritenuto immorale, comportava. Ma Dio, che la Chiesa amministra, evidentemente alla fine dava il suo consenso attraverso imperscrutabili segnali noti solo agli avvocati della Sacra Rota e il Sacramento veniva sciolto, anche quando c'erano frutti concreti come i figli.
Dopo che lo Stato Italiano ha interrogato il suo popolo addirittura con un Referendum, dando conto così del lacerante dilemma con cui affrontava il problema del Matrimonio Civile indissolubile, e averlo reso scioglibile, la Sacra Rota ha aumentato il numero degli Annullamenti rendendo sempre più facile Annullare il Sacramento accorciando i tempi ed abbassando i prezzi.
Vorrei mettere l'accento fra il concetto di SCIOGLIBILE ed ANNULLABILE che, credo, sia evidente a tutti.
Lo Stato Italiano si è lacerato moralmente per renderlo non a vita come era, la Chiesa Cattolica dice non è mai esistito (abbiamo scherzato) anche quando sono nati figli.
Trovo tutto questo di un'IPOCRISIA siderale, della Chiesa naturalmente che ci guadagna come su tutto, ma anche di chi accetta questo sistema per sposare "santamente" quella o quello (ma più spesso quella) che è l'amante.
Se si legge l'articolo si scoprono le FACILITAZIONI introdotte da Bergoglio per rendere più rapidi gli ANNULLAMENTI.
Ditemi voi dov'è il SACRO.



Esempi di Annullamenti della Sacra Rota prima della LEGGE sul Divorzio in Italia e dopo:

Alessandro Gassman e Nora Ricci
la coppia il cui Sacramento fu annullato qui con la figlia Paola


Carolina di Monaco e Philippe Junot
Da: La Repubblica, luglio 1992 - CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano ha riconosciuto nullo, in quanto inesistente fin dall' inizio, il matrimonio di Carolina di Monaco con Philippe Junot. Da questo momento, se lo vorrà, la principessa potrà risposarsi in chiesa. 



8 apr 2019 — Bufera di critiche per Amadeus: Arriva l'annullamento di matrimonio.
l'annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota. ... Il matrimonio con Marisa de Martino, durato dal 1993 al 2007 e dal quale ha avuto una figlia, Alice.

Sotto il video della trasmissione in cui Amadeus lavorava con la ballerina Giovanna Civitillo che ha sposato in Chiesa dopo l'Annullamento della Sacra Rota.



Alice Sebastiani (il vero cognome di Amadeus) nata dal matrimonio annullato.


venerdì 29 gennaio 2021

Della PRESCRIZIONE

Mercoledì 27 gennaio 2021 il Ministro Alfonso Bonafede doveva leggere la sua Relazione sull'Anno Giudiziario a compendio del completamento della sua Riforma del Sistema Giudiziario iniziata un anno fa, gennaio 2020, con l'abolizione della Prescrizione.

LEGGE 9 gennaio 2019, n. 3 (GU Serie Generale n.13 del 16-01-2019)

d) all'articolo 158 C.P., il primo comma e' sostituito dal seguente: 
  «Il termine della prescrizione decorre, per il reato consumato, dal
giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui e'
cessata  l'attivita'  del  colpevole;  per  il  reato  permanente   o
continuato,  dal  giorno  in  cui  e'  cessata  la  permanenza  o  la
continuazione»; 
    e) all'articolo 159 C.P.: 
      1) il secondo comma e' sostituito dal seguente: 
  «Il  corso  della  prescrizione  rimane  altresi'   sospeso   dalla
pronunzia della sentenza di primo grado o  del  decreto  di  condanna
fino alla data  di  esecutivita'  della  sentenza  che  definisce  il
giudizio o dell'irrevocabilita' del decreto di condanna»; 
      2) il terzo e il quarto comma sono abrogati;

La Prescrizione è un Istituto del nostro Ordinamento Giudiziario che estingue il reato se il giudizio finale (Cassazione) non viene emesso entro un tempo stabilito dalla gravità del reato commesso.
Ci sono reati gravissimi che hanno tempi di prescrizione più lunghi di altri ritenuti meno gravi.
Questa prima parte della Riforma Bonafede, approvata, elimina tale Istituto rendendo ogni reato commesso dall'entrata in vigore di queste modifiche, 1° gennaio 2020, imprescrittibile.  
Ma questa Legge, che somiglia in questo aspetto alla "common law" inglese in cui la prescrizione NON ESISTE e i termini dei gradi di giudizio dei processi previsti dal loro ordinamento DEBBONO essere rigorosamente rispettati, non piace a nessuno dei partiti politici italiani, tranne il M5S che l'ha voluta.
Per trovare un accordo fra il M5S e il PD, in modo da correggere in parte il blocco della prescrizione, è stato fatto un cambiamento all'impianto iniziale dato dal Ministro Bonafede chiamato "lodo Conte bis", dal nome del parlamentare di Leu Conte che l'ha curato,  Leu terzo partito di governo, che prevede lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado di condanna, con la 
possibilità di ottenere un ricalcolo retroattivo dei termini se in secondo grado la sentenza 
viene ribaltata in un’assoluzione. 
Questo lodo Conte bis è stato approvato in un Consiglio dei Ministri a febbraio 2020 e doveva essere incardinato
all'intera Riforma che prevede dei meccanismi per accorciare i tempi dei processi con termini
precisi come in Gran Bretagna, che qualora non rispettati dai magistrati prevedono sanzioni a 
loro carico.
Ma Mercoledì 27 gennaio 2021 il Ministro Alfonso Bonafede NON ha letto la sua Relazione, anche 
se a mio avviso avrebbe potuto farlo (c'è un precedente) senza addivenire alla votazione essendo 
il governo dimissionario. 

martedì 26 gennaio 2021

Da IL MANIFESTO una riflessione sul PCI in confronto al Partito Socialista

Di:  Pier Giorgio Ardeni

Certo, il comunismo è «roba d’altri tempi», ormai, ed è inutile «rivangare il passato» (solo un socialista come Claudio Martelli può continuare a dire che avevano ragione quelli di allora). Eppure, se c’è una ragione per cui nacque il PCdI fu proprio perché i socialisti di allora non seppero farsi carico non tanto della «spinta rivoluzionaria» del movimento operaio, quanto delle rivendicazioni di operai, braccianti e contadini, delle masse proletarie insomma.

Un socialista come Claudio Martelli non lo considero neppure socialista, avendo fatto parte di un sistema corruttivo: ricordo a tutti che era il delfino di Craxi.

Marx, molto hegelianamente, era rimasto affascinato dalla prima comune di Parigi, quella del 1793, e dalla rivoluzione francese, perché vi aveva visto la presa del potere di una classe su un’altra (era la prima volta della storia che un rovesciamento aveva una base di classe). E aveva pensato che, ora che la classe borghese soggiogava la classe operaia, la soluzione era la rivoluzione proletaria e la sparizione delle classi (si scusi la semplificazione). Il capitalismo si è affermato grazie allo sfruttamento, se ne è alimentato.

E' indubbio l'impatto storico della Rivoluzione francese che non fu solo la presa del potere di una classe su un'altra ma la distruzione da parte del Terzo Stato, la plebe, di due classi oppressore: i Nobili e il Clero. Quello che però la Storia ci ricorda è che pochi anni dopo proprio un militare rivoluzionario si mise in capo la corona di Imperatore. E dopo la sua caduta ripresero potere, anche nei costumi della società francese, i Nobili.

La democrazia liberale, in Italia come altrove, era a quei tempi una faccenda in mano ad un’élite borghese, dove la progressiva cooptazione (di parte) dei ceti popolari non avvenne, nemmeno con l’affermazione dei partiti popolari, quello socialista e quello cattolico (di Sturzo), nel 1919. Quell’affermazione non fu sufficiente ad offrire condizioni di vita e di lavoro decenti per quelle masse, che si rivoltarono.

E i socialisti non seppero guidare quella rivolta in chiave progressiva. Poi, certo, venne il fascismo, quando la borghesia industriale e agraria preferì la soluzione autoritaria al gradualismo giolittiano. Gramsci, pur ancora convinto della via leninista (la rivoluzione), capì che in Italia non era solo una questione operaia, ma anche contadina e, quindi, meridionale.

Il PCdI nacque perseguendo questa opzione che non fu mai del partito socialista che rimase sempre giolittiano nel fondo. Con la resistenza, l’antifascismo e la nascita della repubblica prese piede l’idea di una democrazia progressiva che avrebbe potuto portare al socialismo, nelle condizioni date. Ma a cambiare fu anche il capitalismo che, pur rimanendo classista e imperialista, trovò il modo di perseguire una migliore distribuzione delle risorse.

Certo, lo fece per preservarsi e preservare la classe dominante borghese, ma nell’allargamento della sua «base sociale» al ceto medio e medio-basso vide le premesse per la sua sopravvivenza. Incalzato dal movimento operaio e dal suo partito (dove c’era). E se fu doppiezza, fu «a fin di bene»: miglioriamo le condizioni di vita delle masse qui e oggi, il socialismo sarà il prossimo passo.

Per tutto il dopoguerra e fino all’89 il partito comunista perseguì questo obiettivo, nei vincoli dati, perdendo per strada perfino le ragioni di fondo che lo avevano separato dal partito socialista delle origini (che sopravvisse sempre a se stesso, in una vaga idea identitaria di socialismo «democratico», come se anche il comunismo italiano non lo fosse).

Poi, però, il capitalismo travalicò, i suoi orizzonti si aprirono all’intero mondo e riprese a correre, grazie ai proletariati della terra desiderosi di uscire dalla miseria. Il socialismo appassì perché ad appassire fu l’idea di rivoluzione, perché non era più «necessaria». Ma ci si dimenticò, invece, che era necessaria, ancora, una migliore distribuzione delle risorse e della cittadinanza democratica.

L’errore, dopo l’89, non fu quello di cambiare nome, ma di perdere di vista un obiettivo, mutuando quello liberale. La crescita non avrebbe garantito nulla, se non a vantaggio del capitale, se non si fosse tenuta ferma la barra su uguaglianza e distribuzione. Il mantra di un «capitalismo ben temperato» non venne più suonato dal clavicembalo della sinistra, ormai sussunto nel paradigma liberale da cui, pure, era stato generato.

Il partito socialista si è dissolto mentre quell’altro, che aveva raccolto la sintesi vincente, si è avviluppato. Non c’è più la rivoluzione, all’orizzonte, ma non c’è neppure un obiettivo di «trasformazione della società», di lotta alle disuguaglianze (che sono ancora di classe e di condizione). Non si tratta di rovesciare la borghesia, ma di ri-garantire quel progresso equo che l’avanzata del movimento operaio aveva saputo conquistare, fino ad un punto. (E non diamo la colpa al fatto che «non c’è più la classe operaia», come se non esistessero più le masse popolari!)

Se c’è una lezione da trarre da questa storia, che guardi all’oggi, è che lo spettacolo odierno di un capo del governo che va a cercarsi una maggioranza in parlamento – nella migliore tradizione di Depretis, Crispi e Giolitti – è non tanto da associare al famigerato «trasformismo», quanto al fatto che non ci sono più i partiti (e, in particolare, uno). Un partito che, come un secolo fa, si ponga l’obiettivo di guidare i bisogni di una società più giusta raccogliendo attorno a sé quegli strati che, nella situazione attuale, sono ancora sfruttati e dal cui sfruttamento il capitalismo trae vantaggio perpetuo. Anche se non è più «comunista».

Oggi il capitalismo è incarnato dall'Alta Finanza che, lungi dal create lavoro come il capitalismo, sfruttatore o illuminato che fosse, specula succhiando i soldi dei contribuenti, come si è visto ad esempio con MPS, con la complicità dei partiti sempre in cerca di soldi per alimentarsi.

Senza scomodare sempre l'esempio storico di Adriano Olivetti quale capitalismo illuminato, leggiamo qualcosa di recente:

Vicedirettore de "Il Resto del Carlino", Beppe Boni :" L’imprenditore milanese Del Vecchio è un esempio della lungimiranza industriale che caratterizza il nostro Paese. Guida un’azienda che marcia a gonfie vele e premia con il concetto del profitto e della professionalità i propri dipendenti. Altri casi in Italia, che si ispirano al modello Fiat anni Sessanta, sono la Ferrari di Maranello e il gruppo Della Valle, esempi virtuosi di come le aziende possono investire contemporaneamente nella crescita e nel benessere dei propri collaboratori. Alla Tods’ di Della Valle, appunto, nel cda è stato addirittura nominato un consigliere delegato alla solidarietà con l’aggiunta di operazioni di welfare legate anche al territorio. Alla Gd di Bologna, in una sede avveniristica, i lavoratori trovano palestra, asilo nido, tecnologia, arte e musica. E’ il capitalismo illuminato che sta facendo scuola".

Ma d'altra parte il lavoro chi lo crea? Lo Stato con il suo apparato necessario al suo funzionamento non può bastare, serve sempre l'iniziativa privata che, creando lavoro per sé stessi, ne crea anche per chi non ha capacità di farlo da sé. Chi pretende di negare questa semplice realtà umana vive  nell'utopia. Lo Stato con le sue leggi deve garantire i lavoratori senza però asfissiare gli imprenditori, siano essi semplici artigiani e commercianti, siano piccoli e medi industriali, assicurando il libero svolgimento dell'imprenditoria senza soffocarla di burocrazia demenziale e organizzando un sistema fiscale che non consenta evasione.

domenica 24 gennaio 2021

THOMAS BERNHARD – “Piazza degli eroi”

 

Bernhard, “Piazza degli eroi”

THOMAS BERNHARD – “Piazza degli eroi” – Garzanti

Traduzione di Rolando Zorzi

Piazza degli eroi

“E’ tutto in via di estinzione”

Prima di tutto qualche data, per cogliere appieno l’importanza di “Piazza degli eroi” (“Heldenplatz”) all’interno della produzione teatrale, ma anche più genericamente letteraria, bernhardiana. L’opera viene pubblicata nel 1988 e rappresentata per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 4 novembre dello stesso anno, per la regia di Claus Peymann. L’ultimo romanzo di Bernhard, “Estinzione” era stato pubblicato due anni prima, nel 1986. Il 12 febbraio 1989 Bernhard muore. Siamo quindi giunti con questo dramma alla conclusione della parabola teatrale del suo autore, ovvero, come ben sottolinea Eugenio Bernardi, al punto “massimo di quella provocazione cui mirava da sempre il suo teatro”. Esattamente come, sul piano della narrativa, “Estinzione” rappresenta il tentativo, attuato mediante le raffinate armi letterarie a cui questo autore ha abituato i suoi lettori, di cancellare, di estinguere, uno per uno, i temi portanti della sua architettura artistica. Bernhard conclude quindi portando al massimo grado possibile la sua arte della provocazione e della esagerazione, consapevole che, esagerando la realtà, può renderla insopportabile e, quindi, distruggerla. Ci si può chiedere se fosse consapevole dell’avvicinarsi della fine, ma la sua stessa biografia ci dice che Bernhard ha sempre vissuto sapendo di portare con sé la propria morte, di allevare dentro di sé la propria malattia mortale e quindi questa è, in definitiva, una domanda inutile.

L’aspetto più apertamente provocatorio della pièce consiste nei violenti attacchi che contiene, attacchi per nulla velati e sottintesi, ma diretti e ampiamente ripetuti, nei confronti dello stato austriaco, dei suoi rappresentanti, delle sue istituzioni e, in definitiva, dell’intero popolo austriaco. Lo spunto per la scrittura del dramma è il cinquantenario dell’annessione dell’Austria alla Germania nazista e la tesi sostenuta da Bernhard è che, dopo cinquant’anni, complice lo stato, il nazismo e l’antisemitismo stanno nuovamente diffondendosi, senza trovare ostacoli apparenti, tra i politici più potenti, nei luoghi dell’arte e della cultura e, infine, tra la stessa popolazione. Si va dagli accenni velati, alle battute ironiche, alla constatazione amara fino alla vera e propria invettiva (e Bernhard sa come dosare tutto questo e come variarlo per suscitare le reazioni del pubblico). E’ un crescendo che, dopo gli accenni contenuti nella prima scena, si distende, diventando sempre più esplicito nella seconda e nella terza (fino alla splendida conclusione che non svelo, per non rovinare ai futuri spettatori gli effetti dell’inventiva di un vero animale da palcoscenico). E’ significativo il fatto che l’azione scenica di questo dramma, a differenza di quanto avviene nelle altre opere teatrali di Bernhard, dove sono ridotte al minimo le indicazioni di luogo e di tempo, sia ben collocata nel tempo e nello spazio: il testo reca “Vienna” come indicazione iniziale, seguita dalla data, “Marzo 1988” (il 15 marzo 1938, Hitler annuncò nella centralissima Heldenplatz di Vienna alla folla acclamante l’Anschluss dell’Austria alla Germania); le indicazioni sceniche, inoltre, collocano chiaramente la I e la III scena all’interno di un appartamento che si affaccia sulla Heldenplatz e la II nei giardini pubblici del Volksgarten; dai personaggi vengono infine ripetutamente citati il Burgtheater, la Ballhausplatz, su cui si affaccia la Cancelleria federale, il Parlamento, l’Università, la Biblioteca nazionale, oltre alle più importanti vie e piazze di Vienna. Insomma, una serie di accurate indicazioni spaziali e una precisa collocazione dell’azione scenica nel tempo, inusuali per lo stile di Bernhard che sembra in questo modo perseguire un intento di chiarezza e trasparenza e assicurarsi che il suo estremo giudizio sull’Austria venga colto pienamente. Si va da considerazioni generiche come “…che io sia austriaco è la mia più grande disgrazia”, a constatazioni esplicite: “oggi la situazione è veramente quella/ che c’era nel trentotto/ a Vienna ci sono adesso più nazisti/ che nel trentotto/ lo vedrai/ come tutto finirà male/ per capirlo non c’è mica bisogno/ di una mente tanto acuta/ adesso stanno venendo fuori di nuovo/ da tutti i buchi/ che più di quarant’anni fa erano stati tappati/ basta che ti metti a parlare con uno qualunque/ e non ci vuole tanto/ perché salti fuori un nazista”;’da attacchi diretti alle istituzioni culturali: “pure l’università è piena di idioti/ e fra questi lui ha sopportato per ventanni/ degli imbecilli della Stiria e degli idioti di Salisburgo/ come colleghi/ la vita intellettuale in questa città/ è pressochè soffocata nell’infamia/ e nell’ottusità dei suoi trafficanti di posti/ Dei miei colleghi il novanta per cento sono nazisti/ diceva il babbo/ o rappresentano l’ottusità cattolica/ o quella nazionalsocialista/ beceri e infami sono tutti quanti/ la città di Vienna è tutta un’infamia ottusa”, a vere e proprie accuse rivolte agli uomini di potere: “il presidente della repubblica un borghesuccio furbo e falso/ e tutto sommato un tipo deprimente/ il cancelliere uno scaltro maneggione politico”, “stia un po’ a sentire il cancelliere federale/ quello non riesce neanche a finire una frase correttamente/ e neppure gli altri/ da tutta quella gente non vien fuori che immondizia/ quel che pensano è immondizia/ e anche il modo in cui lo dicono è immondizia”, “Herr Landauer che ne dice vinceranno i rossi alle prossime elezioni/ quelli non hanno proprio carattere/ e i neri sono tutti degli imbecilli/ e le porcate sono la forza motrice di tutti quanti i partiti/ Se oggi in Austria lei dà il voto a un uomo politico/ può star sicuro che dà il voto a un porco corrotto”, fino ad investire l’intero popolo austriaco con un astio e una violenza verbale troppo radicali per non indurre nello spettatore almeno il sospetto che al fondo di tutto ciò ci sia una cocente delusione, un desolato rammarico nei confronti di una patria forse molto amata e per questo dolorosamente ripudiata: “mi meraviglia soltanto che tutto il popolo austriaco/ non si sia suicidato da un pezzo/ ma gli austriaci nell’insieme in quanto massa/ oggi sono un popolo brutale e stupido/ In questa città uno che ci vede dovrebbe essere/ ventiquattr’ore su ventiquattro in preda a raptus omicida/ Quel che è rimasto a questo povero popolo minorenne/ non è altro che il teatro/ L’Austria stessa non è altro che un palcoscenico/ sul quale tutto è depravato deteriorato e decomposto/ una compagine di comparse detestata da se stessa/ fatta di sei milioni e mezzo di abbandonati a se stessi/ sei milioni e mezzo di dementi nonché pazzi furiosi/ che ininterrottamente gridano a squarciagola reclamando un regista/ E il regista verrà/ per spintonarli definitivamente giù nel baratro”. “Piazza degli eroi” resterà in scena al Burgtheater fino alla morte del suo autore, provocando, come si può facilmente intuire, un seguito di attacchi a Bernhard da parte di tutta la stampa e di molti esponenti politici, tanto che lo scrittore, come risposta, disporrà nel suo testamento il divieto di stampare, rappresentare o leggere in pubblico i suoi scritti in territorio austriaco per la durata dei diritti d’autore. Un’uscita di scena ad effetto, un vero “colpo di teatro” per un autore così enigmatico, disturbante e delirante, perfetta in fondo per chi ha potuto scrivere, a ragion veduta, molte volte anche se in forme diverse, una battuta come questa: “Ah, la vita è proprio tutta una commedia sapete”. Detto tutto ciò, sarebbe veramente limitante ridurre “Piazza degli eroi” al suo contenuto provocatorio e collegare questo dramma alle sole polemiche che ha scatenato. Non ho mai avuto l’opportunità di vederlo rappresentato, ma credo di essere in grado di cogliere tutta la sua grandezza anche mediante la sola lettura. Per l’ennesima volta, quella definitiva, Bernhard mette in scena l’assurdità e l’ottusità brutale del mondo, con il realismo lucido che gli è proprio e con l’intransigenza che ha sempre caratterizzato la sua arte. Il suicidio dell’intellettuale ebreo, Professor Schuster, che, tornato a Vienna cinquant’anni dopo l’Anschluss, non riesce a sopportare la situazione dell’Austria e si getta dalla finestra, diventa il pretesto e l’occasione, al di là della provocazione, per attuare quella variazione di temi in cui Bernhard è maestro; ecco allora entrare di nuovo in scena la dissoluzione familiare, l’incomunicabilità, l’incapacità di adattarsi ad un luogo che diventa eterna e frenetica preparazione di viaggi in fondo privi di una meta soddisfacente, le fissazioni e la reiterazione di gesti quotidiani che finiscono per rappresentare l’unica certezza e l’unica via di scampo, il rifugio nell’arte, sentita alternativamente come consolazione e disgusto, l’apparente assenza di sentimenti (ma anche qui, folgorante, inaspettato e per questo commovente, quell’intercalare, raro ma a me tanto caro, quel “bambina mia”, unica apertura verso un mondo di sentimenti negato a cui si può solo alludere, che, posso sbagliarmi, è presente in quasi tutte le opere teatrali di Bernahrd) e, infine, quel perenne senso di inquietudine, di “perturbamento”, la cifra e l’identità del teatro bernhardiano che, ancora una volta, è teatro di parola. E se fondamentale nel teatro è il ritmo, è proprio nel ritmo delle parole, che spiccano nella staticità dell’azione, che va ricercato il valore anche poetico dell’ultimo gesto teatrale di Bernhard, quello su cui cala il sipario della sua vita d’artista.

Con la chiusura dei Teatri causa pandemia ho potuto gustare il dramma di THOMAS BERNHARD in un allestimento di Roberto Andò che la RAI ha mandato su canale 5.

E' la Piazza degli eroi, la Heldenplatz di Vienna, dove nel '38 una folla di deliranti si accalcò per festeggiare l'annessione dell'Austria alla Germania nazista. E dove la moglie di Schuster, interpretata da Betti Pedrazzi, in quella nuova casa, anche 50 anni dopo, continua a sentire le urla degli austriaci inneggiare a Hitler (nel cast anche Silvia Ajelli, Paolo Cresta, Francesca Cutolo, Stefano Jotti, Valeria Luchetti, Vincenzo Pasquariello, Enzo Salomone).

Renato Carpentieri nella parte di Shuster, il fratello del suicida, a cui l'Autore affida il suo caustico pensiero sull'Austria degli anni ottanta del secolo scorso, che mi fa pensare anche all'Italia di oggi per il giudizio sulla mediocrità dei politici e degli universitari .
L'unica cosa che penso e spero per il mio Paese è che non gli appartenga l'antisemitismo che 
BERNHARD denuncia per la sua Austria

Renato Carpentieri: eccezionale

  

Tutti gli attori, bravissimi, in scena







MADRE Cap. I

Capitolo I

Il telefono squillò. Lei andò a rispondere. 
"Signora Rrrita? Sono Suor Fernanda." La pressione prolungata sulla R e la o chiusa le evocarono il mondo dove viveva sua madre ancora di più del nome di chi la chiamava.
Quella voce, proveniente da quel luogo, le provocava sempre un'aspettativa ansiosa di notizie non buone o, quantomeno, di chiamata a risolvere problemi piccoli o grandi di sua madre.
"Buongiorno sorella. Mia madre ha qualche problema?"
"Io sono stata una settimana in Sardegna, sono tornata oggi, e ho trovato questa donna deperita."
Il tono della suora che fungeva da "femme de chambre" per sua madre era serio e con un sottofondo di meraviglia.
"Ma deperita come?" Chiese lei senza capire, ma già in ansia.
"Dimagrita, questa donna in una settimana è dimagrita. Io l'ho lasciata una settimana fa ed oggi la ritrovo dimagrita in modo non normale.."
Cercando nella mente Rita trovò il ricordo recente di suo figlio che, come accadeva ogni tanto, andava al posto suo ad accompagnare la nonna a ritirare la pensione all'Ufficio Postale.
"Ma non più tardi di dieci giorni fa è venuto mio figlio con la sua fidanzata per accompagnare la nonna a prendere la pensione e non mi ha detto niente.."
"E' successo tutto in questa settimana, io sono mancata solo una settimana."
"Ma perché la suora infermiera, suor Virginia, non mi ha avvertito?" Chiese la donna, cercando di mettere in chiaro nella sua mente la situazione.
Chiuse la telefonata con la suora ringraziandola di averla avvertita e, nel contempo, dicendole di chiamare il dottore a cui sua madre era iscritta. Un Medico di Base che bisognava stanare dal suo studio per fargli fare una visita domiciliare, in barba alla convenzione con il Servizio Sanitario in cui era scritto che fra i suoi compiti c'erano anche le visite domiciliari, qualora il paziente non fosse in grado di raggiungere il suo studio per serie ragioni di salute.
Andò poi a cercare suo figlio Diego e lo trovò nella sua stanza che stava studiando con Rachele. Seguivano lo stesso Corso di Studi all'Università.
"Scusate ma siete stati da nonna venerdì della settimana.. non questa appena passata.. quella ancora prima no?" 
I due giovani la guardarono interrogativamente dopo aver staccato gli occhi dai libri: "Sì, certo. Perché cosa è successo?" Chiese suo figlio, già in ansia anche lui. Diego era sensibile e conosceva ogni aspetto dei problemi che sua madre viveva per quella nonna che tanto li amava e che lui amava.
"Mi ha appena chiamato suor Fernanda che dice di essere stata via una settimana, sai loro ogni tanto hanno periodi di riposo e lei era andata in Sardegna, penso alla Casa Madre, e ha trovato nonna molto dimagrita. Come era dieci giorni fa?"
Lesse nell'espressione di suo figlio la sua stessa meraviglia: "Ma normale.. Come sempre."  Guardò come per conferma Rachele che annuì.
"L'abbiamo accompagnata all'Ufficio Postale facendo la fila per lei e poi lei ha preso la sua pensione e - sorrise guardando la fidanzata - ha provato come al solito a darmi dei soldi e al mio solito rifiuto ha provato a metterli in tasca a Rachele."
L'immagine tenera della nonna che in mezzo alla gente, incassata la pensione, voleva dare i soldi ai due ragazzi, più che suscitare imbarazzo faceva, appunto, tenerezza, e il rifiuto era una consuetudine a cui ci si sottraeva a stento e, alla fine, lei riusciva a volte ad imporre le sue piccole o grandi donazioni ai nipoti o alla figlia, che cedevano per farla felice.
"Debbo andare subito. Debbo vedere con i miei occhi." Disse con una rattenuta angoscia. 
Rifiutò l'offerta di Diego di venire con lei, disse che restassero pure a studiare. Sarebbe andata lei, come sempre per i bisogni di sua madre, facendosi aiutare solo ogni tanto o da Diego o da Monica, la figlia femmina, per non prendere troppi permessi al lavoro, ma solo per non farla andare da sola a prendere la pensione, dati i pericoli di scippi, e ancora più raramente per qualche esame diagnostico dato che, per tutto ciò che riguardava la sua salute, Rita voleva essere in prima persona per rendersi conto bene delle cose.
Aspettò di sapere se il Medico recalcitrante era andato a visitarla. Suor Fernanda la richiamò per dirle, con voce grave, che il dottore era venuto ed aveva detto che bisognava portarla in ospedale, sì certo aveva lasciato il foglio per il ricovero.




giovedì 21 gennaio 2021

Simonetta Cesaroni non ha avuto giustizia, il suo assassino era un impotente violento.

 



Anch'io, leggendo quello che si trova nei media, penso come la brava Psicologa specializzata in Criminologia.
Penso ad una persona autorevole per il posto dove stava lavorando, che con un pretesto le ha chiesto di seguirlo nella stanza della Direzione, per poi palesarle le sue lubriche intenzioni a cui, sia pure sorpresa, la ragazza ha reagito indignata dicendo parole sferzanti di rifiuto, che hanno toccato la sfera narcisistica dell'assassino che ha reagito con un forte manrovescio, facendo cadere la fanciulla che, sbattendo la testa a terra, è rimasta stordita. A quel punto l'aggressore l'ha svestita freneticamente, si è messo cavalcioni su di lei e ha avuto il raptus omicidiario con un tentativo di violenza che non gli è riuscito.
Molti particolari sono stati mal interpretati, come il fatto che le scarpette se le fosse tolte lei avendo i lacci slacciati.. In realtà l'assassino può averli sciolti non riuscendo a sfilarle le scarpe per far passare i pantaloni.
Il fatto che abbiano portato via i pochi ori che aveva indosso, meno l'orologio, e che mancassero dei soldi dalla sua borsa, può far parte del tentativo di far risalire l'aggressione all'opera di un ladro di passaggio, oppure è stato uno sciacallo giunto sulla scena del crimine.
Rimane l'orrore di una giovane che lavorava in pieno agosto in un ufficio solitario e per questo qualcuno ha pensato potesse essere una preda.

mercoledì 20 gennaio 2021

Per ridere un po': Le comiche: "Le uova al mercato europeo"

"Le uova al mercato europeo"




Conte1CbisCter: Mi vogliono e io mi alleo con tutti. Ho fatto ottenere all'Italia 209 miliardi e li gestisco io perché li hanno dati a me!


Conte Gentiloni: Mio caro lo sai bene che i 209 miliardi li hanno dati all'Italia per un gioco di squadra... Io ti ricordo che sono Commissario Europeo per l'Economia, David Sassoli è Presidente del Parlamento Europeo.. Persino Tajani di Forza Italia ha parlato tanto con gli altri rappresentanti degli altri Paesi dell'Unione per ottenere questo risultato.. E poi.. Non fare come quella donnetta che andava a vendere le uova al mercato...

Conte1CbisCter: Quale donnetta! Quali uova!


Conte Gentiloni: Non la conosci? E' una educativa storiella antica: una donna aveva delle galline che le avevano fatto molte uova, le mise in una cesta e con essa si avviò al mercato per venderle e mentre camminava parlava fra sé e sé: "Venderò le uova e con i soldi comprerò una pecorella che mi farà il latte con cui farò del formaggio ed una ricottina che porterò al mercato e li venderò, con i soldi comprerò una mucca che mi farà tanto latte e un vitellino e sarò ricca e quando andrò al mercato per vendere il vitellino tutti mi saluteranno così:"Buongiorno Signora!" E mimando il saluto con un inchino della testa cadde la cesta e tutte le uova si frantumarono a terra."

Conte1CbisCter: Non capisco il paragone...

Conte GentiloniNon lo capisci eh? Eppure è semplice: non è che quei soldi li abbiamo già in tasca, ve li state litigando prima di averli, vi litigate la pelle dell'orso prima di aver ammazzato l'orso.


Conte1
CbisCter: Ma cosa dici!!? Io li ho ottenuti!

Conte Gentiloni: Aridaje! La Commissione approverà i Piani nazionali di rilancio per accedere al Recovery e l’esborso delle varie tranche di fondi. L’Italia dovrà indicare le riforme che intende realizzare tenendo conto delle raccomandazioni Ue 2019 e 2020 che, tra l’altro, chiedono di rivedere pensioni, lavoro, giustizia, Pubblica amministrazione, sanità e istruzione.


Conte1CbisCter: Ma io con il governo che ha avuto la maggioranza farò tutto questo e otterrò... Farò.. Otterrò.. Farò.. Otterrò...







Renzi Bilderb: Ma che stai a dì? Ma quale maggioranza? Ma intanto facciamoci dare il MES da quelle brave e generose persone che lo gestiscono, quelli che hanno la sede in Lussemburgo e che d
al punto di vista giuridico è un’impresa il cui scopo è quello di amministrare il fondo sovvenzionato dagli stati membri. Esso emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquista titoli sul mercato primario, ma a condizioni molto severe. 




                                                            Popolo Italiano










Disperato ristoratore, barista, gestore di palestra o..?



              Con tutti sti' Conti i conti non tornano! E l'ova so' cascate e se so' rotte tutte!









sabato 16 gennaio 2021

TIM al di sopra del Codice Civile e del Diritto Commerciale perché il nostro STATO glielo consente.

 Produco qui di seguito la corrispondenza tramite Facebook Messenger fra me e TIM, causa l'imposizione unilaterale di TIM di un'offerta mai accettata dal titolare dell'utenza: mio marito.

Per due anni almeno ci hanno perseguitati con telefonate a tutte le ore per imporci la fibra che mio marito non vuole perché, purtroppo per loro, è un Fisico che per tutta la vita ha svolto questa professione per un organismo statale occupandosi di Ricerca e sa che, se la colonna di distribuzione sta ad un chilometro dalla casa, come nel caso della nostra abitazione, la dispersione della potenza attraverso i cavi fa si che a casa non arrivino i Mb che dice TIM essendoci una quantità di dB per chilometro.

I DATI SENSIBILI SONO STATI DA ME OSCURATI PER OVVIE RAGIONI.

Se avrete la pazienza di leggere potrete capire come questi erogatori di Servizi, con il consenso dello Stato, trattano l'utenza che, se non fa resistenza avendo ragione, viene prevaricata e cede per stanchezza. 

Ricevo sulla mia posta personale rita.coltellese@gmail.com una comunicazione di attivazione di un'offerta TIM mai accettata dal titolare del contratto NTL....... G. N., unico da Codice Civile titolato ad accettare detta offerta. Ho cercato di comunicare questo dato legale ma TIM emette informazioni unilateralmente. credo che il titolare dello 0694..... abbia per il tramite delle segnalazioni dall'interno del Vs. sito TIM Fisso, espresso la sua volontà di non accettare la Vs. offerta. Non sono io la titolare del contratto, tanto è vero che nelle nostre comunicazioni meramente amministrative mi avete sempre chiesto il codice fiscale del titolare, anche se si tratta di comunicazioni di Vs. disservizi. Prego dunque di non interpellarmi come se fossi io l'utente contraente imponendo a G. un'offerta che ha comunicato di non voler accettare.

22/11/20, 17:06

Inviato da te 22 Novembre 2020

FATTURA novembre 2020 n. tel. 0694... perché addebito 2020/10/28 17:35 3479378+++ CELL. ILIAD ITALIA Unica 0:02:01 0,24600 e altro Numero Quantita' Durata IVA escl. Destinazione Tipo Chiamata 069422+++ 1 0:00:44 0.082 FRASCATI Nazionali. PERCHE' queste due chiamate non sono comprese nella formula contrattuale TUTTO?

22/11/20, 22:43

 

Inviato da TIM 22 Novembre 2020

Ciao Rita, da verifiche effettuate, l'offerta Tim super risulta attiva dal 14/10/20 non avevi richiesto la promozione? Rimaniamo a disposizione, buona serata da TIM. #TIMFisso

Inviato da te 22 Novembre 2020

Prima di rispondermi frasi inutili dovevate controllare la fattura segnalata visto che avete il numero di telefono, il nome dell'intestatario del contratto, il suo codice fiscale. La fattura è stata emessa con la formula contrattuale TUTTO, mai cambiata e ripeto la domanda sui due addebiti extra formula TUTTO. L'offerta non compare nella Fattura perché è una telefonata fatta da Voi e mai accettata dal contraente intestatario del contratto, come Vi ho scritto con questo mezzo, e come vi ha scritto Giuliano Natali unico legalmente autorizzato a cambiare il SUO contratto con voi. Chiedo di nuovo cosa sono quei 2 addebiti oltre la formula TUTTO? Non mi costringete a tornare alla Federconsumatori, basta con i trucchetti. Siate seri.

23/11/20, 21:57

Inviato da te 23 Novembre 2020

Attendo chiarimenti sulla fattura di novembre 2020 in cui nonostante la formula TUTTO sono state addebitate n. 2 telefonate: una a cellulare ed una a telefono fisso. CONTRATTO INTESTATO A G. N. NTL....... N. TEL. FISSO 0694....

24/11/20, 14:04

 

Inviato da TIM 24 Novembre 2020

Ciao Rita, ti informiamo che gli addebiti indicati fanno riferimento a delle chiamate effettuate. #TIMFisso

24/11/20, 16:11

Inviato da te 24 Novembre 2020

Ma ci fate o ci siete o pensate che sia scema io? Ripeto: le telefonate effettuate le abbiamo visionate nel sito TIM e con il copia e incolla ve le abbiamo anche mandate in un messaggio precedente a cui non avete risposto, parlando invece di offerte che il titolare del contratto NON ha accettato. Volete che le ricopio e incollo di nuovo prendendole dalla fattura? La domanda è perché sono state addebitate dato che debbono essere comprese nella formula contrattuale TUTTO?

Inviato da te 24 Novembre 2020

FATTURA novembre 2020 n. tel. 0694..... perché questi due addebiti? 2020/10/28 17:35 3479378+++ CELL. ILIAD ITALIA Unica 0:02:01 0,24600 e altro 069422+++ 1 0:00:44 0.082 FRASCATI Nazionali. PERCHE' queste due chiamate non sono comprese nella formula contrattuale TUTTO?

26/11/20, 09:45

Inviato da te 26 Novembre 2020

Se TIM non da spiegazione mando tutto al CORECOM.

 

Inviato da TIM 26 Novembre 2020

Ciao Rita, dal 14/10 è attiva la Nuova Tim Super con chiamate illimitate incluse. Abbiamo aperto una segnalazione per verificare come mai queste sono state addebitate. Ti forniamo riscontro non appena gestita. #TIMFisso

Inviato da te 26 Novembre 2020

Ripeto che all'analisi analitica della fattura risulta il contratto Formula TUTTO esistente da anni CHE COMPRENDE, come dice la parola stessa, CHIAMATE ILLIMITATE, senza bisogno di offerte UNILATERALMENTE PROPOSTE DA TIM E NON ACCETTATE DA G. N. UTENTE E INTESTATARIO DEL CONTRATTO. Vi ricordo il Codice Civile e il Diritto Commerciale là dove dice cose è un Contratto. TIM non può imporre un contratto diverso all'utente, né può imporlo tramite terze persone con codice fiscale che non sia quello dell'utente G. N.. Con il contratto Formula TUTTO le uniche telefonate addebitate OLTRE QUELLE COMPRESE IN TALE FORMULA sono quelle dirette a numeri SPECIALI, e NON è il caso delle due telefonate addebitate nella Fattura di novembre che contestiamo, essendo, come si legge e come qui vi abbiamo ricordato, 1 al numero del cellulare di G. N. ed una ad un numero fisso di Frascati.

27/11/20, 10:14

 

Inviato da TIM 27 Novembre 2020

Ciao Rita, abbiamo provveduto ad inoltrare un sollecito in merito alla problematica riscontrata. Ti forniremo riscontro al termine delle verifiche. #TIMFisso

27/11/20, 11:20

Inviato da te 27 Novembre 2020

Grazie. Attendo fiduciosa.

 

Inviato da TIM 27 Novembre 2020

Restiamo a tua disposizione, buona giornata da TIM! #TIMFisso

29/11/20, 19:53

Inviato da te 29 Novembre 2020

Quanto ci vuole per verificare due telefonate addebitate su una formula contrattuale TUTTO? Volete che ve lo chieda il CORECOM?

01/12/20, 17:09

 

Inviato da TIM 1 Dicembre 2020

Ciao Rita, la segnalazione non è stata messa da parte, è in lavorazione presso il reparto competente, che a gestione ultimata ti fornirà riscontro tempestivamente. Ti invitiamo ad attendere, grazie per la collaborazione. #TIMFisso

Inviato da te 1 Dicembre 2020

Attendiamo io e il titolare del contratto G. N.

03/12/20, 14:10

Inviato da te 3 Dicembre 2020

Riceviamo in data odierna la seguente e-mail da TIM: G. N. VIA M..... 8... 00030 ROCCA PRIORA RM 03/12/2020 N. Prot. C28050717 Oggetto: Risposta contatto n 9-189797562680 del 24/11/2020 Gentile Cliente, in relazione alla tua richiesta, ci scusiamo e ti invitiamo ad inoltrarci per fax 8000000187 un disconoscimento dell' attivazione della tariffa TIM SUPER ADSL con in allegato, un documento. Arrivederci da TIM Servizio Clienti Linea Fissa 187note contatti TIM 

NON POSSEDIAMO UN FAX E NON COMPRENDIAMO COSA DOVREMMO DISCONOSCERE IN QUANTO G. N. NON HA MAI ACCETTATO ALCUNA TARIFFA SUCCITATA NE ALTRE. LA FATTURA DI NOVEMBRE RIPORTA LA FORMULA CONTRATTUALE IN ESSERE TUTTO CON L'ANOMALIA DEGLI ADDEBITI GIA' CONTESTATI. VOGLIATE FORNIRCI UNA E-MAIL A CUI INVIARE IL DOCUMENTO SCANNERIZZATO DI G. N.. SOTTOLINEIAMO CHE ORMAI IL FAX NON E' PIU' IN USO TANTO CHE E' DIFFICILE ANCHE TROVARNE IN VENDITA.

04/12/20, 12:33

Inviato da te 4 Dicembre 2020

il 22 novembre alle h. 17:06 tramite questo mezzo chiedevo conto di n. 2 telefonate addebitate sulla fattura di novembre dell'utente G. N. TEL 0694.... e ad oggi 4 dicembre 2020 non abbiamo avuto risposta se non prese in giro compresa la e-mail ricevuta e riportata interamente nel messaggio subito precedente a questo. La prossima settimana invierò tutto al CORECOM tramite l'Associazione FEDERCONSUMATORI che già ha risolto a nostro favore precedenti abusi di TIM nei nostri confronti.


05/12/20, 17:05

 

Inviato da TIM 5 Dicembre 2020

Ciao Rita, siamo dispiaciuti per la tua insoddisfazione. Speriamo che tu possa cambiare idea! Ti ricordiamo che restiamo a disposizione, nel caso necessitassi di assistenza! buona serata da TIM! #TIMFisso

Inviato da te 5 Dicembre 2020

Scusate ma a me del Vs. dispiacere non me ne importa nulla. Rispondete nel merito. Non si tratta di insoddisfazione si tratta di un contratto che non state rispettando. Rispondete nel merito della fattura di novembre 2020, altrimenti ne risponderete al CORECOM TRAMITE FEDERCONSUMATORI.

07/12/20, 18:26

Inviato da te 7 Dicembre 2020

IL CONTRATTO OFFERTA "TUTTO" DEL NUMERO A ME INTESTATO 0694.... COMPRENDE TELEFONATE A CELLULARI E FISSI IN NUMERO ILLIMITATO AL COSTO ATTUALE, DOPO GLI ULTIMI AUMENTI, DI EURO 51,98 MENSILI AD ESCLUSIONE DELLE CHIAMATE A NUMERI SPECIALI DI ALCUNI SERVIZI. NELLA FATTURA DI NOVEMBRE 2020 SCADENTE IL 07/12/2020 DOMICILIATA HANNO ADDEBITATO N. 2 TELEFONATE DI CUI UNA AL MIO CELLULARE 347....... ED UNA AD UN NUMERO FISSO DI FRASCATI, PRESUMIBILMENTE IL MIO CARROZZIERE. IL 22 NOVEMBRE 2020 H. 17:06 HO CHIESTO LUMI A TIM TRAMITE IL SERVIZIO FACEBOOK A CUI E' ISCRITTA MIA MOGLIE, HANNO CHIESTO IL MIO CODICE FISCALE, HANNO DATO RISPOSTE VAGHE, PROMESSE DI CHIARIRE, MA AD OGGI NESSUN CHIARIMENTO. E' BENE SAPERE CHE TIM HA TELEFONATO AL NUMERO 069406613 INSISTENTEMENTE PER PROPORRE VARIE OFFERTE CONTRATTUALI PER LA FIBRA CHE NON INTENDO ACCETTARE DATA LA MIA ETA'; AD UNA DI QUESTE TELEFONATE HA RISPOSTO MIA MOGLIE A CUI E' STATA PROPOSTA UN'OFFERTA E CHE AVREBBERO INVIATO UNA DOCUMENTAZIONE CHE IO, TITOLARE DELL'UTENZA, AVREI DOVUTO ESAMINARE DANDO NEL CASO LA MIA ACCETTAZIONE. TALE DOCUMENTAZIONE NON E' MAI ARRIVATA GIACCHE' TRAMITE I MESSAGGI INTERNI CHE CONSENTE MY TIM HO ESPRESSO LA MIA VOLONTA' DI NON ADERIRE A TALE OFFERTA. IL 3 DICEMBRE SULL'INDIRIZZO DI POSTA DI MIA MOGLIE CHE USO PER QUESTIONI AMMINISTRATIVE MI SI CHIEDEVA DI FORMALIZZARE QUANTO DA ME SCRITTO TRAMITE MY TIM INVIANDO UN MIO DOCUMENTO VIA FAX E DAVANO IL NUMERO DI FAX ERRATO. NON POSSIEDO UN FAX E SUL PIANO LEGALE E' STRAVAGANTE CHIEDERMI UN DOCUMENTO PER ANNULLARE QUALCOSA CHE E' STATO ATTIVATO SENZA MIO DOCUMENTO. CHIEDO IL RISPETTO DELLA FORMULA CONTRATTUALE "TUTTO" E LO STORNO DELL'ADDEBITO DI N. 2 TELEFONATE CHE IN TALE CONTRATTO DEBBONO ESSERE RITENUTE COME INCLUSE.

Inviato da te 7 Dicembre 2020

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?> - <postacert tipo="posta-certificata" errore="nessuno"> - <intestazione> <mittente>denunce_ugsv@cert.agcom.it</mittente> <destinatari tipo="esterno">rita.coltellese@gmail.com</destinatari> <risposte>denunce_ugsv@cert.agcom.it</risposte> <oggetto>Registrazione denuncia del 07.12.2020 17:50</oggetto> </intestazione> - <dati> <gestore-emittente>InfoCert S.p.A.</gestore-emittente> - <data zona="+0100"> <giorno>07/12/2020</giorno> <ora>17:59:17</ora> </data> <identificativo>920EE3C8.00ACA62F.3E24A5B2.08A1CE03.posta-certificata@legalmail.it</identificativo> <msgid><5FA0059001071824@sendm.cert.legalmail.it></msgid> <ricevuta tipo="completa" /> </dati> </postacert>

 

Inviato da TIM 7 Dicembre 2020

Ciao Rita, ti informiamo che dal 14/10/2020 sulla tua linea risulta essere attiva l'offerta Tim Super e non l'offerta Tutto. Per quanto riguarda l'addebito delle chiamate effettuate stiamo parlando di un totale di 0.41 centesimi che se vuoi possiamo provvedere a rimborsare. Restiamo a disposizione, buona serata da Tim. #TIMFisso

Inviato da te 7 Dicembre 2020

G. N. non ha mai scritto e inviato un suo documento per attivare tale offerta che è stata fatta telefonicamente a me che non sono titolare del contratto e che doveva esaminare il titolare. Se poi TIM ritiene di essere al di sopra della legge e fare e disfare calpestando l'utente non siamo in democrazia e lo Stato sbaglia a dare a TIM tutta questa discrezionalità oltre quello che è scritto nel Codice Civile sui contratti. G. N. vi ha chiesto il rimborso anche se sono euro 0,41 perché non stiamo al mercato a contrattare, euro 0,41 NON erano dovuti perché anche sulla fattura incriminata è riportata la formula TUTTO e TIM ci ha infilato l'offerta mai accettata. TIM pensa che abbiamo la sveglia al collo che può fatturare in doppione: TUTTO e quello che TIM infila senza l'assenso del contraente? Però gli scrive che per disdire quello che lui non ha mai accettato con un suo documento deve inviare un documento!! Poi imparate almeno a scrivere il Vs. numero di fax giusto! Rimborsate e togliete la Vs. offerta. Basta con gli abusi!

Inviato da te 7 Dicembre 2020

Tanto per puntualizzare la malafede di TIM: l'offerta infilata nella fattura di novembre 2020 prevede anch'essa chiamate illimitate! Però fatturate n. 2 chiamate espunte dalla formula TUTTO. Fate pace con il cervello. Il nostro funziona anche se io ho 74 anni e mio marito 81!

 

Inviato da TIM 7 Dicembre 2020

Ti informiamo che per cambiare offerta non è necessario inviare niente di scritto ma può essere fatta anche telefonicamente. Inoltre, ti informiamo che abbiamo provveduto ad emettere il rimborso di 0.41 centesimi che troverai stornati direttamente su una delle prossime fatture utili.

Inviato da te 7 Dicembre 2020

Non posso passare ore al telefono con il 187. Mio marito che è il titolare meno che meno. Lui l'offerta non l'ha mai accettata e all'operatrice che mi aveva letteralmente tirata fuori dalla doccia con la sua improvvida telefonata con l'offerta ho detto che non ero io la titolare. Dunque non c'è nulla da disdire perché nulla è stato mai accettato. Abbiamo la formula TUTTO e quella rimane. Buonasera.

 

Inviato da TIM 7 Dicembre 2020

Ti confermiamo che l'offerta attiva sulla tua linea è l'offerta Tim Super al costo mensile di 24.90 euro al mese con internet illimitato, il servizio del Timvision e chiamate illimitate verso fissi e mobili.

Inviato da te 7 Dicembre 2020

lo lo so, siete voi che non lo sapete ed avete addebitato in modo spurio quelle due telefonate... G. N. non vuole cambiare il suo router con quello per al fibra ha detto. Ha 81 anni e teme di non saperlo gestire e non si fida di TIM. E a quanto pare ha ragione.

09/12/20, 15:31

 

Inviato da TIM 9 Dicembre 2020

Ciao Rita, per gli importi addebitati in fattura e non dovuti è stato predisposto in data 07/12/2020 il rimborso, che trovarai nella prima fattura utile dall'emissione. Restiamo a tua disposizione. Buona serata da TIM. #TIMFisso

Inviato da te 9 Dicembre 2020

Grazie. Togliere anche l'offerta imposta e non accettata da G. N. chiamata TIM Super, giacché la sta vivendo come un'imposizione unilaterale di TIM, cosa che lo mette in agitazione.

 

Inviato da TIM 9 Dicembre 2020

A tal proposito ti invitiamo ad inviare una comunicazione scritta con il disconoscimento dell'offerta attiva, allegando fotocopia fronte retro del documento d'identità e codice fiscale del titolare della linea.

09/12/20, 18:48

Inviato da te 9 Dicembre 2020

L'offerta è stata attivata unilateralmente da TIM senza l'assenso del titolare ed intestatario della linea e senza suo documento, appare quindi fuori da ogni forma legale dover inviare un documento per disdire qualcosa che non è mai stata attivata con un documento. Inoltre vi copio e incollo quello che avete scritto il 07/12/2020 alle h. 19:34: "Ti informiamo che per cambiare offerta non è necessario inviare niente di scritto ma può essere fatta anche telefonicamente." Questa storia sta assumendo la forma di una vera persecuzione contro una persona di 81 anni, G. N., che MAI ha parlato neppure al telefono con qualcuno di TIM per l'offerta che avete infilato nella fattura a lui intestata di novembre 2020.

11/12/20, 11:35

 

Inviato da TIM 11 Dicembre 2020

Ciao Rita, ti informiamo che, per passare alla precedente offerta TUTTO è necessario inviare una segnalazione al reparto preposto. Nel fratempo ti confermiamo che, con la nuova promo modificata in data 14/10/20, hai un risparmio sul costo mensile, in quanto andrai a pagare €.29,90/m contro il costo di €. 51,98 della precedente offerta. Restiamo a tua completa disposizione, buona giornata da TIM.

11/12/20, 13:14

Inviato da te 11 Dicembre 2020

Se c'è risparmio come mai con la formula TUTTO mai disdetta DAL TITOLARE DEL CONTRATTO LINE FISSA + ADSL G. N. NTL..... NON ERA MAI ACCADUTO CHE VENISSERO ADDEBITATE TELEFONATE DEL TRAFFICO NORMALMENTE COMPRESO? Non avete spiegato la ragione di tale anomalia pur ammettendo che con la formula da voi introdotta il 14/10/2020 senza l'assenso del titolare della linea sono ugualmente comprese telefonate illimitate.

 

Inviato da TIM 11 Dicembre 2020

Ciao, grazie per averci contattato. Abbiamo ricevuto il tuo messaggio e ti siamo grati per averci scritto.

11/12/20, 15:42

 

Inviato da TIM 11 Dicembre 2020

Ciao Rita, abbiamo inoltrato la tua richiesta al reparto preposto, riceverai riscontro quanto prima. Restiamo a tua disposizione, #TIMfisso. Buona giornata da TIM.

27/12/20, 21:32

Inviato da te 27 Dicembre 2020 alle ore 21:32

Non avendo la possibilità di inviare un fax come richiesto nella lettera di TIM del 03/12/2020 N. Prot. C28050717 Oggetto: Risposta contatto n 9-189797562680 del 24/11/2020, io sottoscritto G. N. NTL..... attraverso il sito facebook di mia moglie Rita Coltellese in N. contesto la Fattura ricevuta oggi via e-mail scadente il 15 gennaio 2021, domiciliata, in quanto, nonostante reiterate comunicazioni da TIM riscontrate è stata applicata UNILATERALMENTE la formula da me MAI accettata con alcun atto legale, firma o mio documento. Contesto totalmente gli addebiti in tale fattura contenuti per offerte varie da me non richieste, e chiedo pertanto l'annullamento di tale fattura e la re-emissione con la formula TUTTO.

28/12/20, 10:37

 

Inviato da TIM 28 Dicembre 2020 alle ore 10:37

Ciao, ti confermiamo di avere inoltrato una segnalazione, in merito alla problematica da te indicata. Riceverai riscontro quanto prima, buona giornata da TIM! #TIMFisso

Inviato da te 28 Dicembre 2020 alle ore 10:45

Vi informo di aver inoltrato la problematica alla sede di Federconsumatori Lazio dove mia moglie è tesserata dal 2010. Prof. G. N. (P.S. Impossibile comunicare con TIM tramite 187, dopo 15 minuti di attesa da RICHIAMARE PIU' TARDI PER INTENSO TRAFFICO, ALTRETTANTO IMPOSSIBILE PER ME COMUNICARE DAL SITO MY TIM TRAMITE LE COMUNICAZIONI DALL'UTENZA, DA SERVIZIO NON DISPONIBILE).

gio 15:04

Inviato da te 14 Gennaio alle ore 15:04

Ricevo lettera da TIM in data 14/01/2021 Vs. prot. C28370547 in cui mi si richiede di nuovo di inviare Fax o fare raccomandata dopo la Vs. seguente risposta a mia comunicazione precednete: "Ti informiamo che per cambiare offerta non è necessario inviare niente di scritto ma può essere fatta anche telefonicamente. Inoltre, ti informiamo che abbiamo provveduto ad emettere il rimborso di 0.41 centesimi che troverai stornati direttamente su una delle prossime fatture utili." Fate pace con il cervello e mettetevi d'accordo fra voi e chi invia codeste lettere. Nel frattempo ha risposto il funzionario di AGCOM Giuseppe Catta di compilare il modulo per la conciliazione (vi avevo inviato gli estremi della mia denuncia a tale Autorità), ormai la pratica è in mano a Federconsumatori e dunque ai loro Avvocati e vedremo se per liberarmi di una violenza imposta da TIM sul mio nome senza aver avuto mai nessun assenso CON MIO DOCUMENTO continuerete a chiedere un documento per sconfessarvi. G. N. NTL....

09:06

 

Inviato da TIM Oggi alle ore 09:06

Ciao Rita, la risposta al reclamo fa riferimento al recesso dall'offerta per la quale ti viene richiesta la documentazione. Restiamo a disposizione per altre esigenze. #TIMFisso

10:11

Inviato da te Oggi alle ore 10:11

TIM si è riscritta il Codice Civile e il Diritto Commerciale a suo uso e consumo perché uno Stato che si deve vergognare glielo consente. Le Offerte non si mettono in fattura come se fossero state accettate a casa mia, dove tali codici vigono, e siccome G. N. NON le ha mai accettate caso mai dovrebbe essere TIM a produrre documenti con sua firma che dimostrino tale accettazione. Rita Coltellese in N.

 Aggiornamento al 28 gennaio 2021

La domanda ovvia è: che cavolo di regole ha codesta S.p.A. a cui lo Stato Italiano ha dato in Concessione le Infrastrutture della comunicazione telefonica e della Rete? 

Impone un cambio contrattuale senza firma e documento dell'utente, per ripristinare il contratto in atto chiede firma e documento dell'utente o per fax o per raccomandata addirittura. Con un altro canale di comunicazione, messenger di facebook, risponde che "basta telefonare al 187", che ti mette perennemente in attesa (hanno segnalato i numeri intestati a G.N. ?). ORA, PERO', comunicano all'Avvocato della Federconsumatori CHE quel tipo di contratto che avevamo loro non lo danno più e che lo Stato gli consente di cambiarlo unilateralmente. La pratica in mano all'avvocato non è chiusa, essendo in conciliazione per la cui conclusione Federconsumatori dà 45 gg..