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mercoledì 25 novembre 2015

Anche chi ha fallito ritorna

Da: Il Corriere del Mezzogiorno

Bassolino ovvero l’alternanza 
di dottor Jekyll e mister Hyde

Le primarie saranno un referendum sul nome dell’ex sindaco, che non lascia mezze misure: può essere associato alle stazioni dell’arte o ai rifiuti, alla cura dell’arredo urbano o alla cogestione con De Mita, ai progetti per Bagnoli o al loro fallimento.

di Paolo Macry



Chi volesse leggere l'articolo può cercarlo sul WEB, a me interessava il titolo come spunto per parlare di questo politico di mestiere che ha guadagnato TANTI soldi facendo il Sindaco di Napoli, poi il Presidente della Regione Campania, poi il Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania. E tutto questo senza particolari successi mi pare.
Dunque ai napoletani si ripropone un tizio che ha fallito solo perché non c'è di meglio sulla piazza?
Un po' come a Palermo dove poi alla fine si sono ripresi Orlando, che almeno conosceva la città e le sue problematiche, essendone stato sindaco diverse volte, per il quale, come per De Magistris, non contava certo l'etichetta "Italia dei Valori", giacché tale insegna aveva già dimostrato il suo fallimento.
A Napoli non va più bene De Magistris a cui non serve il bollino della squalificata IdV?
De Magistris non si ripresenta?
E i 5Stelle cosa fanno di napoletani come Carla Ruocco o campani come Luigi Di Maio? Si tagliano i testicoli da soli con le loro rigide regole, peggio che francescane, che impongono di non candidare chi già ha altre cariche?
Auguri a tutti.
Ma Napoli si vuole così male da prendersi Bassolino, graziato da un processo della serie "siamo in Italia e le responsabilità non vanno mai in capo ai politici", che la sfangano pure quando rubano a man bassa.
Non si tratta di candidare il vecchio o il giovane: si tratta di candidare uno che ha una gran faccia tosta a ripresentarsi senza rimorsi, oppure uno che tutto deve ancora dimostrare. 


Orrore da non dimenticare mai

Da: Il Corriere del Mezzogiorno

Deportata a soli 8 mesi ad Auschwitz,

morì sul treno. Per lei la strada 
ora dedicata al fascista Azzariti

di Natascia Festa


Piccolo fiore inconsapevole ed innocente, ma purtroppo in grado di soffrire, piombata dentro un vagone di un treno con tanti altri deportati, senza il minimo necessario per una creaturina di 8 mesi!
E' morta e non si può nemmeno pensare allo strazio dei suoi genitori.

Si chiamerà Luciana Pacifici una via del Borgo Orefici dove la piccola nacque. 

L’idea della fondazione Valenzi accolta dal Comune di Napoli. La cerimonia martedì 17 col rabbino capo Nico Pirozzi e Sandro Temin dell’Unione delle Comunità Ebraiche

NAPOLI - Era nata al Borgo Orefici il 28 maggio 1943. Ha vissuto giusto il tempo per essere messa su un treno di deportazione verso Auschwitz. Ma nel campo di sterminio non è mai arrivata perché Luciana, figlia di Loris Pacifici e Elda Procaccia, morì a soli otto mesi in quel vagone-bara. È la più piccola vittima napoletana della Shoah. 

Da martedì 17 novembre, una strada a due passi dalla sua casa natale, per beffa intitolata nel 1970 a Gaetano Azzariti, il giurista fascista presidente del Tribunale della Razza, porterà finalmente il suo nome. È il punto d’arrivo di una perorazione della Fondazione Valenzi, accolta dall’assessorato alla cultura del Comune di Napoli guidato da Nino Daniele. 

La cerimonia
Napoli è con le vittime non con gli assassini per questo la strada ribalterà il suo nome per decisione del Comune. Alla cerimonia (alle 12) parteciperanno il sindaco Luigi de Magistris, l’assessore alla Cultura Nino Daniele, Lydia Schapirer, presidente della Comunità ebraica di Napoli, Umberto Piperno, Rabbino capo della Comunità ebraica di Napoli, Nico Pirozzi, coordinatore del progetto «Memoriae», Irio Milla, in rappresentanza della famiglia Pacifici, Sandro Temin, rappresentante dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. 
In un suo recente articolo dedicato a Luciana Pacifici, Gian Antonio Stella ha ricordato che sono stati ben 558 i bambini sotto i dieci anni rastrellati nell’autunno 1943
. Erode non è mai morto ma è ora che muoia.

Mi chiedo di chi fu l'idea aberrante di intitolare una strada ad un giurista fascista con la vergogna di essere stato addirittura il Presidente del "Tribunale della razza"!
Sarebbe il caso di pubblicarne NOME e COGNOME!
Era il 1970! Ed eravamo in pieno post 1968!!!
Come è potuto succedere?