lunedì 15 ottobre 2012

Polemiche


Da: Il Giornale.it
Ascoli Piceno, polemica sul quadro di Mussolini a scuola: tolto dall'Aula Magna dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri


Realizzato nel 1939 dal pittore Aldo Castelli, il ritratto equestre del Duce era stato dipinto appositamente per la scuola. Una esaltazione dell'idea che gli istituti tecnici hanno pari valore rispetto ai licei, per quanti lo volevano ancora appeso. Un richiamo non gradito al fascismo per altri, in testa all'elenco l'Associazione dei Partigiani.
Aldo Castelli - 1939 - Ritratto equestre di Benito Mussolini

Il preside dell'istituto, Arturo Verna, con una lettera al Pd provinciale e ai Giovani democratici, ha confermato la rimozione del dipinto. Ha però voluto sottilineare che a motivare la scelta è stato soltanto il desiderio di evitare manifestazioni inutili, quando in realtà il ritratto di Mussolini non ha "valenze ideologiche", ma piuttosto una "finalità storico culturale". Secondo Verna l'operazione voleva "restituire gratuitamente alla città un'opera d'arte perduta".
La spiegazione data dal preside cita anche la Costituzione, sostenendo che "la scuola deve consentire la formazione umana e critica" grazie al "confronto libero e aperto tra posizioni culturali". E ancora "la scuola è la struttura più idonea a depotenziare i simboli".
Sulla vicenda che ha coinvolto la scuola di Ascoli ha detto la sua anche Casapound, che ha parlato di "censura stalinista dell'Anpi e delle forze di sinistra" nei confronti dei "cittadini ascolani e gli studenti dell'istituto". Il preside Verna "pecca di coraggio".

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Da: Giornalettismo
“Intitoliamo l’aeroporto a Mussolini”

15/10/2012 - La proposta del leader degli industriali di Forlì

Intitolare l’aeroporto di Forlì a Mussolini. Lo propone il capo degli industriali di Forlì e Cesena Massimo Balzani, mentre, ricorda Repubblica che riporta la storia, ad Ascoli Piceno, Arturo Verna, preside dell’istituto per ragionieri e geometri Umberto I, ha appeso alla parete dell’aula magna della scuola un ritratto del Duce in sella a un cavallo bianco. Gesto che ha scatenato un profluvio di polemiche da parte di sindacati e Anpi, facendo rapidamente tornare sui propri passi il preside della scuola.

Nel bel mezzo di questo grossolano tentativo di riscrivere le vicende italiane, il sindaco di Forlì Roberto Balzani, che di mestiere fa proprio lo storico, cerca di ritrovare un minimo di buon senso:
«È una sciocchezza così grande che nemmeno l’ho commentata » spiega a proposito della proposta di intestare al Duce l’aerostazione. «Tra l’altro, fu proprio il fascismo a volere il nome di Ridolfi, personaggio che piaceva molto per il suo valore di combattente ». A sconfessare il direttore degli industriali forlivesi è il vice presidente nazionale di Confindustria Aurelio Regina che ritiene la proposta «del tutto inopportuna ».

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Ovviamente sono iniziati subito gli accostamenti con il monumento al Maresciallo Graziani ad Affile.
Credo si tratti di tre episodi assolutamente scorrelati per motivazioni diverse:
Affile più che il fascio ha voluto ricordare un famoso, nel bene e nel male (forse più male), concittadino;
il Preside di Ascoli Piceno ha voluto, forse, rispolverare un'opera pittorica di pregio fatta proprio per quella scuola, a prescindere dal soggetto ivi ritratto;
il capo degli industriali di Forlì e Cesena, invece, forse è un nostalgico, perché un Aeroporto è un po' troppo!
E come ricorda il sindaco di Forlì, fu proprio Mussolini, negli Anni '30, a volere lo scalo di Forlì, attualmente il terzo in Emilia Romagna per traffico di passeggeri. Fu il governo fascista, inoltre, a decidere di intitolarlo a Ridolfi, valoroso combattente dell'aeronautica nativo di Forlì, scomparso nel 1919 per un incidente di volo.