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giovedì 15 gennaio 2015

La saggezza di Papa Francesco

"Non si uccide in nome di Dio, ma non si può deridere la Fede altrui"

Queste le parole sagge di Papa Francesco che suggeriscono uno spunto di riflessione e di moderazione.
La Libertà di espressione deve moderarsi di fronte all'estrema suscettibilità di chi crede in certi simboli, altrimenti diventa una inutile provocazione.
La Virtù sta nel mezzo, come sempre.
In Italia ad esempio abbiamo assistito ed assistiamo ad offensive ed autolesioniste prese di posizione da parte di italiani inseriti a vario titolo nelle nostre istituzioni: dal folle non volere più i crocefissi nelle scuole "perché i bambini di altre religioni potevano turbarsi", all'assurda pretesa di non rappresentare più nelle scuole il Presepe, facente parte della tradizione religiosa italiana... 
Anni fa la RAI, durante un dibattito televisivo, permise che un rappresentante politico palestinese si esprimesse con tono spregiativo sul crocefisso, più o meno così: "Che mi significa quel cadaverino appeso così al muro..."
Non ricordo di proteste da parte di rappresentanti religiosi o politici o delle istituzioni o di commenti sui media...
Io, laica, invece mi indignai per la totale mancanza di rispetto verso il nostro Paese e la nostra religione cattolica che è parte integrante della nostra cultura, anche di chi non è più credente.  

Non ci sono soldi ma 12 milioni di dollari sì

Da: La Repubblica.it

Media arabi: pagato riscatto di 12 milioni di dollari. Secondo la tv satellitare araba Al Aan, sede a Dubai, negli Emirati Arabi, il fronte Al Nusra avrebbe liberato Greta e Vanessa in cambio di un riscatto da 12 milioni di dollari. E spiega in un tweet di aver appreso la notizia da una fonte, senza precisarla.

Se veramente per liberare le due amiche dei siriani il Governo avesse pagato un riscatto di 12 milioni, sarebbe uno schifo!

Salvini: "Riscatto sarebbe vergogna". "La liberazione delle due ragazze mi riempie di gioia ma l'eventuale pagamento di un riscatto che permetterebbe ai terroristi islamici di uccidere ancora sarebbe una vergogna per l'Italia". Lo afferma il segretario federale della Lega Matteo Salvini. "Presenteremo oggi stesso un'interrogazione al ministro degli Esteri per appurare se sia stato pagato un solo euro per la liberazione delle due signorine".


Salvini può togliere il condizionale: non è la prima volta che andiamo a riacchiappare gente stolta che si va a mettere in pericolo sentendosi eroica, per poi piagnucolare chiedendo allo Stato di essere salvata. Ricordate il povero Calipari? Lì oltre ai soldi anche il sangue...
12 Milioni di dollari! Quante scuole potevamo rendere sicure per i nostri bambini con questa cifra astronomica?
Mi fermo qui, non voglio dire altro.
Lo Stato pensa così di aver salvato la faccia gonfia degli schiaffi che ci sta dando l'India da tre anni, forse...

Oscurità dell'ISLAM

Da: ARTICOLO 21


Non una frustata in più, libertà per il blogger Raif Badawi. Oggi a Roma iniziativa di fronte all’ambasciata dell’Arabia Saudita

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Incoraggiate dalla blandissima protesta dei governi alleati, le autorità saudite hanno reso noto che la seconda serie di 50 frustate, dopo quella di venerdì 9, verrà regolarmente eseguita. Raif Badawi, il blogger dissidente condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per aver offeso l’Islam sul suo forum online “Liberali sauditi”, verrà nuovamente portato in una pubblica piazza di Gedda e lì, in mezzo alla folla festante, subirà la seconda gogna. È stato stabilito che le 1000 frustate saranno eseguite con scadenza settimanale, 50 a volta.
Questo ignobile castigo deve terminare. Ma fino a quando la fustigazione pubblica di Badawi, che ha compiuto il suo 31esimo compleanno martedì scorso, andrà avanti, Amnesty International Italia ha deciso di protestare, alla vigilia di ogni nuova sessione di frustate, di fronte all’ambasciata del Regno dell’Arabia Saudita. Il primo, e speriamo anche l’ultimo appuntamento, è per oggi giovedì 15 dalle 11 alle 12.30 in via G. B. Pergolesi 9.
Articolo21 aderisce e partecipa all’iniziativa. Sarà presente una delegazione guidata dal collega Gian Mario Gillio.
15 gennaio 2015




La Storia attuale del mondo Arabo sembra in gran parte simile al nostro oscuro Medio Evo. La Storia dell'Occidente, nella sua evoluzione, sembra contaminarlo solo in alcuni aspetti, ma non nella parte riguardante il rispetto della vita e dell'integrità dell'Uomo.
La Liberté, Egalité e Fraternité della Rivoluzione Francese della fine del XVIII secolo dell'era cristiana sembra, per molta parte del mondo Arabo, chiusa in una bolla di vetro di un mondo a parte, di cui tale mondo Arabo non tiene minimamente conto.
10 anni di carcere e 1000 frustate comminate settimanalmente appartengono più al mondo nazista, altra buca di potenziale di civiltà, che al mondo civile del XXI secolo dell'era cristiana, in cui i contatti fra le varie civiltà, i vari mondi di questa piccola Terra, hanno raggiunto, grazie alla Tecnologia ed alla Scienza, un livello mai conosciuto prima nella storia dell'Uomo.
Come il nazismo comparve in tutto il suo orrore nel bel mezzo del XX secolo dell'era cristiana in una Germania dove la Scienza, la Tecnologia e le Arti avevano grandi rappresentanti in menti come Einstein, Max Plank, Gustav Hertz, Max Born, Kurt Huber, Carl Orff, così in questo tempo il mondo Arabo conosce una buia decadenza. Non tutto ovviamente, ma quello che limita e uccide la Libertà di espressione come fece il nazismo, seguendo la follia mirata di un nevrastenico psicopatico come Adolf Hitler.
A furia di frustate uccideranno questo giovane illuminato e il mondo civile lascia fare.
C'è stato un tempo in cui la cultura araba era fiorente e tanto ha lasciato al mondo occidentale. Basta fare un viaggio riflessivo a Cordova, a Siviglia, a Granada e si scopre un tempo in cui le tre religioni monoteiste convivevano senza scannarsi.
Ora prevale l'oscurità.


La RESPONSABILITA' in ITALIA

In questo Paese tante cose debbono cambiare e fra queste l'assunzione di Responsabilità.
Stanchi e sfiduciati i cittadini italiani che non si rifugiano nel cinismo o nell'indifferenza sperano davvero fortemente che le cose possano cambiare.
Finché a pagare per gli errori di altri sarà il contribuente nulla cambierà. Finché chi crea danno ai contribuenti beneficierà della prescrizione, nulla cambierà.
Chi sbaglia paga. Proverbio popolare totalmente disatteso da tanti troppi anni in questo Paese, sopratutto a livello politico e a livello di chi gestisce grosse opere pubbliche.

Ricordate questo mio post dell'8 novembre 2014?
Porto pochi esempi presi qua e là:
il muro sul fiume a Carrara costruito SENZA FONDAMENTA, la lettera di risposta, firmata da un Dirigente della Provincia di Carrara, alle preoccupazioni legittime di chi vedeva infiltrazioni di acqua.
Cosa farà il governo Renzi, la tanto tutelata magistratura a questo irresponsabile incompetente che ha messo il suo timbro di Dirigente e la sua firma certificando con certezza che "il muro teneva sicuro"? 

Cosa avranno fatto a costui? L'avranno rimosso? Retrocesso?
Non sappiamo. Ma se non gli hanno fatto pagare l'irresponsabilità dimostrata costui continuerà a scrivere lettere insensate e a percepire uno stipendio per questo.

A fronte di tanta irresponsabilità impunita scopro, nella vita di ogni giorno, richieste di dover rispondere legalmente e con il proprio patrimonio personale per responsabilità che non ricadono necessariamente nell'azione diretta di chi la legge chiama a risponderne.
Porto degli esempi di cui sono venuta a conoscenza come farebbe un cronista qualsiasi:
1 - Chi dirige una struttura con una trentina di dipendenti nel campo alimentare deve occuparsi di varie incombenze amministrative, contabili, di gestione degli obblighi di legge legati al lavoro dei dipendenti, ma risponde personalmente sul piano penale se, ad esempio, un commesso sbaglia nel suo lavoro non applicando, per mera distrazione, un preciso passaggio obbligato dettato dalle regole di Legge per la sicurezza alimentare; non sarà lui a risponderne in caso di ispezione delle Autorità preposte ai controlli, ma sarà il Dirigente, che magari in quel momento non era presente, essendo necessariamente occupato altrove, ad essere denunciato e, in caso di condanna, a dover pagare la multa con il suo patrimonio personale.
Questa scoperta non ha stupito soltanto me, ma molte persone venute a conoscenza di come la Regola di Legge è stata ingiustamente formulata giacché, se è vero che chi dirige ha la responsabilità dell'insieme, è anche vero che di un errore di distrazione del singolo lavoratore dovrebbe rispondere il singolo lavoratore. E' irreale pensare che chi dirige una struttura complessa possa in ogni istante monitorare l'operato di ogni singolo dipendente. Eppure la legge invia in capo al Dirigente, e personalmente, l'errore del dipendente. 
2 - I Presidi delle Scuole Pubbliche sono stati recentemente cambiati in Dirigenti Scolastici. Questo cambiamento normativo, lungi da rendere il loro lavoro migliore, ha rovesciato sulle loro spalle un coacervo di incombenze, di obblighi e di relative responsabilità penali che hanno dell'incredibile. Costoro vengono chiamati a rispondere di tutto: dall'intonaco che si stacca dal soffitto per manutenzioni mal fatte da altre Istituzioni preposte a questo ufficio, a diatribe legali fra genitori ed insegnanti, a scioperi del personale che, per il Diritto Sindacale, non è tenuto ad informare preventivamente il Dirigente, fino al cattivo lavoro del personale amministrativo in caso di non rispetto, da parte di questo, di precise incombenze di sua competenza..
Quest'ultima questione, quale Funzionario dello Stato in pensione, la trovo assurda come l'esempio portato al punto 1.
Se, per sciatteria nello svolgimento del proprio lavoro, l'assistente amministrativo non invia entro una certa scadenza i contratti per le supplenze temporanee al Ministero del Lavoro, incombenza che va espletata entro il mese successivo alla stesura del contratto medesimo, il Dirigente Scolastico paga di tasca sua una multa di qualche migliaio di euro!
D'accordo che il Dirigente deve vigilare sull'insieme, ma sempre un essere umano solo è e non può avere l'onniscenza, l'onnipresenza e altro che la legge pretende.. Né capisco perché l'eventuale mancanza non vada in capo al pubblico impiegato che ne è l'autore materiale!
Concludendo: una somma di leggi e regole ha inteso caricare penalmente, con le relative conseguenze economiche personali, una serie di Dirigenze "di frontiera", sollevando, irragionevolmente il singolo dalle sue responsabilità, mentre, ad alto livello, si assiste ad un discarico da responsabilità che comportano grave danno alle Casse Pubbliche!
E' evidente che questa E' RESPONSABILITA' DI COMPETENZA POLITICA E QUALCOSA DEVE CAMBIARE!             


Da: La Repubblica.it

Il presidente dell'Anas in Senato: "Grave errore sul viadotto"

Ciucci sentito dalla commissione Lavori pubblici sul caso Scorciavacche: "Il cedimento della rampa di accesso imputabile alla progettazione o alla costruzione. Non escludo un risarcimento per danno di immagine".
"C'è stato un errore grave perché un cedimento della rampa di accesso non può verificarsi nè dopo sette giorni nè dopo sette anni nè mai, ma non c'è stato nessun crollo del viadotto". Lo ha detto il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, in audizione davanti alla commissione Lavori pubblici del Senato sul viadotto Scorciavacche in Sicilia chiuso una settimana dopo l'inaugurazione. Il presidente dell'Anas ha precisato che il problema "potrebbe essere dovuto o a un errore di progettazione o di costruzione". 

Il caso del viadotto sollevò anche l'ira del presidente del Consiglio Renzi che con un tweet disse chiaro che il responsabile avrebbe pagato.

"Le responsabilità saranno accertate - ha continuato il presidente dell'Anas -operiamo nel rispetto dell'indagine della procura e opereremo al recupero del danno, che sembrerebbe quantificabile in 200 mila euro e ripristinabile in poche settimane, senza alcun onere per la finanza pubblica e sul bilancio Anas". 

Ciucci ha spiegato che "resta impregiudicata la possibilità di ottenere il ristoro di ogni ulteriore danno, compreso quello di immagine".
Il presidente dell'Anas in Senato: "Grave errore sul viadotto"
Il viadotto Scorciavacche