domenica 30 gennaio 2022

Un giallo al giorno

 Da : TRIESTE PRIMA 29 gennaio 2022

Una bottiglia vicino al cadavere di Liliana, nei laboratori della Scientifica i test sul liquido

Gli esami - che comprendono anche i due teli neri - verranno svolti nella giornata di giovedì 3 febbraio presso il Gabinetto della Polizia Scientifica di Padova

Ormai i delitti sono così frequenti nel nostro Paese che TG, GR, e Talk show si esercitano a darci sempre nuovi particolari sul triste giallo di turno togliendoci il piacere di leggere i Gialli finti, tipo i Gialli Mondadori che in passato ebbero tanto successo, per occuparci con ipotesi e congetture su gialli veri.

Assistiamo ad esibizioni  di Criminologi professionisti e improvvisati che si lanciano in analisi spesso azzardate quanto discutibili.

Nel caso riportato dal titolo della testata TRIESTE PRIMA chi cerca segnali di omicidio da parte del marito li vede in fatti che di per sé per ora non hanno necessariamente quella spiegazione: 1 - Il fatto che l'uomo abbia aspettato le 10 di sera per decidersi a sporgere la denuncia di sparizione non è detto che sia un segnale di reticenza colpevole: l'uomo potrebbe aver avuto pudore e vergogna di esporre sé stesso e sua moglie pubblicamente per una sparizione che fino a quel momento poteva restare privata e in attesa di un ritorno della donna. Inoltre, nella mia ventennale esperienza di spettatrice della trasmissione "Chi l'ha visto?", i parenti di persone non rientrate  a casa, recandosi al Commissariato come dai Carabinieri, riferivano che spesso venivano invitati ad attendere prima di sporgere denuncia, perché magari la persona sarebbe rientrata nelle 24 ore e di ripresentarsi magari il mattino dopo.

2 - Sempre questi indagatori dei Talk show continuano a mettere l'accento sull'ultima immagine della donna, poi ritrovata morta, ripresa da una telecamera di un autobus mentre ella transitava in Piazza Gioberti. I criminologi televisivi si chiedono come mai poi nessuna telecamera l'abbia più ripresa, magari lungo la strada che porta al luogo dove poi è stata ritrovata cadavere, trattandosi di un percorso di qualche decina di minuti a piedi. Sarà stata prelevata da qualcuno? E ovviamente si allude al marito, giacché mai la donna usciva senza i suoi cellulari ritrovati invece a casa. Solo lui può averli riportati in casa, dato che, se lei li avesse lì lasciati volontariamente dopo aver detto che doveva recarsi al negozio di telefonia, si adombrerebbe l'ipotesi del suicidio. Ma dopo l'ultima immagine di lei in Piazza Gioberti nessuna telecamera ha ripreso l'auto del marito o il marito stesso nei paraggi dove lei è stata ripresa per l'ultima volta? Era quest'uomo invisibile a tutti e a tutto? Questo pare che ai criminologi sia un quesito che non è venuto in mente...

Il giallo continua... 

 

Per ridere un po': Le Comiche: "Mo' so cazzi vostri!"


"Mo' so cazzi vostri!"



Draghi: "Mi avete fatto balenare la Presidenza della Repubblica e vi ho fatto capire che ero disponibile."








Draghi: "Ma mi avete umiliato... 3 voti... Dopo trattative... Ma chi credete di essere? Non siete capaci nemmeno di governare. Mattarella mi chiamò disperato!"






 
Draghi: "Mantenuti dal popolo italiano che non servono a niente! Questo siete! La mia immagine trattata così davanti all'Europa e al mondo dove ho il mio prestigio. Lillipuziani famelici ed inutili."





Draghi: "Ma ora la pagherete!!! Nullità! Questo avete voluto e questo avrete! Debbo fare io il lavoro che voi non sapete fare, per il quale siete stati eletti, e vi siete permessi di umiliarmi davanti al mondo! Mo' so cazzi vostri!"

sabato 29 gennaio 2022

Per ridere un po': Le Comiche: "Salvini grande stratega"

 


"Salvini grande stratega"


Salvini: "E' stato il mojito, tutta colpa del mojito, Mi sono ubriacato e ho creduto che andando ad elezioni mi sarei preso il governo…







Rita: "E si è dimesso con tutti i suoi ministri.. Invece Mattarella caduto il governo con i 5Stelle non ha sciolto le Camere e ha benedetto il matrimonio con il PD.."




Salvini: "Avevo tanto seguito.. Tutti mi battevano le mani, si facevano foto con me.. Ho pensato "ora o mai più"!
Come potevo pensare che questo figuro qui accanto dopo aver detto "Mai con il PD" ci avrebbe fatto il governo insieme"










Rita: "E  Mattarella allora evitò le elezioni, però ora lei lo ha votato... Ora ha paura delle elezioni e vuole che resti Draghi al governo... "


Salvini: "Si è meglio... Draghi deve restare a Capo del governo.. Se no il governo cade, ci accapigliamo e dobbiamo andare tutti a casa..."
Draghi: "Ha tanta paura delle elezioni?"
Salvini: "Si... Voglio restare al governo con lei e pure con tutta l'armata brancaleone meno Giorgia che fa la pura...Ma che me ne importa, ogni lasciata è persa!"












Rita: "Che grande stratega! Stava al governo del Paese con un partito e si è buttato a pesce per andare ad elezioni, è rimasto fregato e adesso dopo avere strombazzato che "dopo tanti anni spetta al centrodestra indicare il P.d.R." vota uno che fece eleggere Renzi.. Che certo di centrodestra non è... Pur di rimanere al governo con PD, Leu, Forza Italia...
E' un porello!


lunedì 24 gennaio 2022

Riflessioni sul giallo Liliana Resinovich

https://www.google.it/maps/@45.6558541,13.8112992,3a,37.5y,355.01h,81.33t/am=t/data=!3m6!1e1!3m4!1s5VcI3Wy_PBmZlAbScN4HRg!2e0!7i16384!8i8192

Cliccando sul link appare la via dove Liliana Resinovich abitava con il marito.

Il palazzo che si intravede in fondo è quello da cui è uscita per non fare più ritorno il 14 dicembre 2021.

Il Procuratore capo Antonio De Nicolo all'Ansa ha ribadito il concetto secondo cui "Prima di parlare gli accertamenti tecnici dovrebbero essere come sempre la regola. Gli investigatori devono avere la pazienza di far bene il loro lavoro e di esercitare il dovere del silenzio. Quando avremo i dati tecnici disponibili, dopo esserci fatti noi le idee chiare, sicuramente parleremo."

E ancora: "Le idee chiare ci sono sempre ma non posso trascinare la Procura della Repubblica o le forze dell'ordine in una competizione con giallisti, tuttologi e vari personaggi che vogliono dire la loro. E' giusto che l'opinione possa esercitarsi a chiedersi cosa è accaduto, noi abbiamo il dovere del riserbo fino a quando non sappiamo veramente cosa è accaduto”.

Onore alla prudenza e alla serietà del Procuratore di Trieste.

Via via che vengono fuori particolari ci si rende conto che questi, uniti ai rilievi tecnici ben fatti, fanno la differenza e idee fino a quel momento affacciatesi alla mente debbono necessariamente mutare.

Per questo ad ogni caso giallo non risolto (vedi il caso tragico di Mario Biondo) si deve ribadire che la scena del crimine va congelata, che le foto e i video di tale scena sono importantissimi, che certi oggetti vanno subito sequestrati... Eppure sentiamo il ripetersi sempre degli stessi errori.  

Apprendiamo che i cellulari della povera Liliana non sono stati sequestrati dopo la denuncia di scomparsa dato che lei li aveva lasciati a casa...

Ancora più grave fu il mancato sequestro del PC di Mario Biondo, dove la moglie e un suo cugino informatico poterono mettere le mani...

Serve l'intelligenza di chi conduce le indagini ma anche la serietà che, nel caso di Mario Biondo, non si è vista nei magistrati spagnoli che, nell'immediato, ebbero in mano l'inchiesta.

Tornando a Liliana trovo un po' troppo sopra le righe Roberta Bruzzone con la sua prorompente personalità, che a me piaceva molto, la quale si getta un po' troppo precipitosamente su ipotesi che poi vengono smentite da nuovi particolari che emergono di giorno in giorno: un esempio la fruttivendola che dice di aver visto passare Liliana quel giorno e che Bruzzone aveva inteso minimizzare con il fatto che a volte si è sicuri di un giorno ma poi si rivela che  era un altro, sbagliando in buonafede. Ora la Procura fa trapelare che una telecamera ha ripreso Liliana mentre passava poco più avanti dal punto in cui la fruttivendola dice di averla vista passare. Dunque è vero che ella è uscita di casa con le sue gambe e questo esclude possibili ipotesi che il marito, sospettato da tutti ma non dalla Procura che tace e lavora, possa averla eliminata in casa per poi disfarsi in seguito del suo corpo nel boschetto dove è stato ritrovato.

Avessero avuto la stessa serietà gli inquirenti spagnoli, prendendo in esame anche l'ipotesi dell'omicidio di Mario Biondo, oltre quella subito sposata del suicidio, oggi la sua famiglia non starebbe   a tormentarsi senza vera giustizia.

Ben venga dunque il lavoro serio e silenzioso della Procura di Trieste. 

Il luogo del ritrovamento del cadavere di Liliana Resinovich 
visto dall'esterno

   

giovedì 20 gennaio 2022

Sanita' allo sbando

 Da dove iniziare?

Dalla Liguria dove una persona amica mi dice che con un sospetto tumore la Sanità non può assicurare quanto scritto nell'impegnativa: cioè la lettera B che significa Urgenza (la più grave e che deve essere assicurata nei tempi più brevi è la U).

Ma in Liguria non riescono nella ASL a dare la prestazione nei tempi stabiliti dalla lettera B. L'esame viene eseguito dunque oltre i termini richiesti nell'impegnativa del Medico curante... Per certi problemi di salute si sa... intervenire in tempo è fondamentale!

Allora ecco che uno dei parametri che il Sistema Sanitario si è dato non c'è...

La regola che non viene rispettata non è più regola. Non c'è. Non esiste. Non può esserci a volte e a volte no... Tutto diventa incerto, non ci si può contare.

Spostiamoci nella Provincia Autonoma di Trento. Hanno l'Autonomia, sono più piccoli di una Regione, quindi tutto dovrebbe essere più facile... E invece no. Un'insegnante vaccinata totalmente e che ha il Green Pass si ammala ugualmente, risulta positiva al covid, guarisce, il tampone risulta negativo ma non le viene restituito il Green Pass e non può tornare a lavorare... Chiama il numero messo a disposizione dal Sistema Sanitario ma risulta eternamente occupato, potrebbe tornare a Scuola ma non può. Il Preside deve attuare una farraginosa procedura di sostituzione, chiamare una supplenza temporanea convocando da una lista vari nominativi, fare il contratto a chi avente titolo si presenta... Per pochi giorni un lavoro enorme di telefonate, mail, scrivere, scrivere, scrivere.. Ed è uno dei tantissimi adempimenti che un Preside deve fare ogni giorno, tutti urgenti, non rinviabili... Ma questo, gente che pretende di fare giornalismo ma non è degno neppure di vendere i giornali all'edicola, non lo sa... Ma questo è un altro capitolo triste di questo povero Paese...

Torniamo all'esempio Sanità della Provincia Autonoma di Trento... La Professoressa segnala l'anomalia su Facebook e.., sarà casuale, la situazione si normalizza: arriva il messaggio e l'insegnante potrà tornare alla sua cattedra: ma ha perso già così 2 gg. di lavoro, e altro ne è stato provocato alla Dirigenza Scolastica della sua Scuola, perché la ASL non ha fatto il proprio dovere.

Andiamo nel Lazio: testimonianza personale. Diabetica senile dai 62 anni, lo sono da 13. Ho il codice esenzione per un Diabete mellito controllato blandamente con un farmaco orale: la Metformina.

Non essendo una fissata della misurazione della glicemia lascio scadere il Piano Terapeutico. Spiego cosa è: un Diabetologo del SSN emette un calendario annuo con precise scadenze in cui il diabetico potrà, previa ricetta del Medico di base, ritirare in Farmacia gratuitamente l'occorrente per misurare la glicemia a casa autonomamente.

Un anno fa con l'impegnativa del Medico di base così scritta: PRIMA VISITA DIABETOLOGICA - PRIMO ACCESSO prenotai attraverso il Recup (Centro di prenotazione regionale) la visita specialistica dal Diabetologo per avere il Piano Terapeutico Annuale. Mi prenotarono alla ASL di Velletri RM.

Avrei voluto invece tornare dove mi avevano diagnosticato il Diabete mellito: Policlinico Tor Vergata, il Centro riprodotto in immagine:


 Come si può leggere è un Centro dedicato e per qualche tempo ho potuto riprenotarmi per i controlli annuali semplicemente con la richiesta del Medico di base.

Poi tutto è cambiato e nella prenotazione non mi era più permesso di scegliere il Centro dove ero seguita: dovevo accettare quello che l'impiegato del Recup trovava libero, essendo tale Centro talmente richiesto da sentirmi rispondere dall'addetto "che hanno chiuso le prenotazioni e non si sa quando le riapriranno".

Un anno fa sono finita a Velletri da un Diabetologo che non mi conosceva e che non rivedrò mai più, credo, dato il sistema adesso in auge nella Sanità Regione Lazio. Questo gentile Dottore mi ha misurato la pressione, la glicemia e fatto il Piano Terapeutico. Nel porgermi il foglio che qui pubblico mi ha detto: "Ora non dovrà rifare la visita quando avrà bisogno del Piano Terapeutico, basterà questo foglio per rinnovarlo ogni anno". Oggi ho ricordato quanto mi disse il Dottore che appose la sua firma su questo foglio alla mia Dottoressa di Base, la quale con tono secco mi ha detto che "nessuno può mai avermi detto una cosa simile". Io posso sbagliare, ricordare male, ma poco tempo fa una Farmacista, a cui ho chiesto lumi su questa cosa che mi venne detta un anno fa, ha confermato che: "così era stato deciso per via del Covid-19, per alleggerire le procedure burocratiche già appesantite dalla pandemia, ma queste disposizioni poi le hanno cambiate" . Nello spazio di un anno.


Dunque si può dire pirandellianamente "Così è se vi pare". Per la mia attuale dottoressa di base me lo sono sognato, per la Farmacista, che riceve ed evade le ricette per il materiale per i diabetici in base al Piano Terapeutico, invece questa disposizione c'è stata, sia pure poi cambiata per tornare ad una burocratica imposizione di andare a visita dal primo Diabetologo libero per avere il pezzo di carta che consente di ritirare lancette e striscette.

La nuova dottoressa di base mi ha fatto l'impegnativa con la stessa dicitura di quella dell'anno passato, fatta dalla mia precedente Medico di base:  PRIMA VISITA DIABETOLOGICA - PRIMO ACCESSO. Il Recup mi ha trovato un posto presso un Policlinico che rispetto alla mia residenza è a Km. 50, andata e ritorno Km. 100. Immagino sia del Vaticano, ma in convenzione con la Regione Lazio, esattamente come il Policlinico Gemelli...

A questi signori l'impegnativa NON è andata bene: non potevano darmi la prestazione anche se vedevano benissimo sul monitor che ho l'esenzione 013250. Motivo: "Il suo Medico di base ha scritto  PRIMA VISITA DIABETOLOGICA - PRIMO ACCESSO, invece doveva scrivere CONTROLLO, doveva mettere la parola CONTROLLO. Mi spiace ma così non possiamo darle la prestazione, a meno che non togliamo il codice 013250 e lei paga il ticket come se non avesse l'esenzione. Mio marito che era con me ha detto di pagare e lasciar perdere. Così pur essendo esente ho pagato il ticket. Inutile far notare che l'anno passato con identica dicitura NON avevo pagato il ticket. Certo, essendo diabetica dal 2008 trovavo strano che il Medico di base scrivesse PRIMA VISITA, ma mi fu spiegato che il SSN così voleva per darmi la visita specialistica in esenzione. Adesso invece volevano la parola, in fondo più realistica, CONTROLLO,  ma non ho capito ugualmente come hanno fatto a prendere per buona l'impegnativa, di cui pubblico copia, in cui c'è il mio codice esenzione, ignorandone l'aspetto esente e facendomi pagare la prestazione. L'impiegato dell'accettazione del Policlinico intestato al creatore della Caritas mi ha detto: "Chieda spiegazioni al suo Medico di base." Come se fosse colpa di un suo errore. 



Ben diversa è stata la spiegazione dell'indignata Medico di base che mi ha spiegato che decidono autonomamente le strutture ospedaliere in cui si viene prenotati: hanno un numero di Prime Visite e un numero di Controlli: hanno deciso loro che non potevano accettare una Prima Visita e l'hanno fatta pagare.

Ebbene, non credo che una Sanità Regionale che consente ciò sia nel lecito. 

giovedì 13 gennaio 2022

Strani suicidi: Liliana Resinovich come Mario Biondo

Il caso della signora Liliana Resinovich, ritrovata cadavere a Trieste dentro un folto boschetto facente parte del parco dell'ex Ospedale Psichiatrico, mi ha fatto pensare al tristissimo caso di Mario Biondo a cui ho dedicato già un post su questo Blog.

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2021/04/blog-post.html

La similitudine sta che nel caso di Liliana, ancora sotto indagine, si parla di possibile suicidio come un Tribunale spagnolo ha invece già decretato che lo sia stato nel caso di Mario Biondo, pur essendo in entrambi i casi due stranissime modalità suicidarie, al limite dell'irreale.

Liliana si sarebbe suicidata andando a piedi da casa sua (giacché non risultano auto parcheggiate nei paraggi che possano essere fatte risalire a lei) al posto dove è stata ritrovata cadavere, percorrendo un tratto di strada che Google Maps da percorribile in circa 22 minuti. Dopo di che, avendo portato con sé l'attrezzatura per il suicidio costituita da due grandi sacchi neri in plastica uso rifiuti e due più piccoli, avrebbe infilato il suo corpo dalle gambe dentro uno dei sacchi neri, avrebbe poi infilato dalla testa il secondo sacco nero tenendo con una mano i due sacchi più piccoli e da dentro questa gabbia in plastica che ne limitava i gesti sarebbe riuscita a calzare in testa i due sacchi più piccoli stringendoseli alla gola fino a morire soffocata.

Il giornalismo ignorante di cui disponiamo in abbondanza scrive che dal risultato dell'autopsia risulta che la causa della morte è da attribuirsi a ‘scompenso cardiaco acuto’.

Il Medico che ho in famiglia mi dice che in ogni morte c'è scompenso cardiaco acuto: aggiunge ironicamente che nel morire il cuore si ferma e questo si chiama scompenso cardiaco acuto.

Dato che aveva ben due sacchetti infilati in testa e fissati al collo gli inquirenti, cautissimi, hanno aggiunto che "forse è morta per soffocamento" e non respirando, aggiungiamo noi pensanti, è intervenuto lo ‘scompenso cardiaco acuto’...

Questo può essere un suicidio?

Con la stessa ipotesi realistica di quello attribuito a Mario Biondo. Non ripeto quanto riportato nel post a lui dedicato di cui ho dato in questo post il link: un uomo del peso di almeno Kg. 80 appeso con una sciarpa senza nodo scorsoio ad una libreria in cui appaiono innumerevoli ninnoli per soprammobili sugli scaffali di cui non ne è caduto nemmeno uno! Per morire impiccati (senza nodo scorsoio (?)) il corpo ha degli spasmi, delle contratture, ma i ninnoli non si sono mossi.

La ricostruzione nel caso di Liliana come in quello di Mario Biondo, se non si vuole passare per pazzi fuori dalla realtà, deve necessariamente essere un'altra e non è nemmeno difficile ricostruire la trama gialla che ha portato chi li ha uccisi a decidere di farlo, sia nel caso dell'una come nel caso dell'altro.

In un caso, quello di Liliana, il lavoretto l'ha fatto in prima persona chi si riteneva da lei danneggiato, nel caso di Mario Biondo qualcuno ha fatto il lavoretto per chi temeva quello che Mario aveva scoperto, qualcosa che avrebbe danneggiato la sua immagine e carriera, qualcuno che aveva relazioni con gente che ne sarebbe stata a sua volta coinvolta e che aveva i mezzi per rendere l'inchiesta sulla morte del giovane ridicola e piena di inspiegabili lacune.

E' tutto così chiaro che sarebbe ottimo materiale per scrivere due realistiche novelle gialle. 

https://www.blogsicilia.it/palermo/mario-biondo-madrid-mistero-riaperto/589924/


 

 

martedì 4 gennaio 2022

Ilda "la rossa"

Alberto Nobili, magistrato, che Ilda Boccassini nel suo libro chiama "compagno", mai marito, ma che sui giornali appare sempre come "il marito" e padre della sua secondogenita Alice, ed erroneamente spesso indicato come anche il padre di Antonio Pironti, suo primogenito frutto del suo primo matrimonio di cui l'ex magistrata parla nel libro "La stanza numero 30 - Cronache di una vita"

Di Ilda Boccassini non penso né bene né male, sapendo di lei soltanto quello che ci mostrano i media.
Certo avevo notato, in un filmato su una riunione pubblica, il suo intervento subito dopo il terribile avvenimento dell'uccisione di Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e alla scorta, tranne l'autista miracolosamente salvo, in cui Ilda non aveva nascosto il suo dolore personalissimo per questa tragica morte dicendo chiaramente che l'assassinio di Giovanni Falcone la toccava personalmente. 
Pensai a sentimento di vicinanza per il lavoro svolto insieme, per gli stessi ideali, che quella tragica morte cancellava con violenza inaudita. Pensai all'affetto e alla stima che la collega e amica personale nutriva per il grande magistrato.
Ora ella nel libro rivela che lo amava anche come donna, senza avere nulla a pretendere della sua vita intima.
Molti commenti ho letto sulla stampa su quella che a molti è sembrata essere una vera relazione adulterina fra Giovanni Falcone ed Ilda Boccassini, provocando anche la reazione della sorella di Falcone Maria: Le parole di Maria Falcone. «Quel che allarma innanzitutto - afferma - è che sembra si sia smarrito ormai qualunque senso del pudore e del rispetto prima di tutto dei propri sentimenti (che si sostiene essere stati autentici), poi della vita e della sfera intima di persone che, purtroppo, non ci sono più, non possono più esprimersi su episodi veri o presunti che siano e che - ne sono certa - avrebbero vissuto questa violazione del privato come un’offesa profonda».
In realtà leggendo è chiarissima la confessione di Ilda sui suoi sentimenti verso Giovanni Falcone ma nei fatti, così come raccontati, non vi è nulla di esplicito su rapporti intimi intercorsi fra lei e il magistrato ucciso, non essendo l'invito a fare una nuotata insieme e lo sfiorare una mano, o il viaggio di lavoro in aereo in top class in cui confessa di essersi stretta a lui al suono di una canzone di Gianna Nannini  beandosi di quel confortevole viaggio e della sua vicinanza, rivelazione di consumazione di un vero rapporto fra amanti...
A me possono apparire resipiscenze, ricordi, di attimi per lei, innamorata dell'uomo ammirato e stimato, preziosi, mentre per lui (ma non può confermare o smentire) forse solo cedimenti condiscendenti verso una collega per cui si prova  affetto e considerazione e di cui si avvertono il corteggiamento e i sentimenti che, non potendo corrisponderli, non si vuole offenderli con drastici gesti respingenti.
Pensare ad una consumazione di un rapporto su un aereo, quando a pochi passi ci sono le hostess e i rappresentanti delle Forze dell'Ordine facenti parte della delegazione che accompagnava i magistrati in missione, mi pare azzardato.

Giovanni Falcone era un bell'uomo anche per i miei gusti, intendendo per bell'uomo quello che per molte donne non è comprensibile: i gesti, la voce, il modo di muoversi e di esprimersi, oltre alla personalità e all'intelligenza.
Capisco quindi che Ilda Boccassini possa essersene innamorata pur avendo un compagno, il padre di Alice.
Dal libro autobiografico si evince che ella è di temperamento appassionato e focoso: è rimasta incinta che doveva ancora laurearsi pur non essendo un grandissimo amore, dato che è durato poco e, racconta la magistrata, il suo matrimonio finì presto in una separazione e lei si ritrovò a condurre un difficile ménage fra studio e concorsi con un bambino ancora piccolo.

Ha avuto amori di cui uno stabile con il padre di Alice anch'esso finito visto che nel 1993 Nobili si è creato una nuova famiglia.

Giovanni Falcone ha avuto una prima moglie sposandosi a 25 anni: Rita Bonnici. Ma lei non tenne fede all'impegno e si innamorò di un collega di Giovanni: il magistrato Genna. il matrimonio finì. In seguito conobbe Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e con lei è morto nella strage di Capaci.


Rita Bonnici Genna nel 2014









Ma il libro di Ilda Boccassini non è soltanto l'autobiografia dei suoi sentimenti: è molto di più. E' il racconto del suo lavoro impegnativo e coinvolgente che, se vi siete mai interessati a capire i fatti di Mafia, è molto chiarificatore di alcuni aspetti giudiziari di cui lei si è occupata.

Si scopre, inoltre, quanto sia difficile "fare Giustizia", come sia facile sbagliare e finire sotto accusa sia magistrati che poliziotti. 

Si scopre la cattiveria e la meschinità fra colleghi dell'ambiente giudiziario, esattamente come in ogni altro ambiente, senza eccezione, anche se scoprirlo fa paura al pensiero che costoro hanno in mano la vita della gente, come i Medici...

Ammiro le scelte fatte da Ilda Boccassini di dedizione totale al suo lavoro. L'ammiro perché le ha fatte consapevolmente sapendo di sacrificare il rapporto con i suoi figli e la sua vita sentimentale.

Io ad esempio, non avrei mai potuto allontanarmi dai miei figli, non solo per un fatto affettivo, ma ancor di più per uno spietato senso del dovere verso di loro, per i loro minuti bisogni a cui io mai avrei potuto sottrarmi o deputare ad altri. Il senso di colpa mi avrebbe distrutta, apparendomi, come è sempre stato, il tempo sottratto a loro dai miei studi o per qualsiasi cosa mi riguardasse, un atto egoistico, giacché loro, ogni loro esigenza, veniva prima di ogni cosa. La responsabilità di averli messi al modo mi ha sempre vincolato all'obbligo conseguente di dare loro tutto il possibile di me stessa, senza far mancare mai la mia presenza per ogni loro piccola o grande necessità. 

Per fare quello che ha fatto Ilda Boccassini ci vuole coraggio. Il coraggio di sopportare i propri sensi di colpa pur di perseguire quella che si sente come una missione: il suo lavoro totalizzante anche se l'ha fatta anche molto soffrire.

Quello che mi chiedo e chiedo alla Boccassini, qualora le capitasse di leggere il mio commento al suo libro, è se lei giudice trova giusto quanto riportato dai giornali sull'incidente di cui sua figlia Alice è stata protagonista: avrebbe investito un Medico mentre egli con le buste della spesa in mano attraversava sulle strisce pedonali. Il Medico è morto in seguito per i traumi riportati. Sua figlia era su un motorino. Nell'immediato sembra si sia trovato sul posto (siamo a Milano) il Capo dei Vigili Urbani che sembra lei, Ilda, conoscesse. Sono fra coloro che hanno firmato per due raccolte firme per la Legge sull'Omicidio Stradale e per quanto ne so se si uccide qualcuno non rispettando alcune regole ci sono delle aggravanti. Ma scopro che per le strisce pedonali l'aggravante non c'è: "la reclusione da due a sette anni, a carico di “chiunque” cagioni per colpa la morte di una persona con la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

se si investe un pedone che si accinge o sta attraversando le strisce pedonali, non si risponde della fattispecie aggravata, in quanto l’ipotesi aggravata di reato non contempla il fatto di investire un pedone sulle strisce pedonali." Bene, ma il controllo immediato per l'alcool test e per le sostanze che alterano la mente il test si deve fare. Ma a sua figlia sembra che non fu fatto. Le sembra giusto? Infine, visto che il reato prevede la reclusione da due a sette anni come mai a sua figlia Alice sono stati inflitti solo 9 mesi?

Il suo libro è molto interessante per i tanti fatti che ci svela, visti dal suo punto di vista che sento sincero, e fra le innumerevoli faccende mi spiace e mi colpisce che per la faccenda Scarantino i giudici che gli hanno creduto sono andati prosciolti da ogni possibile accusa, mentre come al solito "volano gli stracci" e nel 2021 abbiamo ancora tre poliziotti sotto accusa.

Pentito Scarantino non ha confermato le accuse ai magistrati

di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 5 febbraio 2021

 

a Caltanissetta è in corso un processo contro tre dei poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, membri del gruppo Falcone-Borsellino che indagò sulle stragi mafiose del '92 di via D'Amelio e di Capaci. I tre, secondo l'accusa, avrebbero in qualche maniera manovrato le dichiarazioni rese da Scarantino, costringendolo a fare nomi e cognomi di persone innocenti in merito all'attentato in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta
 
Ilda Boccassini ieri





 
Ilda Boccassini oggi