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martedì 4 ottobre 2016

Novelle Nuove: "Sciocche bugie"

Dalle statistiche che Blogger inserisce nella mia bacheca anche per ogni post pubblicato, ho notato che novelle e novelline pubblicate una prima volta non ricevono sempre lo stesso successo di ingressi della seconda volta. Qualcuna, infatti, ho inteso pubblicarla più volte  a distanza di tempo e stranamente ha ricevuto letture numericamente maggiori della prima volta.

Un esempio recente è stato il racconto "Senza ritegno", della serie  "Cronache di pazzie quotidiane" ripubblicata il 9 agosto scorso che ha superato i 200 lettori, mentre nella prima pubblicazione, del 2 aprile 2016, dove per altro era integrale, non ha toccato i 30!

Ripubblico dunque questo ironico raccontino, sperando che strappi qualche sorriso.

martedì 1 dicembre 2015


Sciocche bugie - da NOVELLE NUOVE

Novelle Nuove

Sciocche bugie

Dopo molto tempo che parlava con Serena, la nuova vicina, Clara, iniziò, con un poco di reticenza, a parlare del vecchio silenzioso che spesso era nel loro giardino guardando oziosamente i lavori di ristrutturazione che stavano facendo. Accennò alla parola "zio", poi in seguito parlò, sempre con una punta di imbarazzo, degli "zii di suo marito".
Serena trovava ridicola quella tardiva e quasi reticente ammissione di parentela, dato che l'aveva sentita tante volte chiamare da un giardino all'altro: "Zio!" Oppure: "Zia!"
Quanto doveva essere stupida quella donna per non pensare che la cosa non poteva che essere palese? Si chiedeva ironicamente Serena. Inoltre perché quella sciocca reticenza ad ammettere quel legame, che lei aveva capito subito giacché, appena arrivati, avevano immediatamente aperto un cancelletto fra la loro recinzione e il giardinetto di quegli abitanti che erano già lì da diversi anni.
Davvero questi erano così legati ad una squilibrata nota nella zona, che Serena e famiglia avevano evitato di frequentare, da cercare di nascondere la loro parentela? Oppure i loro parenti temevano di essersi fatti troppo coinvolgere nelle sceneggiate di quella donna pazza e che Serena e famiglia ne avessero avvertito qualcosa?
A Serena veniva da ridere, ma si stupiva sempre, nonostante l'esperienza di vita, di come certa gente nascondesse quelle che riteneva essere le proprie malefatte.
Essersi prestati ad ascoltare le calunnie e gli insulti che una donna dalla vita indecente rivolgeva a chiunque le dimostrasse apertamente il suo disprezzo, li preoccupava?
Cosa temevano?
Tutti, ma proprio tutti, dopo un po' che frequentavano quella donna dalla testa matta, si rendevano conto di chi era lei e delle stranezze del resto della sua famiglia. I parenti di Clara evidentemente si trovavano bene con lei, nonostante tutto, tanto da farle da spalla nelle sue frequenti ed ossessive sceneggiate volte ad incanalare lo sfogo della sua frustrazione per essere stata rifiutata da alcune persone e, soprattutto, scoperta nella sua realtà, che ella voleva infiocchettare. Guai a loro! Non la finiva più di infarcire di insulti, calunnie e derisione i suoi sproloqui contro queste persone. E fra queste c'erano anche Serena e la sua famiglia.
A Serena non importava un fico secco di quello che quella squinternata diceva, ma trovava singolare questo nuovo capitolo della "saga della pazza".
D'accordo, esisteva gente a cui, una donna così e quello zimbello di marito che si trascinava dietro, potevano piacere.. Ma arrivare al punto di voler nascondere il legame con i nuovi arrivati, era ridicolo!
"Che sciocchi!" Pensava Serena. "Cosa temono? Come ignoriamo le sceneggiate e gli insulti della pazza, ignoriamo anche loro. Se i loro parenti si sono fatti coinvolgere nelle sceneggiate forse se ne vergognano?"
Non si finisce mai di scoprire nuove contorsioni mentali nella gente che non sa vivere in modo libero e si autocondiziona con i propri timori, imponendosi comportamenti stupidi ed autolimitanti.
Serena era una persona libera da condizionamenti di ogni tipo. Si comportava liberamente nel rispetto del prossimo, senza sotterfugi, civilmente, ma sceglieva chi frequentare, non accettava i condizionamenti di maniera che certa gente si impone nel praticare forzosamente vicini e conoscenti anche se non gli piacciono, rifugiandosi poi in commenti ipocriti dietro le spalle.
Ma il massimo del risibile lo aveva raggiunto il suocero di Clara.
Era questo un uomo anziano, dall'eloquio pesante, che usava espressioni anche volgari. Mentre si svolgevano i lavori di ristrutturazione della casa appena acquistata dal figlio, egli era di sovente presente, anche per dare una mano. Ogni tanto dal cancelletto aperto sul retro entrava il silenzioso osservatore dei lavori che però non muoveva un dito. Ancora non si era mai sentita Clara chiamarlo "zio", né tantomeno lo aveva mai chiamato così il vero nipote, il marito di Clara.
Spesso il suocero di Clara attaccava discorso con il marito di Serena, se questi si trovava a svolgere qualche lavoro in giardino, vantandogli le doti di suo figlio con molto orgoglio di padre.
Un giorno si espresse anche sul vecchio silenzioso che, immoto, guardava i lavori.
"Ho ritrovato qui questo vecchio compagno di lavoro!" Disse al marito di Serena che l'ascoltava cortese col sorriso sulle labbra.
"Ha ritrovato qui il vecchio compagno di lavoro che è il marito di sua sorella?!" Rise Serena parlandone con suo marito. "Non si sono mai frequentati prima? Cognati!!" E rise di nuovo per quella inutile commedia.
"Che strane persone davvero. - Commentò il marito di Serena. - Perché non dire che sono parenti?"
"Perché evidentemente temono che noi sappiamo quanto hanno fatto da sponda alla pazza, che noi evitiamo, negli insulti e nelle calunnie che lei ci rovescia addosso."
"Insomma hanno la coscienza sporca e hanno confabulato tra loro di fingere che si sono conosciuti solo ora, incontrandosi qui per caso di vicinato?"
Serena rideva a tanta sciocca ed inutile pantomima. "Non si finisce mai di stupirsi della stupidità e falsità umana." Commentò. 

Dio a immagine dell'Uomo non c'è, ma la saggezza dei Capi Religiosi aiuta

Da: ADNKRONOS

Oggi è in atto una "guerra mondiale" per distruggere il matrimonio. Lo denuncia papa Francesco, parlando a braccio per oltre un'ora a preti, suore, religiosi e seminaristi nella chiesa dell'Assunta di Tbilisi. Il 
Pontefice punta il dito contro la cosiddetta teoria del 'gender': "Il grande nemico", accusa.
In un botta e risposta con i presenti, il Papa parla del rapporto di coppia: "Il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato. La Bibbia ci dice che Dio ha creato l'uomo e la donna a sua immagine, cioè l'uomo e la donna che si fanno una sola carne sono l'immagine di Dio. Ho capito - dice rivolgendosi alla giovane Irina - quando spiegavi le difficoltà che vengono: l'incomprensione, le tentazioni. 'Mah, risolviamo la cosa con il divorzio e così ricominciamo di nuovo?'". Chiede a questo punto il Papa: "Chi paga le spese del divorzio? Due persone, ma paga Dio perchè quando si divorzia una sola immagine si sporca, paga Dio, e pagano i figli. Voi noi sapete quanto soffrono i bambini quando vedono le liti e la separazione dei genitori". Da qui il monito: " Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio. La guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima".
Il Papa invita a chiedere aiuto di fronte alle tentazioni di adulterio perchè dietro c'è il diavolo: "Ci sono situazioni più complesse quando il diavolo si immischia e mette una dona davanti all'uomo che gli sembra più bella della sua. O quando mette un uomo davanti a una donna che sembra più bravo del suo. Chiedete aiuto subito quando viene questa tentazione. Come si aiutano le coppie? Con l' accoglienza, la vicinanza, l'accompagnamento".

Il Vaticano è uno Stato ed uno Stato con i suoi scandali e il suo tanto denaro e tanto potere.
Il Papa attuale è un uomo di buona volontà, che ha cercato di fare un po' di pulizia.
Detto questo credo che il suo compito di guida spirituale, anche in nome e per conto di un Dio che purtroppo non c'è, lo fa con umiltà, saggezza e grande apertura.
L'ha detto: nella sua vita pastorale ha aiutato tanti omosessuali, ma certo è giusto che egli difenda il matrimonio naturale ed eviti gli stravolgimenti, gli incastri, le costruzioni di laboratorio per assecondare simulacri di matrimonio che non sono e non potranno mai essere quello che la Natura ha selezionato per l'Uomo.

Certo egli lo fa in nome di Dio, perché gli uomini sono come bambini di fronte all'esistente,  immersi come sono in un mondo incomprensibile ed inspiegabile, non bastando le Leggi della Fisica per capire... Essi sono preda della propria fragilità, della propria paura e il Dio immaginario è una soluzione confortante. Soprattutto quello presentato da Gesù Cristo e dalla sua filosofia di vita. Di questo parla Francesco, che ha scelto il nome del grande mistico, un poco folle, che tutti ammirano ma che nessuno imita nello stile di vita...

Ben vengano, dunque, le parole sagge di Papa Francesco ad aiutare il cammino degli uomini, altro non può fare che indicare un cammino morale. Un cammino che porti, quanto più possibile, al bene, all'equilibrio e all'ordine.
Altre idee, vestite di un'idea diversa di un Allah che non c'è, portano morte, odio, disordine... Meglio altre filosofie allora: il buddismo, il taoismo, l'induismo...
Pur avendo preso coscienza con l'esperienza di vita dell'assenza di Dio interessato alle sorti dell'uomo, confesso che la cultura cattolica, con la quale sono stata formata, ha lasciato in me il segno che quei valori di cui parla Francesco sono giusti.
Il Vaticano, però, è un'altra cosa. Leggete questi due libri, sono un poco noiosi ma documentano un Vaticano su cui non ci si possono fare molte illusioni: