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sabato 19 ottobre 2019

Sisma - Romanzo Capitolo IX

Sisma
Romanzo inedito di Rita Coltellese
pubblicato a puntate su questo sito con Amministratore Unico Rita Coltellese su contratto con Google Blogger
Il tuo nome di dominio G Suite, ritacoltelleselibripoesie.com, è stato rinnovato correttamente con godaddy per un anno. Puoi continuare a utilizzare G Suite fino alla data 26 dicembre 2019. L'acquisto verrà addebitato sul tuo conto.
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Il Romanzo viene pubblicato per capitoli, ad ogni nuovo capitolo verrà scritta la data di pubblicazione del precedente in modo che il lettore possa, tramite il calendario che appare a destra, ritrovare facilmente il precedente.


SISMA

Capitolo IX
 (Il Capitolo VIII è stato pubblicato il 12 ottobre 2019)

Tommaso rispose con aria stanca: "Non si potrebbe entrare, ma ormai chi controlla? Se ne sono andati tutti: militari, Vigili del Fuoco... Dopo tanto tempo.. Mica potevano stare qui a presidiare in eterno."
La donna allora lo salutò, sollevata di poter tornare alla sua esplorazione in solitudine, abbandonandosi ai suoi ricordi e ai suoi pensieri.
Nell'avviarsi nella prima strada che, in leggera discesa, portava nel cuore del paese, cominciò a sentire un turbamento più forte.
Avanzava camminando piano, con estrema cautela e qualche timore che potesse caderle qualche pietra, rimasta in bilico, sulla testa.
Il terremoto era stato spaventoso nella sua forza distruttiva. Era quella una zona sismica, ma per un secolo almeno non vi era stato nulla di distruttivo: ogni tanto qualche tremito della terra, ma poi le antiche case restavano salde, come prima.
Con emozione si avvicinò alla casa che era stata delle sue vacanze: ora era  distrutta, pietre giacevano ammassate davanti a quelle che erano state le scale di accesso, dopo tanto tempo non erano state ancora rimosse. 
L'aveva venduta molti anni prima, ma lì aveva passato le estati con sua madre e suo padre.. Pensò che quella distruzione era avvenuta ad un secolo esatto dalla nascita di suo padre.. Poco distante sorgeva la casa natale di sua madre, che uno degli eredi di un suo fratello aveva ristrutturato spendendoci molti soldi. "Poveretto!" Pensò Sara. "Un investimento non recuperabile.."
Molte di quelle case erano ormai solo seconde case, dove amanti di quei borghi tornavano in vacanza. Giornali e televisioni che parlavano di quei territori non chiarivano se i possessori di seconde case sarebbero stati risarciti dallo Stato, essendo ancora molto confusi anche gli aiuti a chi vi risiedeva stabilmente.
Volse lo sguardo dove la strada proseguiva in sempre più rapida discesa ma non si sentì di proseguire: le sembrava di stare in un cimitero, scendere ancora in quella solitudine, in un silenzio di morte, per vedere altre rovine le creò timore, quasi paura.
Tornò sui suoi passi verso la piazza, ricordando la sua scelta di non lasciare nel locale cimiterino suo padre, che era morto proprio in quella casa che poi lei aveva venduta.
Molti dei nativi lasciavano detto ai loro discendenti di voler tornare al paese da morti. Così il viaggio dai luoghi dove erano vissuti per lavoro lo facevano al contrario di quello che Sara fece fare al cadavere di suo padre.
Sarebbe stato economico e comprensibile sul piano etico e sentimentale se semplicemente lo avesse fatto tumulare lì, dove era morto. Invece lei aveva affrontato una spesa per fargli fare il percorso al contrario: lo aveva riportato dove aveva vissuto e lavorato per gran parte della sua breve e sofferta esistenza, perché lo voleva vicino, voleva andare a portargli un fiore senza dover affrontare un viaggio di chilometri.
Ora quella scelta si rivelava ancora più giusta dati i drammatici eventi: anche i cimiteri di quei paesetti avevano subito gli effetti del sisma e scene macabre erano passate davanti agli occhi dei soccorritori. Fornetti distrutti avevano vomitato fuori le bare che, cadendo rovinosamente, in alcuni casi si erano aperte.
L'orrore si era aggiunto all'orrore. Sara rabbrividì al pensiero che questo avrebbe potuto accadere alla salma di suo padre.
"Chissà se qui hanno risistemato il cimitero.." Si chiese, presa da quei pensieri lugubri. Sapeva che lì c'erano i suoi nonni, ma non potendo farci nulla allontanò ogni altra domanda da sé.
Era ritornata sulla piazzetta. Gettò uno sguardo là dove aveva lasciato Tommaso, ma non c'era più. Ne fu sollevata e, affrettando il passo, si diresse decisa verso la sua auto.
Salì e avviò il motore. Iniziò a ridiscendere verso la statale lentamente mentre i ricordi sentimentali, soprattutto legati al ricordo dei suoi genitori che lì erano nati, cominciavano a sfumare in sentimenti diversi.
Il rivedere dopo tanto tempo quei luoghi così distrutti le aveva si suscitato emozioni passate, poi una desolante pietà, ma infine se ne era sottratta quasi con paura e aveva sentito che la sua personale missione verso quei luoghi feriti era finita. Lo doveva a quella parte di sé legata alle sue radici, ma era lì che aveva iniziato a scoprire quella parte della vita che riguardava i sentimenti negativi, cattivi del prossimo, senza che allora capisse fino in fondo che quella realtà l'avrebbe ritrovata ovunque e in forme peggiori, fino a giungere, in un'età matura, alla conclusione che l'Uomo, in gran parte, è soltanto un animale malvagio e stupidamente superbo. 
Quella gente, le cui case ora erano solo rovina e addolorate piangevano sui loro beni che non valevano più nulla, in gran parte aveva covato uno dei sentimenti più miserabili e più diffusi: l'invidia. Da tale cattivo sentimento poi era scaturita la maldicenza sogghignante e financo la calunnia.