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giovedì 7 maggio 2015

A Perugia per l'Acqua Pubblica


Il Comitato Umbro Acqua Pubblica insieme ai comitati per l'acqua pubblica di Albano, Amaseno, Aprilia, Arezzo, Padova, Pistoia, Prato, Umbria, Velletri, Valdarno invitano la cittadinanza alla conferenza internazionale

ACQUA PUBBLICA: REFERENDUM TRADITO
La vittoria dei referendum sull'acqua nel sistema del libero mercato dell'AEEG
La ripubblicizzazione del servizio idrico a Parigi e a Napoli guardando al futuro

PERUGIA, 9 e 10 MAGGIO 2015 - PALAZZO DELLA PENNA

Programma: Sabato 9 Maggio 10.00/13.00-15.00/19.00

-Referendum la vittoria e il raggiro. Con l'AEEG il profitto è diventato costo con il Prof. Enrico Carloni, docente di Diritto Amministrativo all'Università di Perugia.

- Politica dell'UE in materia di acqua: Direttive, ICE right2water, trattati di libero scambio, con Thierry Uso AQUATTAC.

-Le pratiche di autoriduzione e le altre contestazioni giuridiche nei confronti dei meccanismi di privatizzazione con l'Avv. Sandro Ponziani.

Esperienze di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico:

- Anne Le Strat - Ex Presidente di “Eau de Paris”
- Avv. Maurizio Montalto Presidente dell'azienda speciale Acqua Bene Comune Napoli

Domenica 10 maggio 9.30/13.00

Quali strategie per l'acqua pubblica? Assemblea conclusiva, proposte e iniziative future in Italia e in Europa.



Comitato Umbro Acqua Pubblica

338.1912990 – 333.7826433

Uno Studio sulle Migrazioni

Il mio giovane amico Marco Omizzolo, sociologo e pubblicista, mi ha inviato la comunicazione che il suo ultimo libro di saggistica è nelle librerie. Purtroppo non posso pubblicare la copertina dell'Opera, del costo di euro 20,00, perché mi è stata inviata in pdf, sistema che la piattaforma che uso non accetta:

da oggi potrete trovare nelle librerie Feltrinelli (e anche in molte librerie on-line), la collettanea Migranti e territori, ediesse editore, curata da me e da Pina Sodano.
http://ediesseonline.it/catalogo/saggi/migranti-e-territori

http://www.unilibro.it/libro/omizzolo-m-cur-sodano-p-cur-/migranti-territori-lavoro-diritti-accoglienza/9788823019454


Migranti e territori
Saggi e ricerche di sociologia delle migrazioni
A cura di Marco Omizzolo e Pina Sodano
Introduzione Marco Omizzolo e Pina Sodano
1. Maurizio Ambrosini, Le famiglie immigrate nello sguardo degli italiani: i risultati di una
ricerca
2. Rina Manuela Contini e Mariella Espinoza-Herold, Transnational - Cultural Identity
Among Immigrant Students in Italy in a Globalized Era
3. Francesco Carchedi e Mattia Vitiello, La mondializzazione dei flussi migratori e le
ricadute nel sistema mediterraneo: il ruolo delle politiche sociali
4. Martina Tazzoli, La politica a intermittenza della mobilità e il confine militareumanitario
nel Mediterraneo. Mare Nostrum oltre il mare
5. Simone Andreotti, Dai centri d’accoglienza ad un sistema d’accoglienza per richiedenti
asilo e rifugiati
6. Federico Oliveri, Lotte dei migranti ai confini della cittadinanza: una proposta teoricometodologica
7. Carlo Colloca, Il modello mediterraneo di immigrazione e il diritto alla città
8. Fiammetta Fanizza, Le condizioni della residenzialità dei braccianti immigrati nella
campagne del Mezzogiorno
9. Marco Omizzolo, Il movimento bracciantile in Italia e il caso dei braccianti indiani in
provincia di Latina dopati per lavorare come schiavi
10. Tiziana Tarsia, La reputazione dei rom e altre storie da raccontare
11. Pina Sodano, La famiglia palestinese in diaspora. Uno studio comparato tra Italia e
Svezia
12. Francesco Della Puppa, Un bidesh nel mezzo del Mediterraneo. Traiettorie biografiche
e disposizioni migratorie nella diaspora bangladese in Italia
13. Fabrizio Coresi, Fronte libico: effetti collaterali della democrazia
14. Mjriam Abu Samra e Luigi Achilli, La Primavera Araba in Giordania: una lieve brezza o
il preludio alla tempesta perfetta?
15. Emilio Drudi e Marco Omizzolo, “Ciò che mi spezza il cuore”. Eritrea: dalla grande
speranza alla grande delusione
16. Franco Brugnola, L'assistenza sanitaria alle persone immigrate

L'idea di Società di Matteo Renzi

Da: La Gazzetta dello Sport

Come mai la scuola protesta contro Renzi e quali sono i punti dolenti della riforma?

Lo sciopero della scuola è riuscito, decine di migliaia di professori, studenti, membri del personale dei vari istituti hanno sfilato nelle sette città chiamate alla mobilitazione, inoltre — per la prima volta da tempo immemorabile — i sei sindacati che raggruppano i docenti (i tre confederali, più Gilda, Snals e Cobas) hanno protestato lo stesso giorno e questo fa pensare a una possibile azione unitaria anche futura.
Che cosa c’è che non va nella riforma di Renzi?
La stranezza è che i sindacati scioperano contro un piano di 100.701 assunzioni, che sarà perfezionato in modo da immettere queste nuove forze nella scuola già dal primo settembre. Noi diciamo “nuove forze”, si tratta in realtà di gente che lavora nella scuola da anni e che adesso viene stabilizzata. Si tratta dei precari di primaria, media e superiore e dei vincitori dell’ultimo concorso a cattedre. Senonché un anno fa Renzi aveva promesso molte più assunzioni – 140 mila – e la sistemazione anche degli idonei dell’ultimo concorso. Il sindacato su questo punto fa fuoco e fiamme, con l’aria di dire «tutti o nessuno». C’è anche la prospettiva che almeno 50 mila precari, in cambio di questa stabilizzazione, saranno allontanati dalla scuola per sempre. Ma il punto davvero dolente è quello dei presidi o dirigenti d’istituto.
Di che si tratta?
Renzi ha una tendenza generale a creare figure di responsabili, singoli individui che rispondano di quello che fanno. È la sua idea per la Rai – dove si pensa a un amministratore delegato con pieni poteri, svuotando il peso del consiglio d’amministrazione e della commissione parlamentare di vigilanza – ed è la stessa idea per la scuola, dove i vari organismi collegiali introdotti a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta verrebbero depotenziati a favore della figura del preside, promosso in un certo modo a “capo azienda”. Al preside, se la legge passerà senza altre modifiche, sarà affidato il compito di scegliere i professori da sistemare in cattedra, di distribuire i premi in denaro ai migliori, di valutare i docenti appena immessi in ruolo. È un potere notevole, che ricorda quello dei capi d’istituto d’una volta, contro cui si battè con assoluta convinzione il vecchio Pci, in nome della scuola democratica e partecipata. I dati internazionali stanno lì a dimostrare che questo modello di scuola, seducente nell’immaginazione degli intellettuali, nella realtà ha funzionato poco. Sforniamo alunni tra i meno preparati al mondo, e la classe docente (lo ha ricordato per ultima la scrittrice-insegnate Paola Mastrocola) è troppo spesso di una mediocrità inammissibile. Il preside forte è la soluzione? Chi sa. Almeno potrà essere un interlocutore.

Non credo che Matteo Renzi ci proponga "il migliore dei mondi possibili", ma credo che quelli che l'hanno preceduto ci hanno lasciato in un mondo che in Italia era diventato insopportabile.
Certo ci sono mondi invivibili, vedi i disperati che arrivano dall'Africa (ma non solo), ma noi siamo qui e la nostra Italia ce la siamo costruita con fatica e sangue, abbiamo vissuto due Guerre Mondiali nel secolo scorso, ci siamo ripresi dalle macerie e poi sono arrivati i vermi dei partiti famelici di potere e soldi e hanno iniziato, tutti d'accordo, a votarsi leggi-privilegio che li hanno messi in una condizione di "nobili" pre-rivoluzione, a gestire la Cosa Pubblica per arricchire gli amici, i bustarellari, depredando le Casse Pubbliche e, per rimpinguarle, hanno chiesto tasse, sempre più tasse, asfissiando i piccoli imprenditori, chiunque volesse intraprendere un'attività, mentre con concorsi indecentemente espletati hanno impinguato di incapaci e infingardi le uniche poltroncine del lavoro sicuro: quelle dei burocrati pubblici.
I sindacati sono diventati sempre più luoghi di potere da dove scalare le cariche pubbliche gettandosi in politica: vedi i vari Marini, Epifani, Cofferati, Ottaviano Del Turco ecc. ecc. ecc.. Perdendo la loro vera funzione, l'ultimo in ordine di tempo è Landini.
Per questo difendono i lavoratori blindati, quelli del Pubblico Impiego, soprattutto i più lavativi che protestano sempre e vogliono sempre più soldi. Ignorano che nell'impiego privato non era l'articolo 18 il problema, ma i giudici che reintegravano anche chi la "giusta causa" l'aveva provocata assentandosi senza motivo dal lavoro, e questo avveniva anche nel pubblico (ci sono casi finiti sulle cronache dei giornali di infedeltà palese ma reintegrati); nel privato c'erano e ci sono mille modi per ricattare il lavoratore, articolo 18 vigente o meno. Nella mia semplice esperienza di vita ho conosciuto e conosco persone a cui è stato fatto pesante mobbing per indurle a dare le dimissioni, oppure è stato chiesto di firmare lettere di dimissioni continuando però a sfruttarle sul lavoro in attesa di gettarle via quando fa comodo, oppure con contratti di 40 ore settimanali fargliene fare anche più di 70 senza pagare straordinario se non notturno o festivo al massimo... Ma queste sono cose che sanno tutti!
Cosa sta facendo Renzi con il suo governo? Sta tentando di cambiare qualcosa, per me in buonafede. Sono d'accordo su come vede la scuola e mai in tutti questi anni di disastri, si pensi alla Gelmini, ho sentito tanta acredine per una riforma.
Ugualmente sulla Legge Elettorale: qualcuno ricorda questi sommovimenti all'epoca dell'anticostituzionale Legge fatta da Calderoli, leghista, con il Governo Berlusconi?
Dov'era la sinistra che oggi attacca il suo Segretario e Capo del Governo?
E Salvini? Con quale faccia (ma capisco bene che la sua è quella che è) critica la Legge Elettorale attuale quando il suo partito è l'autore del Porcellum?  
Non c'è limite alla mancanza di autocritica e all'indecenza.
Gridando all'incostituzionalità hanno incitato il Presidente della Repubblica Mattarella a non firmarla!
Ma ci fanno o ci sono? Ovviamente ci fanno a permettersi di dire ad un Presidente che viene dalla Corte Costituzionale quello che deve fare! Ma la conoscerà la Costituzione Mattarella? O questi urlatori pensano di no? Infine, Mattarella ha fatto l'unica Legge Elettorale costituzionalmente valida che avevamo dopo la caduta della Legge Calderoli.
Siamo in un manicomio scomposto di gente irresponsabile, non in un valido confronto di idee.
Ricominciamo con gli slogan. Ora hanno trovato il "Preside-Sceriffo". Se c'è qualcuno che avrebbe ragione di validamente scioperare sono proprio i Dirigenti Scolastici. La riforma toglie loro i Vicepresidi, validissimi aiuti, dando loro altro lavoro.
Il guaio in questo Paese è che nessuno approfondisce come stanno veramente le cose perché leggere le leggi è noioso e faticoso: meglio imbrancarsi come pecore gridando slogan.
Non tutto quello che sta facendo Renzi mi trova d'accordo, ovviamente, ad esempio la depenalizzazione dei reati che hanno follemente definito "tenui". Non era questo il modo né di sollevare i magistrati dai mucchi di carte, né di sfoltire le carceri per non pagare multe alla bacchettatrice Comunità Europea...
Infine, per far capire che non sono "innamorata" di Renzi ma difendo alcuni principi che lui porta avanti, pubblico questa notizia che mi è arrivata per twitter:
Dopo la vicenda del Renzicottero, ora scoppia lo scandalo voli di Stato: il deputato del M5S Riccardo Fraccaro ha denunciato che il premier Matteo Renzi utilizzerà gli aerei di Stato per il suo tour in Trentino, per un costo di 26.000€ l'ora. Scrive Fraccaro: 

"ELICOTTERO E AEREI DI STATO PER I COMIZI DI RENZI IN TRENTINO: LA SUA PROPAGANDA CI COSTA 26MILA € L'ORA! ‪#‎RENZICOTTERO‬

Renzi continua a gettare i soldi dei contribuenti dal finestrino. Per il suo tour di propaganda in Trentino-Alto Adige, in vista delle prossime elezioni amministrative, il segretario del Pd ha utilizzato ancora una volta elicottero e voli di Stato. Ben due aerei, uno per il premier e i parlamentari Pd in qualità di personale di bordo, l'altro per il suo staff, tra cui cinque cameraman, un fotografo, due tuttofare e il capo del cerimoniale di Palazzo Chigi. Naturalmente è stato messo a disposizione anche l'immancabile Renzicottero per il trasferimento tra un punto e l'altro della campagna elettorale. Inoltre, per la cerimonia di accoglienza del capo Pd, si è dovuto utilizzare un aereo dei Carabinieri con cinque alti ufficiali.

Un'intera flotta aerea al seguito di Renzi per i tre comizi previsti a Trento e Bolzano, più le visite istituzionali tra questi appuntamenti. Sembra House of Cards, ma in realtà è House of Casta: l'ostentazione più insopportabile degli sprechi e dei privilegi, un autentico insulto alle difficoltà del Paese da parte del ducetto Pd. Il costo operativo dell'elicottero è di 8.400 euro l'ora, quello di ciascun aereo di Stato è di 9.000 euro l'ora: il costo totale della propaganda volante di Renzi in Trentino-Alto Adige è di oltre 26mila euro l'ora solo per gli spostamenti. Renzi sperpera i soldi pubblici in maniera ignobile. I portavoce a 5 stelle, indipendentemente dalla carica ricoperta, utilizzano i normali mezzi di trasporto per tutte le attività istituzionali, perfino il Presidente della Repubblica viaggia regolarmente in treno. Renzi invece, per fare tre comizi, ha bisogno di due aerei e un elicottero pagati dai contribuenti. Abbiamo già presentato un esposto alla Corte dei Conti sulle spese pazze del segretario Pd, dovrà rispondere di questa scellerato sperpero di risorse pubbliche. D'altra parte solo spostandosi in volo può sperare di evitare le proteste dei cittadini: altro che "la mia scorta è la gente", la stragrande maggioranza dei cittadini non vede l'ora di mandarlo a casa: il nominato premier scenda dall'elicottero e tolga il disturbo
".