mercoledì 24 agosto 2016

Tino di Accumoli Rieti

 "Abbiamo paura di essere dimenticati, il patrimonio edilizio è del tutto compromesso", sintetizza tra le lacrime il sindaco, Stefano Petrucci. "L'Aquila è una ferita ancora fresca, sono passati sette anni e non è ricostruita, che cosa accadrà a noi?"


Conosco bene il Geom. Stefano Petrucci, è una persona perbene, bravo e rigoroso nel suo lavoro di Perito. Si è occupato, nel suo lavoro di libero professionista, dei miei terreni, delle eredità che da quei luoghi, oggi devastati dal terremoto, mi arrivavano dalle famiglie dei miei genitori: entrambe di Tino di Accumoli.
Coltellese è un cognome che, quando sono nata nel 1946, esisteva solo in quel posto e non altrove. Oggi, grazie al moltiplicarsi delle generazioni, si è sparso un po' ovunque... Ma l'origine è lì e soltanto lì. Quando ero bambina si potevano trovare sparsi in Italia molti
Coltellesi
Cortellesi
Cortellese, ma i Coltellese erano tutti e solamente originari di quel piccolo paesino del contrafforte appenninico facente parte dell'Abbruzzo e della provincia di L'Aquila, fino alla creazione della provincia di Rieti in epoca fascista.
E dell'antica provincia di appartenenza ha il destino geologico: zona di terremoti storici. Solo che uno così devastante non c'è stato da che io sono al mondo: 70 anni.
In quei posti dei miei avi passavo le estati. Ricordo un terremoto in cui vedevo le antiche pietre di quei muri, tirati su nel 1300 con la rena del fiume Tronto e la calce, ballare come entrando ed uscendo dai muri stessi, per poi, passato quel frullare di spavento, ritornare immoti e a posto come se si fosse trattato solo di un effetto visivo.
Quei muri non crollavano. Poi sono iniziate le ristruttrazioni, gli abbellimenti, gli ampliamenti... Sospetto non sempre con i dovuti permessi ed i dovuti controlli da parte dell'Ufficio Tecnico del Comune... E la mancanza di applicazione delle regole antisismiche, che pure in quei luoghi ci sono, comporta i disastri che ora hanno creato lutti.
Il terremoto però questa volta è stato davvero forte, molto forte.
Ha ragione a piangere il Sindaco Petrucci, giacché quei luoghi sono da tempo in discesa economica e i paesi si sono spopolati, rimanendo solo pochi coraggiosi giovani agricoltori e piccoli allevatori.
Il Governo, Matteo e gli altri, debbono aiutare soprattutto questi giovani che sono rimasti a far vivere quei luoghi di montagna: loro sono l'avvenire di quei posti.













Estate del 1965, una mia immagine diciottenne, con colui che sarebbe diventato mio marito, in un tratturo della campagna intorno a Tino di Accumoli.
Oggi solo brutte immagini...


Foto di Cecilia Coltellese da Facebook: Una strada di Tino di Accumoli con case crollate

sabato 20 agosto 2016

Italia: Terra Promessa per chi arriva non richiesto, NON PER GLI ITALIANI


Bene! Io non sono razzista, giacché la razza e l'etnia nulla c'entrano con questo problema, e non sono imbecille, essendo l'imbecille persona di scarsa e limitata intelligenza e credo che fin qui, 70 anni, le mie azioni ed i miei scritti possano testimoniare che ho la fortuna di avere una buona intelligenza. Proprio per questo dico a chi ci governa: NON LASCIATE L'ITALIA IN MANO A SALVINI, MA ASCOLTATE ALTRA GENTE DELLA LEGA NORD, POLITICI, CHE DICONO COSE GIUSTE E REALISTICHE. 
Ma erano 20.000!!! L'Albania era alla fame grazie al governo comunista, come la Romania, la Bulgaria, l'Ungheria e tutti i Paesi dell'Est che avevano provato il Comunismo al governo.
Oggi, l'Ungheria dice questo
E non è solo l'Ungheria. Le cifre parlano al di là della PROPAGANDA portata avanti dal Governo Italiano. Difendersi si può se si vuole.
E' come dire: possono entrare tutti da tutto il pianeta, indiscriminatamente, in Italia.
PER ME E' FOLLIA PURA
Ora non abbiamo più neppure la Bossi-Fini
Buonista, buonismo, brutte parole, equivoche...
Esiste la bontà, l'umanità, che però non sono mai subordinate al buonsenso. Altrimenti usciamo tutti di casa e prendiamo quanti più mendicanti sporchi e affamati troviamo a dormire per strada e portiamoli in casa nostra, laviamoli, sfamiamoli, mettiamoli a dormire nei nostri letti, laviamo le loro lenzuola e non cacciamoli poi via. Assurdo? No, affatto, giacché è la coerente logica di quello che dobbiamo fare se ci diciamo d'accordo con quello che sta facendo il nostro Governo.
Svizzeri, francesi, ungheresi, austriaci, inglesi, che addirittura hanno preferito andarsene dall'Europa piuttosto che accettare la distribuzione degli invasori, sono tutti cattivi e disumani?
Sono buoni e umani solo i nostri governanti? 
Non è propaganda leghista: l'ha detto l'ex galeotto truffatore e assassino Buzzi che, scontata la condanna, è assurto a gestore delle Cooperative rosse. L'ha detto in una intercettazione dei Benemeriti Carabinieri: "...rendono più della droga..."

Una sgrammaticata scritta che insulta i nostri sempre Benemeriti Carabinieri. Chi gli ha detto di venire a casa nostra? Sarebbe più giusto dire: "Chi glielo ha consentito?" Gli stessi che gli consentono di insultare l'unico baluardo che è rimasto fra noi cittadini Italiani e l'anarchia voluta da chi ci governa. 



Ancora più espliciti!
Notare l'aspetto sciupato di persone che fuggono dalla guerra secondo la propaganda dei TG RAI e non solo, che li spacciavano anche per siriani, considerandoci evidentemente dei poveri selvaggi che non sanno neppure dove è collocata la Siria e le etnie che la abitano.
Facce di profughi provenienti da guerre? Scusate l'inevitabile ironia: i segni degli stenti sono evidenti sui loro volti...


Profughi e profughe (de' che? da dove?), dall'aspetto evidentemente denutrito, sbarcano da un traghetto sotto gli occhi di un povero poliziotto italiano costretto, come tutte le Forze di Polizia, ad un tour de forces perenne. 


Evviva! Ce l'abbiamo fatta! Ci daranno, con le tasse degli Italiani, quello che i nostri governi non ci hanno dato!


E adesso un bel "selfie" con i nostri cellulari!


 Nata con il nome di Kashetu Kyenge a Kambove, nella provincia congolese del Katanga, da una famiglia benestante e numerosa di etnia bakunda (il padre, funzionario statale, era capo villaggio e aveva quattro mogli e 39 figli), dopo le scuole superiori decise di intraprendere gli studi di medicina e chirurgia all'università, ma una commissione governativa la dirottò alla facoltà di farmaciadell'Università di Kinshasa; grazie all'interessamento di un vescovo ottenne quindi nel 1983 una delle tre borse di studio messe a disposizione degli studenti congolesi per frequentare medicina all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, borsa di studio che, tuttavia, non giunse.

Arrivò dunque in Italia con un visto di studio ospite di alcuni religiosi e di laici impegnati in attività di assistenza. Si stabilì provvisoriamente in un collegio di missionarie laiche a Modena, lavorando nel frattempo come badante per mantenersi. Si laureò alla Cattolica di Roma per poi specializzarsi in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.
Acquisì la cittadinanza italiana nel 1994 quando contrasse matrimonio con un ingegnere nativo di Modena ma di originecalabrese.
Questo si legge su Wikipedia, molto utile, tanto che sono già tre volte che do un piccolo contributo all'impresa, ma verifico sempre con riscontri le informazioni ivi scritte.
Avendo sposato un italiano oggi questa signora è cittadina italiana, ma quando arrivò con un permesso di studio, posso dirlo con cognizione di causa essendomi occupata di soggiorni di studio di cittadini Cecoslovacchi, quando la Repubblica Ceca e la Slovacchia non erano ancora divise e non erano incluse nella UE, e per poter stare per un periodo limitato sul suolo italiano bisognava che la struttura ospitante facesse immediata segnalazione alla Questura per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo, dimostrando, il responsabile di tale struttura, che era garantito un reddito dalla struttura medesima e motivando la sua presenza con valida certificazione. Nel mio caso di lavoro c'era un Protocollo d'intesa e un Accordo di scambio per studio e ricerca fra il Politecnico di Praga e la struttura universitaria per la quale lavoravo. 
Nel caso della Kyenge cosa fu fatto allo scadere del periodo limitato concessole per studio lo potete leggere nelle cronache, e si capisce perché manifesti che la clandestinità non debba essere un reato. 
Un Italiano manifesta con giovani neri "rifugiati", dall'aspetto solido e prestante, con una scritta propagandistica priva di senso ma ad effetto: chi è nato in questa povera Italia, figlio di italiani, nipote e pronipote di italiani non è clandestino perchè ha costruito questo Paese con i propri sacrifici e con le proprie tasse.
Questa scritta è razzista allo stesso livello delle mussoliniane leggi razziali sugli italiani ebrei, in quanto ci dichiara CLANDESTINI NEL NOSTRO PAESE!

No. Per essere cittadini bisogna contribuire a costruire un Paese e non costituire un costo. Non vi abbiamo chiamati qui e non abbiamo soldi per mantenervi come il nostro Governo sta facendo.
Il nostro Governo ci dice che per chi lavora non ci sarà pensione o quasi, che dovrà lavorare fino a vecchiaia inoltrata. Chi cerca un lavoro ha difficoltà enormi a trovarlo. Molti emigrano ma nei Paesi dove vanno NON LI MANTIENE NESSUNO, come qui si pretende si faccia con voi!

Per chi di voi vuole lavorare c'è lo sfruttamento per gli uomini e per le donne, e non siamo noi italiani onesti, che viviamo correttamente, che ce ne avvantaggiamo:
Chi non serve alle Cooperative rosse o alle ONLUS cattoliche, per pompare soldi statali, finisce a fare il bracciante sfruttato, come gli africani tratti a forza dal loro continente dai negrieri per lavorare nelle piantagioni USA. Oppure:

Prostituzione: a Ragusa sgominata organizzazione che metteva sulla strada anche bambine di 14 anni




Bambini bellissimi! Chi li mette al mondo li deve anche mantenere. Come facciamo noi Italiani. Lo Stato non ci aiuta e posso dirlo con cognizione di causa con prove e fatti, essendo madre di 3 figli e nonna di quasi 6 nipoti: 5 al mondo ed 1 quasi in arrivo.
Tutti siamo capaci ad accoppiarci e a generare se poi si pretende che il problema non sia nostro ma di altri:

Ma che bravi! Come sono soddisfatti! E che ci vuole ad accoppiarsi? Ora ve lo dobbiamo mantenere noi con le nostre tasse vostro figlio? E perché? Perché se tutte le Donne Italiane che non hanno soldi e aiuti sono spesso costrette a rinunciare ad una gravidanza, con dolore e nel più assoluto menefreghismo dello Stato Italiano e della Chiesa Cattolica antiabortista?
Ho scritto un racconto-inchiesta in proposito riportando casi reali: è pubblicato su questo blog; sotto il link per una ricerca più rapida.




Infine: questa è la realtà della Siria!

Non solo la commozione per il bambino sull'ambulanza!
Questi hanno bisogno di aiuto perché li stanno uccidendo da 5 anni: Assad e tutti i gruppi ribelli, compreso Al-Nusra, quello a cui abbiamo pagato il riscatto  per le due sconsiderate, chissà quante armi e bombe ci hanno comperato! 


giovedì 18 agosto 2016

Governo: il senso della realtà si sta facendo strada?

Da: La Repubblica.it

Stretta sui profughi: niente appello per chi chiede asilo

Stretta sui profughi: niente appello per chi chiede asilo
Subito dopo uno sbarco in Sicilia (ansa)
Il caso. Il disegno di legge anticipato dal ministro della Giustizia Orlando: cambiano le regole per stabilire chi ha diritto alla protezione internazionale. Tribunali ingolfati da oltre 3mila ricorsi al mese. Il governo: in caso di rifiuto espulsioni più veloci


Fine della Seconda Guerra Mondiale: Soldati russi liberati dai campi di prigionia della Germania

Così riducono la fame e gli stenti della guerra.
Basta con le menzogne della propaganda dell'accoglienza.
I fatti visibili smentiscono e se c'è menzogna vuol dire che c'è altro, non confessabile, dietro il fiume di denaro tolto agli Italiani. 

lunedì 15 agosto 2016

L'algoritmo

Definizione: Qualsiasi schema o procedimento sistematico di calcolo


Esistono numerosi modelli matematici di algoritmo. In generale, un algoritmo riceve un insieme di valori (dati) in input e ne genera uno in output (chiamato soluzione). Dato dunque un algoritmo A si denota con fA la funzione che associa a ogni ingresso x di A la corrispondente uscita.
Questa corrispondenza tra input e output non rappresenta il problema risolto dall'algoritmo. Formalmente, un problema è una funzione  definita su insieme Di di elementi che chiameremo restanze, a valori su un insieme Ds di risoluzioni.
Lo studio di un algoritmo viene suddiviso in due fasi:
  1. sintesi (detta anche disegno o progetto): dato un problema A, costruire un algoritmo f per risolvere A, cioè tale che f=fa.
  2. analisi: dato un algoritmo f e un problema A, dimostrare che f risolve A, cioè f=fa (correttezza) e valutare la quantità di risorse usate da f (complessità concreta).

Può un algoritmo sconvolgere la vita della gente?
Può un algoritmo essere così cieco da non tener conto dei dati immessi per trovare la soluzione?
Penso di no. Bisogna vedere quali sono stati i dati immessi e se questi non hanno tenuto conto delle distanze fra il soggetto che subisce l'output (o soluzione) e la sua posizione iniziale. 
Temo che errori ed omissioni ce ne siano stati nell'impostazione dell'algoritmo del MIUR, se la soluzione ha sconvolto tante, troppe famiglie degli italiani.
Trovare la soluzione ad un problema con un algoritmo non è semplice, giacché molto dipende dal metodo scelto, dal tipo di algoritmo, dai dati immessi.
Dunque il risultato di questo algoritmo, se ha creato tanta confusione, fa pensare che, con una impostazione diversa del problema, il risultato poteva essere diverso.
Il Governo deve farsi carico di questa applicazione del MIUR, che non è insindacabile, e getta discredito sull'intera Legge 107 del 13 luglio 2015.
Mi è stato ribadito da persona preparatissima ed illuminata, che occupa un posto di responsabilità nella Scuola Pubblica, che la Legge è giusta e benfatta, quello che ingenera confusione è come il MIUR la sta applicando.
Già l'anno passato, causa il ritardo nella sua promulgazione, dovuta all'andirivieni degli emendamenti nelle due Camere, il MIUR ha scaricato sulle Scuole responsabilità e scadenze a breve termine che hanno provocato vittime.
Un esempio è stata la data della presa di servizio. Al momento esisteva un'unica circolare ministeriale in cui si stabiliva che la data della presa di servizio in fase C doveva essere inderogabilmente il 1° dicembre 2015. Chi aveva un contratto di tipo privatistico si è sentito dire a voce, presso la Scuola, che poteva anche chiedere una breve dilazione fino a febbraio 2016. Come fidarsi senza nulla di scritto?
Ma circolari esplicative di questa possibilità, ad esempio, nell'USR (Ufficio Scolastico Regionale) del Lazio non ce ne erano e dunque molti insegnanti hanno dato le dimissioni perdendo molti soldi, perché non hanno potuto dare il preavviso di legge.
Ora si vedono sparati a centinaia di chilometri dalla loro vita (affetti, casa, famiglia) senza neppure quello che spetta a tanti lavoratori pubblici: rimborso per il cambio di sede e trasloco.
Questo non può non creare malcontento, in alcuni casi complessi vera disperazione, e una destabilizzazione sociale proprio in chi deve educare e trasmettere equilibrio e cultura.
Non pretendevano, questi lavoratori della Scuola, di avere la sede sotto casa, un minimo sacrificio era previsto e prevedibile, ma quando si parla di Regioni lontanissime dalla vita abituale il problema creato dall'algoritmo fa pensare ad un'impostazione che NON ha tenuto conto di fattori essenziali nella vita della gente, non solo in quella dei lavoratori della Scuola.
L'algoritmo ha reso la vita di queste persone impossibile: sul piano economico, dati gli stipendi non ricchi (è un eufemismo), come fare i pendolari sia pure solo al week-end? Le distanze debbono essere umane, non disumane.
Maligni mi dicono che "Renzi ha fatto la Legge per sistemare sua moglie che, fatti i calcoli a tavolino, è diventata finalmente di ruolo, giacché aveva solo supplenze annuali, ed ha avuto la cattedra sotto casa".
Spero di no e spero che ci siano possibili correzioni, altrimenti avrebbero ragione altri, ancora più cinici, che dicono "fatta la legge, sistemata la moglie, gli altri sono stati sbattuti a centinaia di chilometri da casa così danno le dimissioni e si fa spazio per altri, si sapeva che ne ha fatti entrare troppi..."
Mi prenderà di nuovo in giro chi mi dice "che sono innamorata di Renzi", ma spero che induca la Ministra Giannini (che confesso non mi piace affatto) a misure correttive avverso i delitti umani dell'algoritmo. Procedure burocratiche umane si possono studiare, qualora non ci fossero già nel nostro ordinamento.

venerdì 12 agosto 2016

Sempre su "La Repubblica" di ieri...

Fra le tante notizie dolorose mi ha colpito quanto accaduto al figlio di un chirurgo romano in vacanza ad Ostuni.
Il ragazzo, sedicenne, sabato 6 agosto è uscito dall'alloggio presso il Villaggio Valtur, dove stava con suo padre ed il fratellino, per andare a festeggiare sulla spiaggia l'ultimo giorno di vacanza: l'indomani infatti era prevista la partenza per il ritorno a casa. Era con amici delle vacanze e alle h. 23:00 il padre l'ha sentito per l'ultima volta al cellulare. Alle 4 delle prime ora di domenica 7 agosto egli era agonizzante davanti alla sbarra d'ingresso del villaggio Valtur.
Saltiamo le ipotesi delle prime ore: aggressione selvaggia, investimento di un pirata della strada... E arriviamo a quanto accertato dalla brava Polizia del Commissariato di zona e successivamente ufficialmente dichiarato dal Procuratore di Brindisi: il ragazzo, non abituato all'alcool, si era sentito male e giaceva in terra, quando è sopraggiunto un animatore del villaggio Valtur che l'ha investito riducendolo in fin di vita.
Il giovane ha una imponente emorragia cerebrale, lesioni al viso e al collo, ecchimosi su tutto il corpo.
Ora sembra migliorare e l'emorragia cerebrale, che può uccidere, sembra essersi arrestata.
Quello che mi colpisce è l'abitudine che i giovani hanno di festeggiare momenti di allegria ingerendo alcool che, insieme alle droghe, può provocare loro conseguenze gravissime.
Ma restiamo sull'alcool: due casi recenti mi hanno colpito prima di questo del sedicenne, quello di Domenico in gita scolastica all'Expo, anche lui si era sentito male in seguito all'ingestione di alcool, a cui non era abituato, ed è finito non si sa come morto in fondo ad un chiostrino di un albergo, e il caso del diciannovenne statunitense obnubilato dall'alcool fino a finire preda di ladri e balordi morendo poi nel Tevere; questo caso del sedicenne ha evidenziato che il ragazzo aveva un tasso alcoolico nel sangue alto, per questo egli si è sentito male e, sembra, gli amici che erano con lui sono corsi a chiamare aiuto nel mentre è arrivata l'auto condotta dall'animatore il quale, non si capisce come visto che nelle auto ci sono i fari, non l'ha visto steso a terra e l'ha preso riducendolo in fin di vita. 
L'articolo su "La Repubblica" di ieri mi ha fatto sorridere, nonostante la drammaticità della vicenda perché l'articolista, Sonia Gioia, scrive: "... è stato travolto dall'auto di un animatore del villaggio, formalmente indagato per lesioni colpose gravissime anche se, secondo l'accusa "ha investito involontariamente la vittima" chiamando i soccorsi". Involontariamente! Ma certo Sonia Gioia!  E vorrei vedere che fosse stato volontariamente! Sarebbe tentato omicidio, non crede?

giovedì 11 agosto 2016

Spigolando su "La Repubblica" cartacea di oggi...

A pag. 6 leggo nell'inserto Bonsai di Sebastiano  Messina un commento sulla situazione rifiuti che mi colpisce favorevolmente, perché scrive quello che dico spesso in famiglia e con i miei amici, ma non solo, l'ho scritto ad almeno tre Amministrazioni Comunali, alla Provincia quando fra i suoi compiti la legge diceva che doveva occuparsi del Coordinamento dello Smaltimento dei rifiuti, e su questo blog con l'etichetta Ambiente. 
Scrive Messina: "Piazzando delle telecamere il Sindaco di Montepaone ha smascherato gli incivili che scaricavano in strada sacchi di spazzatura." E più avanti: "La diffusione della tecnologia ha fatto rinascere il timore del Grande Fratello. Da una parte chi non vuole le telecamere nelle strade.... Dall'altra c'è chi invoca la videosorveglianza in ogni luogo pubblico... Non saprei dire chi fa parte del primo gruppo, ma so che nel secondo ci sono tutti quelli che hanno la coscienza pulita."
Ebbene è da tempo che mio marito, quando andiamo a far visita ad uno dei nostri figli, vedendo ad esempio le piazzole di sosta sulla Cassia Veientana ridotte ad immonde discariche di rifiuti, dice che ci vorrebbero telecamere messe in cima ad alti pali, quindi irraggiungibili da vandali o ladri, a riprendere le targhe delle auto che si fermano a scaricare ogni tipo di immondizia. Le leggi per multare in modo salato ci sono da tanto tempo, e sarebbe ora che i tutori dell'ordine iniziassero ad applicarle. Chi frena loro la mano? Loro stessi? Allora non compiono il loro dovere. Oppure la lassa volontà politica? Allora è colpevole del degrado in cui vivono le nostre città.
Comunque anche il Sindaco di Montecompatri aveva adottato questo sistema ed io lo avevo pubblicato riprendendolo da "Il Mamilio", sotto il link al post:

Rita Coltellese *** Scrivere: Una bella notizia! Vorremmo sentirne di più!

Uno dei tanti comportamenti INCIVILI di certa gente: la PROPRIA mondezza lasciata nel cestino messo dalla gestione di un Supermercato accanto al rimessaggio carrelli della spesa. In compenso dentro i carrelli medesimi lasciano dépliants, guanti usati per scegliere la frutta, cartacce varie, che chi dovrà usare il carrello dopo di loro deve mondare per poterci mettere la sua spesa...

A pag. 9 c'è un articolo su tale Riccardo Mannelli di cui ignoravo l'esistenza e chi fosse. Poi mi sono ricordata di aver letto, su qualche giornale on-line, del giornalista (e non solo) Scanzi che ironizzava sulla Ministro Boschi per una vignetta fatta da tale Mannelli...
Ora l'articolo di La Repubblica svela, a me naturalmente che lo ignoravo, la vignetta che gioca sulle cosce della bella Ministra. "Non devo chiedere scusa, la satira è senza limiti." Dichiara Il Personaggio, poi:"Questa polemica dimostra l'ipocrisia profondissima tutta italiana, curiale, che vuole mantenere lo statu quo."
Beh! Chi mi legge non può certo darmi della persona curiale, però a me sembra che le persone che si sono indignate di fronte alla bambola gonfiabile Boldrini accusando Salvini di sessismo, non facciano altrettanto per il sessismo di questo vignettista che dice di fare satira.
Ma la satira è senza limiti o no? O dipende da chi la fa? Anche la Boldrini di plastica era satira, non solo le vignette. E se la satira è senza limiti come mai Forattini è stato fatto sparire da La Repubblica, e non solo, per aver disegnato D'Alema che sbianchettava la famosa lista Mitrokhin?


A pag. 13 si parla del tentativo Madia di rendere licenziabili i Dirigenti di Stato. Ovviamente si comincia a parlare di Incostituzionalità!
L'Agdp, Associazione Dirigenti della Pubblica Amministrazione, precisa che "tagli di stipendio e licenziamenti sono già previsti nel contratto, basterebbe applicare le norme".
Come al solito: se le norme ci sono perché non vengono applicate?
E' un difetto che ricorre: come le multe a chi getta i rifiuti ovunque.

mercoledì 10 agosto 2016

Giuseppe Rinaldi "Vertigo"


Da: Marida Caterini Informazione.it


"Vertigo.Gli abissi dell'anima", dal 10 agosto su Rai 3

 Venerdì, 22 Luglio 2016 09:16 -  Scritto da  

Mercoledì 10 agosto su Rai 3 in prima serata va in onda un nuovo programma. Il titolo è Vertigo. Gli abissi dell'anima. Autore e conduttore è il giornalista Giuseppe Rinaldi, autore di Chi l'ha visto?
Vertigo è un vero e proprio viaggio nelle profondità dell'animo umano. Un'inchiesta che documenta gli stati d'animo che possono portare a patologie psicologiche  e dipendenze da soldi, da droghe, da potere, ma anche da ossessioni.
I telespettatori incontreranno persone comuni, che sveleranno a cuore aperto gli errori della loro esistenza. C'è chi racconta come la dipendenza da un tavolo da gioco o dalle slot machine abbia rovinato non solo la propria vita, ma anche quella di figli e spesso dell'intera famiglia. Altri racconteranno quanto sia stato difficile emergere dal tunnel della droga e dalla bramosia di potere e sesso che li ha portati a compiere azioni delle quali successivamente si sono amaramente pentiti.
Giuseppe Rinaldi con questo programma occupa la stessa collocazione di Chi l'ha visto?, al quale ha fatto seguito una sorta di spin off chiamato Speciale Chi l'ha visto? che andrà in onda fino alla conclusione di luglio.
Il mese di agosto è dedicato a questo esperimento interessante e certamente di grande impatto emotivo, in un periodo tradizionalmente dedicato alle repliche e all'intrattenimento più nazionalpopolare.
Rinaldi verrà a contatto con un'umanità dolente, che racconterà le pagine più segrete della propria esistenza. Realizzerà un viaggio da nord a sud, attraverso tutta l'Italia, per documentare fino a quanto si può spingere una persona che ha incontrato sulla propria strada il demone del vizio. Verranno raccontate storie anche cruente, spesso difficili da elaborare da parte del pubblico. Vicende di grande sofferenza, soprattutto nella fase in cui i protagonisti hanno cercato di riemergere e di salvarsi, eludendo così il pericolo di perdere la propria dignità di uomo e di donna. Conosceremo ragazze ossessionate dalla perfezione del corpo che hanno avuto un rapporto malato con il cibo, incontreremo giovani che si sono persi per la dipendenza dalle nuove tecnologie. Ma spesso queste vicende hanno avuto un happy ending, che serve da monito per chi magari ha avuto le medesime esperienze e non riese a trovare la forza di riappropriarsi della propria volontà.
Giuseppe Rinaldi
Nutro una grande ammirazione per il giornalista Giuseppe Rinaldi. Da molti anni seguo il suo lavoro attraverso la trasmissione "Chi l'ha visto". Ammiro il suo rigore, la sua innegabile bravura nel saper affrontare con un equilibrio eccezionale casi tragici, rapportandosi a persone che hanno commesso crimini orrendi, riuscendo a dialogarci fino a farli svelare e uscire dalla menzogna in cui si sono avvolti come in un bozzolo per coprire il loro vero volto.
Oltre alla grande intelligenza e professionalità, Rinaldi ha delle doti di carattere che gli consentono una sensibilità ed un intuito fuori dal comune con i quali è riuscito persino a convincere Ferdinando Carretta, che aveva sterminato la famiglia, a costituirsi.
Se fosse statunitense avrebbe già vinto il Premio Pulitzer, in Italia abbiamo il Premio Italia.... Chissà...
Giuseppe Rinaldi, di sovente chiamato semplicemente Pino, è persona garbata, misurata; in tempi di sbracamento televisivo egli con sincerità, che si avverte perché non si compiace, non si atteggia, non indulge ad alcun opportunismo di maniera, esprime le sue opinioni nel rispetto delle altrui: ne ha dato un saggio stamane nella edizione estiva di "Agorà", quando ha detto al sindaco di Firenze la sua opinione sul licenziamento del Direttore di QS, anch'egli presente in studio per collegamento esterno, contraria (come la mia) a quella, a mio avviso afflitta da conformismo, del giovane sindaco, il quale riteneva giusto il licenziamento per aver usato, il Direttore, un termine affettuosamente consolatorio per le atlete escluse dal medagliere olimpico della disciplina tiro con l'arco: "cicciottelle".
Non le atlete se ne sono adontate, bensì lo stupidario del WEB e l'editore ha inteso tagliare la testa al povero giornalista, che tanto, vista la difficoltà della professione di chi scrive a farsi pagare, ne trova subito un altro.
Viviamo tempi di code di paglia che bruciano anche senza cerino..
Stasera seguirò la nuova trasmissione di Rinaldi, dato che è raro trovare qualità nella TV in generale.
Occuparsi di dolore, come ebbe a dichiarare tempo fa in una intervista Federica Sciarelli, amareggia. Ma i giornalisti di classe non possono non immergersi nella realtà indagandola e informandoci. Di dolore personale Pino Rinaldi purtroppo se ne intende, avendo perso prematuramente per un tumore la giovane e bellissima moglie alcuni anni fa: la giornalista Laura Mambelli.



Laura Mambelli