martedì 22 maggio 2018

L'Italia, il Venezuela, l'Argentina

Premetto che, pur avendo studiato un po' di Economia Politica nel corso dei miei studi della Scuola Media Superiore (ho un Diploma di Maturità di Perito Aziendale e Corrispondente in Lingue Estere), capire l'Economia per me non è facile. Ho un familiare laureato in Economia e Commercio che certo può capire meglio quello che accade in questo campo, ma ho rare occasioni di parlare di questo argomento con lui, dunque cerco di documentarmi leggendo dell'attualità, giacché non vi è nulla di più fluido e mutevole di questa materia.
Parlo dunque da non addetta ai lavori ma credo che questa materia sfugga, per la sua fluidità, anche a chi è addetto ai lavori.
Abbiamo visto cosa ha fatto Monti, presentato come gloria dell'Economia che ci invidiavano anche a livello europeo. Non solo, ma spulciando nella Storia recente dei governi italiani, ho scoperto che è stato collaboratore del Ministro Cirino Pomicino in un governo Andreotti, e l'ho pubblicato in un post su questo blog.
Alcune fonti:
http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/867931/altro-che-risanatore-dei-conti-monti-moltiplico-il-debito-italiano.html

http://www.imolaoggi.it/2015/08/19/storia-di-un-colpo-di-stato-da-monti-a-renzi-litalia-schiava-della-tirannia-ue/

https://www.investireoggi.it/economia/laustero-mario-monti-negli-anni-80-fece-esplodere-il-debito-pubblico/

Dunque grazie alla sua influente e ben pagata collaborazione con il Ministro, che doveva risanare il bilancio dello Stato,  il deficit aumentò!
Premesse queste riflessioni e fatti, penso che l'Italia ora deve stare molto attenta. L'Economia, già non in buono stato di salute, può essere drogata da tanti fattori che ci legano a doppio filo all'Europa, che non fa i nostri interessi e ha mille modi per far alzare lo spread.
Siamo oggetto delle speculazioni finanziarie internazionali...
Se ne rendono conto i due che pensano di governare questo Paese?
Salvini, che è stato Deputato Europeo, un poco di esperienza ce l'ha... L'altro... oltre a quello che gli raccontano Grillo e il figlio di Casaleggio non so...
L'Argentina, come il Venezuela, quando stavano economicamente bene hanno attirato tanta emigrazione italiana.. Che vi ha trovato lavoro e un discreto benessere.
Poi... 19761983, un grosso debito fu accumulato per finanziare diversi progetti poi incompleti,
la disoccupazione, calcolata al 18%.
creazione di una nuova moneta, l'austral, la prima moneta in Argentina a non chiamarsi peso. La nascita dell'austral fu all'origine di nuovi prestiti e quando lo Stato divenne incapace di pagare gli interessi sul debito, la fiducia nell'austral crollò. L'inflazione, che era stata mantenuta a tassi mensili tra il 10 ed il 20%, andò fuori controllo. Nel luglio 1989, l'inflazione argentina raggiunse il tasso mensile del 200%,
La lotta all'inflazione ebbe successo e ricominciò la ripresa economica. Con il Ministro dell'economia Domingo Cavallo nel 1991 si fissò il cambio a 10 000 austral per 1 dollaro, valore al quale ognuno poteva convertire i propri austral in dollari. Per assicurare la convertibilità, la banca centrale argentina dovette mantenere riserve in dollari in quantità pari alla moneta in circolazione. Lo scopo iniziale di queste misure era di assicurare l'accettazione della moneta nazionale, che durante i periodi di iperinflazione era rifiutata da molti, che preferivano usare il dollaro. Questo principio diventò poi legge (Ley de Convertibilidad) che ripristinò il peso come moneta argentina, con un tasso di cambio fisso verso il dollaro.
I risultati della legge furono una riduzione drastica dell'inflazione, la stabilità dei prezzi ed una valuta stabile. Ciò ebbe effetti positivi sulla qualità della vita per molti cittadini che poterono di nuovo viaggiare all'estero, acquistare beni d'importazione e chiedere crediti in dollari a tassi di interesse bassi.
Tuttavia l'Argentina aveva ancora un debito pubblico collocato all'estero da ripagare e per farlo continuava a chiedere nuovi prestiti. Il tasso di cambio fisso rendeva convenienti le importazioni, portava ad una fuoriuscita di capitali dallo Stato e causò la deindustrializzazione dell'Argentina con conseguente caduta dell'occupazione.
Nel frattempo le spese del governo e la corruzione restavano elevati. Il debito pubblico argentino crebbe velocemente durante gli anni '90 e il paese appariva sempre meno capace di ripagarlo. Il Fondo Monetario Internazionale continuava comunque a concedere all'Argentina prestiti e dilazioni di pagamento. Un'enorme evasione fiscale unita al riciclaggio di denaro portarono all'evaporazione di una grande quantità di capitali, che si trovavano ora in paradisi fiscali. 
Leggere tutto questo fa pensare... Certo noi siamo nell'UE e la nostra destabilizzazione economica avrebbe riflessi gravi anche sui Paesi più forti come la Francia e la Germania... Ma siamo un'UE sempre più zoppa, la Gran Bretagna ne sta uscendo..
La terribile crisi del Venezuela fa paura.. Certo poggiavano troppo tutto sul petrolio e quando il prezzo del greggio è sceso... Certo Maduro è un dittatore di sinistra e abbiamo visto cosa ha fatto il socialismo-comunismo in alcuni Paesi europei...
A partire dal 2013 l'economia venezuelana ha subito un calo degli indici macroeconomici, inaugurando un periodo di recessione e di crisi. L'origine di questa caduta è una combinazione di problemi strutturali dell'economia venezuelana e la forte influenza esterna della crisi finanziaria globale, con la caduta dei prezzi del petrolio. Particolarmente difficile la crisi in Venezuela si manifesta in un forte aumento della disoccupazione, con un tasso di disoccupazione del 14% nel primo trimestre del 2015.
Se semplifichiamo, paragonando la gestione economica di un Paese a quella di una famiglia numerosa, è evidente che per vivere decentemente tutti non si deve spendere più di quello che si guadagna. Altrimenti si finisce in miseria o, peggio, in mano agli usurai.
In parte già ci stiamo in mano agli usurai, giacché la dissennata gestione precedente ci ha indotto a chiedere prestiti e ci siamo indebitati.
Cosa fare per uscirne? Si potrebbe chiedere conto a chi ha firmato appalti per opere pubbliche mai terminate o gonfiate fino a 10 volte il prezzo di aggiudicazione, oppure realizzate in modo tecnicamente fraudolento, espropriando i loro beni e quelli dei loro familiari fino all'ultimo centesimo per risarcire il popolo contribuente. Ma per fare questo servirebbe un sistema dittatoriale. Non è fantascientifico, tutt'altro: Hitler espropriò di ogni bene i cittadini ebrei ricchi e poveri, che nulla avevano fatto.
Invece, in questo caso, mascalzoni, che hanno avuto in mano il potere a vari livelli, si sono arricchiti gonfiando la spesa pubblica e portando il Paese all'indebitamento. Quindi non è infattibile una simile determinazione: pagare gli interessi del debito pubblico con l'esproprio dei beni delle famiglie di chi questo debito ha creato negli anni.  
Ma veniamo all'oggi. Bene azzerare le accise (leggendarie sono quelle per la guerra libica che gravano sulla benzina!), un'entrata di meno per le casse dello Stato. Bene alleggerire le tasse sull'impresa: un'entrata di meno per le casse dello Stato. Per rimediare alla mancanza di queste entrate basta spendere di meno.
Ma qui si parla di spendere di più!
L'INPS paga la Cassa Integrazione, paga le pensioni (oggi assegni) sociali a chi NON ha mai versato contributi pensionistici, paga pensioni ai familiari degli stranieri che lavorano in Italia giunti per ricongiungimento familiare (legge voluta da Prodi), paga...
Pagherà, presumibilmente, anche il reddito di cittadinanza. Dicono euro 780 a persona al mese! C'è gente che per andare a lavorare per uno stipendio di poco più di mille euro ne spende per: trasporti quotidiani, asili nido per i figli, mangiare fuori casa ecc. ecc. e, al metto delle spese per lavorare gliene restano in tasca anche meno di 780 euro al mese! 
Ma prima di trovare assurda e rovinosa questa legge voluta e promessa dal M5S, andiamo a leggerla per essere giusti.

https://www.movimento5stelle.it/parlamento/REDDITOCITTADINANZA.pdf

Ve lo dico tout-court: mi sembra pura follia.

Un conto è scrivere le parole, un conto è la pratica realizzazione:
1) vale per i componenti di tutta la famiglia: una famiglia di 4 persone può arrivare a percepire anche 1950 euro. Naturalmente esenti da tasse, ed esenti anche da pignoramenti.

Quante famiglie, pur lavorando, mettono insieme questa cifra? Pagandoci le tasse che, invece, secondo il Reddito di Cittadinanza la stessa famiglia, mantenuta dallo Stato, non pagherebbe?!

2) Una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro ciascuno: il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro per la coppia, come integrazione al reddito.

Il nostro idraulico ci diceva indignato che suo padre, che ha lavorato come operaio e versato i contributi, prende una pensione di poco superiore a quella di suo zio che ha vissuto mangiandosi tutto ed oggi risulta nullatenente ed usufruisce della pensione minima da 400 euro senza aver mai versato contributi! Ora il M5S vuole premiare ancora questo gaudente dandogli l'integrazione al reddito!
Lo trovo ingiusto ed IMMORALE! 

Penso che questa follia darà la stura ad abusi di ogni genere. Fa ridere ed è patetica la scritta:Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito.

In un Paese dove gli evasori sfuggono ai controlli insufficienti e lassi non c'è bisogno di grande fantasia per immaginarsi come andrà!
Questa proposta è l'inno al parassitismo, l'incentivo all'adagiarsi, lo stimolo all'approfittarsi, a spese di chi ha sempre fatto il proprio dovere fino in fondo che vede calpestata ogni giustezza del diritto. 





domenica 20 maggio 2018

Ma non è una cosa seria...

Da: La Repubblica.it

Come certificato dal notaio, che ha garantito la regolarità del voto, hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no". Scrive il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, sul 'Blog delle stelle'.


Giorgia Meloni: coerente
"Ho sentito dire a Salvini 'noi a quel tavolo rappresentiamo il centrodestra'. Matteo sa che lui era il nostro nome da portare al Quirinale nel caso di un incarico al centrodestra. Ci eravamo dati delle regole nella coalizione e quando siamo andati dal presidente Mattarella abbiamo chiesto un incarico per Matteo Salvini, per il centrodestra". Lo ha detto Giorgia Meloni, leader Fdi, in una diretta Facebook, commentando la bozza di contratto M5S-Lega .
"Però - ha aggiunto - se lui si lancia in avventure con altri partiti contro cui abbiamo fatto la campagna elettorale, quello non lo fa a nome di tutto il centrodestra, lo fa a nome della Lega. Non so se lo faccia a nome di Forza Italia (non so cosa si siano detti Salvini e Berlusconi quando si sono visti lunedì ad Arcore) ma non lo fa certamente a nome di Fratelli d’Italia".



mercoledì 16 maggio 2018

Meglio pulita separazione che Divorzio all'Italiana

Antonio Logli, conferma la condanna a 20 anni per il marito di Roberta Ragusa

La donna scomparve dalla sua casa a Gello di San Giuliano, in provincia di Pisa, il 14 gennaio del 2012. La decisione dei giudici dopo sei ore di camera di consiglio. L’uomo resterà libero fino alla sentenza della Cassazione

PISA – Colpevole «al di là di ogni ragionevole dubbio». Dopo sei anni di incertezze, un proscioglimento annullato dalla Cassazione e una condanna a 20 anni di carcere, anche per i giudici della Corte d’Appello di Firenze, Antonio Logli, 54 anni, è l’assassino della moglie Roberta Ragusa scomparsa di casa la notte del 12 gennaio del 2012 con un pigiama rosa e un paio di pantofole. La corte, dopo sei ore di camera di consiglio, ha confermato nei  confronti di Logli la condanna di primo grado (20 anni di carcere) con le accuse di omicidio volontario e distruzione di cadavere.  Non è stata invece accettata la richiesta del procuratore generale di arresto immediato dell'imputato. Logli resterà libero sino alla sentenza della Cassazione.
Il volto distrutto di chi pensava di farla franca

Sembra un morto l'assassino di Roberta e si aggrappa per sorreggersi ai suoi avvocati.
A parte nel primissimo interrogatorio dei Carabinieri, in cui ha dovuto rispondere alle domande nell'immediato della scomparsa della moglie, quest'uomo si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ai magistrati, parlando sempre attraverso gli avvocati.

Ormai Roberta è morta, ed è morta molto male.
In questo caso, per fortuna, la Giustizia ha saputo agire con la G maiuscola, nonostante gli errori stupidi delle indagini immediate, che avrebbero potuto essere decisive per il ritrovamento del corpo della sfortunata mamma di una bambina di 10 anni e di un adolescente di 15, oggi influenzato dall'unico genitore che gli sta tutti i giorni accanto, vivendo nella stessa casa con l'amante del padre. 
Di queste tragedie ne abbiamo viste tante nella peggiore cronaca nera, scaturite spesso dalla volontà di non separarsi del coniuge fedifrago per non rimetterci in soldi.
Le loro scellerate scelte assassine invece, oltre al resto, portano nelle loro disgraziate vite proprio un danno economico totale, molto peggiore di quello che hanno voluto evitare con una pulita separazione.
Vedi Parolisi ad esempio. Hai voglia a pagare gli avvocati per processi penali, costosissimi!
Quello che non hanno voluto perdere in una separazione se lo ritrovano maggiorato di mille volte di più in spese per gli avvocati.

martedì 15 maggio 2018

Sabaudia e gli Ausiliari del traffico

Sabaudia LT, ieri, prima di tornare a Rocca Priora, anche se la giornata era ventosa e il mare ruggiva dal primo mattino, ho detto a mio marito: "Passiamo dal mare a dargli uno sguardo prima di tornare a Rocca, solo un momento.." Non l'avessi mai fatto! Ci siamo fermati non più di 5 minuti di orologio, letteralmente, dato che faceva freddo e c'era vento. Il tempo di scendere dall'auto su un Lungomare deserto, accostarsi a piedi alla passerella, percorrerla e fermarsi un attimo ad ammirare il mare, sempre bello anche se in burrasca. Torniamo e troviamo questa contravvenzione fatta da un Ausiliario del traffico. I peggiori, giacchè i Vigili Urbani, ne conosciamo qualcuno, hanno acume e cervello. Eravamo sbalorditi. Mio marito mi ha detto che, mentre io mi avviavo sulla passerella lui ha visto fermarsi un'auto senza alcun segnale della Polizia Locale, l'ha guardata, c'era solo lui a piedi a pochi metri dalla nostra auto, ma l'inqualificabile ausiliario, che ha scritto nel verbalino, (che poi abbiamo trovato sul cruscotto, messo evidentemente dopo che mio marito si è avviato anch'egli verso di me), MOTIVO MANCATA CONTESTAZIONE ASSENZA DEL TRASGRESSORE E DEL PROPRIETARIO. Un'auto ferma, intorno il deserto, un solo uomo che da qualche metro guarda la tua auto e scrivi ASSENZA DEL TRASGRESSORE E DEL PROPRIETARIO?
Vi dico subito che è inutile fare ricorso, perché so di fatti certi avvenuti pochi anni fa, in cui nemmeno dal Giudice di Pace la gente ha avuto giustizia.
Male, molto male. Pare che gli Ausiliari, dice qualcuno, prendano la percentuale sulle contravvenzioni.
E' un'immagine squallida che si da della città, dando un potere di sanzionare la gente non per un ordine ma per intascare dei soldi. Dov'è l'infrazione? Siamo rimasti su quella passerella pochissimo, per via del vento forte.
Vergogna!


Vale la pena ricordare un fatto accaduto alla famiglia di mia figlia pochi anni fa: il primo giorno in cui hanno messo i parcometri, essendo mio genero residente, sono andati con i loro figli, 4 persone, al Comune a ritirare il tagliando per l'abbonamento al parcheggio con sconto per i residenti e dopo aver attaccato l'adesivo all'interno del cruscotto dell'auto si sono recati in spiaggia. Al ritorno hanno trovato una contravvenzione sul lunotto dell'auto. Sbalorditi sono andati dai Vigili i quali hanno detto che era stato un ausiliario del traffico che non aveva visto l'adesivo (quell'anno era giallo chiaro e forse con il sole forte era possibile). Hanno detto di prendere appuntamento con l'ausiliario presso il Comando dei Vigili contestando l'indebita contravvenzione.
Ebbene da Roma, dove mio genero e mia figlia lavorano, hanno dovuto prendere appuntamento con codesto lavoratore, non potendo scegliere loro il giorno e l'ora e, recatisi secondo il comodo di costui a Sabaudia da Roma, il soggetto non si è fatto trovare il giorno e l'ora da lui scelto presso il Comando dei Vigili Urbani!
Non è rimasto loro che il ricorso al Giudice di Pace, ma né la testimonianza di 4 persone, né la fotocopia del Registro del Comune con il giorno e l'ora in cui avevano pagato e ritirato il tagliando adesivo ha fatto prendere a tale Giudice di Pace la decisione giusta: ha detto di pagare comunque la sanzione senza l'aumento visto che non l'avevano pagata fino ad allora! Ilricorso a quanto pare non sospende la scadenza di pagamento! Se volevano potevano denunciare l'ausiliario per falso, ma essendo faccenda penale non riguardava lei, Giudice di Pace.
Bontà sua!  
Quindi hanno pagato l'abbonamento e hanno dovuto lo stesso pagare un'ingiusta multa messa dall'intoccabile ausiliario poco vedente, in più spendendo soldi di benzina per viaggi e giri...
Forse era meglio denunciarlo direttamente per falso e abuso d'ufficio?
Non lo so. So che quell'anno ho assistito a scene continue di persone che, non avendo abbonamento, avevano esposto il ticket regolarmente pagato al parcometro ed avevano trovato ugualmente la multa. Ho assistito a due famiglie che protestavano con una pattuglia della Polizia Locale che suggeriva di fare ricorso e che gliel'avrebbero tolta, che non erano stati loro ma gli ausiliari del traffico, palesando il loro critico dissenso sull'operato di costoro.
Andando per conto di mia figlia al Comando dei Vigili incontrai una di queste signore che avevano fatto ricorso pur avendo pagato il ticket orario: era furibonda e ancora non aveva risolto.
La morale è che né noi né mia figlia abbiamo più fatto l'abbonamento annuo ai parcheggi, dunque forse il Comune ha perso un po' di soldini. 
Andiamo in bici ed io che sono agée con il triciclo con un bel cestone per portare le cose da spiaggia.
 

martedì 8 maggio 2018

Il bel tempo che fu...

Non sono così vecchia dentro da dire: "Un tempo era meglio."
E' l'errore che fanno le persone anziane confondendo l'andazzo dei tempi con i loro anni giovanili, in cui tutto era più bello solo perché loro erano giovani.
Ma di fronte ai fatti debbo arrendermi.
Roma, Via del Tritone: ho avuto la fortuna di vivere dalla nascita nel cuore di Roma: Via della Mercede. E' una via adiacente a Via del Tritone. Quei luoghi sono impressi nella mia mente (e nel mio cuore) come erano allora ed ho la fortuna di essere stata uno di quei bambini che registrano tutto nella loro piccola lucida mente e ricordano tutto fin dai primissimi anni.  
Questo nei primi anni '50 del secolo scorso era impensabile:
Via del Tritone: da Piazza Barberini scende verso Via del Corso


E' accaduto oggi 8 maggio 2018

Un autobus dell'Azienda Municipalizzata di Roma esplode e prende fuoco in pieno centro

Roma - Via del Tritone - Appena luglio scorso - In pieno giorno un uomo di colore completamente nudo passeggia

Altri scorci della tranquilla passeggiata dell'uomo di colore in Via del Tritone, cuore di Roma


Beh! Non è perché ero una bimbetta quando vivevo lì... ma era un salotto.. Ora ditelo voi cosa è.. Mi verrebbe: un inferno! Africani che girano come se fossero nella giungla... e non mancano anche le fiamme! 
E il PD, per bocca di Gentiloni, continua a dire che dobbiamo importarne ancora...
E la Raggi, dopo 2 anni, doveva dare una svolta a Roma... Cosa fa? Continua a dire che è colpa di chi c'era prima? 
Sarà per questo che se penso al governo d'Italia con PD o M5S ho paura?

giovedì 3 maggio 2018

I Racconti di una cattivissima vecchia: 7°

I Racconti di una cattivissima vecchia: 7°
Vicini di casa di tanto tempo fa

Dai vecchi ci si aspetta saggezza e... bontà.
L'unica bontà che riesco ancora a provare è verso gli innocenti, non solo i bambini che subiscono la follia degli adulti, ma anche gli adulti vittime innocenti di pazzi, disgraziati senza morale ed etica. Dai miei precedenti racconti si è capito che non ho indulgenza per i folli. 
Chi sta così male con la testa da fuggire totalmente la realtà è anch'egli indifeso, gli altri lo disprezzano, lo beffeggiano, quando non gli fanno del male... 
Ma ci sono i pazzi che, pur con le storture delle loro nevrosi e psicosi, mantengono un rapporto sia pur fuorviato con la realtà e sono quelli che creano problemi agli altri. L'aspetto peggiore è come cercano poi di coprire le loro malefatte mentendo cinicamente e cercando di gettare sugli altri le motivazioni dei loro distorti comportamenti.
Nella vasta genìa delle persone perniciose ricadono colleghi di lavoro, vicini di casa, oltre coloro che incrociate per strada guidando l'automobile!
E' inutile dire ipocritamente che il vivere fra esseri umani sia facile e che i rapporti siano tutti zuccherosi!
Se sei già una carogna da giovane non ti accorgerai molto di quanto siano carogne gli altri, dato che le fai e te le aspetti!
Ma se sei una persona perbene ti accorgerai vivendo che se è vero che "chi trova un amico trova un tesoro"  è ancora più vero che chi trova un collega leale e corretto trova un tesoro e chi trova un vicino di casa perbene che rispetti il suo prossimo trova un tesoro!
D'altra parte se esiste un simile proverbio sull'amicizia vuol dire che gli esseri umani non sono tanto bravi e buoni e che trovarne costituisce una rarità!
Un parente di mio padre non molto intelligente, poco scolarizzato ed elementare nei rapporti sociali, mi disse un giorno che "avere dei buoni vicini di casa era una ricchezza"!
Ero giovane e pensai a quelli dei miei genitori. Di solito si trovano buone persone se sei persona semplice, dall'aria indifesa, cosa che fa scattare il bisogno di proteggere e la voglia di aiutare in molta gente. Aiutando chi sente inferiore a sé in qualche cosa la gente si sente importante.
Capitò a mia madre appena urbanizzata: timidissima, fu presa sotto l'ala protettrice della portinaia del palazzo dove abitava in affitto. Gentilissima le indicò dove doveva recarsi per i vari uffici pubblici dandole tutte le informazioni su come muoversi in città, e mantenne verso di lei un'aria di protezione affettuosa che si estendeva anche verso di me bambina piccola. Questa rara persona ho appreso recentemente che ebbe poi un grande dolore: la sua figlia femmina, mia compagna di giochi, diventata adulta faceva l'indossatrice, segno che era diventata molto alta e molto bella, ma si ammalò di leucemia e morì ancor giovane.. La vita è trascorsa senza che io avessi più notizie di quel luogo, di quel palazzo, ma una mia parente aveva mantenuto dei rapporti con quel luogo e, parlando del nostro passato e delle persone conosciute allora, mi ha dato questa triste notizia di fatti avvenuti ormai tanto tempo fa.
Dopo i miei genitori non hanno più avuto la fortuna di buoni vicini di casa, anche se loro erano molto buoni, rispettosi ed accoglienti. Segno che ho ragione a dire che le persone perbene sono una rarità e con il procedere del tempo e del degrado sociale sono diventate sempre più rare.
A dire il vero un paio di famiglie brave capitarono nella casa di fronte alla nostra. Avevamo acquistato un appartamento sul cui pianerottolo si affacciava solo un altro appartamento e negli anni che abitammo lì in quell'appartamento si avvicendarono molte famiglie.
Dapprima c'erano un fratello ed una sorella: scapolo lui, nubile lei. Lui aveva una gamba offesa e lavorava in casa. A volte mi facevano entrare in casa loro e la sorella mi mostrava orgogliosa i lavori di suo fratello: erano attestati, diplomi, certificati, scritti in bei e vari colori, in caratteri che sembravano di stampa, ma lui li realizzava a mano, questa era la sua arte. Doveva aver studiato bella calligrafia, un tempo si usava, e sapeva scrivere in corsivo inglese, gotico ed altri tipi di caratteri calligrafici. Quel lavoro credo fosse il loro unico sostentamento.
Quando diventai più grande, ormai non abitavano più lì, mi chiesi per chi mai redigesse quei diplomi.. Di certo le scuole pubbliche, dovendo rilasciare diplomi tutti uguali, li dovevano ordinare alle tipografie, forse era lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione che provvedeva a tale bisogna... Chi mai poteva ordinare al nostro vicino di casa diplomi, attestati ed altro che erano copie uniche, fatte a mano con tanta perizia?! Di certo non poteva trattarsi di attestati, certificati e diplomi che significassero titoli rilasciati legalmente da organismi statali...
Poi arrivò una famiglia molto perbene. La signora Fraschetti aveva due maschi adolescenti e li educava molto bene. Ricordo la sua inflessibilità nell'imporre ad uno di loro, liceale, di andare a scuola, anche se lui diceva di non sentirsi tanto bene: ma la mamma subdorava che si trattasse di una scusa per evitare qualche interrogazione non avendo studiato abbastanza bene. A questi vicini dettero fastidio invece i miei genitori per un loro tremendo litigio che mi spaventò moltissimo e la dolce e ferma signora Fraschetti mi prese in braccio e mi portò in casa sua dove io, tremante, mi vergognai moltissimo dei suoi due educatissimi ragazzi, perché avevo solo una vesticciola da notte che mi lasciava scoperte le gambette di pudicissima bambina. 
Infine, altra perla rara, venne ad abitare in quell'appartamento una famiglia che aveva un chiosco di frutta nell'elegante quartiere della Vittoria. Lui sembrava un gran signore non un fruttivendolo. La mattina usciva prestissimo con un grembiule color carta da zucchero abbottonato sopra i vestiti  e, dovendo lavorare all'aperto, spesso portava un cappello di lana ed una sciarpa. Parlava in perfetto italiano e sorrideva e salutava educatamente. La moglie ugualmente ed era una gran bella signora. Avevano una sola figlia, Sandra, che crescevano come una principessa: ottime scuole ed ottima educazione. Se ne andarono quando acquistarono una casa proprio nella via dell'elegante quartiere della Vittoria dove avevano il chiosco.
Arrivò un'altra coppia di fruttivendoli. Anche loro si alzavano presto, molto presto: all'alba, avendo un banco in un mercato non si sa dove collocato. Questi avevano l'aspetto di gente molto semplice ed elementare, ma quando ci si incontrava sul pianerottolo salutavano rispettosamente. Senonchè un giorno sentimmo un gran trambusto: grida sul pianerottolo. Aprimmo la porta e vedemmo una giovane alta, molto dignitosa, che non rispondeva se non con frasi educate alle urla della fruttivendola, la quale le rovesciava addosso frasi volgari di cui, in particolare, ne ricordo una che mi stupì per la sua trivialità. La giovane cercava di chiudere delle valigie che la fruttivendola le aveva scaraventato sul pianerottolo e che si erano aperte e alla sua frase: "Ma dove le metto le valigie?" Quella le gridò: "Mettitele nella fregna!" Scoprimmo così che i fruttivendoli affittavano una stanza a quella giovane e, per qualche contenzioso che era sopravvenuto fra loro e l'affittuaria, l'avevano cacciata scaraventandole poco urbanamente le valigie in mezzo al pianerottolo.
Le due splendide persone che erano i miei genitori nei riguardi del loro prossimo li indussero a consolare la giovane dall'aria seria e dignitosa e ad offrirsi di tenerle per qualche giorno le valigie nel nostro ingresso, in attesa che lei trovasse un'altra sistemazione. 
Avevo tredici anni ma già non ero come i miei genitori, vedendoli troppo accondiscendenti con il loro prossimo. Forse il seme della cattiveria era già in me.. L'idea di avere il nostro ingresso occupato per giorni da quei fagotti non mi piaceva affatto e lo dimostrai senza infingimenti. Ma ovviamente prevalse la bontà e disponibilità dei miei genitori.
La giovane si recò dai Carabinieri per denunciare i nostri dirimpettai e tornò accompagnata da un Carabiniere. Come andarono i loro contenziosi legali non lo so, ricordo solo che il Carabiniere l'accompagnò poi da noi e io chiesi quanto tempo dovevano stare i bagagli della ragazza nel nostro ingresso. Venne fuori che i due giorni detti approssimativamente erano diventati almeno una settimana. Il Carabiniere, vista la mia contrarietà che contrastava con la dolcezza di mia madre, disse: "Quanti anni ha?" "Tredici." Risposi. Mia madre sorrideva quasi a scusarsi, la ragazza mi guardava in silenzio seria, e il Carabiniere con un sorriso mite guardando mia madre  disse:"Così piccola e già così dura." Non mi offesi. Era la constatazione di un fatto: sapevo di essere proprio così. Inflessibile con me stessa e con gli altri. Amavo l'ordine in tutti i suoi aspetti, a cominciare dai comportamenti umani.
La ragazza venne più volte a prendere delle cose dalle sue valigie e, ammirata dal suo contegno serio e dignitoso, un giorno scambiai con lei qualche frase.
Aveva 19 anni ed era di un paese più a nord: disse il nome.. Glielo feci ripetere perché non l'avevo mai sentito ed aveva un suono non particolarmente accattivante sul piano turistico: suonava come "...gonchio..". Anche il suo nome non era usuale dalle nostre parti: era un nome breve, più da uomo ma al femminile, e il cognome anch'esso non frequente nel centro Italia.
Mi disse che era a Roma per studiare canto e che per pagarsi le lezioni cantava nei locali da ballo e nelle serate. Ma anche la sua mamma l'aiutava. Veniva dal mondo contadino e "La mia mamma ha le galline e si vende le uova per aiutarmi" disse. Nelle valige teneva gli abiti da sera per le serate e una volta venne proprio a prenderne uno perché aveva una serata. Mi disse che prendeva lezioni da un famoso Maestro di musica leggera che lavorava in televisione, disse il nome, e disse che da altre allieve si faceva pagare in natura... Anche se avevo 13 anni capii. "Ma io pago seimila lire l'ora - ci tenne a dire con un certo orgoglio - grazie alla mia mamma che mi manda i soldi e al mio lavoro." Credeva nelle sua capacità vocali e si vedeva dal suo serio impegno. Le chiesi come era la sua voce: pensò un attimo guardando sopra la mia testa, era molto alta, poi rispose: "Fra Mina e Milva."
Quando venne a riprendere definitivamente le sue valigie salutò i miei genitori promettendo di invitarli ad una sua serata per far sentire la sua voce. I miei sorrisero benevolmente e non si offesero quando poi lei non si fece più viva: capirono che era troppo impegnata a costruire con mille problemi il suo avvenire. Io, invece, notai che non aveva mantenuto la promessa: "Avuto il favore arrivederci e grazie!"
Tre anni dopo, ero in casa di una mia amica, e lei mise sul giradischi un 45 giri dicendomi: "Senti che voce questa nuova cantante!" Era una voce bellissima, potente, particolarissima e il ritornello ripeteva: "Come ti vorrei, vorrei, vorrei..." 
Sulla copertina del disco c'era la foto di questa nuova cantante: bella, truccata e pettinata in modo raffinato. Non ricordai subito il suo nome scritto sulla copertina, perché non misi immediatamente in relazione quella giovane raffinata con il viso acqua e sapone della seria ragazza che aveva lasciato le sue valigie in casa mia tre anni prima: i capelli castano chiari di quella ragazza erano pettinati con la "banana" sulla nuca fermati da mollette, il viso senza un filo di trucco, l'abito di una foggia semplice, di una stoffa che andava molto in quel momento, colore verde militare a quadri. Questa della copertina aveva i capelli corti e vaporosi acconciati in una pettinatura alla moda e resi di un bel colore castano fulvo, ben diverso dal colore smorto naturale.. Il trucco, non pesante, valorizzava la bella bocca e i grandi occhi... La riconobbi dal naso: un naso importante... e ricordai il nome. Aveva avuto il successo che meritava, sia per la sua serietà, sacrificio ed impegno, sia per la sua splendida voce.
Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale, essendo il racconto frutto della fantasia della scrittrice Rita Coltellese.

lunedì 23 aprile 2018

Massimo Giletti: l'innominato

Massimo Giletti: "l'innominato".
Ma non come quello dei "Promessi Sposi"!
.La trasmissione di intrattenimento politico di RAI 3 "Agorà" è diventata da tempo la trasmissione più comica della RAI.
Noi la vediamo per farci quattro risate. 
Nonostante gli sforzi di Gerardo Greco il PD ha perso a rotta di collo: segno che alla gente, di quello che diceva lui e che pensava di guidare a far dire coloro che invitava, non gliene fotte né punto né poco, anzi...
Serena Bortone

Serena Bortone è ancora più esilarante. Ma diciamo che è la RAI che è esilarante, come lo è ogni apparato o persona che tenta di coprire la realtà con copertine troppo corte, quindi risibili.

Oggi siamo arrivati al punto che il comico (un poco noioso) Bertolino, nella sua lunga (e noiosa) rassegna stampa che dovrebbe far ridere, ma ci riesce poco, meglio la trasmissione come la conduce la Bortone, fa ridere di più, ha citato il brutto episodio dell'ex Ministro Landolfi che ha schiaffeggiato il dignitoso giornalista Lupo, collaboratore della trasmissione "Non è l'Arena" condotta dall'esiliato (dalla RAI) Massimo Giletti su La 7, cercando di farci della satira ma SENZA CITARE né Giletti né la sua interessante trasmissione, ma dicendo "una trasmissione di una rete"!
Siamo a questo punto! Che per paura di fargli pubblicità non lo si nomina!
Enrico Bertolino



Non si sa se l'iniziativa sia di qualche Dirigente RAI avvelenato verso un così bravo e gradevole giornalista per motivi suoi, oppure sia un eccesso di zelo di Bertolino o della conduttrice!
Fatto è che, nonostante la noia, questa voluta omissione ha fatto risvegliare la sonnacchiosa platea di casa mia facendoci molto ridere!

Che dire? Ormai la domenica, subito dopo pranzo, senza "L'Arena" penso che gli ascolti scendano, non solo di quantità, ma anche di qualità dell'ascolto, restando solo qualche persona anziana culturalmente inerme a sentire Cristina Parodi che annuncia tutta giuliva che ci sarà uno scoop: la nascita del terzogenito dell'erede al trono della Gran Bretagna! 
Camomilla domenicale: Cristina Parodi

domenica 22 aprile 2018

Per ridere un po': Le comiche: "Gita alla Landriana con squilibrata"



"Gita alla Landriana con squilibrata"










Defi Cent - "Dai, Schizzosa, vieni anche tu alla Landriana!"




Schizzosa Invidiosa - "Oh sì! Mi piacerebbe! Io amo così tanto le piante! Mica come "la matta" che non distingue la magnolia giapponese preziosa che ho da quella normale!  Ma Villana è d'accordo?"





Defi Cent - "Ma certo! Le piaci così tanto! E poi le dispiace che sei depressa a causa della  "matta" e che te ne stai a sentire quello che dice ... Tu sei laureata, dirigente, consulente, una donna importante! Che ti importa se quella non ci crede! Saresti matta tu se dicessi tutte queste cose e non lo fossi! Villana lo sa e lei ti crede perché è intelligente, mica come quella scema della "matta"!



Villana Analfabeti - "Venite, venite pure in giardino, sono quasi pronta!"








 







"Defi Cent "Ma qui, su questo muretto, non c'era un vasetto di begonie?"










Villana Husband -  "Ma nun me pare!"




 "Defi Cent "Ma si c'era, io mi ricordo! Non ve lo avrà rubato "la matta" per dispetto?"








Villana Husband -  "Ma no! E che mo' scavarca?! Mica è matta! L'avrà spostato Villana, prima c'era e mo' nun c'è più... Ah! ecco arriva Villana, semo pronti! Annamo!"





Moglie Boh?: "Te la immagini una povera anziana signora che scavalca un muretto sormontato da rete metallica per fare dispetti ai vicini?"
Marito Boh?: "Oppure che scavalca il cancello di questi sottosviluppati..."
Moglie Boh?: "Questa Defi Cent un giorno chiedeva insistentemente a Blue Guitar cosa volesse significare il titolo "Mostri e Ritratti", quello provava a spiegarglielo ma lei insisteva dicendo: "Si ma chi sono i Mostri, perché Mostri?"
Marito Boh?: "Quelli come lei? Scherzo, ma questa è deficiente di nome e di fatto! Non ha mai visto il vecchio film "I Mostri" oppure il successivo "I Nuovi Mostri?" Tutti capiscono cosa vuol dire: persone con aspetti mostruosi nel comportamento!"
Moglie Boh?: "L'unico da cui ancora non ho sentito dire scemenze o puttanate è Blue Guitar .
Blue Guitar 


Marito Boh?"Ma nemmeno il suono di una nota però!"

venerdì 20 aprile 2018

Trattativa Stato-Mafia: ATTENTI ALLE DATE!

Trattativa Stato Mafia | Che cos'è | Sentenza | Condanne

Trattativa Stato Mafia | Che cos'è | Sentenza | Condanne

20 aprile 2018 Lo Stato ha trattato con la Mafia per fermare le bombe: i protagonisti del "grande ricatto"

La sentenza della corte d’assise di Palermo dopo 5 anni di processo alla Trattativa Stato Mafia. Condannati a 12 anni l'ex generale dei Ros Mario Mori e l'ex senatore Marcello Dell'Utri, 8 anni anche al testimone chiave Massimo Ciancimino. Condannato a 28 anni Bagarella, assolto l'ex ministro Mancino

Potrebbe interessarti:http://www.today.it/cronaca/trattativa-stato-mafia-sentenza.html
Per i particolari leggete l'articolo o altri su altre testate giornalistiche che riportano questa conclusione della Corte d'Assise. Ci saranno, poi, l'Appello e la Cassazione: come sempre.
Ho letto vari articoli e debbo dire che nessuno ha chiarito alcune mie perplessità. 
Prima fra tutte il far risalire la responsabilità della trattativa Stato-Mafia a Berlusconi tramite Dell'Utri. Non ci siamo con le date e potete controllare dove volete ma le date sono queste:
Andreotti è Capo del Governo dal 13 aprile del 1991 al 24 aprile del 1992.
Lo era stato precedentemente dal 1989 al 1991.
Tutti sanno che la sua corrente era forte per i voti che gli garantiva Salvo Lima in Sicilia.
Erano voti veicolati dalla Mafia.
La Mafia chiedeva in cambio di poter agire tranquilla nei suoi sporchi affari. Il potere politico garantiva.
Una cosa orrenda, giacché lo Stato deve garantire gli onesti i quali, al contrario, erano lasciati in balìa del pizzo nelle loro attività produttive.
Ma torniamo al governo Andreotti 1991-1992.
Vice Presidente e Ministro della Giustizia era Claudio Martelli.
Le voci sulla connivenza di Andreotti con la Mafia sono sempre più pressanti. Egli è di nuovo al potere dal 1989 con due governi di seguito. Tira i remi in barca con le garanzie ai mafiosi e il risultato è: 12 marzo 1992 Omicidio di Salvo Lima Mondello (Palermo) 
24 aprile del 1992 Andreotti si dimette finisce il suo governo dunque anche le garanzie per la Mafia.
23 maggio 1992 Strage di Capaci (PA)  muore Falcone
Martelli aveva chiamato a Roma Falcone a dirigere la sezione Affari Penali del Ministero.
Subentra Amato il 28 giugno 1992
Martelli continuerà a fare il Ministro della Giustizia anche in questo governo. 19 luglio 1992 Strage di via D'Amelio Palermo muore Paolo Borsellino
17 settembre 1992 Omicidio di Ignazio Salvo Santa Flavia (PA). Ignazio Salvo era strettamente legato a Lima.
22 aprile 1993 termina il governo Amato.

29 aprile 1993 -13 gennio 1994 Governo Ciampi. Ministro dell'Interno Nicola Mancino, Ministro della Giustizia Giovanni Conso, che era subentrato in questa carica a Martelli durante il governo Amato il 12 febbraio 1993 e lo sarà ancora nel governo Ciampi, durante il quale avverranno i seguenti fatti:

14 maggio 1993 Fallito attentato di via Fauro Roma 
27 maggio 1993 Strage di via dei Georgofili Firenze 
27 luglio 1993 Strage di via Palestro Milano 
28 luglio 1993 Autobomba a San Giovanni in Laterano Roma 
28 luglio 1993 Autobomba a San Giorgio in Velabro Roma

La Mafia, rimasta senza coperture politiche ha ucciso Lima, poi Ignazio Salvo, anelli di congiunzione con chi governa, ed ora cerca con la sua voce feroce nuovi interlocutori: troverà una trattativa per far smettere le stragi.
E' credibile che Ufficiali dei Carabinieri prendessero una simile iniziativa da soli? Senza l'input di una figura politica istituzionale?
Con quali garanzie?
Oggi il Tribunale ha detto che non è stato il Ministro dell'Interno del Governo Ciampi, Nicola Mancino. Eppure le stragi hanno le date pubblicate sopra.
Perché Giovanni Conso allentò il 41bis in quel periodo?
Lo scrissero tutti i giornali in un'alea di dubbio.


Conso e la polemica sul 41 bis 3 agosto 2015 "Il Secolo D'Italia" sulla morte di Giovanni Conso.

Nel marzo ’93, a un anno dalla strage di Capaci, destò molto clamore la decisione di Conso, all’epoca Guardasigilli, di non rinnovare il 41 bis a circa 300 mafiosi sottoposti a carcere duro. In seguito, davanti alla Commissione parlamentare antimafia e alla procura di Palermo che lo interrogheranno, dirà che si trattò di una scelta assunta in totale autonomia e non concordata con nessuno per indurre Cosa Nostra a smettere con le stragi. Il 3 febbraio scorso, citato a deporre al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, Conso non si era presentato per motivi di salute.
Giovanni Conso con Ciampi

Rivediamo le date: nel marzo 1993 siamo sotto il governo Amato e Conso è subentrato a Martelli come Ministro della Giustizia il 12 febbraio 1993.
Ora come si possa addebitare tale trattativa a Berlusconi, che arriverà al governo soltanto l'11 maggio 1994,  proprio non lo capisco. Berlusconi durerà fino al 17 gennaio 1995!
Sembra quello che arriva a cose fatte e gli lasciano il cerino in mano!
Tornerà al governo soltanto nel 2001 e fino al 2005, poi 2005-2006, infine 2008-2011.
Che la Mafia abbia cercato contatti anche con lui quando subentrò a chi aveva vissuto quella stagione stragista 1992-1993 è sicuro. Tramite Dell'Utri, è possibile, ma per protezione futura, dato che il patto per le stragi era precedente.

STANDA NEL MIRINO, RAFFICA DI ATTENTATI

Luglio 1994 "La Repubblica"
ROMA - Una notte e un giorno di fuochi. Attentati incendiari a raffica in sei città, compresa proprio Milano: è stato un attacco in piena regola alla Standa, la catena di supermercati che appartiene al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A Roma, Firenze, Modena, Brescia e Trento, con le stesse modalità e spesso negli stessi reparti, scatolette collegate a rudimentali ma efficaci congegni hanno portato il fuoco nei grandi magazzini. I danni sono contenuti, tranne che a Modena. A Milano, lo vedremo, cambia qualcosa. Ciò che brucia adesso è altro. E' il movente oscuro,

Il movente è invece chiarissimo. Berlusconi dovette soggiacere pure ad avere un mafioso in casa facendolo passare per stalliere: Mangano.

Vittorio Mangano (Palermo18 agosto 1940 – Palermo23 luglio 2000) è stato un mafioso italiano pluriomicida legato a Cosa Nostra conosciuto con il soprannome de «lo stalliere di Arcore», data l'attività che svolgeva presso la villa brianzola di Silvio Berlusconi. Fu definito da Paolo Borsellino una delle «teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia»

Berlusconi di certo non è un angelo, ma ognuno deve prendersi le sue responsabilità e non scaricare le proprie su colui che tanto di colpe ne ha già tante, quindi una più una meno è uguale. 
Le date smentiscono certe ricostruzioni di comodo e, anche se Mancino è stato scagionato, Di Matteo  dovrebbe ricordarsi molto bene quando chiese che non venissero cancellate le registrazioni con l'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, invece, furono distrutte.

1 giugno 2016 www.antimafiaduemila.com
Il Corriere scrive dei controlli sull'esistenza di copie dei colloqui, già distrutti
di Aaron Pettinari
E' una storia senza fine quella delle intercettazioni tra l'ex ministro Nicola Mancino (all'epoca indagato ed oggi imputato al processo trattativa Stato-mafia) e l'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano (all'epoca ancora al Quirinale). L'Ispettorato del ministero della Giustizia è tornato, per l'ennesima volta, a chiedere chiarimenti ai pm titolari dell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia predisponendo anche verifiche tecniche. A dare la notizia, oggi, è stato il Corriere della Sera e ambienti del ministero