mercoledì 13 giugno 2018

Ripasso di memoria

mercoledì 22 marzo 2017


Invasione dell'Italia

L'invasione continua.
E continua la propaganda sotto forma di analisi della realtà a beneficio della ineluttabilità dell'invasione, vestita di tanto in tanto anche di teorie di utilità: vedi "ci pagheranno le pensioni del domani".
La propaganda ha poi il filone del discredito di chi non accetta l'ineluttabilità e le teorie di utilità: si va dal razzismo alla xenofobia, oppure più tenuemente alla semplice paura.
Niente di tutto questo invece abita la mente di chi vede la realtà nuda e cruda per quella che è.
E la realtà è che c'è una volontà politica di radice sinistroide e clericale che per specifici fini, (soldi dei contribuenti alle ONLUS caritatevoli e cooperative sociali), porta avanti questa fintamente ineluttabile immissione di africani.
L'ho già scritto: negli anni scorsi nei TG avevano la faccia tosta di definire etnie nerissime, con i nasi camusi, "siriani" che scappavano dalla guerra. Poi qualcuno, di sicuro questo blog, ha sottolineato la risibile giustificazione come assurda e insultante per gli spettatori televisivi pensanti.
Allora hanno cambiato registro e si sono spostati su altri argomenti, alcuni vaghi (scappano dalle guerre) che, puntualizzati con i fatti che le orde vengono anche dai Paesi africani dove guerra non ve ne è, hanno retto poco, venendo poi affiancati da motivi più vicini alla realtà ma attenuati: vengono perché scappano dalla fame, sono migranti economici.
Da queste variegate giustificazioni si evince la malafede delle scelte politiche attuali. Renzi in questo ha fatto il suo massimo errore. E quando ha cercato di coinvolgere il resto d'Europa, pur facendo bene, si è vista la fuga della Gran Bretagna, grande colonialista anche in Africa, dove ha ancora protettorati, e i respingimenti dalla Francia a Ventimiglia nonostante i patetici passi forniti ai "migranti" da un Paese Schengen come l'Italia.
Eppure anche la Francia è stata colonialista in Africa, dove mantiene dei protettorati proprio in Paesi da cui provengono molti "migranti" economici, definiti dalla propaganda profughi.
Oggi ci hanno informati che gli ennesimi arrivi se li sono andati a prendere a 20 miglia dalle coste libiche.
Questa è una scelta politica.
Una scelta diversa e di responsabilità verso il popolo italianopotrebbe concretizzarsi nel pattugliamento delle nostre acque territoriali al limite di quelle internazionali. Nessuna legge del mare ci obbliga ad andare a raccattare per il Mediterraneo gente che paga i traghettatori di uomini per farsi portare in un Paese che non li vuole, tentando un'entrata illegale e forzosa. Né è accettabile l'imposizione caritatevole che "gente che ha fame va sfamata".
In tutto il pianeta ci sono infiniti luoghi dove la gente muore di fame: dobbiamo andare a prenderceli tutti e portarli qua?
L'insensatezza di una simile argomentazione è nei fatti.
E mentre la Gran Bretagna corre ai ripari per paura di Calais e ritira il ponte levatoio, noi facciamo entrare il Cavallo di Troia. E di Troia faremo la fine.
Cassandra? 
Questi che discettano in televisione argomentando e filosofeggiando "sui flussi migratori inarrestabili" e deridono Trump e la Gran Bretagna che a lui si uniforma, si sentono nel giusto e chi non è d'accordo per loro è nel torto...

Oggi pensavo a mio padre, a un ragazzo nato nel 1916 dove in questo periodo il terremoto ha distrutto tutto, che è andato a lavorare a 16 anni, che ha potuto studiare solo fino a quella che oggi si chiama scuola media dell'obbligo, e che pensava che ciò che diceva la propaganda del suo tempo per bocca di un Maestro di Scuola, diplomato, poi giornalista, quindi per i tempi uno colto molto più di lui, ci avrebbe portato alla rovina: ed aveva ragione lui e NON il Maestro di Scuola, diplomato, poi giornalista Benito Mussolini!

Rita Coltellese *** Scrivere: Immigrazione utile ed inutile

Rita Coltellese *** Scrivere: Invasione, immigrazione, negazione

Rita Coltellese *** Scrivere: I terremotati rimasti senza niente e quelli dell'arrembaggio alle nostre accoglienti coste.

martedì 12 giugno 2018

L'Italia non è il centro del mondo

Aquarius
Aquarius (alt Meerkatze) (Ship) 04 by-RaBoe 2012.jpg
Descrizione generale
Civil Ensign of Gibraltar.svg
Tiponave SAR
ArmatoreHempel Shipping GmbH
ProprietàAquarius GmbH & Co. KG
Registro navaleDNV-GL
Porto di registrazioneGibraltar
Identificazionenominativo internazionale ITU:
Zulu
Z
Delta
D
Juliet
J
India
I
Three
3
(Zulu-Delta-Juliet-India-Three)
numero MMSI236527000
numero IMO7600574
Utilizzatore principaleorg. non governativa
SOS Méditerranée
Ordine30 dicembre 1975
CostruttoriLürssen
CantiereBremaGermania
Impostazione9 giugno 1976
Varo19 novembre 1976
Completamento9 dicembre 1977
Nomi precedentiMeerkatze
(09/12/1977 - 01/05/2009)
Caratteristiche generali
Stazza lorda1 812 tsl
Stazza netta544 tsn
Portata lorda611,08 tpl
Lunghezza(fuori tutto) 77,01 m
(tra le p.p.) 66,68 m
(gallegg. est.) 68,33 m
Larghezza11,75 m
Pescaggio(max) 5,78 m
PropulsioneDieselel-elettrica
2 × Siemens AG Dynamowerk IP 4330-2 DM 04
Velocità15 nodi (28 km/h)

L'Italia non è il centro del mondo, bisogna finirla di pretendere, con le motivazioni più varie e tutte ipocrite e pretestuose, che mezza Africa sbarchi qui.

Siamo una Nazione non un rifugio per chiunque pensi di trovare qui quello che il suo Paese non gli da.
Quello che abbiamo l'abbiamo pagato noi Italiani contribuenti e gli stranieri che qui sono regolari e pagano le tasse.
Dal PD e verso sinistra andando ci stanno raccontando bugie da anni per farci accettare l'inaccettabile.
Basta finti profughi, si tratta di persone che vogliono migliorare le loro condizioni di vita forzando le Leggi sull'emigrazione, usando dei delinquenti che incassano i loro soldi per gettarli in mare tanto poi ci sono le ONG che faranno da staffetta fino in Italia. Illusi e speranzosi credono che ci sia già lo jus soli tanto promesso dal PD e le donne si danno da fare per  arrivare qui già incinte.
Bellissima creaturina: ma i figli si fanno se si è in grado responsabilmente di mantenerli, non contando sulla carità altrui.

E chi denuncia questa nuda e cruda verità secondo gli ipocriti dovrebbe vergognarsi ed è razzista.

Insulti pretestuosi falsi ed ipocriti, essendo la legittima difesa del proprio Paese un dovere che nulla ha a che fare con la razza nera, giacché se fossero Vichinghi sarebbe la stessa identica cosa!
Ed uso la parola razza volutamente contro l'ipocrisia recente che ghettizza una parola scritta nella nostra Costituzione, oltre che sui libri di Antropologia, innocua e non dispregiativa se usata per definire caratteristiche fisiche appunto razziali.
In questi anni abbiamo sentito le interpretazioni più fantasiose sul Diritto del Mare, sempre contando sulla disinformazione della gente, come quando facce nerissime venivano spacciate per profughi siriani dalla vera crudele guerra che da anni martirizza la Siria.
L'Africa ha Paesi che stanno meglio e Paesi che stanno peggio.
Molti sono stati colonie inglesi e francesi: quelli che oggi non li vogliono ma ritengono che se la gente, volontariamente gettatasi in mare, affoga gli assassini siamo noi.
La verità è talmente chiara e palese che sembra sfinente ed inutile continuare a spiegarla, come sembra inutile mettere in evidenza l'ipocrita menzogna delle bocche che continuano a parlare di "accoglienza" per forza dovuta dall'Italia, stabilita da loro per diritto divino!
La colpa, naturalmente è dell'Italia che fino ad ora se lo è fatto fare e sappiamo perché e i motivi non sono puliti e giusti neppure per chi ha consentito tutto questo, altrimenti non avrebbe detto tante bugie ridicole a giustificazione di una simile scellerata scelta.
Lode ai Ministri Salvini e Toninelli che io non ho votato ma di cui condivido pienamente le scelte.
Ci saranno resistenze, è sicuro, cori di ipocriti urleranno contro chi vuole fermare questo stupro del Paese, che per loro è giusto continuare, ciascuno con i propri egoistici e inconfessabili motivi: i volontari dell'accoglienza che restano senza lavoro, le ONG, le navi, le Associazioni "umanitarie" e tutti quelli della catena, fino ai delinquenti che favoriscono questo esodo verso un promesso Eldorado che non c'è, non vorranno restare a secco! E grideranno contro i supposti razzisti, fascisti e disumani che vogliono fermare questa follia. Le Nazioni Europee, ciascuna pensando ai propri interessi, fingeranno comprensione per l'Italia mista a paletti difensivi dei loro confini. Ormai l'Africa HA MESSO IL SUO PIEDE FRA LO STIPITE ITALIANO E LA SUA PORTA e non lo vuole ritirare.
Sarà una lotta difficile, ma l'Italia ce la deve fare, e allora questo governo va sorretto, perché nasce dopo una montagna di ipocrisia che ci ha ricoperti di merda che le nostre strade ci mostrano in tutto il loro degrado.
Esempio di ipocrisia e di bugia fra i tanti:
lo stesso codice della navigazione citato a sproposito da tutti quelli che vogliono usarlo per giustificare i traghettamenti di clandestini sancisce chiaramente che chi si mette volontariamente in condizioni di pericolo e causa l'intervento di salvataggio (mettendo a rischio anche le vite dei soccorritori) commette un reato e va sanzionato di conseguenza

Purtroppo molti aprono bocca e danno fiato alle parole senza aver mai letto il Diritto di Navigazione e relativo Codice. Altro argomento spesso sciorinato è la giustificazione al fatto di portare il "naufrago" nei porti Italiani perché ci sarebbe scritto "nel porto più vicino in caso di pericolo di vita". Ma all'istante in cui i "naufraghi" volontari vengono caricati sulla nave Ong non c'è più alcun pericolo di vita e interviene invece il Codice che dice che il "naufrago" è ospitato dalla nazione della bandiera che inalbera la nave. Questi argomenti, spesso sentiti nei dibattiti televisivi, sono fuorvianti e menzogneri, tanto è vero che la verità è poi venuta fuori per bocca di Emma Bonino che ha svelato quello che aveva firmato Matteo Renzi: tutti nei nostri porti in cambio dello sforamento di bilancio per gli investimenti per la crescita. Un capestro.
Nel caso attuale della nave "Aquarius" si è verificato l'ennesimo scoperchiamento della verità riguardo "nel porto più vicino in caso di pericolo di vita": Malta, porto più vicino, come tante altre volte ha detto NO!
I fresco nuovo Premier spagnolo ha fatto il gesto magnanimo per darsi risalto, essendo uomo della sinistra spagnola.
Ma rimane un gesto in mezzo ad una marea di navi straniere che hanno scaricato nei nostri porti di tutto!

giovedì 7 giugno 2018

Leggendo Philip Roth

Nella mia libreria ci sono pochi scrittori statunitensi, e questo vorrà pure dire qualcosa.
E' indicativo del mio essere profondamente europea. La mia formazione culturale e psicologica è europea e dunque mi ritrovo in un mondo mentale europeo, fatto di Storia, quindi esperienza, del vecchio continente.
Tutti gli scrittori che vi compaiono sono italiani e europei. Ci sono pochissime eccezioni di altri Paesi non europei ed una in particolare: François Cheng. Ma Cheng, pur essendo cinese di nascita ed intriso di quella cultura, più vicina comunque al mio sentire rispetto a quella statunitense, ha molto vissuto e vive presentemente in Francia, e molto ha soggiornato in Italia imbevendosi delle nostre copiose opere d'Arte.
I pochissimi scrittori statunitensi che sono nella mia libreria rispondono al nome di James Fenimore Cooper, Jack Kerouac, James Thurber e Dorothy Parker: quest'ultima costituisce un'eccezione per come ho amato ed amo la sua scrittura, giacché in lei ho trovato un modo di vedere il mondo e le cose che mi è congeniale, vicino.
Dunque si può trovare un'anima formatasi altrove, con esperienze diverse, che ti somiglia, in cui ti ritrovi. Mi accade con pochi ed uno di questi è un uomo cinese: François Cheng.
Mi è capitato di leggere SteinbeckFrancis Scott Fitzgerald, ma non hanno catturato il mio interesse tanto da acquistare le loro opere.

Evidentemente c'è qualcosa in me che non mi fa amare queste menti statunitensi. Recentemente ho acquistato un libro di novelle di Ray Bradbury, giacché avevo letto molti anni fa alcuni suoi racconti di fantascienza che mi erano molto piaciuti, ma queste novelle fra il realistico e il fantastico, ma non fantascientifico, le ho lette con fatica, trovandole molto meno piacevoli del mondo della fantascienza in cui Bradbury sa condurti ed interessarti.

Confesso che ho acquistato "Il Teatro di Sabbath" sull'onda mediatica del Nobel non dato a Philip Roth a causa della sua morte.
Ed ora lo sto leggendo. Lo stile di questo scrittore, celebrato come grandissimo, mi appare subito confuso, un narrare zigzagando che, però, a tratti riprende il filo legando pezzi di narrazione precedentemente detti ad altri successivi e così chiarendo meglio il quadro. Non trovo, per ora, grandi ed universali verità che mi colpiscano... Dunque, non trovando per ora la grandezza e iniziando a pensare a modo mio dei personaggi di cui Roth ci narra, ho voluto confrontarmi con altri lettori e l'ho fatto sul sito di IBS dove, sotto ogni testo, ci sono le recensioni dei lettori, ove presenti. E qualcosa di ciò che vado pensando io vedo che lo rilevano anche altri, pur dicendosi entusiasti dello scrittore: alcuni rilevano lo stile confuso e il tempo ora al presente ora al passato e il narrare ora in prima ed ora in terza persona... Altri confessano di non aver sempre capito quello che lo scrittore voleva dire in certi passaggi del racconto, altri ancora definiscono Sabbath un pervertito, confortandomi nella mia autocritica che mi faceva temere di essere moralista, giacché mi trovo a pensare che il protagonista sia un depravato e ancor di più la sua amante. Un lettore, dando solo due stelle contro il massimo che è 5, dichiara che torna ai classici, essendo stato deluso nelle aspettative su questo scrittore dichiarato dai più un genio.
Io per ora mi fermo qui. Darò il mio giudizio sull'intera opera quando avrò finito di leggere il libro, ma già adesso sono perplessa perché ho letto recensioni che dicono che questo è il suo libro migliore, con poche eccezioni che scrivono di preferire "Pastorale americana".
























Tre Immagini di Roth: dall'alba al tramonto

Il Governo sul vetrino del microscopio

Come è bello essere liberi di poter scrivere guardando solo alla realtà dei fatti, senza condizionamenti di appartenenza a partiti, senza ottuse scelte preconcette, ma solo avendo oneste opinioni su quello che vedo e che sento.
Ad onor del vero ero così anche quando ho preso l'unica tessera di partito della mia vita: quella di Italia dei Valori, credendo al magistrato simbolo di Mani Pulite. Si può ancora trovare sul WEB qualcosa del blog del creatore di IdV quando glielo gestiva Casaleggio Associati, e del successivo con il suo nome quando aveva cambiato gestore: e lì trovare i miei commenti sempre oggettivi sui fatti... E a furia di oggettività, via via ho capito che non era quello che voleva sembrare e ne sono uscita, prima ancora degli scandali dei vari soggetti imbarcati da Di Pietro, bastando il coacervo di contraddizioni fino a qual momento accumulate.
Ora su questo Governo, non da me votato, vedo un accanimento di cani intorno all'osso perso per  loro stessa colpa.
Lo dico serenamente, pur temendo certe scelte del M5S, come il Reddito di Cittadinanza, che potrebbero trascinarci in una situazione economica insostenibile.
Serenamente dico che hanno il diritto di lavorare comunque e spero che facciano il meglio per noi tutti, per questo il saltargli addosso addirittura al momento dell'insediamento, accanendosi su particolari insignificanti alcuni, pretestuosi altri, lo trovo di uno squallore tristissimo, che offre uno spettacolo misero di coloro che ci hanno governato.

Del Rio, poi, che si attacca al nome di Piersanti Mattarella, che Conte non ha fatto, facendo riferimento ai volgari attacchi rivolti al Presidente della Repubblica, sfumando sulla parola congiunto, lo trovo meschino ed inutile; una precisazione inopportuna, perché tutti conosciamo quel nome martirizzato dalla Mafia siciliana, e a mio modesto parere Conte ha voluto solo dimostrare il suo dispiacere per gli ignobili e beceri attacchi di certa gente di bassa lega sbavante odio e livore, che è fideista pro Lega o M5S. Nient'altro che questo, e l'ha fatto con delicatezza, senza richiamare in modo roboante il nome del martire a tutti noto, ma sfumando sul dato più intimo e personale del Presidente Sergio chiamandolo appunto congiunto. Non la figura Istituzionale uccisa andava richiamata: ma il fratello, il fratello ucciso del Presidente della Repubblica!
Dunque questo è un esempio della strisciante piccineria che si è impadronita del PD che non gli fa bene. Invece di guardare ai loro errori che hanno portato a questo, attaccano chi ne ha giovato.
Renzi era riuscito a guadagnare il voto di mio marito al PD! Uomo da sempre di idee liberali, critico da sempre con le idee ispirate al comunismo.
Non il mio, che nel 2013 l'avevo dato al M5S. Ma Renzi comunque mi piaceva e l'ho seguito in molte sue scelte, stavo maturando l'idea di dare poi il mio voto al PD e nel 2016 detti il mio 2xmille al PD. Ma già nel 2017, di fronte alla rovina di un'invasione dissennata di mezza Africa, di fronte all'insistenza sulla legge dello jus soli, mentre non ci si preoccupava di una legge che aggiornasse la Legge Merlin al presente inaccettabile degrado, mentre assistevo all'applicazione della legge 107/2015 in modo dissennato con la sola ammissione del suo estensore che "il logaritmo era stato sbagliato" ma senza alcun rimedio,  ho dato il mio 2xmille a Giorgia Meloni e al suo partito, unico che parla di questi problemi a me cari, e nel 2018 le ho dato anche il mio voto e, di nuovo, il mio 2xmille.

domenica 3 giugno 2018

I commenti dei lettori su "Il Fatto Quotidiano"

I commenti dei lettori su "Il Fatto Quotidiano" spesso sono così partigiani e aggressivi da non poterci ragionare. Oggi, invece, ho letto dei commenti istruttivi che informano come e meglio di certi giornalisti. L'argomento è il dignitoso imprenditore Bramini, fallito perché delle Amministrazioni Statali non hanno pagato quanto gli dovevano per i Servizi resi dalla sua Ditta. Questi i commenti:
maurice1Sostenitore
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10 ore fa
Il Fq mette in rilievo che "il leader Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, ha chiamato Sergio Bramini, l’imprenditore fallito per i mancati versamenti da parte della Pa...". ma corrisponde al vero che... i mancati versamenti sono di un ATO siciliano, "il cui maggior azionista è il comune di Ragusa, città amministrata da 5 anni da un sindaco del M5S che non ha versato due di quattro milioni di euro, facendo fallire l'azienda dell'imprenditore di Monza"? IL FQ non dovrebbe approfondire la notizia?
Claudio S.Abbonato Digital ↪ maurice1
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2 ore fa
Il Tribunale di Monza ha ricostruito la vicenda https://bin.iene.mediaset.it/images/2018/05/03/121018730-6e1999f6-8306-441f-9a00-b60b9577eb39.pdf https://bin.iene.mediaset.it/images/2018/05/03/121010611-09079d9b-545f-4c76-a2d1-5fdce294b3a3.pdf La tesi del Bramini è che i suoi debiti erano inferiori ai crediti vantati nei confronti della P.A. La P.A. non ha pagato il dovuto facendolo così fallire. Il Tribunale chiarisce invece che i crediti sono in realtà inferiori a quello che è il passivo fallimentare. La società ha € 3.500.000 di debiti. Bramini dice di avere crediti insoluti per 4.000.000. Il Tribunale ha invece accertato che i crediti sono circa la metà del debito. Resta quindi un buco di € 1.750.000 che l'imprenditore non avrebbe potuto coprire anche se fosse stato saldato per tempo dalla P.A. (che in questo caso non era lo Stato ma un ente territoriale a guida M5S...). In sostanza, a prescindere dai ritardi della P.A., il Bramini sarebbe fallito comunque.
wilson2 ↪ Claudio S.
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un'ora fa
Solita disinformazione di regime dunque.
Antonio-Zappa ↪ Claudio S.
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un'ora fa
Immagino che lei sia un dipendente. Se avesse fatto l'imprenditore non avrebbe scritto certe sciocchezze. Non venire pagati, dopo che si sono sostenuti dei costi, genera ulteriori costi per interessi. Se la situazione perdura è ovvio che i debiti superino i crediti, perché mentre i primi continuano a crescere in assenza di fondi per restituire il debito, i secondi restano fermi. La mia azienda ha crediti per poco meno di 200 mila euro, alcuni in fallimenti che sono aperti da oltre dieci anni, nei quali il curatore, con il beneplacito del giudice, si è liquidato oltre cinquantamila euro, mentre molti creditori non hanno visto un soldo. Crediti sui quali abbiamo pagato Iva e tasse. In un caso non sono ancora riuscito ad insinuarmi nel fallimento nonostante abbia una sentenza passata in giudicato che condanna il debitore a pagare. Uno dei giudici è sotto inchiesta per aver favorito l'acquisto da parte di familiari di un bene di un fallito, ma continua bellamente a stare al suo posto, avallando pratiche scorrette da parte del curatore. Non so se Bramini sia onesto, capace e quindi vittima. Ma la sua chiusa è una congettura fatta da chi non ha idea di come funzioni. Lo Stato è il principale nemico di aziende e cittadini, rapace quando deve avere e inefficiente quando deve dare. Se Bramini avesse potuto ottenere il pagamento per vie giudiziarie, diciamo in un anno, forse oggi non sapremmo neppure chi sia.
marraggio ↪ Antonio-Zappa
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un'ora fa
Come qualche giorno fa erano tutti esperti di costituzione ora sono tutti esperti di fisco. Continueranno a criticare tutto e tutti perchè sono saccenti ma a mio avviso la scelta di usare l'esperienza di Bramini al servizio della collettività è la strada giusta per cambiare questi meccanismi perversi.
Menanni ↪ Antonio-Zappa
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un'ora fa
Caro Antonio, permettimi di rassicurarti: le tue osservazioni si possono condividere benissimo anche essendo dei lavoratori dipendenti. Rilevo che paradossalmente son proprio i debiti verso l'erario quelli che aumentano di più a causa delle sanzioni inique che vengono applicate a chi non può pagare.
traurig ↪ maurice1
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un'ora fa
Bramini è solo un simbolo (peraltro non pertinente) della piccola imprenditoria italiana, che soffre la crisi economica e sta agonizzando, mandando all'aria una rete produttiva che tradizionalmente offriva sbocchi alla disoccupazione e rappresentava l'eccellenza del made in Italy. Il nuovo governo dovrebbe aiutare il popolo delle partite IVA (piccoli imprenditori, artigiani, professionisti, ecc.) mediante la SEMPLIFICAZIONE FISCALE ed altre misure agevolative. Questa è tutta gente che NON CHIEDE STIPENDI ALLO STATO e campa con il proprio onesto lavoro, pagandosi la propria pensione con contributi previdenziali pesantissimi. Speriamo davvero che Di Maio abbia voglia di sostenere questo importante settore della società italiana, facendo riaprire le botteghe artigiane, i piccoli commercianti, i contadini e le libere professioni di ogni tipo.
Fausto Leale ↪ maurice1
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2 ore fa
In realtà è il pd che ha scritto le leggi e non certo il sindaco di Ragusa. Quindi grazie per portare alla luce l'ennesimo caso di malgoverno del pd.
giggetto. ↪ maurice1
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3 ore fa
erano debiti per lavori realizzati nel 2005, quando il M5S ancora non esisteva.
ToT ↪ maurice1
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4 ore fa
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Te l'ho detto mille volte, evita di commentare con le tue solite baggianate soprattutto se vedi mie risposte in giro perché di fronte a post del genere sono biologicamente portato a risponderti e farti fare figure pessime. Ammesso e non concesso che la colpa sia del comune di Ragusa, e direi che il non concesso è reale perché i soldi devono sempre arrivare dallo Stato non è che li prendono dalle vendite delle bancarelle per la festa patronale, il M5s amministra Ragusa dal 2013 mentre Bramini già nel 2010 parlava dell'insolvenza dell'ATO quando l'amministrazione era a marchio FI mi pare o comunque area Berlusconi. E in ogni caso certo non 5s. Un'altra pessima figura per il maurice di turno. Ciaone.

A parte questo ultimo commento, che appartiene più al genere a cui ho accennato nell'incipit di questo post, gli altri sono tutti molto istruttivi ed interessanti.
Apprendiamo che il Tribunale Fallimentare di Monza ha dato cifre precise che sembrerebbero alleggerire l'insolvenza dello Stato nei riguardi dell'imprenditore fallito. Ma un imprenditore, che si firma con nome e cognome, Antonio Zappa, interpreta alla luce della propria esperienza quanto riportato da Claudio S. riportando in capo allo Stato la responsabilità della situazione debitoria del Bramini con una serie di considerazioni che a me appaiono giuste, pur essendo stata io  una lavoratrice dipendente dello Stato, ma avendo avuto esperienze di lavoro precedenti sia come titolare di una Partita Iva, sia come prestatrice d'opera professionale occasionale.
La sperequazione fra quanto lo Stato, così come è presentemente, impone al cittadino ma non a se stesso è qualcosa che incide, a mio modesto avviso, sul concetto di Stato Democratico e sui Diritti del cittadino così come stabiliti in Costituzione. Questa sperequazione è tale che talvolta il cittadino è totalmente inerme davanti ad uno Stato che si fa tiranno cieco ed ingiusto fino al totalitarismo. Eppure Leggi e regolamenti ci sono e, in molti casi, vengono applicate da chi svolge lavoro burocratico all'interno della Pubblica Amministrazione. Un esempio concreto l'ho vissuto nell'ultimo periodo del mio lavoro, qualche anno prima della pensione, in cui mi sono occupata anche di pagamenti di fornitori e prestatori d'opera in un Dipartimento Universitario. Il Segretario di Dipartimento, che firmava i mandati congiuntamente al Direttore di Dipartimento, si preoccupava che le fatture fossero pagate entro la scadenza in esse scritta: di solito 60 gg., altrimenti, diceva, ci fanno scrivere dall'avvocato e dobbiamo anche pagare le spese di ingiunzione e, da bravo amministratore, riteneva questa possibilità quasi infamante del suo operato, temendo di poter essere accusato di gonfiare la spesa pubblica con una spesa in più, dovuta solo alla lentezza del nostro operato per non aver pagato entro i termini stabiliti in fattura.
Se queste regole esistevano per noi, essendo contabilità generale dello Stato, dovrebbero esistere per tutti!
Come mai così non è?
A mio modesto avviso il baco profondo sta nelle strutture amministrative e soprattutto nelle persone che ci lavorano. Ho constatato, da cittadina, che a me vengono richiesti pagamenti anche per un solo euro in meno non pagato per errore, mentre viene ignorato il mio credito verso una data struttura dello Stato.
Credo che questo dipenda dall'impunità di questi Pubblici Amministratori che non vengono puniti per le loro inadempienze e, non avendo il rigore del Segretario di Dipartimento che ho citato come esempio, se ne infischiano alla grande, tanto lo stipendio lo prendono lo stesso e il cittadino al massimo può provare a denunciarli personalmente per omissione d'atti d'ufficio e per abuso d'ufficio, ma spesso per qualsiasi rivendicazione o protesta il sistema indirizza al TAR. Dunque il burocrate inadempiente si copre dietro la struttura di cui fa parte: lo Stato, non rispondendo individualmente del proprio operato.
In altri casi, che mi appaiono folli ed estremi, invece, ci sono ruoli dello Stato in cui il Pubblico Dipendente deve rispondere anche con il suo stipendio di inadempienze che non sono a lui addebitabili, dato che lo Stato stesso non gli mette a disposizione gli strumenti per sopperire all'adempimento che gli viene però richiesto. E' questo il caso dei Dirigenti Scolastici, ex Presidi, i quali non erano gravati, nelle vecchie normative attinenti a questa figura ora estinta, dagli obblighi richiesti a questa nuova figura dirigenziale.
Ma a parte l'eccezione che conferma la regola, il burocrate classico andrebbe riformato e dovrebbe essere maggiormente responsabilizzato sul piano individuale.
Come cittadina ho mille esempi in cui ho subito imposizioni e danni dallo Stato e silenzio e inadempienza nei miei riguardi  là dove lo Stato ha commesso errori o mi doveva dei soldi.
Su questo blog ne ho lungamente scritto documentando il tutto, ma vale la pena ricordarne qualcuno:
1) Mio marito sbaglia il conteggio IMU della casa di Sabaudia e paga euro 1 in meno. Il Comune spende per una raccomandata molto più dell'euro da riscuotere, più ore di lavoro di impiegati per redigere l'ingiunzione a pagare euro 1! Possibile non ci sia una norma che vieti a costoro un simile ridicolo spreco? Tipo compensazione addebitando euro 1 nel pagamento successivo mediante avvertimento via pec senza costi aggiuntivi per lo Stato? Se l'utente è sprovvisto di un indirizzo di posta elettronica si può sempre raggiungere per telefono! Siamo ad una rigidità ottocentesca!
2) L'esatto contrario: Comune di Rocca Priora, si era ancora in Lire, in corso d'anno il Comune abbassa l'aliquota ICI dunque al saldo di dicembre si paga meno. Abitando in campagna non vediamo l'affissione comunale che comunica questa variazione e paghiamo Lit. 45.000 in più conteggiando la stessa aliquota dell'anticipo di giugno. NESSUNO CI SCRIVE né ci rinvia indietro ciò che il Comune ha indebitamente riscosso per nostro errore. Un esempio di come NON ESISTA IL CONCETTO DI RECIPROCITA' fra la P.A. e il cittadino.
Farlo non è impossibile, anzi, deve essere doveroso, ma non lo è!
In Norvegia, un italiano che ha lavorato lì, si è visto arrivare un assegno a casa per contributi pagati in più e non dovuti di cui lui non sapeva nulla!
In Italia quello che qualsiasi struttura pubblica incassa in più se lo tiene. Eppure se paghi qualcosa in meno  scattano cartelle ingiuntive con la mora!
Il Comune di Rocca Priora, che non fece un fiato sulle Lit. 45.000 pagate in più, pur avendo necessariamente notato l'errore in eccesso dato che di quelli in difetto se ne accorge, ci ha inviato cartella con mora per un errore di applicazione dell'aliquota IMU sulla metà di proprietà della casa a nome di mio marito. Gli interessi applicati hanno gonfiato enormemente la differenza della cifra dovuta. Perché con lo stesso automatismo non mi ha restituito le mie Lit. 45.000 con gli interessi?
Questo sistema impositivo sul cittadino senza reciprocità con qualsiasi Amministrazione del denaro pubblico, dunque dello Stato, è da cambiare perché contraddice una serie di affermazioni a cominciare dal dettato costituzionale.

venerdì 1 giugno 2018

Ludovica, Alessia, Martina e tutti gli altri sfortunati innocenti

Da: Il Sussidiario.net

FAUSTO FILIPPONE "ERA IN PREDA ALLA PARANOIA"/ Lo psichiatra: "Moglie e figlia dovevano morire insieme a lui"

Fausto Filippone "era in preda alla paranoia", lunga intervista rilasciata dallo psichiatra Massimo Di Giannantonio che era con lui sul cavalcavia dell'A14
Fausto Filippone (Chi l'ha visto)Fausto Filippone (Chi l'ha visto)
Lunga intervista rilasciata da Massimo Di Giannantonio ai microfoni di Oggi, con lo psichiatra che era presente sul cavalcavia dell’A14 che ha parlato della tragedia che ha visto protagonista Fausto Filippone. L’esperto ha commentato i possibili eventi che potrebbero aver indotto il manager ad uccidere moglie e figlia prima di farla finita: “La sorella dice che Fausto ha dato i primi segni di squilibrio dopo la morte della madre avvenuta ad agosto 2017. Lei aveva cercato di aiutarlo, ma lui l’aveva invitata a non interferire con la sua vita privata. Alcuni amici avevano notato che quando era al telefono di colpo si chiudeva in silenzi impenetrabili. Avrebbe avuto qualche problema anche sul lavoro e pare avesse ricevuto dall’azienda una lettera di richiamo per una serie di attriti con i colleghi”. Poi l’analisi sul ruolo della moglie e della figlia nella tragica vicenda: “Devo chiedere scusa a mia moglie, ha ripetuto, ma anche mia moglie deve farsi un esame di cocienza. Non credo si riferisse a un tradimento. La mia lettura è che lei, donna rigorosa e severa, forse non gli aveva dato la comprensione di cui lui aveva bisogno. Della figlia non ha mai detto una parola. Ma è ovvio che moglie e figlia erano parte di quel mondo che doveva smettere di esistere insieme a lui”.

"GESTI INCONSAPEVOLI"

Fausto Filippone "era in preda alla paranoia": queste le parole dello psichiatra Massimo Di Giannantonio, che era presente sul cavalcavia della A14 domenica, quando il manager ha buttato giù la figlia per poi suicidarsi dopo sette ore di trattative. Di Giannantonio ha commentato così i motivi del gesto ai microfoni di Oggi: “Volete che ripeta la storia della moglie che forse aveva un altro e lo stava per lasciare? Nulla si può escludere, ma in assenza di prove questa rimane un’ipotesi, e neppure troppo convincente”. “Troppo semplice. Spesso in modo consolatorio pensiamo che quanto avviene nella mente sia consequenziale e cerchiamo di ordinare fatti e comportamenti come una concatenazione di cause ed effetti. Non è così. Purtroppo o per fortuna, il cervello non è un computer”, sottolinea lo psichiatra, che ha anche parlato delle ragioni che hanno scatenato la violenza: “Se mi ha fatto capire i motivi? No, anche lui non riusciva a spiegare i propri gesti. Ho compiuto atti imperdonabili dei quali non capisco la ragione e non capisco la motivazione, ha detto. Ho fatto cose terribili non ho la più pallida idea del perché le ho fatte, ma, avendole fatte, l’unica conclusione possibile è che io, per uscire da tutto questo, muoia. E’ rimasto sette ore aggrappato alla rete cercando dentro di sé il coraggio per lasciarsi andare. E alla fine l’ha trovato. Filippone era depresso, la sua mente era in preda alla paranoia, si sentiva vittima di una congiura da parte di chi voleva distruggere la sua immagine”.

FILIPPONE "ERA DEPRESSO"

Continua Massimo Di Giannantonio, parlando del ruolo che potrebbe aver avuto nella vicenda la droga, ritrovata all’interno dell’autovettura di Fausto Filippone: “Al momento non sappiamo ancora di che sostanza si tratti. La cocaina è un eccezionale moltiplicatore di angosce e di fantasmi persecutori e se davvero Filippone ne avesse fatto uso, avrebbe esasperato una condizione psichica già di per sé drammatica”. Prosegue l’esperto, in una intervista esclusiva ai microfoni di Oggi, parlando di come il 49enne sia finito in quell’abisso: “Ho rilevato un profilo di personalità molto rigido, un uomo attento alla forma e all’esteriorità, allergico alle critiche, con un’immagine di sé orientata al perfezionismo. Poi qualcosa si è rotto e sono iniziati i guai”. Infine, una battuta sulla trattativa di sette ore conclusasi con il suicidio del manager: “Filippone non dialogava, era chiuso in se stesso, e il suo era un ininterrotto monologo. Aggrappato alla rete, come in un mantra continuava a ripetere le stesse cose. Ero un uomo felice, diceva, ero un uomo realizzato, perfettamente integro e integrato, ma quinici mesi fa sono accaduti avvenimenti che hanno stravolto la mia vita e da quel momento nella mia testa tutto è cambiato. E adesso, dopo tutto quello che ho fatto, con tutta questa gente, le troupe televisive, la polizia, i curiosi, mi sono trasformato in un fenomeno di baraccone. Ecco, di fatto, sentiva di essere l’opposto di quel che avrebbe voluto”.

Quando avvengono fatti tragici e orrendi di questa entità, come quello recente di Cisterna di Latina e altri più lontani, è come se scoppiasse una bomba che, deflagrando, non colpisce solo le vittime vicine al kamikaze che vengono annientate, produce "uno spostamento d'aria" che destabilizza le coscienze che si interrogano smarrite nel sentire che tutto era normale, lui il mostro, o il pazzo, chiamatelo come volete, non aveva mai dato segni di anormalità... 
La gente cerca spiegazioni per potersi rassicurare e, spesso, non le trova.
Psichiatri e Psicologi cercano di sondare questa cosa complessa che è la mente umana, senza mai riuscirci completamente, giacché riescono a codificare alcuni comportamenti ricorrenti, a dare loro un nome, ma l'unicità di ogni essere umano fa si che nessuna mente sia uguale ad un'altra e dunque la materia sfugge ad ogni catalogazione esatta dovendone ritagliarne una a misura di ogni personalità alterata.
Personalmente non sono né Psicologa, né Psichiatra, avendo solo letto molto per cultura generale, ma, basandomi solo sulla mia esperienza di vita, credo che nessuno diventi un pazzo od un mostro all'improvviso: segnali di anomalie comportamentali nelle persone ce ne sono sempre, certo, fortunatamente, non tutti deflagrano trascinando con sé la famiglia, tanti fanno solo vivere male chi con loro ha rapporti di convivenza, familiari. Spesso la famiglia stessa si adatta alle anomalie cercando di ignorarle, negandole anche, con gli altri come con se stessi. E' comprensibile perché non si pensa mai all'evoluzione nell'orrore...
Dunque a poco a poco l'uomo perfetto, il manager laureato in Economia, visto da vicino vicino comincia a mostrare crepe nella apparente perfezione: la morte della madre lo ha sconvolto. Eppure la morte di una persona anziana deve essere messa in conto per un figlio. Tanti figli hanno dovuto superare perdite premature con tanto dolore, ma sempre ancorati alla realtà, non può la morte di un genitore sconvolgerti la mente fino alla follia. Lo stesso Sigmund Freud, padre della Psicoanalisi, visse molto male la morte del padre anche se egli aveva 40 anni e suo padre 81. Iniziò, per superare le problematiche scaturitegli da questa morte, una lunga autoanalisi che diventò una base dei suoi studi sulla mente. Freud fece anche degli studi sugli effetti della cocaina, ai suoi tempi poco conosciuta, sperimentandola come analgesico per il dolore su un suo caro amico, che era diventato dipendente dalla morfina con cui aveva curato i sintomi dolorosi post operatori, credendo che la cocaina non desse controeffetti negativi. Ma si sbagliava, giacché il suo amico iniziò ad avere sintomi di paranoia.
La pubblicazione di Sigmund Freud sulla cocaina che sperimentò anche su sé stesso.  
Definizione di paranoia:
Psicosi caratterizzata dallo sviluppo di un delirio cronico, coerente, che evolve lentamente lasciando integre le restanti funzioni psichiche.