martedì 23 maggio 2017

Attentato a Manchester GB

Da: TGCOM 24


Manchester, attentato kamikaze al concerto di Ariana Grande: 22 morti e 59 feriti

Secondo la polizia, ad agire è stato un solo attentatore. La premier Theresa May: "Atto orribile". Tra le vittime ci sono anche bambini


Se la Gran Bretagna, uscendo dall'UE, pensava di tirarsi fuori dai guai delle quote migranti ovviamente si sbagliava, giacché il Cavallo di Troia l'ha già dentro le mura.
E non è l'unica, come ha dimostrato anche il Belgio.
Pagano il fio del loro sfrenato colonialismo? Può darsi. Noi, accusati del colonialismo fascista, abbiamo meno persone assorbite dal canale coloniale essendo stati in pochi Stati e per un periodo minore. Ora stiamo provvedendo portando il Cavallo di Troia coscientemente dentro le mura. Come i troiani, quelli che hanno fatto la marcia di Milano, si illudono che le masse che arrivano dall'Africa sono un dono degli Dei. L'Italia ne verrà distrutta e impoverita come Troia fu messa a ferro e fuoco.

Marcia di Milano  in favore dei migranti
Nel 1978, girando per Marsiglia, fui colpita dalla massiccia presenza araba. Anche mio marito era restio a girare oltre le dieci di sera. Dopo quell'ora si vedevano pochi francesi e molti arabi. Una volta assistemmo alle grida di una donna che litigava in mezzo alla strada semideserta con due uomini. Era un'atmosfera che allora non si viveva in nessuna città italiana. Certo qui avevamo il terrorismo rosso e le stragi nere, un male interno. Ma i francesi avevano la conseguenza del loro colonialismo in Algeria che aveva importato una grossa componente araba.
La Gran Bretagna ha importato di tutto con il suo Commonwealth e, come si è visto in Belgio e in Francia, non basta poi nascere lì, quando le radici culturali restano altrove.
Manchester è una città che ha problemi suoi, nel 2000 ho visto il vomito sui marciapiedi davanti ai Pub dove la gente già all'ora di pranzo beveva fino a star male; la sera, all'ora di cena, un collega di mio marito, con cui stavamo raggiungendo il ristorante in pieno centro della città, veniva abbordato da una prostituta, con evidenti segni del sarcoma di Kaposi sul viso, mentre la mattina avevo assistito, nel medesimo centro città, al degrado di una bella e giovane fanciulla sdraiata in terra, non so se ubriaca o altro, nell'assoluta indifferenza dei passanti. Immagini di pochi giorni di permanenza che mostravano un degrado che ancora nelle nostre città non si vedeva. Oggi, dopo 17 anni, ci siamo adeguati.

lunedì 22 maggio 2017

Dirigenti Scolastici e Buona Scuola

Nonostante la propaganda infondata del giornalismo corrente e nonostante le grida altrettanto infondate contro la Riforma del Governo Renzi sulla cosiddetta Buona Scuola da parte dei partiti e di certi sindacati, la Legge 107/2015 è una buona legge.
A furia di urlare contro l'insensata immagine del "Preside Sceriffo", nei decreti attuativi pare che abbiano subordinato le scelte del povero Dirigente Scolastico, non più Preside che faceva ben altra bella vita, a delibera approvativa del Collegio Docenti prima di chiamare questo o quel docente per chiamata diretta.
Al povero Dirigente Scolastico sai che gliene cale di chiamare questo o quello? Questo del dover riunire il Collegio Docenti per sottoporre il curriculum del chiamato alla sua approvazione è solo un altro adempimento in più fra le migliaia che la follia Ministeriale ha scaraventato sulle spalle di un'unica persona reggente uno o più Istituti Scolastici.
Se io fossi un Dirigente Scolastico, per legittima difesa, me ne strafregherei di scegliere un buon docente per tirare su l'immagine della Scuola, dovendo convocare all'uopo ogni volta un Collegio Docenti in più, oltre tutto il resto che mi obbligano a fare!
Ricordo che il mio Preside se ne stava seraficamente nel suo studio, con un bel tappeto persiano a circondare la sua scrivania e per entrare nella sua stanza i professori dovevano chiedere udienza.
Scordatevi un simile regale ruolo per il povero Dirigente Scolastico! Oggi tutti vogliono tutto, hanno diritto a tutto e il Dirigente Scolastico è colpevole di tutto a priori!
Non sono apocalittica, sono sarcastica, perché quel che avviene ai circa 7000 Dirigenti Scolastici italiani non rasenta la follia: è FOLLIA!
La Legge 107/2015 non ha regalato niente ai Dirigenti Scolastici ma non è neppure la causa della vigente FOLLIA.
La FOLLIA è dovuta ad una legge precedente: il Decreto Legislativo n. 81/2008, che costituisce il Testo Unico per la sicurezza sul Lavoro, che altro non è che la Legge 626/1994 aggiornata.
Va tutto bene, tranne che è applicata ai Dirigenti Scolastici come a qualsiasi altro datore di lavoro pubblico o privato.
Ora, non bisogna essere un esperto di Diritto per capire che, per dare una Responsabilità Penale ad una figura fisica, devi dare anche gli strumenti giuridicamente reali perché questa persona fisica possa discernere fra infrangere la legge a suo rischio e pericolo o se  adottare tutti i provvedimenti per non infrangerla.
La figura del Dirigente Scolastico, istituita con Art. 21 legge 15 marzo 1997 e n. 59 del regolamento emanato con DPR 8 marzo 1999 n. 275, ha di sbagliato che NON HA GLI STRUMENTI PER EVITARE DI FINIRE NEL PENALE PER QUEL CHE ATTIENE LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO, responsabilità che le leggi istitutive di questa figura dirigenziale mettono in capo ad essa.
Persino una banale e veloce ricerca su Wikipedia lo dice:
Il dirigente in materia di sicurezza, assume il ruolo e i compiti che la legge assegna al datore del lavoro. Tuttavia non può intervenire direttamente, con interventi strutturali, sugli edifici, in quanto questi rimangono di competenza degli Enti Locali.

Come è dunque possibile che di fronte ad un incidente causato da inadempienze degli Enti Locali preposti (Comuni e Province) la responsabilità penale ricada sulla figura del Dirigente Scolastico?
E' un orrore giuridico e, a mio modesto avviso, lede i Diritti Costituzionali del cittadino Dirigente Scolastico.
E' come dire, estremizzando, che se uno accoltella una persona ne risponde chi ha assistito impotente al gesto criminale senza poter intervenire, finendo in galera per omicidio, mentre l'accoltellatore ha una pena inferiore.
Non sembri esagerato il paragone perché nei fatti è così.
L'incapacità della Giustizia ha portato negli ultimi 20 anni, almeno, ad un rimedio che è peggio del male: per ogni piccola cosa è stata fatta una legge invece di leggere bene quelle esistenti e, soprattutto, applicarle. Da questa irresponsabilità collettiva ne scaturisce una Giustizia che NON E' PIU' TALE, questa è la netta sensazione percepita dal cittadino. E questo in tutti i campi.
Ma nel campo importantissimo della Scuola questo fenomeno di FOLLIA della giustizia ha raggiunto limiti insopportabili di cui chi governa DEVE farsi carico. Non si può, giacché sono solo 7000 circa, lasciare all'arbitrio di una magistratura che sentenzia in modo folle i Dirigenti Scolastici. Circa 7000 che votano sono pochi per la politica e per i sindacati poche tessere! Ma non siamo in una Repubblica Democratica che dovrebbe difendere le minoranze?
Il Dirigente Scolastico, dunque, è responsabile del luogo di lavoro Scuola essendo giuridicamente considerato Datore di Lavoro. In realtà egli non è il datore di lavoro dei circa, do' un numero necessariamente medio, 150 dipendenti, fra professori, maestri e bidelli, essendo il loro datore di lavoro il Ministero, dato che è il Tesoro che paga i loro stipendi.
Ed ecco le contraddizioni che rendono spuria tutta la faccenda: i Dirigenti Scolastici firmano i contratti per conto del MIUR.
Gli studenti sono considerati come i lavoratori della cui incolumità il Datore di Lavoro - Dirigente Scolastico è responsabile.
Quali strumenti ha a questo punto il Dirigente Scolastico per non finire in galera in caso di incidente all'interno o in prossimità dell'edificio scolastico che dirige?
Fra i suoi obblighi egli deve adottare entro 90 giorni dal suo insediamento il Piano di Emergenza:
  Che cos'è un piano di emergenza delle scuole e chi lo deve predisporre?
Il piano di emergenza è contenuto nel documento di valutazione dei rischi ed è uno strumento operativo che deve essere predisposto in ogni scuola ad opera del Dirigente Scolastico.
E' obbligatorio (D.M. 26/8/92) e ha lo scopo di informare tutto il personale docente e non docente e gli studenti, sul comportamento da tenere nel caso di un allontanamento rapido dall'edificio scolastico.
Attraverso questo documento si devono perseguire i seguenti obiettivi:
  • indicare le procedure da seguire per evitare l'insorgere di un'emergenza;
  • affrontare l'emergenza fin dal primo insorgere per contenerne gli effetti e riportare la situazione in condizione di normalità;
  • prevenire situazioni di confusione e di panico;
  • pianificare le azioni necessarie a proteggere le persone sia all'interno che all'esterno dell'edificio;
  • assicurare, se necessario, un'evacuazione facile, rapida e sicura.
E quali competenze ha un Dirigente Scolastico per poter predisporre tutto questo? Mettiamo che abbia una bella Laurea in Lettere? Niente paura, egli deve essere coadiuvato da un esperto che può scegliere lui stesso con apposito contratto: la figura professionale si chiama RSPP (responsabile prevenzione e sicurezza), ma legalmente se qualcosa non va il Responsabile Legale è sempre il Dirigente, anche se in caso di giudizio per gravi incidenti è coinvolto penalmente anche l'RSPP. 
A questo punto è il caso che io porti alcuni esempi pratici di questa allucinante situazione tutta italiana: l'ultimo in ordine di tempo, ma purtroppo non l'unico, riguarda la Prof.ssa Franca Principe, Dirigente Scolastico di un Istituto di Scuola Secondaria Superiore di Sapri, provincia di Salerno.  
Da: Il Mattino

Studente precipitò e si ferì al liceo
condannati preside e tecnico

di Antonietta Nicodemo Mercoledì 17 Maggio 2017, 07:45 
SAPRI - A cinque anni e dieci mesi dall’episodio in cui rischiò di perdere la vita Nicolò De Luca di Torre Orsaia, all’epoca studente liceale, arriva la sentenza di primo grado sui fatti che si consumarono nel polo liceale «Carlo Pisacane» di Sapri. Il Tribunale di Lagonegro ieri pomeriggio ha condannato ad un mese di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, e al risarcimento dei danni per lesioni colpose e gravi: il dirigente scolastico Franca Principe e l’allora responsabile della sicurezza scolastica, l’ingegnere Nicola Iannuzzi. Assolto da ogni accusa l’ingegnere Lorenzo Criscuolo, all’epoca dirigente del settore edilizia scolastica della Provincia. 
Il risarcimento dovrà essere quantificato davanti ad un tribunale civile, intanto i due imputati condannati dovranno liquidare immediatamente alla famiglia De Luca quindicimila euro come anticipo del risarcimento dei danni subiti da Nicolò, oggi studente di giurisprudenza a Roma. I giudici si sono riservati di depositare le motivazioni entro novanta giorni. L’episodio finito sotto processo risale al 7 luglio 2011 e si verificò mentre erano in corso gli esami di maturità. 
Questo il fatto e il suo esito giudiziale. Ma cosa NON HA FATTO la Prof.ssa Principe per meritare un simile pesante giudizio penale che ha dei risvolti di danno economico per lei e la sua famiglia non indifferenti?
I fatti, desunti da altri articoli di giornale, dicono che la Dirigente scrisse alla Provincia competente dell'edilizia scolastica che esisteva il pericolo del lucernario, scrisse una disposizione per tutto il personale dell'Istituto di tenere le finestre che davano sul lucernario chiuse, fece apporre ovunque tale avviso.
Quindi, in pratica, ella aveva fatto tutto quanto era nei suoi poteri. Il resto competeva alla Provincia che avrebbe dovuto intervenire su quel lucernario pericoloso.
Una bidella contravvenne alla disposizione del Dirigente lasciando aperta una finestra, il liceale contravvenne agli avvisi esposti, scavalcando la finestra e salendo sul lucernario che si sfondò definitivamente.
Al momento del fatto la Dirigente era a km. 150 dalla Scuola impegnata quale Presidente di commissione di esami in altro Istituto Statale.
L'apparente scappatoia da questa gogna architettata e predisposta da Leggi e Regolamenti folli che, per ora, nessuno ha pensato di correggere, è che basterebbe che il Dirigente scrivesse scrivesse scrivesse, quanto la Prof.ssa Principe ha fatto nel caso in specie, e se avviene l'incidente egli sarà sollevato da ogni responsabilità.
Perché dunque invece ella è stata condannata? Non è l'unico caso. Perché questi magistrati non tengono conto dell'unica cosa che il Dirigente può fare se lo ha fatto?
Posso tentare, assumendomi la responsabilità di ciò che scrivo, una risposta:
perché si cerca la via più breve per sanare lo stato tragico in cui versa l'edilizia scolastica in Italia, altrimenti lo Stato, rappresentato dagli Enti Locali, dovrebbe chiudere tutti gli edifici scolastici NON A NORMA.
Punendo il Dirigente e, al massimo, il suo RSPP, il capro espiatorio resta locale: di quella Scuola specificatamente e lo Stato non viene chiamato in causa.
Una scelta, quella della magistratura, che puzza di copertura di ben altre responsabilità che chiamano in causa figure istituzionali più importanti.
Si potrebbe obiettare allora perché non siano i Dirigenti a predisporre la chiusura, quando gli Enti Locali preposti non provvedono dopo che egli ha scritto: PERCHE' non possono farlo, altrimenti possono essere accusati di INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO!
Fra l'incudine e il martello dunque!
Solo il Prefetto e il Sindaco possono predisporre la chiusura di una Scuola.
E' vergognoso che nessuno del Governo ascolti la voce dei Dirigenti Scolastici che si è levata spesso e in varie sedi istituzionali.
Questo da conto del disinteresse per la Scuola, iniziando dalle figure apicali degli Istituti, lasciate nel più totale abbandono, scaricando su di esse una summa di adempimenti amministrativi asfissianti, di cui gli Uffici Scolastici Regionali si sono liberati e, nel contempo, rendendole responsabili di ciò di cui umanamente è impossibile che siano! Dalla bidella che contravviene alla disposizione scritta dal Dirigente, che non è chiamata a rispondere davanti al giudice del suo gesto, al dipendente della Provincia che non ha provveduto a quanto segnalato dal Dirigente!
Può una singola persona controllare i gesti di 150 dipendenti, minuto per minuto? E se non è in grado di farlo, girando come un vigilantes per l'edificio facendo la ronda visto che ha anche altri compiti, va condannato? Come è possibile questa concentrazione di Responsabilità su un'unica figura umana a cui si chiedono capacità disumane, come l'onnipresenza e l'onniscienza?
Dopo aver superato Concorsi duri in cui è stato chiesto loro quasi tutto lo scibile umano, molti di loro vorrebbero tornare a fare i professori di fronte a tale inaccettabile situazione ma, mentre prima i Presidi potevano farlo a semplice domanda, ora debbono dimettersi, poi fare domanda che, se non viene accettata, li lascerebbe senza lavoro, dopo tanti concorsi e sacrifici.
Una volta oltrepassata quella porta l'Amministrazione Pubblica ha pensato bene di chiuderla alle loro spalle: forse supponendo con coscienza sporca che altrimenti ci sarebbe uno svuotamento delle Dirigenze Scolastiche?
E tale caterva di mali non è affatto compensata da adeguata soddisfazione economica: nel Lazio, ad esempio, causa errori non so se del Tesoro o del MIUR, alcuni Dirigenti hanno firmato il contratto per una cifra che poi è stata decurtata, appunto per l'errore amministrativo di qualcuno! Dato che al momento della firma di un contratto si è scelto di firmare magari proprio anche per la retribuzione allettante, come può lo Stato cambiare le carte in tavola per un mero errore umano?
Nessuno paga? Solo i Dirigenti Scolastici per gli errori altrui?
Fare causa per inadempienza di quanto scritto sul contratto di lavoro? Perché no? Pagare un avvocato, attendere anni ed un esito incerto, vista la giustizia in Italia. 

Da: CGIL Scuola

Condannato il dirigente scolastico del Convitto dell’Aquila crollato nel terremoto del 2009

Non sono i soggetti che gestiscono le attività educative delle scuole che si devono occupare degli edifici; l’edilizia scolastica sia messa al primo posto negli investimenti pubblici; si ricostruisca un sistema efficace di responsabilità e di garanzia per la sicurezza delle scuole italiane.

16/11/2015

Il dirigente scolastico del Convitto ha pagato insieme al dirigente dell’amministrazione provinciale – condannato a due anni e sei mesi di reclusione – lo stato di incuria e di abbandono in cui si trovano le strutture che ospitano le scuole italiane.

È inaccettabile per un Paese civile e per il suo futuro, per la sicurezza e per l’incolumità di coloro che studiano e lavorano nelle scuole che ad essere condannato per le tragiche conseguenze dell’effetto del terremoto del 2009 sulle fatiscenti strutture della scuola sia il dirigente del Convitto


Il povero Prof. Bearzi colpevole secondo i giudici fino alla Cassazione di:
non aver previsto la scossa di terremoto che ha fatto crollare parte del Convitto uccidendo tre studenti;
non aver reso sicuro l'edificio, nonostante i Dirigenti Scolastici  non ne abbiano obbligo, facoltà e mezzi essendo questi deputati alle Province per tutti gli edifici della Scuola Media di Secondo Grado.
Alla Commissione Grandi Rischi assoluzioni e 2 anni solo ad un componente non apicale..
All'esterrefatto e distrutto Preside una pena pesantissima.
Misteri delle menti giudicanti. 
Aggiungo che ho appreso che il Prof. Bearzi aveva telefonato alla Protezione Civile chiedendo se, vista la situazione dell'Edificio, c'erano rischi:
la Protezione Civile rispose che la Commissione Grandi Rischi aveva detto che non c'erano rischi.
Tutti assolti e poche pene: la pena più alta in assoluto per il terremoto de L'Aquila l'ha avuta il Dirigente Scolastico del Convitto.
Una giustizia da Medioevo! Ma quale democrazia??!!! Qui si usano i capri espiatori!





venerdì 19 maggio 2017

Francesca Benedetti

Da: L'Indipendente.net


SABAUDIA Elezioni, Benedetti punta tutto sulla sanità




Francesca Benedetti
Francesca Benedetti, candidata al Consiglio comunale nella lista ‘Obiettivo in Comune’ per Pasquale Capriglione Sindaco

SABAUDIA, 19 MAGGIO 2017 – Francesca Benedetti, candidata al Consiglio comunale con la lista ‘Obiettivo in Comune’ per Pasquale Capriglione Sindaco, incentra il suo programma elettorale sull’importanza della Sanità a Sabaudia.
L’importanza per la cittadina di avere un Punto di Primo Soccorso efficiente e che possa stabilizzare i pazienti in condizioni critiche, è un aspetto sul quale un’amministrazione deve assolutamente fare il possibile per intervenire in maniera concreta. “Sabaudia è per dimensioni il terzo comune della provincia, ha una popolazione di circa 20000 abitanti tra cui molti anziani e stranieri, numero che aumenta in maniera esponenziale se si considera anche il flusso di turisti nei periodi estivi. È chiaro che un Pronto soccorso potenziato e in grado di accogliere un maggior numero di pazienti, potrebbe essere una valida risposta sociale alle necessità della nostra popolazione, considerando anche il fatto che gli Ospedali di Latina e Terracina sono distanti e comunque non riescono a far fronte all’elevato numero di utenze che si riversa da tutto il territorio pontinoha detto la Benedetti -. È proprio di questi giorni infatti la notizia dell’emergenza scattata al Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti in cui vi erano moltissimi pazienti in lista d’attesa, a conferma che nella regione Lazio, siamo una delle province che più necessità di strutture adeguate. Ritengo che la salute del cittadino debba sempre essere al primo posto ed è per questo che sarà un punto assolutamente prioritario della nostra azione amministrativa – ha incalzato la Benedetti -. Sarà impegno della nostra coalizione, guidata dal candidato Sindaco Pasquale Capriglione, sollecitare tutte le istituzioni per la fornitura di materiali e strumentazioni mediche per consentire al personale di operare in maniera tempestiva e risolutiva sul paziente. Inoltre richiederemo alla Regione Lazio di poter usufruire degli spazi ex IPAI inutilizzati per inserire tutti quei servizi sanitari che ad oggi non sono presenti”.

Quello che mette in risalto Francesca Benedetti è una realtà importante che ho avuto modo di sperimentare anch'io.
Un mio familiare ha avuto un momentaneo problema pressorio e, avendo avuto pregressi problemi cardiaci, ha avuto bisogno di un intervento medico urgente, che ha trovato presso il Pronto Soccorso di Sabaudia. L'efficienza del Cardiologo di turno è stata importantissima e, nella sala d'aspetto, non eravamo gli unici. Segno che tale Presidio è indispensabile. Dunque va tenuto aperto e, come promette Francesca, potenziato di attrezzature e mezzi.

mercoledì 17 maggio 2017

Domenico Maurantonio: morte archiviata

Non sono riusciti a trovare niente quindi archiviano con l'ipotesi minima che, però, appare, per vari fatti, inverosimile, fra questi il fatto che la finestra da cui, secondo chi archivia, è "caduto" ha un davanzale da terra alto più di un metro, inoltre per raggiungerla il giovane ha percorso un lungo corridoio per raggiungere la stanza dove quella sera avrebbe dovuto dormire e che aveva lasciato per il compagno che doveva ricevere una compagna, spostandosi in un'altra e adattandosi a dormire in un letto matrimoniale in mezzo a due compagni, che ha scavalcato per uscire quando si è sentito male di intestino, stranamente però non è entrato in bagno, ma ha lasciato le sue feci lungo il corridoio. Uno smarrimento mentale ben strano per un poco di alcool che, in gran parte, aveva ancora nello stomaco, dato che nel sangue ne hanno trovato poco.


Da: Corriere Adriatico

PADOVA - Adesso le analisi parlano chiaro. Domenico Murantonio aveva bevuto molto la notte dal 9 al 10 maggio, prima di volare dal quinto piano dell’Hotel Da Vinci di Milano.

Forse avevano bevuto molto anche i suoi compagni di camera, maturandi del liceo Nievo in gita all’Expo. Nello stomaco del diciannovenne padovano sono stati trovati 3,27 grammi di alcol ancor da smaltire. Quindi, aveva appena bevuto prima di volare nel vuoto. Un grammo era nel sangue e anche nelle urine c’erano tracce di alcol smaltito. Il paragone va fatto con i limiti di alcol per la guida, che sono di 0,5. Insomma, quella notte si era bevuto molto.

In gita scolastica non si beve da soli. E nel corridoio del quinto piano, dove sono state trovate le tracce di Domenico, non c’erano bottiglie di alcol. La bottiglia era in camera.


Finestra dell'albergo da cui è precipitato Domenico: foto fatta durante i rilievi dei periti.
Si noti l'uomo affacciato alla finestra: il davanzale appare piuttosto alto rispetto all'uomo affacciato, rendendo ancora più inverosimile una caduta accidentale come stabilito dai magistrati che hanno predisposto l'archiviazione.

Rita Coltellese *** Scrivere: Il Giallo rimane sulla triste fine di Domenico

Rita Coltellese *** Scrivere: Non dimentichiamo Domenico

martedì 16 maggio 2017

Libertà di opinioni su "Il Fatto Quotidiano"






Consip, Renzi sulla telefonata 
con il padre: “Ribadita la mia 
serietà, le intercettazioni mi 
fanno un regalo”

Leggetevi l'articolo su "Il Fatto Quotidiano": 
così farete guadagnare loro un po' di soldi 
con i clic tramite la pubblicità. Comunque
sono arrivata su "Il Fatto" grazie a tutte le 
numerose testate che hanno riportato 
questa intercettazione di una telefonata fra 
Matteo Renzi e suo padre, in cui egli gli 
chiedeva di dire la verità su questa storia 
di un suo incontro con Romeo. 
"Il Fatto Quotidiano" l'ha riportato per primo prendendolo 
da un libro di Marco Lillo, mi pare.. 
I commenti sotto detto articolo sono la dimostrazione lampante 
che contro l'ostilità a priori nulla si può fare: accade anche 
nella vita di ciascuno di noi e gente ostile sempre e comunque 
è inutile cercare di convincerla e, peggio, di conquistarla. 
I migliori dicono che Renzi di sicuro sapeva di essere 
intercettato, dunque, da furbetto ha parlato in quel modo 
al padre. 
Ad uno che si è spinto ancora più in là, come altri, 
ho provato a rispondere: sotto pubblico il commento 
a cui ho tentato di rispondere e... il mio, censurato.

L'idea che mi ero fatto sul caso Consip era proprio quella: Renzi senior e Lotti che si fanno 
gli affaracci loro sfruttando la posizione di Matteo del quale molto probabilmente non 
hanno stima e considerazione e reputano un idiota... il che se pensate ad un padre che 
considera così il figlio capite tutta la miseria umana che risiede a Rignano sull'Arno



Mi sembra che lei tragga conclusioni affrettate su 
rapporti umani privati fra padre e figlio. Prima di 
scrivere, lei ed altri, dovreste riflettere su una 
indubbia realtà: i rapporti fra padre e figlio, anche 
quando sono ottimi e improntati ad amore reciproco, 
non sono mai da "Mulino Bianco". Prima di scrivere 
pensate ai vostri rapporti con i vostri genitori: 
sono idilliaci? I vostri papà sanno tutto di voi e voi 
di loro? Non credo che un padre non possa essere 
orgoglioso di un figlio che, lavorando bene all'interno 
del suo partito, è arrivato ad essere Presidente del 
Consiglio dei Ministri.
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Ora mi viene da sorridere su questo moderatore. Vi assicuro 
che è vero, non è stato un problema informatico, ho provato 
una seconda volta ed è apparsa di nuovo la scritta.
Dunque su "Il Fatto Quotidiano" censurano chi esprime 
civilmente un'opinione, senza parolacce, senza offese, senza acrimonia...
Democratici! Di larghe vedute e rispettosi di tutti!
Della serie guai a chi parla bene di Matteo Renzi o si 
permette di sminuire chi sbava insensato veleno!
E pensare che, grazie all'agire di rappresentanti del PD 
come Zingaretti, non so se potrò mai votare per il partito 
di cui Renzi è di nuovo Segretario!  
Ma non mi piace nemmeno un giornale che vuole la 
realtà a senso unico, giacché allora non è in buona fede.

lunedì 15 maggio 2017

Menzogne dell'Amministrazione PD del Lazio

(MeridianaNotizie) Roma, 5 maggio 2017 

“La sanità del Lazio non produce più un euro di disavanzo”. E’ quanto ha annunciato il presidente della Regione Lazio, nonché commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit sanitario, Nicola Zingaretti, ascoltato dal Consiglio regionale, all’uopo convocato in seduta straordinaria su richiesta di alcuni consiglieri di opposizione. Dai quasi due miliardi di euro di disavanzo del 2007- 400 euro sulla testa di ogni cittadino del Lazio con un’offerta di cure giudicata dal governo insufficiente -, si è passati ai 164 milioni del 2016, la metà dell’anno precedente (333 milioni di disavanzo nel 2015), ma con un margine operativo positivo: il rapporto ricavi-costi è di più 137 milioni di euro, al netto delle partite finanziarie. Insomma, secondo il commissario ad acta i conti sono a posto e presto si dovrà pensare a una nuova governance della sanità, fuori dal regime commissariale. “Dopo un’approfondita valutazione sui numeri e sui dati dell’erogazione dei servizi dei livelli essenziali di assistenza, il ministero dell’Economia e il ministero della Salute hanno certificato che la sanità del Lazio è finalmente uscita dal tunnel e si apre una fase nuova”, ha dichiarato Zingaretti, riferendosi all’esito dell’ultimo tavolo tecnico di verifica del piano di rientro e di controllo del piano di rientro dal deficit che si è svolto lo scorso 29 marzo. “A raggiungere questo traguardo di oggi – ha proseguito Zingaretti – hanno contribuito tutte le amministrazioni precedenti a questa, di centrodestra e di centrosinistra, e nel corso di questi quattro anni le forze politiche delle opposizioni”.


.All’intervento del commissario ad acta è seguito il dibattito. In più di un intervento le opposizioni hanno voluto sottolineare che se è vero che il disavanzo è decresciuto, è altrettanto vero che ciò è avvenuto soprattutto grazie all’aumento dei fondi nazionali dovuto al riconoscimento della crescita demografica del Lazio. La relazione del presidente della Regione ha risposto solo a criteri di marketing politico da campagna elettorale. Secondo le opposizioni inoltre i cittadini del Lazio sono costretti a subire una politica scriteriata di tagli a tutti i livelli – reparti, posti letto, prestazioni e personale -, incontrando disagi e disservizi di ogni tipo, come i lunghi tempi delle liste d’attesa e il blocco delle ambulanze.

(a cura di Cecilia Guglielmetti)

Nonostante abbia inviato all'Espresso e al Fatto Quotidiano la notizia accertata e accertabile che è stata chiusa una intera sezione di Chirurgia Toracica di un Ospedale del Lazio senza ricollocare il personale con tale specializzazione medica, ma mettendo a concorso ben 6 posti per altrettanti specialisti con relativa copertura finanziaria, nessuno ha ritenuto tale notizia importante da darne pubblicazione.
Dove è lo scandalo? E' in quanto lo stesso Zingaretti, nel suo ruolo di Commissario ad Acta per la Sanità, ha scritto nel piano di rientro:  "il piano è perentorio: le assunzioni saranno autorizzate solo dopo avere valutato se si può ricorrere ai trasferimenti."
"Le aziende sanitarie non possono procedere alla copertura di eventuali posti vacanti o carenze di organico, prima del completamento dei procedimenti di ricollocazione del personale."
ESATTAMENTE CIO' CHE NEL CASO DA ME SCOPERTO NON HA FATTO, consentendo che il personale di ruolo, regolarmente pagato, non è stato ricollocato ma i concorsi si sono banditi lo stesso!
Dov'è il risparmio per i contribuenti?
Perché Zingaretti scrive una cosa e poi ne fa un'altra?
Quanti di questi casi ci sono nella Sanità del Lazio di cui la gente non è venuta a conoscenza? 
Rita Coltellese *** Scrivere: Il Diritto calpestato di Dirigenti Medici: chi lo ripristinerà Zingaretti PD o Barillari M5S?


L'unico articolo che ho trovato sul fatto che l'opposizione (accuratamente non specificata nell'articolo, cosa che da conto dell'omertà che circonda il Presidente della Regione da parte di certa stampa) abbia chiesto una seduta straordinaria del Consiglio Regionale,  "all’uopo convocato in seduta straordinaria su richiesta di alcuni consiglieri di opposizione", è questo di Meridiana Notizie. Ma è molto "soft" e riporta solo in fondo e stringatamente quello che ha obiettato la non dichiarata opposizione, che io sospetto essere il Movimento 5 Stelle! Ho messo in risalto le poche righe che riportano l'obiezione dell'opposizione lasciata anonimamente sul vago. E ho messo in risalto anche la "sleccata" data da Zingaretti alle opposizioni "“A raggiungere questo traguardo di oggi – ha proseguito Zingaretti – hanno contribuito tutte le amministrazioni precedenti a questa, di centrodestra e di centrosinistra, e nel corso di questi quattro anni le forze politiche delle opposizioni”." Questa è la prova della sua consapevolezza di avere la coscienza sporca: è arrivato a coinvolgere (a parole) anche l'opposizione in quello che lui considera essere un traguardo. Sulla pelle di chi lui lo sa benissimo.

Zingaretti si comporta in modo da contravvenire a precise regole, peraltro discendenti da Leggi, scritte e firmate da lui stesso.
Perché mai dovrei votare PD?
Continuo a sfogliare la margherita e questa volta il petalo del M5S, se i "consiglieri di opposizione" sono quelli che penso, è sempre sulla margheRita.
Rita Coltellese *** Scrivere: Sfogliando la margherita in attesa di votare...

Piegare la REALTA' ai propri scopi

mercoledì 23 maggio 2012


Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere

E' un antico proverbio, frutto della saggezza popolare che nasce dall'esperienza e si attaglia perfettamente al comportamento dei Partiti che, dopo il risultato di queste elezioni amministrative, continuano a praticare ciecamente una specie di autoinganno, ad eccezione di qualche voce isolata, sia di destra che di sinistra che di centro, che dice a sé stessa ed agli altri la verità che è sotto gli occhi di tutti.

L'ho scritto 5 anni fa!
Cosa è cambiato nella nostra Italia?
Niente.
Per questo forse questo post, di cui pubblico qui l'incipit, è sempre in testa alla classifica settimanale.
I vari giornalisti televisivi nei loro salotti cercano di propinarci la realtà deformata ad uso e consumo di chi li paga, e non importa che, nel caso della RAI, chi li paga siamo noi e che, grazie alla bella e rozza trovata di Renzi che ce li fa pagare sulla bolletta elettrica, c'è chi come me e tanti altri ha rischiato e rischia di pagarli due e anche tre volte, se malauguratamente ha risparmiato e lavorato per comprarsi due o tre case, oppure se hanno risparmiato e lavorato i propri genitori e nonni per loro.
Troppa fatica lasciare in pace chi aveva già una iscrizione a ruolo del cosiddetto "abbonamento", che invece è un'imposta, intestato ad un componente del nucleo familiare che, magari, non aveva però intestato anche il contratto elettrico.
Siamo perseguitati da un sistema impositivo iniquo che NON VUOLE RIFORMARSI, ma continua a trovare rimedi errati all'evasione.
Torniamo al giornalismo ormai ridicolo degli imbonitori televisivi: sono così lontani dalla realtà oggettiva, che la gente vive ogni giorno, da suscitare il riso.
Su chi pensano di far presa costoro facendo parlare altri giornalisti schierati con le scelte scellerate del PD che insiste a chiamare immigrazione quella che è un'invasione?
Pensano che la gente non avverta l'ipocrisia di queste persone convocate in studio?
Guai a chi si azzarda a dire una semplice, ovvia, realtà come Deborah Serracchiani. Si scatena la canea degli ipocriti: bisogna spiegare l'ovvio, spaccando il capello in quattro. Sono arrivati stoltamente ad accusarla di essere di destra. L'ovvio, la realtà, il buonsenso sono di destra?
Non credo.
Vogliono per forza farci votare Lega? Anche se non siamo di quel partito? Per far capire con il voto che agli italiani questa invasione costosa ed inutile non va bene?
Vogliono ripetere l'errore che ci ha spinto a votare 5 Stelle nel 2013?
Continuate così, fatevi del male.
8.600.000 persone circa votarono per il Movimento di Grillo non perché fossero tutti scemi che credevano che gli americani ci hanno messo addosso i microchip, come ebbe a dire un loro (ahimé) deputato, ma perché gli italiani pensanti erano disgustati dalla bulimia di soldi, e benefit, e latrocini, e leggi speciali a beneficio della Casta che i partiti continuavano ad incassare senza vergogna e nessun rispetto per il popolo che li guardava.
Ora si sono inventati la parola "populismo". Ogni tanto i pennivendoli si inventano un lemma per poter servire meglio l'idea al Potere. Ovviamente dando a tale termine un significato dispregiativo, in modo da usarlo poi per chiudere la bocca a chi non la pensa come l'idea al Potere.
E quale è in questo momento l'idea al Potere?
Quella catto-comunista. Non so cosa voglia fare Renzi, che io ho votato di nuovo, ma se continua a perseguire l'idea che serve a dar da mangiare alle ONLUS cattoliche e rosse il suo PD non avrà il mio voto e, penso, quello di molti altri come me, perché in fondo sono nella media. 
Sono per l'Europa da cambiare in meglio, come dice Renzi e come dice Macron, ma non sono d'accordo sul travaso Africa in Europa.
Che i popoli si determinino da sé.
Basta balle! Non fuggono da guerre, pochi hanno questa come ragione, e la Siria non fa parte del continente africano: contano sull'ignoranza in geografia evidentemente.
Non si facciano paralleli con l'emigrazione italiana: è un insulto. Non andavano all'arrembaggio dei Paesi che li ospitavano ma che, al contrario, li avevano richiesti. 
Mattarella, scelto da Renzi e debbo dire, come singola cittadina, anche da me, visto chi voleva Berlusconi a rappresentare la Repubblica Italiana, non è poi tanto super partes come dovrebbe essere, e dunque in Argentina ci ha provato un po' ad usare gli Italiani emigrati là per sfondare la porta dell'arrembaggio dei barconi. 
Niente di simile: documenti alla mano. E questo vale per tutti gli altri Paesi dove sono andati i nostri emigrati.
Dal sito del nostro Ministero degli Affari Esteri:
L’immigrazione di massa in Argentina fu promossa come progetto politico sin dai tempi della cosiddetta “generazione del 1837” che, analogamente a quanto avvenuto nel caso statunitense, intendeva “popolare il deserto” della neonata Repubblica, sviluppando ed espandendo l’eredità della vecchia colonia ad economia prevalentemente agricola. Il flusso italiano in Argentina cominciò nel periodo tra fine secolo e la Prima Guerra Mondiale. Si trattava, soprattutto inizialmente, di un movimento in partenza dal porto di Genova, che raccoglieva, a mo’ di imbuto, emigranti liguri, piemontesi e lombardi. Nonostante l’origine rurale della maggioranza, il primo censimento nazionale (1869) rileva che il 59% di tutti gli italiani in Argentina si stabiliva a Buenos Aires. Si creò di fatto un “proletariato urbanizzato”, dove gli Italiani erano molto presenti in tutti i gruppi socio-professionali (a differenza, ad esempio, degli USA), dalla coltivazione delle terre all’industria, commercio, edilizia e servizi. Nascevano le prime società di mutuo soccorso (Unione e Benevolenza a Buenos Aires, 1858), le scuole, il primo giornale (“La nazione italiana”, 1863). 
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Noi dobbiamo forse popolare un territorio "deserto"?
Poi c'è il pietismo (visto che loro usano "populismo"!) verso i morti sbarcati anche loro sul povero, violentato, suolo italico! Ma chi ha indotto questi, che poi muoiono anche, a dare soldi ai criminali andando all'avventura? Quali racconti gli fanno? Che arriverà la Guardia Costiera Italiana, che arriveranno le navi delle ONG a "salvarli"? Sono queste narrazioni che inducono al tentativo. Questi i Paesi da cui "fuggono":
Marocco: non c'è guerra c'è una monarchia. Ex colonia della Francia e della Spagna.
Eritrea: Repubblica. Ex colonia italiana.
Somalia: Repubblica. Ex colonia italiana e Britannica.
Egitto: Repubblica. Non c'è guerra.
Nigeria: Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia Britannica.
Niger: Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia della Francia.
Mali: Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia della Francia.
Sierra Leone: Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia Britannica.
Gabon: Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia della Francia.
Gambia:  Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia Britannica.
Senegal: Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia della Francia.
Sudan: Repubblica. Non è in guerra. Ex colonia Britannica.
Non so se siano tutti i Paesi africani da dove provengono, ma a me sembrano già abbastanza!!! 
Afghanistan: instabilità politica. Invasione USA.
Pakistan: non c'è guerra. Repubblica. Ex colonia della Gran Bretagna
Siria: dilaniata dalla guerra civile e dall'ISIS.
Ma questi ultimi 3 sono nella parte asiatica e solo i siriani e gli afghani possono essere ritenuti rifugiati data la situazione dei loro Paesi di origine.
Ora penso che chiunque sia in grado di capire che questa massa di popoli si sta riversando su un Paese la cui superficie è di circa 300.000 Kmq, con una densità di popolazione alta, essendo circa 60 milioni di abitanti.
Come possono i nostri governanti proporre tutte le false motivazioni che adducono per giustificare questo flusso ininterrotto che dura dai tempi in cui c'era ancora Gheddafi, tanto è vero che Berlusconi fu costretto a fare con lui un accordo per fermarlo a livello del suolo libico. 
I governanti che sono venuti dopo di lui invece hanno iniziato a parlare di "accoglienza", "umanità", "flussi ineluttabili" e hanno trasformato questa piaga in business con la benedizione super ipocrita del Capo del Vaticano che, però, tiene le porte di quello Stato ben chiuse.
Gli Italiani vedono i loro soldi andarsene e vivono mille disagi per questa immigrazione non richiesta.
Rita Coltellese *** Scrivere: Ammissione di quello che sapevamo tutti

sabato 13 maggio 2017

Rifiuti: amministrazioni locali omissive

Da: EUNEWS


Italia, multe milionarie pagate alla Ue per discariche non a norma e pericolose

Una sanzione semestrale di 27 milioni e 800 mila euro

Roma – Una multa semestrale da 28 milioni. E’ quanto deve pagare l’Italia all’Unione Europea. Colpa, l’incapacità del nostro Paese a mettere in regola le 200 discariche di rifiuti non a norma e pericolosi. E fintanto che l’Italia non si metterà in regola, continuerà a pagare, seppur in misura decrescente in base alle discariche che man mano verranno “sanate”. E intanto ha già versato una somma forfettaria di 40 milioni, cui si sono aggiunti 85 mila euro di interessi di mora.
Sono Campania e Calabria le regioni che svettano per discariche “non conformi”: ben 48 in Campania tra cui una discarica di rifiuti dichiarati “pericolosi”, e 43 in Calabria (di cui una pericolosa). Seguono Abruzzo con 28, Lazio con 21, ma in pratica, escluse Valle d’Aosta e Molise, non c’è regione che non abbia discariche di rifiuti da bonificare.
Da quando l’Italia e’ stata condannata dall’Unione europea, nel 2014, per la presenza appunto di 200 discariche non regolari, sono state messi a norma 14 siti, mentre per uno e’ stato riconosciuto l’errore di censimento. Alla data del 13 luglio 2015 rimanevano perciò 185 discariche in procedura d’infrazione. A fine 2016 – come specifica il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, rispondendo a una interrogazione presentata alla Camera- eravamo a quota 133, “pari a una sanzione semestrale di 27 milioni e 800 mila euro”.
E c’è da aggiungere che molte amministrazioni locali non ottemperano alle sollecitazioni per intervenire tempestivamente. Tanto che il ministro Galletti parla di “paradosso”. “E’ evidente- dice- che tale sentenza di condanna rappresenti un paradosso. Lo Stato infatti e’ costretto a farsi carico tanto dal punto di vista amministrativo quanto finanziario, del comportamento omissivo delle amministrazioni locali che nel caso di discariche abusive non ottemperano ai compiti loro assegnati”.
Suggerimento al Governo: non si ottiene nulla senza punizione, è un dato di fatto. Dunque punire con multe personali gli amministratori locali che non ottemperano a tutte le regole di legge. Una regola, ad esempio, è che la Tassa sui rifiuti deve diminuire con l'applicazione della differenziata. Quando questo non accade gli amministratori locali vanno sanzionati: con le loro personali tasche, come viene fatto in altri ambiti dell'amministrazione statale. Sarebbe folle ed insensato se dovessero pagare con i fondi dei Comuni che sono soldi dei cittadini contribuenti.
Inoltre si fanno ovunque pochissime multe a chi sporca, non ricicla e inquina gettando i rifiuti fuori dagli ambiti preposti alla raccolta: anche i cittadini scorretti vanno multati.