martedì 18 settembre 2018

Quando era Presidente la Boldrini e Giannini, Ministro, rispondeva "inesattezze" in Aula

venerdì 7 ottobre 2016

Un Professore scrive alla Presidente della Camera dei Deputati

Onorevole Presidente, sono rammaricato di sentire l'esigenza di dover scrivere alla terza carica della Repubblica.
Avrei voluto evitare, non è nella mia natura, ma quando è lo Stato a ledere i diritti delle persone che ne fanno parte penso sia giusto comunicare con chi lo rappresenta.

Immagino che riceverà molte lettere di cittadini che lamentano il proprio problema personale.
Sono un professore della scuola italiana da poco meno di un anno, nei sedici anni precedenti ho sempre lavorato per aziende private.
Nel 2000-2001 ho partecipato e superato un regolare concorso pubblico per l'insegnamento del diritto e dell'economia nelle scuole superiori di secondo grado.
La riforma della scuola del 2015  (legge 107) mi ha consentito di iniziare a lavorare come insegnante, profilo che mi ha sempre affascinato per il ruolo di pubblica utilità che riveste, in particolare per un docente che deve trasmettere ai ragazzi l'educazione civica, il rispetto delle regole ed il rispetto del diritto. Farne, in sintesi, dei buoni cittadini con il senso della giustizia, del dovere, dell'accoglienza, dell'uguaglianza.
La mia è stata una scelta ponderata a lungo, ho lasciato una multinazionale dove operavo in posizione di quadro aziendale con molte responsabilità e persone da gestire.
Ho scelto di guadagnare il 35% in meno, perché pensavo di poter fare uno dei lavori più belli.
Non sono un irresponsabile, un matto sceso da un altro pianeta che non ha pensato al sostegno economico della propria famiglia (ho un figlio di 7 anni). Ho fatto i miei conti e mi sono reso conto che a 46 anni potevo sostenere questa situazione.

Non voglio prolungare troppo questo discorso ed arrivo al dunque.
Il primo segnale di una macchina statale che funzionava male, lo ha avuto quando non mi è stato consentito di dare il giusto preavviso alla mia vecchia azienda, perché avrei dovuto assumere immediatamente servizio.
Questa situazione  mi è costata diverse migliaia di euro, salvo (in un momento successivo) essere informato a posteriori che avrei potuto darlo il preavviso e che si erano sbagliati.
Non entro nel merito della mobilità degli insegnanti, perché ne ero a conoscenza, ma non ero a conoscenza dei criteri e dei modi con cui sarebbe stata gestita. Io e migliaia di altri insegnanti come me.

Io le scrivo dalla Liguria, dalla provincia di Savona, pur abitando nella provincia di Roma.
Ho accettato, non con gioia, il trasferimento (è sbagliato ed offensivo chiamarla deportazione).
Quello che non accetto, in uno stato di diritto, è la violazione dei diritti stessi da parte dello Stato che costituzionalmente è chiamato a tutelarli.
Può immaginare con che faccia io possa entrare in una classe e spiegare l'importanza della nostra Costituzione ed in particolare l'alto valore morale dei primi 12 articoli, i Principi Fondamentali.
Leggo ai miei ragazzi, passo dopo passo, i commi e gli articoli e li commento con loro. 
Non posso certo raccontargli che spesso vengono calpestati quotidianamente ed io lo sto vivendo sulla mia persona.

Come altri 46.000 insegnanti in Italia ho chiesto, ovviamente, l'assegnazione provvisoria per potermi riavvicinare alla famiglia, ma a differenza di molti di loro (la maggioranza mi creda), ho scelto di attendere questo esito lavorando e non facendo mancare l'ennesimo insegnante agli studenti.
Io non sono in congedo, non sono in malattia.

Questa scelta però la sto pagando cara in termini di dignità come lavoratore e come persona, perché lo Stato non mi rispetta.
Dovendo attendere un esito che dipende dagli ambiti territoriali provinciali (nel mio caso Roma) sono costretto ad alloggiare in bed & breakfast sempre diversi e a sostenere spese impegnative. In oltre 40 giorni ho speso circa 1.500 euro (ci sono anche i viaggi) ed un insegnante ne guadagna 1.400.
Praticamente, Onorevole Presidente, io sto "pagando per lavorare" e mi  vergogno, perché sto togliendo questo denaro alla mia famiglia.

Non potrò andare a lungo avanti con l'autofinanziamento, quindi mi restano due alternative: o una finta malattia, che è contro i miei principi morali, ma comprendo chi lo fa perché non in grado di autofinanziarsi o dimettermi e cercare un altro lavoro.
Tutte e due le scelte non sono dignitose ma rischiano di diventare obbligate perché lo Stato mi ha messo con le spalle al muro. Come si fa a consentire una cosa del genere?
La pessima gestione da parte del Miur e di chi lo dirige, di questo avvio di anno scolastico meriterebbe delle dimissioni.
Mi dispiace molto, ma al question time avvenuto a fine settembre, proprio alla Camera dei Deputati, il Ministro Giannini ha detto molte inesattezze. Ha dato percentuali palesemente non veritiere sulle conciliazioni, senza mai dire che tutte quelle presentate dagli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado sono state saltate in blocco e neanche visionate.
Per non parlare di come sono state gestite quelle accettate.
Un ministro della Repubblica non si può permettere, in una sede istituzionale, di fare affermazioni che non corrispondono al vero.
La dignità non ha prezzo e se non si è in grado di svolgere un lavoro così importante, allora ci si fa da parte.

Mi scuso per averle tolto del tempo.
La saluto da un bed & breakfast della provincia di Savona, mentre attendo di sapere da quasi 40 giorni se devo prendere una casa in affitto o posso rientrare dalla mia famiglia.


Cordialmente
prof. D N

Suona ingenua, a distanza di appena 2 anni, questa lettera di un Professore della Scuola Pubblica rivolta alla Terza Carica dello Stato, piuttosto che a Matteo Renzi che, fatta la legge, si è lavato le mani di come troppo di corsa e con tanti errori è stata applicata. Il Professore si rivolge alla persona sbagliata, preoccupata solo dei clandestini che entrano in Italia e affatto di chi l'Italia la regge sulle spalle, come questo professore, facendo rigorosamente il proprio dovere. Egli, che conosce bene la Costituzione, si rammarica che un Ministro inadeguato riferisca nell'Aula che la Boldrini rappresenta delle INESATTEZZE! Ad essere troppo seri e credenti nelle Istituzioni si finisce per apparire ingenui...

venerdì 31 agosto 2018

Per ridere un po': Le comiche: "Boldrineide"


ITALIA: "Alt! Ne sono entrati circa 1.000.000! Girano senza controllo, senza permesso di soggiorno, non so chi sono, da dove vengono, come vivono... Molti spacciano droga.. Non è possibile continuare così!"










ITALIA: "Mi sento male.. Mi sento tutta sottosopra quando parla questa! Ma scusa di che? Ma scusa perché? Gli abbiamo permesso di costruire la Grande Moschea nella mia Capitale... Prova ad andare a costruire una Basilica Cattolica in una grande città musulmana... Ma dici queste cose perché stai male di testa o perché mi odi?"




ITALIA: "Oh mamma, mamma mia! Ma cosa dice??!! Dopo tante lotte delle femministe, proprio lei che si dice di sinistra.. Ma le ha viste quelle poverette coperte dalla testa ai piedi?! Lei vorrebbe QUELLO STILE DI VITA PER LE ITALIANE?! Ma questa sta male, sta male davvero! Non è ipocrita soltanto! Lei sta proprio male poveretta! E fa stare male me al pensiero che le mie cariche rappresentative negli ultimi anni sono state persone come lei e come la Pivetti!"



ITALIA: "ALLUCINANTE! Di sinistra? Femminista? Ma questa è dissociata!!"













ITALIA: "Mi sento male.. Ma perché una che è stata la Terza carica dello Stato dice queste cose?! Ma ha visto come vive tanta della mia gente? Nel caso migliore si sacrificano tutta la vita pagando mutui per pagarsela una casa.. Oppure vivono in case a rischio di crollo.. Tanti aspettano una casa popolare per vero bisogno.. Hanno perso il lavoro e finiscono per dormire in auto.. Sono disperata, disperata.."




ITALIA:"Quando vedo queste bruttone mi chiedo come mai la sinistra schiera tanto orrore esteriore ed interiore.. Queste vorrebbero continuare a mettermi dentro centinaia di migliaia di disperati o furbi o peggio... Senza documenti.. Dicono quello che gli pare: età, provenienza, nomi.. Ma cosa sono diventata io? L'Europa poi... E' scritto che io sono uno dei confini dell'Europa.. Poi nei fatti l'hanno arretrato alle Alpi il confine.. Quel Macron che fa i respingimenti a Ventimiglia, che non fa entrare nessuno a Mentone e se passa qualcuno manganellate dalla gendarmeria e buttati giù dai treni.. E mi critica pure se voglio difendere i miei confini che sulla carta sono i confini dell'Europa dentro la quale stiamo insieme io e la Francia!!! Perché le bruttone non dicono niente? Perché non mi difendono? Perché odiano chi mi difende?"























ITALIA:"Ho paura di questa gente!!!"





sabato 25 agosto 2018

Stefano Vella ignora come vengono curati gli Italiani

Il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco, Stefano Vella, che ha presentato le sue dimissioni al ministro della salute Grillo e alla conferenza delle Regioni. "Non mi è possibile tollerare - ha detto - come medico, di presiedere un ente di salute pubblica in questo momento in cui  persone vengono trattate in questo modo sul nostro territorio, dove esiste un sistema universalistico di garanzia della salute. Rispetto il ministro Salvini perché ha messo la sua faccia nelle sue decisioni; ritengo che chiunque si opponga debba farlo come sto facendo in questo momento".
Stefano  Vella, MEDICO E PRESIDENTE DELL'AIFA (a proposito: chi ce lo ha messo? Per caso è in odore di PD? Perché in Italia certe cariche non si ottengono se non si è appoggiati da qualche partito) si vergogna e si dimette:

perché persone vengono trattate in questo modo sul nostro territorio, dove esiste un sistema universalistico di garanzia della salute
Le persone in questione sono cittadini africani che si sono affidati a criminali per entrare illegalmente nel nostro Paese.
Ma prima dove era Vella? Lei lo sa come vengono curati gli italiani? Lei sa quando viene dato loro l'appuntamento per un esame clinico per avere una diagnosi anche per malanni gravi? Anche dopo un anno, lo sa? Sa quanti vanno a pagamento per questo? Anche pensionati per i quali andare a pagamento è un sacrificio? Ma lo fanno perché magari l'ecografia, o la TAC o la NMR dopo un anno potrebbero essere inutili. 
Lei si scandalizza! Un altro che si scandalizza!
Ebbene io mi scandalizzo e mi arrabbio a sentire tanta IPOCRISIA! Oppure lei MEDICO tanto onorato NON sapeva come vengono curati gli Italiani? 

venerdì 24 agosto 2018

Per ridere un po': Le comiche: "Le preoccupazioni del PD"

Equus Caballus PD: "Sono angosciato! E' uno scandalo davanti a tutta l'Europa! Siamo scesi in basso davanti al mondo! Questo Governo deve andare a casa!"




Giornalista TV Tg: "Lei naturalmente intende i terremotati! Fra pochi giorni ricorre il secondo anniversario del devastante terremoto del Centro Italia e la gente non ha ancora una casa, i più fortunati hanno casette prefabbricate, molti stanno ancora negli alberghi, altri nei container, le macerie non sono state rimosse...."







Equus Caballus PD: "Noooo! Parlo degli africani che Salvini non fa scendere sul suolo italiano! Stanno sulla nave e oggi alcuni hanno rifiutato la colazione per protesta... (con affanno) ..dobbiamo vergognarci davanti a tutta Europa! (Ancora con affanno) E' inaudito!"

Giornalista TV Tg: "???!!! (Imbarazzo) Ah! Scusi no.. non avevo capito.. pensavo..."

Equus Caballus PD: "(Affannato, con la voce quasi rotta) Il mondo intero ci guarda e noi non facciamo scendere questi poveretti pieni di scabbia per accoglierli nei nostri ospedali, curarli, sfamarli, pulirli, dargli alloggio! Come siamo caduti  in basso! Questo Governo ci ha trascinati in basso come non siamo mai stati! Deve andare a casa!!! Se non fa scendere queste persone che la nostra nave ha salvato siamo pieni di vergogna!"

Giornalista TV Tg:"Ma l'Europa davanti alla quale dobbiamo vergognarci cosa dice? Non dovrebbe prendersene un po'?" 

Equus Caballus PD: "(Affannato, con la voce quasi rotta) Noi abbiamo minacciato di non pagare più i 20 miliardi  l'anno che versiamo! Non si fa così! Dobbiamo pagare e aspettare che decidano! Che vergogna! Non siamo mai caduti così in basso!"







Giornalista TV Tg:"Ma l'Italia quanto deve aspettare secondo lei? E' passata una settimana.."








Equus Caballus PD: "(Affannato, con aria scandalizzata al massimo) Dobbiamo farli scendere, non si può, è gravissimo, sono qui sul molo del porto di Catania... sono venuto  apposta da Roma... Sono venuti anche altri importanti esponenti politici, rappresentanti degli italiani più civili ed avanzati come la Boldrini!!! Non possiamo sequestrarli!"

Ivana terremotata: "Ma questo è annato a Catania pe' fa scenne quelli da a' nave?"

Cesare genovese: "Non ci si crede... con i morti del ponte.. Potevo esserci pure io.. Invece sono solo sfollato.. Forse crollerà il resto sulla mia casa.. I miei hanno fatto tanti sacrifici per pagarla.."

Giovanna insegnante assegnata a 600 Km. da casa: "Che sta a di'? Che si vergogna pe' i neri co' la scabbia che Salvini non li fa' entrà in Italia? Mica l'hanno presa sulla nave italiana la scabbia. Le lucidano le navi della Guardia Costiera tanto so' pulite. Quelli ce so' partiti co' la scabbia.. A' Boldrini speriamo che sa' sia presa pure lei, possino ammazzalla!"

Giuliano disoccupato: "Io penso che questi del PD sono pazzi. E' andato lì a fare questa sceneggiata con il Paese a pezzi e dice che non siamo mai stati così male perché ne sono scesi solo 13 malati e 29 dai 14 ai 16 anni, senza documenti.."

Rita pensionata: "Ma chi li voterà più a questi? Gente affetta da masochismo acuto??!!"

Poesia: "La finestra ad est"

La finestra ad est

Luce di sole: oro
attraverso le grate
bianche passa il vetro,
delicata l'orchidea 
si staglia immobile;
disegni geometrici
delle rondini l'aria
tagliano saettando:
sento rapide strida.
Aurora dalla finestra ad Est

domenica 19 agosto 2018

Avvertimento a Di Maio: si faccia spiegare dalla sua mamma, Dirigente Scolastico, cosa rischia se crolla la Scuola che dirige...

C'è una reponsabilità politica e istituzionale degli esecutivi di centro, destra e sinistra che non hanno visto, non hanno riflettuto e non hanno operato su alcune priorità come ad esempio, il rischio della vita delle persone
Parola di Antonio Di Pietro ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dunque parla per sua competenza, e aggiunge:
"Il controllo spetta al concedente che a norma della convenzione firmata ha il diritto dovere di monitorare la buona esecuzione dei lavori, la perfetta manutenzione e i continui interventi di ripristino. Tutto ciò dal 2007 al 2012 è stato appannaggio dell'Anas. Ma dal 2013, stando a una norma di legge, è diventato direttamente compito del ministero delle Infrastrutture e in particolare è stata istituita una struttura ad hoc che si chiama Vigilanza sulla concessione autostradale". Antonio Di Pietro, in una intervista al Corriere della Sera, spiega così che se "è vero che c'è una responsabilità da parte diAutostrade sull'omessa manutenzione e sull'omesso ripristino, è anche vero che "c'è un omesso controllo da parte del ministero delle Infrastrutture".


Di Pietro ha studiato, ha fatto il magistrato, prima il commissario di Polizia di Stato, parla per le sue competenze e credo che, sulla responsabilità dell'omessa vigilanza da parte del Ministero abbia ragione. A meno che dalla summa delle carte non saltino fuori verbali che dicano il contrario, che la vigilanza è stata fatta... Ma allora forse è anche peggio perché è evidente dal crollo che è stata fatta male, giacché il ponte NON è stato preventivamente chiuso.

Di Maio invece ha scarsi studi alle spalle e, soprattutto, inconcludenti, e nessuna competenza. Deve riflettere che ci sono leggi, ad esempio, che mettono in capo a sua madre, che leggo essere Dirigente Scolastica, responsabilità tali che, alla luce della situazione degli edifici scolastici italiani, potrebbe ritrovarsi sulle spalle condanne penali anche se, sempre la legge, non le da alcuna possibilità di intervenire.
In Italia non solo i ponti crollano: sono crollate in passato anche le scuole, in tutto o in parte facendo anche lì vittime innocenti.
Sapesse quante scuole sono a rischio, che ci siano eventi sismici o meno.
Come per il ponte l'esperto Di Pietro l'avverte sulle maglie della legge che non è così lineare come Di Maio crede e spera, né così logica, così è per gli edifici scolastici; perché se è vero che apparentemente della manutenzione sono competenti Comuni e Province, non è infrequente che gli ex Presidi, oggi Dirigenti Scolastici, sono finiti condannati penalmente per crolli e altri accidenti occorsi in detti edifici.
Questo penso che glielo potrà spiegare la sua mamma, sicuramente più preparata di lui sulle normative, in quanto ella è per la Legge n. 81/2008 assimilata alle responsabilità del datore di lavoro!

Da un mio post del 22 maggio 2017:
.....il Decreto Legislativo n. 81/2008 che costituisce il Testo Unico per la sicurezza sul Lavoro, che altro non è che la Legge 626/1994 aggiornata.
Va tutto bene, tranne che è applicata ai Dirigenti Scolastici come a qualsiasi altro datore di lavoro pubblico o privato.
Ora, non bisogna essere un esperto di Diritto per capire che, per dare una Responsabilità Penale ad una figura fisica, devi dare anche gli strumenti giuridicamente reali perché questa persona fisica possa discernere fra infrangere la legge a suo rischio e pericolo o se  adottare tutti i provvedimenti per non infrangerla.
La figura del Dirigente Scolastico, istituita con Art. 21 legge 15 marzo 1997 e n. 59 del regolamento emanato con DPR 8 marzo 1999 n. 275, ha di sbagliato che NON HA GLI STRUMENTI PER EVITARE DI FINIRE NEL PENALE PER QUEL CHE ATTIENE LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO, responsabilità che le leggi istitutive di questa figura dirigenziale mettono in capo ad essa.
Persino una banale e veloce ricerca su Wikipedia lo dice:
Il dirigente in materia di sicurezza, assume il ruolo e i compiti che la legge assegna al datore del lavoro. Tuttavia non può intervenire direttamente, con interventi strutturali, sugli edifici, in quanto questi rimangono di competenza degli Enti Locali.

Preghi dunque Ministro Di Maio che nella Scuola che sua madre dirige non cada mai un controsoffitto dove un tubo invisibile agli occhi, per lavori fatti fare dal Comune o dalla Provincia (il discrimine è solo se si tratta di Scuola Primaria o Secondaria), si è rotto all'improvviso provocando il disastro, perché la sua mamma verrebbe sicuramente condannata penalmente perché datrice di lavoro senza possibilità, né per competenza né per portafoglio, di poter evitare il tragico evento, ma illogicamente però giuridicamente ella sarebbe colpevole!

La giurisprudenza ha già emesso tante sentenze in merito:

Da: Dirigentiscuola.org

Quello che le norme non dicono. Condannata una dirigente per non aver controllato la chiusura di un lucchetto mentre presiedeva gli esami di Stato in altra sede!


E’ dell’altro giorno la notizia della condanna di  una nostra collega, Franca Principe, e del suo RSPP, ad un mese di reclusione ed un risarcimento danni quantificato, in via provvisoria, in euro 15.000,00,  a seguito di un incidente occorso ad un alunno della sua scuola caduto da un lucernaio alto sette metri a  causa di  una porta d’accesso, fornita di lucchetto, ma impunemente lasciata aperta da una collaboratrice scolastica.
Un comportamento omissivo, secondo il Giudice,  costato caro alla dirigente scolastica, che è stata chiamata a risponderne penalmente in forza della sua qualificazione giuscivilistica e penalistica di datore di lavoro. A fronte, invece, di nessun capo d’imputazione a carico del funzionario responsabile dell’ente provincia!
E’ l’ultimo dei tantissimi casi di “mala sicurezza” che hanno caratterizzato le cronache degli ultimi anni, piene zeppe di episodi come questo che, oltre ad avere pesanti ripercussioni di natura penale sul malcapitato di turno (stiamo parlando di delitti e non di meri reati contravvenzionali),  espongono lo stesso ad una gogna mediatica che si protrarrà per tutti i gradi di giudizio, fino in Cassazione.
Alla gogna mediata si contrappone la solidarietà della categoria, che sta invadendo il MIUR (segreteria.ministro@istruzione.it)  con  “IO SONO FRANCA PRINCIPE” .
Già in passato esprimevamo solidarietà per l’accaduto, ma nel contempo anche rabbia e sconforto per la situazione nella quale si sono trovati a convivere tanti dirigenti scolastici, così come oggi la collega, rea di non aver controllato quel giorno la tenuta stagno della porta che dava accesso al lucernaio, quasi fosse suo compito farlo, e non invece della collaboratrice scolastica all’uopo preposta a quel reparto.
Da tempo chiediamo al governo un immediato intervento legislativo per dirimere gli aspetti più controversi del D.Lgs 81/08 nei suoi aspetti applicativi inerenti le istituzioni scolastiche, ed in particolar modo nei confronti dei dirigenti scolastici (rectius: datori di lavoro) titolari di pesanti responsabilità civili e penali, ma senza autonomi poteri decisionali e di spesa. E chiamiamo in causa il MIUR, ed i suoi uffici periferici, affinché prendano posizione a tutela della scuole richiamando gli enti locali alle loro responsabilità. Meglio ancora, per scuoterli dalle loro conclamate inefficienze e  ataviche inadempienze!
Nel contempo non siamo rimasti inermi nei confronti della categoria che quotidianamente convive con mille problemi legati alla messa in sicurezza delle scuole, fornendo alla stessa un supporto operativo che possa aiutarla nel gestire gli aspetti più controversi del D.Lgs. 81/08. Di qui l’idea di uno snello VADEMECUM al quale fare riferimento per verificare i numerosi adempimenti previsti dalla legislazione vigente.
Ma la questione di fondo resta sempre la stessa. Ed è quella che le norme non dicono! Nello specifico che:
  • i dirigenti scolastici non hanno autonomia decisionale in merito agli interventi manutentivi dell’edificio;
  • i dirigenti scolastici non hanno autonomia di spesa e risorse finanziarie adeguate per farvi fronte;
  • i dirigenti scolastici non hanno tutto il personale scolastico adeguatamente formato in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Personale che arriva nelle scuole in maniera indistinta e senza alcuna preventiva selezione di merito;
  • i dirigenti scolastici, per i suddetti motivi, non sempre possono mettere in atto quegli interventi sostitutivipur previsti dalla normativa vigente (comma 3, dell’art.16 del D.Lgs. 81/2008);
  • i dirigenti scolastici, alla luce delle suddette situazioni di fatto, pur non lesinando di reiterare missive al Comune o alla Provincia ad adempiere, e pur consci di dover garantire, obtorto collo, l’incolumità degli studenti e dei propri dipendenti, non sempre sono nelle condizioni fisiche di verificare, anche personalmente, il regolare assolvimento degli adempimenti in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il giorno dell’incidente, per esempio, la collega non era presente a scuola: presiedeva gli esami di Stato in altro istituto!!!;
  • i dirigenti scolastici sono stretti nella tagliola da un lato dell’addebito per danno erariale, ove dovessero far fronte ai suddetti adempimenti attingendo a risorse diversamente vincolate, e dall’altro ad addebiti di natura penale per comportamenti omissivi, ove non dovessero adempiere e rimuovere situazioni potenzialmente lesive dell’incolumità della propria comunità scolastica;
  • i dirigenti hanno una sola arma: procedere con delibera in danno … se le risorse lo consentono, ovvero chiedere la chiusura delle scuole.

Ma in questo caso possono essere perseguibili per Interruzione di pubblico Servizio: sono dunque fra l'incudine e il martello! Una situazione vergognosa sul piano del Diritto, imponendo dei doveri senza dare gli strumenti per esercitarli! Indegna di un Paese civile! Ma possiamo noi dirci ormai un Paese civile?

I magistrati d’appello accerteranno sulla base di solide basi probatorie la dinamica dell’incidente verificando anche se il dirigente deve avere il dono dell’ubiquità. Intanto noi critichiamo e condanniamo la sentenza di primo grado convinti che le sentenze non vanno solo applicate e rispettate come se fossero vangelo.  L’involuzione della Giustizia Italiana né è la prova!
Nelle more la DIRIGENTISCUOLA, lunedì 22 p.v. – primo dei 5 giorni di sit-in –  alle ore 11, porterà all’attenzione del Ministro la situazione non più sostenibile e non più procrastinabile della sicurezza nelle scuole, chiedendo immediati interventi legislativi al riguardo e non mancando di evidenziare le palesi contraddizioni normative rivenienti dal vigente D.Lgs. 81/2008, pensate per tutto il comparto pubblico e privato, ma in molti passaggi di fatto inapplicabili alle istituzioni scolastiche.
Chiosa il Segretario Generale Fratta “I dirigenti dovrebbero prendere esempio dall’emblematico caso del Presidente della Provincia di Caserta. Dopo aver  paventato o minacciata  la chiusura di tre scuole superiori per problemi di staticità, la regione Campania ha fatto uscire dal cilindro immediatamente un milione di euro per interventi di ordinaria  e straordinaria manutenzione. Dimostrazione che le soluzioni quando si vuole si trovano, e le risorse pure! Questo dovrebbe fare da monito alla categoria impegnata sempre e comunque a garantire il funzionamento delle scuole, anche a discapito delle proprie responsabilità personali. Voglio augurarmi che i colleghi inizino a denunciare senza mezzi termini le inadempienze degli enti locali provando  a ragionare da dirigenti e non da ex-docenti!
Ai tanti colleghi che si stanno chiedendo sul web cosa fare o cosa possiamo fare, posso solo rispondere che dobbiamo agire uniti e compatti, passando dalle parole ai fatti. Dobbiamo far sentire forte e chiara la nostra voce a chi ha il dovere di ascoltarci. Se sarà necessario anche con azioni eclatanti, visto che le richieste, le segnalazioni e gli appelli civili e democratici finiscono nel dimenticatoio. Iniziamo con inviare la mail al MIUR e teniamoci pronti ad invadere l’aula della Corte d’Appello durante l’udienza.
I magistrati d’appello accerteranno sulla base di solide basi
In conclusione: lo Stato nella sua espressione più immediata e vicina al Governo SE NE LAVA LE MANI, nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come  in quello dell'Istruzione Scolastica, aspettando i MORTI per poi cercare il capro espiatorio. Nel caso del ponte giravano tanti tanti soldi e forse ha ragione Di Pietro, la Società Autostrade non finirà del tutto nella polvere, nel caso delle Scuole invece è facile prendersela con chi guadagna poco più di 2.000 euro al mese gravandolo di responsabilità non sue e soprattutto che esulano totalmente dalle sue competenze e possibilità di intervento: i Dirigenti Scolastici.
Ci pensi Di Maio: potrebbe accadere anche a sua madre.

Rita Coltellese *** Scrivere: Ingiustizie italiane fuori dal Diritto e dalla Log...

sabato 18 agosto 2018

Ponte di Genova: paradigma dell'Italia

La gente innocente è morta: morta.
E non per caso o per fatalità, ma per inadempienze di una catena di persone, persone che venivano pagate per svolgere un lavoro, lavoro dove ciascuno aveva le proprie incombenze e responsabilità.
Eppure non c'è nessuno che si senta responsabile, nessuno che si senta male pensando che quella gente ignara è morta a tradimento, strappata alla vita mancandogli la terra sotto i piedi, e che lui può aver avuto la sua parte piccola o grande di responsabilità in quella morte atroce.
Nessuno. L'unica preoccupazione è togliersi il peso dalle spalle dando la colpa ad altri.
Ma che uomini e che donne sono costoro?
Nel mio lavoro ho sempre cercato di fare il mio dovere, andando anche oltre quello che mi competeva, giacché ho una coscienza, una dignità e prima di tutto rispondo a Rita.
Faccio un esempio per far capire cosa intendo per cercare di risolvere gli intoppi andando oltre le strette formali mansioni o competenze dietro le quali gente senza anima si trincera.
Negli ultimi due anni di lavoro, anche se non volevo, sono stata tirata per i capelli a fare un lavoro del tutto nuovo. Ad oltre 60 anni di età ho dovuto imparare da sola, senza il corso che mi era stato prospettato a parole, un software del tutto nuovo, per rimediare ad un inventario dipartimentale fermo da dieci anni. Visto che me la sono cavata mi è stato chiesto di imparare altri due software per altre due funzioni e una di queste era emettere ordinativi e pagare fatture. 
Al momento di procedere all'acquisto di una importante apparecchiatura scientifica del campo elettromedicale che un rappresentante aveva illustrato ad un ricercatore lasciandola poi in comodato d'uso, e di cui il ricercatore medico aveva necessità avendone testato le qualità, il sistema del software non mi consentiva di procedere alla formalizzazione dell'ordine perché la Ditta produttrice di tale apparecchiatura non era in ordine con il DURC. Quel documento che dimostra che Ditte e Società sono in ordine con tutti i versamenti di legge. Era una piccola Ditta, molto specializzata e direi coraggiosa, date le incombenze amministrative e le tasse che gravano in questo Paese su chiunque abbia capacità ed idee per mettersi in proprio. Evidentemente non ce l'aveva fatta a stare in regola con i versamenti INPS. Informai il ricercatore dell'intoppo: il sistema non consente di emettere ordini se la Ditta non è in regola. Egli dopo un anno in cui aveva provato quell'apparecchiatura come valida fu costernato, inoltre i fondi ottenuti per investimenti su materiale inventariabile andavano spesi entro l'anno, o almeno impegnati, altrimenti sarebbero andati in economia e dopo tanta fatica per ottenerli egli li avrebbe persi. Il rappresentante che tante volte era venuto spendendo il suo tempo, pagandosi il viaggio, cosa che io ben so avendo fatto anche la rappresentante di commercio nella mia vita,  telefonava chiedendomi quando sarebbe stato emesso l'ordine, giacché solo in quel momento egli avrebbe avuto la sua percentuale sulla vendita e dunque il suo guadagno e il rientro dalle spese... Vendere apparecchiature sofisticate non è come vendere pentole o detersivi, con tutto il rispetto per chi lo fa, servono anche competenze di un certo livello e mi immaginavo che quell'uomo di certo non aveva avuto altre possibilità di inserimento e si era messo coraggiosamente a fare il rappresentante di apparecchiature elettromedicali di nuova progettazione... Pensando a queste persone, alle loro aspettative, al loro impegno e lavoro, non mi sono trincerata dietro un: "Non posso farci niente. Il sistema non mi consente di emettere l'ordine, blocca tutta la procedura senza il DURC.. Vedete voi (medico ricercatore e rappresentante) cosa potete fare.." 
Io invece ho telefonato alla Ditta che era in un'altra città, il titolare mi ha detto stancamente che non avanzandogli niente a fine mese era rimasto indietro con i versamenti INPS, ma aveva concordato una rateizzazione e pagato già una gran parte del suo debito contributivo. Ho chiesto della Sede INPS e se avevano un numero di telefono di quella sede. Ho telefonato ed appreso che la Ditta aveva chiesto una rateizzazione del debito (18.000 euro) e l'INPS glielo aveva accordato. Mi sono fatta mandare il documento con la firma del Dirigente di quella sede in cui appariva tutta la rateizzazione e le quote già pagate, nonché quelle delle future scadenze e con quel documento ho cercato di emettere l'ordine. Questo lavoro non previsto e che nessuno mi ha chiesto di fare mi ha occupato del tempo, ma il mio unico rammarico è che nemmeno così mi è stato consentito di emettere l'ordine da un sistema codificato e centralizzato. Il ricercatore non ha avuto la sua apparecchiatura, i soldi sono andati in economia forse, il rappresentante non ha raccolto il frutto del suo lavoro, la Ditta a cui la vendita di quell'apparecchiatura, da loro progettata e costruita a regola d'arte, avrebbe dato l'ossigeno necessario anche per versare i contributi che non aveva versato per mancanza di soldi, forse avrà chiuso o sarà fallita... Ma io ho la coscienza a posto giacché ho provato e sperato che quel documento, che non era il DURC richiesto dal sistema ma un'attestazione di correttezza e buona volontà della piccola Ditta,  potesse sbloccare la situazione. Il rappresentante e il medico mi hanno ringraziato per questo tentativo inusuale, e questo è quello che dovremmo fare tutti, pubblici amministratori e non: del nostro meglio.
Purtroppo ho avuto davanti agli occhi ed ho tutt'ora esempi contrari. Gente con il culo al caldo, come in fondo ero io pubblico funzionario, che non fa un'unghia di più di quello che gli compete, anzi, casomai un'unghia di meno, quando addirittura non mette con sottile perfidia i bastoni fra le ruote a semplici e banali pratiche.
Ho un elenco lunghissimo di esempi legati al MIUR, all'Ufficio Brevetti, all'Amministrazione di certi Ospedali Pubblici, alle Poste Italiane... Per non parlare di certi magistrati del lavoro...
Tutte mancanze fatte da singoli che lavorano senza coscienza, con cattiva volontà, con menefreghismo, quando non con sciatteria, creando problemi agli altri cittadini, e questo è così diffuso che la qualità della vita nel nostro Paese non è buona...
Dalle piccole cose alle grandi è tutto così...
E senti nelle gente ora rabbia, ora rassegnazione, SEMPRE uno scetticismo che va dal non credere più nel sistema Paese al cinismo.



giovedì 16 agosto 2018

Li chiamano Vigili del Fuoco ma sono Vigili di Tutto

Quando ero giovane io, mezzo secolo fa, i VV.FF. spegnevano incendi, oppure qualcuno li chiamava per bazzecole tipo riacchiappare un gatto fuggito su un albero da cui non voleva più scendere... Se si era a rischio di allagamento per una forte pioggia ai voglia ad aspettarli, ti rispondevano che erano in pochi e persino per un incendio, che spegnemmo per salvare la casa di una vicina, arrivarono a cose fatte.
Oggi tutto è cambiato, oggi è così:
Da: QUOTIDIANO.net



Ponte Genova, il pompiere sempre in prima linea. "Ho scavato con le mani, un incubo"

Il vigile del fuoco Patroni sul Ponte Morandi. Era tra i soccorritori la settimana scorsa a Bologna, così come due anni fa ad Amatrice. "Non so quest'anno cosa sta succedendo..."

di RITA BARTOLOMEI
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Genova, il ponte Morandi crollato. Le foto del disastro

Genova, 15 agosto 2018 -  Quelli come lui li riconosci dagli occhi – stanchi ma concentrati sull’obiettivo – e dal passo svelto, quasi di corsa. "Là sotto è l’inferno, chi dorme stanotte?". Giovanni Patroni, 54 anni, vigile del fuoco delle squadre Usar Lombardia ( Urban search and rescue ) è l’uomo delle tragedie. Oggi il ponte Morandi dell’A10 a Genova, il 6 agosto l’apocalisse sull’A14 a Bologna. È stato tra i soccorritori di Amatrice, ormai sono due anni dal terremoto. Ha recuperato i poveri morti di Rigopiano, l’hotel travolto dalla valanga sul Gran Sasso, era il 18 gennaio dell’anno scorso. La prova più dura, confida.
Voi, squadre specializzate in ricerca e soccorso.
"Cerchiamo sotto le macerie. Oggi, da questa parte del ponte abbiamo individuato due morti, credo lavorassero nell’azienda rifiuti, erano sui furgoncini che raccolgono l’immondizia. Noi segnaliamo, poi arrivano i colleghi per portare via le salme". Indica un punto alle sue spalle, lo sguardo racconta l’orrore e la pietà. Sono le sette di sera, un poliziotto chiede a tutti di allontanarsi, un elicottero ha appena sorvolato il ponte, passano le ore e con la folla di curiosi sembra aumentare il rischio di crolli.
Scavate a mano.
"Sì (guarda i guanti neri, polverosi come quelli da cantiere, ndr ). Anche, facciamo come si può. Abbiamo una zona delimitata, siamo divisi in squadre di 4-5 persone. Una delle vittime che abbiamo trovato era in una cabina schiacciata, si comincia a tirar via i massi e si prosegue".
Il primo pensiero, quando è arrivato.
"Un disastro. Mi sono detto: c’è da lavorare. Ma ci mettiamo il cuore".

Fa una pausa, dice come parlasse a se stesso.
"Non so quest’anno cosa stia succedendo... Abbiamo iniziato il 6 gennaio con Brescia, sono morte sei persone, eravamo di turno anche quel giorno. Montirone, c’era la coda, un camion cisterna ha tamponato un altro camion e una vettura".
Ricorda l’inferno di Bologna, una vittima, poteva essere una strage. Ha il volto tirato.
"Sono in servizio dalle otto di stamattina. Un po’ stanco ma andiamo avanti. A oltranza. Ci daranno il cambio domani, immagino. Devo fare la notte".
Testimone di cose che non si possono dimenticare.
"Faccio questo lavoro da ventotto anni, ormai è una missione. Non è che poi non ci pensi, quando torni a casa. Anche oggi ero in servizio, ho telefonato alla moglie, ciao non so quando torno. Quel che vedi ti rimane dentro".
Ogni volta disastri, morti, polemiche.
"La peggiore di tutte per me è stata Rigopiano. Siamo arrivati la domenica, per giorni abbiamo estratto le nove persone che erano nella stanza del fuoco. Secondo me, noi vigili questa missione ce l’abbiamo dentro. E non abbiamo neanche uno psicologo".
Servirebbe, invece.
"Come squadre Usar, dopo certi interventi ci ritroviamo. Così riesci a buttar fuori le cose. Però sarebbe bello poter parlare con uno psicologo. Invece siamo molto lasciati a noi stessi, tante volte provi rabbia".
Eppure fate un mestiere durissimo. Il ministro Salvini ha scritto, i vigili del fuoco sono eroi. Lo stipendio...
"Lasciamo stare, non lo fai certo per quello. Dopo ventotto anni prendo 1.500 euro al mese".
Squilla il telefono, "devo andare". Già, chi dorme stanotte?

Giovanni Patroni, 54 anni, vigile del fuoco

Non saranno tutti così, anche fra loro ci sono gli imboscati, i furbi che trovano il modo di non farsi coinvolgere più di tanto, di non rischiare più di tanto.. Ma certo il Corpo dei VV.FF. è diventato importantissimo in questo Paese dove non bastavano più gli incendi, per il 99% dolosi, ora ci sono le alluvioni per il cambiamento del clima che mette in evidenza le scelte dissennate dell'uomo, la cementificazione, l'abusivismo edilizio, quindi allagamenti e frane... Scelte dissennate tipo costruire in fondo ad un canalone da valanga, oppure continuare a tenere in piedi manufatti come il ponte di Genova per non fare un raccordo autostradale bypassandolo... E i VV.FF. corrono a raccogliere i cadaveri, specializzati in tutto, su tutto...
Vorrei ricordare la nave portata sugli scogli da Schettino, quello che ha dovuto fare il Corpo dei VV.FF. in alcune delle sue tante specializzazioni: anche i sub...
Che dire: grazie a questi uomini, grazie.