mercoledì 14 novembre 2018

Le ossa della Nunziatura e il DNA

Ossa Nunziatura Apostolica, non solo Orlandi e Gregori: "Tante famiglie attendono risposte da anni"

Così la polizia scientifica analizza il Dna

Quando vengono trovati dei reperti ossei, come quelli ritrovati nella Nunziatura apostolica di via Po 27 a Roma, per identificare la persona è necessario estrapolare il Dna e poi compararlo. Ma se il dna delle ossa è "totalmente deteriorato" c'è il rischio di un "risultato zero", ovvero nessun Dna comparabile. Come si lavora per cercare di arrivare ad un risultato lo spiega Alessandra La Rosa, genetista forense della polizia scientifica, ad Askanews: "Su delega dell'autorità giudiziaria si procede prima alla pulitura delle ossa, poi all'estrapolazione di un profilo genetico, operazione non sempre possibile se il Dna è troppo deteriorato, poi alla comparazione con il profilo genetico della persona scomparsa, se è stato estrapolato da oggetti in uso esclusivo, o con il profilo genetico dei familiari, preferibilmente genitori ma anche fratelli".

http://www.today.it/cronaca/ossa-nunziatura-apostolica-esame-dna.html
Da: Faro di Roma - Quotidiano di informazione
A occuparsi delle analisi sulle ossa non è solo la Polizia scientifica ma anche il professor Gianni Arcudi, direttore della Medicina legale dell’Università di Roma Tor Vergata. “Le ossa, proprio come il Dna, parlano e raccontano una storia. A patto però di trattarle con cura, altrimenti restano mute. So che c’è attesa su quello che potranno dirci le ossa della Nunziatura. Da parte nostra cercheremo di avere delle risposte da dare nei prossimi giorni. Inizieremo a impostare il lavoro: per prima cosa bisognerà pulire le ossa, che erano interrate“. In secondo luogo, ha proseguito, “dovremmo classificare tutto quello che abbiamo stabilendo quali ossa sono presenti e quali mancano. Quindi inizieremo l’analisi vera e propria: le caratteristiche delle ossa ci permetteranno di stabilire il sesso, l’età, l’altezza” dei soggetti a cui appartenevano. E, possibilmente, le probabili cause del decesso. “Si tratta di un processo che richiederà qualche giorno”, conclude Arcudi, ben consapevole dell’attesa che circonda il suo lavoro. “Ci sono risposte da dare. E le ossa parlano”.
Da: ANSA.it
le ossa, dicono due diverse e qualificate fonti, non sono state ritrovare nella giornata di lunedì 29 ottobre nel sottoscala dell'abitazione del custode della Nunziatura, quando in serata fu avvertita la polizia italiana, ma 72 ore prima, vale a dire nella giornata di venerdì 26 ottobre. Cosa sia successo in quei tre giorni solo il Vaticano può dirlo.
Il Prof. Giovanni Arcudi è stato incaricato dal Vaticano quale consulente di parte.
A parte la mia personale visione del professore come persona gentile che sempre mi salutava con un sorriso quando ci incrociavamo negli spazi comuni della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi Tor Vergata, dove ho lavorato per tanti anni, cosa non comune a tutti i professori, alcuni dei quali inalberano indifferenza, distrazione, oblìo, anche quando hai risolto loro dei problemi, egli ha un curriculum di tutto rispetto in cui si legge che ha conseguito una Laurea in Giurisprudenza prima di conseguire quella in Medicina e Chirurgia, specializzandosi poi in Medicina Legale e in specifiche branche di essa: nell'Annuario dell'Ateneo di Tor Vergata dell'A.A. 2001-2002 si legge che i suoi campi di attività sono Patologia forense, Antropologia ed odontoiatria forense, Criminalistica, Identificazione personale - impronte digitali - cronologia della morte. Non a caso il Prof. Arcudi appare di sovente in televisione e sui quotidiani quale esperto per risolvere problematiche legate a cruenti omicidi. Appare perché citato e ripreso dalle telecamere, ma egli è un uomo gentile ma schivo, tipico del vero uomo di Scienza.
Nel sito dell'Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” nell'anno 2004 appare quale Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Sarà per questi suoi rapporti con il mondo universitario cattolico che il Vaticano ha voluto lui quale consulente in questa delicatissima faccenda?
Certo, al di là di ciò che si scoprirà dalle analisi delle ossa, la faccenda è inquietante peggio di un giallo di Agata Christie, giacché non di sepoltura si tratta, come inizialmente ipotizzato dai media, non essendo né una cappella né una chiesa dove erano occultati i poveri resti sotto il pavimento, ma la costruzione all'interno della Nunziatura Apostolica che fungeva da casa del custode.
Qualche TG ha detto che l'estrazione del DNA si presenta difficile perché le ossa sono state troppo tempo sotto il pavimento...
Ho ripreso dalla mia libreria un libro che comperai molti anni fa quando, avendo pubblicato qualche libro di narrativa, frequentavo la mostra annuale della piccola e media editoria qui a Roma e allo stand della Casa Editrice EDIZIONI PLUS - Università di Pisa questo libro attirò la mia attenzione, il titolo è: "Il Conte Ugolino Della Gherardesca tra antropologia e storia" a cura di Francesco Mallegni e Maria Ceccarelli Lemut.
La cosa interessante di questa lettura è come le analisi biologiche di antichi resti umani possano svelare o confermare la Storia. Dal titolo è evidente su quali resti siano state condotte dette analisi e nello specifico non ci interessa, quello che mi ha fatto andare a rivedere quanto avevo letto era come avviene l'estrazione del DNA, anche da resti così antichi e che, dunque, mi sembrava strana la notizia data dai TG sulla quasi impossibilità ad arrivare ad una estrazione dalle ossa ritrovate sotto il pavimento della Nunziatura.
Nel libro si legge: "La natura dei costituenti del dente (smalto sulla corona, dentina nella corona e nella radice e cemento sulla radice) fa sì che a tutti gli effetti un dente sia uno scrigno chiuso che può non solo preservare residui di DNA ma anche proteggerli da eventuali inquinamenti dell'ambiente, durante la permanenza nel terreno dello scheletro e dai ricercatori, durante le manipolazioni che un dente può subire nella preparazione alle analisi".
Ora sembra che fra le ossa rinvenute ci sia un teschio e relative parti di una mandibola e dei denti.
Nel mio libro ci sono tantissime cose interessanti sul DNA e sulla sua conservazione nel tempo, sulle difficoltà di estrazione, sull'incidenza di vari fattori per la sua conservazione, ma alla fine lo studio di altissimo livello dimostra che non è impossibile, nemmeno andando molto indietro nel tempo...
Confidiamo dunque sia nella Polizia Scientifica dello Stato Italiano sia nel Prof. Giovanni Arcudi che ci svelino con certezza scientifica di chi sono i poveri resti. 

martedì 13 novembre 2018

Non pagate e sarete premiati, abusate e sarete condonati

Il colpo di spugna è un regalo per i contribuenti che negli anni dal 2000 al 2010 hanno ricevuto cartelle di pagamento per importi non superiore a mille euro e non le hanno pagate, fidando nel vecchio detto che “per pagare e per morire, c'è sempre tempo”
I contribuenti che non hanno pagato dal 2000 al 2010 centinaia di cartelle di singoli carichi di ammontare non superiore a mille euro, per tassa rifiuti, Ici, Imu, Irpef, addizionali regionali e comunali, o altri tributi e balzelli vari. Grazie alla cosiddetta “pulizia del magazzino” disposta dal nuovo Governo, essi si vedranno cancellati tutti i debiti .
Il Sole 24 Ore 


La morale che discende dalle decisioni dei governi italiani è che si premia il furbo e si gabba la persona ligia alle leggi.
Quindi conviene non pagare.
L'Italia disattende continuamente quanto scritto nella Costituzione.
Non è vero che i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge, i governi condonano chi trasgredisce facendo di fatto diventare stupidi e fessi coloro che pagano regolarmente le tasse e costruiscono case rispettando le leggi.
Io sono fra questi ultimi e provo una rabbia terribile verso questo governo che ci tratta da imbecilli: gli scemi che pagano sempre e mantengono i parassiti.
Va da sé che il Movimento 5 Stelle può ormai essere definito il partito a favore dei parassiti, che se la ride alle spalle di quelli come me.
Salvini è il male necessario per arginare il male fatto da gente come Renzi + Gentiloni che hanno riempito l'Italia di clandestini con la pretesa che, sempre quelli che pagano le tasse, li mantengano.
Questo è un Diritto alla rovescia e i governi abusano dei cittadini corretti comportandosi, verso di essi, scorrettamente.
Passiamo agli esempi concreti: l'Ente Locale dove risiedo ha sbagliato, come altri, il calcolo della TARI facendomi pagare circa euro 275 in più del dovuto. Il MEF ha spiegato con una circolare come doveva essere fatto il calcolo e dunque molti cittadini come me hanno chiesto i loro soldi indietro. Volendo basterebbe che i Comuni sanassero con una compensazione sulle nuove emissioni.
Ho chiesto consiglio ad una gentile avvocatessa che ha uno studio a Rocca Priora la quale mi ha confermata nel diritto di fare richiesta di rimborso delle cifre erroneamente conteggiate, valida anche tramite semplice e-mail, e si è offerta di scrivermi la domanda, offerta che ho declinato ringraziandola. Costo della consultazione zero: gratuita. Sotto pubblico la richiesta da me stilata ed inviata datata 5 dicembre 2017.

L'Avv. Gianluca Mastrella, con cui ho l'amicizia facebook, consultato per questa via ha detto che il Comune facendo passare del tempo si avvale del "silenzio rifiuto" e che si può fare ricorso alla Commissione Tributaria.
Da:Il Quotidiano della Pubblica Amministrazione
Il giudizio sul silenzio inadempimento (o rifiuto) disciplinato dagli artt. 117 e 31 del Codice del processo amministrativo ha per oggetto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione sull’istanza che le è stata presentata e sulla quale doveva provvedere.
Il primo comma dell’art. 31 del codice prevede che "decorsi i termini per la conclusione del procedimento amministrativo, chi vi ha interesse può chiedere l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere". Il secondo comma della citata norma prevede poi che «l’azione può essere proposta fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. È fatta salva la riproponibilità dell’istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti».
Tale disposizione stabilisce che l’azione contro il silenzio dell’Amministrazione può essere proposta fintanto che perdura l’inadempimento e cioè fino a quando l’Amministrazione non ha (anche se tardivamente) provveduto, non avendo la legge assegnato al silenzio il significato di accoglimento o di rigetto della domanda.
La Terza Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza del 3.3.2015, n. 1050 ha evidenziato come tale disposizioni confermi la natura non perentoria del termine di conclusione del procedimento, fatte salve le possibili conseguenze per il ritardo a provvedere, non essendo stata prevista la consumazione del potere amministrativo allo scadere del termine assegnato per la conclusione del procedimento.
Tuttavia, per evitare una indefinita protrazione della possibilità di proporre la relativa azione davanti al giudice amministrativo, è stato previsto il termine massimo di un anno entro il quale deve essere contestata l’inerzia illegittima dell’amministrazione.
Il legislatore, infatti, al fine di attenuare il rischio che, eliminato l’onere della diffida, il silenzio inadempimento potesse divenire inoppugnabile dopo il decorso del termine (normalmente) più breve previsto per proposizione dei ricorsi davanti al giudice amministrativo, ha ritenuto congruo assegnare alla parte istante il termine di un anno (dal termine assegnato all’Amministrazione per la conclusione del procedimento) per esercitare l’azione tendente ad accertare l’illegittimità dell’inerzia.

Decorso tale termine la parte, se ha ancora interesse ad ottenere una pronuncia dall’Amministrazione, può rivolgere alla stessa una nuova istanza ed eventualmente, se l’Amministrazione non provvede nel termine procedimentale assegnato, può impugnare tempestivamente il nuovo silenzio inadempimento formatosi.
Qui apro una parentesi sulla giungla illogica e direi truffaldina dell'Apparato Statale e delle Leggi di cui si avvale avverso il cittadino. Abbiamo una legge sulla trasparenza della P.A. poi le consentiamo di non essere trasparente affatto barricandosi dietro il "silenzio rifiuto".
Avvicinandosi la data di un anno dalla mia richiesta di avere i miei soldi, carpiti per un loro errore, indietro, mi sono rivolta ad un avvocato della Federconsumatori a cui sono iscritta dal 2010 e grazie alla quale ho vinto tante battaglie di Diritto leso.
Ieri è partita la loro richiesta via PEC con allegata la mia originaria richiesta del 5 dicembre 2017.
Ho chiesto alla brava avvocatessa della Federconsumatori lumi su quanto avevo appreso dall'Avv. Mastrella e lei ha confermato che, qualora il Comune perseveri nel non restituirmi i miei soldi carpiti per un loro errore l'unica via è il ricorso alla Commissione Tributaria, dicendomi, nel contempo, che per sua esperienza di solito le Commissioni compensano le spese di giudizio!
Vuol dire che se le spese di giudizio sono, ad esempio, 100 euro, 50 li paga il comune e 50 il contribuente a cui è stato sottratto del denaro per errore del comune medesimo!!!
Se sarà così, come i casi numerosi prospettano, vuol dire che anche quell'Apparato dello Stato perpetua l'ingiustizia, facendo pagare al creditore le stesse spese del debitore inadempiente!
Di fronte al condono che va a varare questo governo del "cambiamento" (in peggio!) si delinea l'uccisione del Diritto nei confronti del cittadino che rispetta le leggi e le regole, in una situazione direi paradigmatica:
chi non ha pagato viene graziato
chi non solo ha pagato, ma gli è stato fatto pagare in più per errore dell'Ente statale, deve spendere soldi e tempo per recuperare i suoi soldi indebitamente trattenuti dallo Stato senza sapere se mai li riavrà!
Siamo alle beffa, alla rapina senza punizione, il punito è il rapinato, non con la pistola ma con la Legge che imponeva il pagamento della cartella così come emessa! Chi paga per l'errore dell'Ente dello Stato sei tu cittadino onesto, mentre ai cittadini evasori viene dato il premio dell'abbuono dei loro debiti!
Come si può non adattarsi ad un simile indirizzo dato da chi ci governa?

Virginia Raggi: ma ha davvero motivo di essere contenta?

Sporcizia e incuria degli alberi
12 novembre 2018 - Roma - Via di Villa Massimo, strada una volta elegante, a ridosso della Via Nomentana e vicina a Piazza Bologna e Viale XXI Aprile...




Aiuola rialzata, che non vede cura dell'erba incolta da tempo immemorabile, in cui stazionano sacchi di plastica contenenti rifiuti

Sporcizia annosa + cassette di frutta a pochi passi dalla Clinica Villa Margherita

Rifiuti annosi a ridosso dei cassonetti in una delle vie residenziali più eleganti e costose di Roma
Quanti secoli sono che l'AMA non passa per questa Via, un tempo elegante, del Centro della Capitale d'Italia?
Rifiuti senza soluzione di continuità





Giardinetto a lato della Via senza cura del verde e nemmeno svuotamento dei cestini...

Giardinetto che su Google Maps viene definito Parco...
Questo il desolante ed ingiustificabile spettacolo che si è presentato ai miei occhi questa mattina.

Non siamo nelle abbandonate periferie, ma per una ragione di equità sociale il Sindaco, Virginia Raggi, tiene i quartieri eleganti allo stesso modo!
Chi questi luoghi li ha conosciuti in tempi migliori sente dentro di sé un sentimento di rabbia e di frustrazione. Ma perché, perché Raggi? Ma lei esce mai a farsi un giro per vedere come è ridotta la Città dove anche lei è nata? Ma non sente il mio stesso sentimento di rabbia e di frustrazione e, nel suo caso, anche di vergogna? Perché la nostra città è ridotta così?
Lei è felice di essere stata assolta per aver triplicato lo stipendio ad un funzionario del Comune, non badando certo al decantato risparmio dei soldi pubblici, ed ora per una nomina, che a questo punto deve essere valida, del fratello di Marra che è a tutti i termini di legge il Capo del Dipartimento del Turismo..
Ma come può sentirsi felice vedendo una città ridotta così?
Ma la vede?
A scanso di equivoci su ostilità politica da parte di questa blogger riporto il link di quanto scrivevo su di lei sotto elezioni: 

lunedì 12 novembre 2018

L'Unità a Lele Mora!!!

Dopo il TG c'è un vuoto e allora mio marito, mentre finiamo di cenare, gira a cercare un intrattenimento televisivo che faccia compagnia fino al termine della cena. Stasera si è attestato sulla Rete 4 di Mediaset dove Barbara Palombelli, in un ruolo giornalistico e non più di conduttrice di finte liti in cause finte, conduce un dibattito sui temi del giorno invitando persone del mondo politico, giornalisti, economisti ed altro. 
Stasera c'era Giulio Sapelli, economista, storico ed accademico, più giovane di me di un anno: classe 1947, il quale si è guadagnato, per quanto ha detto, il mio rispetto.
Giulio Sapelli
La Palombelli aveva invitato Lele Mora, noto per la cronaca giudiziaria che lo ha coinvolto fino alla galera e per essere una persona dai vari mestieri: dal parrucchiere al sistematore negli spettacoli televisivi di giovani procaci fanciulle affamate di luccicante fama. Volutamente non ho usato il termine serio di Agente dello spettacolo. Lele Mora è noto anche per le sue pubbliche dichiarazioni di aver avuto una relazione sessuale con Fabrizio Corona, pur essendo stato sposato e padre di un figlio (ma questi sono affari suoi).
Quello che ha colpito il desolato Giulio Sapelli, che con garbo voleva defilarsi dal "dibattito", è stata la triste notizia che Lele Mora vuole acquistare l'agonizzante, quasi morto, L'Unità per farne un giornaletto rosa o non si sa cosa d'altro.
Ora io non sono comunista, ma in passato, per bilanciare le decisioni, in Parlamento votavo a sinistra per il Senato e al Centro per la Camera. Penso che il comunismo ha fatto dei danni nei Paesi dell'Est soprattutto, ma è stato necessario in Cina e in tempi lontani ha difeso veramente la classe operaia in Italia. Insomma merita rispetto. Come con pudico sconforto ha detto Giulio Sapelli nel congedarsi anticipatamente da una trasmissione dove, ha detto chiaramente alla finta Palombelli, era stato attirato senza sapere a cosa andava incontro.
Anche in chi comunista non è mai stato neppure un po', mio marito, che in tempi recenti però ha votato per il PD, è nato un certo disgusto per un simile agguato a Sapelli messo a confronto con un Lele Mora!!! Un insulto. Con dignità Sapelli si è ritirato dalla discussione non volendo assolutamente confrontarsi con un simile personaggio, a piena ragione!
L'Unità è alla fame? Pazienza, ma nessuno venda una gloriosa testata giornalistica. La gente andrà a fare altri lavori per campare! Ma c'è un limite a tutto! Resterà nella Storia come molte cose che nascono e muoiono, ma dignitosamente se dignitosamente hanno vissuto! 

venerdì 9 novembre 2018

Roberta Bruzzone

Roberta Bruzzone nel 2014.

Biografia

Psicologa forense[1] e criminologa, è stata docente presso la Libera Università Mediterranea"Jean Monnet" di Casamassima e l'Università degli studi "Niccolò Cusano" telematica di Roma[2]. È divenuta nota principalmente per il suo coinvolgimento nelle indagini sul delitto di Avetrana, quando le fu affidato il ruolo di consulente della difesa di Michele Misseri.[3][4][5] In seguito fu chiamata a testimoniare proprio contro Misseri, dichiarando che l'uomo durante un colloquio in carcere aveva accusato dell'omicidio la propria figlia Sabrina.[6] Misseri ha poi accusato la psicologa e il suo legale Galoppa di avergli esercitato pressioni per spingerlo ad attribuire la responsabilità dell'accaduto alla figlia.[7] In precedenza, la Bruzzone era stata consulente per altri casi di cronaca nera, fra cui la strage di Erba[8].
Nel 2010 alcuni quotidiani riferirono di aver ricevuto comunicazioni in cui veniva messa in dubbio la veridicità del suo curriculum. Bruzzone spiegò che i contenuti citati non appartenevano in effetti al suo curriculum e che alla base della vicenda c'erano le azioni di stalking di un suo ex compagno, finalizzate a danneggiare la sua immagine professionale.[9]
Oltre a presenziare come ospite in programmi televisivi, Bruzzone è stata autrice e conduttrice della trasmissione La scena del crimine, andata in onda sulla rete locale GBR – Teleroma 56, nonché conduttrice di Donne mortali, andata in onda per tre edizioni[10] sull'emittente Real Time[11]. Nel 2012 ha pubblicato il libro Chi è l'assassino. Diario di una criminologa, edito Mondadori[12]. Dal 2017 è opinionista del programma di varietà Ballando con le stelle.
Roberta Bruzzone è direttore scientifico e vicepresidente de “La Caramella Buona Onlus” (associazione di volontariato contro la pedocriminalità).

Roberta Bruzzone mi piace molto, non solo perché è una bella donna (ho sempre ammirato le donne belle, al contrario di tante mie consimili che invece sono invidiose) ma anche perché è una donna intelligente, dal carattere deciso e molto onesta intellettualmente.
C'è tanta gente che pur avendo lauree e titoli vari o non è molto intelligente o è disonesta intellettualmente ed aggira ed evita la verità tangibile mentendo agli altri e a sé stessa, non sempre per interesse (anche se spesso è questo il vero motivo) quanto per una intrinseca incapacità psicologica ad accettare la realtà nei suoi fatti concreti, preferendo svicolare in artifizi ed immaginazioni forse anche, a volte, per crearsi semplicemente uno spazio di importanza. Solo che questo è molto nocivo quando a queste persone si da spazio e voce in TV, perché il volgo che ascolta non sempre ha una preparazione culturale per capire le assurdità che "l'esperto" di turno dice con sicurezza e si ingenera in questo modo il dubbio in persone che non hanno gli strumenti culturali per capire tutto.
La TV così si fa veicolo di vera e propria disinformazione, alimentando una sottocultura di ipotesi senza fondamento di realtà, creando confusione nella mente della gente, quando una buona televisione dovrebbe fare l'esatto contrario.
Ma se c'è Bruzzone state tranquilli. Anche lei vive di presenze in TV e di consulenze nel suo campo: la Criminologia, ma non mesta nel torbido, Bruzzone è lucida ed analitica nell'esame dei fatti reali, nell'accettazione delle prove scientifiche certe nel risultato per la serietà di chi le porta in dibattimento, Bruzzone accetta onestamente i dati inconfutabili, non indulge, come certe tristi figure, a costruire dubbi sul nulla contando sull'ignoranza della gente, per soddisfare il popolino, che così aumenterà l'audience in una catena infinita di supposizioni e dunque di inevitabili inviti, da parte di conduttori senza molti scrupoli, dell' "esperto" in perfetta malafede.
Brava Bruzzone: una onesta professionista che non teme di affrontare la realtà, anzi la cerca a fronte alta e l'ha dimostrato tante volte. 
La prima volta io neppure capii quando in una trasmissione disse che il suo cliente, Michele Misseri, era una vittima e che stava facendo del male a sé stesso... Non poteva dire molto, ma capii che c'era sotto qualcosa che, data la situazione in fieri, era diversa da quella che le indagini avevano al momento acclarato. Preferì perdere il cliente, essere da lui pubblicamente accusata, piuttosto che mistificare la realtà che indagando era saltata ai suoi occhi.
Grande donna che non ha paura di dire la verità.

domenica 4 novembre 2018

Storie dal Paese di Babiloburo - Un brevetto a Babiloburo

Storie dal Paese di Babiloburo


Un brevetto a Babiloburo.

Babiloburo è un Paese che è stato chiamato così giacché è governato da una Babilonia Burocratica costituita da burocrati inamovibili, impunibili, insensati, che applicano regole contraddittorie, irrazionali in modo perentorio a cui tutto il popolo deve attenersi, sballottato da un ufficio all'altro, da un burocrate all'altro. I babiloburi escono di casa con il cuore stretto dalla più assoluta incertezza quando debbono affrontare una qualsivoglia pratica che regola la loro vita. Spesso i babiloburi non hanno un lavoro, oppure ce l'hanno ma il futuro è incerto, potrebbero essere licenziati, sono per questo sfruttati, lavorano anche 14, 15, 16 ore al giorno! Mentre i burocrati che comandano l'organizzazione della vita del Paese lavorano solo in alcune ore, in alcuni casi non più di 36 ore settimanali, e il loro lavoro è garantito per tutta la vita.
Questo rende i burocrati di Babiloburo potentissimi e neppure il sistema politico riesce a toccarli.
Anche fare un brevetto a Babiloburo è diventato arduo a causa della burocrazia. 
Un anziano scienziato, che aveva lavorato tutta la vita nella Ricerca Scientifica Statale e aveva fatto diversi brevetti, anche oltre i confini di Babiloburo ma registrati anche in altri Paesi, dunque internazionali, ormai in pensione, ma non con il cervello, presentò la richiesta per un nuovo brevetto su un'apparecchiatura elettromedicale.
Un ingegnere burocrate lo sorprese perché gli disse che scritto così non andava bene, richiesto dall'anziano professore su cosa non andasse bene quello gli fece degli appunti sul fatto che una frase doveva essere scritta in un altro modo, che in pratica però diceva la stessa cosa.
Anche se seccato da un appunto che gli apparve privo di senso il professore cambiò la frase e tornò all'Ufficio Brevetti. Ma il medesimo ingegnere gli disse che un'altra frase non doveva essere scritta su quel rigo ma su un altro e che così non andava bene.
Il professore era una persona molto ben educata ma molto intelligente e di grande esperienza, dunque pur molto seccato si mise a cercare di capire cosa l'ingegnere volesse. Quello ripeteva che la sintassi doveva essere sempre uguale e richiamare le parole delle righe sopra... Il professore, pur con tutta la pazienza possibile, fece notare che la Legge per ottenere il brevetto, che lui ben conosceva avendone già fatti, non richiedeva particolari costruzioni sintattiche, di certo non quelle che pedissequamente ripeteva l'ingegnere burocrate.
La terza volta che aveva cercato di accontentare le strane richieste del burocrate si sentì dire che ancora non andava bene.
A questo punto il professore si sentì ostacolato senza senso ma, cosa mai accaduta le volte precedenti, non sapeva come venirne a capo, dato che quello non accettava la domanda di brevetto richiedendo ogni volta cose non logiche e dunque non comprensibili. 
"Si faccia aiutare da qualcuno che sia esperto di compilazioni di domande di brevetti." Gli disse il burocrate impiegato dell'Ufficio Brevetti di Babiloburo.
A questo punto il professore si sentì giustamente insultato e gli ricordò quanto già detto: aveva quaranta anni di Ricerca Scientifica sulle spalle ed aveva fatto numerosi brevetti, solo ora non sapeva più come si scriveva una domanda?!
Uscì arrabbiato e nel disappunto consapevole che quel tanghero era un ostacolo incomprensibile ma non superabile!
La moglie, a casa, gli disse: "Questo vuole la mazzetta. Denuncialo!"
"Con quali prove? - Obiettò il professore. - Non mi ha chiesto soldi."
"No, - rispose la moglie - ma conoscendo come vanno le cose a Babiloburo quello si aspetta che tu glieli offra.. Qui mica siamo in Italia! Lo sai come vanno le cose. Ogni pidocchioso burocrate corrotto vuole lucrare sul suo lavoro frapponendo ostacoli!"
"Ora che mi dici così, - fece l'uomo di Scienza - credo di aver capito il meccanismo. Quando mi ha detto si faccia aiutare da qualcuno esperto.. Appena fuori dall'Ufficio c'erano attaccati ai muri pubblicità di Studi Legali che si dicevano esperti nella presentazione di brevetti. La mazzetta viaggia così: lui crea ostacoli con motivi pretestuosi spingendo le persone a rivolgersi a questi Studi, i quali poi hanno un corridoio preferenziale e il burocrate accetta la domanda presentata da loro e loro lo remunerano."
Il professore cercò di cedere in parte a quello che appariva un pretesto messo ad hoc e andò a sentire uno di questi Studi Legali specializzati nelle pratiche di brevetti. L'avvocatessa che lo ricevette sentendo le difficoltà e l'oggetto del brevetto, uno strumento con specifiche per lei non comprensibili, insomma non un oggetto di semplice meccanica come "la forchetta che gira da sola", disse al professore che per questi brevetti più sofisticati avrebbe dovuto parlare con l'Ingegnere della cui consulenza lo studio si serviva. 
Lo scienziato, volendo andare fino in fondo, perse dell'altro tempo e si presentò all'appuntamento presso lo Studio Legale con questo ingegnere.
Se lo scienziato era anziano costui sembrava Matusalemme. Nascondendo educatamente lo sconcerto il professore espose al vecchio quanto detto dal burocrate dell'Ufficio Brevetti laureato in Ingegneria (Laurea breve? Non si sa. Nella Babilonia ormai chiamano ingegnere anche uno con un corso triennale!). Il vecchio aveva parlato con l'avvocatessa e si era preparato alla consulenza. Tirò fuori un foglio stampato su cui campeggiava la scritta Wikipedia. Ebbene si, anche a Babiloburo si può consultare la facile Wikipedia! Quando il vecchio Ingegnere cominciò ad illustrare il suo sapere declamando: "E' scritto pure su Wikipedia..." Lo scienziato sbalordito lo interruppe: "Ma cosa dice?! Wikipedia?" In una frazione di secondo pensò a chi era e a cosa ci faceva lì! Per gli intoppi incomprensibili messi da un burocrate ottuso e forse corrotto lui che si era occupato di Scienza tutta la vita, creando innovazioni nel suo campo di studio presso l'organismo statale dove aveva prestato la sua opera di ricerca, lui che aveva assegnato tante tesi di laurea sperimentali a studenti mandatigli da due università diverse, seguendo e guidando gli esperimenti legati a più di 20 tesi diverse e portando altrettanti giovani alla laurea, giovani che, diventati a loro volta scienziati anche di fama, lo cercavano ancora per un consiglio, per un parere... lui.. era lì, in uno squallido studio di praticoni che lucravano sulle domande di brevetto elargendo consulenze, parlando di fonti di informazione prese da Wikipedia!!!
Si alzò e se ne andò indignato!
Raccontò a sua moglie la sua per certi versi esilarante esperienza e ne risero insieme. Lui si disse stanco di provare ancora ad ottenere l'ennesimo brevetto, i tempi erano cambiati ed era buffonesco che il politico di turno alla Presidenza del Consiglio di Babiloburo parlasse di innovazione tecnologica,  senza sapere chi c'era negli Uffici dove si presentavano le domande di brevetto per vera innovazione, oltre a quelli tipo forchetta che gira da sola, naturalmente!
La moglie era iscritta ad una Associazione di consumatori, una delle poche cose buone rimaste in un Paese in Babilonia totale, e incitò il marito a parlare con uno degli avvocati di detta Associazione; dato che lui era riottoso si offrì di accompagnarlo e insieme illustrarono gli intoppi messi dal burocrate dell'Ufficio Brevetti ad una intelligente avvocatessa, che già aveva risolto molte questioni poste dall'intraprendente moglie del professore, dato che a Babiloburo non funziona quasi niente e l'infingardaggine dei burocrati sfiora ormai la delinquenza.
L'avvocatessa non solo scrisse a tale Ufficio chiedendo lumi, ma vi si recò di persona e, dal medesimo burocrate responsabile di quello sportello dove si presentavano le domande, si fece scrivere esattamente cosa voleva. Dopo ne rise anche lei con il professore e sua moglie dato che le fu chiaro, dal suo punto di vista di Legale, che si trattava di pedestre ragione per creare ostacolo.
"Scriva come ha scritto lui sul mio foglio, lo assecondi, ora non potrà più inventarsene un'altra come faceva con lei, io sono un avvocato di un'Associazione che difende l'utenza e lei in questo momento è un utente che si rivolge, come suo diritto, ad un Ufficio dello Stato per presentare una domanda per un brevetto. Ora ha scritto quello che vuole e non potrà più cambiare le carte in tavola dicendo che è lei che ha capito male."
Il professore, sia pur seccato e riluttante per la miseria di tutta quella storia, rinviò il suo brevetto.
Questa volta non tornò indietro con il solito appunto sempre nuovo a pretesto, ma anche passarono i mesi e nessuno si fece più vivo.
Il professore non sollecitò, stanco da tanta miseria.
Nel frattempo una segretarietta dall'accento un po' burino telefonò dicendo che "l'ingegnere" dello Studio Legale esperto in domande di brevetto aveva preparato la fattura della sua consulenza: euro 3.000.
Qui il professore, per quanto superiore alle miserie e perso dietro la sua Scienza, diventò freddamente raziocinante: "Come no? Consulenza la chiama? Un foglio stampato da Wikipedia? Mandi, mandi tutto per iscritto poi vedremo. Con i miei titoli l'ingegnere dovrà dimostrare perché e come io possa aver avuto bisogno di Wikipedia, per di più attraverso lui!"
Inutile dire che non si fece più vivo nessuno, né "il consulente" né l'avvocatessa titolare dello Studio Legale "esperto in brevetti".
Stranamente un giorno arrivò la lettera di una ignara dottoressa dell'Ufficio Brevetti, la quale annunciava l'archiviazione della domanda per brevettare la sofisticata apparecchiatura elettromedicale entro 60 giorni dato che il richiedente non aveva risposto alla raccomandata che l'Ufficio aveva inviato. Prese in mano la situazione l'intraprendente moglie del professore appurando che effettivamente una raccomandata era stata inviata ma trascorsa la giacenza era stata rinviata indietro e la giacenza trascorsa era comunque come una notifica, dunque i termini stavano scadendo.
Qui neppure la tendenza della moglie dello scienziato a fare il segugio riuscì a fare luce sul fatto che loro, pur avendo una cassetta della posta da cui non era sparito mai nulla, non avevano mai ricevuto alcun avviso di giacenza... Richiesti lumi sia alla postina sia all'Ufficio Postale restò il mistero.




giovedì 1 novembre 2018

Verità

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.

Luigi Pirandello






giovedì 25 ottobre 2018

San Lorenzo: dai bombardamenti al degrado

Abitare a San Lorenzo, anche se oggi si può considerare quasi centro, è da poveri o da originali.
Si trova vicino al Cimitero del Verano, dunque non può essere ambito un quartiere collocato nelle adiacenze di un luogo dove sono i morti.
Ed era povero pure allora, quando gli anglo-americani lo bombardarono perché nelle adiacenze c'era lo Scalo San Lorenzo, snodo ferroviario importante durante la Seconda Guerra Mondiale.


Bombardamento di San Lorenzo, Roma, 19 giugno 1943
Ma poco distante sorge anche la cittadella universitaria "Sapienza", una delle opere ben fatte del ventennio fascista.


La Città Universitaria di Roma, realizzata su progetto urbanistico di Marcello Piacentini e inaugurata nel 1935, in una foto del 1938.




Fino agli anni '80 del secolo scorso San Lorenzo era un quartiere tranquillo. Ad esempio in via dei Ramni vi abitava il Direttore della Scuola Elementare che frequentavano due dei miei figli: media borghesia. La vicinanza dell'università faceva sì che vi abitassero parecchi studenti fuori sede. Il quartiere inoltre ospitava diverse sedi di Istituzioni, come l'Ufficio di Collocamento per gli Invalidi Civili e il famoso Centro di Neuropsichiatria Infantile creato dal Prof. Bollea. Aveva iniziato allora anche ad avere una fama di luogo caratteristico per la vita serale con apertura di trattorie caratteristiche: una era famosa per il pesce e per i prezzi accessibili, tanto da avere la fila fuori dalla porta. Ma nulla faceva ancora intravedere quello che è diventato poi... Certo molto per i Centri Sociali di estrema sinistra, portatori della trasgressione alle regole spacciata per libertà.
L'ondata straniera immessa senza regole, la clandestinità accettata come accoglienza da correnti di pensiero ufficiali come la Chiesa Cattolica, con l'ingombrante presenza dello Stato Pontificio dentro la Capitale d'Italia, e la sinistra per la prima volta nella Storia perfettamente d'accordo con il Clero, ha comportato che San Lorenzo si trasformasse per quella che è, con sofferenza degli inascoltati abitanti normali. 
Nella circostanza di questo fatto orribile accaduto nel cuore di Roma, la morte con stupro di una adolescente, le immagini televisive ci hanno mostrato una serie di edifici fatiscenti, a formare quasi una cittadella di degrado, ed io mi sono chiesta cosa si aspetta a demolire quelle ormai inutili costruzioni per creare spazi tanto necessari ovunque a Roma. Leggo poi che il progetto di bonificare quel luogo esiste da anni!
Inanità delle varie amministrazioni che non pagano mai la loro costosa inefficienza!

venerdì 19 ottobre 2018

Esperimenti sulla vita umana

E' una storia vecchia accaduta negli USA. Come si può vedere dalla foto dei due superstiti:

Robert e David: fratelli gemelli superstiti di un parto quadrigemellare. Oggi hanno 57 anni.
Il quarto gemello presumibilmente non sopravvisse e la madre, ebrea, li abbandonò per lasciarli in adozione, operazione di cui si occupò un'Agenzia di adozioni: "Louise Wise".
I tre furono dati in adozione a tre famiglie ebree, non si sa se per desiderio di chi li ha messi al mondo o se per scelta delle Istituzioni che seguirono le adozioni perché crescessero nella stessa cultura della madre.
Furono però scelte tre famiglie di ambiente diverso: Robert finì in una famiglia ricca, David in una famiglia di operai e Edward in una famiglia della media borghesia.


I tre fratelli gemelli quando si ritrovarono, del tutto casualmente, e furono protagonisti di spettacoli televisivi e al centro dell'attenzione dei media americani.



Questo è Edward che purtroppo si suicidò nel 1995, lasciando una moglie e una figlia.
L'incontro con i fratelli e la scoperta della loro vicenda avvenne nel 1980.



La loro straordinaria storia è il soggetto di un nuovo affascinante documentario, Three Identical Strangers, che spiega dettagliatamente come la gioia della riunione ebbe una svolta più cupa: i tre fratelli hanno scoperto di essere stati utilizzati per un cinico esperimento sociologico.

L’agenzia di adozione ha rifiutato di dare delle spiegazioni ma i ricercatori che studiano il background dei tre gemelli, hanno scoperto che l’agenzia, specializzata nella ricerca di famiglie per figli di donne ebree per lo più single, dopo aver consultato uno psichiatra, aveva introdotto una politica di separazione tra coppie e terzetti di gemelli, poiché i bambini non dovevano entrare in competizione per ottenere l’attenzione dei genitori adottivi.

I genitori adottivi di Robert, David e Eddy hanno detto che facevano parte di uno studio intensivo sullo sviluppo del bambino che avrebbe dovuto continuare come condizione per l’adozione. Consapevoli della difficoltà di trovare bambini ebrei da adottare, i genitori furono tutti d’accordo.

Inizialmente l’agenzia aveva sostenuto che i genitori erano stati scelti a caso, ma quando è emerso che ogni famiglia aveva una figlia adottiva di circa due anni al momento dell’adozione dei tre gemelli, ha suscitato ancora più domande.

È emerso che i tre gemelli erano il fulcro di uno studio segreto, ma legale, diretto da Peter Neubauer, uno psicoanalista che gestiva il Child Development Center di Manhattan.

Voleva esaminare fino a che punto l’essere umano sia plasmato dai geni e in che misura dall’ambiente. I tre fratelli identici separati alla nascita gli hanno fornito un’opportunità sbalorditiva. Il suo studio, finanziato dall’American National Institutes of Health, ha avuto la piena collaborazione dell’agenzia di adozione e quasi ogni mese per 12 anni le famiglie, una all’insaputa dell’altra, sono andate a Manhattan per sottoporre i tre ragazzini a test di intelligenza, comportamento e personalità.

Ogni fase della loro vita, anche il momento in cui hanno imparato ad andare in bicicletta, è stata filmata e registrata. Gli psicologi passavano ore a osservarli mentre giocavano e parlavano con loro, interrogando le sorelle e genitori.

A volte i ricercatori andavano a trovare i ragazzi a casa ma nemmeno una volta hanno menzionato l’esistenza di altri gemelli che vivevano a 100 km l’uno dall’altro.

Per valutare gli effetti dell’ambiente socio-economico sullo sviluppo dei ragazzi, Neubauer aveva collocato ciascun ragazzo in famiglie ebraiche di classi sociali molto diverse.

Il padre di Robert Shafran era un medico, la madre un avvocato e vivevano a Scarsdale, nella contea di Westchester.

La famiglia di Eddy (Edward) Galland viveva in un sobborgo borghese di Long Island, il padre era insegnante, mentre i genitori di David Kellman, di classe operaia, vivevano nel Queens.

Eppure proprio Robert, il più socialmente privilegiato, era stato condannato per omicidio colposo: nel corso di una rapina una 83enne era stata picchiata a morte con un piede di porco. Il giudice tuttavia ritenne che Robert avesse avuto un ruolo “marginale” e lo condannò a lavorare per cinque anni in un istituto per bambini disabili.

Secondo gli standard odierni, il comportamento dei ricercatori è considerato agghiacciante, ma lo stato di New York ha iniziato a raccomandare alle agenzie di adozione di non separare i fratelli, soltanto nel 1981. Anche allora era consigliato ma non obbligatorio.

Fino alla sua morte, avvenuta nel 2008, Neubauer ha insistito di aver fatto la cosa giusta, ma oggi i due fratelli sopravvissuti sono arrabbiati per essere stati usati come pedine in quell’esperimento che Robert ha definito “da incubo, nazista”, probabilmente riferendosi a Josef Mengele, che ad ad Auschwitz conduceva esperimenti, torturava e uccideva le coppie di gemelli. Un paragone particolarmente ironico, visto che Neubauer era un rifugiato austriaco, vittima ebrea dell’Olocausto.