domenica 30 giugno 2024

STORIE DI V.V.

 Volti della televisione...

In quella casa in cui si respirava l'allegria che a casa mia non c'era mio padre non voleva che andassi.

Era nella scala A ed erano in affitto.
Mio padre non voleva perché la signora, madre di molti figli, era vivace, allegra, spiritosa e gentile nonostante fosse vedova.
Inoltre si truccava e fumava. Vestiva con cura senza preoccuparsi di mettere in mostra le gambe magre visibilmente storte. La signora aveva un lavoro impiegatizio di tipo privato non so dove, e per arrotondare teneva due pensionanti a cui affittava altrettante camere del grandissimo appartamento.
Uno dei due pensionanti non l'ho mai visto, l'altro lo vedevo dentro l'edicola che gestiva vicino all'Ufficio dove lavorava mio padre.
Anche mio padre lo conosceva di vista e al massimo per il saluto.
Era scapolo, e quando andavo a casa D.T. senza che mio padre lo sapesse ho visto con i miei occhi la signora D.T. appena rientrava dal lavoro, ogni pomeriggio, andare a fumarsi una sigaretta nella stanza di quel pensionante. Solo che ci si fermava molto più a lungo del tempo di una sigaretta.
"Ma che c'è di male, - dissi un giorno a mio padre - anche se fosse è vedova e lui scapolo."
Ma la cosa più divertente erano i figli della signora: Gianfranco che suonava la chitarra cantando piacevolmente, mentre la sorella maggiore R. se ne stava stesa su un lettino che fungeva da sofà con il suo fidanzato Franco C. coperti da un leggero copriletto.
Poi a volte arrivavano gli amici di Gianfranco con altri strumenti fra cui i Bongo: e facevano musica. Erano davvero dei bei pomeriggi.
Franco C. non suonava né cantava, pomiciava soltanto discretamente con R.


A volte arrivava la figlia più grande della signora D.T. con marito e figli: un ragazzo adolescente e una bambina, tutte persone gentili, cordiali e fini.
Quando mia madre, raramente, veniva a cercarmi nel timore che rientrasse mio padre e sgridasse entrambe, la signora D.T. l'accoglieva con il sorriso e gentile cordialità.
In realtà ero lì per Gabriella detta "Bebby", deformazione romana dell'americano Baby. Aveva tre anni più di me ed era amica di una ragazzina di uguale età, Stefania P., sorella di quella che allora consideravo la mia migliore amica: Giacinta P..
Frequentando la casa della mia amichetta, avevamo la stessa età, avevo legato anche con sua sorella Stefania.P., dolce e tranquilla, e con il suo giro di amichette del palazzo.
Sia Stefania P. che "Bebby" erano molto carine, Gabriella in particolare aveva i capelli rossi e tante lentiggini e un corpicino perfetto che un pomeriggio mi mostrò senza pudori facendosi il bagno in cucina dentro un grosso bagnapiedi di zinco.
Gabriella era disinibita un po' come tutta la sua allegra famiglia e le piacevano i ragazzi, in particolare si baciava appassionatamente con un ragazzo moro, molto carino anche lui, in mia presenza stringendosi e strofinandosi a lui. Mentre la madre era come tutti i pomeriggi a fumare la sigaretta nella stanza del Sig. S..
Franco C. invece, appariva tranquillo e chiedeva solo di poter stare appiccicato a R.; in realtà la mia amica Giacinta.P. mi informò che Franco C. faceva il filo a "Bebby", dato che lei aveva 16 anni e lui una ventina, ma poi forse R. poteva dargli qualcosa di più ed optò per lei che aveva 4 anni più di lui.
Seppi che si erano poi sposati e nacque una bambina con i capelli nerissimi.
R. era impiegata da prima del matrimonio e continuò a lavorare perché lui, Franco C., un vero lavoro non l'aveva: "faceva i caroselli". Si diceva così in gergo intendendo che recitava negli spot pubblicitari e per questo, data la TV in bianco e nero, era costretto a schiaririsi i capelli castani con l'acqua ossigenata altrimenti in TV apparivano di un nero che "sparava".
Seppi poi che aveva inciso un disco a 45 giri, che faceva il cantautore, e me ne stupii perché in casa D.T. non suonava come gli altri, né cantava come Gianfranco, che era diventato suo cognato. Ma quando seppi che si era fidanzato dai giornali, che ormai lo avevano reso famoso, me ne stupii, essendo sposato e la legge sul divorzio non c'era ancora...
A casa della mia amichetta Giacinta P. invece il cantautore famoso c'era da anni, essendo il marito di una sorella della madre della mia amichetta: Renato C.
All'epoca vivevano a Milano e della signora L., zia materna della mia amica, i giornali dicevano che era una soubrette ma si era ritirata dal mondo dello spettacolo per seguire la famiglia. Avevano un unico figlio che già all'epoca era all'Università e studiava Ingegneria. Mentre faceva esercitazioni di laboratorio un cretino intese scherzare tirandogli un cacciavite che lo prese alla nuca. Fu operato e si salvò ma per la famiglia fu un dramma e un grande spavento.
L. ogni tanto scendeva a Roma e veniva a trovare la sorella meno fortunata di lei. Prima di salire, non essendoci citofono, la chiamava dal cortile. Era una donna senza atteggiamenti ed arie pur essendo moglie di un cantautore famosissimo e ricco ormai.
Lui era diverso. Bastò che mio marito gli facesse un complimento dicendogli: "E' il più bel ricordo della mia gioventù", che smise di sorridere, si irrigidì e si mise a parlare con altri. Io, empatica, capii subito che mio marito aveva fatto una gaffe, giacché nessun artista vuole sentirsi dire di essere "un ricordo". Si era in quel periodo in cui lui, sentendo il cambiamento dei tempi nella musica leggera, aveva annunciato il suo ritiro. In seguito però riprese giacché il suo stile era tutt'altro che superato, anzi, egli è ricordato come un Maestro, un classico della storia della Musica Leggera.
A causa della volgarità e dell'ignoranza di due fruttivendoli che abitavano sul nostro stesso pianerottolo conoscemmo una futura stella della Musica Leggera: I.Z.
Sentimmo un gran trambusto e urla volgari. Aprimmo la porta e, dall'unico altro appartamento che dava sul nostro pianerottolo, i nostri vicini, una coppia senza figli che aveva un banco al mercato e da cui ricevevamo un educato saluto ogni volta che ci si incontrava sulle scale, erano con la porta spalancata ed inveivano contro una giovane dal viso pulito, seria ed educata, che rispondeva senza gridare come loro: "Ed ora dove le porto le mie valigie?" Non dimenticherò mai la triviale e gridata risposta della fruttivendola: "Mettitele nella fregna!" E richiuse la porta sbattendola, mentre mio padre si chinava per aiutare la giovane a raccogliere i vestititi che si erano rovesciati fuori da una delle valige che la volgarona, insieme al marito, le aveva tirato dietro.
Mio padre e mia madre si offrirono di tenerle le numerose valige per consentirle di cercare un'altra sistemazione ma, anche, di andare a denunciare ai Carabinieri i nostri vicini che le avevano affittato una stanza per poi concludere in quel modo incivile il loro rapporto locatori/locatario.
Le sue valigie occuparono il nostro ingresso per molti più giorni di quanto lei avesse detto inizialmente. Ogni tanto veniva a prendere qualcosa che le serviva... Promise di invitare i miei genitori ad una delle sue serate.. Ma poi non lo fece. Al mio sogghigno critico i due angeli che erano i miei genitori risposero sommessamente giustificando la mancanza totale di un minimo pensierino di ringraziamento e l'oblìo con: "Avrà avuto tanto da fare per trovarsi una nuova sistemazione, povera ragazza, e per lavorare per pagarsi le lezioni di canto.."
Questa è stata la mia conoscenza di tre famosissimi cantanti della TV e non solo.
I.Z. sotto le mani degli esperti di immagine perse il viso pulito e privo di trucco che io avevo conosciuto e diventò una avvenente donna: le cambiarono il colore dei capelli che aveva di uno sbiadito castano naturale, glieli tagliarono in una acconciatura studiata per attenuare il suo naso importante, le misero addosso bei vestiti... Sparita la ragazza seria e determinata che credeva giustamente nella sua voce, che mi disse essere "fra quella di Mina e Milva"; le avevo chiesto come fosse la sua voce, dato che certo non potevo chiederle di mettersi a cantare dentro il piccolo ingresso di casa mia ingombro delle sue valigie. Lei ci aveva pensato un momento guardando davanti a sé, sopra la mia testa di ragazzina di tredici anni, dalla sua alta statura di ragazzona di diciannove anni, e mi aveva risposto così. Ed era vero, aveva reso l'idea perfettamente: una voce potente, bellissima che ascoltai per la prima volta a casa di una mia amica che mi disse: "Senti questa nuova cantante che voce!" Non la riconobbi subito nella foto del disco a 45 giri, troppo diversa da quella ragazza dal viso acqua e sapone che avevo conosciuto.
Franco C. non l'ho più rivisto. Nella foto della copertina del suo primo disco era sempre lui, riconoscibilissimo. Non ho mai capito come potesse avere tanto fascino sulle donne come scrivevano i giornali... Non era alto, né aitante, né particolarmente bello.. Poi finì sui giornali anche per storie di droga e pure in prigione perché le leggi del tempo non permettevano la detenzione di droghe neppure "per uso personale", come una legislazione troppo permissiva ha consentito in seguito.
Renato C. era un gigante quando lo conobbi ed è morto un gigante della Musica Leggera.
A Milano lui e la moglie all'epoca avevano investito un poco dei loro meritati guadagni in un night-club: "Il Gatto Verde". Alla cassa ci lavorava un'altra sorella di L., D., io non l'ho mai conosciuta ma ho conosciuto sua figlia C. quando veniva a Roma a trovare l'altra zia e le cugine. Era una ragazza carina e sensibile, magra come ero io, così mi regalò un suo vestito di organza rosa antico e taffettà, che le sue cugine, non avendo la sua taglia, non potevano mettere. La ricordo per la sua generosità. Misi quel bellissimo vestito per il matrimonio di una mia cugina e in seguito lo feci rimettere a modello ricavandone un tubino, più adatto alla moda del tempo e alla mia età che era giunta ai diciotto anni.
Intanto a scuola avevo come compagna di banco alle scuole medie inferiori una certa Simonetta A.. Suo padre aveva una macelleria, cosa che all'epoca significava essere quasi ricchi. Conobbi la madre che, come molte madri di famiglia del tempo, non lavorava: era una donna graziosa, fine, sobria, alta e snella somigliante a suo fratello, un cantante famoso di un quartetto famosissimo. Lui in pratica era il bello del quartetto composto da tre uomini ed una donna. la mia amica lo chamava zio T. e sua moglie, una nota attrice di teatro e TV, zia F..
Come sempre accade con tutti ci si perde di vista, famosi e non...
In una giornalista RAI che lavora nei TG mi è sembrato di ravvisare una grande somiglianza con la mia ex compagna di scuola ed amichetta Simonetta A. che nell'adolescenza si era fatta molto carina... Si chiama Adriana come la madre della mia amica e sorella di "zio T." A volte si mettono i nomi dei nonni... Chissà.. In RAI non si entra senza qualche conoscenza e magari attraverso il fratello della nonna cantante famoso...
Poi ci sono volti in divisa che ci informano sulla metereologia...
Una donna si chiama Stefania e una delle sorelle di Giacinta P., la mia amichetta del palazzo, Stefania P., quella che aveva la stessa età di "Bebby", ebbe una figlia a cui mise il suo stesso nome, fatto inusuale. Questa bella donna in divisa che ha il suo stesso nome le somiglia moltissimo nel viso, ed ha il corpo alto di quello che, se fosse figlia della sorella della mia amica di tanto tempo fa, divenne suo marito dopo vari fidanzamenti finiti: ricordo il suo cognome De A., esattamente come il cognome della bella ufficiale che ci illustra il Meteo. Sarà un caso? Anche che il marito della mia amica Giacinta P., di mia uguale età, era un ufficiale di quella stessa disciplina? Nel qual caso sarebbe suo zio e si sa non solo in RAI c'è bisogno di conoscere qualcuno per entrare...
Un altro degli uomini meteo in divisa ha l'età di uno dei miei figli e da ragazzi si conoscevano: mi ha raccontato che era un tipo risentito e un po' violento che una volta gli chiuse una porta con violenza sulla nuca tanto da riportarne uno stordimento... Me lo ha raccontato a posteriori vedendolo in TV, io non ne avevo mai saputo niente giacché non tutti i ragazzi che mio figlio frequentava diventavano amici da portare in casa.
Il panorama di persone che, per ragioni varie, finiscono davanti alle telecamere e di cui ho conosciuto una parte privata è vasto..
La parte scientifica ad esempio, la gente che fa parte del mondo di lavoro di una persona della mia famiglia... C'è V. R. A.. L'ho conosciuto come un giovane Fisico ben inserito nel mondo della Ricerca pura, spontaneo, educatissimo, gentile, disponibile e senza atteggiamenti fasulli e ridicolmente sussiegosi come alcuni del mondo scientifico e universitario... Mi si stringe il cuore a  vederlo fare il tuttologo, lui che è specializzato in uno specifico ed importante campo della Fisica... A questo debbono ridursi gli scienziati per avere soldi e attenzione... C'è chi non è disposto a tanto ed è così integralmente uomo di scienza da nascondersi quando un giornalista lo cerca con domande sempre riduttive per una materia che non può essere capita che da chi ha inclinazione e tanto serio studio in quel campo. Cercare di divulgarla come fa certa TV è penoso. Un altro è famoso giustamente perché è arrivato lassù e si è fatto un giretto intorno al pianeta vedendo dal di fuori dove stiamo... Non è andato lassù senza competenze ovviamente: tante. A cominciare dalla tesi di laurea in Astrofisica di cui fu relatore il mio familiare. Tornato dagli USA, dopo essere stato invitato a pranzo dal Presidente della Repubblica e da altre Autorità, come si deve ad una gloria del Paese, mi meravigliò autoinvitandosi a casa nostra a cena. Non perché non fosse mai venuto a cena a casa mia... C'è venuto tante volte quando lavorava con il mio familiare su questioni scientifiche ed anche per un piccolo abbozzo di Società che avevano creato insieme ad un altro collaboratore del mio familiare... Ma ormai il TG si occupava ogni giorno di lui e so che la gente cambia.. Ma lui, U.G., non è cambiato. E venne a cena con sua moglie e suo figlio. Avevo fatto il pollo all'ananas, se non ricordo male, e a R., la moglie, il pollo non piace ma io non lo sapevo.. Non conoscevo R., prima per anni la sua fidanzata era stata un'altra, e con lei a volte veniva a casa nostra.



giovedì 20 giugno 2024

Blogger maltrattato da Google in affari

In attesa di vedere se Google Italia continuerà a prelevare soldi dalla carta American Express nonostante la disdetta fatta sul contratto da loro stabilito di Workspace business penso di usare questo 2024 per continuare a Scrivere, il motivo per il quale questo Blog esiste dalla fine del 2010.


Va da sé che Google Workspace mi ha fatto passare la voglia di usare questa piattaforma che è nata come Blogger e quello doveva rimanere.

Quando Google ha iniziato a dare problemi non accettando il pagamento con Carta di Credito prepagata ho cercato di creare un nuovo Blog con la piattaforma Word Press, poi mi sono fatta dare il codice di Arenzulla, sempre nell'intento di avviare l'uso di un'altra piattaforma. Ma trovavo faticoso iniziare a capire i meccanismi della pubblicazione che qui sono riuscita invece, sia pure con qualche errore iniziale, alla fine a saper usare.

Ora a 77 anni compiuti grazie al Grande Cardiochirurgo Carmelo Dominici che mi ha consentito con la sua abile Scienza di vivere un altro po', non ho più testa e pazienza di applicarmi ad imparare cose nuove: doveva essere una cosa ludica, ed anche a volte un impegno sociale, politico e morale di diffondere pensieri anche critici che potessero servire anche agli altri. Ho denunciato qui anche tante cose sbagliate... A volte rileggo alcuni post e mi servono per ricordare anche... Ritrovo informazioni che sono ancora di utilità.

I soldi che Workspace mi ha estorto con le sue forme imposte li userò per Scrivere ancora e poi chiuderò definitivamente questo Blog che Google non vorrebbe più lo fosse, ma un sito di "affari"!

lunedì 3 giugno 2024

BLOGGER DI GOOGLE NON SI PUO' PIU' USARE!

 NON UNA TELENOVELA E' DIVENTATO GOOGLE WORKSPACE A CUI GOOGLE HA PASSATO BLOGGER!
MA UNA RAPINA!
Riassunto delle puntate precedenti nei post con titolo Google Workspace.
NON ACCETTAVA CARTA VISA PREPAGATA, NEMMENO CARTA MASTERCARD, INTANTO DA DICEMBRE, QUANDO HANNO INIZIATO A MANDARE NEWSLETTERS PER IL RINNOVO COME TUTTI GLI ANNI DAL 2010, LA CIFRA DA PAGARE AUMENTAVA.
QUALCUNO DEVE AVER LETTO I MIEI POST  DI CRITICA E ORA ACCEDERE ALLA CONSOLE DI AMMINISTRAZIONE E' MENO FOLLE E SONO RIUSCITA AD ENTRARE PIU' AGEVOLMENTE, MA HO SCOPERTO CHE DOPO AVER PAGATO CON AMERICAN EXPRESS EURO 38,50 AL 1° GIUGNO HANNO PRELEVATO UNA QUOTA MENSILE DI EURO 7,51!
NEL PAGARE QUELLO CHE CHIEDEVANO HANNO ANCHE ATTIVATO UN ABBONAMENTO GOOGLE WORKSPACE BUSINESS!
DOVEVO SOLO PAGARE LA QUOTA ANNUALE CHE ERA DI CIRCA USD 12,50!
PENSAVO AD UN AUMENTO! INVECE QUESTI HANNO ATTIVATO UN ABBONAMENTO AZIENDALE!
IO CHE NON VOGLIO NEPPURE FARE LA PUBBLICITA' SU QUESTO BLOG PER NON STARE DIETRO ALLE LORO PAZZIE AMMINISTRATIVE DA INCUBO!
HO TOLTO TUTTO MA NON RIESCO A RIMUOVERE LA CARTA AMERICAN EXPRESS E SE NON ME LA FARANNO RIMUOVERE DALLA CONSOLE DI AMMINISTRAZIONE ANDRO' A FARE DENUNCIA ALLA GUARDIA DI FINANZA!
Conosco gli Statunitensi da esperienze di lavoro: quando amministravo i soldi dello Stato era per me come se fossero i miei e pure di più!
L'università dove lavoravo emise un ordine alla Springer Verlag per una pubblicazione scientifica: mi arrivò la prova della Banca americana che avevano incassato i 20 dollari dovuti ma non mandarono mai la pubblicazione. Inutili furono le e-mail all'indirizzo dove avevano accettato l'ordine in USA. Rintracciai la sede Springer Verlag per l'Italia, era a Milano, l'incaricata ebbe mail, copia della prova dell'incasso, ma mi rispose che lei non poteva fare niente! Pur dandomi tutte le ragioni del mondo; in pratica la sede italiana non era operativa, solo di rappresentanza!
EBBENE L'ESTRATTO CONTO DELLA CARTA AMERICAN EXPRESS RIPORTA CHE L'INCASSO L'HA FATTO GOOGLE SEDE DI MILANO!
E' LA PRIMA VOLTA IN 14 ANNI!
COME HO ILLUSTRATO NEI PRECEDENTI POST LE RICEVUTE (QUANDO LE HANNO MANDATE!) VENIVANO DAI VARI RAMI DI QUESTO GIGANTE CHIUSO NELLA SUA TORRE: GOOGLE DADDY, GOOGLE WALLET ecc. 
Ho tutti i documenti bancari per dimostrare ciò che scrivo, naturalmente, e se non mi fanno togliere dalla console di amministrazione gli estremi della Carta American Express la denuncia alla G.d.F. è doverosa.

mercoledì 29 maggio 2024

"La vedova" di José Saramago

 Ho iniziato la lettura di questo libro che pare sia il primo romanzo che Saramago ha scritto.

Non ho mai letto nulla di questo Autore portoghese, e scopro che anche lui è un Premio Nobel per la Letteratura.
Ho già scritto della mia delusione nel leggere Autori insigniti del prestigioso Premio e dunque non mi stupisco più di tanto se queste prime 75 pagine non mi abbiano colpito né entusiasmato, né tantomeno trasmesso emozioni o che vi abbia trovato frasi che contengano verità universali...
Forse più avanti scoprirò che invece vale e mi ricrederò. Per il momento si tratta di una scrittura quasi da novellista che racconta di un proprietario terriero che muore ancor giovane, ma la descrizione della sua morte non ha nulla di particolarmente triste, non vi sono atmosfere che tocchino la corda dei sentimenti, è una descrizione piatta di scene senza particolari atmosfere, in cui i personaggi non riescono ad esprimere sentimenti autentici: la giovane vedova esprime il suo dolore come se perdesse la ragione, senza nessun ancoraggio di realtà con il suo ruolo di madre di due bambini piccoli. Mentre la servitù che lavora in casa e nella tenuta viene descritta come individui senza un proprio io, senza sentimenti se non quelli di riflesso dei padroni, essi esistono solo in funzione dei padroni e sono felici o tristi solo in funzione dei sentimenti di chi dà loro lavoro. Figure umane svuotate del loro "io", servili fin nei sentimenti anch'essi al servizio di chi è ricco e padrone.
Assurdo.
Le uniche brevi pagine di un qualche vago valore sono quelle in cui Saramago descrive la natura in cui si muovono i due bambini rimasti orfani e la cui madre si è messa a letto dimentica dei suoi doveri verso di loro. Descrive una natura in cui piove sempre. Non conosco il clima del Portogallo, dove lo scrittore ambienta questo suo primo romanzo, ma tanta pioggia non l'ho trovata nemmeno in romanzi la cui storia si svolge in Gran Bretagna!
José Saramago con la seconda moglie


domenica 19 maggio 2024

La Sig.ra Anteri e altre mille vite - Romanzo - Cap. XIII

La Sig.ra Anteri e altre mille vite

Capitolo XIII

Questa inclinazione agli affetti non era forse stata sempre delusa? Pensava nel presente la Sig.ra Anteri.
La sua disponibilità ad amare parenti e amici non aveva sempre incontrato il muro della disillusione?
E non aveva tutto questo radici antiche nell'esperienza dei suoi genitori?
Dunque questa era la natura umana.
Giulia Anteri era alla fine della sua vita il frutto di un'anima buona per natura, dotata di una forte empatia, ma anche di tutte le vite che l'avevano attraversata lasciandole impresso il segno delle loro azioni.
Fabrizia le aveva tolta l'ultima umana illusione che anche una amicizia durata sessanta anni non possa finire, senza nessuna sua azione cattiva.
I parenti che aveva ricevuto in dote dai suoi genitori erano stati tutti, tranne uno o due, persone disaffettive, indifferenti, invidiose quando non malvage.
Quelli che aveva acquisito tramite suo marito altrettanto.
Infine quelli che le erano giunti tramite i suoi figli e i loro legami sentimentali aveva cercato di curarli in modo particolare attingendo a tutta la sua esperienza di vita...
E lì i rapporti erano stati i migliori in assoluto, ma limitati sempre alla fine dall'agire altrui.
Non aveva potuto ignorare la glaciale indifferenza di Regina di fronte ad una sua angoscia e il suo mancato aiuto che invece era stato concesso abbondantemente ad una persona amica di sua figlia... 
Non si può che prendere atto di certi fatti concreti che parlano meglio di ogni esplicito discorso.
E Giulia Anteri ne prendeva atto cambiando irreversibilmente i suoi sentimenti.
Ogni gesto che compiamo, se ripetuto nel tempo, come ogni parola, sono confessioni dei nostri reali sentimenti.
Non c'è ipocrisia di facciata che tenga di fronte a tali rivelazioni.
Non si può che prenderne atto.
Giulia Anteri aveva visto e vedeva tutt'ora gente vivere nella più totale falsità, più o meno inconsapevole, rapporti umani che per questo non potevano che portare a patologie psicologiche e alla alienazione.
Cercavano poi l'aiuto di Psicologi a volte. Quando sarebbe bastato il coraggio di ammettere la verità di quei rapporti e accettarne l'infelicità.
Giulia si era accorta che Fabrizia non era leale come lei, che soffriva di non nobili invidie, ma pensava che, non potendo cambiare la natura di Fabrizia, volendole bene ed accettandola così come era la loro amicizia non sarebbe finita mai.
Invece vi aveva posto fine lei, bruscamente. Allora qualcosa di profondamente scompensato, che lei non poteva comprendere, era nella sua antica amica.
Fabrizia non aveva invidiato i successi delle vite felici dei due figli della donna che, slealmente, aveva tradito la sua amicizia e il legame di parentela portandosi a letto suo marito sotto i suoi occhi. Ma le faceva invidia quello che avevano conquistato i figli di Giulia:  un'amica leale.
La parente e amica si era approfittata della amarezza del marito di Fabrizia, fatto di cui si era accorta anche Giulia, tanto da pensare: "Quest'uomo è così infelice e in cerca di consolazione che mi basterebbe allungare una mano per prendermelo."
Ma era stata soltanto una constatazione mentale affiorata parlando un giorno con lui di cose banali. La sua natura empatica e sensibile le aveva fatto avvertire lo stato in cui era l'uomo dati i rapporti infelici con la moglie.
Ma Giulia aveva la lealtà verso chiunque a fare da diga ad ogni azione misera e sbagliata, a parte il fatto che era profondamente innamorata di suo marito.
Questa diga non l'aveva la parente amica a cui Fabrizia dimostrava di tenere tanto.
Eppure in seguito raccontava a Giulia dei successi economici e sentimentali dei figli di quella donna sciagurata senza invidie né risentimenti.
La vita, dunque, avrebbe continuato a meravigliare le certezze di Giula Anteri fino all'ultimo giorno al punto che ormai aveva una sola certezza: sé stessa e la serenità raggiunta.

lunedì 6 maggio 2024

"Tempi duri" di Mario Vargas LLosa

Sono alle ultimissime pagine di questo libro e di nuovo mi trovo ad essere perplessa leggendo un Premio Nobel della Letteratura.
Di Doris Lessing ho già detto, di Philip Roth, non Premio Nobel ma, a detta di certi giornalisti, quasi, da cui sarebbe sfuggito solo perché morto prima... Non mi sono piaciuti al punto che non li leggerò più.
Di questo scrittore sudamericano non avevo mai letto niente ed ho voluto provare. Non vado in cerca di Premi Nobel da leggere, ma se scegliendo un libro scopro che chi l'ha scritto è stato insignito del massimo riconoscimento per la propria Opera Letteraria mi aspetto qualcosa di speciale. Ebbene Vargas LLosa racconta, romanzandoli un po', fatti storici del Guatemala nel secolo appena trascorso.
Una narrazione interessante per me che non conoscevo nulla di tali accadimenti, ma zeppa fino all'inverosimile di nomi dei numerosissimi personaggi coinvolti nella Storia. Questo, che già rende arduo seguire il susseguirsi convulso dei fatti, è reso dallo scrittore ancora più faticoso per la comprensione di essi dal tipo di narrazione scelta dall'Autore. Egli non segue un racconto cronologico della Storia e nemmeno usa l'escamotage del flash-back, ma inizia un capitolo narrando una serie di avvenimenti intorno ad un personaggio in un preciso momento della Storia per poi concluderlo e nel capitolo successivo inizia a narrare intorno ad un altro personaggio in fatti che coinvolgono anche il personaggio del capitolo precedente, ma localizzandolo in un tempo successivo o, in alcuni casi, precedente. Mi ci è voluto un po' per capire questo strano modo di narrare, che non giova alla chiarezza della narrazione, nè all'eventuale messaggio che ciascuno può trovare in questa Opera.
E' uno scorrere continuo avanti e indietro, senza nesso cronologico, saltando da un personaggio all'altro, a volte chiamando uno stesso personaggio con un nome o nomignolo diverso.. Un capitolo fra gli ultimi inizia senza neppure palesare di quale personaggio sta parlando, ma raccontando cosa sta facendo nel momento del tempo in cui l'ha collocato, il lettore così capisce chi è il personaggio solo dopo due pagine del capitolo...
Mi spiace ma nessun Premio Nobel mi esimerà dal criticare questo modo confuso di narrare una Storia politica complicata. Non c'è una motivazione stilistica nel costruire una tale narrazione, ma a me sembra che lo scrittore sia stato sopraffatto da tanto materiale narrativo da non saperlo gestire, e di scrivere via via gli avvenimenti, che un poco apprendeva con la sua ricerca storica e un poco arricchiva con la sua fantasia, così come invadevano di volta in volta la sua mente.
Al di là dunque del valore letterario dell'Opera ho appreso di fatti storici, che poi ho verificato, che vedono un popolo oppresso e rapinato da uomini che si possono definire mostri, non diversi da mostri del nostro continente europeo che ben conosciamo.
Nell'effettuare tale verifica ho appreso fatti recenti: nel 2024 è al potere in Guatemala un figlio di colui che aveva voluto la riforma agraria: dare ai contadini le terre incolte del latifondo. Riforma cancellata nel sangue da schifosi esseri che si sono succeduti dopo colui e chi l'ha sostituito nell'immediato quando lui è stato cacciato dalla Presidenza.

Bernardo Arévalo, attuale Presidente del Guatemala, è nato il 7 ottobre 1954 a Montevideo, capitale dell'Uruguay; suo padre era Juan José ArévaloPresidente del Guatemala dal 1945 al 1951, in esilio nel Paese sudamericano dopo il colpo di Stato del 1954[

HA LA POSSIBILITA' DOPO DECENNI DI COMPIERE QUELLA RIFORMA AGRARIA CHE SUO PADRE E IL SUO IMMEDIATO SUCCESSORE NON RIUSCIRONO A PORTARE A TERMINE.

Il 2% dei proprietari terrieri possiede il 62% della terra coltivabile del Guatemala. Le popolazioni indigene, storicamente espropriate delle loro terre dalla colonizzazione spagnola e poi dalle nuove élite dopo l'indipendenza, sono relegate sulle montagne, dove la terra è sterile, costringendole a vivere in estrema povertà. Il tasso di malnutrizione del Guatemala, pari a circa il 65%, è tra i più alti dell'emisfero occidentale.

QUESTI SONO I VERI PERSONAGGI STORICI DI QUESTE VICENDE DI SOPRAFFAZIONE E DI ASSASSINI NARRATE DA MARIO VARGAS LLOSA


Jacobo Arbenz da l'annuncio delle sue dimissioni da Presidente del Guatemala dopo essere succeduto a Juan José Arévalo e aver tentato di continuare la sua politica della riforma agraria.

Jacobo Arbenz in partenza per l'esilio con tutta la sua famiglia





 Jacobo Arbenz 





Carlos Castillo Armas con l'aiuto del dittatore della Repubblica Dominicana e della CIA prese il posto di Jacobo Arbenz diventando il Presidente del Guatemala e cancellò la Riforma agraria appena iniziata facendo uccidere i contadini e togliendo loro le terre a loro assegnate da Arbenz. Venne ucciso tre anni dopo in un agguato. Nella foto sopra è con l'arcivescovo cattolico Mariano Rossell y Arellano ostile al governo di Jacobo Arbenz, che aveva assegnato le terre incolte del latifondo in proprietà ai contadini, e favorevole alla repressione sanguinosa di Castillo Armas.




Il sanguinario dittatore della Repubblica Dominicana Trujillo con il capo della sua sicurezza il torturatore Abbes Garcìa



Presumibilmente Marta Borrero Parra. Alla fine del libro Mario Vargas LLosa riporta la sua intervista alla donna ormai ottantenne a cui gli USA hanno dato la cittadinanza: alla domanda se l'abbia avuta per la sua collaborazione con la CIA la donna si è irrigidita e ha parlato dei suoi avvocati. Qualche tempo fa si trovavano sul WEB sue foto invecchiata, da quando il libro che parla di lei, tradotto in molte lingue, ha messo in risalto la sua storia, le foto sono sparite.

domenica 5 maggio 2024

Ultima comunicazione sul rinnovo abbonamento annuale del Blog

 http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2024/02/questo-blog-esiste-da-piu-di-10-anni.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2024/02/workspace-di-google-chiusa-in-una-torre.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2024/02/messaggio-per-google-workspace.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2024/02/google-workspace-continua-mandare.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2024/03/google-e-riuscita-finalmente-prendersi.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2024/04/google-continua-ad-essere.html

Questi i 6 post, che potete rileggere cliccando sui link, dedicati al rapporto kafkiano con Google.
Come scritto nel primo di questi post il rapporto si è complicato da quando il Blog è stato passato al ramo Workspace.
Per questo anno la faccenda ora sembra risolta: abbiamo pagato con la Carta American Express e sembra che questa volta gli sia andata bene.
Ma va da sé che non mi diverto più a dover combattere con le loro paranoiche disposizioni di pagamento: scrivevano che il pagamento con Pay Pal finalmente gli andava bene poi invece no...
Per questo anno dunque riprenderò a pubblicare a puntate l'ultimo Romanzo La Sig.ra Anteri e altre mille vite.
"Normalità apparente" e "Il Romanzo dell'Università" sono pubblicizzati nelle librerie on-line ma potete ordinarli soltanto scrivendo a: rita.coltellese@gmail.com.
La raccolta di Novelle "Mostri e Ritratti" e il libro Giallo "L'uomo cane" sono ordinabili dalle librerie on-line.




domenica 21 aprile 2024

SCRITTORI STATUNITENSI

 Ho scritto più volte che gli scrittori statunitensi non sono nelle mie corde.

Ho letto moltissimo i russi, i francesi, meno gli inglesi... Pochissimo i sudamericani.
Devo ritrovarci un'anima simile ed evidentemente hanno una mentalità in cui non ritrovo nulla di me, nessuna verità che riguardi la mia esperienza di vita interiore. 
Insopportabile "Il grande Gatsby" e la scrittura di Scott Fitzgerald, disgustoso Philip Roth, noioso Hemingway...
Ma dato che leggo molto e a volte rileggo letture giovanili alle volte mi avventuro a cercare scrittori che non conosco e questa volta ho acquistato un libro di una donna, una scrittrice americana degli USA e più esattamente del Maine.
Cerco sempre di conoscere chi leggo e quindi sono andata ad esplorare il Maine giacché nel libro che sto leggendo si parla dello Stato dove lei è nata.
Ho scoperto che c'è una città che si chiama Portland, come quella dove è stato per un anno a studiare in quarta Liceo un mio nipote: ma quella Portland è nell'Oregon, sul Pacifico, mentre la Portland del Maine affaccia sull'Atlantico, dalla parte opposta.
E già scoprendo questo capisci la differenza di quel mondo geografico rispetto al mio di europea...
La scrittrice si chiama Elizabeth Strout e la protagonista del libro è una scrittrice... Alla faccia di mio marito che mi accusa di autobiografismo nelle mie creazioni...
Il titolo è "Oh William!" e non prometteva niente di buono, temevo superficialità e noia. Invece...
Invece con tono colloquiale, lieve, Strout descrive panorami, ambienti, caratteri e dalla normalità che racconta vengono fuori drammi passati e altro...
Quello che ne traggo io è comunque un confronto fra me lettrice, inevitabilmente, e il mondo che la scrittrice descrive, un mondo che oggi appartiene anche alla società italiana, sempre pronta a scimmiottare quella statunitense: famiglie sfilacciate, altre che se ne creano, figli che si adattano facendo finta che tutto sia normale ma normale non è e chi paga in sofferenza sono proprio i figli.
Quello che di orginale c'è nella storia di questo libro è l'assenza di miseria e rancore, soprattutto per merito della protagonista che, lungi dall'odiare e portare risentimento al marito che l'ha tradita abbondantemente con altre donne, pur non essendo coinvolto affettivametne con nessuna, ha per lui un sentimento protettivo, direi materno e comprensivo, e non solo perché sono genitori di due donne a cui li lega l'affetto, ma perché hanno saputo mantenere un affetto familiare che li unisce in modo in fondo esemplare.
Nella mia esperienza di vita qui in Italia ormai è normale aver visto famiglie divise ma difficilmente che abbiano anche mantenuto rapporti civili ed affettuosi. Forse solo una: la famiglia di miei consuoceri.
Per me è difficile capire come si possa dopo un fallimento coniugale avere rapporti con altri uomini. Questo è dovuto alla mia formazione cattolica che nulla ha a che vedere con la consapevolezza raggiunta che non c'è alcun dio antropomorfo, ma è una forma mentis sessuofoba che mi fa rifiutare il rapporto sessuale se non è unito ad un sentimento di amore duraturo, ad un progetto di vita serio ed impegnativo.
Ma questa è una mia caratteristica personalissima, perché constato che non tutte le donne che conosco e che hanno ricevuta uguale educazione sono come me...
Dunque è per questa mia forma mentis che non riesco a capire la protagonista del libro, che ho quasi finito di leggere, che se ne va di casa delusa dai troppi tradimenti del marito ma si rifà avendo rapporti sessuali superficiali con uomini. Non capisco cosa si risolve così... Lo trovo un degrado, proprio per il gran valore che attribuisco alla mia intimità di donna.
Ma poi arriva un uomo che ama e che sposa e di cui rimarrà tristemente vedova.
Quante vite si vivono così? Io ne concepisco solo una...
Ma posso accettare un secondo marito, non le avventure intermedie fra due mariti. Per i motivi per me svilenti la femminilità dignitosa che ho illustrato.
E' giusto cercare di continuare a vivere se il progetto nel quale ci si è impegnati è fallito non per colpa nostra.
Un altro aspetto che risalta in questo racconto, e che non riguarda soltanto la società USA, è il non dirsi mai la verità nelle famiglie. Questo ho sempre pensato che è alienante. Se non c'è sincerità nei rapporti umani non esiste rapporto.
Che rapporto hai con un familiare di cui non sai cose importanti, fondamentali? Hai relazione con uno sconosciuto che è tuo fratello, tuo padre o quello che vuoi sulla carta, ma non con la persona che egli è.
E' quello che si verifica fra William e sua madre, perché lei non si è mai svelata con lui, lasciandogli l'amaro smarrimento di aver avuto per madre una sconosciuta, dato che è morta e non potrà mai più stabilire con lei un vero rapporto madre-figlio.

sabato 20 aprile 2024

GOOGLE CONTINUA AD ESSERE INCOMPRENSIBILE

 NONOSTANTE SIA ADDIVENUTA A QUANTO NUMEROSI MESSAGGI DI GOOGLE WORKSPACE CHIEDEVANO, INSERENDO QUALE SISTEMA DI PAGAMENTO PAYPAL SU CARTA PREPAGATA, E NONOSTANTE ABBIA ACCETTATO L'ULTIMO ADDEBITO DI OLTRE USD 28, CONTINUANO AD ARRIVARMI MESSAGGI INCOMPRENSIBILI A CUI NON SI PUO' RISPONDERE, RIMANE DUNQUE UNA COMUNICAZIONE ASSOLUTAMETNE UNILATERALE.

COSA VUOLE GOOGLE WORKSPACE OLTRE AD ESSERE PAGATO?
NON SI SA.
PAY PAL E' UN SISTEMA USATO IN GRAN PARTE DEL MONDO CREDO.
LA CARTA PREPAGATA HA DENTRO SEMPRE DEL DENARO QUINDI DOVE SONO I RISCHI PER GOOGLE?
NON SI SA.
LA PRETESA DI VOLERE IL MIO IBAN PER ACCEDERE AD UN CONTO CORRENTE IN CUI STANNO TANTI MIEI SOLDI E' FOLLIA PURA: NON METTO IL MIO IBAN E I 3 NUMERI DEL CODICE DI CONTROLLO SU UN SITO COME QUELLO CHE METTE A DISPOSIZIONE GOOGLE PER GLI AMMINISTRATORI DI BLOGGER.
ACCEDERE ALLA CONSOLLE DI AMMINISTRAZIONE E' UN ENIGMA DI NON FACILE SOLUZIONE.
UN SISTEMA ME LO HA INSEGNATO L'OTTIMO FABRIZIO CASTELLI CHE HA LAVORATO E FORSE LAVORA ANCORA PER GOOGLE: ENTRARVI IN NAVIGAZIONE IN INCOGNITO.
E GIA' QUESTO NON SI SPIEGA.
PERCHE' SE PROVO AD ENTRARE PER LA VIA NORMALE MI FA ENTRARE IN UN CIRCOLO VIZIOSO IN CUI MI CHIEDE LA PASSWORD DELL'ACCOUNT GOOGLE PER RICONOSCERMI, MA POI NON MI DA LA POSSIBILITA' DI INSERIRE LA PASSWORD DI AMMINISTRATORE E MI RICHIEDE LA PASSWORD DELL'ACCOUNT GOOGLE, CHE POI E' LA STESSA DELLA MIA POSTA GMAIL....

PER QUESTA RAGIONE NON TROVO PIU' AFFIDABILE GOOGLE WORKSPACE DOPO 13 ANNI CHE ESISTE QUESTO BLOG.
HO GIA' SPIEGATO IN UN POST PRECEDENTE I PASSAGGI CHE HA FATTO IN QUESTI ANNI LA GESTIONE DI BLOGGER SENZA CHE CI FOSSERO PROBLEMI: I PRIMI ANNI BASTAVA PAGARE E ARRIVAVA ANCHE UNA RICEVUTA DEL PAGAMENTO.
E non trovando più affidabile chi gestisce questa piattaforma non posso continuare a publicare il Romanzo a puntate La Sig.ra Anteri e altre mille vite, giacché non posso garantirne la continuazione visto l'ultimo messaggio che mi è arrivato da Google Workspace dopo che nel penultimo sembrava tutto a posto:
Google Workspace

È stato programmato l'annullamento del tuo abbonamento a Google Workspace Business Starter

Un saluto da Google,

Sembra che il tuo abbonamento a Google Workspace Business Starter sia stato sospeso il giorno 4 aprile 2024.

Per non perderlo, completa i passaggi indicati di seguito. In caso contrario, Google annullerà l'abbonamento il giorno 3 giugno 2024 o in una data successiva.

Attivare l'abbonamento

  1. Accedi alla Console di amministrazione Google prima del giorno 3 giugno 2024.
  2. Vai alla pagina Fatturazione > Abbonamenti e segui i passaggi per l'attivazione.
  3. Entro le 48 ore successive, Google ti invierà un'email per informarti che il tuo abbonamento non sarà più eliminato.

lunedì 8 aprile 2024

Deportazione

 Deportazione

Non si dimentica la Terra di Caino.
Il tempo frana nei vagoni rappresi
nel fitto silenzio di anime rivolte
ad un Dio lontano.
Viaggio di sola andata.
La Terra finisce là....
Oltre Auschwitz il nulla...
Si contrae il tempo con lo spazio
in un unico attimo:il presente...
Sui binari segnati dal Male s'inseguono
barbagli di luce e lunghissime ombre.
Caronte attende.
Traghetta i giusti nel fango dell'insana follia.
Corpi denudati,defraudati,
disumanizzati,numerati,marchiati.
Avanzano folle senza Età,
senza Nome,senza Voce,
senza più Speranza.
Affondano gli zoccoli all'Ignoto.
Fievoli note di un violino errante si perdono
nell'aria sommessa e fumante di ceneri
o nelle fosse dove pietisce solo il cielo
e si flette.
Silenzio nel campo della Morte
Silenzio nei corpi lacerati
Silenzio nel grembo delle madri
Silenzio negli occhi dei bambini.

Nadia Vinci
Cenni biografici: Nadia Vinci, Maestra di Scuola Primaria, artista dalla poliedrica creatività, è Poetessa faconda e feconda.