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lunedì 9 febbraio 2015

Statistiche fra ovvietà e buonsenso

Da: Il Messaggero

Crisi, due giovani su tre vivono con genitori e famiglie "campano" con 1500 euro al mese


In Italia 2 «giovani adulti» su tre, tra 18 e 35 anni, vivono a casa con i genitori, una percentuale doppia rispetto a Francia e Regno Unito e di 17 punti superiore alla media Ue-28: risulta dagli ultimi dati Eurostat riferiti al 2013,secondo i quali i giovani che vivono in famiglia nel nostro Paese sono ormai il 65,8%. Si tratta di oltre 7 mln di persone. 

Per la metà delle famiglie possono bastare anche solo 1.500 euro per arrivare a fine mese. È questa la soglia minima di reddito indicata come necessaria per vivere senza grandi problemi che emerge dall'indagine dell'Istat sulle condizioni di vita. Le cifre fanno riferimento al 2013 e sono le ultime disponibili. Nel 2013 i nuclei che indicano 1.500 euro come livello minimo per vivere senza difficoltà sono, infatti, il 50% spaccato, in aumento a prima della crisi: nel 2008 si fermavano al 46,6%.

Sembra quindi che le recessioni, una dopo l'altra, abbiano fatto scendere l'asticella del 'fabbisognò familiare. Gli italiani, messi alla prova, hanno fatto fronte alla vita quotidiana con budget ridotti rispetto al passato. E così ora si sentono in grado di 'camparè con non più di 1.500 euro mensili. Si tratta di una 'media Paesè che varia passando dall'Italia settentrionale al Mezzogiorno, da una famiglia con più figli a una sigle, da una casa con a capo un dipendente a una con un pensionato o un disoccupato.

I tetti si abbassano, in altre parole ci si accontenta più facilmente, perchè magari abituati a far tornare i conti con meno soldi, al Sud (il 55,3% pone i 1.500 euro come soglia minima, contro il 44,9% del Nord Ovest). Stesso discorso vale se si guarda a una famiglia che si ritrova con a capo una persona in cerca di occupazione (61,4% si fa bastare 1.500 euro) o una guidata da un lavoratore dipendente (la percentuale si abbassa al 37,7%). Un altro fattore che, ovviamente, ha il suo peso è rappresentato dalle necessità: è un conto se con 1.500 euro ci deve andare avanti una coppia con almeno un figlio piccolo (solo il 27,3% li considera sufficienti), un altro se si tratta di una persona sola over65 (basta all'84,5%).



Dall'antica "statistica del pollo" in poi si sa che le statistiche servono come orientamento ma, a volte, fanno sorridere.
Le ultime righe di questo articolo, pubblicato da "Il Messaggero" su "Economia e Finanza", la dicono chiara sull'ovvietà delle considerazioni che traggono da codesti sondaggi.

Mi permetto invece una considerazione sulla mentalità, più che altro giornalistica, cioè quella mentalità che i media vorrebbero imporci come pensiero corrente ed unico: dalla statistica che  In Italia 2 «giovani adulti» su tre, tra 18 e 35 anni, vivono a casa con i genitori, ne traggono un dato negativo e SOLO legato al fatto economico. Portando a paragone altre società europee.

Ma chi ha detto che sia un male restare nella famiglia di origine se non ce ne siamo creata una nostra?
Bisogna per forza vivere in solitudine, con tutti i problemi che la solitudine comporta, per quale ragione?
La famiglia è l'unico baluardo psicologico, affettivo, solidale per l'individuo, in una società alienata ed alienante, egoista e prevaricante, quando non ingiusta.
Dunque perché mai l'Italia, Paese che per tradizione ha sempre privilegiato la famiglia, base riconosciuta anche dalla Politica come cellula fondante della Società, che sopperisce a tante lacerazioni e mancanze del tessuto sociale, dovrebbe adeguarsi alle società, prima nel tempo quella statunitense, in cui l'individuo è più solo e la famiglia più disgregata?

Parlo non perché io mi sia tenuta i figli sotto l'ala: ma essi sono usciti solo quando se ne sono creata un'altra di famiglia o quando iniziava l'abbozzo di essa. 

De Luca e la giustizia non sempre comprensibile

Da: ANSA.it

De Luca decade da sindaco di Salerno

Decisione Corte Appello su incarichi sindaco e vice ministro


La Corte di Appello di Salerno ha confermato la decadenza del sindaco Vincenzo De Luca a causa dell'incompatibilità, già dichiarata dal Tribunale, tra l' incarico di primo cittadino e viceministro alle Infrastrutture ricoperto durante il governo guidato da Enrico Letta. In seguito alla sentenza - si apprende dal portavoce del Comune di Salerno - De Luca decade dalla carica di sindaco. Lo stesso De Luca ha annunciato che ricorrerà in Cassazione contro il provvedimento.
   Le funzioni di sindaco - si apprende sempre dal Comune di Salerno - saranno svolte dall'attuale vicesindaco, Vincenzo Napoli, che già due settimane fa aveva ricoperto lo stesso incarico dopo la decisione della Prefettura di Salerno di sospendere De Luca, in applicazione della legge Severino dopo la condanna del primo cittadino a un anno di reclusione per abuso di ufficio. La sospensione decisa dalla prefettura era stata impugnata da De Luca davanti al Tar che, nel giro di due giorni, aveva accolto il suo ricorso e aveva reintegrato de Luca nell'incarico di sindaco. La Corte di Appello di Salerno, con la sentenza depositata oggi ha confermato la sentenza di condanna di primo grado emessa il 24 gennaio dello scorso anno dal Tribunale della città campana che aveva ritenuto incompatibili i due incarichi ricoperti da De Luca come sindaco e viceministro. I giudici della Corte di Appello di Salerno si erano già riuniti il 22 gennaio accogliendo l'istanza di riacquisizione del procedimento presentata dai parlamentari grillini Cioffi, Pisano e Giordano autori anche della prima denuncia. Con la sentenza depositata oggi De Luca, alcuni assessori e consiglieri comunali sono stati condannati al pagamento delle spese legali.

Confesso la mia incapacità a capire la giustizia in questo Paese.
Forse perché così lenta che quando arriva giunge in una realtà già mutata, come in questo caso, ma è kafkiana nella sua illogicità...
Appena reintegrato dopo la condanna per abuso d'ufficio (a fin di bene se si entra dentro i fatti...), nel giro di pochi giorni viene di nuovo destituito perché già anche viceministro!!!
Va benissimo che non ci sia cumulo di cariche, (come NON DEBBONO ESSERCI CUMULO DI PENSIONI E PREBENDE VARIE PER I POLITICI  I QUALI DEBBONO OBBEDIRE ALLE STESSE LEGGI CHE APPLICANO A NOI IN FATTO DI CUMULO DI PENSIONI, SE SIAMO REALMENTE UNA DEMOCRAZIA!), ma questa sentenza arriva quando di carica Vincenzo De Luca ne ha ormai una sola, essendo il governo Letta defunto da un po'!!
Forse, restando vigente il concetto che NON si devono cumulare cariche, bisognerebbe tenere conto che una delle due si è estinta e dunque altro dovrebbe essere il correttivo che dovrebbero trovare i giudici: sanzioni? Annullamento degli atti firmati come Viceministro? Restituzione della prebenda percepita come Viceministro?
Trovare una soluzione che obbedisca più sostanzialmente alla logica non dovrebbe essere difficile per dei giudici intelligenti che sanno maneggiare il Diritto.
Ma questi sanno maneggiare il Diritto?
Berlusconi non si lamenti più di persecuzione giudiziaria!
Come si vede anche De Luca, del PD, viene "perseguitato"!