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domenica 11 dicembre 2011

Quanto sono brutti i SUV!

Travolge utilitaria e fugge, morto un uomo gravissima figlia

L'investitore e' stato poi arrestato dai carabinieri

11 dicembre, 2011

(ANSA) - IVREA (TORINO), 11 DIC - Ha tamponato violentemente un'utilitaria, causando la morte del conducente e ferite gravissime per la figlia di quattro anni poi e' fuggito ma e' stato rintracciato da carabinieri. L'incidente sulla statale 26, fra Borgofranco e Montalto Dora (Torino). La Panda guidata da Oscar Clerico, 43 anni, di Borgofranco, e' stata travolta da una Bmw X6. L'uomo e' morto, la figlia e' ricoverata in condizioni gravissime al Regina Margherita di Torino. Ferita anche la moglie. (ANSA).


una Bmw X6

Mi spiace, ma lo penso e lo scrivo: spesso, troppo spesso, chi provoca incidenti gravi sono guidatori di SUV. Da automobilista ogni giorno vedo come guidano: si sentono "più su", si sentono i padroni della strada e fanno scorrettezze gravi, vista la mole del mezzo sono più pericolosi di altri veicoli.
Immagino le obiezioni: sono scorretti anche i guidatori di altri tipi di veicoli... Certo, ma nei guidatori di SUV deve scattare qualcosa che li fa agire in modo anomalo... Certo ci sono le eccezioni, ma confermano la regola.  Come esiste in alcuni individui l'identificazione con il proprio cane, che vogliono minaccioso ed aggressivo, così avviene per molti individui con la propria auto.
Altra considerazione: ci si lamenta del disavanzo di bilancio e le cause sono molteplici naturalmente... Ad una di queste contribuiscono molti italiani, facendo pendere la bilancia degli acquisti di automobili più verso le importazioni che verso auto costruite in Italia. I parcheggi e le strade sono piene di auto tedesche, francesi ecc.. Sicuramente più costose delle italiane. L' opinione giustificativa di questa scelta esterofila è che sono migliori. Non è vero, secondo me... Penso che siamo, in questo, un po' provinciali e sempre pronti a disprezzarci, anche quando non ce ne è motivo.

Argomento caldo, anzi caldissimo!

Da: Il Tempo.it Alberto Di Majo 11/12/2011

Niente tagli alla Casta 

Rivolta degli onorevoli

"ONOREVOLI" ALLA BUVETTE  della CAMERA

Nella manovra ridotte le indennità. Il presidente Fini: norma scritta male.

Il governo Monti ci ha provato. Al comma 7 dell'articolo 23 la manovra stabilisce che dal 1° gennaio 2012 gli stipendi di amministratori, sindaci, consiglieri e parlamentari siano equiparati a quelli europei. Nel caso di deputati e senatori 5.339 euro al mese netti. Invece dei quasi 12 mila che si mettono in tasca ora. Il provvedimento ha suscitato la rivolta degli onorevoli. È stato il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, a chiarire che si tratta di una scelta «inopportuna»: Camera e Senato, infatti, hanno piena autonomia di bilancio. Dunque soltanto loro possono decidere se tagliare gli stipendi o no. Tra l'altro c'è una Commissione specifica, guidata dal presidente dell'Istat Giovannini, che, prima di qualsiasi modifica, fornirà uno studio esaustivo sugli stipendi dei politici italiani e di quelli europei. Ma la questione è più complessa. Perché lo stipendio dei parlamentari è, propriamente, soltanto l'«indennità», poco meno di 5 mila euro netti al mese. Gli altri 7 mila e più sono frutto di altre voci, come la «diaria», cioè le spese per il soggiorno a Roma (3.690 euro al mese) il «rapporto eletto-elettori», poco più di 3.500 euro netti al mese per organizzare eventi politici. Infine 4.090 euro per la segreteria, che tanti parlamentari trasferiscono soltanto in parte ai propri collaboratori. Dunque ridurre l'indennità e portarla al livello europeo non sarebbe un sacrificio, visto che è già vicina ai valori degli altri parlamentari dei Paesi dell'Ue. Piuttosto si dovrebbero diminuire le altre dotazioni. Ma possono farlo soltanto le assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama. Lo chiarisce Fini: «Escludo che nel Parlamento ci possa essere un'azione dilatoria o di contrasto nei confronti di quello che inopportunamente il governo ha inserito nel decreto: la riforma delle indennità e del trattamento economico degli stipendi dei parlamentari, adeguandoli alla media di quelli degli altri Paesi europei». Fini ha ricordato la Commissione che dovrà «individuare una modalità che non si discosti troppo da quella già in atto negli altri Paesi europei». Poi ha aggiunto: «Questa Commissione terminerà il proprio lavoro nel più breve tempo possibile. Mi auguro che lo faccia nelle prossime settimane, dopodiché le due Camere tradurranno in apposite norme interne il risultato dei lavori. Nel decreto del governo la norma era stata scritta male nel senso che non è possibile intervenire per decreto nell'ambito di questioni che sono di competenza esclusiva delle Camere». Secondo il numero uno di Montecitorio «il governo è perfettamente consapevole dell'errore e la norma sarà corretta». Niente da fare, insomma. Gli stipendi dei parlamentari per ora non si toccano. Netto anche il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, che precisa: «Non sarà un rinvio». «Entro trenta giorni» dalla presentazione del lavoro della Commissione, il Parlamento deciderà le riduzioni. Anzi, ha proseguito Corsaro, «noi parlamentari vogliamo dare garanzie che ci sarà l'adeguamento degli stipendi e che sarà fatto in tempi certi». Ma se l'indennità risulterà minore di quella degli altri parlamentari europei? L'aumenteranno? O, piuttosto, taglieranno la diaria e le altre voci? Non si sa. C'è chi s'indigna: «Nella drammatica crisi che vivono le famiglie italiane è francamente indecente la "rivolta" di alcuni parlamentari contro il taglio dell'indennità», tuona il leader dei Verdi Angelo Bonelli. Sì ai tagli anche dall'ex ministro Gelmini (Pdl) e dall'esponente Pd Matteo Renzi, che si sfoga su twitter: «È stato superato il senso del pudore». Ma c'è chi fa opposizione, anonima: «Sa quanto ho speso per arrivare in Parlamento?». (Ha fatto un investimento!! Altro che studiare per lauree, specializzazioni, pubblici concorsi!! Raccattare voti per andare in Parlamento o al Senato è il vero investimento!!)


Qualche voce sana si è levata fra quelli della Casta: le parole INDECENTE, SUPERATO IL SENSO DEL PUDORE, sono più che adeguate allo spettacolo che danno coloro che vorrebbero essere chiamati ONOREVOLI.
Non ci riuscì Borghesi per ben due volte (vedere i miei post precedenti sulle spese che sosteniamo per mantenere i disonorevoli: Legge di iniziativa popolare, Finanziamento pubblico ai partiti contro il referendum, Bossi:'La gente ci ammazza') ed ora sono con le spalle al muro ma difendono a colpi di "correttezza delle procedure" i loro privilegi.
Spero che gli italiani si ricorderanno, quando andranno a votare di nuovo, di chi vanno a mettere su quegli scranni.