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lunedì 4 febbraio 2019

Tenente di Vascello Gregorio De Falco

Penso che l'Ufficiale di Marina Gregorio De Falco, dottore in Giurisprudenza, sia una di quelle persone italiane che si guadagnano quello che sono passo dopo passo, faticando sui libri, superando concorsi duri, con in più l'eterna insidia dei raccomandati in un Paese che fatica a vivere secondo le Leggi che si da, dunque, vista la corruzione delle commissioni concorsuali, chi studia e si prepara trova un ostacolo in più.

Il Tenente di Vascello Dott. Gregorio De Falco saluta militarmente


Quella sera del ridicolo, assurdo e tragico naufragio della Concordia De Falco, l'ha detto ieri nell'intervista rilasciata alla giornalista Annunziata, nemmeno aveva sotto la sua giurisdizione l'Isola del Giglio, ma quando uno dei suoi ragazzi gli ha fatto notare la lentezza con cui si muoveva un puntolino sullo schermo di controllo, troppo vicino alla costa, ha agito perché, come ha detto oggi, "qualcuno doveva pur farlo": evidentemente da quel punto di osservazione sono stati gli unici ad accorgersi del disastro che Schettino stava provocando.
Da lì, dal fare anche oltre il suo dovere, De Falco è diventato famoso. Ma mal gliene incolse, perché questo è un Paese in cui nessuno vuole prendersi responsabilità, onori si, ma responsabilità è meglio di no e il disastro della Concordia ha svelato varie carenze in Istituzioni che avevano la responsabilità di non consentire "inchini" invece tollerati...
Così De Falco invece di essere premiato è stato mandato a fare un lavoro dietro una scrivania e tolto dalle mansioni operative.
Ha fatto ricorso, il ricorso non è stato accolto, ma comunque lo hanno tolto da quel ruolo e inviato in un comando della Marina Militare.
Tutto questo subbuglio nella sua vita precisa e corretta deve aver giocato un qualche ruolo nella sua scelta di accettare l'offerta del M5S di entrare in politica: sperava di dare un buon apporto, avendo subito un'ingiustizia...
Ma l'illusione di poterlo dare è durata poco: è stato espulso dal M5S per non aver seguito l'ordine di scuderia.
Ora l'ordine di scuderia debbono seguirlo tutti gli eletti di tutti i partiti, anche se la Costituzione Italiana ha lasciato libertà di scelta con quella frase "senza vincolo di mandato", che nei fatti per molti diventa cambio di casacca, se fa comodo, e basta, ma guai ad applicarlo veramente, si finisce come Gregorio De Falco, espulso anche se figura di indubbio prestigio; meglio tenersi l'autotrasportatore  frascatano che dichiarava zero reddito, lui si che è un degno senatore a 5S!
Oggi ho ascoltato attentamente il suo punto di vista di uomo di mare sulle discusse (non da me, anzi!) scelte del Ministro dell'Interno Matteo Salvini per fermare gli sbarchi continui provenienti dai più disparati Paesi del Continente africano.
Egli è preparato nella sua materia e quello che ha detto va rispettato. In materia di naufraghi ha detto come stanno le cose dal punto di vista delle Convenzioni sulle quali, egli ha detto, non si può imporre alcuna legiferazione.
Mentre parlava delle regole sull'indubbia imposizione a tirare in barca o nave dei naufraghi e che quindi la Sea Watch non poteva fare altrimenti, mio marito, che sedeva accanto a me, ha espresso a voce alta quello che era anche il mio logico pensiero: "Sì, va bene, ma perché poi portarli fino qua in Sicilia?" 
Già, Senatore De Falco non più a 5S ma nel Gruppo Misto, non ha riflettuto che forse il porto sicuro Sicilia era un po' lontano dal luogo del naufragio?
Non si accorge, nonostante tutte le giuste regole che lei ha ricordato, che c'è una stranezza in tutti questi salvataggi di naufragi organizzati da criminali ed è la prua sempre verso la Sicilia?
Lei ha ricordato le regole dei naufragi e lei, oltre le Convenzioni, conosce inevitabilmente il Codice Italiano di Navigazione là dove parla dei naufragi:
Art. 491 - Indennità e compenso per assistenza o salvataggio di nave o di aeromobile

L’assistenza e il salvataggio di nave o di aeromobile, che non siano effettuati contro il rifiuto espresso e raGionevole deL comandante, danno diritto, entro i limiti del valore dei beni Assistiti o salvati, al risarcimento dei dannI subiti e al rimborso delle spese incontrate, nonché, ove abbiano conseguito un risultato anche parzialmente utile, a un compenso.

Il compenso è stabilito in ragione del successo ottenuto, dei rischi corsi dalla nave soccorritrice, degli sforzi compiuti e del tempo impiegato, delle spese generali dell’impresa se la nave è armata ed equipaggiata allo scopo di prestare soccorso; nonché del pericolo in cui versavano i beni assistiti o salvati e del valore dei medesimi.

Comunque anche nella Convenzione SAR è scritto MOMENTANEAMENTE: i naufraghi vengono scaricati nel primo porto sicuro (che nel caso Italia chissà perché è sempre il nostro) momentaneamente.
Però in Italia quel momentaneamente non viene rispettato e i naufraghi diventano stanziali in centri di accoglienza mantenuti dai contribuenti italiani.
Questo DEVE finire e il Ministro Matteo Salvini ha ragione e l'avrà anche se smette di fare il Ministro in questo governo. Ci saranno altri governi e gli italiani si pronunceranno se va bene loro questa imposizione, che limita la libertà di autodeterminazione del Paese, o se va bene la linea intrapresa con mille difficoltà da Matteo Salvini.
Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo, adottata ad Amburgo nel 1979 (SAR) Search and Rescue 

 Il paragrafo 3.1.9 SAR sancisce che l’obbligo dello Stato responsabile della


zona in cui viene prestato il soccorso non è necessariamente quello di accogliere le navi nei propri porti quanto di coordinare le operazioni e cooperare affinchè la nave che ha garantito il primo soccorso possa approdare in un luogo sicuro dove far sbarcare momentaneamente i passeggeri.