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lunedì 4 agosto 2014

Una famiglia unita... contro il DNA...

Da: Oggi.it
Massimo Giuseppe Bossetti incontra i genitori in carcere: “È Giovanni il mio vero padre, non Guerinoni”

Il muratore di Mapello ha detto ai suoi legali di essere sicuro della paternità di Giovanni Bossetti. La famiglia gli ha manifestato il suo appoggio: “Crediamo alla tua innocenza”. Ora la difesa si presta a fare le proprie indagini sul dna. Bossetti, intanto, cerca conforto nella fede.
Ester Arzuffi e Giovanni Bossetti hanno incontrato nel carcere di Bergamo il figlio Massimo Giuseppe, in cella dal 16 giugno con l’accusa di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio il 26 novembre 2010.
TUTTI UNITI- Sull’incontro, il primo e riservatissimo, trapela qualcosa tramite gli avvocati. Il legale di Ester, Benedetto Maria Bonomo, ha dichiarato infatti che «la famiglia è molto unita e crede fermamente che Massimo Bossetti sia innocente».

EMOZIONI FORTI- Con i genitori c’era anche Laura Letizia, la sorella gemella di Massimo: anche lei, dal test del dna, risulterebbe ovviamente figlia di Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999. Si è dunque trattato di un incontro emotivamente molto forte. «Possiamo semplicemente immaginare cosa sia accaduto – ha precisato l’avvocato Silvia Gazzetti, che con Claudio Salvagni difende il muratore -, di fronte a dei genitori che sono andati a trovare un figlio che deve rispondere di un’accusa così grave».
È LUI MIO PADRE- Ma pare non esservi dubbio su quale sia stato uno degli argomenti portanti della visita. «Chiederò a mia madre se sono davvero figlio di Guerinoni», aveva infatti detto Bossetti al gip Ezia Maccora il giorno dell’interrogatorio di garanzia. E, a Il Giorno, Ester aveva annunciato le sue intenzioni: «Voglio dire a mio figlio che è figlio legittimo, mio e di mio marito. Voglio dirgli che l’uomo che l’ha allevato è il suo vero padre. Voglio dirgli che credo nella sua innocenza e che deve essere forte».


"Ma cu' è stu dienneà?"
Si chiede chi vive nel buio dell'ignoranza e teme la realtà della Scienza.
"Non so cos'è, dunque lo rifiuto!"
"Credo a quello che mi pare! E sopprattutto a quello che fa comodo a me!"
Non ci vuole molto a riscivolare nel buio del Medioevo ed anche più giù...
Chissà se queste persone che hanno formato questa "famiglia così unita" hanno mai fatto l'analisi del sangue... che so... almeno un emocromo! Se l'hanno fatto ci avranno creduto al risultato delle analisi? Io penso di sì... e se erano a posto, se non erano anemici, se avevano il numero dei neutrofili e del resto a posto, se ne saranno andati tranquilli a casa dopo averle portate "a far leggere al dottore".
Ma al DNA la "famiglia unita" non ci crede! Per loro il DNA è come Dio: un atto di fede.
Uno può anche non crederci no?
Quattro Laboratori di altissimo livello dicono che il DNA di Massimo Giuseppe Bossetti, muratore che circolava senza particolari obblighi e ragioni dalle parti di Yara (con prove), stava sul corpo martoriato della povera bambina. E gli stessi laboratori dicono che quel DNA non è compatibile con quello del povero vecchio malato che è Giovanni Bossetti, ma corrisponde sia a quello della madre Ester Arzuffi che a quello di Guerinoni. 
Ma non fa niente. La "famiglia unita" (non sappiamo se pure il povero Giovanni Bossetti) nega ogni evidenza scientifica!
Basta negare! In fondo è andata bene tutta la vita! Mo' salta fuori sta' cosa del DNA!
Ma che c'importa a noi!!

In fondo anche la Chiesa Cattolica lo fece con Galilei!

Quel tomo pretendeva di dire che non era il Sole a girare intorno alla Terra, ma che era la Terra a girare intorno al Sole!
Che pretese! Si voleva negare la centralità della creazione! Noi eravamo il Centro dell'Universo! Dio ci aveva messo qui e l'Uomo era a sua immagine e somiglianza! Basta vedere di cosa è capace l'Uomo!
Così la storia di Yara! Vuoi vedere che era andata a fare una scampagnata all'insaputa dei genitori poi è inciampata, si è fatta male ed è morta di freddo?!!!