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martedì 4 novembre 2014

Morire senza soffrire troppo

Da: La Stampa

Si è suicidata Brittany Maynard, aveva annunciato la sua morte

Ha preso i farmaci letali nel letto della sua nuova casa di Portland, circondata dal marito Dan Diaz,
la madre Debbie Ziegler, e il padrino Gary Holmes
LAPRESSE
Brittany Maynard
03/11/2014
INVIATO A NEW YORK
Brittany Maynard è morta, come aveva annunciato, sabato sera. Ha preso i farmaci letali nel letto
della sua nuova casa di Portland, circondata dal marito Dan Diaz, la madre Debbie Ziegler, e 
il padrino Gary Holmes, per evitare le sofferenze del cancro al cervello che l’aveva comunque condannata.

Su Facebook, ha lasciato quest’ultimo messaggio: “Addio a tutti i miei cari amici e alla mia famiglia, che amo.
Oggi è il giorno che ho scelto per morire con dignità, davanti alla mia malattia terminale,
questo terribile cancro che ha portato via così tanto da me, ma che avrebbe preso ancora di più.
Il mondo è un bel posto, il viaggio è stato il mio maestro più grande, i miei amici più stretti
e miei parenti sono le persone più generose e altruiste. Ho anche un cerchio di supporto
intorno al mio letto, mentre scrivo... Addio mondo. Spargete buona energia. Siate generosi,
pagate in anticipo per restituire ad altri il bene che ricevete”.

Brittany aveva saputo di essere malata a gennaio. I medici le avevano dato sei
mesi di vita, e lei aveva scelto di evitare le cure che avrebbero rovinato la fine
della sua esistenza, senza darle una vera speranza di guarire. 
Quindi si era trasferita in Oregon con la sua famiglia per approfittare del Death 
With Dignity Act, la legge che in quello stato consente il suicidio assistito.
Aveva ricevuto da un medico la ricetta per acquistare i farmaci letali,
annunciando che li avrebbe presi il primo novembre, dopo aver festeggiato
l’ultimo compleanno del marito. Quindi aveva passato i suoi ultimi mesi
di vita viaggiando, salutando gli amici,e facendo campagna per l’eutanasia.
In questo modo ha rilanciato il dibattito sulla legalizzazione del suicidio assistito.

Giovedì scorso aveva pubblicato un video in cui diceva di non essere certa
che il primo novembre fosse la data giusta per morire, perché nonostante
il cancro stesse diventando più doloroso, lei provava ancora gioia a vivere
con la sua famiglia, ad esempio durante il viaggio che aveva fatto al Grand Canyon. 
Quel video, evidentemente, serviva solo ad alleggerire un po’ la pressione mediatica
che si era creata intorno a lei. Così sabato, nella tranquillità della sua casa di Portland,
ha ingerito i farmaci letali e concluso la sua esistenza.

Volevo scrivere qualcosa per la ricorrenza dei Morti e la triste sorte di questa giovane mi ha dato la spinta a farlo.
Ho visto le sue foto vestita da sposa: era bellissima e lo è stata fino alla fine anche se il terribile male che aveva dentro la testa e le cure l'avevano fatta gonfiare un po'... ed un occhio era semichiuso.
Tutti dobbiamo morire e, come ripeteva sempre mia madre, cattolicissima: "Vita breve, morte certa, del morire l'ora è incerta." Per fortuna in molti casi è così. Può arrivare in ogni forma, ad ogni età e all'improvviso.. Ma in certi casi sfortunati si preannuncia in modo crudele e la forza di guardarla arrivare bisogna trovarla.. Quello che non è giusto è consentirle di farci soffrire fino allo spasimo prima di spegnerci. Personalmente trovo tristissimo il commiato dalla vita e dagli affetti ma giusta la strada meno dolorosa.
Ho conosciuto una persona, un italiano, non più giovane come questa bella ragazza, che ha scelto la stessa strada di lei per non entrare nel tunnel del dolore estremo di un cancro alla bocca. Aveva tentato tutto, ma ormai lo aspettava il peggio senza speranza ed è andato in Svizzera perché in Italia non si può fare.
Era un pilota. Aveva condotto aerei di linea, ultraleggeri, addirittura aerei per spegnere gli incendi... Aveva volato per migliaia di chilometri sull'Africa con piccoli aerei da turismo.. Adorava stare sempre lassù. La sua scelta è stata triste e rispettabile.
L'unica cosa che possiamo fare, ed io lo faccio per me stessa, è ricordare i morti: dimenticarli, non parlarne più secondo me li annulla del tutto nell'oblio.
Non vado mai al cimitero quando vanno tutti: ci vado quando non c'è nessuno, nei più disparati periodi dell'anno. Non ho bisogno del 2 novembre per ricordarli.
Per ognuno mi basta uno stimolo qualsiasi: il lenzuolo appartenuto a nonna Celestina, la nonna materna di mio genero, che metto nel mio letto perché mia figlia non può usarlo con il piumone che esige lenzuola diverse, più moderne, mi suscita il suo ricordo, il suo sorriso. Il centrino ricamato da Francesca, la madre del secondo marito della mia consuocera, è appeso in un quadro a casa di mia figlia: è a forma di angelo, lo ricamò per la nascita del mio primo nipote, nipote anche della donna che sposerà poi suo figlio... Mi ricorda lei, donna semplice che sapeva per questo fare tante cose... Ricordo i suoi cioccolatini che sembravano usciti da una pasticceria... Ognuno che è passato attraverso la mia vita, sia pure per poco e un po' di lato.. lo ricordo. 

L'ultima vittima della Tragedia Costa Concordia

Da: ANSA.it

Concordia: trovato il corpo dell’ultima vittima

Resti cameriere indiano Russel Rebello in una cabina al ponte 8

03 novembre, 14:51













Rebello, morto per l'irresponsabile stupidità umana. Il suo corpo era
schiacciato e coperto dai mobili di una cabina quando la nave si è rovesciata.
Lascia moglie e due figli.

(ANSA) - ROMA, 3 NOV - Il corpo di Russel Rebello, l'ultima vittima della Concordia, 
è stato individuato a bordo del relitto della nave ormeggiata a Genova per essere
smantellata. I resti del cameriere indiano, secondo quanto si apprende, si trovano
all'interno di una cabina al ponte 8. I resti di Russel Rebello sono stati individuati
dagli uomini della Ship Recycling, il Consorzio genovese composto da Saipem e
San Giorgio che si sta occupando dei lavori di alleggerimento della nave.
Il corpo, sempre secondo quanto si apprende, era impossibile da notare fino ad
oggi in quanto era nascosto dal mobilio della nave, rovesciatosi durante le fasi
del naufragio. (ANSA).

Vista di disastro interno alla nave


Questa triste storia infinita mostra l'ennesima pagina

pietosa e richiama alle coscienze e,
si spera, alla Giustizia
l'enormità di quanto
fatto da chi aveva la
responsabilità di tante
vite umane e della grande nave,
secondo quanto previsto
dal Codice di Navigazione
e dalle Leggi Italiane e Internazionali
in fatto di Navigazione.
Schettino ha l'irresponsabile
ardire di fare le sue condoglianze
alla famiglia Rebello
attraverso i suoi avvocati!!!
Non ci sono parole per
commentare l'ennesima
uscita di questo soggetto.

Kevin Rebello, fratello di Russel, che tanto ha atteso il ritrovamento del corpo di suo fratello


Burocrazia che sbaglia e prova a correggersi

Da: Milano Post.it
Quotidiano on line di informazione e cultura


IL MINISTRO GIANNINI: SALVI I TEST DI MEDICINA, NON DOVRANNO ESSERE RIPETUTI

Milano 4 Novembre - "Le prove per l'accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina del 29 e 31 ottobre non dovranno essere ripetute". Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini. "Abbiamo trovato una soluzione che ci consente di salvare i test". A causa di un errore, erano stati invertiti i quesiti delle prove del 29 ottobre con quelli del 31.
Il ministro Giannini ha riunito a Roma la Commissione nazionale incaricata questa estate di validare le domande del quiz, che ha "vagliato i quesiti proposti ai candidati per l'Area Medica (29 ottobre) e quella dei Servizi Clinici (31 ottobre) stabilendo che, sia per l'una che per l'altra Area, 28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione. I settori scientifico-disciplinari di ciascuna Area sono infatti in larga parte comuni", spiega una nota del Miur.
"Neutralizzate" 2 domande per area - "A seguito di un confronto avuto con l'Avvocatura dello Stato e del verbale della Commissione - si legge ancora nella nota - si è deciso di procedere, dunque, con il ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti". "Questa soluzione - ha concluso Giannini - è il frutto di un approfondimento che ho richiesto da sabato convocando la Commissione nazionale e interpellando l'Avvocatura dello Stato per tutelare gli sforzi personali e anche economici dei candidati e delle loro famiglie a seguito del grave errore materiale commesso dal Cineca". (Tg.com)
La macchina burocratica dell'Italia è gravemente malata.
La gente non sa più lavorare. Compie troppi errori. 
Questo è un esempio eclatante perché interessa migliaia di persone: medici che hanno aspettato un anno e mezzo prima di poter accedere al concorsone nazionale per accedere alle Scuole di Specializzazione.
Ma ogni giorno ognuno di noi ha a che fare con assurdità e veri abusi e vessazioni da parte di una burocrazia malata.
Questo innesca inevitabilmente l'intasamento della giustizia, anch'essa soffocata da innumerevoli ricorsi...
Se la macchina delle Leggi e dei Regolamenti, che dovrebbe far scorrere le nostra italica società su binari che ci garantiscano una vita giusta e civile, funzionasse in modo regolare, senza intoppi, blocchi e altre assurdità che ci rendono la vita quanto mai difficile, non ci sarebbero tutti questi ricorsi al TAR, contenziosi, conciliazioni, quando non addirittura ricorsi per danni.  
La soluzione trovata dal Ministro Giannini per evitare una marea di ricorsi da parte dei medici che hanno sostenuto spese di viaggio e pernottamento, qualora provenienti da città diverse da quella dove si svolgeva il concorso, ma anche da chi ha avuto spese minori ma ha comunque perso il proprio tempo a fare una prova scelleratamente invertita, dimostra che ogni tanto prevale il buonsenso a rimedio della cialtroneria e dell'incompetenza.
Ma perché l'Italia è ridotta così a causa della macchina burocratica?
Perché tanti errori in tanti campi?
Questo è un errore che interessa una massa di persone, ma ciascuno di noi può testimoniare di come sia difficile il rapporto con tutto ciò che dovrebbe invece garantirci giustizia e sicurezza. Perché è questo ed è per questo che esiste la macchina burocratica che interpreta e mette in atto Leggi e Regolamenti.
Leggi e Regolamenti che sono alla base delle garanzie di tutti.
Almeno: così dovrebbe essere.
Invece è palese che così non è.
Il risultato è che viviamo male in Italia e siamo costretti a confrontarci con la vita più facile di altri cittadini europei.
Siamo in Europa ma non camminiamo con la stessa velocità. Ogni atto burocratico che compiamo ogni giorno ha un intoppo.
Questo è odioso e rende la gente irritabile, stufa e soprattutto non crede affatto che "lo Stato siamo noi", come dovrebbe essere in democrazia, ma sente lo Stato come una macchina estranea da sé e da cui temere solo rogne e guai.
Manteniamo dunque tante, troppe persone su poltrone sicure che non sanno lavorare.
Forse le Leggi sono poco chiare? Di difficile interpretazione?
Ma la macchina è anche lenta proprio per quella garanzia del posto "a vita", cosa che invece a tanti italiani, in questo momento in particolare, si chiede di accettare che non sia.
Esiste dunque un'Italia che vive nell'insicurezza, nell'incertezza del futuro delle proprie famiglie ed un'Italia che vive al riparo del posto statale e vessa l'altra parte di Paese applicando Leggi e Regolamenti con incompetenza e follia, per di più non pagando per i propri errori ma facendoli pagare a chi è danneggiato.
Questo blog ha portato tanti esempi documentabili di assurdità, abusi e vessazioni da parte dei burocrati, che chi scrive ha vissuto sulla propria pelle o di cui è venuta a conoscenza diretta parlando con persone varie: molti si arrendono per stanchezza all'abuso, all'ingiustizia, al danno che ne deriva, anche perché avere giustizia ha un costo in denaro, sempre!! Ha un costo anche in tempo: che la gente non ha perché deve correre ogni giorno dietro i propri affanni.
Altri, in numero minore, cercano, spesso senza riuscirci, di ottenere il diritto calpestato dal burocrate rivolgendosi a costosi avvocati o, spendendo di meno, alle Associazioni dei Consumatori.
Dopo una lunga battaglia attraverso la Federconsumatori ho ottenuto di non pagare un SERVIZIO NON RESO: la depurazione fognature, abitando in una zona in cui le stanno costruendo ora ma la gente paga questo Servizio non reso dal 2007, cioè da quando il Consorzio che gestiva le Acque nella mia zona ha passato la gestione ad ACEA.
Secondo la Legge è un Servizio, non un'imposta che va pagata comunque. Se una Ditta, una Società, fattura un servizio che non può aver reso perché non esiste la struttura per erogarlo commette un reato di falsa fatturazione. Eppure questo continua ad avvenire nella mia zona: io ho ottenuto il rimborso di quanto fatturato impropriamente e la voce non compare più nelle fatture che mi riguardano, ma gente che abita dove abito io continua ad avere tale fatturazione in bolletta.
Eppure la rete fognaria non esiste. Quale migliore prova se la struttura non esiste e al cittadino che si è battuto tramite Federconsumatori è stato riconosciuto il diritto di non pagare ciò che non esiste?
Non dovrebbe automaticamente essere tolto a tutti questo improprio prelievo di denaro?
Invece non è così. 
Questo è un esempio del rapporto kafkiano che l'italiano medio ha con i carrozzoni burocratici statali o comunque agenti su concessione statale.
C'è una parte di italiani che si adatta all'andazzo commettendo a sua volta abusi, cercando le vie traverse della conoscenza, della connivenza, per aggirare gli ostacoli. Questa genìa di persone confesso che mi è particolarmente odiosa e la trovo ripugnante. Se non si arriva alla vera e propria corruzione è comunque una accettazione strisciante e immorale di aggiramento delle regole. Queste persone trovano chi le regole le rispetta, e cerca attraverso la giustizia di ottenere il proprio diritto, un rompiscatole, nel caso migliore, trovando invece NORMALE non rispettarle affatto. La frase cinica è: "Le regole sono fatte per non essere rispettate."
Il cittadino corretto dunque dice amaramente: "Questo Paese non è fatto per le persone che si comportano bene, ma per le persone scorrette e disoneste."
E purtroppo è vero. In Italia si vive male e su questo blog continuerò a documentarlo con fatti concreti, perché il silenzio non migliora le cose e anche una piccola voce è meglio di niente.