Cerca nel blog

giovedì 19 giugno 2014

Gemelli biovulari

Da: Mediaset TGCOM 24 Blog - Viva la mamma - Bimbi e Blog - a cura di Maria Nigo

Curiosità: due gemelli figli di padri diversi


E’ successo in Polonia: due fratelli gemelli, un maschio e una femmina, sono risultati essere figli di padri diversi. Quando ho letto questa notizia ho commentato ad alta voce in ufficio: “Ma come ha fatto!”. In coro mi hanno risposto: “Se vuoi te lo spieghiamo noi”. Ok, solita gaffe, sigh!
Di certo, però, ci vuole veramente “tanta fortuna” ad essere ingravidata da due partner diversi praticamente contemporaneamente.
La donna polacca ha ammesso la sua infedeltà ed ha detto di essere rimasta incinta quando ancora era sposata con il marito, ma aveva anche un’altra relazione.
Che dire: viva la sincerità!
Dopo la nascita dei gemelli ha divorziato e in seguito ha chiesto di accertare che l’ex marito non fosse il padre dei suoi figli. Dalle analisi fatte, invece, è emerso che l’uomo era in realtà il padre del gemello maschio, mentre l’amante della madre era il padre della bambina.
In termini tecnici si è trattato di una “superfecondazione eteropaternale“: la futura mamma ha rilasciato ovuli multipli e ha avuto rapporti con due uomini nello stesso periodo. Lo sperma di ognuno ha fecondato un ovulo diverso. Da qui i due “gemelli diversi”.
Una eventualità rarissima, ma non unica. Secondo i media, infatti, questo è il settimo caso al mondo.
L’ultimo caso che si ricorda risale a maggio del 2009 a Dallas, nel Texas. Qui una ventenne americana diede alla luce due gemelli, uno dei quali frutto di una scappatella!


Chi ha studiato Biologia sa che questo è possibile.
L'essere umano nasce da due gameti: la cellula uovo e la cellula spermatozoo.
Se una donna in periodo fertile ha rapporti sessuali a poca distanza di tempo prima con un uomo, poi con un altro e ha due ovulazioni e un uovo viene fecondato da uno spermatozoo di un uomo e l'altro oocita da uno spermatozoo del secondo uomo, darà vita in un'unica gravidanza a due gemelli biovulari di padri diversi.
L'evento è raro solo perché all'instaurarsi della gravidanza e della formazione del corpo luteo in teoria non è possibile l'insediamento di un altro zigote. Ma se la cosa avviene a distanza di poche ore, quando ancora non è avvenuto l'annidamento della blastocisti che è nella tuba nel suo percorso verso l'utero, può succedere di avere una seconda blastocisti formata dal secondo ovulo fecondato dallo spermatozoo entrato nel secondo coito avuto dalla donna.
Questa riflessione dovrebbe indurre il povero padre putativo dell'assassino di Yara Gambirasio, Giovanni Bossetti, a far fare l'esame del DNA alla gemella del figlio di Guerinoni, nella speranza che lei possa essere invece sua figlia anche biologica, dato che l'eventualità è rara ma possibile.

Da: Blitz quotidiano

Giovanni Bossetti, l’ira del padre “ufficiale”: “Mi hai rovinato, che vergogna”

BERGAMO – Alla fine lo hanno sentito gridare: “Che vergogna”. Il padre ufficiale, ma non biologico, di Massimo Bossetti è anziano e malato e nel giro di un attimo ha scoperto che quello che ha cresciuto per 44 anni come un figlio, suo figlio non è. E che, soprattutto, quel “non figlio” è il probabile assassino di una ragazzina.
Alla fine ha prevalso la rabbia, contro Ester Arzuffi, sua moglie, che per 44 anni gli ha taciuto quella storiella giovanile con l’autista di Gorno, Giuseppe Guerinoni, che le aveva dato due gemelli, Massimo Giuseppe e Laura Letizia, nati dopo che lei era già da 3 anni la signora Bossetti.
Giovanni è un uomo malato, lunedì era in ospedale: quando ha saputo dell’arresto del figlio ha chiesto di essere dimesso. Ma il giorno dopo Ester, la moglie, ha chiamato il 118: stavolta era lei a star male. Nella registrazione di quella chiamata è rimasta impressa la coda del loro litigio: “Mi hai preso in giro, mi hai rovinato“, gridava lui piangendo e anche lei piangeva.
Esito finale di una vita di bugie, eppure le voci in paese c’erano su quell’autista prestante e su Ester, anche se nessuno osava riferirle agli inquirenti che hanno impiegato due anni per collegare il Dna di Giuseppe Guerinoni a quello di Massimo Bossetti, da lunedì scorso potenziale assassino e figlio perduto di Giovanni.

Tanta melma da spalare

Sono felice che Beppe Grillo abbia deciso di collaborare al FARE di Matteo Renzi.
Sono felice perché i ragazzi puliti e motivati del M5S, che ho collaborato anch'io con il mio voto a far entrare in Parlamento, possono essere di valido aiuto al cambiamento.
Non dimentichi Beppe che sono stati i circa 8.600.000 voti dati al suo Movimento che hanno permesso di smuovere le acque melmose della politica italiana che, come  Renzi aveva detto, : «È stato superato il senso del pudore»

Ebbene di melma ce n'è ancora tanta e dovete aiutare Renzi a spalarla perché, l'ho testato personalmente, nel PD c'è una strisciante resistenza al suo Governo.
Mentre per la strada, ovunque, la gente più disparata spera in Renzi, forse per disperazione e alcuni con scetticismo nei riguardi dell'establishment che possa non lasciarglielo fare,  dentro gli apparati del PD e le sue filiazioni si respira un'aria di sfiducia nei suoi riguardi e in quelli delle persone da lui scelte per il suo Governo, non si sa motivata da cosa... se non che il cambiamento in realtà costoro non lo vogliono. Si piegano solo per i voti che Renzi attira mentre loro erano in discesa libera.

La melma è capillarizzata e l'impresa è difficilissima. Stamane ho visto fugacemente "Agorà" nel momento in cui intervistavano uno studente brillante di un liceo statale italiano prestigioso e in contemporanea ascoltavano i pareri della renziana Bonafé in collegamento da Bruxelles. 
Il giovane con contenuta timidezza rispondeva alle domande precise di Gerardo Greco anche su cosa dovrebbe cambiare e ha detto parole come "semplificazione dei Servizi", mentre la Bonafé, convintamente, ribadiva che bisognava procedere per quel verso e che tanto c'era ancora da fare.

Personalmente penso che lo sfascio nei Servizi è ora arrivato a livelli insopportabili e difficilmente riformabili.
Un poco lo è sempre stato e lo ricordava una gentile signora in metropolitana il giorno dopo l'alluvione a la chiusura di parte di essa a Roma.
Tutti commentavano lo sfascio di una Capitale, emblema del Paese che rappresenta, e i mali che ormai ci segnaliamo l'un l'altro, ma la compita signora, classe 1943, con voce pacata ha ricordato che quando aveva iniziato ad insegnare aveva avuto bisogno del Diploma di Laurea ed aveva fatto domanda per averlo agli Uffici preposti dell'Università, allora "La Sapienza", oggi e da diversi anni semplicemente "Sapienza": dopo 7 mesi ancora non riusciva ad ottenerlo, dunque si rivolse ad un suo ex compagno di liceo che lavorava lì per poterlo avere e scoprì così che la domanda giaceva buttata in mezzo ad altre senza che gli impiegati si preoccupassero di evaderla. 

 Per lungo tempo si sono confuse le mafie e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale. Giovanni Falcone  1991“Cose di Cosa Nostra”

Ecco, quello che accade nel settore dei Servizi è come se il rispetto delle leggi e dei regolamenti fosse un optional, come se il rispetto dei cittadini e dei loro diritti fosse non dovuto... e questo non necessariamente è attribuibile soltanto ai boiardi di stato  messi lì, con i metodi fin qui usati, dai partiti, ma giù giù scendendo fino ai funzionari, agli impiegati, ai tecnici, agli operai c'è questa mentalità mafiosa che schiaccia il diritto del cittadino, lo calpesta, concependo al suo posto "il favore", perché l'altro, il cittadino che ha bisogno di un Servizio, è nelle sue mani...
Su questo blog ho documentato spesso quello che accade a me quale utente che si trova ad affrontare un sistema kafkiano dove la logica non esiste più e al suo posto c'è una follia burocratica vessatoria quanto insensata, e anche dispendiosa per la struttura che eroga "quel" servizio.
La mia pignoleria nel leggere leggi e regolamenti e il mio senso del diritto mi portano a combattere questo andazzo e ogni semplice pratica, legata ad una richiesta di un servizio, anche il più elementare, diventa un volume di carta.
La maggior parte della gente o non sa gestire il sopruso e chiede "un favore" al posto del diritto negato, oppure, come dice spesso: "ti prendono per stanchezza", che vuol dire RINUNCIARE e SUBIRE. 
L'andazzo è antico e, come ricordava l'insegnante in metropolitana, accadeva anche prima.
Basta ricordare il mio post sul Bollo Auto 2009 che richiama un caso anche peggiore che mi capitò più di trenta anni fa (per chi volesse rileggere è sotto l'etichetta "Servizi e Cittadino"), oppure un semplice telegramma con medesimo testo spedito nel 1971 dall'Olanda in Italia a due indirizzi diversi, di cui uno arrivò e l'altro non è arrivato mai. Non ho dubbi che l'errore non fu nell'ufficio postale di Amsterdam, bensì in Italia. Allora i telegrammi venivano spediti per telescrivente: una strisciolina con il testo e l'indirizzo usciva e veniva tagliata ed incollata sul modulo giallo del telegramma. Pagammo 9 fiorini, ricordo, per due telegrammi, dunque l'ufficio olandese ne ha spediti 2. Posso immaginare cosa può essere accaduto nell'ufficio italiano quando la telescrivente ha iniziato a "sputare" il messaggio, anche grazie al fatto che, avendo un padre che lavorava al telegrafo, ho visto con i miei occhi come funzionavano allora le trasmissioni dei telegrammi. L'impiegato italiano ha attaccato il primo testo uscito sul modulo, poi l'indirizzo e, quando ha visto ripetersi il testo identico ha pensato ad un doppione e ha staccato la striscia cestinandola... solo che dopo c'era un secondo indirizzo a cui spedire l'identico testo.
In Italia non paga nessuno per errori marchiani che creano danno all'utente cittadino. Questa omertà sull'agire del pubblico dipendente è un cancro difficilmente asportabile.
Oggi che hanno "privatizzato" creando Società S.p.A. tipo ENEL, TELECOM, ACEA, ecc. ecc. il discorso non cambia: perché sempre Servizi che lo Stato dovrebbe controllare sono. A capo di questi carrozzoni mettono figure non sempre adamantine: pensate alle recenti "scoperte" su Mastropasqua a cui avevano affidato l'INPS!

Dunque ci vorrebbe una vera "chemioterapia" d'urto rafforzando la responsabilità del singolo e facendogli pagare le conseguenze di questa responsabilità mal usata.
E' l'unica via.