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sabato 21 maggio 2016

Marco Pannella

Non volevo scrivere niente di Marco Pannella perché, come tutti hanno notato, anche Sorgi stamane l'ha detto ad Agorà, in vita non gli si dava tanto spazio su giornali e TV e inusitatamente da morto è una vera celebrazione corale.
Mio marito mi ha detto una cosa che mi ha fatto sorridere: "E' perché adesso si è tolto dalle scatole, ora non dà più fastidio  e quindi ne parlano volentieri." Un commento un po' ironico e solo apparentemente cinico, giacché gli esseri umani, soprattutto del mondo politico e giornalistico, ci hanno tolto ogni illusione di vera umanità.
Non ho mai votato per il Partito Radicale, anche se riconosco che alcune loro battaglie hanno aperto nuovi orizzonti di libertà.
Non condivido alcune loro scelte ed esagerazioni.
Comunque ho anch'io il mio piccolissimo aneddoto su Pannella che forse dà conto della sua atipicità come uomo politico fuori dagli schemi.
Era un giorno d'estate di un anno imprecisato e mio marito ed io scendemmo in una Roma infuocata dai Castelli Romani in un giorno forse festivo, forse era un sabato.. Scendemmo alla fermata metro di Barberini e ci avviammo lungo Via del Tritone, in discesa verso via del Corso. Non c'era che poca gente, molti erano fuori per il fine settimana o in vacanza. Ad un tratto dei ragazzi in moto urlarono a qualcuno che transitava nel marciapiedi opposto al nostro, facendomi girare a guardare verso l'altra parte della strada: "Ah Marcoooo!" Avevano gridato. E vidi Marco Pannella che risaliva Via del Tritone lentamente, senza reagire a quel richiamo un po' irrispettoso degli scooteristi. Mi meravigliai che in quel giorno non lavorativo egli camminasse solitario verso Piazza Barberini da cui noi discendevamo.
In quel periodo doveva essere deputato e quindi avrà avuto un suo ufficio presso Montecitorio che, per chi legge e non conoscesse Roma, non è molto distante da Via del Tritone. Ma lo strano è che potesse lavorare di sabato, quando i suoi colleghi non lavoravano nemmeno nei giorni feriali... Non ci pensammo più di tanto e arrivammo alla Galleria Colonna, oggi Galleria Alberto Sordi. Non ricordo cosa dovevamo fare, ma non stemmo molto, uscendo dall'uscita che dà su via del Corso. Nel tornare, proprio alla svolta fra via del Corso e via del Tritone, io camminavo girata verso mio marito che era rimasto qualche passo dietro di me, parlandogli, e mi ritrovai con la faccia contro lo stomaco di qualcuno che veniva in senso inverso. Sbattei letteralmente contro la sua camicia e mi scusai alzando confusa il viso verso quello dell'uomo altissimo che avevo "investito", lui sussurrò qualcosa di inintelligibile guardando quasi trasognato davanti a sé, non se la prese affatto e continuò il suo cammino verso Piazza Colonna, probabilmente per raggiungere il Parlamento. Recava in mano un pacchettino di carta bianca, come quello con cui avvolgono i medicinali in farmacia o i cornetti al bar.
Così solitario, vestito in giacca e cravatta con un abito chiaro, mi sembrò davvero un politico atipico. Avendo a disposizione la "buvette" non credo fosse un cornetto... Forse aveva avuto bisogno di un farmaco e la farmacia che sta a Piazza Barberini era aperta...
Tranquillo e così solo.. al lavoro un sabato..
Ricordo quando Luigi Preti lo definì "un matto" in televisione: una conduttrice gli aveva domandato cosa pensava di Pannella e lui sorridendo con bonomia, come si parla di persona da non tenere in conto, disse: "E' simpatico... ma.. è matto!" Luigi Preti ho letto che è morto nel 2009.. ma quasi nessuno se ne è accorto.
Luigi Preti