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mercoledì 4 febbraio 2015

Isola dei.. famosi in declino...

Catherine Spaak in tutto lo splendore della sua gioventù
Da: Il Messaggero
Isola, l'addio di Catherine Spaak e
le "misteriose" clausole nel contratto

Catherine Spaak ha lasciato l’isola dei Famosi praticamente appena sbarcata in Honduras. 

Il suo prematuro addio ha fatto molto discutere, ma a dare qualche particolare in più sui retroscena arriva il sito Dagospia con un articolo a firma Alberto Dandolo: “Quello della signora Spaak era uno dei contratti più esosi. Si parla di una cifra totale di circa 100 mila euro ( a Rocco Siffredi la cifra più alta, ossia 120 mila euro). E si sa, in tempo di crisi e lavoro che manca, la spocchiosa e autoreferenziale Caterina sarà stata certamente attratta dall'odore dell'Euro. Ma i primi segni di “squilibrio” e di insofferenza si sono manifestati immediatamente. Appena giunta in territorio honduregno l'ex moglie di Johnny Dorelli pare abbia incominciato a far le bizze. Ha iniziato, dicono, con la paura dei serpenti. Di cui la Spaak pare sia ossessionata. Una sua amica raggiunta da Dagospia ironicamente dice: “Ma quale paura dei serpenti! Catherine nella sua vita di serpenti e serpentoni ne ha visti tanti...e non si è mai ritratta alla loro vista!”. Certo è che tra lo staff di Magnolia in loco e l'attrice da subito non è corso buon sangue.Ma la vera notizia è un'altra. La dolce Caterina ha preteso che nel suo contratto fossero aggiunte due precise clausole.

La prima che non sarebbe dovuta entrare in contatto con l'acqua e la seconda che non sarebbe mai e poi mai apparsa in costume. Ma ci domandiamo: come è possibile contrattualizzare una anziana signora per L'Isola dei Famosi accettando che non si relazioni all'elemento naturale di cui il programma vive? E come avremmo dovuta vederla se non in costume? Che si sarebbe messa addosso? Un piumino, un abito da sera, un vestitino di piume di struzzo? Ma non era meglio spedirla in una baita a Cortina, farle inforcare un paio di sci e lanciarla con uno slittino dalla pista più alta?”.

Confesso che non ho mai visto questo genere di programmi: "L'Isola dei Famosi", "Il Grande Fratello", "Uomini e Donne" ecc. ecc.., ma scorrendo i giornali mi capita di leggere titoli e commenti su questo genere di programmi "buco della serratura".
Sono programmi che certo non elevano il livello culturale di chi li guarda, ma nemmeno quello intellettivo e morale, a mio modesto avviso, stimolando gli istinti peggiori delle persone: l'essere guardoni, gossippari, interessati a vicende prive di senso e di significato di personaggi insulsi che si agitano, sapendo di essere guardati, in atteggiamenti narcisisticamente anche volgari.
Ho comunque la percezione che attori, cantanti ed altri personaggi dello spettacolo o dello sport, un tempo sulla cresta dell'onda, trovandosi in calo di attenzione e di introiti si adattino a questa squallida trasmissione che è "L'Isola dei Famosi". Dovrebbero scrivere, con più realtà, "L'Isola dei Famosi un tempo", oppure "L'Isola degli aspiranti famosi"...
Catherine Spaak è dell'aprile 1945, un poco più grandina di me. Donna di grande fascino, fin dall'adolescenza fu il sogno di tutti i ragazzi della mia gioventù: perché bella di una bellezza adolescenziale a lungo, e assolutamente libera e disinibita... In un'epoca in cui i ragazzi italiani sognavano le nordiche perché non solo bionde, ma più disponibili. In realtà molte adolescenti italiane erano disponibilissime, ma lo facevano sotto sotto...
Ha avuto successo, ha conservato modi signorili e pieni di grazia... ma ha anche fallito alcuni aspetti della sua vita personale: quando dichiara quello che per molte vie si sa, e cioè che non ha rapporti affatto con la sua unica figlia femmina, si capisce che forse ha sbagliato molte cose...
Ora ricompare sulla scia di polemiche per il suo ritrarsi da questa sceneggiata sull'Isola in Honduras.
Non andrei mai in vacanza in Honduras, nemmeno in comodi Resort come ha fatto uno dei miei figli, però questi lo fanno per soldi... Dunque ci vanno per questo e per riacchiappare o acchiappare un poco di notorietà.
Catherine Spaak dovrebbe guardarsi da certe "amiche", come quella che ha dichiarato allusivamente a Dagospia:
“Ma quale paura dei serpenti! Catherine nella sua vita di serpenti e serpentoni ne ha visti tanti...e non si è mai ritratta alla loro vista!”


Con qualche ritocchino chirurgico... ma è ancora una bella donna

La barbarie contro tutto il mondo

Da: ADNKRONOS

Is, arso vivo il pilota giordano
La risposta di Amman: giustiziata al-Rishawi

All'indomani della diffusione di un video da parte dello Stato islamico (Is) che mostra il pilota giordano, Muath al-Kasaesbeh, bruciato vivo, le autorità giordane hanno giustiziato per terrorismo l'aspirante kamikaze irachena, Sajida al-Rishawi, e un altro jihadista. Lo ha riferito l'emittente al-Arabiya, citando fonti della sicurezza di Amman.
La al-Rishawi era stata condannata a morte per il ruolo svolto nel 2005 in un attacco suicida nella capitale giordana, costato la vita a 60 persone. L'altro terrorista salito al patibolo è Ziyad Karboli, un militante iracheno di al-Qaeda, condannato nel 2008 per l'omicidio di un giordano.
Nelle scorse settimane l'Is aveva chiesto la scarcerazione della al-Rishawi per non uccidere al-Kasaesbeh. Il pilota, in realtà, è stato ucciso lo scorso 3 gennaio, anche se le raccapriccianti immagini della morte sono state diffuse solo ieri.


la famiglia chiede vendetta.La morte di Muath deve essere "vendicata della Giordania e dalla coalizione internazionale" guidata dagli Usa, ha affermato il padre del pilota, Safi al-Kasaesbeh, in un'intervista ad al-Arabiya. L'uomo ha quindi lanciato un appello alla popolazione giordana a "mantenere la calma dopo la morta di mio figlio". Quello che hanno fatto i jihadisti - ha concluso Safi al-Kasaesbeh - è un atto "lontano dall'islam".

Come la follia nazista voleva sottomettere il mondo e non riconosceva gli altri esseri umani come uguali, così sono questi nuovi barbari assassini che in nome, falso, dell'Islam e dei suoi valori uccidono con ferocia godendoci e dando spettacolo dell'orrore di cui sono capaci.
Dagli U.S.A. al Giappone, facendo il giro del mondo da ovest verso est, essi inglobano tutti gli umani che sono da uccidere. Una mattanza cieca, senza ragione, con l'unico fine di eliminare la Vita, l'unica cosa che ci accomuna tutti.
Questi la Vita non la vogliono neppure per sé stessi, infatti si imbottiscono di esplosivo andando contro ogni istinto naturale di conservazione.
Non c'è cultura o religione, anche spinta al fanatismo, che possa tendere ad una simile negazione della Vita.
Si sono costruiti un Dio immaginario, un Allah di Morte, anelano al martirio come ogni essere umano, di qualsiasi cultura, anela a vivere la Vita, possibilmente con traumi minimi, fino alla fine.
C'è chi, per ventura, si ritrova in mezzo ad una guerra e deve viverne l'orrore, sia che ne condivida i fini e gli scopi, sia che non li condivida affatto. Ma si ritrova ad uccidere per non essere ucciso... Questi barbari invece anelano al sangue come dei Dracula.
Il Mondo intero, così follemente sfidato, deve unirsi per annientare questi mostri.
Con il nazismo ci siamo riusciti, anche se qua e là focolai di follia provano a riaccendersi, ma li monitoriamo e spegniamo subito.
la moglie del ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels. Fu un eminente membro del Partito Nazionalsocialista e ardente sostenitrice della politica di Adolf Hitler.
Alla fine della seconda guerra mondiale, mentre Berlino veniva conquistata dall'Armata Rossa, uccise i suoi sei figli e quindi si suicidò.


1º maggio 1945, i sei figli di Goebbels vengono storditi con la morfina e uccisi con delle capsule di cianuro spezzate nelle loro bocche.


Questi barbari che si dicono dell'Islam vanno privati delle armi che sono il loro strumento di morte. La fonte di denaro che li alimenta va individuata e chiusa. Chiusa.